<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Donato Didonna</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/ddidonna/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Una giusta causa per Palermo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/giusta-causa-palermo/239697/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/giusta-causa-palermo/239697/#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 May 2012 07:49:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Gesip]]></category> <category><![CDATA[Leoluca orlando]]></category> <category><![CDATA[Palermo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=239697</guid> <description><![CDATA[Durante la recente campagna elettorale abbiamo scoperto che il Comune di Palermo ha a libro paga, direttamente o indirettamente attraverso le sue partecipate, circa 22.000 dipendenti contro gli 11.000 di Torino. I relativi stipendi assorbono l’85% delle risorse comunali che sono peraltro destinate a calare per via dei tagli ai trasferimenti statali e per gli...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Durante la recente campagna elettorale abbiamo scoperto che il <strong>Comune di Palermo </strong>ha a libro paga, direttamente o indirettamente attraverso le sue partecipate, circa <strong>22.000 dipendenti </strong>contro gli 11.000 di Torino. I relativi stipendi assorbono <strong>l’85% delle risorse comunali </strong>che sono peraltro destinate a calare per via dei tagli ai trasferimenti statali e per gli ingenti debiti accumulati.</p><p>Alcuni candidati in vena di onestà intellettuale non vedevano quindi altra soluzione che ipotizzare dei sostanziosi <strong>tagli del personale</strong>. È quello che succede nelle aziende private quando cala il fatturato mentre aumenta l’indebitamento: soltanto in tempi di finanza pubblica allegra è stato possibile fare diversamente, ma questi tempi sembrano ormai definitivamente alle nostre spalle.</p><p>In genere, la <strong>spesa pubblica </strong>viene valutata diversamente da quella privata: da quest’ultima ci si aspetta che concorra direttamente alla formazione dell’utile aziendale o del valore per gli azionisti o anche per tutti gli altri portatori di interessi legati all’azienda stessa (lavoratori, clienti, ambiente, territorio, ecc.) mentre si è soliti valutare la spesa pubblica in termini di <strong>benefici collettivi</strong>. È evidente che i benefici di tanta spesa pubblica a Palermo rimangano spesso misteriosi, tanto da consolidare l’impressione che gli unici beneficiati siano gli stessi stipendiati mentre tutta la macchina comunale non rappresenti altro che un gigantesco <strong>stipendificio</strong>.</p><p>Ma esisterebbe un’alternativa teorica al licenziamento di tante persone? Ne immagino una sola: ribaltare completamente la <strong>visione palermitana circa il pubblico impiego</strong>. Altrove la qualità della burocrazia rappresenta ad esempio un fattore immateriale che attira gli investimenti e rende migliore la condizione di vita dei cittadini. Se una città come Palermo impiega il doppio del personale di altra più grande ed efficiente città d’Italia, le possibilità sono due: o li sotto impiega perché assunti per inconfessabili esigenze clientelari oppure li <strong>valorizza al massimo </strong>per competere come area urbana capace di promuovere alta qualità della vita, sviluppo economico, investimenti e turismo.</p><p>È la stessa differenza, percepibile anche a prima vista, tra un una modesta locanda e un resort di categoria 5 stelle lusso dove la differenza la fa soprattutto la professionalità e l’orientamento al cliente del personale impiegato. L’alternativa ai licenziamenti, quindi, non può che essere quella in cui si arrivi a breve ad una chiara percezione di <strong>vivere in una città a 5 stelle lusso </strong>da parte degli stessi cittadini, degli operatori economici e dei turisti. Una città tenuta a specchio e che offra servizi efficienti attraverso gente che lavori sodo anche perché, come in un grande albergo, non si tratta di svolgere mansioni particolarmente difficili, ma semmai di compierle con amore, cura per i dettagli e attenzione verso gli utenti.</p><p>Ieri mattina ho visto un camioncino della partecipata comunale <strong>Gesip</strong> disperdere per strada la sfalciatura che trasportava perché non coperta da un banale telo: ecco il tipico esempio di ciò che non serve o che non possiamo più permetterci, il <strong>lavoro fatto male</strong>. Suggerirei al neoeletto sindaco di Palermo, <strong>Leoluca Orlando</strong>, di dare alla propria organizzazione amministrativa degli <strong>obiettivi misurabili e apprezzabili </strong>da tutti i cittadini che comportino, in caso di mancato raggiungimento, un salutare <strong>taglio delle teste</strong>, a partire dai vertici responsabili fino ai livelli più bassi. In ambito lavoristico si chiama giusta causa, ma per Palermo sarebbe una <strong>santa causa</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/giusta-causa-palermo/239697/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Qui a Palermo noi facciamo così</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/palermo-facciamo-cosi/224474/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/palermo-facciamo-cosi/224474/#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 May 2012 15:52:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Antonello Cracolici]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Amministrative 2012 Palermo]]></category> <category><![CDATA[giuseppe lumia]]></category> <category><![CDATA[Leoluca orlando]]></category> <category><![CDATA[M5S]]></category> <category><![CDATA[Raffaele Lombardo]]></category> <category><![CDATA[Riccardo Nuti]]></category> <category><![CDATA[sicilia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=224474</guid> <description><![CDATA[&#8220;Qui ad Atene noi facciamo così&#8230;&#8221; comincia con queste parole il celebre discorso di Pericle agli ateniesi sulla democrazia, tenuto nel 461 a.C. Dev&#8217;essere dovuto al fatto che qui in Sicilia, durante la colonizzazione, i greci non esportarono la democrazia se tuttora abbiamo difficoltà ad attuarla e la scambiamo con la sua caricatura, la partitocrazia....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Qui ad Atene noi facciamo così</em>&#8230;&#8221; comincia con queste parole il celebre discorso di <strong>Pericle</strong> agli ateniesi sulla democrazia, tenuto nel 461 a.C. Dev&#8217;essere dovuto al fatto che qui in Sicilia, durante la colonizzazione, i greci non esportarono la <strong>democrazia</strong> se tuttora abbiamo difficoltà ad attuarla e la scambiamo con la sua caricatura, la <strong>partitocrazia</strong>.</p><p>Vi immaginate una piazza greca dove il più votato dei cittadini non venisse eletto per lo sbarramento della sua lista? Come si fa a favorire il sano ricambio politico se si spezzamo le gambe ai nuovi soggetti che si affaccciano alla vita pubblica? Eppure, è quello che sta succedendo in queste ore: il cittadino più votato,<a href="http://www.palermotoday.it/politica/elezioni-comunali-2012/consiglio-comunale-candidati-preferenze.html" target="_blank"> con oltre 3.000 preferenze</a>, <strong>Riccardo Nuti </strong>del <strong>M5S</strong>, non entrerà in consiglio comunale per un pugno di voti.</p><p>E&#8217; targata <strong>Antonello Cracolici</strong>, capogruppo PD all&#8217;ARS, <em>big sponsor </em>assieme a <strong>Giuseppe Lumia </strong>di <strong>Fabrizio Ferrandelli </strong>(lo sfidante al ballottaggio di <strong>Leoluca Orlando </strong>per la poltrona di sindaco di Palermo) così come del presidente della regione, <strong>Raffaele Lombardo</strong>, di cui sono convinti alleati di governo, la legge elettorale dello scorso anno che ha portato al 5% la <strong>soglia di sbarramento </strong>rispetto al 3% che vige sul continente.</p><p>Riporto una perla di questo testo che tanti <strong>problemi interpretativi </strong>ha creato, sul prossimo tema del ballottaggio: <em>&#8220;Per i candidati ammessi al ballottaggio rimangono fermi i collegamenti con le liste per l&#8217;elezione del consiglio dichiarati al primo turno. I candidati ammessi al ballottaggio hanno tuttavia facoltà, entro sette giorni dalla prima votazione, di dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quella o quelle con cui è stato effettuato il collegamento nel primo turno. Tutte le dichiarazioni di collegamento hanno efficacia solo se convergenti con analoghe dichiarazioni rese dai delegati delle liste interessate&#8221;.</em></p><p>Sono certo che <strong>Pericle</strong>, alla lettura di questo testo, inseguirebbe gli autori brandendo minaccioso il suo inseparabile elmo.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/1u10kKrVeUI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/palermo-facciamo-cosi/224474/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Teniamo aperte le tendine ai seggi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/teniamo-aperte-tendine-seggi/216797/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/teniamo-aperte-tendine-seggi/216797/#comments</comments> <pubDate>Thu, 03 May 2012 13:05:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[elezioni Palermo]]></category> <category><![CDATA[M5S]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[voto di scambio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=216797</guid> <description><![CDATA[Per chi ha problemi per arrivare a fine mese, tutti i mesi, il voto può essere considerato un bene di lusso da cedere al miglior offerente. A Palermo è sempre stato così e molte carriere politiche sono state costruite su questo voto a perdere. “Ad una cattiva raccolta di voti corrisponde una cattiva democrazia” diceva...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per chi ha problemi per arrivare a fine mese, tutti i mesi, il voto può essere considerato un bene di lusso da cedere al miglior offerente. A <strong>Palermo</strong> è sempre stato così e molte carriere politiche sono state costruite su questo <strong>voto a perdere</strong>. <em>“Ad una cattiva raccolta di voti corrisponde una cattiva democrazia”</em> diceva Libero Grassi.</p><p>Come si potrebbe allora, in modo semplice ed efficace, contribuire a migliorare la <strong>qualità del consenso</strong>? Il <strong>Movimento 5 Stelle </strong>ha appena proposto al Prefetto, al Questore e al Commissario Straordinario al Comune di Palermo il rimedio più semplice: <a href="http://www.ilgrillodipalermo.it/articoli/movimento-cinque-stelle/rimozione-tendine-dalle-cabine-elettorali.html" target="_blank">tenere aperte le tendine ai seggi</a>.</p><p>Come è possibile cogliere in <strong>flagranza di reato </strong>un elettore con le tendine chiuse? Sapete cosa è successo dietro queste tendine? <a href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoll.shtml?2008/04/petyx1.wmv" target="_blank">E&#8217; successo che qualche elettore-venditore </a>abbia ricevuto da un grossista in voti (le attuali <strong>quotazioni</strong> sono: € 5.000 x 100 voti) una scheda timbrata e vidimata trafugata alla vigilia del voto che è stata poi debitamente compilata e consegnata al venditore con l&#8217;intesa di riportare quella in bianco ricevuta al seggio, per continuare così lo scambio. Oppure succede che l&#8217;elettore-venditore, presunto analfabeta, compili con un <strong>normografo</strong> la preferenza oppure scatti una foto alla scheda compilata con il <strong>telefonino</strong>. A tende chiuse tutto questo è successo e può succedere finchè lo consentiremo.</p><p>P.S. &#8211; Complimenti ai ragazzi del <strong>M5S</strong> che in questo modo rispondono con i <strong>fatti</strong> a chi sa fare solo polemiche, magari interessate, sulla mafia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/teniamo-aperte-tendine-seggi/216797/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ricordiamo anche quei ventenni!