<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Caterina Soffici</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/csoffici/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Lo sbaglio è stato invitare la Carfagna</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/13/sbaglio-stato-invitare-carfagna/196868/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/13/sbaglio-stato-invitare-carfagna/196868/#comments</comments> <pubDate>Tue, 13 Mar 2012 08:05:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196868</guid> <description><![CDATA[Ma chissene frega se ha vinto la Costamagna o la Carfagna. Un dibattito poverello, come lo squallido balletto di frecciatine reciproche che le due si sono scambiate. Il peggio che uno si poteva augurare per parlare di diritti delle donne e di 8 marzo (il solito ritornello di Eva contro Eva, la Bionda e la Bruna,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ma chissene frega se ha vinto la <strong>Costamagna o la Carfagna</strong>. Un dibattito poverello, come lo squallido balletto di frecciatine reciproche che le due si sono scambiate. Il peggio che uno si poteva augurare per parlare di diritti delle donne e di 8 marzo (il solito ritornello di Eva contro Eva, la Bionda e la Bruna, le solite cose insomma).</p><p>Chiariamo un concetto , per i durissimi di comprendonio che ancora non l&#8217;avessero chiaro: dei suoi rapporti con Berlusconi ci importava quando era ministro. <strong>Non era fare gossip</strong> chiedersi come mai una ex soubrette, valletta, modella a presentatrice tv,  che aveva posato nuda per dei calendari, fosse arrivata sulla poltrona di ministra delle Pari Opportunità. Ognuno nella sua vita privata fa quello che gli pare, ma solo il dubbio che fosse arrivata in quella posizione per meriti &#8220;mignottocratici&#8221; come diceva Guzzanti e non &#8220;curicolari&#8221; era un fatto pubblico e politico, non certo gossip.</p><p>Lo sbaglio vero è stato invitare la Carfagna a parlare di <strong>diritti delle donne</strong>. Che c&#8217;entra Mara Carfagna con i diritti delle donne? Negli anni del suo dicastero, dal maggio 2008 al novembre 2011, non ha fatto niente a favore delle donne italiane. E dio solo sa se ce ne sarebbe stato bisogno.</p><p>Ha fatto una <strong>legge sullo stalking</strong>, dicono i suoi amici. Un po&#8217; pochino &#8211; direi &#8211;  in un paese dove tutti gli indici internazionli mettono le donne agli ultimi posti nelle classifiche per occupazione, reddito, violenza domestica, welfare, maternità, abusi, sessismo e discriminazione.</p><p>Per il resto, ecco un breve rendiconto della sua attività:</p><p>- Non si ricordano iniziative per promuovere il lavoro femminile.</p><p>- Non una parola sull&#8217;abolizione delle legge che impediva la pratica delle dimissioni in bianco (introdotta dal governo Prodi e abolita dal governo Berlusconi per &#8220;snellire la burocrazia per le imprese&#8221;)<br /> - Non pervenute prese di posizione pro asili nido, orari flessibili, paternità obbligatoria, part time e altre misure di conciliazione care alle donne.<br /> - Nel dibattito sulle quote rosa ci sono varie  posizioni che uno può prendere, tutte legittime. Si può anche essere contrari, come Emma Bonino. Ma non si può dire come disse la Carfagna: &#8220;Io sono la dimostrazione che non ce n&#8217;è bisogno&#8221;. (E&#8217; come se il sottosegretario Martone affermasse che l&#8217;Italia è un paese per giovani perché lui è diventato docente universitario a 27 anni).<br /> - Ha promosso una legge sulla prostituzione, che invece di aumentare le pene per gli &#8220;utilizzatori finali&#8221; e gli sfruttatori, mirava a punire anche le prostitute e vietava la prostituzione in strada (così da renderle più decorose). Della prostituzione esercitata al chiuso di palazzi e ville non una parola.<br /> - Nel frattempo non ha perso occasione per manifestare la sua omofobia, dichiarando tra le varie altre corbellerie: non c&#8217;è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili» e che «per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare» (Ma le Pari Opportunità non dovrebbero vigilare contro le discriminazioni?)</p><p>Imbeccata e preparata adeguadatamente, la Carfagna ha avuto anche il coraggio di fare la <strong>maestrina dalla penna rossa</strong> e di infilzare la Costamagna: «Onestamente mi aspettavo di parlare della condizione delle donne in Italia e nel mondo, e dei provvedimenti che abbiamo portato avanti, invece vedo che ancora è come se ritornassimo indietro e non si riuscissero a chiudere delle pagine che ormai fanno parte della vecchia storia del nostro paese, un po’ noiosa perché queste sono cose di cui ho parlato e riparlato in continuazione, fino allo sfinimento, mio e di chi mi ha ascoltato. [...] Questo dovrebbe far parte di una trasmissione di gossip: siccome io sono venuta qui pensando che questa fosse una trasmissione di approfondimento politico, mi rifiuto di parlare di gossip, perché fa torto alla sua intelligenza, al suo spessore e alla sua autorevolezza».</p><p>ps. per la questione del gossip si rimanda a quanto detto sopra. E anche noi ci rifiutiamo di parlare di intelligenza, spessore e autorevolezza.</p><p>twitter: @caterinasoffici</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/13/sbaglio-stato-invitare-carfagna/196868/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Snobbati, Cameron non cita neanche l&#8217;Italia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/snobbati-cameron-cita-nemmeno-nostro-paese/196469/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/snobbati-cameron-cita-nemmeno-nostro-paese/196469/#comments</comments> <pubDate>Sat, 10 Mar 2012 08:17:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[blitz Nigeria]]></category> <category><![CDATA[David Cameron]]></category> <category><![CDATA[franco frattini]]></category> <category><![CDATA[Massimo D'Alema]]></category> <category><![CDATA[Nigeria]]></category> <category><![CDATA[ostaggio Nigeria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196469</guid> <description><![CDATA[Umiliante. Degradante. Inaccettabile. Gravissimo. Si potevano usare un’altra decina di parole per commentare il blitz in Nigeria all’insaputa del governo italiano, invece Napolitano definisce il comportamento inglese “inspiegabile”. È invece spiegabilissimo. Non fa altro che confermare qualcosa che chi vive all’estero tocca con mano ogni giorno e percepisce dalla lettura quotidiana di giornali e dai...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Umiliante.  Degradante. Inaccettabile. Gravissimo. Si potevano usare un’altra  decina di parole per commentare il blitz in Nigeria all’insaputa del  governo italiano, invece Napolitano definisce il <strong>comportamento inglese  “inspiegabile”</strong>. È invece spiegabilissimo. Non fa altro che confermare  qualcosa che chi vive all’estero tocca con mano ogni giorno e percepisce  dalla lettura quotidiana di giornali e dai programmi tv. Agli occhi dei  britannici siamo una nazione di serie B, come da nuovo rating. Non più  una media potenza, come forse ci consideravano prima del devastante <strong>ultimo ventennio</strong>,      ma una piccola nazione europea, che conviene salvare per ragioni finanziarie e di stabilità dell’euro, ma niente di più.</p><p>L’Italia è considerata un paese poco  affidabile. Non c’è bisogno di rispolverare i libri di storia e di  riaprire i tristi capitoli della Seconda Guerra Mondiale. Per minare la  nostra credibilità internazionale bastano <strong>gli ultimi balletti </strong>che  abbiamo fatto con Gheddafi e il comportamento italiano nell’intervento  in Libia. Ricordiamoci che per anni abbiamo mandato in giro come  ministro degli Esteri un <strong>ex maestro di sci</strong>, uno che rivendicava  l’utilità in diplomazia di “saper fare lo slalom a porte strette”  (copyright Franco Frattini).</p><p>Diciamocelo: ci considerano dei  pagliacci internazionali. La nostre rappresentanze diplomatiche  all’estero sono per lo più imbarazzanti. Dei servizi segreti non si sa,  ma che a capo del Copasir ci sia D’Alema non fa ben sperare. Agli occhi  degli inglesi, che ci guardano dall’alto della loro <strong>supponenza ex  imperiale</strong>, siamo maneggioni, incompetenti e inaffidabili. Per la loro  albionica rigidità, l’attitudine italiana alla trattativa è un  cedimento, o come scrivono i commentatori, sfiora la “connivenza con il  nemico”. Quanti riscatti abbiamo pagato per il rilascio di cittadini  italiani rapiti nel mondo?</p><p>Per Cameron invece con i terroristi non si  tratta. Mai. Niente operazioni opache. Niente traffici o inciuci. Lo ha  ripetuto ieri, e nel suo<strong> discorso alla Bbc</strong> non ha mai citato l’Italia.  Forse stiamo risalendo la china dello spread finanziario, ma il nostro  spread geopolitico è senza dubbio al minimo storico.</p><p>@caterinasoffici</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 10 Marzo 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/snobbati-cameron-cita-nemmeno-nostro-paese/196469/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Se le quote rosa  ce le chiede l&#8217;Europa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/06/quote-rosa-chiede-leuropa/195797/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/06/quote-rosa-chiede-leuropa/195797/#comments</comments> <pubDate>Tue, 06 Mar 2012 14:02:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[dati ue stipendi donne]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[donne imprese]]></category> <category><![CDATA[donne nelle imprese]]></category> <category><![CDATA[donne stipendi]]></category> <category><![CDATA[McKinsey]]></category> <category><![CDATA[viviane reding]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195797</guid> <description><![CDATA[Ormai è un dato appurato: le società con donne ai vertici vanno meglio di quelle condotte da soli uomini. Eppure le stesse società, che farebbero qualsiasi cosa pur di massimizzare i propri profitti, non fanno  l&#8217;unica cosa che farebbe loro del bene: aprire le porte al gentil sesso. Nelle stanze dei bottoni ci sono sempre...