<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Caterina Perniconi</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/cperniconi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Norma ad hoc per l&#8217;Agenzia delle Entrate: così il governo salva 767 dirigenti senza requisiti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/norma-lagenzia-delle-entra-cosi-governo-salva-dirigenti-senza-requisiti/202381/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/norma-lagenzia-delle-entra-cosi-governo-salva-dirigenti-senza-requisiti/202381/#comments</comments> <pubDate>Wed, 04 Apr 2012 17:57:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category> <category><![CDATA[Attilio Befera]]></category> <category><![CDATA[luciano malan]]></category> <category><![CDATA[vidmer mercatali]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=202381</guid> <description><![CDATA[L’evasione fiscale in Italia supera i 200 miliardi. Il governo considera la lotta agli evasori una delle battaglie strutturali per risollevare il Paese. Ma lo stesso esecutivo permette ai controllori di chi froda lo Stato di violare a loro volta le regole. Nel decreto fiscale approvato oggi dal Senato c’è infatti una norma che consente...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/agenzia-delle-entrate-interna.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-full wp-image-202382" title="agenzia delle entrate interna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/agenzia-delle-entrate-interna.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>L’evasione fiscale in Italia supera i 200 miliardi. Il governo considera la lotta agli evasori una delle battaglie strutturali per risollevare il Paese. Ma lo stesso esecutivo permette ai controllori di chi froda lo Stato di violare a loro volta le regole.</p><p>Nel decreto fiscale approvato oggi dal Senato c’è infatti una norma che consente ai <strong>767 funzionari </strong>dell’Agenzia delle Entrate promossi in posizioni dirigenziali senza requisiti di restare al loro posto. La possibilità di deroghe sugli incarichi nasce da una modifica dell’articolo 24 del regolamento dell’Agenzia ai tempi del suo avvio, nel 2000. Proprio per le necessità di partenza delle attività si permetteva al personale non dirigente di essere incaricato per i ruoli vacanti fino al successivo bando concorsuale, percependo quindi lo stipendio da dirigente. Ma l’eccezione è diventata una regola. I concorsi non venivano banditi e quindi con apposite ulteriori delibere del Comitato di gestione, di anno in anno, venivano prorogati i contratti in essere degli “incaricati”. Che sono diventati 767 sui 1143 dirigenti totali dell’Agenzia delle Entrate tra la sede centrale di Roma e quelle sul territorio.</p><p>Questi dati li conferma la stessa Agenzia il 5 febbraio 2011 su richiesta del Tar del Lazio al quale l’associazione Dirpubblica (Federazione dei funzionari, elevate professionalità e dirigenti della Funzione pubblica e delle Agenzie) aveva fatto ricorso. Il primo agosto del 2011 arriva la sentenza del tribunale amministrativo che dichiara fuori legge il metodo di nomina avallato nell’Agenzia perché “una deroga così ampia sul piano quantitativo e temporale è valsa ad introdurre e consolidare nel tempo una situazione complessiva di grave violazione di principi fondamentali di regolamentazione del rapporto di pubblico impiego e delle garanzie relative all’accesso alle qualifiche, alla selezione del personale e allo svolgimento del rapporto”.</p><p>L’Agenzia delle Entrate – che in questo modo sarebbe rimasta senza due terzi dei dirigenti – e oltre 500 “incaricati” ricorrono in Appello. La sentenza viene così sospesa in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato. Ma l’udienza fissata per il 20 marzo è stata rinviata al 3 luglio. Perché nel frattempo è sopraggiunta una norma nel decreto fiscale che andrebbe a sanare la situazione mantenendola com’è adesso. Ci avevano già provato a febbraio i senatori <strong>Luciano Malan</strong> (Pdl) e <strong>Vidmer Mercatali</strong> (Pd) a inserire un emendamento nel decreto Milleproroghe per avallare una stabilizzazione. La norma era stata bocciata perché “fuori tema”.</p><p>Allora ecco l’intervento del governo: articolo 8 comma 24 del decreto fiscale. “In relazione all’esigenza urgente e inderogabile di assicurare la funzionalità operativa delle proprie strutture, volta a garantire una efficacia attuazione delle misure di contrasto all’evasione di cui alle disposizioni del presente articolo – la stessa dicitura dell’emendamento Malan-Mercatali, ndr – l’Agenzia delle entrate è autorizzata ad espletare procedure concorsuali per la copertura delle posizioni dirigenziali vacanti (&#8230;) Nelle more dell’espletamento di dette procedure l’Agenzia, salvi gli incarichi già affidati, potrà attribuire incarichi dirigenziali a propri funzionari con la stipula di contratti di lavoro a tempo determinato, la cui durata è fissata in relazione al tempo necessario per la copertura del posto vacante tramite concorso”. Quindi, in attesa dei concorsi, si potranno fare ulteriori contratti e l’inciso magico “salvi gli incarichi già affidati” protegge i 767 fuori regola. La norma non prevedeva però nessuna scadenza per effettuare le selezioni. Il Senato, con un emendamento, ha proposto il 31 dicembre 2013. Ma l’ultimo concorso , poi bloccato dal Tar con un’ulteriore sentenza per il mancato scorrimento delle graduatorie pregresse, copriva solo 175 posti.</p><p>“Incaricando i funzionari senza regole, solo con ‘l’illuminata percezione’ dell’Agenzia delle Entrate, si lascia spazio a qualsiasi tipo di abuso – dichiara <strong>Giancarlo Barra</strong>, segretario generale di Dirpubblica – la scusa dell’urgenza della lotta all’evasione non giustifica deroghe che hanno portato uffici di provincia ad avere un numero spropositato di dirigenti. Di certo, se le competenze fossero accertate, la lotta all’evasione migliorerebbe. Monti non può parlare di equità e poi permettere questi abusi”. Barra ha anche denunciato più volte a mezzo stampa il “pessimo clima” che si respirerebbe nell&#8217;Agenzia dopo la sottrazione di 100 milioni dal fondo del personale non dirigente per coprire gli stipendi degli “incaricati”.</p><p>Ma la richiesta di mantenere le cose come stanno è arrivata direttamente dal direttore dell’Agenzia delle Entrate <strong>Attilio Befera</strong>, la cui posizione ufficiale sul tema è stata espressa durante un’audizione alla Camera dei deputati il 31 gennaio: “Le due sentenze del Tar del Lazio rischiano di avere gravi ricadute sul funzionamento dei nostri uffici, fino a paralizzarne l’azione. Per risolvere la questione occorre una norma di legge che ribadisca la possibilità per l’Agenzia di procedere al reclutamento dei propri dirigenti secondo modalità idonee a valorizzare le conoscenze, l’esperienza professionale e le competenze che realmente servono per guidare i nostri uffici. Per assicurare la funzionalità operativa delle strutture – ha concluso Befera – la norma dovrebbe inoltre prevedere che, nelle more dell’espletamento delle procedure concorsuali, l’Agenzia possa continuare ad affidare temporaneamente incarichi dirigenziali a funzionari appositamente selezionati allo scopo”. Detto, fatto.</p><p>Da <em>Il Fatto Quotidiano</em> del 4 aprile 2012</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/norma-lagenzia-delle-entra-cosi-governo-salva-dirigenti-senza-requisiti/202381/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La politica delle riforme truffa: vent&#8217;anni di bugie sul (mancato) taglio dei parlamentari</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/29/riforme-truffa-ventanni-bugie-mancato-taglio-parlamentari/200891/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/29/riforme-truffa-ventanni-bugie-mancato-taglio-parlamentari/200891/#comments</comments> <pubDate>Thu, 29 Mar 2012 06:16:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Alfano]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Bersani]]></category> <category><![CDATA[Bindi]]></category> <category><![CDATA[camere]]></category> <category><![CDATA[Casini]]></category> <category><![CDATA[chiti]]></category> <category><![CDATA[d'alema]]></category> <category><![CDATA[Fini]]></category> <category><![CDATA[Finocchiaro]]></category> <category><![CDATA[gasparri]]></category> <category><![CDATA[gelmini]]></category> <category><![CDATA[Luciano Violante]]></category> <category><![CDATA[Maroni]]></category> <category><![CDATA[matteoli]]></category> <category><![CDATA[parisi]]></category> <category><![CDATA[parlamento]]></category> <category><![CDATA[riforma elettorale]]></category> <category><![CDATA[seggi]]></category> <category><![CDATA[taglio dei parlamentari]]></category> <category><![CDATA[Vendola]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=200891</guid> <description><![CDATA[Potevamo partire anche da 30 anni fa, dalla Bicamerale per le riforme del 1983 e di sicuro avremmo trovato qualcuno che chiedeva la riduzione del numero dei parlamentari. Abbiamo deciso di limitarci agli ultimi dieci anni, che bastano a collezionare dagli archivi Ansa migliaia di proclami su un taglio degli eletti alle Camere che, naturalmente,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/camera_interna.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-full wp-image-188418" title="Camera_interna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/camera_interna.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>Potevamo partire anche da 30 anni fa, dalla Bicamerale per le riforme del 1983 e di sicuro avremmo trovato qualcuno che chiedeva la riduzione del numero dei parlamentari. Abbiamo deciso di limitarci agli ultimi dieci anni, che bastano a collezionare dagli archivi Ansa migliaia di proclami su un taglio degli eletti alle Camere che, naturalmente, non c’è mai stato. Del resto, chiedere a deputati e senatori di autoridursi sarebbe come chiedergli di tagliarsi un braccio da soli.</p><p>Il 24 luglio 2002 <strong>Silvio Berlusconi</strong> era al governo e spiegava che uno dei punti del loro programma era proprio la diminuzione del numero dei parlamentari che con il Senato delle autonomie avrebbe realizzato un federalismo “di buon senso”. In realtà la diminuzione dei rappresentanti era nei programmi di entrambe le coalizioni che si presentarono alle urne nel 2001. L’8 novembre 2002, in una puntata di <strong>Porta a Porta</strong> durante la quale si diceva pronto per il Quirinale, Berlusconi annunciò una riforma che prevedeva – guarda un po’ – la riduzione dei parlamentari. Stesso proclama il 9 febbraio e il 31 luglio 2003.</p><p>Il 2 marzo 2004 tocca a <strong>Gianfranco Fini</strong>: “Nelle riforme è previsto un drastico ridimensionamento del numero dei parlamentari, che non saranno più 915 ma 600”. Bastano pochi mesi e il 6 luglio la Casa delle Libertà annuncia che no, non si possono tagliare 315 posti, al massimo si può arrivare a 750. Sarà <strong>Pier Ferdinando Casini</strong>, da Vienna, a sostenere il 5 ottobre dello stesso anno che “la riduzione del numero dei deputati è un elemento positivo che dimostra la capacità di essere vigili e selezionare la classe dirigente”. Peccato che la riforma tanto annunciata non sia mai arrivata. Perché il governo Berlusconi aveva realmente inserito nel ddl sulle riforme costituzionali l’intenzione di tagliare i parlamentari. Un buon avvocato potrebbe dire che quella riforma, approvata ben 4 volte tra Camera e Senato, fu poi bocciata dai cittadini col referendum. Ma all’interno prevedeva una riduzione dei parlamentari soltanto a partire dal 2016. Cioè quando buona parte degli onorevoli allora seduti sugli scranni staranno riscuotendo il vitalizio. Lo fece notare, all’indomani del “no” dei cittadini, anche <strong>Luciano Violante</strong>: “L’unica cosa positiva era la riduzione del numero dei parlamentari, ma va fatta scattare prima del 2016”.