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/25/ricordiamo-anche-quei-ventenni/207352/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/25/ricordiamo-anche-quei-ventenni/207352/#comments</comments> <pubDate>Wed, 25 Apr 2012 11:38:14 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[25 aprile]]></category> <category><![CDATA[cimiteri di guerra]]></category> <category><![CDATA[cimitero polacco]]></category> <category><![CDATA[liberazione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=207352</guid> <description><![CDATA[I cimiteri di guerra angloamericani, polacchi, ecc., così ordinati e solitari, mi hanno sempre colpito pensando a quei ragazzi il cui destino si è consumato nel morire per liberare una terra non loro. Mi sembra una grave e ingiusta mancanza, sotto il profilo innanzitutto storico, non ricordarli mai nelle celebrazioni del 25 aprile. Mai un...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I cimiteri di guerra angloamericani, polacchi, ecc., così ordinati e solitari, mi hanno sempre colpito pensando a quei ragazzi il cui destino si è <strong>consumato</strong> nel morire per liberare una terra non loro.</p><p>Mi sembra una grave e ingiusta mancanza, sotto il profilo <strong>innanzitutto</strong> storico, non ricordarli mai nelle celebrazioni del 25 aprile. Mai un discorso di qualche autorità, un fiore o una preghiera o tutte e tre le cose assieme.</p><p>Ecco, è tutto: mi sembrava solo giusto dirlo, proprio oggi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/25/ricordiamo-anche-quei-ventenni/207352/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Thrive, la summa delle cospirazioni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/22/thrive-summa-delle-cospirazioni/206170/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/22/thrive-summa-delle-cospirazioni/206170/#comments</comments> <pubDate>Sun, 22 Apr 2012 06:52:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Foster Gamble]]></category> <category><![CDATA[new age]]></category> <category><![CDATA[nuovo ordine mondiale]]></category> <category><![CDATA[Ogm]]></category> <category><![CDATA[riserva frazionaria]]></category> <category><![CDATA[signoraggio]]></category> <category><![CDATA[teorie cospirazioniste]]></category> <category><![CDATA[thrivemovement]]></category> <category><![CDATA[Ufo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=206170</guid> <description><![CDATA[E&#8217; un rampollo dei Gamble (P&#38;G) il novello San Tommaso d&#8217;Aquino capace di portare ad unità di visione di tutte le teorie complottistiche pluto-giudaico-massoniche, signoraggiste, ufologiche, anti Ogm, ecc. -condite in salsa new age- che imperversano in rete. Poichè, però, ciascuno di noi dovrebbe innanzitutto rispondere alla propria ragione e alla propria coscienza, comunque la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un rampollo dei <strong>Gamble</strong> (P&amp;G) il novello <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Summa_Theologiae"><strong>San Tommaso d&#8217;Aquino</strong> </a>capace di portare ad unità di visione di tutte le <strong>teorie</strong> complottistiche pluto-giudaico-massoniche, signoraggiste, ufologiche, anti Ogm, ecc. -condite in salsa <em>new age</em>- che imperversano in rete.</p><p>Poichè, però, ciascuno di noi dovrebbe innanzitutto rispondere alla propria<strong> ragione </strong>e alla propria coscienza, comunque la si pensi <em>ex ante</em>, questo efficace video ci pone di fronte a degli interrogativi rispetto ai quali prendere una posizione definitiva: <strong>pro o contro</strong>.</p><p>Per questo ne consiglio la <strong>visione</strong>:<br /> http://www.youtube.com/watch?v=ORw7PjmlHhg&amp;feature=share</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/22/thrive-summa-delle-cospirazioni/206170/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>ItaliaCamp</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/italiacamp/204630/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/italiacamp/204630/#comments</comments> <pubDate>Mon, 16 Apr 2012 08:57:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[barcamp]]></category> <category><![CDATA[imprenditoria]]></category> <category><![CDATA[innovazione sociale]]></category> <category><![CDATA[ItaliaCamp]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=204630</guid> <description><![CDATA[Chi ha la capacità di capire, ha poi la responsabilità di agire. E&#8217; la mia filosofia di vita e, cercando di esserle coerente, avevo già partecipato nel 2010 ad un BarCamp organizzato a Palermo da un gruppo di ragazzi. L&#8217;idea originaria proviene dall’Università di Stanford a Palo Alto, negli Stati Uniti d’America. Il BarCamp consiste...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Chi ha la capacità di capire, ha poi la responsabilità di agire</strong>. E&#8217; la mia filosofia di vita e, cercando di esserle coerente, avevo già partecipato nel 2010 ad un <a href="http://www.catamiati.com/catamiatibarcamp/barcamp2010.php#link024" target="_blank">BarCamp organizzato a Palermo </a>da un gruppo di ragazzi.</p><p>L&#8217;idea originaria proviene dall’<strong>Università di Stanford</strong> a Palo Alto, negli Stati Uniti d’America. Il BarCamp consiste in una “non-conferenza” collaborativa, dove chiunque può “salire in cattedra”, proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la circolazione e la diffusione delle idee. Il <strong>BarCamp</strong> è generato dai partecipanti: nessuno è spettatore e tutti contribuiscono alla sua riuscita, con la presentazione della propria idea, mediante la semplice esposizione orale oppure con la presentazione di elaborati scritti e con l’ausilio di tecnologie multimediali.</p><p>I BarCamp sono andati moltiplicandosi in questi anni anche in Italia fino all&#8217;organizzazione in grande stile di <strong><a href="http://www.italiacamp.it/" target="_blank">ItaliaCamp</a></strong>, sponsorizzato dalla <strong>Presidenza del Consiglio</strong>. Molto suggestivo il suo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=18ExywaYlJ4&amp;context=C47e1612ADvjVQa1PpcFPu05BVpO30sRFjZ4w9nTfcR_-x0z6410Y=" target="_blank">video di presentazione</a>.</p><p>ItaliaCamp vuole essere il luogo di incontro tra domanda e offerta di <strong>idee di innovazione</strong>, partendo dal sud con l&#8217;obiettivo di invertire la tendenza al declino in atto oggi in Italia. Chi ha quindi idee di innovazione sociale ed economica e voglia mettersi alla prova, si cimenti pure, incurante di chi sa solo lamentarsi sterilmente.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/18ExywaYlJ4" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/italiacamp/204630/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il primato della legge stupida</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/primato-della-legge-stupida/203268/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/primato-della-legge-stupida/203268/#comments</comments> <pubDate>Tue, 10 Apr 2012 14:42:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[burocrazia]]></category> <category><![CDATA[diritti]]></category> <category><![CDATA[imprenditoria giovanile]]></category> <category><![CDATA[impresa]]></category> <category><![CDATA[Inps]]></category> <category><![CDATA[sindacati]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=203268</guid> <description><![CDATA[Cosa c&#8217;è di peggio di una legge ingiusta? 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Concludo il mio <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/linsostenibile-leggerezza-della-demagogia/201987/" target="_blank">ragionamento</a> sull&#8217;insostenibilità economica di un certo modo di intendere la difesa di alcuni diritti in periodi di <strong>vacche magre</strong>, con un&#8217;altra &#8220;perla&#8221; giuridica tratta dalla vita vissuta di questi giorni.</p><p>Sono convinto che la <strong>disoccupazione giovanile </strong>sia il peggiore dei mali sociali perchè nega un futuro dignitoso ad intere generazioni mentre le rende ostaggio di <strong>politiche clientelari </strong>che non hanno alcun interesse a creare condizioni vere di sviluppo  economico emancipandole dall&#8217;intermedizione dei politici. E poichè credo nella <strong>responsabilità sociale </strong>e nella <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/17/il-piu-bel-gioco-di-societa-e-l%e2%80%99impresa/118884/" target="_blank">cooperazione tra le generazioni </a>per creare imprese e lavoro, visto lo stato della finanza pubblica, ho avuto modo di seguire da vicino una vicenda emblematica di come un certo modo di voler tutelare i diritti arrechi in realtà più danni che benefici.</p><p>Nel 2009 ho aiutato dei ragazzi a <strong>diventare imprenditori</strong>, fornendo loro un&#8217;idea di business e aiutandoli nel concreto avvio dell&#8217;attività. Parliamo di attività di servizi con basso margine, ma che ha comunque dato a una decina di ragazzi la possibilità di fare esperienza, di organizzare un&#8217;impresa efficiente e di farsi apprezzare da una clientela esclusivamente privata. La forma sociale prescelta è stata quella della <strong>cooperativa di lavoro</strong>.</p><p>Poco più di un anno fa, però, la cooperativa subisce un&#8217;approfondita ispezione da parte di funzionari dell&#8217;<strong>Inps</strong> che dà luogo, qualche giorno fa, ad un verbale in cui viene fondamentalmente contestato che i ragazzi non si sono applicati, contrariamente a quanto previsto dalla legge, il contratto di lavoro siglato dalle <strong>organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative</strong>, bensì altro firmato da una serie di sigle sindacali meno note, ma che comportava minori <strong>oneri contributivi</strong>. Scelta, questa, messa a verbale in assemblea dai ragazzi proprio perchè consapevoli della migliore <strong>sostenibilità economica </strong>del contratto selezionato, specie in una fare di avvio di attività in un contesto economico peraltro non facile.</p><p>Ma tutto questo agli ispettori dell&#8217;Inps importa poco: <strong>la legge è legge </strong>e la cooperativa può pure fallire oppure, udite, &#8220;può ridurre il personale se non riesce a pagare i contributi Inps attesi&#8221; (cito testualmente uno degli ispettori!). Ma è così difficile da comprendere che se uno sceglie di fare l&#8217;imprenditore non può decidere quanto guadagnare indipendentemente da quanto gli consentirà il mercato? Non basta che uno paghi i contributi su quanto effettivamente guadagna e non su quanto altri decidano in astratto? Se i guadagni aumenteranno, come auspicabile, aumenteranno anche i contributi: logico, no?</p><p>Dove si può mai andare di questo passo? In un <strong>Paese serio</strong>, amministrato da persone intelligenti, la burocrazia quando, come nel caso in questione, non ravvisi dolo, malafede oppure sfruttamento di lavoro subordinato &#8220;autonomovestito&#8221;, dovrebbe essere benevola e collaborativa, giammai ostile verso dei ragazzi che cercano responsabilmente di sottrarsi ad un comune destino di disoccupazione. E inveve no! Questa <strong>burocrazia</strong> ottusa e forte di leggi stupide, ma pur pagata con i soldi di chi produce, si permette di mostrare questo volto vile (senti mai di ispezioni alle cooperative e associazioni create ad arte dai politici per finalità elettorali?) e così odiosamente <strong>disincentivante</strong> verso la creazione di attività imprenditoriali nuove.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/primato-della-legge-stupida/203268/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;insostenibile leggerezza della demagogia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/linsostenibile-leggerezza-della-demagogia/201987/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/linsostenibile-leggerezza-della-demagogia/201987/#comments</comments> <pubDate>Tue, 03 Apr 2012 14:37:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[comune di palermo]]></category> <category><![CDATA[diritto al lavoro]]></category> <category><![CDATA[economia di mercato]]></category> <category><![CDATA[precariato]]></category> <category><![CDATA[risorse]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=201987</guid> <description><![CDATA[Non sono riuscito a leggere, nè tantomeno a rispondere puntualmente, alle centinaia di commenti al mio precedente intervento: spero di farlo ora con qualche esempio emblematico a sostegno di quanto ho scritto che confermo in toto, a cominciare dal primo paragrafo. Premetto che ho iniziato la mia collaborazione con ilfattoquotidiano.it parlando proprio di strategie più...