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ormai è un dato appurato: le società con <strong>donne ai vertici </strong> vanno meglio di quelle condotte da soli uomini. Eppure le stesse società, che farebbero qualsiasi cosa pur di massimizzare i propri profitti, non fanno  l&#8217;unica cosa che farebbe loro del bene: aprire le porte al gentil sesso. Nelle stanze dei bottoni ci sono sempre e <strong>solo maschi</strong>. Una Casta in cravatta, che si autoriproduce, si difende a vicenda e stupisce per ottusità.</p><p>Un anno fa la commissaria alla Giustizia dell&#8217;Ue Viviane Reding, aveva invitato le aziende europee a firmare un <strong>patto volontario</strong> per nominare più donne nei propri uffici direttivi. Solo 24 aziende sottoscrissero quel documento.</p><p>Al <strong>gennaio 2012</strong> solo un membro su sette dei consigli direttivi della principali aziende europee è donna, ovvero il 13,7 per cento. Un piccolo miglioramento, si fa per dire, visto che nel 2010 la percentuale era dell’11,8 per cento.</p><p>Ma la Commissione Europea punta a una quota del<strong> 40 per cento</strong>. Continuando di questo passo, fanno notare, ci vorranno 40 anni prima di ottenerla. Che fare quindi? Poiché &#8220;l’autoregolamentazione finora non ha portato risultati soddisfacenti”,Viviane Reding non esclude che si possa ricorrere a una legge europea sulla quote rose. “Non sono una grande fan delle quote tuttavia mi piacciono i  risultati che si ottengono”  ha detto Viviane Reding lanciando una consultazione pubblica per generare iniziative che possano aiutare a bilanciare la <strong>parità dei sessi</strong>.</p><p>Ecco gli ultimi dati: in vetta alla graduatoria degli Stati con la massima presenza femminile nei Consigli di amministrazione delle società quotate ci siano Finlandia (27,1%), Lettonia (25,9%), Svezia e Francia (rispettivamente 25,2% e 22,3%). <strong>Siete curiosi di sapere</strong> dov&#8217;è l&#8217;Italia? Con una presenza pari al 6,7% &#8211; molto inferiore alla media europea &#8211; fa meglio solo di Malta, Cipro, Ungheria, Lussemburgo e Portogallo.</p><p>I dati parlano chiaro:  l’equilibrio tra componenti maschili e femminili ai vertici aziendali incide positivamente sulle prestazioni delle imprese, sulla competitività e sui profitti.<br /> Uno studio <strong>McKinsey</strong> dimostra  come le società con un’eguale rappresentazione di genere realizzino profitti del 56% superiori rispetto a quelle senza alcuna componente femminile ai vertici. Un’analisi condotta da Ernst &amp; Young sulle 290 principali società europee quotate in borsa rivela che le imprese con almeno una donna nel cda <strong>ottengono utili più alti </strong>delle corrispondenti a conduzione unicamente maschile.</p><p>Se io fossi l&#8217;amministratore delegato di una società, ci rifletterei.</p><p>@caterinasoffici</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/06/quote-rosa-chiede-leuropa/195797/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ci vogliono le palle per essere una donna</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/vogliono-palle-essere-donna/195647/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/vogliono-palle-essere-donna/195647/#comments</comments> <pubDate>Mon, 05 Mar 2012 15:55:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Caitlin Moran]]></category> <category><![CDATA[differenze]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[femminismo]]></category> <category><![CDATA[genere]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195647</guid> <description><![CDATA[Leggetevi il libro di Caitlin Moran, esilarante opinionista del Times, molto popolare qui sulle rive del Tamigi. In Italia lo pubblica Sperling. Dietro questo titolo da ridere dice una grande verità. E cioè che &#8220;non c&#8217;è mai stato nella storia un momento migliore per essere donna: possiamo votare, abortire e non veniamo più bruciate come...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/foto-consiglio-europeo.jpg?47e3a5"></a><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/foto-consiglio-europeo.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-195650" title="foto consiglio europeo" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/foto-consiglio-europeo-300x121.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="121" /></a>Leggetevi il libro di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Caitlin_Moran" target="_blank"><strong>Caitlin Moran</strong></a>, esilarante opinionista del <em>Times</em>, molto popolare qui sulle rive del Tamigi. In Italia lo pubblica Sperling. Dietro questo titolo da ridere dice<strong> una grande verità</strong>.</p><p>E cioè che &#8220;non c&#8217;è mai stato nella storia un <strong>momento migliore per essere donna</strong>: possiamo votare, abortire e non veniamo più bruciate come streghe. Eppure c&#8217;è ancora qualcosa che non va: i nostri tacchi sono sempre più alti, le scollature sempre più basse, la biancheria intima si è ristretta e i reggiseni (come le labbra) sono sempre più imbottiti&#8221;. <strong>Guadagnamo meno, lavoriamo di più,</strong> siamo vittime di violenze impunite.</p><p>Che sta succedendo? Succede che per raggiungere la parità dei sessi <strong>c&#8217;è ancora bisogno del &#8220;femminismo&#8221;</strong> (smettiamo di considerarla una parolaccia. Si può essere femministe anche a colpi di ironia, e la Moran è una femminista che fa morire dal ridere) .</p><p>Chi avesse dubbi che c&#8217;è qualcosa che non va,  può sempre convincersi dando un&#8217;occhiata a questa <strong><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/foto-consiglio-europeo.jpg" target="_blank">foto</a> </strong>dei capi di stato riuniti  al Consiglio Europeo del 2 marzo scorso. Considerato il dato oggettivo che le donne sono il 52 per cento della popolazione, qualcuno è in grado di spiegare <strong>dove erano finite, tutte? </strong>Perché in questa foto non ci sono? Vi dò un indizio: non erano  in bagno a fare la pipì.</p><p><strong><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/foto-consiglio-europeo.jpg?47e3a5" target="_blank">Clicca qui per ingrandire la foto</a></strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/vogliono-palle-essere-donna/195647/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Perché le banche prendono i nostri soldi?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/01/perch-le-banche-prendono-i-nostri-soldi/194736/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/01/perch-le-banche-prendono-i-nostri-soldi/194736/#comments</comments> <pubDate>Thu, 01 Mar 2012 14:25:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Banche]]></category> <category><![CDATA[libretto di risparmio]]></category> <category><![CDATA[spese]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/01/perch-le-banche-prendono-i-nostri-soldi/194736/</guid> <description><![CDATA[Dal settembre 2010 i miei figli hanno aperto un piccolo conto, definito appunto “junior”, presso un grande istituto di credito italiano a Milano. Ci hanno messo i loro risparmi di bambini, frutto di mance dei nonni per la pagella, lavoretti in casa, raccolta di foglie in giardino e altro. Tra cui i proventi della vendita...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dal settembre 2010 i miei figli hanno aperto un piccolo conto, definito appunto “junior”, presso un grande istituto di credito italiano a Milano. Ci hanno messo i loro<strong> risparmi di bambini</strong>, frutto di mance dei nonni per la pagella, lavoretti in casa, raccolta di foglie in giardino e altro. Tra cui i proventi della vendita di vecchi libri, Topolini e carte dei Pokemon in una improvvisata bancarella estiva e ovviamente i soldini del topo dei denti.</p><p>Anche se non ci credono più, continuano a mettere il dente sotto il cuscino e il topo non manca mai di lasciare i 2 euro pattuiti. Il bottino di una vita era custodito nel classico salvadanaio di terracotta. Quando siamo partiti per Londra il figlio più grande, 10 anni, ha fatto notare al fratello, 9 anni, che<strong> gli euro in Inghilterra non servivano</strong>. Meglio portarli in banca per cambiarli in sterline. Prima di poterli fermare, i due avevano già preso un martello e spaccato il salvadanaio. Così nel bel mezzo del trasloco, con il via vai degli imballatori e nel caos degli scatoloni, ci siamo trovati a dover gestire anche una montagna di monetine, impilata sul pavimento in tante piccole torrette, con una quantità inimmaginabile di pezzi da 10 centesimi e anche da 2 e 1. Non si può immaginare quanti soldi possano stare in un salvadanaio di terracotta, di quelli con la fessura e la pancia larga.</p><p>Finita la conta il figlio grande aveva totalizzato la bellezza di 643,38 euro. Il figlio piccolo 514,83. Ognuno aveva messo il malloppo in una busta gialla dell’Esselunga e pretendeva di andare all’istante a cambiarli in banca per portare le sterline a Londra. Per fortuna la nonna di Firenze, che era venuta per dare una mano ed è una santa donna e ha una pazienza da Giobbe, ha prelevato i due pargoli e li ha portati in<strong> banca</strong>. Preannunciati da una mia telefonata a un impiegato che conosco, altro santo uomo, i due ragazzini sono stati ricevuti con le loro buste dell’Esselunga. Il sant’uomo ha certosinamente ri-contato il malloppo e ha provveduto a spiegare che era più sensato versare i soldi su un libretto di risparmio per ragazzini piuttosto che cambiarli in sterline e portarli nella busta dell’Esselunga a Londra, come era loro intenzione. I due erano piuttosto perplessi e si può capire. Se vai in banca con un sacchetto pieno di soldi tintinnanti e torni a casa con un foglio e sopra stampata una cifra, ci rimani male. Per tagliare corto, tra scatoloni e traslocatori, abbiamo spiegato che era<strong> una cosa da “grandi”</strong>, che era più comodo e che avrebbero potuto riprendere i loro soldi quando volevano e non c’erano spese.