</p><p>Cambia il governo, vengono eletti sempre 915 parlamentari, e si riparte col balletto: riunioni, accordi, tensioni. Ma la riforma non va in porto. Il 18 gennaio 2007 il democratico <strong>Vannino Chiti</strong> incontra il leghista <strong>Roberto Maroni</strong> per cercare un punto di contatto sulla legge elettorale che – neanche a dirlo – portava con sé l’ipotesi di un taglio al numero degli eletti. Nella bozza Chiti erano previsti di nuovo 600 parlamentari, 400 deputati e 200 senatori.</p><p>I ministri dell’allora governo <strong>Prodi </strong>non perdono tempo per elogiare l’iniziativa: “Il governo si impegna in Parlamento per la riduzione del numero dei parlamentari” dichiara <strong>Linda Lanzillotta </strong>il 13 luglio 2007. “È un segnale positivo e giusto” sostiene <strong>Alfonso Pecoraro Scanio</strong> il 4 ottobre. E nel frattempo anche l’allora presidente della Camera, <strong>Fausto Bertinotti</strong>, aveva benedetto l’ipotesi. Che alla fine è rimasta tale. Dopo la nascita del Partito democratico, il nuovo segretario <strong>Walter Veltroni </strong>non perde occasione per ribadire l’importanza della riforma, ma il progetto non decolla. <strong>Rosy Bindi </strong>il 4 aprile 2008 parla del taglio dei rappresentanti come una modifica “chirurgica” da fare alla Costituzione. Non avverrà. Cambierà di nuovo governo, gli eletti saranno ancora 915 e il primo a pronunciarsi sarà il presidente dei senatori del Pdl, <strong>Maurizio Gasparri</strong>, auspicando “meno parlamentari”. Per <strong>Mariastella Gelmini </strong>“meno quantità non è meno qualità”. Allora perché non ci si riesce?</p><p>Tocca a <strong>Pier Luigi Bersani </strong>diventato segretario del Pd: “Occupiamoci di cose serie, come la riduzione del numero dei parlamentari”. Forse non lo erano abbastanza. L’8 aprile 2010 di nuovo <strong>Maroni </strong>sentenzia: “Se non faremo le riforme in 3 anni avremo fallito”. Missione compiuta. Il 9 maggio 2011 <strong>Berlusconi </strong>sostiene che “siamo l’unico paese al mondo con 1000 parlamentari”, e <strong>Anna Finocchiaro</strong> assicura che “il dimezzamento ci sarà entro settembre” (sempre del 2010&#8230;). Il 9 settembre 2011 il Senato stava esaminando 6 ddl costituzionali. Dieci giorni dopo c’era un’intesa per 450 deputati e 250 senatori. Ancora niente.</p><p>Il resto è cronaca delle ultime ore:<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/riforme-accordo-vertice-maggioranza-legge-elettorale-senza-obbligo-coalizione/200479/" target="_blank"> un accordo ABC (<strong>Alfano, Bersani e Casini</strong>) sulla legge elettorale che prevede anche una serie di riforme costituzionali, compreso un taglio dei parlamentari </a>al ribasso (500 e 250), che già scricchiola. Perché nei partiti maggiori sono in molti a rifiutare l’intesa. “É necessario che Alfano convochi il partito per discutere su un argomento vitale per la politica e per il Paese – ha dichiarato il senatore del Pdl <strong>Altero Matteoli</strong> – senza una sintesi le conseguenze possano essere gravissime”. Come quelle previste per il Pd da <strong>Arturo Parisi</strong>: “Il vertice del Pd, ovvero <strong>Violante </strong>per conto di <strong>D’Alema e Bersani</strong>, hanno intrapreso questo viaggio a ritroso, hanno fatto l’accordo con gli altri e poi lo sottoporranno all’assemblea a cosa fatta. Mi chiedo se i dirigenti non debbano tornare ai loro vecchi partiti. L’accordo è un imbroglio, perché la maggior parte degli eletti sarà scelto dalle segreterie dei partiti, questo è un <em>porcellinum</em>”. Ma anche i partiti minori non ci stanno. “Se la riforma della legge elettorale sarà quella che si legge sui giornali, ci sarà una reazione durissima, innanzitutto contro il Pd” ha minacciato <strong>Nichi Vendola</strong>. Se finirà come tutte le volte negli ultimi dieci anni, il leader di Sel può dormire sonni tranquilli.</p><p>Da<em> Il Fatto Quotidiano</em> del 29 marzo 2012</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/29/riforme-truffa-ventanni-bugie-mancato-taglio-parlamentari/200891/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ma l&#8217;ignoranza è Mari-stellare</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/24/ma-lignoranza-mari-stellare/193414/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/24/ma-lignoranza-mari-stellare/193414/#comments</comments> <pubDate>Fri, 24 Feb 2012 15:27:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[gelmini]]></category> <category><![CDATA[neutrini]]></category> <category><![CDATA[tunnel CERN-Gran Sasso]]></category> <category><![CDATA[Twitter]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/24/ma-lignoranza-mari-stellare/193414/</guid> <description><![CDATA[No, non bastava averci illuminati con l’esistenza di un immaginifico tunnel sotterraneo tra Ginevra e il Gran Sasso, dove far correre felici neutrini alla velocità della luce. Mariastella Gelmini non si è rassegnata all’idea di aver fatto la gaffe del secolo e, appena scoperto che al Cern c’è stato un errore di calcolo, ha perseverato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>No, non bastava averci illuminati con l’esistenza di un immaginifico <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/24/i-neutrini-del-cern-piu-veloci-della-luce-lelogio-della-gelmini-per-il-tunnel-che-non-ce/159769/" target="_blank"><strong>tunnel sotterraneo tra Ginevra e il Gran Sasso</strong></a></span>, dove far correre felici neutrini alla velocità della luce. <strong>Mariastella Gelmini </strong>non si è rassegnata all’idea di aver fatto la gaffe del secolo e, appena scoperto che al Cern c’è stato un errore di calcolo, ha perseverato nell’abbaglio.<br /> <em><br /> “Vicenda neutrini: avevo il sospetto di aver manifestato un entusiasmo eccessivo&#8230; Ora mi consolo: non ero solo io a sbagliare” </em>ha cinguettato l’ex ministro su <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://twitter.com/#!/msgelmini" target="_blank">Twitter</a></span></strong>. Tradotto: un errore di calcolo su numeri infinitesimali è equivalente a credere che esista una galleria di 600 chilometri finanziata dal governo italiano. Non ci stupiremmo se con il prossimo tweet chiedesse di posizionare degli autovelox. O addirittura di chiuderla.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 24 febbraio 2012 </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/24/ma-lignoranza-mari-stellare/193414/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>Andrea: inciucio o grande coalizione?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/17/andrea-inciucio-grande-coalizione/184452/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/17/andrea-inciucio-grande-coalizione/184452/#comments</comments> <pubDate>Tue, 17 Jan 2012 15:53:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Alfano]]></category> <category><![CDATA[Andrea]]></category> <category><![CDATA[Bersani]]></category> <category><![CDATA[Casini]]></category> <category><![CDATA[grande coalizione]]></category> <category><![CDATA[inciucio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=184452</guid> <description><![CDATA[Si vedono a pranzo, dialogano, si corteggiano, si mettono d&#8217;accordo sulle riforme e sull&#8217;ipotesi di una legge elettorale. Alfano, Bersani e Casini (ormai soprannominati abc) sostengono Mario Monti, ipotizzano scenari futuri ma non si definiscono una maggioranza. O almeno preferiscono non farlo i primi due, appartenenti fino a poco tempo fa a schieramenti opposti. Ma...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Si vedono a pranzo, dialogano, <strong>si corteggiano</strong>, si mettono d&#8217;accordo sulle riforme e sull&#8217;ipotesi di una legge elettorale. <strong>Alfano, Bersani e Casini</strong> (ormai soprannominati abc) sostengono Mario Monti, ipotizzano scenari futuri ma non si definiscono una maggioranza. O almeno preferiscono non farlo i primi due, appartenenti fino a poco tempo fa a schieramenti opposti. Ma la coda del trio, Pier Ferdinando Casini, ironizza su twitter: “Non si può chiamare maggioranza politica? Allora chiamiamola Andrea!”.</p><p>E “Andrea” stamattina ha già prodotto una <strong>mozione unitaria </strong>sulla Giustizia, approvando la relazione del ministro Paola Severino, che per la prima volta mette<strong> tutti d&#8217;accordo</strong> essendo spariti riferimenti a leggi bavaglio, intercettazioni, lodi e prescrizioni. Se il governo Monti sembra più vicino alle posizioni di Alfano e Casini, Bersani fa di tutto per non scendere dal carro.</p><p>Ma è un inciucio o una  grande coalizione che serve al paese?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/17/andrea-inciucio-grande-coalizione/184452/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il bacio della Casta al figliol prodigo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/13/il-bacio-della-casta-al-figliol-prodigo/183478/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/13/il-bacio-della-casta-al-figliol-prodigo/183478/#comments</comments> <pubDate>Fri, 13 Jan 2012 13:34:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Cosentino]]></category> <category><![CDATA[parlamento]]></category> <category><![CDATA[processo]]></category> <category><![CDATA[voto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/13/il-bacio-della-casta-al-figliol-prodigo/183478/</guid> <description><![CDATA[Un bacio è un apostrofo rosa tra le parole&#8230; t’hanno salvato. La decisione del Parlamento di ieri è stata suggellata dai baci dati e ricevuti da Nicola Cosentino, come patti di sangue tra fedelissimi autoconservatori delle immunità parlamentari. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, non fa in tempo a pronunciare la frase “la Camera respinge”...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un bacio è un apostrofo rosa tra le parole&#8230; t’hanno salvato. La decisione del Parlamento di ieri è stata suggellata dai baci dati e ricevuti da Nicola Cosentino, come<strong> patti di sangue</strong> tra fedelissimi autoconservatori delle immunità parlamentari. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, non fa in tempo a pronunciare la frase “la Camera respinge” che nei banchi del Pdl scattano i festeggiamenti, a cui nemmeno un goal della Nazionale può aspirare, e comincia la processione verso il <strong>rigorista “graziato” </strong>dal Parlamento.</p><p>Nick ‘ o mericano si trasforma rapidamente in Nick ‘ o vasa vasa. La giustizia è battuta, che le danze abbiano inizio. Il premio per il balzo più veloce va all’abbronzatissimo<strong> Osvaldo Napoli</strong>, che abbraccia e bacia Cosentino come un fratello tornato da un lungo viaggio. Subito dopo arriva il bacio più sentito, quello del reduce da <strong>103 giorni di carcere </strong>che si definisce un martire della politica, Alfonso Papa. Un rientro in Parlamento ad orologeria, giusto in tempo per paragonare l’aula al<strong> Caligola di Camus</strong>, che manda le persone in carcere come pecore, e ribadirlo con una cravatta disseminata di pecorelle. Poi tocca all’amico di sempre, <strong>Amedeo Laboccetta</strong>, che si è speso più di tutti per convincere gli indecisi: gli prende la testa tra le mani, lo stringe, lo abbraccia e poi lo bacia come un miracolato dalla salute ritrovata. Ed ecco il sigillo della Venere di Apuleio, la bionda <strong>Stefania Prestigiacomo</strong>, che dopo aver timorosamente stretto i palmi dell’uomo protetto dall’arresto dalle volontà dei suoi colleghi, si lascia andare a un abbraccio e a un bacio degni di un familiare ritrovato in un programma tv.  