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Non sono riuscito a leggere, nè tantomeno a rispondere puntualmente, alle <strong>centinaia di commenti </strong> al mio <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/31/goditela-finche-dura-perche-dura/201434/" target="_blank">precedente intervento</a>: spero di farlo ora con qualche esempio emblematico a sostegno di quanto ho scritto che confermo <em>in toto</em>, a cominciare dal primo paragrafo.</p><p>Premetto che ho iniziato la mia collaborazione con ilfattoquotidiano.it parlando proprio di <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/17/colletti-bianchi-contro/82482/" target="_blank">strategie</a> più pragmatiche nella <strong>lotta al malaffare</strong> che potevano rappresentare persino una risorsa per il <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/27/strategia-di-risanamento-offresi/107403/" target="_blank">risanamento</a> della finanza pubblica e che non sono certo il difensore d&#8217;ufficio di certe storture e abusi nel mondo dell&#8217;impresa e della finanza, senza per questo voler rinnegare l&#8217;economia di mercato. Per il semplice fatto che non ne conosciamo altre realisticamente percorribili.</p><p>Il rimedio <strong>teorico </strong>ai problemi che viviamo consiste, a mio avviso, nel <strong>riaffermare il primato della politica sull&#8217;economia e dell&#8217;etica sulla politica</strong> nel senso che non possiamo più ritenere di per sè  legittima e legittimante qualunque modalità di raccogliere il consenso ovvero di conseguire profitti. A controbilanciare gli abusi deve esserci innanzitutto <strong>l&#8217;informazione indipendente</strong> e la tecnologia digitale consente, in modo interattivo e a basso costo, di difendere meglio che in passato questo presidio di libertà e democrazia anche, spero, con il mio modesto contributo di <em>blogger</em>.</p><p>Dal piano teorico il passaggio a quello <strong>pratico</strong> è questione di <strong>incentivi e di disincentivi</strong>: qui è la difficoltà e la scommessa! Ho scritto che gli incentivi reali (spesso inconfessabili) che muovono la classe politica italiana devono essere oggettivamente incompatibili con <strong>l&#8217;interesse collettivo</strong> se il risultato è questo. Non dimentichiamo che sono stati i mercati, qualche mese fa, a far comprendere a tutti, a cominciare dai rappresentanti della nostra democrazia parlamentare, che era necessario rimuovere una <strong>leadership indegna</strong>. E quella stessa classe politica sta ora facendo fare a dei tecnici il &#8220;lavoro sporco&#8221; delle riforme necessarie e impopolari nella prospettiva di ritornare presto in prima fila e con le mani pulite.</p><p>Ai miei critici, quelli che si sono stracciati le vesti sentendo dire che <strong>i diritti devono essere economicamente sostenibili</strong>, vorrei quindi porre un caso emblematico tratto dalla cronaca di questi giorni che ho sotto gli occhi. Il <strong>Comune di Palermo</strong> è arrivato a impiegare <strong>oltre l&#8217;85% delle sue risorse </strong>in stipendi a favore di 20.000 dipendenti diretti, indiretti -attraverso le sue partecipate- e stabilizzazioni varie di <strong>precari</strong>. Il servizio che tutta questa gente offre ai cittadini non è certo da <em>5 stelle lusso </em>come da un tal numero ci si potrebbe aspettare, anzi!</p><p>Essere impiegati in mansioni palesemente inutili è ciò che viene comunemente scambiato per lavoro e occupazione: in realtà stiamo parlando di uno <strong>stipendificio</strong> funzionale solo alle periodiche campagne elettorali. I soldi però sono finiti e da tempo vengono tagliate o fornite in modo saltuario proprio quelle prestazioni essenziali che ci si attende da un Comune: cura del decoro pubblico e dell&#8217;ambiente, attenzione ai minori e agli anziani, illuminazione e manutenzione delle strade, tutela e fruizione pubblica dei monumenti, parchi, giardini; mobilità e trasporto pubblico, ecc.</p><p>La coperta quella è e non si capisce perchè il diritto al lavoro di alcune migliaia di precari debba avere una maggiore considerazione e tutela rispetto a quello di tanta gente che nel settore privato o autonomo lo perde a motivo della crisi oppure rispetto ai diritti di centinaia di migliaia di cittadini che si attendono servizi efficienti. Solo perchè questa minoranza è sempre a disposizione in ogni <strong>tornata elettorale </strong>e con la minaccia dei <strong>motivi di ordine pubblico </strong>ottiene sempre ciò che vuole?</p><p>Se vogliamo fare discorsi seri e intellettualmente onesti, bisogna decidersi a tagliare almeno 5.000 dipendenti comunali, a cominciare da chi non è stato selezionato per <strong>pubblico concorso</strong>, riconoscendo al massimo <strong>sussidi di disoccupazione</strong>. Questo non certo per antipatia verso queste persone, ma per creare le condizioni perchè, attraverso un uso efficiente ed oculato delle risorse pubbliche, vengano incentivati quegli investimenti privati e pubblici che creino opportunità di lavoro vero e utile alla collettività.</p><p>I principali <strong>candidati a sindaco</strong>, però, si dividono tra chi non ne parla per calcolo di opportunità elettorale e chi ancora abbraccia l&#8217;ideologia dei &#8220;diritti intoccabili&#8221;. Ma, ripeto, in una situazione del genere i diritti dei dipendenti pubblici possono ancora essere considerati <strong>intoccabili</strong>? Cosa rispondono allora i miei critici? E soprattutto, per difendere questi diritti, sarebbero disposti a (cominciare a) pagare di tasca propria?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/linsostenibile-leggerezza-della-demagogia/201987/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Goditela finchè dura, perchè non dura</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/31/goditela-finche-dura-perche-dura/201434/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/31/goditela-finche-dura-perche-dura/201434/#comments</comments> <pubDate>Sat, 31 Mar 2012 17:44:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Banche]]></category> <category><![CDATA[crisi finanza pubblica]]></category> <category><![CDATA[diritti]]></category> <category><![CDATA[diritti civili]]></category> <category><![CDATA[diritti lavoro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=201434</guid> <description><![CDATA[Mi sembra che ci stiamo girando attorno senza però mettere a fuoco lo scomodo scenario che ci sta di fronte: la festa dei diritti è finita! E&#8217; stato bello in questi anni fare a gara per intestarsi le cause più nobili sul piano, in particolare, dei diritti in materia di lavoro, di assistenza e di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra che ci stiamo girando attorno senza però mettere a fuoco lo scomodo scenario che ci sta di fronte:<strong> la festa dei diritti è finita!</strong> E&#8217; stato bello in questi anni fare a gara per intestarsi le cause più nobili sul piano, in particolare, dei diritti in materia di lavoro, di assistenza e di previdenza, ma <strong>i diritti non vivono di vita propria rispetto all&#8217;economia di un Paese </strong>e se non possono più essere sostenuti finanziariamente attraverso emissione di moneta propria, svalutazioni del cambio, emissione di titoli di debito o nuove tasse, i diritti semplicemente vengono meno mentre si riafferma per tutti il <strong>dovere</strong> di sopravvivere come Paese, di trovare e condividere responsabilmente una via d&#8217;uscita dalla crisi.</p><p>&#8220;I diritti dei lavoratori non si toccano&#8221; è solo uno slogan dei bei tempi andati: in tutte le situazioni di emergenza si fanno delle scelte dure e dei sacrifici. Come in guerra. Stiamo vivendo <strong>il più lungo periodo di pace della nostra storia</strong>, tra qualche anno non avremo più un solo testimone oculare delle violenze e delle nefandezze che si commettono in ogni guerra, ma non certo perchè siamo divenuti pacifici: sono solo cambiate le modalità con cui si può acquisire potere e influenza attraverso la competizione economica tra i Paesi il cui patrimonio industriale e finanziario rappresenta oggi il vero arsenale bellico, più delle testate nucleari. La <strong>Germania</strong> che ha perso due guerre mondiali ha vinto nella pace. Le tragedie personali, l&#8217;impoverimento e persino i suicidi cui assistiamo, affranti e impotenti oggigiorno, fanno parte dei <strong>danni collaterali</strong>, delle vittime civili di questo scontro nel quale non possiamo dichiararci &#8220;obiettori di coscienza&#8221;.</p><p>&#8220;Com&#8217;è bello sentirsi buoni con i soldi degli italiani&#8221; cantava <a href="http://www.youtube.com/watch?v=BVAbZ7zKLkw">Gaber</a>, fustigando con il suo sarcasmo l&#8217;imbroglio che ci hanno servito in questi decenni i politici. Già, perchè se esiste un complotto e dei complottisti con cui prendersela oggi, costoro non sono tanto i trader della speculazione borsistica quanto i politici che hanno <strong>costruito il proprio consenso elettorale </strong>attraverso i vari stipendifici pubblici, l&#8217;inefficienza di una elefantiaca macchina burocratica, il consolidamento -in logica di scambio- di anacronistici privilegi corporativi, l&#8217;impunità dell&#8217;evasione fiscale, della corruzione e financo delle attività criminali organizzate.</p><p>Così come ciascuno di noi, nel suo piccolo, è speculatore quando investa i suoi risparmi volendo sfruttare situazioni contingenti di mercato e non in una prospettiva di lungo termine (con i Btp, negli ultimi tre mesi, si sono potuti conseguire guadagni del 40% e oltre!), gli operatori professionali del mercato finanziario hanno l&#8217;istinto delle belve: fiutano la preda in difficoltà e non la mollano. Chi ha la responsabilità di aver fatto di una potenza industriale, nel 1992 come oggi, la facile preda della speculazione finanziaria? Sono forse state le banche internazionali a portare al 120% del Pil il debito pubblico italiano? No, il debito pubblico ha un solo padre, la <strong>classe politica </strong>degli ultimi decenni, ma chi ha selezionato questa classe politica non è meno responsabile, sia se avesse contribuito a mandarla al governo che all&#8217;opposizione e persino se si fosse astenuto!</p><p>Bisogna essere onesti: è convenuto a -quasi- tutti perchè il <strong>consociativismo</strong> è stato imperante. Pensiamoci! C&#8217;è chi ha avuto un posto di lavoro nel settore pubblico che non ne valeva il costo in termini di beneficio pubblico o perchè in eccedenza al fabbisogno effettivo, chi ha avuto una pensione -o altra forma di assistenza- indipendentemente dalla contribuzione sostenuta, chi ha ricevuto incarichi professionali che nessun privato avrebbe mai commissionato nè, tantomeno, pagato alle medesime condizioni, chi è stato fornitore o appaltatore di opere e servizi pubblici spesso inutili, ma sempre sovrapagati (perchè il pubblico paga la pubblicità più del privato: non dovrebbe essere il contrario?), chi ha ottenuto assistenza sanitaria e farmaci pur non pagando imposte o ticket, chi ha ricevuto un titolo di studio di valore legale indipendentemente dalla qualità della sua preparazione o della reputazione dell&#8217;Università che gliel&#8217;ha rilasciato, chi da consigliere o presidente di Ente locale, assessore, parlamentare e persino presidente della Camera o del Senato ha ottenuto forme di rendita vitalizia e altri privilegi ritenuti intoccabili, chi ha ricevuto contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, protezione contro la concorrenza e contro l&#8217;ingresso di concorrenti spaventati dalla burocrazia e dalla inaffidabilità della giustizia, chi fa informazione sostenuto più dal contributo pubblico all&#8217;editoria che dai lettori, ecc.