</p><p><strong>Al primo estratto conto, la prima brutta sorpresa</strong>: 20 euro a testa di spese. Eravamo allo sportello dell’agenzia e i due ragazzini non ci potevano credere. “Mamma, guarda. Ci hanno rubato i soldi”, ha urlato il più grande. “Sono dei ladri”, ha ribattuto il secondo: “avevano detto che non costava niente”. La gente in coda ha iniziato a mormorare e il commento più benevolo era del tipo “questi farabutti, rubano anche ai bambini”. La cassiera era imbarazzata e muta, i due pargoli rumoreggiavano ed erano diventati dei piccoli divi tra i clienti della banca. Gratificati dall’interesse degli adulti, mostravano a tutti il loro estratto conto, come due piccoli eroi con il dito puntato <strong>contro il re nudo</strong>. Ho segnalato la cosa all’impiegato che conosco e lui, il solito sant’uomo del sacchetto Esselunga, ha detto: un errore del computer, cose che capitano, rimetto tutto a posto. Questo succedeva l’anno scorso. Qualche giorno fa arrivano i nuovi estratti conto, quelli relativi al 2011. <strong>Operazioni: 0. Spese: 23 euro su ogni conto</strong>. Apriti cielo. “Ladri ladri, continuano a rubarci”. “Chiamali, chiamali. Ora portiamo via tutti i soldi”. Poi hanno inscenato una sorta di danza indiana intorno al tavolo della colazione, tra uno yogurt e un pacchetto di cereali, cantando in coro: “Protestiamo, i soldi noi vogliamo”. Abbiamo scritto una mail al solito impiegato. Il quale nel giro di due giorni ha risposto di aver fatto riaccreditare gli euro, di aver sistemato una volta per tutte la pratica.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 1 Marzo 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/01/perch-le-banche-prendono-i-nostri-soldi/194736/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Una donna che si è fatta da sé</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/una-donna-che-si-fatta-da-s/193207/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/una-donna-che-si-fatta-da-s/193207/#comments</comments> <pubDate>Thu, 23 Feb 2012 11:10:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[ministri]]></category> <category><![CDATA[Paola Severino]]></category> <category><![CDATA[redditi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/una-donna-che-si-fatta-da-s/193207/</guid> <description><![CDATA[Per me la cosa più strabiliante rivelata dalle dichiarazioni dei redditi dei ministri è che la più ricca sia una donna. Onore a Paola Severino se guadagna 7 milioni in un anno. Invece di pensare solo a quanto incassa o a chi sono i suoi clienti, guardiamo per una volta alle cose positive: ne ha...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per me la cosa più strabiliante rivelata dalle dichiarazioni dei redditi dei ministri è che la più ricca sia <strong>una donna</strong>. Onore a Paola Severino se guadagna 7 milioni in un anno. Invece di pensare solo a quanto incassa o a chi sono i suoi clienti, guardiamo per una volta alle cose positive: ne ha pagati 4 di tasse ed è una donna che si è fatta da sé.<br /> <strong><br /> Ma ve le ricordate le Minetti e le Carfagne? </strong>Vi ricordate l’immondo sgomitare di soubrette e veline che cercavano un posto in lista per sistemarsi a vita? Ecco, Paola Severino dall’alto dei suoi 7 milioni, viene da un altro pianeta. È un’avvocatessa che si è fatta da sé. Non risulta che abbia ereditato lo studio di famiglia, o fatto gli esami da procuratore a Catanzaro, o l’abilitazione al Cepu.</p><p>È una che ha lavorato sodo, per di più con una disabilità fisica. È una che nel suo studio dà lavoro a un sacco di persone. Vediamo questa pole position conquistata sul campo come un piccolo riscatto per la denigrata figura della donna italiana.</p><p>Twitter: @ caterinasoffici</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 22 Febbraio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/una-donna-che-si-fatta-da-s/193207/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>9</slash:comments> </item> <item><title>Precarie Rai licenziate (e il sindacato dorme)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/21/precarie-licenziate-sindacato-dorme/192719/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/21/precarie-licenziate-sindacato-dorme/192719/#comments</comments> <pubDate>Tue, 21 Feb 2012 10:40:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[articolo 18]]></category> <category><![CDATA[maternità]]></category> <category><![CDATA[precarie]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[sindacati]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=192719</guid> <description><![CDATA[E&#8217; indecente che la Rai si riservi il diritto di licenziare le precarie in caso di gravidanza. E&#8217; indecente anche che in quel contratto dei precari Rai la maternità venga equiparata  a una &#8220;malattia, infortunio o causa di forza maggiore&#8221; nel regolare svolgimebto delle prestazioni lavorative. Ma è altrettanto indecente che i sindacati si stupiscano e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; indecente che la <strong>Rai si riservi il diritto</strong> <strong>di <a href="http://erroridistamparm.blogspot.com/2012/02/lettera-di-eds-lorenza-lei-cancellare_20.html" target="_blank">licenziare le precarie in caso di gravidanza</a></strong>. E&#8217; indecente anche che in quel contratto dei precari Rai la maternità venga equiparata  a una &#8220;malattia, infortunio o causa di forza maggiore&#8221; nel regolare svolgimebto delle prestazioni lavorative.</p><p>Ma è altrettant<strong>o indecente</strong> che i sindacati si stupiscano e reagiscano indiganti solo adesso. Scusate cari signori sindacalisti, cosa avete fatto finora? Quella clausola è lì <strong>almeno dal 2008</strong>. Stavate dormendo o eravate solo troppo impegnati a difendere i diritti già fin troppo tutelati di chi lavora al calduccio protetto da un contratto di &#8220;intoccabile&#8221;? Lo sanno tutti che chi ha un lavoro precario  se fa un figlio rischia di perdere il lavoro, e voi adesso cadete dal pero? E&#8217; forse una novità? E&#8217; forse una cosa che accade solo in Rai?</p><p><strong>Non fateci ridere. </strong>Non prendeteci in giro. Voi continuate in una <strong>battaglia ideologica</strong> senza senso sull&#8217;articolo 18, quando i dati parlano chiaro: lo Statuto dei lavoratori difende ormai solo una minoranza. Tutti gli altri sono licenziabili comunque, senza protezioni, senza casse integrazioni, senza tutele. Questa è la forma di discriminazione e disuguaglianza più odiosa alla quale si assiste oggi in Italia e viene perpetrata con l&#8217;avallo del sindacato.</p><p>E&#8217; sempre la solita storia:<strong> i sindacati difendono chi è già protetto</strong> da un contratto (e quelli dei giornalisti Rai sono suntuosi come attici vista Colosseo) e se ne infischiano di chi non è protetto: dei precari, dei lavoratori interinali, dei finti contratti di consulenza, delle partite Iva, dei famosi &#8220;programmisti registi&#8221; (altra figura onnipresente in Rai, che è solo un modo per far lavorare i giornalisti senza un vero contratto da giornalista), dei <a href="http://co.co.co/" target="_blank">co.co.co</a>, dei <a href="http://co.co.pro/" target="_blank">co.co.pro</a> e via elencando.</p><p>Per chi non avesse chiaro l&#8217;entità del fenomeno, solo per rimanere nell&#8217;ambito dei giornalisti, gli ultimi dati Inpgi (la cassa di previdenza nazionale) parlano di un salario medio dei giornalisti (contratti regolari subordinati) pari a 51.027.000 euro annui, mentre il<strong> 60 per cento dei giornalisti autonomomi </strong>(che sono il 34,6% dei rapporti di lavoro complessivi) generavano un reddito inferiore ai 5.000 euro annui.  Secondo voi il sindacato che si batte per l&#8217;articolo 18 difende chi guadagna 50mila o chi ne guadagna 5mila?</p><p>I soliti noti nell&#8217;attico e tutti gli altri nel sottoscala. E se poi sei donna e rimani incinta, ti buttano fuori anche da lì. Per le mamme neppure il sottoscala.</p><p>twitter: @caterinasoffici</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/21/precarie-licenziate-sindacato-dorme/192719/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il corrotto deruba  anche te</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/07/corrotto-deruba-anche/189595/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/07/corrotto-deruba-anche/189595/#comments</comments> <pubDate>Tue, 07 Feb 2012 14:57:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[corruzione]]></category> <category><![CDATA[economia]]></category> <category><![CDATA[Il Ritorno del Principe]]></category> <category><![CDATA[inflazione]]></category> <category><![CDATA[Mastricht]]></category> <category><![CDATA[Roberto Scarpinato]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=189595</guid> <description><![CDATA[Visto che va così di moda parlare di spread, sappiate che l&#8217;incidenza economica della corruzione in Italia è calcolabile attorno al 5% degli interessi del debito pubblico. E&#8217; come se ogni italiano pagasse un pizzo, una tassa occulta sulla corruzione. E&#8217; solo uno degli aspetti e delle preziosissime informazioni dell&#8217;analisi del  magistrato antimafia Roberto Scarpinato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Visto che va così di moda parlare di spread, sappiate che l&#8217;incidenza economica della corruzione in Italia è calcolabile attorno al <strong>5% degli interessi</strong> del debito pubblico. E&#8217; come se ogni italiano pagasse un pizzo, una tassa occulta sulla corruzione. E&#8217; solo uno degli aspetti e delle preziosissime informazioni dell&#8217;analisi del  magistrato antimafia <strong>Roberto Scarpinato</strong> (autore con Saverio Lodato di un libro che consiglio a chi l&#8217;avesse perso: &#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788861900561/lodato-saverio/ritorno-del-principe.html?shop=5277" target="_blank">Il ritorno del Principe</a><em>&#8220;</em>, Chiarelettere). Dove si spiega tra l&#8217;altro come mai in Italia  la illegalità è diventata legale e come la criminalità fa parte del sistema di potere al punto che la storia della criminalità in Italia coincide con la storia d&#8217;Italia tout court. E come la<strong> questione criminale </strong>sia inscindibile da quella della democrazia.</p><p>&#8220;Fino agli inizi degli anni novanta la corruzione sistemica veniva finanziata tramite <strong>l&#8217;inflazione</strong>. La dilatazione senza limiti della spesa pubblica consentiva di foraggiare gli enormi costi della corruzione e di alimentare giganteschi circuiti clientelari. Basti pensare che il giro d&#8217;affari della corruzione aveva generato un indebitamento pubblico tra i 150.000 e i 250.000 miliardi con 15.000-25.000 miliardi di relativi interessi annui sul debito. Il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo era saluto dal 60 % del 1980 al 118 % del 1992, il deficit di bilancio all&#8217;11%. Eravamo abissalmente lontani dai parametri di Maastricht, tagliati fuori dall&#8217;Europa e a un passo dalla deriva argentina. Il 16 settembre 1992 il valore della lira crollò a tal punto da costringerla a uscire dal sistema monetario europeo.