Ma lo slancio che rischia di condannare a morte Cosentino, in un paese dove non può nemmeno ambire alla massima pena, è quello di <strong>Alessandra Mussolini</strong>: arriva dal basso, lo cinge al collo spingendosi oltre il banco che li separa e lo travolge fino a perdere l’equilibrio. Un bacio anche dal piddiellino Marcello Di Caterina, in aula, solo per lui, con la febbre e sull’orlo dello svenimento.</p><p>Molte le strette di mano ma <strong>nessun bacio di Giuda</strong>. <strong>Mara Carfagna</strong>, la grande nemica che ha comunque vinto la sua partita ottenendo le dimissioni di Cosentino da coordinatore del Pdl campano, gli sta alla larga. Quando riesce a uscire dall’aula, Nick ‘ o vasa vasa viene assaltato dai collaboratori che lo riempiono di altri baci di supporto. Per sfuggire alla calca si infila profanamente nell’auletta del governo in un corridoio laterale per continuare la baldoria con i suoi fedelissimi. <strong>Maestra cerimoniera</strong>, da Courmayeur a Casal di Principe con un triplo salto mortale, una rinvigorita <strong>Daniela Santanchè</strong>, rientrata per l’occasione alla Camera dove in questa legislatura non ha una poltrona. A fargli da spalla un altro protetto dal Parlamento, <strong>Marco Milanese</strong>, un altro dei più attivi nelle trattative di questi giorni, orfano di Giulio Tremonti che non si presentò alla sua votazione e non si è fatto vivo nemmeno ieri. Un certo distacco lo mantiene anche il segretario del Pdl, <strong>Angelino Alfano</strong>. Fiero di aver fatto il suo dovere, stringe la mano di Cosentino, ma non entra nella saletta dove si celebrano i festeggiamenti. Persino <strong>Silvio Berlusconi</strong> evita di partecipare alla bisboccia.</p><p>Perché alla fine c’è poco da festeggiare: <strong>il processo ci sarà e le accuse sono pesanti</strong>. Infatti ieri mattina Cosentino era arrivato a Montecitorio, all’ultimo momento utile, con la faccia dello sconfitto. “In ogni caso – aveva dichiarato – mi dimetterò da coordinatore del partito campano”. Decisione confermata nel pomeriggio e filtrata da Porta a Porta. Tre telefoni vicino a lui in aula, un iPhone all’orecchio e un Blackberry sempre in mano, disegni scomposti su un foglio per scaricare la tensione prima della sentenza in cui anche <strong>lui vota per salvare se stesso</strong>. Poi gli abbracci. E, soprattutto, i baci.<br /> <em><br /> Il Fatto Quotidiano, 13 Gennaio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/13/il-bacio-della-casta-al-figliol-prodigo/183478/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Perché un cimitero dei feti abortiti?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/04/cimitero-feti-abortiti-strumentalizzati/181571/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/04/cimitero-feti-abortiti-strumentalizzati/181571/#comments</comments> <pubDate>Wed, 04 Jan 2012 17:05:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[aborto]]></category> <category><![CDATA[cimitero]]></category> <category><![CDATA[roma capitale]]></category> <category><![CDATA[Sveva Belviso]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=181571</guid> <description><![CDATA[Per i calcoli della politica va bene tutto. Anche la strumentalizzazione di un momento difficile come quello della scelta di un aborto. Da oggi a Roma esiste un cimitero per i bambini mai nati. All&#8217;interno del camposanto del Laurentino, municipio romano guidato dal Pdl Pasquale Calzetta, il vicesindaco Sveva Belviso ha inaugurato il “giardino degli...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per i calcoli della politica va bene tutto. Anche la strumentalizzazione di un momento difficile come quello della scelta di un aborto.</p><p>Da oggi a Roma esiste un cimitero per i bambini mai nati. All&#8217;interno del <strong>camposanto del Laurentino</strong>, municipio romano guidato dal Pdl Pasquale Calzetta, il vicesindaco <strong>Sveva Belviso</strong> ha inaugurato il “giardino degli angeli”, un&#8217;area di 600 metri quadri dedicata alla sepoltura di chi non è mai venuto alla luce a causa di un aborto.</p><p>La Belviso, ex An con delega alle Politiche sociali in una città come Roma dove il disagio è crescente e le case famiglia per i disabili sull&#8217;orlo del fallimento, si è dedicata a piantare nel cimitero una pianta di camelie, accanto a due statue di angeli. “Questo progetto &#8211; ha dichiarato &#8211; risponde alle richieste di chi vuole assicurare al proprio bambino non nato un luogo di sepoltura e non essere più trattato come un rifiuto ospedaliero”. Una decisione <strong>in pieno contrasto con la legge sull&#8217;aborto</strong>. “L&#8217;iniziativa non vuole intaccare i principi sanciti dalla legge 194 ma vuole dare una risposta alle richieste di coloro che intendono seppellire il loro figlio mai nato” ha detto il vicesindaco.</p><p>Eppure impedire di <strong>strumentalizzare</strong> una scelta simile è impossibile. “Salutiamo il Giardino degli Angeli come un inno alla vita, un inno che è giusto risuoni anche quando, purtroppo, questa vita non ha potuto esprimersi pienamente nel suo aspetto materiale e terreno entrando nel mondo attraverso la nascita. <strong>Roma Capitale</strong> finalmente garantisce in questo modo un diritto fino ad oggi negato, quello di rispettare e ricordare, anche in forma anonima, i bambini che non sono mai venuti al mondo” ha dichiarato il consigliere piddiellino Fabrizio Santori.</p><p>C&#8217;è poco da aggiungere. Se non che l&#8217;area è di fronte a quella dei bambini nati. Per ricordare la differenza che passa tra donna e donna.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/04/cimitero-feti-abortiti-strumentalizzati/181571/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Gli uomini di Monti e il comma ad hoc  per mantenere doppi incarichi e rimborsi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/15/stipendi-tecnici/177617/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/15/stipendi-tecnici/177617/#comments</comments> <pubDate>Thu, 15 Dec 2011 06:00:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[manovra]]></category> <category><![CDATA[stipendi]]></category> <category><![CDATA[tecnici]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/15/stipendi-tecnici/177617/</guid> <description><![CDATA[Senza lobby non sei nessuno. Per uscire vivo da questa manovra devi avere un santo in Paradiso, o a Montecitorio. E i dirigenti della Pubblica amministrazione alla Camera ne hanno molti. Dopo aver confezionato una “norma pasticcio” sul taglio agli stipendi parlamentari, adesso i tecnici del governo Monti si sono scritti una norma “ad personam”....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Senza lobby non sei nessuno. Per uscire vivo da questa manovra devi avere un santo in Paradiso, o a Montecitorio. E i dirigenti della Pubblica amministrazione alla Camera ne hanno molti. Dopo aver confezionato una “norma pasticcio” sul taglio agli stipendi parlamentari, adesso i tecnici del governo Monti si sono scritti una norma “ad personam”. O meglio un comma ad hoc, per preservare i loro redditi. Nella manovra, infatti, è previsto che con un decreto del presidente del Consiglio, (ricevuto il parere delle Commissioni parlamentari) venga ridefinito il trattamento economico dei rapporti di lavoro dipendenti o autonomi con le pubbliche amministrazioni, stabilendo come parametro massimo per i dirigenti lo stipendio del presidente della Corte di Cassazione. Nello stesso articolo, il 23 ter, è sancito inoltre che i dipendenti pubblici chiamati a funzioni direttive nei ministeri o nella P. A. abbiano un’indennità pari al 25 % del trattamento economico percepito. Cioè che prendano uno stipendio e un quarto anziché due stipendi interi.</p><p>La norma, a quanto pare, ha fatto infuriare i “papaveri” della Pubblica amministrazione che hanno infuocato i telefoni dei colleghi tecnici di governo per tutta la serata di martedì. La Commissione bilancio è stata costretta a una pausa per ascoltare le innumerevoli proteste. Il doppio stipendio pubblico riguarderebbe i ruoli di vertice, come quelli dei ministri, da <strong>Antonio Catricalà</strong>, magistrato e membro del governo, a <strong>Corrado Clini</strong>, dirigente ministeriale e ora a capo del dicastero dell’Ambiente, fino al ministro che guida proprio la Pubblica amministrazione, <strong>Filippo Patroni Griffi</strong>, anche lui magistrato fuori ruolo. Poi c’è Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro, e ora viceministro, che ha già annunciato la rinuncia al 70 % della retribuzione e dovrà lasciarne almeno un’altra piccola parte.</p><p>Ma la norma coinvolgerebbe anche i sotto-segretari e soprattutto l’esercito di tecnici pubblici che riceve incarichi negli uffici di diretta collaborazione dei ministeri, o cariche in enti pubblici diversi da quello di provenienza. Come quella di <strong>Augusta Iannini</strong>, moglie di <strong>Bruno Vespa</strong>, che oltre ad essere magistrato fuori ruolo è capo dell’Ufficio legislativo del ministro della Giustizia, <strong>Paola Severino</strong>. Anche lei nei corridoi della Camera martedì sera, costretta ad attendere il verdetto sul suo secondo stipendio. Le lamentele dei dirigenti, a quanto pare, hanno fruttato una soluzione ad personam per la categoria: al comma 3 dell’articolo 23 ter è stato previsto che col decreto del presidente del Consiglio (citato al comma 1, quindi quello di revisione degli stipendi) si possano prevedere “deroghe motivate per le posizioni apicali delle rispettive amministrazioni”. Ovvero si possa concedere agli “eletti” di mantenere il doppio stipendio. Nello stesso decreto verrà stabilito inoltre un tetto massimo per i rimborsi spese, che naturalmente andranno ad aggiungersi ai doppi compensi. Cifre che, cumulate, non scendono mai sotto i duecentomila euro e fanno impallidire anche i parlamentari e i loro diecimila euro al mese.</p><p>da <em>Il Fatto Quotidiano</em> del 15 dicembre 2011</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/15/stipendi-tecnici/177617/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>127</slash:comments> </item> <item><title>Governo, al posto di Letta e Amato si fa strada il tandem Lupi-Bassanini</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/16/tecniche-di-governo/171019/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/16/tecniche-di-governo/171019/#comments</comments> <pubDate>Wed, 16 Nov 2011 06:00:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Gianni Letta]]></category> <category><![CDATA[Giuliano Amato]]></category> <category><![CDATA[governo tecnico]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[rocco buttiglione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/16/tecniche-di-governo/171019/</guid> <description><![CDATA[Se è vero che la notte porta consiglio, Mario Monti ha dovuto chiedere un supplemento di riflessione a quella appena trascorsa. Sul tavolo la lista dei ministri da nominare nel nuovo governo. Al telefono le febbrili consultazioni per sciogliere gli ultimi nodi, compreso quello dell’incarico a Gianni Letta e Giuliano Amato, binomio politico inscindibile richiesto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Se è vero che la notte porta consiglio, <strong>Mario Monti</strong> ha dovuto chiedere un supplemento di riflessione a quella appena trascorsa. Sul tavolo la lista dei ministri da nominare nel nuovo governo. Al telefono le febbrili consultazioni per sciogliere gli ultimi nodi, compreso quello dell’incarico a <strong>Gianni Letta</strong> e Giuliano Amato, binomio politico inscindibile richiesto da Monti a copertura del suo esecutivo tecnico che ha messo in agitazione democratici e Terzo polo.