</p><p>&#8220;Goditela finchè dura, perchè non dura&#8221;: deve essere stato questo l&#8217;inconfessabile e implicito passaparola che ha incentivato questa follia collettiva. Gli <strong>incentivi reali</strong> che muovono il comportamento dei politici, al di là della retorica, devono essere oggettivamente in contrasto con gli interessi del Paese e del bene comune e chi dovesse invece inventarsi degli incentivi ad essi correlati potrebbe ben essere dichiarato salvatore della Patria.</p><p>Vogliamo aggrapparci allora, per interesse personale, inerzia o forma mentis consolidata, ad una concezione dei diritti divenuta insostenibile o vogliamo davvero percorrere la <strong>strada virtuosa </strong>che, non oggi, ma forse domani, potrà consentirci di riaffermarli in maniera più responsabile? <strong>Tocca all&#8217;impresa creare ricchezza vera</strong>: alla politica tocca, al massimo, redistribuirla. Il 99,9% delle imprese in Italia (dati: Eurostat 2011) sono piccole e medie (Pmi), garantiscono però l&#8217;81,4% dell&#8217;occupazione privata (contro il 66,9% dei Paesi Eu27) e il 71,3% del valore aggiunto (contro 58,4% di Eu27), il resto è appannaggio delle grandi imprese. Liberiamo l&#8217;impresa dalla burocrazia e dai lacci di una legislazione &#8220;buonista con i soldi degli italiani&#8221; che producono, tagliamo lo spreco, l&#8217;inefficiente e il superfluo anche nel <strong>pubblico impiego </strong>e nelle partecipate pubbliche, colpiamo l&#8217;evasione, la corruzione e il malaffare, tagliamo le tasse e sarà il sistema imprenditoriale, risorgendo, a dare lavoro e ad assicurare la sostenibilità dei diritti.</p><p>La <strong>Grecia</strong> non ha il nostro Dna imprenditoriale, ma il suo presente potrebbe diventare il nostro futuro da incubo se non cambiamo decisamente rotta.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/31/goditela-finche-dura-perche-dura/201434/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Elezioni Palermo: l&#8217;unica novità si chiama Stef</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/elezioni-palermo-lunica-novita-chiama-stef/195551/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/elezioni-palermo-lunica-novita-chiama-stef/195551/#comments</comments> <pubDate>Mon, 05 Mar 2012 12:18:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Borsellino]]></category> <category><![CDATA[Faraone]]></category> <category><![CDATA[Ferrandelli]]></category> <category><![CDATA[Lumia]]></category> <category><![CDATA[primarie Palermo]]></category> <category><![CDATA[Raffaele Lombardo]]></category> <category><![CDATA[STEF]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195551</guid> <description><![CDATA[Con la celebrazione delle primarie del centrosinistra e la vittoria di stretta misura di Fabrizio Ferrandelli su Rita Borsellino, la campagna elettorale per le amministrative di Palermo entra oggi nel vivo, a due mesi dal voto. La prospettiva di una vittoria facile del centrosinistra, dopo dieci anni di gestione Cammarata, ha generato lotte fratricide senza...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Con la celebrazione delle <strong>primarie del centrosinistra </strong>e la vittoria di stretta misura di <strong>Fabrizio Ferrandelli</strong> su <strong>Rita Borsellino</strong>, la campagna elettorale per le amministrative di Palermo entra oggi nel vivo, a due mesi dal voto.</p><p>La prospettiva di una vittoria facile del centrosinistra, dopo dieci anni di gestione <strong>Cammarata</strong>, ha generato lotte fratricide senza esclusione di colpi: la <strong>Borsellino</strong> designata dai partiti (Pd, Idv e Sel) si è dovuta confrontare con due dei tre consiglieri che aveva nel suo grupppo in consiglio comunale (<strong>Ferrandelli</strong> e <strong>Antonella Monastra</strong>) e con l&#8217;unico iscritto del Pd nella competizione (il rottamatore <strong>Faraone</strong>).</p><p><strong>Ferrandelli</strong> sfiderà ora il solo candidato del &#8220;terzo polo&#8221; (<strong>Massimo Costa</strong>) appoggiato dal Pdl in chiave anti <strong>Lombardo</strong> o il Pdl designerà veramente un proprio candidato come il presidente dell&#8217;Ars, <strong>Francesco Cascio</strong>? Già, perchè in questa partita anche <strong>Lombardo</strong> gioca il suo ruolo in quanto Ferrandelli è sostenuto da quella parte del Pd che sostiene il governo Lombardo: dal sen. <strong>Giuseppe Lumia </strong>e dal capogruppo <strong>Antonello Cracolici</strong>. Niente paura: è solo il laboratorio politico siciliano!</p><p>Se le lotte di potere vi appassionano, restate sintonizzati su queste trame e su questi personaggi. Se invece vi stanno a cuore le cose serie e le risposte ai problemi reali, lasciateli cuocere nel loro brodo e prendete nota di questo nome: <strong>Stef</strong>.</p><p><strong>Stef</strong> è l&#8217;acronimo di un gruppo <em>web based </em>di cittadini che non si sono mai visti in faccia: <strong>Socially Territory Equity Forgetfully</strong> (dove forgetfully è un chiaro riferimento alla poca memoria dell&#8217;elettore medio). Una sorta di <strong>Beati Paoli </strong>digitali. Agiscono in rete, tra blog e siti di informazione, avvalendosi delle proprie competenze per aiutare tutti a porre ai candidati alle amministrative le domande giuste, quelle che tutti hanno sinora accurtamente evitato.</p><p>Ho notato subito <strong>Stef</strong> <a href="http://www.rosalio.it/2011/10/31/stef-veni-foras/">qualche mese fa </a>perchè i suoi interventi erano particolarmente puntuali e documentati. <strong>Stef</strong> ha ora un <a href="https://sites.google.com/site/pa2012domande/home"><strong>proprio sito </strong></a>attraverso cui continua ad elaborare severe domande da porre ai candidati sindaci e attraverso cui è anche possibile determinare la propria quota di contributo al risanamento delle casse comunali, sia se dovesse venir dichiarata la situazione di <strong>dissesto finanziario </strong>che non. Il resto sono solo chiacchiere, marketing politico, cartelloni 6&#215;3, immagine e inconfessabili scambi clientelari.</p><p>La democrazia è infatti bella e benefica solo quando si rivolge a persone adulte.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/elezioni-palermo-lunica-novita-chiama-stef/195551/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La Regione Sicilia e il censimento dei record</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/25/sicilia-censimento-immobiliare-record/193369/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/25/sicilia-censimento-immobiliare-record/193369/#comments</comments> <pubDate>Sat, 25 Feb 2012 09:30:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[censimento immobiliare]]></category> <category><![CDATA[dissesto finanziario]]></category> <category><![CDATA[Ezio Bigotti]]></category> <category><![CDATA[immobili]]></category> <category><![CDATA[regione siciliana]]></category> <category><![CDATA[sicilia]]></category> <category><![CDATA[Spi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=193369</guid> <description><![CDATA[Per nulla appagato dagli 80 milioni già fatturati alla Regione Siciliana, l&#8217;immobiliarista Ezio Bigotti di Pinerolo, il socio privato della discutibile operazione di valorizzazione degli immobili regionali attraverso la Spi &#8211; Sicilia Patrimonio Immobiliare Spa, adesso rilancia con la richiesta di altri 60 &#8211; per un totale di 140 milioni &#8211; per presunti mancati guadagni legati...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per nulla appagato dagli <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/02/05/news/per_censire_i_suoi_immobili_la_regione_spende_80_milioni-12080710/" target="_blank">80 milioni</a></span> già fatturati alla Regione Siciliana, l&#8217;immobiliarista <strong>Ezio Bigotti </strong>di Pinerolo, il socio privato della discutibile operazione di valorizzazione degli immobili regionali attraverso la Spi &#8211; Sicilia Patrimonio Immobiliare Spa, adesso rilancia con la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/02/22/regione-il-censimento-oro-rischia-di-costare.html" target="_blank">richiesta di altri 60</a></span> &#8211; per un totale di 140 milioni &#8211; per presunti mancati guadagni legati al contratto per il censimento degli <strong>immobili della Regione</strong>, firmato nel 2006 e bloccato nel 2011.</p><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/27/le-worst-practice-della-regione-siciliana/94315/" target="_blank">Non è la prima volta che ne parlo</a>: l&#8217;unico vantaggio che sembra aver ricavato la <strong>Regione Siciliana </strong>da questa collaborazione sembra quello di averle consentito di chiudere gli ultimi bilanci con una ricca previsione di entrate legate alla valorizzazione del patrimonio immobiliare, previsione rivelatasi però assolutamente fantasiosa.</p><p>Ma cosa spinge oggi Bigotti, attraverso la Partner Sicily Properties di Pinerolo, ad affrettarsi a chiedere all’Amministrazione regionale il pagamento di ulteriori 60 milioni di euro? Forse l&#8217;urgenza di iscrivere il credito vantato nello stato passivo del bilancio regionale a rishio di <strong>dissesto finanziario</strong>?</p><p>Incredibilmente, l&#8217;Amministrazione regionale ha annunciato di voler aprire un <strong>arbitrato</strong>: il contratto è evidentemente di ferro se va onorato pur essendo già costato alla Regione 80 milioni di euro a fronte dei pochi milioni sborsati dallo Stato per il censimento del proprio! Quale consulente avrà assistito all&#8217;epoca Bigotti? Non potrebbe avvalersene oggi l&#8217;assessore regionale al bilancio per tutelare più avvedutamente gli interessi dei siciliani? Niente di più facile, visto che si tratta dello stesso assessore al bilancio!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/25/sicilia-censimento-immobiliare-record/193369/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Meglio un sindaco o un commissario?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/meglio-sindaco-commissario/192400/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/meglio-sindaco-commissario/192400/#comments</comments> <pubDate>Mon, 20 Feb 2012 14:41:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Cammarata]]></category> <category><![CDATA[commissario]]></category> <category><![CDATA[dissesto finanziario]]></category> <category><![CDATA[Palermo]]></category> <category><![CDATA[sindaco]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=192400</guid> <description><![CDATA[La situazione dei conti del Comune di Palermo e delle sue controllate è così grave che sarebbe più logico assistere a rinunce, a inviti cortesemente declinati (come avviene nel centrodestra per l&#8217;imbarazzante eredità lasciata dal dimissionario Cammarata) che alla patetica lotta tra i candidati a sindaco del centrosinistra, nell&#8217;ingenua prospettiva che si tratti di raccogliere...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La situazione dei conti del <strong>Comune di Palermo </strong>e delle sue controllate è così grave che sarebbe più logico assistere a rinunce, a inviti cortesemente declinati (come avviene nel centrodestra per l&#8217;imbarazzante eredità lasciata dal dimissionario <strong>Cammarata</strong>) che alla patetica lotta tra i candidati a sindaco del centrosinistra, nell&#8217;ingenua prospettiva che si tratti di raccogliere una vittoria facile.</p><p>Quand&#8217;anche lo fosse, nonostante la candidatura a sorpresa del giovane e presentabile presidente del Coni regionale da parte del &#8220;terzo polo&#8221;, sarebbe una vittoria di Pirro perchè i problemi da affrontare sarebbero più da tecnici senza base clientelare oppure da politici votati al martirio elettorale, di quelli che guardano all&#8217;interesse delle prossime generazioni più che alle prossime votazioni. Solo un governo tecnico come quello nazionale poteva <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/olimpiadi-2020-governo-monti-versoil-alla-candidatura-roma/191166/" target="_blank">rinunciare ad un evento come le <strong>Olimpiadi</strong></a></span> che un qualunque politico ci avrebbe invece venduto come un&#8217;irrinunciabile occasione di sviluppo.