</p><p>I rigidi parametri economici imposti dal<strong> trattato di Maastricht</strong> hanno fatto venire meno la possibilità di finanziare la corruzione con la dilatazione a gogo della spesa pubblica e con l&#8217;inflazione. A questo punto le modalità di sfruttamento conosciute e classiche hanno lasciato il posto a nuove forme ancora più pericolose. &#8230;<br /> A causa della riduzione delle risorse esterne &#8211; cioè una spesa pubblica dilatabile senza limiti &#8211; il sistema corruttivo ha iniziato ad attaccare le riserve interne. In altri termini ha iniziato a nutrirsi del tessuto connettivo del corpo sociale, mediante il progressivo e programmatico smantellamento dello <strong>stato sociale</strong> e il trasferimento delle risorse a potentati e lobby private. Questa complessa ristrutturazione si declina su vari versanti: uno dei più importanti è quello delle privatizzazioni all&#8217;italiana, palesi e occulte, un altro quello della predazione dei fondi nazionali ed europei destinati allo sviluppo&#8221;.</p><p>E poi i monopoli che diventano <strong>oligopoli privati</strong>, la sanità, la rapacità di certi gruppi, sempre i soliti, che si spartiscono la torta.</p><p>Ne abbiamo parlato ieri sera  con Scarpinato medesimo e Leoluca Orlando alla <em>London School of Economics </em>di Londra, in un incontro organizzato dagli studenti dell&#8217;Italian Society (grazie a Niccolò Regoli) e dall&#8217;Idv di Londra (grazie a Manfredi Nulli). Sarà mai possibile cambiare qualcosa? Nella dedica  sulla mia copia del libro Scarpinato ha scritto: con rabbia e speranza. Due sentimenti che vorrei condividere con i lettori.</p><p>twitter: @caterinasoffici</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/07/corrotto-deruba-anche/189595/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Chi mente agli elettori costretto a dimettersi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/05/gb-dimettersi-per-una-multa/188933/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/05/gb-dimettersi-per-una-multa/188933/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Feb 2012 08:45:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[chris huhne]]></category> <category><![CDATA[dimissioni]]></category> <category><![CDATA[Inghilterra]]></category> <category><![CDATA[Luigi Lusi]]></category> <category><![CDATA[ministro]]></category> <category><![CDATA[Riccardo Conti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/gb-dimettersi-per-una-multa/188933/</guid> <description><![CDATA[Dimettersi per una multa è troppo? Chris Huhne, ministro dell’Ambiente britannico nonché numero due del partito LibDem, ha lasciato ieri, dopo la decisione del Crown Prosecution Service, di procedere contro di lui per una multa del 2003. Il grave reato di cui è accusato può far sorridere: Huhne aveva convinto la ex moglie Vicky Price,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dimettersi per una multa è troppo? <strong>Chris Huhne</strong>, <strong>ministro dell’Ambiente</strong> britannico nonché<strong> </strong>numero due del partito LibDem, ha lasciato ieri, dopo la decisione del Crown Prosecution Service, di procedere contro di lui <strong>per una multa del 2003</strong>. Il grave reato di cui è accusato può far sorridere: Huhne aveva convinto la ex moglie Vicky Price, nota economista spesso intervistata in tv, a dire che era lei alla guida della macchina beccata dall’autovelox per eccesso di velocità. Dimissioni non richieste, ma che in Inghilterra di fronte a un’incriminazione del genere sono un atto quasi dovuto. Huhne si è dimesso dichiarandosi innocente, ha detto che risponderà alle accuse in tribunale e in sostanza lo ha fatto per non arrecare danno al partito e alla coalizione di governo. “Non ridete”, ha detto così.</p><p>Perché qui <strong>il rapporto tra etica e politica è molto stretto</strong>. E soprattutto è considerato grave non la multa per eccesso di velocità, ma il fatto che un ministro abbia intralciato il corso della giustizia e mentito ai suoi elettori. Il reato per cui è incriminato è infatti “ostruzione della giustizia”, per il quale è prevista la pena massima dell’ergastolo. Nessun giudice sarà così talebano da arrivare a tanto, ma Huhne e la ex moglie, incriminata come complice, rischiano di finire in carcere per due anni.</p><p>È forse antipatico continuare a fare confronti. Ma di fronte a notizie come questa, difficile non pensare all’ex tesoriere della Margherita <strong>Luigi Lusi</strong>, che sta cercando di patteggiare (quindi non si dichiara innocente, come Huhne) per i 13 milioni rubati al partito. Non si dimette Lusi e men che mai ci pensa il pidiellino <strong>Riccardo Conti,</strong> quello con i poteri magici che riesce a far lievitare in una notte il prezzo di un palazzo nel centro di Roma da 26, 5 a 44, 5 milioni di euro. E con loro tutti gli altri colti in flagranza, processati, condannati, casta di intoccabili trincerati dietro i privilegi parlamentari. Le dimissioni di Huhne, per un motivo in apparenza futile, sono invece il segno del rispetto che un ministro deve ai suoi elettori e ai cittadini. E lui rischia di fare la fine di tanti suo predecessori, ancora in cella per aver gonfiato le note spese e comprato le fioriere del giardino o la gabbietta dell’uccellino con i soldi dei contribuenti.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 4 Febbraio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/05/gb-dimettersi-per-una-multa/188933/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Sul posto fisso Monti ha ragione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/posto-fisso-monti-ragione/188472/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/posto-fisso-monti-ragione/188472/#comments</comments> <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:32:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[articolo 18]]></category> <category><![CDATA[casta]]></category> <category><![CDATA[giornalisti]]></category> <category><![CDATA[Giovani]]></category> <category><![CDATA[licenziamenti]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[posto fisso]]></category> <category><![CDATA[precari]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188472</guid> <description><![CDATA[Vabbe&#8217; diciamolo. L&#8217;ha detto male. Perché era ovvio che poi i giornali avrebbero titolato: &#8220;Il posto fisso è monotono&#8220;. E chi il lavoro non ce l&#8217;ha vorrebbe tanto potersi annoiare nella monotonia del posto fisso. Ma il sempre calibratissimo e attentissimo Mario Monti, che ci ha abituati a parole misurate con il contagocce, ha anche...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Vabbe&#8217; diciamolo. L&#8217;ha detto male. Perché era ovvio che poi i giornali avrebbero titolato:<em> <strong>&#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/lavoro-monti-posto-fisso-monotono-sullo-spread-scendera-ancora/188328/" target="_blank">Il posto fisso è monotono</a></span>&#8220;</strong></em>. E chi il lavoro non ce l&#8217;ha vorrebbe tanto potersi annoiare nella monotonia del posto fisso. Ma il sempre calibratissimo e attentissimo Mario Monti, che ci ha abituati a parole misurate con il contagocce, ha anche detto altro. E ha detto una cosa giusta. Sono andata a risentire la frase incriminata e l&#8217;ho trascritta parola per parola: <em>&#8221;I giovani devono abituarsi all&#8217;idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. Del resto, diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita. E&#8217; più bello cambiare e accettare nuove sfide purché siano in condizioni accettabili. E questo vuol dire che bisogna tutelare un po&#8217; meno chi oggi è ipertutelato e tutelare un po&#8217; di più chi oggi è quasi schiavo nel mercato del lavoro o proprio non riesce a entrarci&#8221;</em>.</p><p>E&#8217; molto più leale e giusto verso chi sta cercando di entrare nel mondo del lavoro o a chi ha perso il proprio posto, fare un discorso del genere che sventolare impossibili promesse. Chi vuole leggere questo concetto come un sinonimo di licenziamenti selvaggi è <strong>in malafede</strong> e vi prende per il naso, perché vi sta vendendo una  macchina usata con il contachilometri taroccato.</p><p>Soprattutto io metterei l&#8217;accento sulla seconda parte del discorso: meno tutele per chi è dentro il sistema e più tutele per chi è fuori.</p><p>Vi faccio qui un esempio di una realtà che conosco bene, il mondo dei <strong>giornali </strong>(altra bella casta sulla quale prima o poi bisognerà scrivere come stanno veramente le cose). Conosco &#8220;inviati speciali&#8221; di grandi giornali che sono dei veri intoccabili. Gente che guadagna 8mila euro netti al mese scrivendo quando va bene due pezzi (e non certo memorabili). Però nessuno può buttarli fuori ed è difficle costringerli a lavorare, perché il vecchio contratto da inviato non prevede la presenza in redazione o di produrre qualcosa se non sei stato appunto inviato da qualche parte.</p><p>A fronte di questi privilegiati intoccabili c&#8217;è un mondo fatto di collaboratori malpagati, precari, contratti a termine, contratti a progetto non rinnovati, stagisti che lavorano per una miseria (o spesso gratis, sperando prima o poi di entrare). Portabandiera di questo popolo di diseredati potrebbe essere <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/giovane-cronista-precario-sotto-scorta-scritto-sulle-mafie-emilia/182982/" target="_blank">Giovanni Tizian</a></span></strong>, il cronista precario che collabora con la <em>Gazzetta di Modena</em>, il sito <em>Linkiesta.it </em>e il mensile <em>Narcomafie</em>, sotto scorta perchè minacciato dalla mafia, che è pagato 4 euro a pezzo. Ho parlato di giornali ma immagino che situazioni analoghe ci siano in tutti i luoghi di lavoro.</p><p>Togliere all&#8217;intoccabile da 8mila euro al mese per dare al precario da 4 euro a pezzo vi sembra giusto o sbagliato? E&#8217; di questo che stiamo parlando, senza tante demogogie e specchietti per le allodole, quando diciamo che il posto fisso non deve essere un tabù intoccabile. Se uno potesse licenziare un furbetto fancazzista da 8mila euro al mese potrebbe assumere almeno tre cronisti giovani che hanno voglia di lavorare. Ecco di cosa stiamo parlando. <strong></strong><strong>Da che parte volete stare?