</p><p>Se ci sono due garanti per <strong>Pdl</strong> e <strong>Pd</strong>, non può mancare un rappresentante del trio<strong> Udc-Fli-Api</strong>. E il candidato all’investitura potrebbe essere <strong>Rocco Buttiglione</strong>, nonostante Mario Monti abbia dovuto rinunciare al posto di Commissario europeo a causa sua nel 2004. Nomina poi respinta da Barroso. L’unica alternativa al binomio Letta-Amato è per ora la coppia <strong>Maurizio Lupi</strong>-<strong>Franco Bassanini</strong>. Per quanto riguarda l’assegnazione dei dicasteri, <strong>Giuliano Amato</strong> può essere destinato agli Esteri (avrebbe chiesto esplicitamente quell’incarico rifiutando la Giustizia), ma se saltasse l’accordo politico inviso al Pd, alla Farnesina potrebbero arrivare<strong> Giancarlo Aragona</strong>, ambasciatore e nuovo presidente dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale o <strong>Giampiero Massolo</strong>, già segretario generale del ministero. <strong>Gianni Letta</strong> sarebbe destinato alla vicepresidenza del Consiglio (assieme al braccio destro di Monti, Enzo Moavero) o ai Rapporti col Parlamento. Per questo ministero si fa anche il nome di <strong>Antonio Malaschini</strong>, ex segretario generale del Senato molto vicino a <strong>Renato Schifani</strong>.</p><p>Ancora aperta la partita per via XX Settembre. Mario Monti potrebbe mantenere l’interim all’Economia con la nomina di quattro viceministri (Bilancio, Finanze, Tesoro e Partecipazioni statali). Uno di questi sarà<strong> Guido Tabellini</strong>, a meno che il neo premier non decida di affidargli il ministero. Un altro degli snodi principali è l’Istruzione: dopo le polemiche scoppiate intorno al nome di <strong>Lorenzo Ornaghi</strong>, rettore della Cattolica, Monti potrebbe virare la sua scelta su <strong>Francesco Profumo</strong> (Cnr). Ornaghi, vicepresidente di Avvenire, garantisce però il mondo cattolico, che non può proporre nemmeno il ciellino <strong>Lanfranco Senn</strong> (cittadino svizzero), ma potrebbe trovare una sponda importante in <strong>Andrea Riccardi</strong>. Il docente di Storia a Roma Tre e fondatore della Comunità di Sant’Egidio è destinato alla Cooperazione internazionale o al Welfare, dove sta perdendo quota la candidatura di <strong>Carlo Dell’Aringa</strong>, cattedratico della Cattolica vicino alla Cisl che avrebbe quindi incontrato il veto della Cgil.</p><p>Ministero ambito anche quello dello Sviluppo economico. Se <strong>Antonio Catricalà </strong>(già segretario generale del presidente del Consiglio Berlusconi, poi a capo dell’Antitrust che non ha mai sanzionato conflitti d’interessi del premier) andrà alla Presidenza del Consiglio, naturalmente con delega alle Telecomunicazioni, il nome più ambito è quello di <strong>Corrado Passera</strong>, consigliere delegato di Banca Intesa e membro del cda della Bocconi di Monti, gradito anche a Cl per la sponsorizzazione annuale del meeting di Rimini da parte di Intesa San Paolo.</p><p>Alla Difesa è stabile la proposta di <strong>Rolando Mosca Moschini</strong>, ex comandante della Guardia di Finanza e oggi consigliere del Capo dello Stato. In alternativa la casella potrebbe essere coperta dall’ammiraglio <strong>Giampaolo Di Paola</strong>, capo di Stato Maggiore della Difesa o da <strong>Vincenzo Camporini</strong>, generale e consulente al ministero degli Esteri.</p><p>Nella lista compaiono anche i nomi di due donne. La prima è <strong>Anna Maria Cancellieri</strong>, ex commissario straordinario a Bologna, destinata agli Interni, ma in ballottaggio con un altro uomo, l’ex prefetto di Napoli, <strong>Alessandro Pansa</strong>. Stabile invece la candidatura di <strong>Livia Pomodoro</strong>, presidente del Tribunale di Milano, per la Giustizia che potrebbe scalzare <strong>Cesare Mirabelli</strong>.</p><p>Per quanto riguarda le donne, possibile nomina per<strong> Luisa Torchia</strong> alla Funzione pubblica, in forse Emma Bonino alle Politiche comunitarie. La casella dei Beni culturali potrebbe essere coperta dall’ex rettore della Normale di pisa, Salvatore Settis o dal direttore generale del ministero <strong>Roberto Cecchi</strong>. La riserva sarà sciolta alle 11.</p><p>da <em>Il Fatto Quotidiano</em> del 16 novembre</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/16/tecniche-di-governo/171019/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>70</slash:comments> </item> <item><title>Eccellenza, &#8220;Avanti i prossimi&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/11/rena-avanti-prossimi/170129/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/11/rena-avanti-prossimi/170129/#comments</comments> <pubDate>Fri, 11 Nov 2011 21:00:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[I nostri video]]></category> <category><![CDATA[Videogallery]]></category> <category><![CDATA[cervelli in fuga]]></category> <category><![CDATA[maxxi]]></category> <category><![CDATA[napolitano]]></category> <category><![CDATA[Rena]]></category> <category><![CDATA[rete per l'eccellenza nazionale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=170129</guid> <description><![CDATA[&#8220;Abbiamo ricevuto una medaglia per l&#8217;impegno civile dal presidente della Repubblica&#8221;. Si è aperta con questo messaggio la quinta Assemblea generale di Rena, la Rete per l&#8217;eccellenza nazionale che riunisce oltre 300 professionisti italiani residenti per lo più all&#8217;estero. L&#8217;appuntamento di quest&#8217;anno si chiama &#8220;avanti i prossimi&#8221;, ma i prossimi non sono loro stessi bensì...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/XcDu0rr1tEg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>&#8220;Abbiamo ricevuto una medaglia per l&#8217;impegno civile dal presidente della Repubblica&#8221;. Si è aperta con questo messaggio la quinta Assemblea generale di <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.progetto-rena.it/" target="_blank">Rena</a></span></strong>, la Rete per l&#8217;eccellenza nazionale che riunisce oltre 300 professionisti italiani residenti per lo più all&#8217;estero. L&#8217;appuntamento di quest&#8217;anno si chiama &#8220;avanti i prossimi&#8221;, ma i prossimi non sono loro stessi bensì la generazione successiva a cui guardano con speranza. Al <strong>Maxxi </strong>di Roma hanno dialogato con l&#8217;economia e la politica, rappresentati da Emma Bonino e Corrado Passera. Lo scorso anno a Torino si erano misurati con Alessandro Profumo, John Elkann, Roberto Cota e Nichi Vendola. L&#8217;associazione infatti si professa bipartisan e rappresenta tutti gli schieramenti nel rispetto dei 4 valori: apertura, responsabilità, trasparenza, equilibrio. Renziani? &#8220;No grazie&#8221;, risponde il presidente, Alessandro Fusacchia, 33 anni e un lavoro a Bruxelles, &#8220;semmai è lui che ha copiato noi. E comunque il paese non si cambia con proposte contro ma insieme a chi ha le responsabilità&#8221;.  Domani saranno nelle scuole del Lazio per aiutare i giovani della regione a capire quale futuro più gli assomiglia. I temi dibattuti vanno dalla gestione della cosa pubblica alla legge elettorale, sulla quale la Bonino ha le idee chiare: &#8220;Non vi aspettate che la cambino mai, fa comodo a tutti&#8221;. Con un occhio al Quirinale e alle possibilità che si apriranno da domani, forse anche per loro, in un paese che amano da lontano.</p><p><strong> Di Caterina Perniconi e Paolo Dimalio</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/11/rena-avanti-prossimi/170129/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Rena, l&#8217;eccellenza italiana all&#8217;estero  Dialoga con la nostra politica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/11/rena-leccellenza-dialoga-con-la-politica/169898/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/11/rena-leccellenza-dialoga-con-la-politica/169898/#comments</comments> <pubDate>Fri, 11 Nov 2011 06:00:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[Cervelli in fuga]]></category> <category><![CDATA[cervelli in fuga]]></category> <category><![CDATA[la rete per l’Eccellenza nazionale]]></category> <category><![CDATA[maxxi]]></category> <category><![CDATA[Rena]]></category> <category><![CDATA[roma]]></category> <category><![CDATA[streaming]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/11/rena-leccellenza-dialoga-con-la-politica/169898/</guid> <description><![CDATA[“Avanti i prossimi” è il titolo dell’evento che oggi porta a Roma, al museo Maxxi, gli oltre 300 iscritti di Rena, la rete per l’Eccellenza nazionale, che riunisce trenta-quarantenni, professionisti, residenti in Italia e “fuggiti” all’estero. Il fattoquotidiano.it segue in diretta streaming l&#8217;evento a partire dalle ore 15. Un evento incentrato su quattro parole chiave:...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“Avanti i prossimi” è il titolo dell’evento che oggi porta a Roma, al museo <strong>Maxxi</strong>, gli oltre 300 iscritti di <a href="http://www.progetto-rena.it/"><strong>Rena</strong>, la rete per l’Eccellenza nazionale</a>, che riunisce trenta-quarantenni, professionisti, residenti in Italia e “fuggiti” all’estero. Il<strong> fattoquotidiano.it</strong> segue in diretta <strong>streaming</strong> l&#8217;evento a partire dalle ore 15. Un evento incentrato su quattro parole chiave: <strong>apertura, responsabilità, trasparenza, equilibrio</strong>.</p><p>“Le spinte democratiche che stanno riscrivendo la storia del Mediterraneo e del Medio Oriente provengono dai giovani e le aziende che hanno trasformato il nostro modo di comunicare sono state create da ragazzi poco più che ventenni– dichiarano gli organizzatori – alla retorica che vuole l’Italia un paese in cui i giovani non trovano lo spazio che meriterebbero, se non attraverso logiche poco trasparenti, noi rispondiamo: l’abbiamo già sentita, ma non ci crediamo! e proviamo a dimostrare concretamente quanto questo non sia, anzi non debba essere, il futuro da prospettare alla prossima generazione”. Rottamatori e fan di <strong>Matteo Renzi</strong>? In realtà l’associazione è bipartisan e oggi ospiterà politici di tutti gli schieramenti: da <strong>Gianni Alemanno</strong> a <strong>Emma Bonino</strong>, fino a <strong>Corrado Passera</strong>. L’ospite più atteso era <strong>Mario Monti</strong>, ma gli associati non hanno perso la speranza di un suo intervento. Domani i giovani di Rena saranno nelle scuole superiori del Lazio per consigliare agli studenti il modo migliore per “realizzarsi” nel rispetto delle regole meritocratiche. Loro ce l’hanno fatta, adesso tocca al resto del Paese.</p><p><object width="600" height="400" id="_player" name="_player" data="http://releases.flowplayer.org/swf/flowplayer-3.2.5.swf" type="application/x-shockwave-flash"><param name="movie" value="http://releases.flowplayer.org/swf/flowplayer-3.2.5.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="flashvars" value='config={"playlist":[{"url":"http://www.progetto-rena.it/streaming/111111.jpg","scaling":"orig"},{"url":"http://www.progetto-rena.it/streaming/stream.php","autoPlay":false,"autobuffering":false}]}' /></object></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/11/rena-leccellenza-dialoga-con-la-politica/169898/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>9</slash:comments> </item> <item><title>Se il governo lo salva la Carlucci</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/20/il-governo-resta-in-piedi-per-un-voto/164992/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/20/il-governo-resta-in-piedi-per-un-voto/164992/#comments</comments> <pubDate>Thu, 20 Oct 2011 10:07:14 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[camera]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[maggioranza]]></category> <category><![CDATA[parlamento]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[voti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=164992</guid> <description><![CDATA[Noooooooo. 