<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Chiara Paolin</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/cpaolin/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Se in politica arrivano i figli di nessuno</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/politica-arrivano-figli-nessuno/241886/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/politica-arrivano-figli-nessuno/241886/#comments</comments> <pubDate>Fri, 25 May 2012 13:57:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[figli di nessuno]]></category> <category><![CDATA[grillo]]></category> <category><![CDATA[lega]]></category> <category><![CDATA[Luca Cordero di Montezemolo]]></category> <category><![CDATA[partiti]]></category> <category><![CDATA[partitocrazia]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=241886</guid> <description><![CDATA[Dunque la grande novità dell&#8217;anno riformativo 2013 sarebbe questa: d&#8217;ora in poi i partiti non saranno più covi di serpenti allevati a denaro e poltrone, addio cerchi magicamente tempestati di brillanti e diplomi albanesi, ormai è giunta l&#8217;ora dei chiarissimi figli di nessuno. Naturalmente esisterà da qualche parte un padre putativo, uno che diventerà pure...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dunque la grande novità dell&#8217;anno riformativo 2013 sarebbe questa: d&#8217;ora in poi i partiti non saranno più covi di serpenti allevati a denaro e poltrone, addio cerchi magicamente tempestati di brillanti e diplomi albanesi, ormai è giunta l&#8217;ora dei chiarissimi <strong>figli di nessuno</strong>. Naturalmente esisterà da qualche parte un padre putativo, uno che diventerà pure padrone quando verrà l&#8217;ora di sculacciare figlioli discoli e irrispettosi. Però questo gentile donatore di dna potrà mantenersi formalmente assente, ideologicamente lontano, lietamente irresponsabile.</p><p>Cominciò <strong>Grillo</strong> lanciando un Movimento che solo agitando un po&#8217; le braccia fa imbarcare acqua alla fragile barca italica, già aggredita da onde di spread alte così. Grillo dice: io insegno, voi decidete, essi faranno. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/movimento-stelle-grillo-cerca-tecnico-parma-riesplode-caso-tavolazzi/240288/" target="_blank">S&#8217;incavola se il consulente o l&#8217;assessore non sono di suo gradimento</a>, però resta laterale, il mouse sempre pronto a mordere il cucciolo che esce dalla cesta. Poi venne<strong> Berlusconi</strong> con l&#8217;idea rivoluzionaria: più liste civiche per tutti, eleganti ammucchiate di facce e faccette in ogni città, un bunga bunga di promesse diverse e contrapposte per metter su un numero decente di parlamentari. La stessa <strong>Lega</strong> aventineggia: Maroni ce l&#8217;avrà abbastanza duro per reggere il bastone tutto solo o è meglio mettergli un Bossi a distanza come nume tutelare?</p><p>Il <strong>Pd</strong>, puntualmente in ritardo cronico o in anticipo balcanico, si guarda intorno sgomento. Renzi si candida, Citati si butta, la rottamazione avanza tra i verbali di Lusi: a questo punto ci si nota di più se stiamo belli fermi o se  - addirittura &#8211; rivendichiamo il valore di un partito vero ammettendo limiti, errori e porcherie del passato-presente, nonché dando una botta clamorosa ai vertici per far emergere la gente capace e ben nascosta nelle retrovie? L&#8217;unico partito ancora in piedi deve scegliere se cambiare per sopravvivere o sciogliersi, pure lui, nell&#8217;anonimato. Ferve il dibattito.</p><p>Intanto per il <strong>cittadino elettore,</strong> che si rigira tra le mani la scheda indeciso più che mai se infilarla nell&#8217;urna o direttamente nello sciacquone, il problema è un altro: alla fine, tutti &#8216;sti parlamentari figli di N.N., che faranno una volta assisi nell&#8217;aula? A quale padre nobile e lontano risponderanno? Nel dubbio, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/caccia-serrata-voti-moderati-berlusconi-montezemolo-accelerano-separati/241284/" target="_blank">Luca Cordero di Montezemolo ha deciso che non può perdersi l&#8217;ultimo treno per il potere</a>, un buco così moderato non gli ricapita manco tra vent&#8217;anni. E allora vai anche lì con la lista dei nomi nuovi, belli, puliti, magari piazzando in locomotiva un tipo senza troppe rughe da Cortina nè macchie da yacht. Insomma uno veramente figo eppur moderno, una donna seria ma simpatica, qualcuno cui poter dire con classe: vai avanti tu che a io devo andare in cda.</p><p>Troppo difficile trasformare i partiti carrozzone della Prima Repubblica in strumenti <strong>snelli e democratici</strong>. Fallito il leaderismo sfrenato, meglio rimpiazzarli con surrogati comodamente anonimi, residenza in paradisi fiscali, privacy garantita, responsabilità limitatissima, scazzo quotidiano incluso: al prossimo disastro, non sapremo neanche più con chi incazzarci. Sogneremo un Craxi cui lanciare monetine o un Belsito da dileggiare per l&#8217;aspetto troglodita. Intanto Paesi stranissimi come la Francia, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Germania continueranno a decidere per noi usando i soliti cari vecchi partiti, correnti, coalizioni. E allora diremo: ma come fanno a fregarci sempre?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/politica-arrivano-figli-nessuno/241886/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ballottaggi amministrative, un italiano su due non è andato a votare</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/ballottaggi-amministrative-italiano-andato-votare/237614/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/ballottaggi-amministrative-italiano-andato-votare/237614/#comments</comments> <pubDate>Tue, 22 May 2012 07:32:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[astensionismo]]></category> <category><![CDATA[ballottaggi 2012]]></category> <category><![CDATA[Cialente]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012]]></category> <category><![CDATA[genova]]></category> <category><![CDATA[l'Aquila]]></category> <category><![CDATA[Marco Doria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=237614</guid> <description><![CDATA[Urne sì, ma non per molti. Il dato nazionale dell’affluenza conferma il distacco dell’italiano medio rispetto alla politica: a votare è andato il 51 per cento degli aventi diritto contro il 65 del primo turno. Come dire che uno su due, tra gli elettori, ha rinunciato a dire la sua. E il calo si evidenzia soprattutto risalendo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Urne sì, ma non per molti. Il dato nazionale dell’affluenza conferma il distacco dell’italiano medio rispetto alla politica: a votare è andato il 51 per cento degli aventi diritto contro il 65 del primo turno. Come dire che uno su due, tra gli elettori, ha rinunciato a dire la sua.</p><p>E il calo si evidenzia soprattutto risalendo ai dati delle innumerevoli puntate precedenti. In Italia le amministrative si sono tenute praticamente ogni anno nell’ultimo ventennio, ma già limitandosi al confronto con il fenomeno <strong>De Magistris/Pisapia</strong> del 2011, la differenza brilla: giusto un anno fa si mosse il 60 per cento dei cittadini (erano il 72 al primo round), stavolta invece <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/ballottaggi-prime-proiezioni-orlando-testa-palermo-doria-genova/236623/" target="_blank">per il genovese <strong>Marco Doria</strong> l’investitura è stata minimale</a> (39 per cento), mentre da nord a sud, da Como a Taranto (entrambe attorno al 43 per cento), il fascino dell’urna è scemato vistosamente.</p><p>Copione confermato anche per terre da sempre appassionate di politica verace, come la Toscana. Domenica perfino il vescovo di Lucca, <strong>Italo Castellano</strong>, s’era speso per la causa: “Il primo modo per partecipare alla vita della società è il voto, anche per noi credenti” aveva detto assai esplicito. Eppure in città si è arrivati a registrare un inedito 44,95 per cento di partecipazione al voto, un vero tracollo rispetto al dato 2007 (meno 17 per cento): non un bel modo per festeggiare la storica vittoria del centrosinistra per Lucca, governata dal centrodestra fin dal Dopoguerra . A<strong> L’Aquila</strong> invece è andata meglio, 58 per cento di votanti, dovuti forse a un certo timore di qualche strano scherzo proprio in dirittura d’arrivo. In realtà <strong>Massimo Cialente</strong> è uscito rinfrancato dalla sfida con il centrista <strong>Giorgio De Matteis</strong> vincendo pulito (59 per cento contro il 41), e ora la grande sfida sarà gestire la tanto attesa fase ricostruttiva dopo tre anni spesi tra polemiche e ritardi. “I cittadini hanno compreso le due diverse visioni tra me e il mio sfidante. Dobbiamo avere i primi cantieri per l’inizio del 2013” sono state le sue prime parole da sindaco bis.</p><p>Programmi e promesse a parte, secondo <strong>Angelino Alfano</strong> è facile leggere questi e altri risultati: “I nostri elettori tradizionali, i moderati, hanno scelto l’astensionismo. Ma restano ampiamente la maggioranza del Paese”.</p><p>In effetti non è semplice rintracciare tra i verdetti del secondo turno i successi colti dai moderati, e merita un apposito cameo <strong>Federico Borgna</strong>, divenuto sindaco in quel di <strong>Cuneo</strong> battendo il candidato ufficiale del Pd. L’idea giusta è stata mettere insieme un pool di liste civiche (Pd dissidenti, dicunt nella Granda) e soprattutto l’Udc. Idem a <strong>Belluno</strong>, dove però hanno fatto bingo senza partiti. <strong>Jacopo Massaro</strong> ha eliminato il tandem Pd-Idv sospinto da tre civiche: 38 anni, 6 assessori già indicati con nome e cognome (3 donne e 3 uomini), rinnovamento totale. “Non possiamo più aspettare” era il suo slogan, e la gente l’ha votato.