</strong></p><p>Twitter:<strong> <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://twitter.com/#!/caterinasoffici" target="_blank">@caterinasoffici</a></span> </strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/posto-fisso-monti-ragione/188472/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Niente bonus per il supermanager inglese</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/31/niente-bonus-per-il-supermanager-inglese/187892/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/31/niente-bonus-per-il-supermanager-inglese/187892/#comments</comments> <pubDate>Tue, 31 Jan 2012 16:06:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[bonus]]></category> <category><![CDATA[capitalismo etico]]></category> <category><![CDATA[Inghilterra]]></category> <category><![CDATA[Royal Bank of Scotland]]></category> <category><![CDATA[Stephen Ester]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/31/niente-bonus-per-il-supermanager-inglese/187892/</guid> <description><![CDATA[Alla fine ha deciso di restituire il milione di sterline di bonus. Era sulla graticola da giorni, Stephen Hester, amministratore delegato della Royal Bank of Scotland. La sua foto era ormai l’appuntamento fisso sulle prime pagine, parafulmine e catalizzatore della protesta contro l’avidità senza fine dei banchieri, la rapacità della City e i guadagni smodati...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine ha deciso di restituire il milione di sterline di bonus. Era sulla graticola da giorni, <strong><a href="http://it.euronews.net/2012/01/28/bonus-dimezzato-per-il-boss-di-rbs-hester-ma-ai-britannici-non-basta/" target="_blank">Stephen Hester</a></strong>, amministratore delegato della Royal Bank of Scotland. La sua foto era ormai l’appuntamento fisso sulle prime pagine, parafulmine e catalizzatore della protesta contro l’avidità senza fine dei banchieri, la <strong>rapacità della City</strong> e i guadagni smodati dell’alta finanza. Come poteva il capo di una delle principali banche britanniche, salvata dalla bancarotta nel 2008 grazie a una nazionalizzazione da 45 miliardi di sterline, incassare tanti soldi mentre alla nazione si chiede di tirar la cinghia?</p><p>Messo alla berlina, Hester ha deciso che era meglio rinunciare al milione. Ha solo commentato: “Stavo diventando un paria agli occhi dei miei connazionali”. <strong>Ed Miliband</strong>, capo dell’opposizione socialista, gongola per la vittoria politica (dimenticando che fu il governo socialista ad approvare il contratto di Hester). Il premier David Cameron fa il <strong>pesce in barile</strong> (la metà dei finanziamenti dei conservatori viene dalla City), dicendo che accettare il bonus è un problema individuale.</p><p>Appurato che un milione per gente come Hester sono noccioline, c’è da chiarire se questo gesto è l’inizio di una nuova era di <strong>capitalismo etico </strong>che remunera il rischio e i risultati, ma punisce chi fa perdere soldi e posti di lavoro? Oppure è semplicemente che Hester si è fatto due conti in tasca e, come scrivono alcuni giornali, rinunciare al milione lo porterà a incassare più avanti bonus variabili tra gli 8 e i 32 milioni di sterline? Ah, saperlo.<br /> Rimane la constatazione che <strong>in Italia</strong> non s’è ancora visto un manager statale che abbia restituito una parte del compenso perché i suoi risultati sono stati cattivi. Altro che gogna, in genere i peggiori li promuovono. E talvolta diventano sottosegretari o ministri.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 31 Gennaio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/31/niente-bonus-per-il-supermanager-inglese/187892/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Povera Londra, welfare addio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/povera-londra-welfare-addio/186556/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/povera-londra-welfare-addio/186556/#comments</comments> <pubDate>Thu, 26 Jan 2012 17:26:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Banche]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category> <category><![CDATA[londra]]></category> <category><![CDATA[povertà]]></category> <category><![CDATA[welfare]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/povera-londra-welfare-addio/186556/</guid> <description><![CDATA[Oliver Twist abita ancora qui. Londra è un po’ la cartina di tornasole della crisi profonda della etica del capitalismo. Perché se Londra è la mecca del capitalismo europeo è anche il luogo dove le tensioni e le disuguaglianze sono più folli ed evidenti. Ricchi e poveri sempre più distanti? Non è solo uno slogan...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Oliver Twist abita ancora qui. Londra è un po’ la cartina di tornasole della<strong> crisi profonda della etica del capitalismo</strong>. Perché se Londra è la mecca del capitalismo europeo è anche il luogo dove le tensioni e le disuguaglianze sono più folli ed evidenti. Ricchi e poveri sempre più distanti? Non è solo uno slogan da indigandos e da 99 per cento.</p><p>Basta confrontare le cifre che vengono pubblicate dai giornali britannici in questi giorni. Pagati affitto, tasse e bollette, a una famiglia di poveracci di Oldham (sobborghi di Manchester) con marito disoccupato, moglie casalinga e 4 figli a carico, rimangono per vivere 62 pence a testa al giorno. Ecco la misura della povertà in Gran Bretagna: <strong>meno di un euro a testa</strong> al giorno. Questo dato choc &#8211; rivelato dall’economista della <em>London School of Economics</em> <strong>Tim Leunig</strong> in un <a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/jan/22/housing-benefit-cap-62p-a-day" target="_blank">calcolo pubblicato ieri sul </a><em><a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/jan/22/housing-benefit-cap-62p-a-day" target="_blank">Guardian</a> </em>- sarebbe uno degli effetti dei tagli orizzontali al welfare proposti dal <strong>governo Cameron</strong> per far fronte a un debito pubblico che ieri ha sfondato la cifra di un trilione di sterline.</p><p>La mancanza di soldi nel pubblico sta anche devastanto la sanità, per cui ieri i tabloid sparavano in prima pagina dati agghiaccianti come le 1.316 morti negli ospedali l’anno scorso <strong>per fame e per sete</strong>: 4 morti al giorno. E i ricchi? Nonostante tutto continuano a pagarsi stipendi da capogiro. Se per alcuni big della finanza come <em>Goldman Sachs</em> quest’anno sono vacche più magre del 21 per cento (a tanto ammonta il taglio dei bonus dovuto alla crisi), altri se ne sono fregati alla grande. Il <em>Financial Times</em> parla di una media di 1,8 milioni di sterline a testa per i 1200 top manager delle banche, compresa <em>Royal Bank of Scotland</em>, che è stata nazionalizzata per scampare al fallimento dopo il crac del 2008-2009. Grande polemica sul compenso di <strong>Stephen Hester</strong>, amministratore delegato della banca che è per l’83 % in mano pubblica, che per i risultati del 2011 si è auto-assegnato un bonus da 1 milione e 600 mila sterline. Non è il solo se -sempre il Ft- parlava di 8 miliardi di sterline accantaonati dalle maggiori banche inglesi (<em>Rbs, Hsbc e Barclays</em>) per i bonus di fine anno.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 26 Gennaio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/povera-londra-welfare-addio/186556/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Dal bunga-bunga al costa-costa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/17/dal-bunga-bunga-al-costa-costa/184258/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/17/dal-bunga-bunga-al-costa-costa/184258/#comments</comments> <pubDate>Tue, 17 Jan 2012 14:45:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Costa Concordia]]></category> <category><![CDATA[estero]]></category> <category><![CDATA[giglio]]></category> <category><![CDATA[naufragio]]></category> <category><![CDATA[schettino]]></category> <category><![CDATA[stampa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/17/dal-bunga-bunga-al-costa-costa/184258/</guid> <description><![CDATA[Ci vorrà tutto lo humor inglese di Monti per affrontare la City londinese domani. Che ghiotta occasione per i giornali stranieri paragonare la nave che affonda all’Italia declassata nel bel mezzo della bufera dell’euro. La notizia diventa sempre più succulenta per i media stranieri via via che il cerchio si stringe intorno al capitano. Quando...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ci vorrà tutto lo humor inglese di Monti per affrontare la City londinese domani. Che ghiotta occasione per i giornali stranieri paragonare la nave che affonda all’Italia declassata nel bel mezzo della bufera dell’euro. La notizia diventa sempre più succulenta per i media stranieri via via che il cerchio si stringe intorno al capitano. Quando cioè si scopre che non di guasto meccanico si tratta (come i siti stranieri ipotizzavano all’inizio, chiedendosi allibiti: come è possibile che questo accada in una nave del 21 esimo secolo?) ma di errore umano e di una <strong>manovra maldestra e irresponsabile</strong>.</p><p>E se poi il capitano, dopo averla portata contro gli scogli, abbandona la nave e i naufraghi al loro destino e prova pure a inquinare le prove e a scappare, davvero ce n’è per fornire lavoro a<strong> vignettisti e autori di satira </strong>per un bel po’. Eravamo appena usciti dal tunnel del Bunga Bunga, stavamo tirando quel piccolo respiro di sollievo che ci permetteva di risalire faticosamente la china della credibilità internazionale, ma tutto è svanito di colpo. Siamo entrati diretti nell’incubo Titanic: l’Italia è ancora zimbello sui giornali stranieri. Cambiano gli ingredienti, ma il risultato è lo stesso. Con B. era l’italiano puttaniere, corrotto e mafioso delle barzellette e delle vignette a farla da padrone. Il lato pecoreccio e malavitoso prevaleva sull’altra faccia dello stereotipo: l’italiano fanfarone, approssimativo, contaballe, furbetto, che non rispetta le regole, pasticcione e incompetente. Comunque la si rigiri, non riusciamo a tirarci fuori da questo<strong> stereotipo negativo.