</p><p>E&#8217; per questo che tra quanti non si appassionano più ai <em><strong>ludi cartacei </strong></em>(la sprezzante definizione mussoliniana delle consultazioni elettorali) del <em>marketing</em> elettorale da 6&#215;3, sta crescendo il consenso verso una soluzione diversa e radicale: se i numeri nudi e crudi, sinora tenuti nascosti, confermeranno lo stato di <strong>dissesto finanziario</strong>, che si vada al commissariamento con la conseguente ineleggibilità degli amministratori responsabili.</p><p>Non è <strong>sospensione della democrazia</strong>: la democrazia a Palermo era già stata sospesa quando, per motivi clientelari, si sono trasformati il Comune e le sue partecipate in stipendifici di scarsa utilità pubblica, quando, per mancanza di controlli, sono state consentite spese pazze da parte di pubblici amministratori e quando, per coltivare clientele a destra come a manca, sono stati sperperati soldi pubblici per inutili sussidi e provvidenze.</p><p>Un commissario che tagli, che dica dei no, che denunci responsabilità e che licenzi è proprio la cura necessaria perchè regredisca &#8220;<em>quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia&#8221;</em>, come cantava <strong>Gaber</strong>. Un commissario potrà infine rappresentare l&#8217;interlocutore unico per quei <strong>movimenti</strong> &#8211; quelli veri, non quelli nati sotto le elezioni &#8211; che hanno a cuore l&#8217;interesse per la qualità della vita urbana con proposte partecipate e a costo zero. Oggi servono soprattutto queste per rendere più vivibile una città come Palermo e una città dove i cittadini vivano meglio sarà il miglior incentivo per attirare turismo e investimenti.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/meglio-sindaco-commissario/192400/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;economia civile secondo Zamagni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/leconomia-civile-secondo-zamagni/189035/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/leconomia-civile-secondo-zamagni/189035/#comments</comments> <pubDate>Sat, 04 Feb 2012 16:24:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[disoccupazione]]></category> <category><![CDATA[economia civile]]></category> <category><![CDATA[economia di mercato]]></category> <category><![CDATA[impresa sociale]]></category> <category><![CDATA[Zamagni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=189035</guid> <description><![CDATA[Così come la democrazia è comunemente ritenuta la migliore forma di governo che conosciamo, l’economia di mercato è il modello economico più efficiente che conosciamo per ottimizzare il rapporto tra domanda e offerta di merci e servizi, misurato com’è dal profitto. Fino a ventidue anni fa conoscevamo anche un altro modello, quello dell&#8217;economia pianificata del c.d. socialismo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Così come la democrazia è comunemente ritenuta la migliore forma di governo che conosciamo, <strong>l’economia di mercato</strong> è il modello economico più efficiente che conosciamo per ottimizzare il rapporto tra domanda e offerta di merci e servizi, misurato com’è dal profitto. Fino a ventidue anni fa conoscevamo anche un altro modello, quello <strong>dell&#8217;economia pianificata</strong> del c.d. socialismo reale, ma questo modello è scomparso dalla faccia della terra senza neanche tanti rimpianti.</p><p>L&#8217;economia di mercato, in realtà, non dispone di uno solo, bensì di almeno tre modelli economici: quello <strong>liberista</strong> di stampo anglosassone, quello <strong>sociale</strong> di matrice tedesca e quello <strong>civile</strong> di origine italiana, anche se tendiamo a dimenticarcene per provinciale esterofilia e soprattutto per gli interessi legati all&#8217;impresa di tipo capitalistico.</p><p>Ho partecipato ieri sera, nell&#8217;aula magna della facoltà di Giurisprudenza dell&#8217;Università di Palermo, a un&#8217;interessante e affollato incontro con il prof. <strong>Stefano Zamagni </strong>dell&#8217;Università di Bologna sul tema: &#8220;La dignità del lavoro, valore non negoziabile&#8221;.</p><p>Per <strong>Zamagni</strong><strong> </strong>l&#8217;impresa capitalistica e quella sociale o civile non sono alternative, ma complementari. Il sistema capitalistico, specie nell&#8217;attuale fase di <strong><em>jobless growth</em></strong> (crescita senza creazione di posti di lavoro) dovuto all&#8217;uso delle tecnologie, digitali e non, non vive come prioritario il problema della piena occupazione, anzi presuppone un livello fisiologico e costante di disoccupazione mentre l&#8217;impresa civile intende il lavoro come un fine<strong> </strong>e non solo come un mezzo o un fattore della produzione.</p><p><strong>La soluzione</strong> che Zamagni propone per affrontare efficacemente la grave crisi occupazionale che stiamo attraversando, forte anche dell&#8217;esperienza maturata alla presidenza dell&#8217;Agenzia per il terzo settore, è a costo zero attraverso l&#8217;estensione alle imprese c.d. sociali o civili dei benefici già previsti per le <strong>Onlus</strong>. Questa misura si aggiungerebbe a quelle del governo Monti, in tema di sviluppo, attraverso le liberalizzazioni, la semplificazione degli adempimenti e la costituzione di società di capitali con soci <em>under 35</em>.</p><p><strong>Cos&#8217;è un&#8217;impresa civile?</strong> L&#8217;Italia si è dotata di una legislazione avanzata attraverso il <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/06155dl.htm" target="_blank">D.Lgs. 155 del 2006</a> sulle <strong>imprese sociali</strong><strong> </strong>stabilendo all&#8217;art. 2 quali siano le attività a rilevanza sociale. Questo settore che opera nell&#8217;ottica della <strong>produzione</strong>, non della redistribuzione del reddito, si svilupperebbe senza oneri per lo Stato se solo, come già detto, fossero riconosciute le stesse prerogative delle cooperative sociali e delle Onlus quando agiscono come imprese.</p><p>Si tratta di una rivoluzione culturale che presuppone altri due capisaldi: la <strong>rivalutazione della dignità del lavoro manuale</strong><strong> </strong>rispetto a quello intellettuale (&#8220;se non studi ti mando a lavorare&#8221; è la tradizionale minaccia delle famiglie italiane che sottintende che lo studio non sia già un lavoro mentre il lavoro manuale sia invece una condanna, con la conseguenza che i nostri disoccupati intellettuali sono i meno propensi &#8211; in Europa &#8211; ad accettare una, sia pur transitoria, occupazione manuale) e <strong>l&#8217;armonizzazione tra lavoro e famiglia</strong><strong> </strong>che in Italia ha portato alla minore fertilità femminile pur con la più bassa quota di partecipazione femminile al mondo del lavoro: un&#8217;assenza che ha privato questo mondo della naturale maggiore attenzione della donna al senso dell&#8217;equità e alla ricaduta sociale del proprio impegno.</p><p>In conclusione<strong> </strong>Zamagni ha affermato che i modelli improntati alla razionalità delle leggi di mercato e all&#8217;efficienza produttiva devono bilanciarsi con quelli ispirati alla &#8220;solidarietà fraterna&#8221; in modo da consentire, attraverso il lavoro vissuto come fine e non come mezzo, lo sviluppo integrato della persona attraverso il soddisfacimento dei suoi bisogni materiali, socio-relazionali ed esistenziali. L&#8217;incentivo alla promozione di imprese sociali potrebbe portare alla nascita di 50.000 nuove imprese con una<strong> </strong><strong>ricaduta occupazionale</strong><strong> </strong>di 500.000 nuovi posti di lavoro che sorreggerebbero il Pil.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/leconomia-civile-secondo-zamagni/189035/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Lombardo insegni a pescare!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/lombardo-insegni-pescare/187264/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/lombardo-insegni-pescare/187264/#comments</comments> <pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:51:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Donato Didonna]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[Movimento dei Forconi]]></category> <category><![CDATA[Raffaele Lombardo]]></category> <category><![CDATA[sicilia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=187264</guid> <description><![CDATA[Politicamente parlando, regalare un pesce al giorno in termini di assunzioni, stabilizzazioni, contributi e sussidi assistenziali, ecc. è stato sicuramente più ripagante dell&#8217;insegnare a pescare perché crea quella dipendenza che, come ogni politico sa, garantisce la rielezione e, magari, lunghe carriere politiche. Se in Sicilia non ci fosse stata tanta gente in stato di bisogno,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Politicamente parlando, regalare un pesce al giorno in termini di assunzioni, stabilizzazioni, contributi e sussidi assistenziali, ecc. è stato sicuramente più ripagante dell&#8217;insegnare a pescare perché crea quella <strong>dipendenza</strong> che, come ogni politico sa, garantisce la rielezione e, magari, lunghe carriere politiche.</p><p>Se in Sicilia non ci fosse stata tanta gente in stato di bisogno, la stessa gente che bisogno avrebbe mai avuto di eleggere quella che è considerata la più squalificata e squalificante classe politica italiana (da <strong>Ciancimino </strong>a <strong>Cuffaro</strong>), capace per decenni solo di moltiplicare pani e pesci da distribuire senza mai curarsi del <strong>ritorno non elettorale </strong>della spesa pubblica?</p><p>Il <em><a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/01/26/news/roma_da_monti_apertura_a_lombardo_il_governatore_ora_stop_alle_proteste-28776147/" target="_blank">cahier de doléances</a> </em>presentato da <strong>Lombardo</strong> a <strong>Monti</strong> qualche giorno fa ne é un tipico esempio e fa sorridere, in particolare, la richiesta spartitoria di appalti in <strong>Libia</strong> riservati a imprese siciliane che ricorda, più che un tavolo tecnico, il famoso &#8220;<a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/10/06/un-plenipotenziario-della-mafia-al-tavolino-dei.html" target="_blank">tavolino</a>&#8220;. Non stupisce quindi la poca accondiscendenza con cui tali richieste sono state accolte dall&#8217;esecutivo nazionale.</p><p>Ma se il presidente Lombardo, pensando per esempio alle proteste del <strong>Movimento dei forconi</strong>, volesse, una volta tanto, dare ai suoi rappresentati una canna per pescare, cosa potrebbe fare?</p><p>Facciamo l&#8217;esempio degli agricoltori tra i più intervistati, quelli che lamentano i bassi prezzi del grano pressati dai cereali della concorrenza estera che giunge per mare. La <strong>Sicilia</strong> produce dai tempi dei romani grano di grande qualità, ha una popolazione di più di cinque milioni di abitanti, superiore a quella di diversi stati europei, quindi dispone di un importante mercato interno a <strong>dieta mediterranea</strong>, il prezzo in euro del prodotto trasformato (pane, pasta) è di gran lunga superiore ai centesimi con cui si acquista la materia prima: è lì che si forma il valore.</p><p>Conosco pastifici con macchinari a trafilatura in bronzo che lavorano molto al di sotto del loro potenziale, anche un solo giorno alla settimana, perchè non riuscirebbero a vendere il maggior prodotto, pur essendo il loro &#8211; e lo testimonio personalmente &#8211; migliore di quello dei campioni nazionali del settore e, per di più, certificato <strong>biologico</strong>. Produttori e trasformatori devono unirsi per <strong>creare valore </strong>sull&#8217;esempio dei migliori consorzi e cooperative operanti in Sicilia. E, dopo che si saranno uniti, imparare ad affidare a <a href="http://www.cronachedigusto.it/archiviodal-05042011/350-nomine/7199-settesoli-primo-cda-senza-planeta-vito-varvaro-e-il-nuovo-presidente.html" target="_blank">persone capaci</a> i ruoli aziedali chiave.</p><p>Cosa potrebbe fare per loro <strong>Lombardo</strong>? Innanzitutto pubblicizzare le migliori pratiche, quelle più virtuose, fosse anche ospitando nel suo <a href="http://www.raffaelelombardo.it/" target="_blank">blog</a> videointerviste a quegli imprenditori siciliani che non hanno bisogno di lui, che hanno <strong>storie di successo </strong>alle spalle, perchè spieghino come abbiano fatto e stimolino l&#8217;emulazione.