</p><p>Anomalo invece il raggruppamento che ha sbaragliato la piazza di <strong>Avezzano</strong>, città natale di <strong>Gianni Letta</strong>: <strong>Giovanni Di Pangrazio</strong> è arrivato al 56 per cento mettendo insieme Pd, Idv, Udc, Api, Fli, Adc, Partito Socialista-Grande Sud e 4 civiche. L’antagonista<strong> Italo Cipollone</strong>, con Pdl, Udeur e 5 civiche ha dovuto soccombere.</p><p>da <em>Il Fatto Quotidiano</em> del 22 maggio 2012</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/ballottaggi-amministrative-italiano-andato-votare/237614/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Brindisi, le &#8216;domande birichine&#8217; e il delirio mediatico</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/brindisi-domande-biricchine-delirio-mediatico/237616/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/brindisi-domande-biricchine-delirio-mediatico/237616/#comments</comments> <pubDate>Tue, 22 May 2012 07:04:51 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[attentato]]></category> <category><![CDATA[Brindisi]]></category> <category><![CDATA[informazione]]></category> <category><![CDATA[Marco Dinapoli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=237616</guid> <description><![CDATA[Lo spettacolo è iniziato domenica mattina con la conferenza stampa del procuratore di Brindisi, Marco Dinapoli. Un giornalista gli chiedeva: ma ce l&#8217;avete l&#8217;identikit del presunto attentatore? E lui, invece di rispondere sì, no, non posso dirlo, spara la frasetta ammiccante: &#8220;Che domanda birichina&#8221;. Poi ancora, all&#8217;incalzare frenetico dei cronisti ammassati nella saletta, quel distacco...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Lo spettacolo è iniziato domenica mattina con la conferenza stampa del procuratore di Brindisi,<strong> Marco Dinapoli</strong>. Un giornalista gli chiedeva: ma ce l&#8217;avete l&#8217;identikit del presunto attentatore? E lui, invece di rispondere sì, no, non posso dirlo, spara la frasetta ammiccante: &#8220;Che domanda birichina&#8221;.</p><p>Poi ancora, all&#8217;incalzare frenetico dei cronisti ammassati nella saletta, quel <strong>distacco ironico, sorprendente, fuori luogo</strong>: &#8220;Stare qui è peggio che andare in udienza&#8221;, ha sorriso Dinapoli cercando lo sguardo del collega seduto lì a fianco. Altre domande, telecamere, frasi interrotte, e il procuratore non cambia stile: mimiche da chiacchiera al bar, motti di spirito, speciale disponibilità quando il giornalista del <em>Corriere.it</em> tenta l&#8217;assalto finale. &#8220;Scusi, siamo in diretta, ci può fare il riassunto?&#8221;. Ma come no, certo. E vai con la tiritera.</p><p>Solo ventiquattro ore prima una ragazza è stata dilaniata da un ordigno, le sue compagne hanno perso per sempre l&#8217;idea di un mondo normale, ma è già tempo di dichiarazioni a effetto (&#8220;è un uomo solo contro il mondo&#8221;), di protagonismo affogato nel caos. Certo Dinapoli è un magistrato <strong>noto alle cronache</strong>. Dalle indagini sulla Missione Arcobaleno (leggi D&#8217;Alema) agli attacchi al governatore Fitto è uno che non le ha mai mandate a dire. Però perché non organizzare in una situazione tanto eccezionale e dolorosa una conferenza stampa ordinata, concisa, dignitosa? Troppo chiedere un po&#8217; di cautela e moderazione nel dare &#8211; come giusto &#8211; le notizie che si potevano dare?</p><p>Poi, in un lunedì di delirio materiale e mediatico, tutto un susseguirsi di chiarimenti, contraddizioni, notizie incontrollate, <strong>scambi di frecce avvelenate</strong> tra la procura di Brindisi e quella antimafia di Lecce. E&#8217; un solitario, no è un terrorista, non si può escludere nulla. &#8220;Il sospettato ha un nome, io lo so&#8221; dice il giornalista nel pomeriggio elettorale di Rai3 offrendo una finestra sui funerali, e la Berlinguer chiede incredula: &#8220;Lo sai?&#8221;. Risposta col mezzo sorriso: &#8220;Lo so ma ancora non posso dirlo. Comunque non sono il suo complice eh!&#8221;. Silenzio e gelo in studio. &#8220;Vabbè, era una battuta&#8221;. Fine del collegamento.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/brindisi-domande-biricchine-delirio-mediatico/237616/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Sardegna, ci vorrebbe un film</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/sardegna-vorrebbe-film/229485/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/sardegna-vorrebbe-film/229485/#comments</comments> <pubDate>Mon, 14 May 2012 16:45:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Auditorium Roma Piero Marras]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[G8 Maddalena]]></category> <category><![CDATA[Piero Marras]]></category> <category><![CDATA[Sardegna]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=229485</guid> <description><![CDATA[Piero Marras è un cantautore che in tempi di violenza economica scatena una consapevolezza dolce: quanta ricchezza è nascosta nelle macerie del presente non ancora passato del tutto, quanta forza potrebbe nascondersi nelle pieghe della nostra depressione, quanta bella intelligenza può mangiare la faccia all&#8217;ottusità di chi ci spinge alla soluzione più utile per pochi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Piero Marras è un cantautore che in tempi di violenza economica scatena una <strong>consapevolezza</strong> dolce: quanta ricchezza è nascosta nelle macerie del presente non ancora passato del tutto, quanta forza potrebbe nascondersi nelle pieghe della nostra depressione, quanta bella intelligenza può mangiare la faccia all&#8217;ottusità di chi ci spinge alla soluzione più utile per pochi e devastante per il resto del <strong>mondo</strong>.</p><p>Sabato scorso all&#8217;Auditorium di Roma si cantava in nuorese, in italiano, in una lingua ribelle che dice: la Sardegna non ne può più. Negli ultimi vent&#8217;anni è successo di tutto: dalla rivoluzione web di Grauso allo <strong>sfolgorio</strong> del berlusconismo più becero, dai sogni ecosostenibili di Soru alla tragedia della Vinyls, dal fenomeno dell&#8217;estemporaneo governatore Cappellacci al contemporaneo sindaco cagliaritano Zedda. Senza dimenticare il G8 della Maddalena, le verità oscene di Quirra, le facce dei pastori sardi fieri e incazzati col mondo. </p><p>Tutto nello spazio di un&#8217;isola, nella meraviglia di una terra <strong>intensa</strong> e mal colonizzata, stretta tra le promesse di sviluppo continentale e l&#8217;incubo di una ritrovata miseria. Ci vorrebbe un film per raccontare, per non perdersi più niente di un valore così speciale come l&#8217;anima di un luogo e di gente antica. Perché &#8216;sardopatici&#8217;, a ben vedere, siamo un po&#8217; tutti. Perché la domanda che sorge quando ci si trova davanti a chi ha il coraggio di far notare come si stia buttando via un patrimonio è semplice semplice: cosa succederà ora? Qualcuno avrà voce per salvare una storia nuova nel pasticcio omologante del tempo globale o la Grecia è il simbolo della fine per chi ha troppo <strong>sulle spalle</strong>?</p><p>Intanto, mentre si cerca una risposta, si può ascoltare Piero Marras. E leggere su Youtube i commenti della gente che lo ascolta e pensa e ha voglia di parlare e reagire e trovare altra gente che <strong>non si arrenderà</strong> neanche stavolta. &#8220;Si deus cherete e sos carabinieris lu permittini&#8221;, cioè se dio vuole e se il potere costituito lo permette.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/OihpRWqSgbg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/sardegna-vorrebbe-film/229485/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Monti non vede, non sente, non parla</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/monti-vede-sente-parla/224494/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/monti-vede-sente-parla/224494/#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 May 2012 14:46:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[artigiani]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[Fornero]]></category> <category><![CDATA[imprenditori]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[suicidi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=224494</guid> <description><![CDATA[&#8220;Non ha mai inteso riferirmi al fenomeno dei suicidi&#8221; ha detto il premier per chiarire il suo pensiero: se Monti dichiara che la crisi crea sofferenze umane per colpa è di chi lo ha preceduto, tutti s&#8217;agitano perché finisce sotto accusa Berlusconi (e vacilla il governo tecnico), non perché evita ancora una volta di prendere...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non ha mai inteso riferirmi al fenomeno dei suicidi&#8221; ha detto il premier per chiarire il suo pensiero: <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/08/monti-suicidi-dovrebbero-riflettere-provocato-crisi/223361/" target="_blank">se Monti dichiara che la crisi crea sofferenze umane per colpa è di chi lo ha preceduto</a>, tutti s&#8217;agitano perché finisce sotto accusa<strong> Berlusconi</strong> (e vacilla il governo tecnico), non perché evita ancora una volta di prendere la parola su un fenomeno drammatico, inaccettabile, angosciante.