</strong></p><p><strong> </strong></p><p><strong> </strong>Tanto per far capire il clima, ieri il ministro della Difesa francese Gérard Longuet ha paragonato il candidato socialista alle presidenziali <strong>François Hollande</strong> al comandante della nave Costa Concordia: “Ci sono dei capitani che navigano vicino al disastro e mandano le loro navi a schiantarsi contro gli scogli”. Una brutta gaffe internazionale, una campagna “trash”, come l’ha definita Ségolène Royal, che “va oltre la barriera della decenza e si fa beffa delle vittime e dei familiari in lutto”, ha aggiunto un portavoce del concorrente anti-sarkò alle presidenziali francesi. La gaffe, proprio perché ha tutta l’aria di una voce dal sen fuggita, rispecchia il pensiero sempre più chiaro all’estero. “Crescono i dubbi per il comportamento del capitano e dell’equipaggio”, titola il quotidiano britannico Guardian. “Il capitano si è avvicinato agli scogli per salutare un amico sulla terraferma” dice il<em> Daily Telegraph</em>. I giornali popolari ci vanno giù ancora più pesante. “Il capitano stava facendo il ganzo?” titola in apertura il <em>Daily Mail </em>che spiega: “Dicono che l’equipaggio abbia scavalcato donne e bambini nella corsa precipitosa verso le scialuppe di salvataggio. Inoltre si fa strada l’ipotesi inquietante che il capitano si sia avvicinato troppo a terra per salutare un amico e per dare lo spettacolo dell’isola ai turisti”.</p><p>Il <em>Daily Mirror</em> fa eco dando molto spazio ai ritardi nei soccorsi e accusando l’equipaggio di <strong>incompetenza e improvvisazione</strong>: “Nella nave da crociera lasciati a combattere per sopravvivere”. Sulla stessa linea il <em>Daily Express </em>che intervista i sopravvissuti inglesi: “Il capitano ci ha lasciati affondare”. Sui giornali francesi <em>Le Monde</em> e<em> Libération </em>si parla di Titanic della Toscana, gli spagnoli <em>El Mundo</em> e<em> El Paìs </em>mettono l’accento sul ritardo nei soccorsi. È da due giorni che i siti Internet di tutto il mondo, le radio, i giornali, le televisioni aprono le proprie edizioni con le notizie del disastro del Giglio. Una sorta di magnetismo pare incollare le telecamere della Bbc sul naufragio della nave da crociera nelle acque toscane. Anche <em>Al Jazeera </em>ha dato ampio spazio alla vicenda. “<strong>Come è potuto succedere?</strong>” si domandano increduli i giornalisti stranieri? Abbastanza comune anche il paragone con il Titanic, a cento anni di distanza. Dice la <em>Bbc</em>: “Un disastro da secolo scorso. È incredibile che una cosa del genere possa succedere in una nave da crociera di lusso del 21 esimo secolo”. Sputtanati in mondovisione. E come spesso accade, comincia come farsa e finisce in tragedia.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 17 Gennaio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/17/dal-bunga-bunga-al-costa-costa/184258/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;auto a Milano è un diritto?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/12/lauto-milano-diritto/183311/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/12/lauto-milano-diritto/183311/#comments</comments> <pubDate>Thu, 12 Jan 2012 11:38:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Area C]]></category> <category><![CDATA[auto]]></category> <category><![CDATA[inquinamento]]></category> <category><![CDATA[londra]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[ticket]]></category> <category><![CDATA[traffico]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=183311</guid> <description><![CDATA[Il ticket per entrare nel centro di Milano non è un&#8217;anomalia. Al contrario, è anomalo che il precedente sindaco, non per niente proveniente da famiglia di petrolieri, avesse esentato alcune categorie di auto, tipo i  Suv di ultima generazione, perché rientravano in una categoria ritenuta meno inquinante (ma non meno ingombrante) . Qualsiasi città europea...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il ticket per entrare nel centro di <strong>Milano </strong>non è un&#8217;anomalia. Al contrario, è anomalo che il precedente sindaco, non per niente proveniente da famiglia di petrolieri, avesse esentato alcune categorie di auto, tipo i  Suv di ultima generazione, perché rientravano in una categoria ritenuta meno inquinante (ma non meno ingombrante) .</p><p>Qualsiasi città europea ben amministrata ha limitato la circolazione delle auto nel centro (e non solo). E&#8217; un <strong>problema culturale</strong>, più che politico. Io credo che la libertà del singolo (nella fattispecie di usare la propria auto) deve avere un limite nell&#8217;interesse comune. L&#8217;aria è un bene limitato. Lo spazio anche. Se uno inquina l&#8217;aria e occupa spazio (le auto provocano ingorghi e vanno parcheggiate) è giusto che paghi perché sta usando un bene comune limitato. Con questi soldi una buona amministrazione provvederà poi ad aumentare il servizio pubblico, la pulizia delle strade, la manutenzione eccetera.</p><p>Ho vissuto anni a Milano e conosco persone &#8211; tante &#8211; che usano la macchina per spostamenti di tre o quattro isolati. Accompagnano i figli a scuola e poi vanno a lavorare, o a fare la spesa, tutto dentro il quartiere, come se l&#8217;auto fosse un&#8217;appendice del corpo. Privarli di questa preziosa propaggine è considerato atto di lesa maestà. Una indecente limitazione della libertà personale. Ti rispondono: la macchina è mia e la uso come mi pare. Farebbero prima a girare in bicicletta o con i mezzi. Ma è una questione culturale: tram e metropolitane sono percepiti come mezzi di trasporto <strong>popolare</strong>, da immigrati, da studenti e da chi non può permettersi di usare la macchina.</p><p>I residenti nel centro storico, <em>la crème de la crème </em>della sobria borghesia milanese, sta usando contro <strong>Pisapia </strong>slogan molto poco sobri: non vogliamo pagare per poter tornare a casa. E perché? Con questo ragionamento il barista che viene da fuori Milano potrebbe obiettare che neppure lui vuole pagare per andare a lavorare. E così tutti gli altri: commercianti, impiegati, imbianchini, fattorini eccetera. E&#8217; il solito, perenne, problema dell&#8217;Italia. A questo punto nessuno paga, tutti usano la macchina, la città diventa una camera a gas più di quanto lo è già, il traffico si blocca. Ognuno fa un po&#8217; come gli pare, sperando di essere più furbo o privilegiato di un altro. Uno scenario da<strong> città del terzo mondo</strong> più che da moderna metropoli europea.</p><p>A <strong>Londra </strong>non solo si paga la famosa Congestion Charge alla quale Area C si ispira (10 sterline ossia 12 euro, contro i 5 di milano). Ma i residenti pagano anche il diritto a parcheggiare nelle strade dove risiedono. Le tariffe variano a seconda dalla zona, della cilindrata della macchina e dell&#8217;anno di immatricolazione. Si può richiedere un unico permesso per abitazione, producendo contratto di proprietà o di affitto.  Secondo un principio economico di utilità marginale della rendita di posizione, il prezzo è decrescente più ci si allontana da Central London.</p><p>E non venite a obiettare che a Milano non ci sono mezzi pubblici efficienti e quindi la macchina è l&#8217;unica alternativa. Sono obiezioni demagogiche e populiste.<strong> Il circolo vizioso va spezzato</strong>, prima o poi. Certo, se si continua a boicottare ogni iniziativa per limitare il traffico, difficile poi che un autobus arrivi puntuale e non rimanga imbottigliato. Sapete quanto cosa un abbonamento mensile alla Metropolitana a Londra? Da un minimo di 112 sterline (solo per le zone centrali) a un massimo di 291 (per chi fa lunghi spostamenti). Diciamo una media di 180 sterline al mese.<strong> Circa 200 euro</strong>. Le tariffe annuli variano da un minimo di 1,168 sterline a un massimo di 3,040.  Sapete quante linee di metropolitana a Milano si potrebbero costruire se a Milano si applicassero le stesse tariffe, i residenti pagassero per parcheggiare sotto casa e i non residenti per entrare in città?</p><p>Ps. il biglietto singolo, fuori abbonamento, costa 4 sterline (5 euro) e lo stesso costa un&#8217;ora di parcheggio. Per fare una commissione con la macchina in Central London si spendono in media <strong>18 sterline</strong> (circa 22 euro): 10 di Congestion Charge, e due ore di parcheggio.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/12/lauto-milano-diritto/183311/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Noi che non siamo mai stati alle Maldive</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/06/siamo-stati-alle-maldive/181974/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/06/siamo-stati-alle-maldive/181974/#comments</comments> <pubDate>Fri, 06 Jan 2012 09:47:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[maldive]]></category> <category><![CDATA[Mario Monicelli]]></category> <category><![CDATA[Rutelli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=181974</guid> <description><![CDATA[Ma che amici ha Rutelli se scrive una risposta del genere? &#8220;Non ero mai stato, a differenza  praticamente di tutti i miei amici e di tantissimi italiani, alle Maldive e debbo dire che avevano ragione loro: è un posto che almeno una volta nella vita va conosciuto. Se qualcuno vorrà scriverne in modo diffamatorio se...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ma che amici ha <strong>Rutelli</strong> se scrive una risposta del genere? &#8220;Non ero mai stato, a differenza  praticamente di tutti i miei amici e di tantissimi italiani, alle Maldive e debbo dire che avevano ragione loro: è un posto che almeno una volta nella vita va conosciuto. Se qualcuno vorrà scriverne in modo diffamatorio se la vedrà con il mio avvocato&#8221;.</p><p>Curiosa situazione: <strong>essere andati alle Maldive diventa un&#8217;offesa</strong>. Da regolare per vie legali.</p><p>Ci sono talmente tanti posti nella vita che uno può conoscere prima di andare alla Maldive, direi io. Ma Rutelli potrebbe replicare: a me piace andare lì fatti miei. Pago e quindi vado dove voglio. Più che legittimo.</p><p>E però le Maldive non sono un posto qualunque. Nell&#8217;immaginario collettivo sono uno status symbol da cinepanettone. Dire Maldive evoca tante cose tutte insieme. Il frequentatore delle Maldive appartiene a una categoria assimilabile al palestrato, al lampadato, al guardatore di Grande Fratello, un edonista di bassa lega, un arricchito. Te lo immagini alla guida di un suv, che legge<em> Chi</em>. E ordina sushi anche se gli fa schifo il pesce crudo e beve mojito perché fa figo. E&#8217; una <strong>fenomenologia da Isola dei famosi</strong>, da gente che si depila le sopracciglia perché l&#8217;ha visto da Maria de Filippi.