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Ma non ci sarà sempre un ingresso o un’uscita di sicurezza.</p><p>All’esame della Camera c’era il ddl sulla libertà d’impresa, un provvedimento di routine. Che ha tenuto inchiodati ai banchi del governo gran parte dei ministri. Ormai la maggioranza è così in difficoltà che la scuderia è stata costretta a diramare <strong>l’ordine di presenza obbligatoria</strong> anche per i titolari di dicastero. E chi ancora pensava che Mariastella Gelmini si occupasse di scuola, o Umberto Bossi di riforme istituzionali, adesso è definitivamente smentito: non ne avranno più il tempo. Bisogna stare in aula, ogni volta che si vota, o la maggioranza non tiene. Ieri, durante la prima votazione, c’erano la Gelmini, Renato Brunetta, Laura Ravetto, Anna Maria Bernini. Ma dopo lo stupore suscitato dal risultato, sono arrivati i rinforzi: Bossi, Ignazio La Russa e persino Giulio Tremonti. Alla seconda votazione il governo ha contato 300 consensi. Ormai anche un caffé può essere fatale e la tensione in Transatlantico quando comincia a suonare l’allarme che annuncia il voto è palpabile.</p><p>Ma come faranno a reggere il colpo? In questi giorni non è mai mancato il ministro degli Esteri, <strong>Franco Frattini</strong>, che la prossima settimana partirà per un tour diplomatico tra India e Australia. <strong>La Russa </strong>dovrà diminuire le sue missioni all’estero, che la scorsa settimana lo hanno portato in America, a Washington. E per tutti una stretta sulla gestione dei ministeri e del Paese, vittima di un governo traballante.</p><p>Per sopravvivere c’è un’altra regola importante: <strong>lasciare fuori dall’aula la politica</strong>. E così, per non creare ulteriori frizioni con la Lega, i militari in Libia restano senza copertura istituzionale e finanziaria. Dal 30 settembre, infatti, le operazioni sono scadute e il governo non ha intenzione di discuterne in aula, per ora. Alla stessa stregua sono state abbandonate le intercettazioni. Ora la priorità è il decreto sviluppo, e gli animi sono già molto agitati. <em>“Dobbiamo resistere in aula, il Colle non ci darà un’altra possibilità” </em>avrebbe detto Silvio Berlusconi ai suoi. E ormai anche lui, almeno una volta a settimana, si presenta a Montecitorio per compattare la maggioranza e fare la conta dei presenti.</p><p>La salvezza si gioca sul filo e anche un solo voto può decidere la sopravvivenza dell’equilibrista. Per questo i contatti col gruppo misto sono febbrili e continui. Le offerte, a quanto rivelato da Aldo Di Biagio e Luigi Muro al <em>Fatto</em>, sempre più allettanti. Ieri il Pdl ha presentato un’istanza senza precedenti, per la revoca dell’arresto di <strong>Alfonso Papa</strong>. Se venisse  accettata, anche il suo sarebbe un voto in più per il governo.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 20 ottobre 2011 </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/20/il-governo-resta-in-piedi-per-un-voto/164992/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>67</slash:comments> </item> <item><title>Giovani democratici, vecchie abitudini</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/13/giovani-democratici-vecchie-abitudini/163573/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/13/giovani-democratici-vecchie-abitudini/163573/#comments</comments> <pubDate>Thu, 13 Oct 2011 13:42:57 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Matteo Renzi]]></category> <category><![CDATA[Matteo Ricci]]></category> <category><![CDATA[neodem]]></category> <category><![CDATA[Partito democratico]]></category> <category><![CDATA[pippo civati]]></category> <category><![CDATA[rottamatori]]></category> <category><![CDATA[TQ]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=163573</guid> <description><![CDATA[Dopo la riunione dei Trenta/Quarantenni del Pd a Pesaro, qualche parlamentare aveva temuto davvero la “rottamazione”. La paura che un&#8217;onda d&#8217;urto generazionale fosse pronta a spazzarli via aveva impaurito più d&#8217;uno dei loro mentori. Al rientro in Parlamento non si parlava d&#8217;altro che di quell&#8217;assemblea semi-carbonara voluta dal presidente della provincia di Pesaro, Matteo Ricci....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la riunione dei Trenta/Quarantenni del Pd a Pesaro, qualche parlamentare aveva temuto davvero la “rottamazione”. La paura che <strong>un&#8217;onda d&#8217;urto generazionale</strong> fosse pronta a spazzarli via aveva impaurito più d&#8217;uno dei loro mentori. Al rientro in Parlamento non si parlava d&#8217;altro che di quell&#8217;assemblea semi-carbonara voluta dal presidente della provincia di Pesaro, <strong>Matteo Ricci</strong>. Orfani del sindaco di firenze, <strong>Matteo Renzi</strong> &#8211; che sarebbe stato costretto a “rientrare nel gruppo” se la forza centripeta fosse stata invincibile – quel giorno c&#8217;erano proprio tutti: da <strong>Zingaretti </strong>alla <strong>Serracchiani</strong>, da <strong>Civati</strong> a <strong>Orfini</strong>. E l&#8217;unione, neanche a dirlo, potrebbe dare la forza per compiere il tanto atteso “parricidio”.</p><p>Ma non c&#8217;è da sottovalutare di chi sono figli, i giovani democratici. Perché all&#8217;epoca della Bolognina c&#8217;erano i discepoli del Pci: <strong>i Veltroni, i D&#8217;Alema, i Mussi </strong>sapevano benissimo quanto fosse importante stare uniti per prendere il potere. Ci sarebbe stato tutto il tempo, dopo, per battaglie congressuali, scissioni e scaramucce. Invece i giovani democratici, che nella loro adolescenza hanno visto solo <strong>lotte fratricide</strong>, hanno deciso di disperdere la loro pur limitata capacità dirompente, ma sufficiente a deflagrare un partito già in pezzi, dividendosi in correnti piene di distinguo alla prima occasione. E per renderlo chiaro a tutti, nei prossimi dieci giorni si riuniranno per lanciare le loro “idee rivoluzionarie” <strong>in tre città differenti</strong>: i “neodem”, con ospiti di estrazione dalemiana, guidati da Andrea Orlando e Nicola Zingaretti, domenica 16 saranno a L&#8217;Aquila. Pippo Civati e Debora Serracchiani hanno organizzato un evento in piazza Maggiore a Bologna per sabato 22. Mentre Matteo “Frusciante” Renzi ha convocato la Leopolda 2, a Firenze, nel weekend successivo.</p><p>Per chi si era illuso, dopo Pesaro, che qualcuno avesse capito la gravità della situazione e fosse pronto a ripartire, rinsaldando le basi del maggior partito d&#8217;opposizione, è<strong> l&#8217;ennesima grande delusione</strong>. I rottamatori, per ora, fanno a pezzi solo sé stessi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/13/giovani-democratici-vecchie-abitudini/163573/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>15</slash:comments> </item> <item><title>Guide per sopravvivere nella scuola tagliata</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/13/guide-per-sopravvivere-nella-scuola-tagliata/157052/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/13/guide-per-sopravvivere-nella-scuola-tagliata/157052/#comments</comments> <pubDate>Tue, 13 Sep 2011 06:09:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[associazioni studentesche]]></category> <category><![CDATA[Formigoni]]></category> <category><![CDATA[gelmini]]></category> <category><![CDATA[guida don't panic]]></category> <category><![CDATA[pisapia]]></category> <category><![CDATA[scuola paritaria]]></category> <category><![CDATA[scuola pubblica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=157052</guid> <description><![CDATA[Bilanci preventivi e conti consuntivi. Meglio essere preparati ad affrontare un anno difficile nella “scuola tagliata” dai ministri Tremonti e Gelmini. Per questo motivo oggi la Federazione degli studenti distribuirà davanti agli istituti della capitale la guida “don’t panic”, per sopravvivere nelle difficoltà della scuola pubblica nell’era Berlusconi. “Chiediamo da sempre il diritto allo studio per...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/08/anno-scolastico-interna.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-154492" title="anno scolastico interna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/08/anno-scolastico-interna.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>Bilanci preventivi e conti consuntivi. Meglio essere preparati ad affrontare un anno difficile nella “scuola tagliata” dai ministri Tremonti e Gelmini. Per questo motivo oggi la Federazione degli studenti distribuirà davanti agli istituti della capitale la <strong>guida “don’t panic”</strong>, per sopravvivere nelle difficoltà della scuola pubblica nell’era Berlusconi. “Chiediamo da sempre il diritto allo studio per tutti – si legge nella guida – la messa in sicurezza degli edifici scolastici, i fondi necessari per il funzionamento e il mantenimento delle nostre scuole”. Richieste sancite anche dalla Costituzione, ormai sempre più disattese. Allora meglio essere pronti a dare battaglia nei consigli d’istituto, nelle consulte provinciali e in quella nazionale. Organismi dei quali gli studenti grazie alla guida possono conoscerne strutture e funzioni.</p><p>Perché la salute della scuola pubblica è a rischio. Ieri il presidente della Regione Lombardia,<strong> Roberto Formigoni</strong>, polemizzando col sindaco di Milano<strong> Giuliano Pisapia</strong> – reo secondo lui di aver privilegiato le scuole pubbliche nella sua lettera per l’inizio dell’anno dove erano citati gli articoli 33 e 34 della Costituzione –  ha dichiarato che “non si può dare attenzione soltanto alle scuole statali, poiché dopo la riforma Berlinguer le scuole statali e paritarie sono sullo stesso piano”. Magari favorendo le seconde con i buoni-scuola che aiutano le famiglie a dirigersi verso i privati. “Siamo seriamente preoccupati – ha risposto il coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti,<strong> Mariano di Palma</strong> – è inaccettabile in una situazione come questa in cui la scuola pubblica è in ginocchio, noi studenti siamo costretti in strutture non a norma, senza finanziamenti al diritto allo studio, e con il preoccupante indirizzo del governo a diminuire ulteriormente i fondi per l’autonomia scolastica, mentre i privilegi delle scuole private rimangono immutati, che Formigoni si permetta di palesare una rivendicazione del genere ovvero pretende che le scuole private vengano ancora più avvantaggiate”.</p><p>L’autunno in arrivo sarà molto movimentato. Le<strong> associazioni studentesche</strong> annunciano: “Saremo ovunque” e le proteste sono attese in tutta Italia. A partire da domani a Roma, quando in piazza Montecitorio scenderanno le famiglie dei bambini disabili, con una grande gabbia piena di carrozzine a rotelle, per protestare contro il taglio degli insegnanti di sostegno, nonostante una sentanza della Corte Costituzionale che prevede l’assegnazione di un docente specializzato, anche a tempo pieno, per ciascun bambino. Secondo un calcolo dei genitori in Italia mancano 65 mila insegnanti per le ore di recupero degli studenti afflitti da deficit.</p><p>Fino alla grande manifestazione nazionale convocata per il 7 ottobre e annunciata ieri con uno striscione calato dalla terrazza del Pincio a Roma. Gli studenti chiederanno una legge nazionale per il diritto allo studio, l’eliminazione del buono scuola e maggiori investimenti sulla scuola pubblica. Guidati dallo slogan “Suoniamogliele”. Perché la musica deve cambiare.