</p><p>Di nuovo, <strong>Elsa Fornero si batte il petto davanti agli artigiani</strong>: &#8220;lo ammetto, siamo in ritardo sull&#8217;aiuto ai più fragili&#8221;. Perifrasi, mimiche allusive, sguardi di circostanza. Ma nessuno ha il coraggio di guardare in faccia gli italiani per lanciare un messaggio forte e chiaro: la crisi mangia, però non possiamo mollare adesso, il governo ha bisogno della fiducia della gente per arrivare a un progetto di futuro, la comunità deve stringersi e guardare avanti.</p><p>Le persone che hanno deciso di farla finita in questi ultimi mesi si somigliano tutte. Sono padri di famiglia, disperati perché il lavoro va male o non c&#8217;è più, i soldi non bastano mai, il futuro è un vortice nero. Soprattutto, questi uomini distrutti dall&#8217;assenza di speranza scrivono biglietti, lettere, messaggini col cellulare: scusatemi, vi voglio bene, pensate a chi resta, meglio la dignità della morte che una vita da falliti.</p><p>Come spiegare loro che c&#8217;è altro, c&#8217;è una possibilità, ci sono affetti e valori più grandi del dolore? Perché nessuno tra chi ci governa ha capito che l&#8217;ultimo gesto di vita, quelle parole strazianti d&#8217;addio, sono un filo da prendere al volo, prima di vederlo spezzato per sempre? Se Monti e la Fornero avessero il coraggio di trovare <strong>parole vere per chi soffre</strong>, forse la paura del futuro sarebbe meno pesante sul cuore di chi ogni mattina si sveglia pensando: non ce la faccio più. La responsabilità di chi guida la collettività non è solo tagliare e far di conto, ma capire il senso delle cose.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/monti-vede-sente-parla/224494/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Montesilvano, dopo due giunte plurinquisite nelle liste ancora indagati</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/montesilvano-dopo-giunte-plurinquisite-nelle-liste-ancora-indagati/213726/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/montesilvano-dopo-giunte-plurinquisite-nelle-liste-ancora-indagati/213726/#comments</comments> <pubDate>Mon, 30 Apr 2012 13:30:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Abruzzo]]></category> <category><![CDATA[cantagallo]]></category> <category><![CDATA[cilli]]></category> <category><![CDATA[cordoma]]></category> <category><![CDATA[di mattia]]></category> <category><![CDATA[Di Pietro]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012 montesilvano]]></category> <category><![CDATA[fidanza]]></category> <category><![CDATA[Fini]]></category> <category><![CDATA[Giordano]]></category> <category><![CDATA[letta]]></category> <category><![CDATA[musa]]></category> <category><![CDATA[Pescara]]></category> <category><![CDATA[Polverini]]></category> <category><![CDATA[si sante]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=213726</guid> <description><![CDATA[Montesilvano è stato definito un importante laboratorio nazionale per le elezioni amministrative 2012. Perché dopo aver vissuto l&#8217;onta di due giunte plurinquisite e affondate negli scandali, tutti giurano di voler dare un governo finalmente serio e specchiato alla cittadina di 52mila abitanti che fa da sfondo a Pescara (e a molte delle inchieste più clamorose...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Montesilvano</strong> è stato definito un importante laboratorio nazionale per le elezioni amministrative 2012. Perché dopo aver vissuto l&#8217;onta di due giunte plurinquisite e affondate negli scandali, tutti giurano di voler dare un governo finalmente serio e specchiato alla cittadina di 52mila abitanti che fa da sfondo a <strong>Pescara</strong> (e a molte delle inchieste più clamorose vissute dall&#8217;Abruzzo negli ultimi anni).</p><p><strong>Enzo Cantagallo</strong>, ultimo sindaco Pd della città arrestato il 15 novembre 2006 con l&#8217;accusa di aver accettato tangenti, è stato travolto da tre inchieste con addebiti variabili dall&#8217;abuso d&#8217;ufficio alla corruzione. In quello stesso anno <strong>Pasquale Cordoma</strong>, Pdl, portò in piazza <strong>Gianfranco Fini</strong> per raccogliere firme al suo banchetto della legalità, ma poi, eletto sindaco, ha concluso il mandato da indagato con cinque procedimenti sulle spalle.</p><p>Nonostante tutto, Cordoma aveva deciso di ripresentarsi, il partito gli ha preferito la giovane <strong>Manola Musa</strong>, sostenuta anche da una lista Arcobaleno, dalla lista Città Nuove della <strong>Polverini</strong> e da tre civiche. Nell&#8217;insieme una compagnia variegata (ci sono quattro ex assessori di Cantagallo, cioè di centrosinistra) e non illibata: cinque i rinviati a giudizio. Cui è stato chiesto di firmare un impegno etico: se dovessero esser condannati dopo l&#8217;elezione dovrebbero dimettersi all&#8217;istante (due non hanno accettato).</p><p>E a sinistra? In principio i propositi erano chiarissimi: liste pulite, fuori tutti gli indagati e naturalmente i condannati. Col passare dei mesi le posizioni si sono aperte a ventaglio. L&#8217;unica opzione è rimasta la candidatura di sindaci esenti da inchieste della <strong>magistratura</strong>. &#8220;Vero, ma per i consiglieri è andata molto diversamente &#8211; spiega <strong>Corrado Di Sante</strong>, giovane proposta di Rifondazione comunista &#8211; Solo noi e i Verdi abbiamo continuato a chiedere che anche tra i sostenitori dei sindaci ci fossero tutte facce pulite. Gli altri hanno abbozzato, nicchiato. Qualcuno ha sfilato dagli elenchi i più impresentabili giusto la notte prima della consegna delle liste, magari sostituendo il marito inguaiato con la moglie&#8221;.</p><p>Il candidato forte è l&#8217;Idv <strong>Attilio Di Mattia</strong>, 36 anni e un sorriso contagioso che l&#8217;ha aiutato a superare in scioltezza le primarie. Certo, un aiutino è venuto dal Pd, che ha deciso di tenere in panchina il veterano <strong>Enzo Fidanza</strong>: compare di nozze di Cantagallo, già assessore provinciale e consigliere comunale, riproposto ora in lista e papabilissimo personaggio leader di un&#8217;ipotetica giunta Di Mattia grazie alla sua lunga esperienza. Anche perché non sarà facile gestire la coalizione formata da Pd, Idv, Udc, Sel, Pdci e due civiche. &#8220;Il problema vero è un altro &#8211; insiste Di Sante &#8211; A sostegno del candidato Idv ci stanno un indagato nell&#8217;inchiesta &#8216;Partito dell&#8217;acqua&#8217; e un condannato dalla <strong>Corte dei Conti</strong> per l&#8217;assunzione illegittima presso gli uffici comunali di propri parenti. Alla faccia della pulizia. Senza contare la coerenza ballerina: si candidano per lui due assessori e tre consiglieri della giunta uscente. Sembra un&#8217;operazione di facciata più che un rinnovamento reale&#8221;.</p><p>Ma Di Mattia è lanciatissimo, incassa visite in loco di prestigiosi supporter (dal margheritino<strong> Enrico Letta</strong> a <strong>Franco Giordano</strong> di Sel) e contrattacca con l&#8217;idea di spazzare via tutti i preconcetti. Il curriculum glielo consente: padre indigeno, madre americana, anni di brillante carriera all&#8217;estero come analista finanziario ma già dotato di cordone ombelicale nel suo ruolo di consigliere provinciale Idv, pare molto apprezzato da <strong>Di Pietro</strong>. Ora l&#8217;ipotesi di rientro definitivo, parlando di diritti e diversità, ecologia e ambiente, &#8220;per convincere a venire da noi non solo i turisti ma anche gli operatori economici e finanziari nazionali e internazionali che in una <strong>Montesilvano</strong> risanata e rilanciata troverebbero grandi opportunità di investimento e di business&#8221;, ha spiegato il candidato.</p><p>Insomma Di Mattia promette grandi novità, ma tra i suoi c&#8217;è chi si è affidato a vecchi trucchetti. Lo spiega ancora Di Sante: &#8220;Con l&#8217;Udc, per Di Mattia, c&#8217;è in lista un <strong>Daniele Cilli</strong> detto Paolo, e si tratta di una simpatica trovata. Perché il vero Paolo Cilli è fuori dall&#8217;Udc ed è candidato con il Pdl, né ci risulta che Daniele Cilli sia noto come Paolo. Mi fa venire in mente un fatto accaduto anni fa: <strong>Paolo Di Blasio</strong> nella lista Arcobaleno candidò suo figlio Stefano e fece scrivere &#8220;detto Paolo&#8221; accanto al nome del figlio, per far capire all&#8217;elettorato che, in fondo in fondo, lui c&#8217;era&#8221;.</p><p><span style="color: #ff000a;"><strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/amministrative-2012-speciale-ilfattoquotidiano/"><span style="color: #ff000a;">Mille Comuni al voto, vai allo Speciale amministrative di ilfattoquotidiano.it</span></a></strong></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/montesilvano-dopo-giunte-plurinquisite-nelle-liste-ancora-indagati/213726/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il Pd rose e fiori</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/pd-rose-fiori/213490/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/pd-rose-fiori/213490/#comments</comments> <pubDate>Mon, 30 Apr 2012 09:24:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bersani]]></category> <category><![CDATA[Di Pietro]]></category> <category><![CDATA[Governo Monti]]></category> <category><![CDATA[grande coalizione]]></category> <category><![CDATA[grillo]]></category> <category><![CDATA[hollande]]></category> <category><![CDATA[obama]]></category> <category><![CDATA[Pierluigi Bersani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=213490</guid> <description><![CDATA[Non voglio vincere sulle macerie, dice lui. E perché mai? Aspetta le aiuole? Le macerie in cui già viviamo già da tempo, se non se ne fosse accorto, sono state in ogni epoca la miglior premessa di successo per chi ha avuto forza, idee, coraggio. Certo il contesto planetario è da far tremare i polsi,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Non voglio vincere sulle macerie, dice lui. E perché mai? Aspetta le aiuole? Le macerie in cui già viviamo già da tempo, se non se ne fosse accorto, sono state in ogni epoca la miglior <strong>premessa</strong> di successo per chi ha avuto forza, idee, coraggio.