</p><p>E&#8217; sicuramente più difficile avere <strong><em>leadership</em></strong> tra persone motivate e competenti piuttosto che cavalcare la rabbia di disperati proponendosi come mediatore, ma è questo che serve alla Sicilia per evolvere culturalmente, civilmente e impreditorialmente. Chi soffre della dipendenza del bisogno preferirà sempre l&#8217;uovo oggi, ma così, assecondandolo, non avrà mai una gallina domani: bisogna invece pizzicare i bravi perchè indichino la strada!</p><p>Poi bisogna promuovere efficacemente il prodotto locale innanzitutto nel <strong>mercato domestico</strong>. Le manifestazioni di questi giorni in Sicilia erano tutte caratterizzate dallo sventolio di bandiere esclusivamente sicilianiste, quelle col triscele. Poichè siamo ciò che mangiamo, fossi in Lombardo, ribadirei con un&#8217;adeguata <strong>campagna mediatica </strong>che solo chi si nutre di cibo siciliano può dirsi veramente tale e  quindi, per venire in aiuto del consumatore che non volesse scoprirsi mezzo marocchino, cinese o, peggio, padano, visto che non è possibile vietare l&#8217;importazione di prodotti da fuori, si può sicuramente disporre per <strong>legge regionale</strong> di <strong>distinguere nettamente </strong>nella grande e nella piccola distribuzione così come nei mercati generali, la merce di provenienza locale o a km zero da tutta l&#8217;altra, punendo severamente i furbi.</p><p>Ciò significherà infrangere la diffusa convinzione, complice l&#8217;<strong>omertà</strong> dei commercianti e di certi produttori siciliani, che molta merce istintivamente intesa come siciliana (olio, pane, carne, pesce, arance, pomodori, uova, ecc.) al di là della <strong>sospetta stagionalità </strong>in realtà non lo sia e anche avvertire che, nonostante le spese di trasporto, il prodotto locale costerà più di quello nordafricano o asiatico per i maggiori costi a monte. Ma se è sicuramente lecito acquistare un prodotto cinese per la convenienza del prezzo, non lo è invece far passare per siciliano un prodotto cinese per la scarsa informazione circa la sua origine.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/lombardo-insegni-pescare/187264/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Forconi? No, grazie!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/23/forconi-grazie/185798/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/23/forconi-grazie/185798/#comments</comments> <pubDate>Mon, 23 Jan 2012 13:52:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Movimento dei Forconi]]></category> <category><![CDATA[proteste]]></category> <category><![CDATA[sicilia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=185798</guid> <description><![CDATA[Siamo davvero sicuri che abbassando il costo dei carburanti, stralciando tasse e contributi già maturati, consentendo di pescare in violazione delle norme Ue, incamerando residue imposte ed accise sfuggite alla piena attuazione dello Statuto, ecc. una regione dall&#8217;economia drogata da decenni di assistenzialismo pubblico come la Sicilia imparerebbe finalmente a competere con le proprie capacità...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Siamo davvero sicuri che abbassando il costo dei carburanti, stralciando tasse e contributi già maturati, consentendo di pescare in violazione delle norme Ue, incamerando residue imposte ed accise sfuggite alla piena attuazione dello Statuto, ecc. una regione dall&#8217;economia drogata da decenni di assistenzialismo pubblico come la <strong>Sicilia</strong> imparerebbe finalmente a competere con le proprie capacità e risorse? Siamo onesti: no! Si tratterebbe solo dell&#8217;ennesima fuga in avanti rispetto al responsabile e salutare riconoscimento di <strong>diffuse responsabilità </strong>sociali, culturali e soprattutto politiche.</p><p>Coloro che oggi protestano, per età anagrafica e categorie di appartenenza, sono proprio coloro che in questi ultimi decenni hanno rappresentato la <strong>base elettorale </strong>di una classe politica, di centrodestra come di centrosinistra, incapace di immaginare uno <strong>sviluppo non di tipo parassitario</strong>. Ora i soldi facili sono finiti, i politici allargano le braccia, rimandano a Roma confermando il proprio ruolo di passacarte, di intermediari politici a basso valore aggiunto mentre si diffondono fantasiose riletture storiche che attribuiscono puntualmente ad altri ed altrove le responsabilità di un fallimento economico che umilia un orgoglio sicilianista, con tanto di <a href="http://iconografia.archart.it/triscele-triskele.html" target="_blank">triscele</a>, degno di miglior causa.</p><p>Eppure, i <strong>buoni esempi </strong>in Sicilia non mancano, ma i politici li temono perchè preferiscono gestire il bisogno, mai il suo vero riscatto. Se davvero i siciliani fossero riscattati dal sottosviluppo in cui versano che bisogno avrebbero poi di questa classe di politici che li tiene in ostaggio con eterne e disattese promesse?</p><p>Ci sono <a href="http://www.cantinesettesoli.it/?op=home">agricoltori</a> e <a href="http://www.dragoconserve.com/index.php">pescatori</a> che hanno imparato ad unirsi per ottenere economie di scala, per promuovere commercialmente il prodotto, per trasformarlo, invece di pretendere di scaricare sulla collettività l&#8217;inefficienza economica di una eccessiva frammentazione produttiva: certo che poi il gasolio diventa un problema! Oppure, se davvero convinti che <em>piccolo è bello</em>, hanno investito nella <strong>qualità</strong> e anche nell&#8217;<strong>immagine</strong> dell&#8217;orto del contadino per venire a vendere direttamente in città, disintermediando la filiera distributiva o attraverso una moderna <a href="http://www.naturex.it/">vetrina <em>on-line </em></a>con cui vendere prodotti a km. 0 e con la comodità del servizio a domicilio.</p><p>La più antica testimonianza storica di produzione di <strong>pasta essiccata </strong>è siciliana, ad opera del geografo arabo <strong>Al Idrisi </strong>che nel <strong>1154</strong> riferiva al re normanno <strong>Ruggero II </strong>della produzione a Trabia (PA) di &#8220;vermicelli&#8221; esportati nei territori musulmani e cristiani: <strong>Marco Polo </strong>cui tradizionalmente si attribuisce l&#8217;importazione degli spaghetti, partì per la Cina solo un secolo dopo! Eppure, pur con un milione di ettari coltivati a grano, normalmente, di grande qualità, i coltivatori soffrono, i prezzi li dettano le navi cariche di grano proveniente da chissà dove e prodotto chissà come mentre non è mai sorta in Sicilia un&#8217;azienda comre <strong>Barilla</strong> o <strong>Divella</strong> capace di creare valore attraverso la trasformazione. Con chi prendersela allora?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/23/forconi-grazie/185798/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Primo tra i cittadini, ultimo tra i sindaci</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/16/primo-cittadini-ultimo-sindaci/184115/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/16/primo-cittadini-ultimo-sindaci/184115/#comments</comments> <pubDate>Mon, 16 Jan 2012 14:47:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[amministrative]]></category> <category><![CDATA[Diego Cammarta]]></category> <category><![CDATA[Leoluca orlando]]></category> <category><![CDATA[Palermo]]></category> <category><![CDATA[rita borsellino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=184115</guid> <description><![CDATA[Un&#8217;impietosa classifica de Il Sole 24 Ore pone il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, in fondo alla classifica per gradimento dei cittadini nello stesso giorno in cui annuncia, in conferenza stampa, le proprie dimissioni. Insuperati campioni del correre in soccorso dei vincitori, memorabile il 61 a 0 delle elezioni politiche del 2001, siciliani e palermitani...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-15/consensi-record-magistris-201458.shtml" target="_blank">Un&#8217;impietosa classifica</a></span> de <strong><em>Il Sole 24 Ore</em></strong><strong> </strong>pone il sindaco di Palermo, <strong>Diego Cammarata</strong>, in fondo alla classifica per gradimento dei cittadini nello stesso giorno in cui annuncia, in conferenza stampa, le proprie dimissioni.</p><p>Insuperati campioni del correre in soccorso dei vincitori, memorabile il <strong>61 a 0</strong> delle elezioni politiche del 2001, siciliani e palermitani non mancheranno di infierire sull&#8217;uomo (politicamente) morto, dimenticando come la sua elezione non sia stata proprio un incidente di percorso, avendolo rieletto una seconda volta nonostante l&#8217;imbarazzante declino in cui si era ridotta la città, sicuramente una delle più affascinanti d&#8217;Italia.</p><p>Più utile è chiedersi oggi come si sia potuto arrivare a pagare il prezzo di 10 anni di questa gestione legata a filo doppio con l&#8217;epopea berlusconiana di cui <strong>Cammarata</strong> ben rappresentava il <em>look</em>, l&#8217;immagine di una politica giovane e dinamica. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=hoPdedyiC3g">Immagine</a>, appunto.</p><p>Se il metodo democratico non aiuta a selezionare i migliori, ma è così influenzabile dall&#8217;immagine, dal marketing, dalla <strong>costruzione del consenso</strong>, un <strong>problema democratico </strong>c&#8217;è perché un tale consenso raccolto, anche a voler pensare male per pregiudizio ideologico, non è certo ottenibile neanche investendo politicamente nel voto di scambio.</p><p>La cosa paradossale è che la situazione dei conti pubblici della città di Palermo è così drammatica che, in vista delle prossime amministrative, dovremmo assistere alla latitanza di <strong>candidature</strong> invece che al loro continuo fiorire. Questo perché la politica viene intesa come carriera in cui bisogna <strong>attendere pazientemente il proprio turno</strong>, visto che non sempre c&#8217;è un&#8217;onesta occupazione cui tornare dopo aver prestato il proprio temporaneo servizio pubblico.</p><p>E poi c&#8217;è il miraggio dei personaggi simbolici o di buona immagine, oggi rappresentati nello scontro tra le candidature di <strong>Leoluca Orlando </strong>e <strong>Rita Borsellino</strong> che, secondo me, avrebbero dovuto più responsabilmente sponsorizzare qualche più giovane promessa invece di candidarsi in prima persona.</p><p>Mi chiedo: ma tra tutti i ragazzi che abbiamo mandato fuori a studiare e ad affermarsi, bocconiani e non, non ci sarà un <strong>quarantenne</strong> da distogliere temporaneamente da un&#8217;azienda, da un ruolo dirigenziale o da un&#8217;attività professionale per rimettere in moto, con maggiore capacita di visione e razionalità, una città come Palermo?</p><p>Perché la selezione della classe politica deve obbedire alle carriere o alle lotte interne ai partiti o al potere della comunicazione e della creazione dell&#8217;immagine e <strong>mai alla </strong><strong>razionalità</strong> di una selezione per capacità e competenze?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/16/primo-cittadini-ultimo-sindaci/184115/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cittadini 2.0</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/04/cittadini/181493/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/04/cittadini/181493/#comments</comments> <pubDate>Wed, 04 Jan 2012 11:23:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[decoro urbano]]></category> <category><![CDATA[Mobilita Palermo]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Palermo]]></category> <category><![CDATA[senso civico]]></category> <category><![CDATA[tecnologie sociali]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=181493</guid> <description><![CDATA[Facile essere pessimisti e disfattisti di questi tempi, ma la vita ci impone comunque di andare avanti e, magari, di battere strade nuove per migliorare la qualità della nostra vita. Pizzichiamo allora per una volta i bravi, le buone pratiche, visto che in tempi di crisi, più che mai, il bisogno deve spronare l&#8217;ingegno. Vorrei...