</p><p>Se ti beccano, tu che sei un leader politico che predica austerità e sobrietà, mentre il paese tira la cinghia e tu te la spassi alle maldive, non ci fai una bella figura ma non è un reato. Un colpo di cafonaggine tra tanta sobrietà snob e tanti loden pauperisti, alla fine fa anche un po&#8217; di allegria.</p><p>Ma per favore non replicare e non minacciare querele.</p><p>In fondo non tutti possono dire &#8220;mai stato alle Maldive&#8221; come <strong>Mario Monicelli</strong>. Che ci aveva fatto una filosofia di vita.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/06/siamo-stati-alle-maldive/181974/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Se non fa il tecnico, cosa fa il governo Monti?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/13/tecnico-cosa-governo-monti/177142/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/13/tecnico-cosa-governo-monti/177142/#comments</comments> <pubDate>Tue, 13 Dec 2011 12:00:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Caterina Soffici]]></category> <category><![CDATA[dimissioni]]></category> <category><![CDATA[elezioni]]></category> <category><![CDATA[Governo Monti]]></category> <category><![CDATA[governo tecnico]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[manovra]]></category> <category><![CDATA[parlamento]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=177142</guid> <description><![CDATA[Se fosse un governo tecnico, farebbe le cose tecniche che i partiti non sono in grado di fare. Ossia taglierebbe le pensioni (misura che non piace al Pd e alla sinistra ) e farebbe le liberalizazzioni e la lotta all&#8217;evasione (non piace  al pdl). Andrebbe avanti con i tagli alla casta (spiace a tutti). Privatizzerebbe...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Se fosse un <strong>governo tecnico</strong>, farebbe le cose tecniche che i partiti non sono in grado di fare. Ossia taglierebbe le pensioni (misura che non piace al Pd e alla sinistra ) e farebbe le liberalizazzioni e la lotta all&#8217;evasione (non piace  al pdl). Andrebbe avanti con i tagli alla casta (spiace a tutti). Privatizzerebbe la Rai (non piace ai partiti) e venderebbe le frequenze tv (il Pdl non vuole) . L&#8217;elenco delle cose da fare è lungo e ormai tutti sappiamo quali sono <strong>le cose che servono all&#8217;Italia</strong> per ripartire. A cominciare dalla riforma elettorale. Un governo tecnico dovrebbe tecnicamente decidere quali sono le misure che più sono utili al paese, cercando di minimizzare l&#8217;impatto sulla popolazione.</p><p>Monti aveva la possibilità di farlo (appellandosi all&#8217;emergenza per ignorare le lobby e i partiti che difendono interessi di parte), perché poteva dire: chiedo sacrifici e faccio cose spiacevoli, ma lo faccio nell&#8217;interesse nazionale. Monti tiene il <strong>Parlamento sotto scacco</strong>, perché è chiaro che se lui fallisce, si sciolgono le Camere e si torna a votare e i parlamentari perdono la cosa che più interessa loro: il diritto al vitalizio. Senza contare la tempesta finanziaria che si scatenerebbe contro l&#8217;Italia e le ripercussioni a livello europeo.  Ergo, il professore ha un potere di ricatto enorme: le <strong>dimissioni</strong>. Se non accettate le misure tecniche che da tecnico vi propongo, allora io tecnicamente mi dimetto.</p><p>Ma è chiaro che il governo Monti<strong> non è tecnico</strong> e queste cose non le farà. E allora cosa sta facendo? Per aumentare la benzina e le tasse non c&#8217;era bisogno di un governo tecnico. Per tagliare le pensioni da mille euro e non toccare chi ne cumula di quelle milionarie anche. Per salvare caste e privilegi e non scalfire gli interessi dei poteri forti, anche.</p><p>Quindi chiamiamo il governo Monti per quello che è: <strong>un governo politico</strong>. Ma un governo politico dovrebbe essere eletto, e il governo Monti non è eletto. Che sorta di ibrido sta allora prendendo delle decisioni così importanti sulle teste dei cittadini italiani? Credo che la maggioranza degli italiani fosse disposta ad accettare un governo tecnico se si fosse comportato da governo tecnico, ma un governo tecnico che si comporta come un governo politico ma non è politico, è <strong>il peggio che ci potesse capitare</strong>.</p><p>Come uscire da questa situazione?</p><p>Twitter: <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://twitter.com/#!/caterinasoffici" target="_blank">@caterinasoffici</a></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/13/tecnico-cosa-governo-monti/177142/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ici? Niente tasse anche per le donne</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/10/niente-tasse-anche-donne/176691/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/10/niente-tasse-anche-donne/176691/#comments</comments> <pubDate>Sat, 10 Dec 2011 17:21:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[diritti]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[ici]]></category> <category><![CDATA[se non ora quando]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=176691</guid> <description><![CDATA[Chi sostiene che è giusto non far pagare l&#8217;Ici alla Chiesa perché le parrocchie, gli oratori, le associazioni caritatevoli e le scuole cattoliche svolgono attività in sostituzione dello Stato e quindi fanno risparmiare milioni di euro alle casse pubbliche, dovrebbe secondo la stessa logica sostenere che anche al lavoro delle donne si applicasse lo stesso...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Chi sostiene che è giusto non far pagare l&#8217;Ici alla Chiesa perché le parrocchie, gli oratori, le associazioni caritatevoli e le scuole cattoliche svolgono attività in sostituzione dello Stato e quindi fanno risparmiare <strong>milioni di euro</strong> alle casse pubbliche, dovrebbe secondo la stessa logica sostenere che anche al lavoro delle donne si applicasse <strong>lo stesso principio</strong>. Vorrei vedere il ciellino <strong>Luigi Amicone</strong>, che tanto si agita sull&#8217;Ici e sulle famiglie, sostenere questa causa.</p><p>Ogni anno le statistiche confermano un dato agghiacciante: <strong>le donne italiane lavorano 3 ore in più al giorno</strong> rispetto agli uomini. Non chiacchiere ma <a href="http://www.oecd.org/dataoecd/39/18/47573130.pdf" target="_blank">dati Ocs</a>e che mettono le italiane agli ultimi posti nel mondo (dopo anche le messicane e le giapponesi). E sapete che fanno le donne in queste 3 ore? La maggior parte del tempo è speso in <strong>opere di cura</strong>, ossia assistenza ad anziani e minori, assistenza all&#8217;istruzione, malati eccetera. Le donne sono un sostituto del welfare a tutti gli effetti e <strong>mettono una pezza dove lo Stato non arriva</strong> o quando  taglia i fondi o non ne stanzia abbastanza. Non è lavoro che andrebbe in qualche modo retribuito? Se non si pensa a retribuirlo, si potrebbe almeno pensare a defiscalizzarlo. <strong>Come l&#8217;Ici</strong> per gli oratori.<br /> Il vecchio sistema pensionistico riconosceva in qualche modo questo lavoro aggiuntivo e &#8220;premiava&#8221; le donne mandandole in <strong>pensione </strong>prima degli uomini. Il nuovo corso punisce principalmente le donne, perché dovranno aspettare di più per ritirarsi e non ne avranno <strong>niente in cambio</strong>. Chi ne risentirà di più saranno quelle opere di cura alle quali le donne sono dedite.</p><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/10/senza-donne-tornano-piazza/176649/" target="_blank">Domani</a> le donne dei comitati spontanei di <strong><a href="http://www.senonoraquando.eu/" target="_blank">Se Non Ora Quando</a></strong> (Snoq) scendono in piazza per continuare una protesta iniziata in pieno berlusconismo contro le ripercussioni dello scandalo escort sull&#8217;immagine e la dignità della donna. L&#8217;occasione per chiedere qualcosa di più.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/10/niente-tasse-anche-donne/176691/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Vespa, ecco le vere domande per Monti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/07/vespa-vere-domande-monti/175823/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/07/vespa-vere-domande-monti/175823/#comments</comments> <pubDate>Wed, 07 Dec 2011 11:12:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category> <category><![CDATA[giornalismo]]></category> <category><![CDATA[Jeremy Paxman]]></category> <category><![CDATA[manovra]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[Porta a porta]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=175823</guid> <description><![CDATA[Incisive, puntuali, incalzanti. Non ci sono davvero altri termini per definire le domande di Vespa a Monti. Ma davvero non ci sarebbero stati presto nemmeno i soldi per pagare le pensioni? Ma davvero eravamo così vicini alla Grecia? Dal 9 novembre quando il capo dello Stato le telefonò per l&#8217;incarico ad oggi lo spread è...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Incisive, puntuali, incalzanti</strong>. Non ci sono davvero altri termini per definire <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5914b4a1-fde6-4c1b-abb6-1a01d0cffa3d.html" target="_blank">le domande di Vespa a Monti</a>.</p><p><em> Ma davvero non ci sarebbero stati presto nemmeno i soldi per pagare le pensioni?<br /> Ma davvero eravamo così vicini alla Grecia?<br /> Dal 9 novembre quando il capo dello Stato le telefonò per l&#8217;incarico ad oggi lo spread è sceso di 180 punti. Un buon risultato&#8230;<br /> Qual è la misura che l&#8217;ha fatta più soffrire?<br /> Era proprio necessario aumentare la benzina?<br /> Chi è il misterioso uomo nero che gioca sulla pelle degli Stati?</em></p><p>Come si confà a un maggiordomo che entra nel &#8220;salotto buono&#8221; &#8211; e come era ampiamente previsto &#8211; Vespa non ha importunato l&#8217;ospite seduto sulla poltroncina bianca. Con quella sua inguardabile posa curvata in avanti, quel sorrisino mellifluo, da cortigiano e ruffiano, ha presentato agli italiani avidi di capire cosa succede nelle loro tasche e del proprio futuro, <strong>una pantomima di qualcosa che ha definito intervista</strong>, in spregio alle più elementari regole del giornalismo.