</p><p>Certo il contesto planetario è da far tremare i polsi, ma il caso Hollande offrirebbe una valida premessa nel tentare una <strong>nuova rotta</strong> europea. E il sogno di un Obama-bis potrebbe addirittura spingere a un progetto di ridefinizione globale in questo mondo strangolato dalla finanza dei pochi, ingessato nel proteggere l&#8217;economia dei più.</p><p>Sfide colossali, abissi di futuro, rivoluzioni epocali che nello stagno Mediterraneo disegnano cerchi <strong>modesti</strong>, e però interessanti. Perché non accettare la sfida? Per aspettare che il consenso al governo Monti cali un altro po&#8217; e si eviti così l&#8217;ennesima beffa di sinistra: battuti dai tecnici cui s&#8217;è lasciato il posto dopo il crollo berlusconiano, costretti a sopportare l&#8217;onta della <strong>grande coalizione</strong>, ennesima soluzione magica per un popolo che ama eleggere e dileggiare i propri rappresentanti più che pretendere un vero buon governo.</p><p>Allora dica questa verità Bersani: aspettiamo che Monti si sgonfi. E che magari arrivi una legge elettorale capace di toglierci di torno certi fastidi (vedi Di Pietro e Grillo). Tattica <strong>comprensibile</strong>, ma lasciamo perdere le macerie, materiale pregiato per chi sa fare politica e ha voglia di lavorare seriamente. Evitiamo il generoso gesto per il bene degli italiani. Meglio sarebbe tenere gli occhi aperti su quel che si può: articolo 18, Rai, norme anticorruzione, regime fiscale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/pd-rose-fiori/213490/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>46 milioni di tagli per la Rai. Ma al Tg3 si taglia quattro volte più che al Tg1</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/28/milioni-tagli-taglia-quattro-volte/211639/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/28/milioni-tagli-taglia-quattro-volte/211639/#comments</comments> <pubDate>Sat, 28 Apr 2012 10:10:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Berlinguer]]></category> <category><![CDATA[budget]]></category> <category><![CDATA[lorenza lei]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[Rizzo Nervo]]></category> <category><![CDATA[tagli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=211639</guid> <description><![CDATA[Nulla cambia (per ora) in Rai, tranne il budget. Il direttore generale Lorenza Lei ha distribuito le cattive notizie: tagli per tutti, 46 milioni di euro che devono saltar fuori dalle reti e dai telegiornali risparmiando sui costi di produzione. Ma i sacrifici non sono uguali a tutte le latitudini, specie confrontando le tre testate dei...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nulla cambia (per ora) in <strong>Rai</strong>, tranne il budget. Il direttore generale <strong>Lorenza Lei</strong> ha distribuito le cattive notizie: tagli per tutti, <strong>46 milioni di euro</strong> che devono saltar fuori dalle reti e dai telegiornali risparmiando sui costi di produzione. Ma i sacrifici non sono uguali a tutte le latitudini, specie confrontando le tre testate dei telegiornali. Il <strong>Tg1</strong>, che ha un budget annuale di 10,3 milioni di euro, dovrà tagliare 200mila euro. Per il <strong>Tg2</strong>, che costa 8,2 milioni di euro all’anno, è prevista una diminuzione di <strong>400mila euro</strong>. Il Tg3, costo annuale di 6,7 milioni di euro, subisce la mazzata peggiore: <strong>800mila</strong> euro.</p><p><strong>È LA TESTATA</strong> più sprecona, evidentemente: “Al contrario – risponde la direttrice <strong>Bianca Berlinguer</strong> – siamo sempre stati apprezzati per la precisione con cui abbiamo rispettato il contenimento dei costi. Perché vale la pena di ricordare che già da tre anni ci tagliano il budget: un milione di euro solo l’anno scorso, adesso altri 800 mila euro”. E quindi, che succede a questo punto? La Berlinguer non sembra rassegnata: “Se bisogna tirare la cinghia noi faremo la nostra parte, come sempre. Ma serve uno sforzo equilibrato” dice prima di andare in onda. Senza contare che, per stabilire dove cadranno i tagli, nessuno ha pensato di valutare l’andamento degli ascolti. Il Tg1 è in fase di calo consolidato dalla gestione <strong>Minzolini</strong> in poi, eppure subisce la decurtazione più lieve (200 mila euro). Il <strong>Tg3</strong> viene da una stagione record (memorabile il fattaccio dello scorso novembre, quando l’edizione serale segnò su Rai3 il <strong>18 per cento</strong> di share contro il 16 del primo canale) e si vede privato di una somma elevata addirittura al cubo (800 mila euro). Come mai?</p><p>“I tagli decisi per il Tg3 sono pari alla somma dei tagli decisi per Tg1,Tg2 e TgR, ma nessuno azzardi interpretazioni maliziose” ha twittato ieri <strong>Nino Rizzo Nervo</strong>, consigliere dimissionario della Rai. Frecciatina cui ha replicato l’ex direttore di Canale5, <strong>Giorgio Gori</strong>: “In Rai nuovo piano di tagli da 46 milioni, anche questi per lo più sul prodotto. No interventi strutturali, solo progressivo impoverimento dell’offerta”. In effetti il problema più serio è questo. Le riduzioni non riguardano il personale, cioè non si licenzia nessuno, ma si rende più difficile il lavoro di documentazione. Inviare un giornalista a verificare in loco le notizie, pagare le trasferte per vedere coi propri occhi la realtà, realizzare reportage accurati su argomenti che non hanno successo nel rullo delle notizie quotidiane, diventerà di fatto un lusso poco sostenibile. Più facile sfruttare il precotto delle agenzie, le immagini regalate da chi ha interesse a distribuirle, con tanti saluti alla libertà di stampa e al ruolo del servizio pubblico.</p><p><strong>IL TG3</strong>, molto mobile sul territorio, pagherà caro il cambiamento. “Ma anche per noi la situazione è gravissima – ha detto ieri il comitato di redazione di<strong> Rainews</strong> – è in gioco la nostra sopravvivenza: la riduzione di 300mila euro ci porta a un budget annuale di 5 milioni di euro. Di questi, <strong>1,7</strong> vanno spesi in materiali di agenzia. La produzione reale può contare quindi su 3,3 milioni. Cifra che, oltre alle ovvie spese per trasferte, troupe, mezzi per le dirette, va a coprire il pagamento delle maggiorazioni, indispensabili in un canale in onda in diretta 24 ore su 24. Le riduzioni certo non sono dovute alle performance di Rainews, che ha visto aumentare di oltre il 300% i suoi ascolti dal gennaio 2011”.</p><p><em>da Il Fatto Quotidiano del 28 aprile 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/28/milioni-tagli-taglia-quattro-volte/211639/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Vieni Avanti Valterino</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/vieni-avanti-valterino/204740/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/vieni-avanti-valterino/204740/#comments</comments> <pubDate>Mon, 16 Apr 2012 10:45:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[arresto]]></category> <category><![CDATA[Avanti]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[finanziamento pubblico]]></category> <category><![CDATA[giornalisti]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[Ritorno]]></category> <category><![CDATA[tarantino]]></category> <category><![CDATA[Valter Lavitola]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=204740</guid> <description><![CDATA[Dunque Valterino è tornato. E dalle sbarre di Poggioreale guarda fuori il mondo che è cambiato. Monti, Fornero, lo spread. Ma a lui interessano le vecchie storie: Giampi Tarantini con i suoi fantastici festini, gli allegri affari di Finmeccanica in giro per il mondo, le varie lobby che manovrano inchieste e poltrone alla maniera tradizionale....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/valter-lavitola-torna-italia-subito-arrestato-sara-trasferito-poggioreale/204695/" target="_blank">Dunque Valterino è tornato</a>. E dalle sbarre di Poggioreale guarda fuori il mondo che è cambiato. Monti, Fornero, lo spread. Ma a lui interessano le<strong> vecchie storie</strong>: Giampi Tarantini con i suoi fantastici festini, gli allegri affari di Finmeccanica in giro per il mondo, le varie lobby che manovrano inchieste e poltrone alla maniera tradizionale. Mica può essere scomparso tutto d&#8217;un botto quel bel mondo antico, no? Se il magico Silvio conferma che ha regalato 130mila euro a Nicole e gemelline De Vivo perché ridotte sul lastrico da quei guastafeste dei magistrati rossi, ci sarà pure rimasta<strong> un po&#8217; di mascula dignità</strong> in questo Belpaese.</p><p>Anche se, a Valterino, qualche dubbio sull&#8217;aria che tira è già venuto. All&#8217;aeroporto di Fiumicino c&#8217;era ad accoglierlo una rappresentanza delle forze armate (<a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/fiumicino-larresto-latitante-lavitola/194744/" target="_blank">video</a>) che<strong> neanche per Cesare Battisti, Tommaso Buscetta e Maradona</strong> potevano metter su: carabinieri, finanza, polizia, stuoli di avvocati, telecamere e giornalisti. Proprio loro, <strong>i colleghi</strong>: chè lui, prima e dopo di tutto, ci teneva tantissimo a fare il direttore dell&#8217;Avanti.