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Facile essere pessimisti e disfattisti di questi tempi, ma la vita ci impone comunque di andare avanti e, magari, di battere strade nuove per migliorare la <strong>qualità della nostra vita</strong>. Pizzichiamo allora per una volta i bravi, le buone pratiche, visto che in tempi di crisi, più che mai, il bisogno deve spronare l&#8217;ingegno.</p><p>Vorrei segnalare due iniziative meritevoli di nota della mia città, <strong>Palermo</strong>, che normalmente non brilla per senso civico dei suoi cittadini, nè per buona amministrazione. Entrambe sono, significativamente, giovanili e di tipo <strong>2.0</strong> .</p><p>La prima si chiama <strong><a href="http://www.mobilitapalermo.org/mobpa/" target="_blank">Mobilita Palermo</a></strong> un sito costituito nel 2008 per iniziativa di un gruppo di ragazzi motivati da una notevole passione per il miglioramento della qualità della vita urbana. Il sito monitora costantemente lo stato di avanzamento delle<strong> opere pubbliche e private</strong> di maggior rilievo sociale e delle iniziative volte, in particolare, a migliorare la mobilità urbana. Funge, aggregando un&#8217;attiva <em>community</em>, da stimolo per l&#8217;amministrazione, abituata più alle &#8220;prime pietre&#8221; che alle ultime, mentre, libero da influenze e pregiudizi ideologici che portano normalmente i &#8220;militanti&#8221; a non riconoscere mai le cose positive fatte dalla parte avversa per non avvantaggiarla politicamente, rappresenta un appassionato diario dello sforzo della parte migliore e portatrice di una visione più moderna della città di redimerla dall&#8217;incuria, l&#8217;approssimazione e la trasandatezza che la contraddistingue.</p><p>Il secondo sito che segnalo, <strong><a href="http://www.decorourbano.org/" target="_blank">Decoro Urbano</a></strong>, è stato creato da una <em>start-up</em> romana di ragazzi, <strong>Maioralabs</strong>, per offrire a cittadini e amministratori pubblici una<a href="http://www.decorourbano.org/docs/Decoro_Urbano.pdf"> modalità semplice e gratuita </a>per segnalare e monitorare discariche improvvisate, vandalismi, deturpazioni, ecc. delle nostre città, anche attraverso uno <em>smartphone</em> con cui postare immediatamente una foto con geolocalizzazione della segnalazione e una breve descrizione. Alcuni Comuni italiani si sono già convenzionati e nella mia città i candidati del <strong><a href="http://www.ilgrillodipalermo.it/2011/12/06/il-m5s-palermo-si-fa-promotore-delliniziativa-decoro-urbano-per-il-comune-di-palermo/">Movimento 5 Stelle </a></strong>hanno già chiesto all&#8217;attuale Amministrazione di farlo, altrimenti provvederanno loro, se eletti. Meglio delle costose telecamere che normalmente spostano il problema solo di qualche metro e anche socialmente educativo perchè partecipato, responsabilizzante (per chi si attiva) e inquietante (per i vandali) perchè non sai mai se qualche altro cittadino 2.0 ti sta riprendendo.</p><p>Di certo, alle prossime amministrative, mi auguro che venga dato adeguato spazio a questi <strong>cittadini 2.0</strong> .</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/04/cittadini/181493/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Discorsi di fine anno</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/23/discorsi-fine-anno/179653/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/23/discorsi-fine-anno/179653/#comments</comments> <pubDate>Fri, 23 Dec 2011 16:45:51 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[debito pubblico]]></category> <category><![CDATA[equità]]></category> <category><![CDATA[Giovani]]></category> <category><![CDATA[impresa]]></category> <category><![CDATA[manovra]]></category> <category><![CDATA[pensioni]]></category> <category><![CDATA[privilegi]]></category> <category><![CDATA[ricerca]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=179653</guid> <description><![CDATA[Al termine di un anno come questo, in attesa di ascoltare i discorsi a consuntivo delle massime cariche istituzionali, in ciascuna famiglia bisognerebbe tentare di fare un bilancio sullo stato della Nazione, nella consapevolezza che tentare di comprenderne i problemi rappresenti un esercizio meritorio e propedeutico alla condivisione delle soluzioni, ciascuno per la sua parte...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Al termine di un anno come questo, in attesa di ascoltare i discorsi a consuntivo delle massime cariche istituzionali, in ciascuna famiglia bisognerebbe tentare di fare un bilancio sullo <strong>stato della Nazione</strong>, nella consapevolezza che tentare di comprenderne i problemi rappresenti un esercizio meritorio e propedeutico alla condivisione delle soluzioni, <strong>ciascuno per la sua parte</strong> di potere detenuto e di conseguente responsabilità personale, fosse anche quella elettorale e basta.</p><p>Questi che riporto sono i principali punti non già di un mio ipotetico discorso di fine anno, bensì delle quotidiane discussioni in famiglia e con gli amici.</p><p>La <strong>priorità</strong> da perseguire è il futuro dei nostri ragazzi che è stato rubato loro dalle generazioni precedenti, compresa la  mia. Restituire una prospettiva di <strong>lavoro</strong> tale da consentire di mettere su famiglia e figli è un obiettivo così giusto e doveroso che deve poter comportare anche la perdita o la ridefinizione di diritti acquisiti. Che fine ha fatto il debito pubblico italiano? Sicuramente si è trasformato in patrimonio, specie immobiliare, oppure in rendite previdenziali (cui non corrispondono adeguati contributi) di una larga fascia della popolazione che ha beneficiato di politiche clientelari e assistenziali parassitarie oggi non più sostenibili. Interventi fiscali di carattere <strong>patrimoniale</strong> e pensionistici che ricolleghino le prestazioni alle contribuzioni sono assolutamente necessari senza timore di infrangere <strong>patti</strong> e diritti divenuti palesemente iniqui.</p><p>Le <strong>pensioni</strong> devono quindi tornare ad essere una forma di risparmio previdenziale obbligatoria, un <strong>salvadanaio</strong> che non potrà mai erogare più di quanto non abbia incassato. Ai baby pensionati potrà non essere richiesta la restituzione di quanto percepito anzitempo, ma, d&#8217;ora in avanti, dovranno eventualmente attendere un&#8217;età pensionabile prossima alle aspettative di vita per ricevere una pensione calcolata in base a criteri esclusivamente <strong>contributivi</strong>. Nessuna categoria, a partire dal mondo agricolo, potrà far valere diritti acquisiti in contrasto con criteri di <strong>equità sociale</strong>.</p><p>Il <strong>debito pubblico </strong>va ridimensionato e riportato sotto gli argini fisiologici per una potenza industriale come l&#8217;Italia contando innanzitutto su alcune partite &#8220;extracontabili&#8221;: <strong>evasione</strong>, <strong>corruzione</strong> e <strong>riciclaggio</strong> di attività criminali. Per raggiungere questo obiettivo bisognerà adeguare la legislazione (es. riconoscimento del reato di autoriciclaggio), ma soprattutto lo Stato dovrà avvalersi dei migliori <strong>colletti bianchi </strong>in concorrenza con quelli al servizio delle attività che si intendono colpire e senza ulteriori costi perchè tale attività di contrasto sarà assolutamente autofinanziabile. Per abbattere il debito potrà servire pure cedere le <strong>partecipazioni</strong> pubbliche, strategiche o meno, e tagliare il <em>budget</em> della <strong>difesa</strong>: non c&#8217;è infatti nulla di più strategico e difensivo di abbattere la spesa pubblica per interessi.</p><p>Toccherà all&#8217;<strong>impresa</strong> far ripartire economicamente il Paese liberandola innanzitutto dal costo di una <strong>burocrazia</strong> inefficiente e inutilmente complessa. Le <strong>liberalizzazioni</strong> di tutti i settori, professionali e non, contribuiranno a indebolire le rendite di posizione e a favorire la vera competizione economica di mercato, non quella truccata. La <strong>globalizzazione</strong> potrà continuare a costituire un&#8217;opportunità solo se soggetta a pari regole in materia di lavoro, di tutela ambientale, ecc. altrimenti dovrà essere opportunamente penalizzata perchè nella competizione economica vinca il migliore, il più efficiente e non il più furbo o il più spregiudicato, capace di buttare a mare, con le delocalizzazioni, un prezioso e diffuso DNA di cultura e abilità industriali, tipiche dei nostri distretti. Il sostegno finanziario alla crescita delle imprese, specie giovanili, sarà la contropartita sociale da pretendere dal <strong>sistema bancario </strong>perchè possa essere riconosciuto e difeso il suo <strong>ruolo istituzionale</strong>, più che di operatore commerciale, così com&#8217;era una volta.</p><p>L&#8217;<strong>istruzione</strong>, per i docenti come per i discenti, deve tornare ad essere selettiva e meritocratica: meglio concentrare le risorse su poche università di eccellenza che continuare a far proliferare diplomifici di dubbio prestigio accademico. E&#8217; vero che servono più laureati, ma laureati solo sulla carta servono comunque a poco. Allo stesso modo la <strong>ricerca</strong> deve poter contare su risorse tali da poter adeguatamente mettere a contratto i cervelli fuggiti all&#8217;estero, attirarne di stranieri e dotare pochi centri di eccellenza di adeguate attrezzature e di un fecondo collegamento al mondo delle imprese per le applicazioni industriali. Mantenere baroni universitari e le loro progenie non dovrà essere più possibile.</p><p>Nella <strong>pubblica amministrazione </strong>i dipendenti devono imparare a valere il loro costo: se il beneficio di tanto personale non è apprezzabile ed apprezzato dai cittadini il suo costo sarà evidentemente eccessivo e andrà tagliato mentre il personale andrà selezionato attraverso rigorosi criteri e pubblici concorsi. Una buona amministrazione pubblica facilita la vita delle imprese ed attira investimenti.</p><p>La <strong>spesa pubblica</strong> va rivista tutta in modo trasparente (es. in rete) attraverso un&#8217;<strong>informazione pubblica </strong>indipendente, partendo dall&#8217;ente locale fino al Quirinale: di ogni voce o aggregato deve essere possibile risalire a chi è stato pagato, quanto e perche cosa. Se non si comprende il valore di una spesa, si taglia, come avviene in ogni condominio: l&#8217;opinione pubblica avrà tutto il controllo mentre la politica tutta la responsabilità della spesa.</p><p>Tutto ciò va fatto presto e senza riguardi per nessuno perchè la minaccia più grave che incombe nel 2012 è quella di rivedere un violento scontro sociale che comunque farebbe piazza pulita di rendite di posizione e di privilegi anacronistici. Il <em>film</em> lo abbiamo già visto tante volte.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/23/discorsi-fine-anno/179653/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Quando i benefici non valgono i costi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/21/quando-benefici-valgono-costi/179087/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/21/quando-benefici-valgono-costi/179087/#comments</comments> <pubDate>Wed, 21 Dec 2011 12:55:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[ars]]></category> <category><![CDATA[costi politica]]></category> <category><![CDATA[Felice Crosta]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Raffaele Lombardo]]></category> <category><![CDATA[regione siciliana]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=179087</guid> <description><![CDATA[Comprare le persone per quello che valgono e rivenderle per quello che credono di valere costituirebbe il più grande affare della storia, ironizzava qualcuno. Ho pensato questo quando ho letto sui giornali le sorprendenti affermazioni del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, che, per nulla imbarazzato dal fatto di risultare -con gli oltre 15.000 euro...