</p><p>da <em>Il Fatto Quotidiano </em>del 13 settembre 2011</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/13/guide-per-sopravvivere-nella-scuola-tagliata/157052/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>18</slash:comments> </item> <item><title>Otto per mille, miliardi e segreti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/31/otto-per-mille-miliardi-e-segreti/154379/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/31/otto-per-mille-miliardi-e-segreti/154379/#comments</comments> <pubDate>Wed, 31 Aug 2011 17:49:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Carlo Cardia]]></category> <category><![CDATA[Giulio Tremonti]]></category> <category><![CDATA[Mario Staderini]]></category> <category><![CDATA[maurizio turco]]></category> <category><![CDATA[otto per mille]]></category> <category><![CDATA[radicali]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=154379</guid> <description><![CDATA[“Con l’8 per mille alla Chiesa cattolica avete fatto molto. Per tanti”. La frase è risuonata così spesso nelle case degli italiani attraverso gli spot in tv, una volta con la voce di don Franco, un’altra di suor Lucia e così via anno per anno, fino a diventare materiale su cui ironizzare sul Web: “Avete...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em> “Con <strong>l’8 per mille </strong>alla Chiesa cattolica avete fatto molto. Per tanti”</em>. La frase è risuonata così spesso nelle case degli italiani attraverso gli spot in tv, una volta con la voce di don Franco, un’altra di suor Lucia e così via anno per anno, fino a diventare materiale su cui ironizzare sul Web: <em>“Avete fatto molto. Ora anche basta”</em>.</p><p>La stessa richiesta arriva dal <strong>Partito radicale</strong> che denuncia l’impossibilità dei cittadini di scegliere (i fondi di chi non firma vengono ripartiti tra tutti) e chiede la revisione della quota dell’8 per mille destinata alla Chiesa, appellandosi alla legge istitutiva del 1985. Il meccanismo con cui lo Stato ripartisce l’8% dell’intero gettito fiscale Irpef dei contribuenti, infatti, è figlio del Concordato e di un gruppo di esperti tra i quali figura l’attuale ministro dell’Economia, <strong>Giulio Tremonti</strong>. Fino ad allora il governo pagava gli stipendi dei sacerdoti (in virtù dell’esproprio dei beni del 1861) attraverso un fondo apposito del ministero dell’Interno creato nel 1929. Il nuovo rapporto economico prevede che ogni tre anni una commissione istituita presso la presidenza del Consiglio riveda l’importo deducibile delle erogazioni<em> “al fine di predisporre eventuali modifiche”</em>. Ma le valutazioni <strong>non sono pubbliche </strong>e non c’è traccia delle proposte di correzione che la commissione negli anni potrebbe aver proposto.</p><p><em> “Se il gettito dell’8 per mille aumenta, l’aliquota va diminuita </em>– dice il segretario radicale <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/MStaderini" target="_blank">Mario Staderini</a></span></strong> –<em> in pratica, se cresce molto, andrebbe ridotto ad esempio al 6 o al 4 per mille. Ebbene, nel 1990 la Cei incassava l’equivalente di 210 milioni di euro dall’8 per mille mentre a partire dal 2002 incassa 1 miliardo di euro l’anno. Cioè cinque volte quanto prendeva all’inizio. Per questo, da almeno dieci anni la legge imporrebbe di  lasciare 500 milioni di euro nelle casse dello Stato”</em>.</p><p>Le chiese beneficiarie dell’8 per mille devono presentare un rendiconto annuale sul quale la commissione si basa per le verifiche. Sapere le stime precise di quanto sia stato versato negli ultimi anni non è possibile. Sul sito della presidenza del Consiglio ci sono i dati fino al 2007, relativi al gettito 2003. Da cui si evince che i fondi derivanti dalle scelte espresse dai contribuenti (quindi chi ha messo la firma sotto “Chiesa cattolica”) sono 362 milioni, quelli derivanti da scelte non espresse, ripartiti però secondo le percentuali delle scelte espresse, sono 524 milioni. Ovvero <strong>sono più i soldi di chi non firma</strong> che quelli di chi sceglie.</p><p>Il radicale <strong>Maurizio Turco </strong>ha richiesto l’accesso alle valutazioni della commissione, ma gli è stato negato. <em>“Dopo la richiesta dell’onorevole Turco il Tar ci ha dato ragione </em>– ha spiegato il membro della commissione Anna Nardini – <em>perché il nostro non è un procedimento amministrativo ma esclusivamente politico e riferiamo direttamente al presidente del Consiglio. La normativa in merito è bilaterale e noi, anche volendo, non potremmo modificarla unilateralmente”</em>.</p><p>Un altro dei membri della commissione, <strong>Carlo Cardia</strong>, già in un intervento del 2001 spiegava che <em>“dal flusso finanziario dell’8 per mille derivano alla Chiesa delle somme veramente ingenti, che hanno superato ogni più consistente previsione”</em>. Fino all’ipotesi di incostituzionalità riferita al valore della laicità espresso dalla carta. Ma se qualcuno ha bloccato una proposta di modifica in tal senso non è possibile saperlo. A meno che non venga approvato un ordine del giorno dei radicali, che non si fermano, e chiedono la trasparenza degli atti.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 31 agosto 2011 </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/31/otto-per-mille-miliardi-e-segreti/154379/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>82</slash:comments> </item> <item><title>Bossi, dal celodurismo alle cadute dal letto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/25/bossi-dal-celodurismo-alle-cadute-dal-letto/153485/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/25/bossi-dal-celodurismo-alle-cadute-dal-letto/153485/#comments</comments> <pubDate>Thu, 25 Aug 2011 14:02:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[celodurismo]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[frattura]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[Umberto Bossi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=153485</guid> <description><![CDATA[Impostare un partito sulla filosofia del celodurismo è come basare la propria vita sulla bellezza. Un giorno sfiorirà e l&#8217;essenza di quello che siamo stati fino ad allora sarà svanita nel nulla. Leggere che il ministro dell Riforme Umberto Bossi si è fratturato un gomito cadendo dal letto non può che suscitare un sentimento di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Impostare un partito sulla filosofia del <strong>celodurismo </strong>è come basare la propria vita sulla bellezza. Un giorno sfiorirà e l&#8217;essenza di quello che siamo stati fino ad allora sarà svanita nel nulla.</p><p>Leggere che il ministro dell Riforme <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/25/incidente-domestico-per-umberto-bossi-il-senatur-si-rompe-una-spalla/153454/" target="_blank"><strong>Umberto Bossi </strong>si è fratturato un gomito</a></span> cadendo dal letto non può che suscitare un sentimento di compassione anche nei confronti di uno degli uomini più rudi della politica italiana. Sopravvissuto stoicamente all&#8217;ictus, Bossi sta dimostrando col suo attaccamento alla poltrona nonostante tutto, che anche la razza padana, così come i tanto disprezzati &#8220;terroni&#8221;, invecchia, diventa più fragile, cede alle stagioni alla stregua di qualsiasi individuo dalle origini meno &#8220;nobili&#8221;.</p><p>Sono lontani i tempi in cui farsi vedere in canottiera, con i riccioli appena brizzolati, incantava le folle. Quando il dito medio era la soluzione a ogni controversia. Quel che resta di questa generazione politica sono dei ministri anziani che soffrono come tutti i cittadini avanti con l&#8217;età, privilegi esclusi. Quel che resta della Lega nord è un partito in declino con gli elettori dimezzati, abbandonato dalla base proprio nel momento del bisogno: la <strong>crisi economica e ora anche fisica</strong>. A Bossi sarebbe bastato ritirarsi dalla politica in età da pensione e oggi la sua caduta dal letto non farebbe notizia, risparmiando a lui l&#8217;umiliazione e a noi un paese senza una guida.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/25/bossi-dal-celodurismo-alle-cadute-dal-letto/153485/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>72</slash:comments> </item> <item><title>La notte bianca di scuola e democrazia  Segui la diretta dell&#8217;evento in streaming</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/08/la-notte-bianca-di-scuola-e-democrazia-segui-la-diretta-dellevento-in-streaming/103130/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/08/la-notte-bianca-di-scuola-e-democrazia-segui-la-diretta-dellevento-in-streaming/103130/#comments</comments> <pubDate>Fri, 08 Apr 2011 15:44:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[democrazia]]></category> <category><![CDATA[gelmini]]></category> <category><![CDATA[Istruzione]]></category> <category><![CDATA[notte bianca]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[processo breve]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=103130</guid> <description><![CDATA[Salviamo la scuola per salvare la democrazia. Con questo motto si svolge stasera la notte bianca di protesta contro il processo breve e la situazione dell&#8217;istruzione in Italia. La mobilitazione, organizzata dal Partito democratico, è a Torino, Milano, Napoli, Bologna e Roma. I temi della “maratona notturna” sono stati scelti valutando le emergenze del paese:...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Salviamo la scuola per salvare la democrazia. Con questo motto si svolge stasera la notte bianca di protesta contro il processo breve e la situazione dell&#8217;istruzione in Italia. La mobilitazione, organizzata dal Partito democratico, è a Torino, Milano, Napoli, Bologna e Roma.</p><p><iframe src="http://eventi.mosaicoproduzioni.com.edgesuite.net/nottebiancadellascuola/diretta.html" frameborder="0" height="480" width="620" scrolling="no"></iframe></p><p>I temi della “maratona notturna” sono stati scelti valutando le emergenze del paese: la scuola, “per uscire dalla guerra tra poveri cui sono costretti i precari del settore e dare valore al lavoro degli insegnanti, costretti a salti mortali contro i tagli della coppia Tremonti-Gelmini”; la democrazia, “perché con il processo breve verso l&#8217;approvazione a tappe forzate alla Camera è necessario denunciare le distorsioni che il governo intende promuovere nel sistema della giustizia, e le conseguenze che provocherà nella società”.</p><p>Le proposte che il Pd porta in piazza sono lo stop alla legge sul processo breve per quanto riguarda la giustizia. Mentre per la scuola chiede il ritiro della terza tranche di tagli prevista per il prossimo anno scolastico, la stabilizzazione di chi sta lavorando su posti vacanti, per assicurare la continuità didattica che è parte della qualità della scuola, e investimenti nella formazione degli insegnanti e per l&#8217;innovazione didattica.</p><p>“Scuola e democrazia sono un binomio indivisibile &#8211; ha spiegato la responsabile Scuola nella segreteria del Pd <strong>Francesca Puglisi</strong> -. Scendiamo in piazza per difenderle entrambe, perché il futuro dei giovani è anche il futuro del Paese. Un futuro che diventa sempre più difficile. I prossimi tagli di 19.500 insegnanti e 14.500 di personale Ata metteranno la scuola in ginocchio. Gli effetti dei tagli passati già si vedono con aule sempre più affollate, impossibilità di rispondere alle domande di tempo pieno che invece aumentano sempre di più”.</p><p><strong>Appuntamenti a partire dalle 18</strong></p><p>La <strong>notte bolognese</strong>, alla quale partecipano il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, e il candidato sindaco, Virginio Merola, si tiene nel Teatro Testoni Ragazzi. Fra gli ospiti, il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, lo scrittore Valerio Massimo Manfredi, il pedagogista Franco Frabboni, il disegnatore satirico Sergio Staino, la giornalista Bice Biagi, la campionessa mondiale e olimpionica Josefa Idem, il Coro dei bambini &#8220;R&#8217;Esistente&#8221; e, per chiudere, gli irriverenti Skiantos.