<br /> Ci teneva così tanto che dopo aver distratto 23 milioni euro come falso finanziamento alla testata (così dicono i magistrati di Napoli) ha chiesto all&#8217;istituto previdenziale dei giornalisti la disoccupazione da 1.400 euro al mese. Invece niente, gli hanno risposto picche.</p><p>L&#8217;altro <em>Avanti</em>, quello a gestione Psi, l&#8217;ha sbattuto online tra due ali di uomini in divisa e il titolone: &#8221;<span style="text-decoration: underline;"><a href=" http://www.avantionline.it/" target="_blank">La mannaia della giustizia colpisce finalmente Lavitola</a></span>&#8220;. Anzi, l&#8217;Avanti socialista vuole anche costituirsi parte civile e chiedere i danni*.</p><p>Speriamo che Berlusconi sia rimasto il<strong> galantuomo d&#8217;un tempo</strong> e aiuti l&#8217;amico in difficoltà. Ciao presidente, un bacione, come gli diceva Lavitola da Sofia. A inizio latitanza.</p><p>*<strong>Lavitola; Nencini, bentornato in Italia Socialisti parte civile</strong><br /> ASCA &#8211; Roma, 16 aprile &#8211; “Un caloroso bentornato a Valter Lavitola. Da oggi onora l&#8217;Italia con la sua presenza, dopo aver maramaldeggiato per anni in compagnia di figuri loschi almeno quanto lui: avrà un gran da fare, ne sono certo, per chiarire alla Giustizia italiana i suoi intrallazzi col potere e le sue azioni truffaldine”. A dirlo è Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, commentando la vicenda che ha coinvolto Valter Lavitola, arrestato oggi su disposizione della magistratura di Bari e Napoli. “Qualcosa dovrà chiarire pure ai socialisti- osserva il segretario- danneggiati oltremodo per la vicenda del falso Avanti, grazie al quale ha racimolato milioni di euro di contributi per l&#8217;editoria. Quei soldi li deve restituire allo Stato – continua Nencini-. A noi, intanto, restituirà l&#8217;onore infangato”. Nencini, ricordando che l’unico autentico “Avanti!” è quello on line, che oggi è diretto da Giampiero Marrazzo, avverte: “Ci costituiremo parte civile nel processo che vede imputato il losco faccendiere e sporgeremo una querela per diffamazione della nostra storica testata e per il danno all&#8217;immagine della stessa – conclude”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/vieni-avanti-valterino/204740/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;Aquila, il sindaco Cialente favorito al voto nel &#8220;limbo&#8221; del post terremoto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/laquila-sindaco-cialente-favorito-voto-limbo-post-terremoto/203496/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/laquila-sindaco-cialente-favorito-voto-limbo-post-terremoto/203496/#comments</comments> <pubDate>Wed, 11 Apr 2012 08:00:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Cialente]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012 Aquila]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Amministrative 2012 L'Aquila]]></category> <category><![CDATA[letta]]></category> <category><![CDATA[Properzi]]></category> <category><![CDATA[ricostruzione]]></category> <category><![CDATA[terremoto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=203496</guid> <description><![CDATA[“Non è possibile che uno del Pdl a cui non piace il candidato sindaco si fa la lista coca cola e si presenta alle elezioni. Se vuole fare la lista coca cola, poi resti con la lista coca cola per tutta la vita mettendoci la faccia, e vediamo dove arriva senza il Pdl”. La citazione...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_202376" class="wp-caption alignleft" style="width: 305px"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/laquila_INTERNA.jpg?47e3a5"><img class="size-full wp-image-202376" title="l'aquila_INTERNA" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/laquila_INTERNA.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;Aquila dopo il terremoto del 2009</p></div><p>“Non è possibile che uno del Pdl a cui non piace il candidato sindaco si fa la lista coca cola e si presenta alle elezioni. Se vuole fare la lista coca cola, poi resti con la lista coca cola per tutta la vita mettendoci la faccia, e vediamo dove arriva senza il Pdl”. La citazione pop è del coordinatore pidiellino dell’Aquila e provincia <strong>Alfonso Magliocco</strong>, e segna con chiarezza il risultato delle prossime elezioni in città: rivincerà <strong>Massimo Cialente</strong>, sindaco uscente del Pd, faccia smunta e associata di default al terremoto, maschera insanguinata dai manganelli durante le proteste romane e fascia tricolore spesso fischiata in casa sua per la scarsa efficacia della politica ricostruttiva.</p><p>Ma a lui le liste coca cola ormai non fanno più paura, né a destra né a sinistra. Perché, se non succederà nulla di eclatante da qui a maggio, è molto probabile venga riconfermato a capo di un consiglio frammentato almeno quanto quello in scadenza (40 partiti rappresentati da 20 consiglieri) con un giro forsennato di rimpasti, abbandoni – lo stesso sindaco diede le dimissioni in polemica con la gestione commissariale del post sisma, ritirandole poco dopo &#8211; e cambi pirotecnici di casacca. Ora Cialente è tranquillo innanzitutto perché ha battuto alle primarie il rivale sostenuto da Sel e Rifondazione, <strong>Vittorio Festuccia</strong>, e potrà schierare tra le sue fila quasi tutta la sinistra: Pd, Sel, Rifondazione, Comunisti italiani (più Api e dissidenti dell’Udc). Ma Cialente rischia di vincere soprattutto perché ha davanti un avversario frantumato dalle bollicine di una guerra assai effervescente.</p><p>All’Aquila i candidati di centrodestra sono due e si menano a botte di liste e listerelle con l’obiettivo malcelato di bersi qualche poltrona in consiglio comunale. Il conflitto doveva risolversi tramite eleganti primarie, ma le varie fazioni litigavano al punto che non è stato possibile nemmeno organizzarle. Il candidato ufficiale, imposto da <strong>Angelino Alfano</strong>, è l’urbanista <strong>Pierluigi Properzi</strong>, oggetto estraneo alla balcanica tradizione locale. Il ribelle territoriale è il leader dell’Mpa regionale <strong>Giorgio De Matteis</strong>, sostenuto da un vasto mondo di arrabbiati: Udeur, Udc, Destra, Casapound, fuoriusciti Pdl e persino i Verdi.</p><p>Per la verità c’erano anche altre due papabili candidature pidielline: il veterano <strong>Enzo Lombardi</strong>, ex senatore andatosene sbattendo la porta (“Con il Pdl ho chiuso, non torno indietro, anche perché il partito ha dimostrato di essere disinteressato alla mia presenza”) e poi <strong>Chiara Petrocco</strong>, sostenuta dai fratelli <strong>Gianni</strong> e <strong>Maria Teresa Letta</strong>, ritiratasi all’ultimissimo momento per evitare ulteriori scismi. E poi, chi corre per l’Aquila? Fuori dagli schieramenti maggiori si agita una pattuglia di candidati collaterali, buoni soprattutto per rinforzare le maggioranze in caso (probabilissimo) di ballottaggio. I nomi per i partiti residuali sono quelli di <strong>Angelo Mancini</strong> (Idv) ed <strong>Enrico Verini</strong> (Fli).</p><p>Ma il malloppo di consenso più variabile sarà in mano alle civiche: candidati il medico <strong>Vincenzo Vittorini</strong> con due liste d’appoggio,<strong> Enza Blundo</strong> del Movimento 5 Stelle ed <strong>Ettore Di Cesare</strong> di Appello per l’Aquila. “Potrebbe essere questa la sorpresa, sento tanta gente che non ha voglia di votare né per Cialente né per il Pdl” spiega <strong>Alessio Di Giannantonio</strong>, giovane attivista dei comitati che hanno cercato di dare un’anima alla città dopo il disastro. E che puntano sul genio algoritmico per spiazzare il già deciso. “Di Cesare è uno dei fondatori di <strong>Openpolis</strong>, il sistema di controllo sull’operato dei politici gestito dal basso tramite il monitoraggio delle attività istituzionali – continua Di Giannantonio -. E’ una faccia nuova, ma soprattutto una persona aperta alla condivisione: ciò che serve oggi per far uscire la nostra città dal limbo”.</p><p>Perché ciò che si rimprovera a Cialente è la sua scarsa efficacia nel gestire la fase del post sisma ignorando le richieste dei cittadini: lentezza esasperante nell’avvio dell’opera ricostruttiva, rapporto ondivago con le forze di governo (Berlusconi, Letta, Bertolaso), mancanza di una strategia globale, la vergogna dei 380 aquilani che ancora dormono in hotel o in caserma e lo smarrimento di tutti gli altri 50mila costretti a vivere sparpagliati nel raggio di trecento chilometri mentre il cuore della città è morto, abbandonato sotto le macerie. La replica del sindaco è nota: tutta colpa della politica nazionale, il guaio vero è l’incapacità manifesta dei commissari scelti da Roma nel coordinare i fondi e la burocrazia (governatore Pdl <strong>Gianni Chiodi</strong> in primis).</p><p>L’elettore, a questo punto, che farà? “Farà quel che può, sceglierà il meno peggio. Ma vinceranno le solite logiche da clan familiare: mandiamo avanti chi ci può rendere il favore quando serve” spiega <strong>Filippo Tronca</strong> di Abruzzo24, portale e tv locale che sta sondando gli umori degli aquilani. “Al primo turno ci sarà magari parecchia affluenza, perché i candidati che corrono sono otto, e ognuno ha alle spalle un mondo variegato – spiega Tronca -. Poi resteranno in due, ci saranno gli apparentamenti, qualche civica starà fuori accontentandosi di un seggio e le altre spingeranno chi gli conviene di più. Alla fine Cialente si ritroverà a capo di un nuovo parlamentino, con qualche elemento di novità legato allo sconquasso del terremoto e alla voglia della società civile di dire la sua. Ma già sento gli inviti alla coesione, le pacche sulle spalle tra avversari. Come dire: tranquilli, non cambierà nulla”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/laquila-sindaco-cialente-favorito-voto-limbo-post-terremoto/203496/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Giulio dove sei?