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Comprare le persone per quello che valgono e rivenderle per quello che credono di valere costituirebbe il <strong>più grande affare della storia</strong>, ironizzava qualcuno. Ho pensato questo quando ho letto sui giornali le <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Sicilia/Lombardo-Pronto-a-dimezzare-o-rinunciare-al-mio-stipendio_312768296275.html" target="_blank">sorprendenti affermazioni</a> del presidente della Regione Siciliana, <strong>Raffaele Lombardo</strong>, che, per nulla imbarazzato dal fatto di risultare -con gli oltre 15.000 euro di emolumento mensile- il Presidente di regione più pagato d&#8217;Italia (molto più di quello della ricca e popolosa Lombardia, tanto per fare un paragone) ritiene, &#8220;per quello che lavora&#8221;, di essere persino sottopagato!</p><p>Pensare che quello di amministratore pubblico sia un <strong>servizio</strong> (temporaneo) e, magari, un <strong>onore</strong> <strong>più che un </strong><strong>mestiere</strong><strong> è</strong> davvero difficile da far passare nella testa dei politici! L&#8217;equiparazione degli &#8220;onorevoli&#8221; siciliani ai senatori deriva da una norma transitoria del dopoguerra e, come è noto, non vi è <strong>nulla di più duraturo di una norma transitoria</strong>, specie quando consenta di perpetuare un privilegio.<br /> La Regione Siciliana non è nuova a queste prodigalità. Tempo fa fece <a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2010/03/19/news/il_dirigente_regionale_va_in_pensione_ricever_ogni_giorno_1_369_euro-2767043/" target="_blank">scalpore</a> il super emolumento (460.000 euro) del burocrate <strong>Felice Crosta</strong>, designato all&#8217;emergenza rifiuti, cui seguì una pensione da 1.363 euro al giorno che provocò un opportuno ripensamento della <strong>Corte dei Conti </strong>che pure, in un primo tempo, ne aveva riconosciuta la legittimità.</p><p>Come si fa allora a stimare il <strong>valore economico </strong>di un pubblico amministratore? In teoria un modo oggettivo ci sarebbe: farli selezionare e valutare dai <strong>cacciatori di teste</strong>, come è prassi nelle grandi aziende del settore privato, specie se quotate e col dovere quindi di rispondere di determinate scelte e costi a tutti gli azionisti. E&#8217; inutile sottolineare che quando certi amministratori pubblici hanno lasciato incarichi superpagati gli <em>head hunter</em> non hanno certo sgomitato per contenderseli! Prova che non erano certo le competenze o le capacità a determinare scelte e compensi, ma altre motivazioni di ordine politico, non sempre confessabili. Si dice comunemente che bisogna valutare la spesa pubblica secondo il parametro <strong>costi-benefici </strong>(a differenza di quello privatistico dei costi-ricavi).<br /> Vivo in Sicilia e mi guardo un attimo intorno: se la gestione attuale della mobilità, quella dei rifiuti, la qualità dei servizi, la gestione dei beni culturali, ecc. sono i &#8220;benefici&#8221; di cui godiamo <strong>grazie all&#8217;uso delle risorse pubbliche</strong> fatte dai nostri amministratori, posso affermare, senza temere smentite, che il &#8220;costo&#8221; sia decisamente esagerato?</p><p>Penso poi agli 80 milioni di euro pagati al socio privato per il <a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/02/05/news/per_censire_i_suoi_immobili_la_regione_spende_80_milioni-12080710/" target="_blank">censimento del patrimonio immobiliare</a> regionale, alla svendita dei gioielli immobiliari nella naufragata operazione di valorizzazione attraverso un fondo immobiliare, alla polverizzazione di centinaia di milioni della partecipazione in <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/15/partecipazione-siciliani-unicredit/170838/" target="_blank">Unicredit</a>, ai 257 milioni che la Regione rischia di pagare per incaute operazioni su derivati, ai 30 milioni andati persi in investimenti finanziari della <a href="http://palermo.repubblica.it/dettaglio/articolo/1723586" target="_blank">Provincia di Palermo</a>, ai soldi buttati nella <em>soap</em> <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/03/disastro-agrodolce/174896/" target="_blank">Agrodolce</a>, ecc. e mi chiedo se non sia giunto il momento, più che di continuare a pagare, di <strong>chiedere semmai i danni!</strong></p><p>Per tutti questi motivi ritengo che l&#8217;iniziativa promossa dal <strong>Movimento 5 Stelle </strong>e dai 10.000 siciliani che hanno firmato la petizione <strong>&#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=qQow5-peg-o" target="_blank">Fuori i soldi dalla politica</a>&#8220;</strong>, con la coerenza di chi per primo ha rinunciato ai <strong>contributi elettorali</strong> e si è autoridotto gli emolumenti, sia da appoggiare e sostenere con convinzione soprattutto ora che è protocollata all&#8217;Assemblea regionale Siciliana, per far sì che la crisi che viviamo serva almeno a moralizzare e a portare a ragionevolezza certe pretese economiche decisamente anacronistiche.</p><p>Dedicarsi alla politica dovrebbe essere un <strong>sacrificio</strong>, anche economico, che induca a voler tornare al più presto alla propria onesta occupazione nella società: nessuno deve pensare di &#8220;sistemarsi&#8221; nella politica, nè tantomeno sentirsi insostituibile!</p><p><a href="http://www.gds.it/gds/sezioni/politica/dettaglio/articolo/gdsid/182149/" target="_blank">All&#8217;Ars tagli da 4 milioni e mezzo</a> (21/12/2011)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/21/quando-benefici-valgono-costi/179087/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La libertà tra sillogismi e buon senso</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/16/liberta-sillogismi-buon-senso/177713/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/16/liberta-sillogismi-buon-senso/177713/#comments</comments> <pubDate>Fri, 16 Dec 2011 08:53:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Donato Didonna</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[flores d'arcais]]></category> <category><![CDATA[legalizzazione]]></category> <category><![CDATA[poligamia]]></category> <category><![CDATA[sillogismi]]></category> <category><![CDATA[suicidio]]></category> <category><![CDATA[travaglio]]></category> <category><![CDATA[Zagrebelsky]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=177713</guid> <description><![CDATA[Dopo il crollo delle ideologie che comunque qualche idea in fila, buona o cattiva che fosse, riuscivano a mantenerla, registro sconsolatamente un diffuso e preoccupante crollo del comune buon senso. Mi riferisco al tenore di molti commenti su temi quali il (presunto) diritto a farla finita con la propria vita (dibattito Flores D&#8217;Arcais &#8211; Travaglio...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il crollo delle <strong>ideologie</strong> che comunque qualche idea in fila, buona o cattiva che fosse, riuscivano a mantenerla, registro sconsolatamente un diffuso e preoccupante<strong> crollo del</strong> <strong>comune buon senso</strong>. Mi riferisco al tenore di molti commenti su temi quali il (presunto) diritto a farla finita con la propria vita (dibattito <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/02/liberi-di-vivere-e-morire/174644/" target="_blank">Flores D&#8217;Arcais</a></span> &#8211; <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/02/il-medico-salva-non-uccide/174643/" target="_blank">Travaglio</a></span> &#8211; <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/14/piazza-grande-il-diritto-di-morire-non-esiste/177305/" target="_blank">Zagrebelsky</a></span>) oppure alla legalizzazione della prostituzione &#8211; motivata magari da finalità di gettito &#8211; presenti su queste pagine.</p><p>Mi sembra che le concezioni della <strong>libertà individuale </strong>stiano diventando sempre più diverse e radicalmente inconciliabili tra loro come si può desumere portando alle estreme conseguenze le conclusioni di un certo modo di ragionare: siamo in presenza di una nuova strisciante<strong> ideologia</strong> della libertà individuale o del ciclico ritorno di qualche forma di pensiero antico? Faccio qualche esempio.</p><p><em>&#8220;Sono il padrone assoluto della mia vita quindi devo essere libero di togliermela quando diventasse insopportabile, non solo da solo, ma anche assistito da altri o in una struttura pubblica a ciò deputata, magari&#8221;. </em><strong>Portiamo alle estreme conseguenze questa affermazione </strong>che sembra raccogliere consensi in un certo ambito culturale: se sono padrone assoluto della mia vita e del mio corpo, perché non dovrei poterne disporre liberamente vendendone una parte non vitale (es. rene), ma anche vitale (es. cuore)? Dietro fattura, ovviamente! La liceità della prostituzione (vendita del proprio corpo attraverso prestazioni di carattere sessuale) diventa così un argomento minore! Del resto, in altre legislazioni, è ammesso l&#8217;affitto dell&#8217;utero per gravidanze surrogate tanto di moda nello <em>star system</em>.</p><p>Il principio è sempre lo stesso: non ci sono <strong>valori assoluti </strong>da rispettare, se non ledo altrui diritti e non reco danni a terzi, lo Stato non può impormi nessun tipo di comportamento. Affermare però che non esistano valori assoluti è un&#8217;affermazione assoluta essa stessa che smentisce, sul piano della logica e del principio di non contraddizione, chi la pronunci convintamente.</p><p>Ma possiamo proseguire con altri esempi. Un mio socio d&#8217;affari è egiziano e ha quattro mogli: non ho motivi per ritenere che, alla base di questo rapporto poligamico, non ci sia stato un <strong>consenso libero e consapevole</strong>, magari di stile tradizionale. Si dirà che stiamo parlando di differenti culture, ma altro italianissimo mio conoscente vive e lavora in Africa felicemente sposato con due mogli: perché non dovremmo riconoscere tale scelta in Italia, se libera? Perché c&#8217;è qualcuno che si attribuisce il diritto di stabilire quando una concezione di libertà, svincolata da norme assolute, diventi legittimamente&#8230; relativistica? Ma non è forse questo un modo di ragionare da Chiesa e da bigotteria uguale e contraria?</p><p>Si fa tanto per limitare il fumo per i suoi danni sulla salute e per i relativi costi sociali e si propone con sempre maggiore insistenza di <strong>legalizzare</strong> il fumo per antonomasia, quello della marijuana, con la scusa di contrastare i profitti criminali? Ma qualcuno crede seriamente che, tolta un&#8217;area di <em>business</em>, chi ha tendenze criminali si cercherebbe un lavoro onesto?</p><p>Abbiamo le città invase da comunità cinesi che, in fatto di alimentazione, hanno <strong>tradizioni diverse </strong>dalle nostre: come si potrebbe, in base alla citata concezione di libertà individuale negare l&#8217;apertura di una macelleria canina, dopo che consentiamo il consumo di conigli, rane, lumache, ecc.? Non vale più il principio liberale: mentre un divieto limita la libertà, la libertà (di poter fare una determinata scelta) non costringe nessuno a farla. <strong>Liberalismo</strong> <strong>doc</strong>, sembrerebbe&#8230;</p><p>Concludo. Forse posso sbagliarmi, ma ho l&#8217;impressione che una certa concezione di <strong>libertà da suicidio assistito </strong>nasca più in certi contesti culturali, come frutto di un processo mentale che sente quasi il bisogno di abbattere progressive barriere per autoaffermarsi. Per la gente comune, la cui cultura derivi più che dalle letture, dalla vita vissuta, è il <strong>buon senso</strong>, non i <strong>sillogismi</strong> a farsi norma non scritta. Del resto, un individuo dalle capacità straordinarie come l&#8217;essere umano rivelerebbe un incredibile &#8220;difetto di fabbricazione&#8221; se a muoverlo, proprio nelle scelte più cruciali della vita, non fosse una risorsa interna disponibile a tutti, ma fosse quasi eterodiretto da una biblioteca di cervellotiche letture.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/16/liberta-sillogismi-buon-senso/177713/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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