</p><p>Tanto per chiarire cosa sia un giornalista e cosa sia un&#8217;intervista a un politico, guardatevi questo<strong> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=sHsWPQP7qj8" target="_blank">video</a></strong>. Qui in azione è <strong>Jeremy Paxman</strong>, il mastino della Bbc, l&#8217; anchorman di &#8220;News Night&#8221; temuto dai politici che si sottopongono al supplizio con la stessa allegria di chi si siede sulla poltroncina del dentista. Uno che ha infilzato ministri, messo in difficoltà maghi della comunicazione come il sindaco di Londra Boris Johnson e Tony Blair. Uno che dichiara &#8220;se fai una domanda, devi avere una risposta&#8221;. Qui dice: &#8220;Io credo profondamente che la democrazia più sana sia quella più informata. Questo giustifica quello che faccio&#8221;. Uno che se gli dicessero che Vespa è un &#8220;collega giornalista&#8221;, come minimo querelerebbe per diffamazione. (A scanso di equivoci, l&#8217;unica analogia tra Paxman e Vespa è che sono entrambi superstar televisive e vanno  in onda sulla rete ammiraglia della tv pubblica in seconda serata).</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/sHsWPQP7qj8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>In Italia non vedremo mai interviste di questo tipo. Certo Paxman è anche molto criticato: troppo rude e diretto, dicono. Così diretto da essere talvolta maleducato e arrogante. Ma volete mettere<strong> il gusto di vedere un politico italiano</strong> (e anche un tecnico, via) messo sotto i ferri da giornalisti di questo tipo? Ve lo vedete Monti strapazzato sui conflitti di interessi del governo, sulla mancata patrimoniale, sulla mancata lotta all&#8217;evasione, sull&#8217;inutilità di tassare gli elicotteri, l&#8217;Ici della Chiesa eccetera?</p><p>Per addolcire la giornata,<strong> sogniamo un po&#8217;</strong>. Ognuno si immagini  di essere Paxman e di poter fare una domanda a Monti (o Passera o chi preferisce tra i vari ministri). Buon lavoro.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/07/vespa-vere-domande-monti/175823/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Manovra, gli evasori ancora la fanno franca</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/manovra-gli-evasori-ancora-la-fanno-franca/175504/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/manovra-gli-evasori-ancora-la-fanno-franca/175504/#comments</comments> <pubDate>Tue, 06 Dec 2011 07:49:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Caterina Soffici]]></category> <category><![CDATA[evasione fiscale]]></category> <category><![CDATA[Germania]]></category> <category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[paradisi fiscali]]></category> <category><![CDATA[scudo fiscale]]></category> <category><![CDATA[Svizzera]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=175504</guid> <description><![CDATA[Tracciabilità del contante a 1.000 ero e non a 500 o meno. Gli evasori ringraziano. Nessuna misura sulla deducibilità (affitti in nero, idraulici, lavoro nero, fatture mancate eccetera). Gli evasori ringraziano doppiamente. L&#8217;1,5 per cento in più per i capitali scudati al 5 per cento è ridicolo: chi ha scudato (senza l&#8217;obbligo di riportare  e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Tracciabilità del contante a 1.000 ero e non a 500 o meno.</p><p><strong>Gli evasori ringraziano.</strong></p><p>Nessuna misura sulla deducibilità (affitti in nero, idraulici, lavoro nero, fatture mancate eccetera). Gli evasori ringraziano doppiamente.</p><p>L&#8217;1,5 per cento in più per i capitali scudati al 5 per cento è ridicolo: chi ha scudato (senza l&#8217;obbligo di riportare  e investire i capitali in Italia, tra l&#8217;altro) pagherà il 6,5 per cento (se va bene, perché già si dice che ci sarà una marea di ricorsi), quando la Germania  lo ha fatto al 20 per cento e gli Usa al 25%. Gli evasori brindano.</p><p>E sempre per rimanere all&#8217;estero: nessuna tassazione sui capitali nascosti nei <strong>paradisi fiscali</strong>. Germania e <strong>Gran Bretagna</strong>, tanto per dire, hanno già stipulato accordi con la Svizzera che prevede la tassazione dei capitali garantendo l&#8217;anonimato ai propri clienti. I contribuenti britannici con conti in Svizzera, in base a un accordo stipulato lo scorso agosto, dovranno dichiarare i loro averi al fisco inglese o accettare un&#8217;imposta sui redditi e utili da capitali che oscillerà tra il 27% e il 48%. I proventi saranno versati alle autorità britanniche.</p><p>Con la <strong>Germania</strong>, l&#8217;accordo è simile (concluso il 10 agosto). L&#8217;imposta sugli utili sarà del 26,37%, praticamente identica a quella prevista per gli averi depositati nello stato tedesco. Come contropartita, le banche svizzere non dovranno rivelare l&#8217;identità dei loro clienti. Grazie all&#8217;imposta liberatoria, la Germania dovrebbe incassare un miliardo di euro l&#8217;anno. In più, riceverà una decina di miliardi a titolo di «risarcimento» per i casi di evasione fiscale del passato.</p><p>Le banche svizzere sono piene di conti di clienti italiani, sarà un caso che a nessuno è ancora venuto in  mente che si potrebbero recuperare <strong>10 miliardi </strong>senza andarli a prendere nelle tasche di chi le tasse le ha già pagate? Gli evasori ululano di gioia.</p><p>Non so com&#8217;è, ma da quando vivo all&#8217;estero l&#8217;evasione italiana la trovo ancora più odiosa. Perché è un&#8217;offesa alle persone oneste. Perché è un&#8217;ingiustizia. Perché tutti i commentatori esteri ripetono che <strong>senza lotta all&#8217;evasione non ci può essere crescita</strong> in Italia e senza crescita è inutile continuare a tassare e tagliare e raschiare il fondo del barile. La &#8220;cultura dell&#8217;evasione fiscale&#8221; in Italia è un caso di studio (tra i più recenti, leggasi il <em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.washingtonpost.com/world/amid-crisis-italy-confronts-a-culture-of-tax-evasion/2011/11/22/gIQAef4JtN_story.html" target="_blank">Washington Post</a></span></em>). Solo da noi c&#8217;è molta miopia. Sarà un caso?</p><p>Twitter: <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://twitter.com/#!/caterinasoffici" target="_blank">@caterinasoffici</a></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/manovra-gli-evasori-ancora-la-fanno-franca/175504/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Viva la Regola n.1: chi rompe non paga</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/viva-regola-rompe-paga/174470/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/viva-regola-rompe-paga/174470/#comments</comments> <pubDate>Thu, 01 Dec 2011 12:48:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Soffici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[ascolti Tg1]]></category> <category><![CDATA[buonuscita]]></category> <category><![CDATA[finmeccanica]]></category> <category><![CDATA[meritocrazia]]></category> <category><![CDATA[minzolini]]></category> <category><![CDATA[Pierfrancesco Guargaglini]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=174470</guid> <description><![CDATA[Qualcuno può sobriamente spiegare agli italiani, perché il plurindagato Pierfrancesco Guarguaglini lascerà Finmeccanica con una buonuscita da 5 milioni di euro (di denaro pubblico)? E&#8217; questo  il premio per aver portato il valore delle azioni di Stato da 23 euro che valevano nel 2007 ai 3 attuali? Se io fossi il ministro del Tesoro, che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno può sobriamente spiegare agli italiani, perché il plurindagato <strong>Pierfrancesco Guarguaglini</strong> lascerà Finmeccanica con una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/guarguaglini-un-addio-pieno-di-veleni/174346/" target="_blank">buonuscita da 5 milioni di euro</a></span> (di denaro pubblico)?<br /> E&#8217; questo  il premio per aver portato il valore delle azioni di Stato da 23 euro che valevano nel 2007 ai 3 attuali? Se io fossi il ministro del Tesoro, che è il maggiore azionista di controllo di questa azienda definita fino a poco fa &#8220;l&#8217;ultimo gioiello di Stato&#8221; (ormai sarà al massimo bigiotteria di lusso), non solo non gli darei un euro, ma<strong> gli farei pagare i danni</strong>. Sobriamente però, come si confà ai nuovi tempi.</p><p>E qualcuno potrebbe anche spiegare &#8211; sobriamente, ci mancherebbe &#8211; perché <strong>Minzolini </strong>non viene licenziato in tronco dalla Rai per aver <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/28/tracollo-milione-spettatori-meno-share-basso/173664/" target="_blank">massacrato gli ascolti del Tg1</a></span>? In attesa della decisione sull&#8217;abuso della carta di credito aziendale per oltre 70mila euro in un anno, sui giornali circolavano ipotesi su come l&#8217;azienda pubblica radiotelevisiva potrebbe &#8220;liberarsi&#8221; del direttorissimo. Una possibile punizione sarebbe quella che per il 99 per cento dei giornalisti italiani è il sogno di una vita: <strong>corrispondente da New York</strong>. Altrimenti inviato di lusso nelle capitali europee. Della buonuscita non si hanno per il momento notizie, ma si può star tranquilli che <strong>sobriamente verrà anche quella</strong>.</p><p>Non sarebbe il caso di smetterla di prendere in giro milioni di bambini e studenti italiani e invece di insegnare che chi si comporta male finisce male e chi si impegna, studia e lavora sarà premiato? Per il bene delle future genererazioni sarebbe utile affiggere in tutte le classi delle scuole italiane di ogni ordine e grado un cartello con la Regola n.1 dello Stato. Che recita: <strong>Chi rompe non paga</strong>. Così almeno la smettiamo di sprecare energie in cose inutili e dannose come l&#8217;etica, la giustizia e la moralità, che porteranno i giovani ad allargare le file dei migliaia di frustrati, disoccupati e indignati. Chi impara la Regola n.1 fin dalla più tenera età, potrà così ambire a una ingiusta e immeritata carriera.</p><p>twitter: @caterinasoffici</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/viva-regola-rompe-paga/174470/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Minified using memcached
Page Caching using memcached (User agent is rejected)
Object Caching 1737/1968 objects using memcached
Content Delivery Network via st.ilfattoquotidiano.it

Served from: www.ilfattoquotidiano.it @ 2012-05-27 03:15:59 -->