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/08/giulio-dove/203114/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/08/giulio-dove/203114/#comments</comments> <pubDate>Sun, 08 Apr 2012 07:45:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[assenza]]></category> <category><![CDATA[bossi]]></category> <category><![CDATA[Giulio Tremonti]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[ministro economia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=203114</guid> <description><![CDATA[Ultimo avvistamento pubblico il 27 marzo a Milano, zona Brera. Un dibattito organizzato dai socialisti della &#8211; fu &#8211; città da bere: Rino Formica, Bobo Craxi, gli ex sindaci Tognoli, Pillitteri, Borghini. Mamma che nostalgia, che voglia di tornare al tempo in cui i partiti rubavano e i cassieri minavano la nazione coi loro allegri...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ultimo avvistamento pubblico il 27 marzo a Milano, zona Brera. Un dibattito organizzato dai socialisti della &#8211; fu &#8211; città da bere: Rino Formica, Bobo Craxi, gli ex sindaci Tognoli, Pillitteri, Borghini. Mamma che nostalgia, che voglia di tornare al tempo in cui i partiti rubavano e i cassieri minavano la nazione coi loro allegri traffici. Eppure nessuno, quel giorno, ha avuto l&#8217;ardire di una domandina semplice semplice all&#8217;ospite d&#8217;onore. Ma lei, <strong>Giulio Tremonti</strong>, ex potente superministro che dettava legge fino a un anno fa, lei che ha sdoganato e elevato a rango di mezzo statista il Bossi Umberto,<strong> che pensa dell&#8217;affare Tanzania? </strong>Nessun problema nell&#8217;aver sostenuto personaggi alla Brancher? Oltre all&#8217;affitto (in nero) al fido Milanese, non s&#8217;era mai accorto che i conti non tornavano nella grande casa del governo?</p><p>Niente, Tremonti sul punto non ha avuto nulla da dire. Nè lì nè altrove, perché nelle ultime settimane ha pensato ad altro. Ha presentato una <strong>proposta di legg</strong>e perché la rete tivù più leghista del servizio pubblico, Rai2, mandi in onda film in inglese. Ha detto all&#8217;Annunziata che il governo Monti sta sbagliando tutto. Gira l&#8217;Italia per proporre la sua ultima fatica, &#8220;Uscita di sicurezza&#8221;, titolo profetico ma poco utile quando s&#8217;è presentato l&#8217;altro giorno in via Bellerio a dare solidarietà a Bossi mentre lo scandalo montava: <strong>troppo tardi, game over</strong>.</p><p>Sul sito <a href="http://giuliotremonti.it/" target="_blank">giuliotremonti.it</a> non compaiono per il professore impegni futuri. Le risposte ai quesiti dei suoi fan sono rimaste ferme a marzo, e si parla solo di grandi scenari planetari, neanche un accenno alle beghe padane. Non ci sono neanche date di presentazione del libro, che è uscito solo due mesi fa e avrebbe tanto bisogno di promozione sul territorio.</p><p>Forse il problema è che il 21 marzo, a Macerata, <strong>Giulio se l&#8217;è vista brutta</strong>. La città dove aveva insegnato negli anni 70, &#8220;Il più bel periodo della mia vita&#8221; ha detto lui commosso, s&#8217;è trovato davanti un gruppo di giovani con cartelli eloquenti: &#8220;Avete ammazzato la cultura!&#8221;, &#8220;Il sonno della ragione genera mostri&#8221;. Se la contestazione comincia in una tranquilla cittadina marchigiana, se gli amici socialisti ti accolgono a braccia aperte, se il fratello Umberto è fuori gioco, non serve un genietto a capire l&#8217;aria che tira. Gulio, resta dove sei, in fondo non è una brutta idea.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/08/giulio-dove/203114/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Dall&#8217;amore alla politica: Federico Moccia candidato sindaco a Rosello (Ch)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/07/dallamore-alla-politica-federico-moccia-candidato-sindaco-rosello/203028/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/07/dallamore-alla-politica-federico-moccia-candidato-sindaco-rosello/203028/#comments</comments> <pubDate>Sat, 07 Apr 2012 18:17:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[abetina]]></category> <category><![CDATA[Abruzzo]]></category> <category><![CDATA[amore]]></category> <category><![CDATA[Chieti]]></category> <category><![CDATA[di giuseppantonio]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012 Rosello]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrativi 2012]]></category> <category><![CDATA[masciotra]]></category> <category><![CDATA[Moccia]]></category> <category><![CDATA[Monaco]]></category> <category><![CDATA[romanziere]]></category> <category><![CDATA[rosello]]></category> <category><![CDATA[scrittore]]></category> <category><![CDATA[teatino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=203028</guid> <description><![CDATA[La scelta, e ci mancherebbe altro, è stata dettata dall&#8217;amore. Federico Moccia, romanziere sentimentale, giornalista molto opinionista e tenutario di rubriche letterarie (nel senso di lettere da posta del cuore), noto lucchettatore di ponti teverini e autore dell&#8217;ultimo favoloso Sanremo, si butta in politica. E sceglie come suoi fortunati elettori i cittadini di Rosello, il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/fedrico_moccia_interna.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-203031" title="fedrico_moccia_interna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/fedrico_moccia_interna.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>La scelta, e ci mancherebbe altro, è stata dettata dall&#8217;amore. <strong>Federico Moccia</strong>, romanziere sentimentale, giornalista molto opinionista e tenutario di rubriche letterarie (nel senso di lettere da posta del cuore), noto lucchettatore di ponti teverini e autore dell&#8217;ultimo favoloso <strong>Sanremo</strong>, si butta in politica. E sceglie come suoi fortunati elettori i cittadini di <strong>Rosello</strong>, il paesino della provincia di Chieti che ha dato i natali alla di lui moglie.</p><p>Duecento anime che sembrano fatte apposta per un sindaco tutto anima e poesia: &#8220;Rosello è una realtà molto vera, dove c&#8217;è reale attenzione per i sentimenti e per le persone anziane &#8211; ha dichiarato <strong>Moccia </strong>- Tempo fa tutto il paese è andato a festeggiare una coppia che aveva compiuto 50 anni di matrimonio. E questo, come altre cose simili, purtroppo si è perso nelle nostre grandi città distratte dalla voglia eccessiva di arrivare chissà dove&#8221;.</p><p>Perché invece, nel piccolo borgo antico, si sta una meraviglia: &#8220;A <strong>Rosello </strong>ho potuto lavorare con serenità e sono stato trattato sempre con semplicità e autenticità &#8211; ha spiegato serio il candidato Moccia &#8211; Quando mi hanno chiesto di impegnarmi, ho voluto sapere come fosse venuta fuori l&#8217;idea, e loro mi hanno raccontato che stavano in <strong>autostrada </strong>e hanno visto il mio ultimo libro alla cassa. In quell&#8217;occasione spontaneamente hanno fatto sapere che io sono un assiduo frequentatore di Rosello, riscontrando il grande interesse del loro interlocutore, deciso ad andare a Rosello per avere un mio autografo. Così hanno pensato che io potessi richiamare molta <strong>attenzione </strong>su questo paesino ritenendo, quindi, che potesse essere utile per far conoscere le sue bellezze. A quel punto non mi potevo tirare indietro. Se posso fare qualcosa di buono, io lo voglio fare. E con piacere&#8221;.</p><p>Insomma dall&#8217;<strong>Autogrill</strong> alla fascia tricolore c&#8217;è solo l&#8217;apostrofo della scheda elettorale, basta volare tre metri sopra l&#8217;urna e il gioco è fatto. Lo ammette anche<strong> Alessio Monaco</strong>, il sindaco uscente &#8211; nonché consigliere provinciale &#8211; che già riconosce la statura del successore: &#8220;In un momento di difficile crisi economica e sociale, una figura di spicco nel mondo della cultura sarà senz&#8217;altro un significativo contributo alla crescita di un piccolo comune &#8211; ha fatto sapere Monaco &#8211; Moccia potrebbe essere un ottimo sindaco, naturalmente con il supporto di tutta l&#8217;amministrazione comunale. Può darci senza dubbio qualcosa di più che altri non possono dare. Anche solo in termini di visibilità. Rosello ha grandissime risorse che difficilmente riusciamo a far conoscere. Chi sa, per esempio, che nella riserva naturale dell&#8217;<strong>Abetina</strong> c&#8217;è l&#8217;albero più alto d&#8217;Italia?&#8221;.</p><p>Cose che si devono sapere, divulgare, comunicare. E in effetti il ragazzo ne ha di esperienza per diventare il perfetto cantore del <strong>Teatino</strong>. Da quando portava i caffè sul set di <em>Attila il flagello di Dio</em> (suo padre era il regista) al lavoro autoriale per fiction importanti (l&#8217;indimenticabile <em>I ragazzi della terza C</em>), fino alle fatiche editoriali (5 milioni di copie vendute) e cinematografiche (50 milioni incassati per tre pellicole) la crescita è palese. Certo l&#8217;ultima opera, <em>L&#8217;uomo che non voleva amare</em>, non ha fatto strappare i capelli a ragazzine e signore in vena di <strong>romanticismo</strong>: il romanzo-svolta, la prova di maturità, ha lasciato un po&#8217; perplessi. Né si hanno più notizie sui diritti del film che <strong>Moccia </strong>diceva di voler fare subito, al volo.