</p><p>A<strong> Milano</strong> a fare da sfondo alla nottata è il Palazzo delle Stelline in Corso Magenta 61. Oltre a Giuliano Pisapia, candidato sindaco, tra gli ospiti ci sono il pianista Roberto Cacciapaglia, lo scrittore Antonio Scurati, l&#8217;insegnante Marco Rossi Doria, gli artisti Antonio Cornacchione e Flavio Oreglio. La voce del Pd è quella del presidente del gruppo democratico alla Camera, Dario Franceschini, e delle parlamentari Marilena Adamo e Emilia De Biasi.</p><p>A <strong>Torino</strong>, alla Fabbrica delle E di Corso Trapani 95, invece, la serata è presentata dal duo comico I Mammuth e vede protagonisti, tra gli altri, insieme al candidato sindaco Piero Fassino, il rettore del Politecnico Francesco Profumo e il prorettore dell&#8217;Università Sergio Roda, l&#8217;ex calciatore Massimo Mauro, gli scrittori Alessandro Perissinotto e Younis Tawfik, gli artisti Marco Bertone e Beppe Braida. Ci saranno anche il presidente del Forum Istruzione e deputato Pd, Giovanni Bachelet, e la senatrice Pd, Mariangela Bastico.</p><p>Alla Galleria Principe di <strong>Napoli</strong>, intervengono il candidato sindaco di Napoli del Partito Democratico Mario Morcone, la presidente del Pd Rosy Bindi e la consigliera regionale Angela Cortese. Alcuni attori leggono passi della Costituzione, dei discorsi di Piero Calamandrei e passi tratti da “Lettera a una professoressa”, scritta dagli allievi della scuola di don Lorenzo Milani. Portano il loro contributo anche Geppino Fiorenza e don Tonino Palmese dell’associazione contro le mafie Libera e la scrittrice Clara Sereni. A concludere, un concerto del quartetto jazz guidato dal pianista Francesco D&#8217;Errico.</p><p>A <strong>Roma </strong>l&#8217;iniziativa, che parla anche del mondo della ricerca, si svolge nella Casa delle Culture, a Trastevere (via San Crisogono, 45), con testimonianze, video, musica. Tra gli altri ci sono il premio Oscar Vincenzo Cerami, lo scrittore e insegnante Marco Lodoli, la presidente del gruppo Pd al Senato Anna Finocchiaro, i parlamentari Pd Maria Coscia, Walter Tocci, Marianna Madia, l&#8217;eurodeputata Silvia Costa.</p><p>Nelle cinque nottate vengono proiettate video testimonianze di Ennio Morricone, Tullio De Mauro, Dacia Maraini, Corrado Augias, Riccardo Iacona, Gianrico Carofiglio, Daniele Luchetti.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/08/la-notte-bianca-di-scuola-e-democrazia-segui-la-diretta-dellevento-in-streaming/103130/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>Scuola, adesso il ministro Gelmini  deve risarcire i precari</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/27/ora-la-gelmini-deve-risarcire-i-precari/100360/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/27/ora-la-gelmini-deve-risarcire-i-precari/100360/#comments</comments> <pubDate>Sun, 27 Mar 2011 06:03:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[gelmini]]></category> <category><![CDATA[precari]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=100360</guid> <description><![CDATA[Se lavori in un’azienda privata, dopo tre anni di contratti a termine continuativi devi essere assunto. Ma se il tuo datore di lavoro è lo Stato la stessa regola non vale. O almeno, non valeva fino a pochi giorni fa, quando il Tribunale del Lavoro di Genova ha riconosciuto a 15 insegnanti precari un risarcimento...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/03/precari.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-100541" title="precari interna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/03/precari.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>Se lavori in un’azienda privata, dopo tre anni di contratti a termine continuativi devi essere assunto. Ma se il tuo datore di lavoro è lo Stato la stessa regola non vale. O almeno, non valeva fino a pochi giorni fa, quando il Tribunale del Lavoro di Genova ha riconosciuto a 15 insegnanti precari un risarcimento di 30 mila euro circa ciascuno, per un totale di oltre 500 mila euro.  I giudici liguri hanno ritenuto che se il ricorso allo stesso docente precario è ripetuto nel tempo, e da più di tre anni, non è una necessità temporanea ma stabile, e quindi la scuola si trova in una situazione di utilizzo illegale del contratto a termine.</p><p>I posti vacanti che il ministero dell’Istruzione potrebbe assegnare ai precari sono oltre 10 mila, mentre le supplenze annuali ammontano a 120 mila. La sentenza va a correggere il conflitto esistente da quanto previsto dalla normativa europea sulle assunzioni a tempo determinato e quella italiana che non prevede per il ministero gli stessi obblighi imposti ai privati. “É una sentenza molto importante – spiega il segretario della Flc Cgil, <strong>Mimmo Pantaleo</strong> – dopo il collegato lavoro abbiamo presentato oltre 40 mila ricorsi come questo sia sul versante dell’immissione in ruolo che per il riconoscimento delle carriere. Stiamo richiedendo da mesi un incontro al ministero per risolvere il problema dei precari senza ricorrere al giudice e a contenziosi infiniti, nella completa sordità del ministro”. Martedì, infatti, è previsto un incontro tra il Miur e i sindacati sul tema, ma sarà un tavolo tecnico. “Serve invece la volontà politica di parlare della scuola e dei suoi problemi per risolverli – continua Pantaleo – e non stiamo chiedendo una sanatoria, ma la copertura dei posti vacanti, lo sblocco del turnover con la sostituzione dei 27 mila insegnanti che vanno in pensione e il cambio dei meccanismi di reclutamento”. La proposta della Cgil è quella di trasformare il meccanismo esistente, dove c’è un organico di diritto (gli assunti) e uno di fatto (conteggiando anche i precari) in un organico funzionale, stabile per almeno 3 o 4 anni, “in modo da offrire qualità e continuità alle famiglie e agli studenti”.</p><p>“È una sentenza e una vittoria importante per uomini e donne che lavorano da troppo tempo in una situazione di precariato con passione e competenza per l’educazione dei cittadini di domani – dichiara Francesca Puglisi, responsabile Scuola del Pd – il ministro e il governo devono ripensare alle politiche disastrose nella scuola pubblica”. Come la Cgil, anche per i democratici il problema si risolve “in un solo modo: cancellando la terza tranche di tagli, stabilizzando i centomila precari che stanno lavorando su posti vacanti (non costa molto di più allo stato, visto che già vengono pagate loro le ferie non godute e la disoccupazione), l’assegnazione di un organico funzionale a ciascuna scuola autonoma per dare continuità didattica agli studenti con bisogni speciali, per le supplenze brevi, per la qualificazione dei piani di offerta formativa”.</p><p>Tra l’altro, se la sentenza del Tribunale di Genova venisse applicata a tutti gli insegnanti precari con almeno tre anni di continuità lavorativa, il ministero dovrebbe pagare più di 4 miliardi di euro, annullando di fatto oltre la metà dei tagli alla scuola.  “E&#8217; una grande vittoria e già ci stiamo muovendo con ricorsi – spiega <strong>Caterina Altamore</strong>, la docente palermitana precaria che lo scorso anno ha fatto lo sciopero della fame davanti a Montecitorio per chiedere un posto di ruolo – dopo 10 anni di incarichi continuativi ritengo che questa sentenza renda giustizia al mio lavoro. Stanno provocando un danno all’erario enorme e questi soldi non dovrebbe metterli lo Stato ma i responsabili politici di questa situazione che ha il solo scopo di rovinare la vita ai docenti e agli studenti della scuola pubblica”. Ma per i precari è ancora presto per stappare lo champagne. Il ministero ha annunciato un ricorso sulla sentenza e la partita per i diritti è ancora tutta da giocare.</p><p>Da <em>Il Fatto Quotidiano </em>del 27 marzo 2011</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/27/ora-la-gelmini-deve-risarcire-i-precari/100360/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>64</slash:comments> </item> <item><title>Scuola, dal Nord al Sud i docenti sono uguali Così la Consulta boccia il dl della Gelmini</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/09/scuola-dal-nord-al-sud-i-docenti-sono-uguali-cosi-la-consulta-boccia-il-decreto-legge-della-gelmini/91097/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/09/scuola-dal-nord-al-sud-i-docenti-sono-uguali-cosi-la-consulta-boccia-il-decreto-legge-della-gelmini/91097/#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 Feb 2011 20:41:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[Caterina Altamore]]></category> <category><![CDATA[consulta]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[gelmini]]></category> <category><![CDATA[insegnanti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=91097</guid> <description><![CDATA[Fino a ieri se un’insegnante di Ragusa voleva andare a lavorare a Padova doveva abbandonare tutto il suo punteggio accumulato e ripartire, nella provincia di trasferimento, in coda alle graduatorie. Questo per effetto di un decreto legge (134 del 2009) introdotto dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Ieri la Consulta lo ha dichiarato illegittimo perché viola...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Fino a ieri se un’insegnante di Ragusa voleva andare a lavorare a Padova doveva abbandonare tutto il suo punteggio accumulato e ripartire, nella provincia di trasferimento, in coda alle graduatorie. Questo per effetto di un decreto legge (134 del 2009) introdotto dal ministro dell’Istruzione <strong>Mariastella Gelmini</strong>. Ieri la Consulta lo ha dichiarato illegittimo perché viola l’articolo 3 della Costituzione. In sostanza, i docenti sono uguali in tutto il territorio, come i cittadini. E non possono essere discriminati se dal sud si trasferiscono al nord, dove ci sono più cattedre e quindi maggiori opportunità di lavoro.</p><p><strong>Caterina Altamore</strong>, insegnante di scuola media, una delle precarie che ha animato lo sciopero della fame davanti a Montecitorio nei mesi scorsi, era colpita proprio da questo decreto: con i suoi 142 punti collezionati in 14 anni a Palermo, è finita dietro a chi aveva 20 punti a Brescia, dove è stata costretta a trasferirsi per mancanza di cattedre nella sua regione e impieghi vacanti in Lombardia. In Sicilia lascia per 9 mesi all&#8217;anno un marito, tre figli e tutta la sua carriera pregressa. A settembre, se fosse stata rispettata la graduatoria di merito, lei sarebbe entrata nei 35 posti di ruolo assegnate a Brescia, piazzandosi alla 30esima posizione. Ieri, appena ha ricevuto la notizia, ha chiamato l&#8217;avvocato che ha seguito il suo ricorso: &#8220;Sono felicissima  &#8211; ha dichiarato &#8211; veniva leso il nostro diritto alla mobilità, con tutti i sacrifici che facciamo per venire a lavorare qui. Per fortuna questo provvedimento dettato dalla Lega è stato valutato per quello che è&#8221;.</p><p>Nella situazione di Caterina ci sono quasi 25 mila precari in tutta Italia. 15 mila di loro hanno fatto ricorso con l&#8217;Anief (l&#8217;associazione nazionale degli insegnanti ed educatori in formazione), gli altri singolarmente, e dovranno ora vedere riassegnate le loro posizioni lavorative. &#8220;Il ministro Gelmini dovrebbe prendere atto di non essere stata capace di gestire le graduatorie del personale docente, dovrebbe assumersi la responsabilità di aver creato un profondo danno erariale alle casse dello Stato e sanare la posizione dei ricorrenti aventi diritto, senza nulla togliere ai docenti già individuati nei contratti, come da prassi corrente &#8211; ha dichiarato il presidente dell&#8217;Anief <strong>Marcello Pacifico</strong> &#8211; le regole vanno rispettate&#8221;. Di conseguenza nell’aggiornamento delle graduatorie a esaurimento il personale docente avrà diritto al trasferimento e all’inserimento a pettine secondo il proprio punteggio (merito) e non secondo l’anzianità di iscrizione.