</p><p>In realtà sul suo sito personale non c&#8217;è traccia di attività alcuna. Gli appuntamenti si sono fermati lo scorso settembre, dopo l&#8217;inevitabile <strong>tour estivo</strong>. Poi l&#8217;exploit sanremese e ora la più ruspante idea di darsi al territorio, alle cose concrete. &#8220;Come faccio nei miei libri quando, menzionando un ristorante o un bar, sono certo di fare cosa gradita al lettore perché non do una fregatura a chi legge, altrettanto potrò fare ora per questi paesini alle porte del <strong>Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo</strong>, così pieni di grandi tradizioni e che hanno dato i natali ai più grandi cuochi di sempre &#8211; ha detto Moccia anticipando il suo programma di governo &#8211; Insomma chi li conoscerà sarà contento e non penserà di aver preso una <strong>fregatura</strong>. E un politico che non da una fregatura potrebbe essere una grande sorpresa per tutti&#8221;.</p><p>Anche il presidente della Provincia di Chieti, <strong>Enrico di Giuseppantonio</strong> (Udc), è contento come una Pasqua per questo tocco di classe nella competizione: &#8220;Una candidatura al di fuori dei partiti, che sa di cultura, di notorietà e di apprezzamento per un personaggio che è anche un assiduo frequentatore di un piccolo centro della provincia&#8221; ha detto. L&#8217;unico scontento è <strong>Salvatore Masciotra</strong>, l&#8217;eroico sfidante. Dovendosi giocare il tutto per tutto ha scelto un nome furbo per la sua lista: Rosello nel Cuore. Basterà?</p><p><span style="color: #ff000a;"><strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/amministrative-2012-speciale-ilfattoquotidiano/"><span style="color: #ff000a;">Mille Comuni al voto, vai allo Speciale amministrative di ilfattoquotidiano.it</span></a></strong></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/07/dallamore-alla-politica-federico-moccia-candidato-sindaco-rosello/203028/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Riforma militare</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/20/riforma-militare/198931/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/20/riforma-militare/198931/#comments</comments> <pubDate>Tue, 20 Mar 2012 18:23:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[accordo sindacati]]></category> <category><![CDATA[Fornero riforma del lavoro]]></category> <category><![CDATA[Montecitorio]]></category> <category><![CDATA[Monti riforma del lavoro]]></category> <category><![CDATA[riforma del lavoro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=198931</guid> <description><![CDATA[&#8220;Buongiorno, qui non si può entrare&#8221;. Corpetto antiproiettile, mitra a tracolla, basco blu. Per attraversare piazza Montecitorio serve la tessera da parlamentare (o da giornalista). Per andare davanti a Palazzo Chigi, sede del governo, pure. Cinque camionette in via del Corso, cinque verso piazza Venezia, quattro davanti al Parlamento. Polizia su via Nazionale, Carabinieri in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Buongiorno, qui non si può entrare&#8221;. Corpetto antiproiettile, mitra a tracolla, <strong>basco blu</strong>. Per attraversare piazza Montecitorio serve la tessera da parlamentare (o da giornalista). Per andare davanti a Palazzo Chigi, sede del governo, pure. Cinque camionette in via del Corso, cinque verso piazza Venezia, quattro davanti al Parlamento. Polizia su via Nazionale, Carabinieri in zona Campo Marzio, transenne e controlli attorno a tutti i palazzi del <strong>potere</strong>.</p><p>Nessuna manifestazione, né annunciata né improvvisata, neanche un gruppetto di contestatori, solo telecamere e signori in giacca e cravatta che fumano perplessi, stupiti, bastonati dal caldo e dall&#8217;attesa surreale. <strong>I turisti</strong> con la cartina in mano domandano: ma che succede? E&#8217; la riforma del lavoro, sembra un&#8217;occupazione militare. Il governo dice che bisogna diventare tutti licenziabili: non tutti insieme, uno alla volta. Per crisi o mancato senso della disciplina fa lo stesso, un po&#8217; di soldi e via. Fuori.</p><p>Nello spazioso mercato del lavoro che in Italia premia, da sempre, il talento e l&#8217;onestà. Infatti Bersani è preoccupato: bisogna firmare, l&#8217;accordo è importante. Nessuno protesta, in piazza, nessuno sa come andrà a finire, anche se tutti <strong>sono convinti</strong> possa finire molto male.</p><p>Un militare appoggiato al blindato fischia quando passa una ragazza: &#8220;Quanta bella roba…&#8221;. Il sole va giù, l&#8217;aria rinfresca, il giorno in cui l&#8217;Italia doveva cambiare di colpo è già quasi <strong>un&#8217;ombra</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/20/riforma-militare/198931/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Malasanità, 11 miliardi spesi invano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/sanit-bucata/193148/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/sanit-bucata/193148/#comments</comments> <pubDate>Thu, 23 Feb 2012 06:00:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[debito]]></category> <category><![CDATA[malasanità. sprechi]]></category> <category><![CDATA[undici miliardi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/sanit-bucata/193148/</guid> <description><![CDATA[Inutile cliccare, non vi risponderà nessuno. Ieri il sito del ministero per la Salute offriva un edificante rebus a chi voleva farsi un’idea di come sia messa davvero la sanità italiana mentre i disastri dell’Umberto I seppelliscono la residuale fiducia nel sistema pubblico. Nella sezione dedicata al mega &#8216;Piano di rientro del deficit sanitario&#8217; per...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Inutile cliccare, non vi risponderà nessuno. Ieri il sito del ministero per la Salute offriva un edificante rebus a chi voleva farsi un’idea di come sia messa davvero la sanità italiana mentre i disastri dell’Umberto I seppelliscono la residuale fiducia nel sistema pubblico. Nella sezione dedicata al mega &#8216;Piano di rientro del deficit sanitario&#8217; per le Regioni non virtuose (Piemonte, Liguria, Lazio, Abruzzo, Campania, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna), la documentazione è un cumulo di notizie imperscrutabili. Riunioni, verifiche, richiami, sospensioni delle erogazioni per mancato rispetto dei comportamenti prescritti. Cioè, siccome i commissari non fanno quanto promesso, lo Stato non sgancia un euro dei dieci miliardi stanziati, e tutto rimane in balia del vuoto anestetico. Ma come se ne esce? E qual è il quadro complessivo? Non si sa, ed è un peccato, perché a questo punto la faccenda s’è fatta davvero interessante. Possibile che il semplice avvio delle politiche di risparmio sul sistema sanitario abbia generato un crollo così vertiginoso delle prestazioni o è forse la corposa voce del bilancio statale &#8211; 111 miliardi di euro nel 2010 &#8211; a rischiare di travolgere la contabilità generale una volta manifestati in rosso (deficit ufficiali) e in nero (ammanchi mostruosi stile Massa Carrara) i suoi veri conti? Risposta ardua. Bisogna recuperare in fretta i 38 miliardi di buco accumulati negli ultimi dieci anni (dati Sole 24 Ore), eppure l’andazzo generale resta tradizionale: spendi, ruba e spandi.</p><p>La Corte dei Conti, impegnata stavolta a guardare nel fondo oscuro della Regione Lazio, ha presentato ieri la sua relazione. <strong>Renata Polverini</strong> sta giostrando un deficit da un miliardo di euro, un miracolo considerato che nel 2006 era di 11 miliardi. Allora, eliminati sprechi e porcherie, ora funziona tutto bene? “Gravissimi fatti illeciti sono stati riscontrati durante il 2011 nel settore della spesa sanitaria &#8211; ha detto <strong>Angelo Raffaele De Dominicis</strong>, procuratore regionale della Corte -. Casi come quello delle convenzioni con il Gruppo San Raffaele, vicenda che con i suoi 137 milioni di euro di sprechi e di truffe, ancorché limitata ad una tipologia di prestazioni sanitarie (la riabilitazione), desta particolare sconcerto e preoccupazione soprattutto ove si consideri che oltre il 68 per cento dell’intero debito sanitario nazionale è costituito dal disavanzo accumulato da due regioni: Lazio e Campania”. Traducendo, il guaio non sono le &#8211; indispensabili &#8211; manovre di risparmio quanto il continuo folleggiare nella gestione del sistema sanitario. Che, guarda caso, continua a privilegiare le convenzioni con i privati anche a fronte del progressivo calo delle risorse. È stato il ministro dell’economia <strong>Mario Monti</strong> a metter giù un po’ di numeri lo scorso dicembre nella sua “Relazione generale sulla situazione economica del Paese”: se per la voce ‘ beni e servizi ’ si è sottolineata una cauta contrazione degli aumenti, continua a briglia sciolta la corsa alla medicina convenzionata e accreditata. Un’operazione della Guardia di Finanza, da poco conclusasi dopo tre anni di lavoro in tutta Italia, disegna un vero e proprio scenario malavitoso tra corsie e lettighe (mancanti): danni erariali per 2 miliardi di euro e altri 500 milioni di frode fiscale.</p><p>Come? Il campionario è vastissimo: case di cura private che possono ricoverare in convenzione solo per emergenza e invece ospitano chiunque per qualsiasi ragione (Abruzzo), medici di base rimborsati per assistiti inesistenti e iperprescrizione di farmaci (Taranto), false autocertificazioni per ottenere prestazioni in regime di esenzione e interventi estetici spacciati per medicali (Avelli-no). Notevole l’episodio laziale denominato ‘ Lazzaro’, ovvero un’organizzazione capace di far riconoscere la mutua a 1. 