</p><p>&#8220;La sentenza della Consulta certifica l’incapacità di un ministro che procede non per atti ma per pasticci &#8211; ha affermato <strong>Francesca Puglisi</strong>, responsabile scuola del Pd &#8211; ora che il danno è fatto la Lega, che ha tentato di innescare una guerra tra poveri all’interno delle graduatorie a esaurimento, voti insieme a tutte le opposizioni il rinvio della terza tranche di tagli nella scuola e la stabilizzazione senza costi di centomila precari. Questa è l’unica strada, perché chi lavora con competenza e passione da decenni nella scuola possa continuare a farlo garantendo la continuità didattica che è gran parte della qualità del sistema scolastico”. Già per il Tar Lazio questa disposizione violava gli articoli 24 e 113 della Costituzione. Da qui è partito il ricorso alla Consulta che ha stabilito di non discriminare gli insegnanti del Sud, più numerosi (come dimostrato dai dati del ministero) nei trasferimenti verso il nord. Al contrario di ciò che volevano il Carroccio e la Gelmini</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/09/scuola-dal-nord-al-sud-i-docenti-sono-uguali-cosi-la-consulta-boccia-il-decreto-legge-della-gelmini/91097/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>179</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;La giornata degli stati vegetativi  è uno schiaffo a Beppe Englaro&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/09/%e2%80%9cla-giornata-degli-stati-vegetativie-uno-schiaffo-a-beppe-englaro%e2%80%9d/90950/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/09/%e2%80%9cla-giornata-degli-stati-vegetativie-uno-schiaffo-a-beppe-englaro%e2%80%9d/90950/#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 Feb 2011 08:43:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[beppino englaro]]></category> <category><![CDATA[ddl Calabrò]]></category> <category><![CDATA[eleuana Englaro]]></category> <category><![CDATA[Eugenia Roccella]]></category> <category><![CDATA[fine vita]]></category> <category><![CDATA[ignazio marino]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[stato vegetativo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=90950</guid> <description><![CDATA[Non è potuta morire in pace, né adesso la lasciano riposare in pace. 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Oggi, secondo anniversario della scomparsa di <strong>Eluana Englaro</strong>, ricorre la giornata nazionale degli stati vegetativi, celebrazione indetta dal Consiglio dei ministri, su proposta del sottosegretario <strong>Eugenia Roccella</strong>. Non bastavano, per <strong>Beppe Englaro</strong>, le urla in Senato il giorno della morte, o le leggi dell’ultimo minuto che hanno cercato in tutti i modi di bloccarlo. Ancora una volta la politica è entrata nella vita della famiglia di Lecco, che ha definito questo ennesimo gesto di sfida “indelicato e inopportuno”.</p><p><strong>Senatore Ignazio Marino, tutti possono capire perché questo gesto è indelicato. Lei, da medico e da politico, ci può dare gli strumenti per capire quanto è anche inopportuno?<br /> </strong>Questo atto va al di là dell’arroganza. Fa parte di quella destra violenta che non è riuscita a fare in modo che Englaro, tramite la legge, non potesse far rispettare le decisioni della figlia e ora lo vuole colpire con uno schiaffo in pieno volto. Quindi trasforma la giornata della morte di Eluana in una giornata di conflitto per il paese.</p><p><strong>Che lo spacca a metà.<br /> </strong>Sono sempre più preoccupato dal fatto che nel nostro paese le questioni che interessano la vita delle persone diventano secondarie al conflitto politico. Le lotte di potere su temi sensibili come questo distaccano la politica dai cittadini.</p><p><strong>Dopo la morte di Eluana sembrava che una legge sul testamento biologico fosse urgentissima.<br /> </strong>È stata invece chiusa in un cassetto e ora la riportano in parlamento senza discutere sulla vita, ma solo sperando nella divisione delle opposizioni per la sopravvivenza del governo Berlusconi.</p><p><strong>Lei ha presentato 1500 emendamenti al ddl Calabrò.<br /> </strong>Nessuno può essere curato contro la sua volontà. Nessuno può avere la possibilità di fare violenza sulle persone e decidere quali trattamenti può ricevere e quali no.</p><p><strong>Il nodo è quello dell’obbligo di idratazione e alimentazione.<br /> </strong>L’articolo 3 prevede che anche chi ha lasciato scritto il suo no all’idratazione e all’alimentazione venga comunque trattato, perché lo vogliono la Roccella e altri politici. Né io, né lei né chi legge potrà più scegliere.</p><p><strong>Quindi le indicazioni lasciate dal cittadino (come quelle che ieri ha annunciato di aver scritto Beppe Englaro) non saranno più vincolanti.<br /> </strong>Dopo questo percorso di legge no. A scegliere saranno le convinzioni e la cultura del medico e non quelle del paziente. Perciò se perdi coscienza perdi anche ogni diritto. È una proposta così inaudita che io faccio fatica a spiegarla ai miei colleghi all’estero.</p><p><strong>Questo vale anche per i casi come quello di Welby, in cui paziente è cosciente?<br /> </strong>All’inizio la proposta riguardava anche quei casi, per fortuna siamo riusciti, dopo un grande lavoro, a scongiurarlo. La legge resta comunque anticostituzionale.</p><p><strong>Si riferisce all’articolo 32?<br /> </strong>Certo, e fu una persona religiosa come Aldo Moro a far introdurre la parte che prevede che “la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Non capisco perché continuare a scrivere e votare leggi che poi devono essere smontate dalla magistratura perché anticostituzionali come la fecondazione assistita.</p><p><strong>Lei ha fatto una sua proposta.<br /> </strong>Sì, che per quanto mi riguarda è già un bel passo indietro. É un solo articolo e prevede che le terapie siano garantite a tutti tranne a chi l’ha esplicitamente dichiarato. Mi spiego meglio: se io perdessi coscienza vorrei che i miei familiari scegliessero per me. Nella mia proposta non è possibile, può averlo scritto solo il paziente. Capisce che per me è un bel passo indietro ma sono disposto a farlo nell’interesse delle persone.</p><p><strong>Perché il Partito democratico fa così fatica a trovare una sintesi sui temi etici?<br /> </strong>Perché all’interno ci sono persone che potrebbero votare con la destra sul biotestamento e non si fanno una ragione del fatto che i temi eticamente sensibili sono semplicemente diritti civili. Ma troveremo una convergenza.</p><p><strong>Tutti dovrebbero garantire i diritti civili.<br /> </strong>Questa è una fase politica in cui qualunque argomento viene utilizzato per scegliere una posizione e non discusso nel merito.</p><p><strong>All’assemblea del Pd D’Alema ha chiesto un maggiore impegno della società civile in politica. Può essere un modo per discutere questioni più vicine ai cittadini?<br /> </strong>Io sono convinto che la politica debba essere a servizio del paese e non fatta solo da professionisti. Uno ha un impegno temporaneo e poi torna al suo lavoro.</p><p><strong>Saviano potrebbe essere un esempio?<br /> </strong>Chiunque si senta di dare un contributo – senza fare propaganda sui nomi – con un vero impegno personale.</p><p>Da <em>Il Fatto Quotidiano</em> del 9 febbraio 2010</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/09/%e2%80%9cla-giornata-degli-stati-vegetativie-uno-schiaffo-a-beppe-englaro%e2%80%9d/90950/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>316</slash:comments> </item> <item><title>Ricerca in Italia?Ministro, no grazie</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/13/ricerca-in-italiaministro-no-grazie/86209/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/13/ricerca-in-italiaministro-no-grazie/86209/#comments</comments> <pubDate>Thu, 13 Jan 2011 08:44:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Caterina Perniconi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cervelli in fuga]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[fuga dei cervelli]]></category> <category><![CDATA[ricerca]]></category> <category><![CDATA[riforma Gelmini]]></category> <category><![CDATA[università]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=86209</guid> <description><![CDATA[Ricevo e pubblico la lettera di un dottorando in Ingegneria che ha scelto di rinunciare all&#8217;estero per l&#8217;Italia. Ma, dopo la riforma Gelmini, è stato costretto a ripensarci. Inviate le vostre storie all’indirizzo ricercatori@ilfattoquotidiano.it Caro Ministro, sono Mauro, dottorando in una Università del &#8220;SUD&#8221;. Scrivo questa lettera che mai le invierò, anche perchè non la leggerebbe, per ricordarmi un giorno che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>Ricevo e pubblico la lettera di un dottorando in Ingegneria che  ha scelto di rinunciare all&#8217;estero per l&#8217;Italia. Ma, dopo la riforma  Gelmini, è stato costretto a ripensarci. Inviate le vostre storie  all’indirizzo <a href="mailto:ricercatori@ilfattoquotidiano.it" target="_blank">ricercatori@ilfattoquotidiano.it</a></em></p><p>Caro Ministro,<br /> sono Mauro, dottorando in una Università del &#8220;SUD&#8221;. Scrivo questa lettera che mai le invierò, anche perchè non la leggerebbe, per ricordarmi un giorno che le mie scelte sono state fortemente influenzate dalla sua stagione politica fatta di tagli, tagli e tagli&#8230;</p><p>Nel 2008 dopo essermi laureato con il massimo dei voti in Ingegneria Meccanica, ho avuto la brillante idea di rinunciare ad una proposta di lavoro economicamente vantaggiosa, così, con mia stessa incredulità, ho scelto la via del dottorato. Durante il secondo anno parto per andare a studiare all&#8217;estero e mi innamoro della ricerca. Laboratori, riviste scientifiche&#8230; e professori che erano interessati al mio lavoro come mai in Italia mi era successo. Ogni mia idea, ogni mio pensiero furono valutati al pari di un qualsiasi full professor.</p><p>Poi son dovuto tornare in Italia e tutto è cambiato. Mi sono trovato a decidere il mio futuro mentre lei proponeva la sua riforma e a detta delle sue parole, avrei dovuto essere contento. Beh&#8230;, al ritorno la mia ricerca ha trovato un blocco: la maggior parte delle riviste che trattavano i miei argomenti non erano disponibili perchè l&#8217;ateneo non aveva (non ha) fondi. O meglio, grazie ai tagli non ha fondi.</p><p>Mi sono chiesto: continuo? Certo che continuo, non mi confronto con la ricerca mondiale, ma continuo. In mente c&#8217;era la voglia di fare ricerca&#8230; ma a patto che un percorso universitario fosse stato &#8220;aleatoriamente&#8221; possibile. Infatti lo è, &#8230;fatto di assegni di ricerca malpagati, collaborazioni gratuite, anni di precarietà e la speranza che un giorno, forse, un concorso da ricercatore possa finalmente darmi uno stipendio nemmeno comparabile a quello di un ricercatore straniero. Senza pensare assolutamente che sulla mia strada potrei trovare tanti figli, nipoti, conoscenti e politicanti.</p><p>La ricerca mi ha chiamato&#8230; io alla fine ho risposto: No, grazie. Voglio vivere il mio futuro con un briciolo di stabilità che mi permetta di pensare<br /> a domani senza chiedermi se ce la farò a pagare le bollette&#8230;</p><p>Caro Ministro, questa non è solo la mia scelta, ma sarà la scelta di molti, di tutti quelli che guardano al futuro e vogliono vedere l&#8217;orizzonte e non la nebbia che ci ha consegnato.</p><p>Ammettere di aver commesso un errore è la cosa più difficile del mondo. Non credo riesca a farlo.</p><p>Mauro</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/13/ricerca-in-italiaministro-no-grazie/86209/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>81</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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