500 cittadini defunti e a 5. 500 persone delle quali non era nota l&#8217;identità (ma ai defunti di Frosinone venivano anche pagate le ricette per farmaci acquistati dopo il decesso).</p><p>Dunque, per capire perché manchino le risorse, tocca guardare dentro il sistema più che ai tagli del ministero. Lo ha spiegato bene il procuratore della Corte dei conti della Calabria, <strong>Cristina Astraldi De Zorzi</strong>, per motivare i 300 milioni di danni causati dalla malagestione della sanità regionale: “Novantuno atti di citazione sono stati emessi verso altrettanti dirigenti medici di Azienda sanitaria che hanno percepito indennità non spettanti per avere esercitato attività libero professionale intramuraria &#8211; ha detto inaugurando l’anno giudiziario qualche giorno fa -. Tre atti di citazione sono relativi al risarcimento danni nei confronti di sanitari ospedalieri che hanno causato il decesso di pazienti, uno è invece dovuto alla illegittima trasformazione di 76 rapporti di collaborazione coordinata e continuati-va da parte di azienda sanitaria provinciale con conseguente causazione di danno erariale dell&#8217;importo di oltre 23 milioni di euro”.</p><p>Il ministro <strong>Tommaso Padoa Schioppa</strong>, nel lontano 2007, aveva tentato la compilazione di un Libro Verde sulla spesa pubblica invocando una diversa qualità della spesa, piuttosto che una strage dei finanziamenti. In quel rapporto si dava per certa la possibilità di spendere con maggior profitto i 680 euro di spesa sanitaria pro capite, ma nella generale sollevazione contro le previsioni di un rigido burocrate nessuno ebbe l’ardire di immaginare che solo cinque anni dopo la cifra sarebbe salita agli attuali 1. 800 euro. La solita Corte dei Conti, analizzando le carte fornite dalle Regioni commissariate (Lazio, Abruzzo, Molise, Campania e Calabria), ha denunciato la difficoltà di comprendere il reale stato dell’arte a partire dalla compilazione dei bilanci ufficiali: “In alcuni casi il debito è attualizzato, in altri tiene conto solo di valori finanziari &#8211; dicevano i magistrati nel 2009 -. I coefficienti di incognita legati alla parifica tra pretese credito-rie e scritture contabili, alla possibilità di sovrapposizioni di debiti appartenenti a tranches di deficit diverse, a duplicazioni di pretese, rendono i saldi perennemente provvisori e controvertibili. Ciò senza dire delle stime di copertura, talvolta labili, talvolta caratterizzate da coefficienti variabili”. Credeteci o no, la prossima volta che entrerete in un pronto soccorso, sarà questo il vostro vero problema.</p><p><em>da Il Fatto Quotidiano del 23 febbraio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/sanit-bucata/193148/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Il dietologo è arrivato a Palazzo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/16/dietologo-arrivato-palazzo/191636/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/16/dietologo-arrivato-palazzo/191636/#comments</comments> <pubDate>Thu, 16 Feb 2012 08:11:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[casta]]></category> <category><![CDATA[conferenza]]></category> <category><![CDATA[deputati]]></category> <category><![CDATA[Gianluca Mech]]></category> <category><![CDATA[Montecitorio]]></category> <category><![CDATA[obesità]]></category> <category><![CDATA[sprechi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=191636</guid> <description><![CDATA[15 febbraio 2012. L&#8217;Italia entra ufficialmente in recessione, la Grecia brucia da un pezzo e il Portogallo scotta. Che si fa a Montecitorio? Il questore della Camera Antonio Mazzocchi (Pdl) non ha dubbi: si organizza un bell&#8217;incontro dal titolo &#8216;La manovra dietetica in Parlamento&#8217;, iniziativa promossa da Gianluca Mech e dal Centro Studi Tisanoreica con l’obiettivo &#8220;di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>15 febbraio 2012. L&#8217;Italia entra ufficialmente in recessione, la Grecia brucia da un pezzo e il Portogallo scotta. <strong>Che si fa a Montecitorio?</strong> Il questore della Camera Antonio Mazzocchi (Pdl) non ha dubbi: si organizza un bell&#8217;incontro dal titolo &#8216;La manovra dietetica in Parlamento&#8217;, iniziativa promossa da <a href="http://www.gianlucamech.it/" target="_blank">Gianluca Mech</a> e dal Centro Studi Tisanoreica con l’obiettivo &#8220;di presentare proposte concrete per ridurre il <strong>tasso di obesità</strong> in Italia e i relativi costi per lo Stato&#8221;.</p><p>Ovvero, sotto l&#8217;attenta regia di Luciano Onder, ecco onorevoli<strong> deputati e ospiti </strong>preziosi assisi nella Sala delle Colonne di Palazzo Marini a disquisire sul come e il perché si possa migliorare la vita dei nostri parlamentari proponendo loro fibre e liquidi anziché costosi menù gourmet. Un puntuale dispaccio AdnKronos (by Pippo Marra) <strong>informa la popolazione sull&#8217;esito dell&#8217;incontro</strong>: “La vita di senatori e deputati risente di abitudini e stili di vita ad alto fattore di rischio per la forma fisica e la salute. Per questo che, dopo aver messo a dieta i sindaci e persino l&#8217;ex premier Silvio Berlusconi, Mech ha elaborato per i parlamentari, in base allo studio della loro giornata-tipo, un decalogo di buone regole da seguire per una corretta alimentazione. Un vademecum destinato principalmente a quei politici che non possono contare su un metabolismo &#8216;alla Fassino&#8217; e considerano troppo ardimentosi i digiuni di Marco Pannella”.</p><p><strong>Ma non è finita qui</strong>: “Prima di tutto, il consiglio è di fare pasti regolari – continua premurosa la nota -. Mantenere la disciplina vale più dei veti alimentari, a partire dalla colazione. Momento importante, che coincide con la lettura dei giornali e della rassegna stampa mattutina. In piedi al bar o comodamente a casa davanti al giornale, no ai dolci elaborati e confezionati, sì ai carboidrati complessi (pane integrale, biscotti secchi), frutta e marmellata. Al secondo posto la riduzione degli zuccheri raffinati (riso brillato, farina bianca). Una ricca insalata con del pane integrale è l&#8217;emblema del pranzo veloce, facilmente reperibile e a prova di sonnolenza post-prandiale, che spesso colpisce deputati e senatori durante i lunghi pomeriggi di votazioni. E, se l’insalata non incontra i gusti di tutti, via libera ai prodotti a base di kamut, un cereale che sta conquistando gli scaffali dei supermercati e sempre maggiori consensi fra i buongustai: versatile come il riso, gustoso come il farro, a basso contenuto di quel glutine responsabile di fastidio e infiammazioni intestinali”.</p><p>Guai intestinali a parte, ci si potrebbe chiedere come mai un questore della Camera inviti un privato cittadino a magnificare i suoi prodotti in una sede istituzionale, ovvero quel Palazzo Marini che la Camera affitta alla modica cifra di <strong>9 milioni di euro</strong> l&#8217;anno per ospitare dimore e uffici (infatti ci vogliono altri 5 milioni l&#8217;anno per pagare spese vive e personale). In realtà, la risposta è già nella domanda: a palazzo abita lo stesso questore Mazzocchi, fortunato destinatario di un appartamento ai piani alti del nobile edificio. Si spera che per scendere da casa alla conferenza abbia almeno fatto le scale. Di corsa.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/16/dietologo-arrivato-palazzo/191636/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Velardi al Maxxi. &#8220;Mi manda Polverini&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/02/velardi-al-maxxi-mi-manda-polverini/180918/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/02/velardi-al-maxxi-mi-manda-polverini/180918/#comments</comments> <pubDate>Mon, 02 Jan 2012 08:27:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Alessandro Bianchi]]></category> <category><![CDATA[maxxi]]></category> <category><![CDATA[Polverini]]></category> <category><![CDATA[Velardi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/31/velardi-al-maxxi-mi-manda-polverini/180918/</guid> <description><![CDATA[E pensare che la chiamavano La Coatta per via di quei giubbottini in pelle e certe dichiarazioni decisamente audaci (“metti giù quella telecamera che sennò so io dove te la devi mettere”, fu il leggendario exploit nell’ultima campagna per le amministrative). Invece lei, la governatrice del Lazio Renata Polverini, da quando è stata eletta ha...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E pensare che la chiamavano<em> La Coatta </em>per via di quei giubbottini in pelle e certe dichiarazioni decisamente audaci (“<em>metti giù quella telecamera che sennò so io dove te la devi mettere</em>”, fu il leggendario exploit nell’ultima campagna per le amministrative). Invece lei, la governatrice del Lazio<strong> Renata Polverini</strong>, da quando è stata eletta ha dimostrato tanta sensibilità per tutto quello che sa di cultura, arte e dintorni. Dal Festival del Cinema alle Fondazioni, non c’è nomina su cui la presidente lasci correre. Anzi: con le unghie e con i canini ha strappato brandelli di visibilità e potere.</p><p>Un esempio? Ha lottato un anno intero per mettere un piede dentro il Museo d’arte contemporanea <strong>Maxxi</strong>, e finalmente la settimana scorsa ci è riuscita. Con soli 500 mila euro di contributo annuo (per almeno tre anni) e 200 mila euro destinati al fondo di sostegno, la Polverini s’è guadagnata la possibilità di nominare un nuovo membro del Consiglio d’amministrazione. Opzione immediatamente esercitata con l’indicazione di un consigliere fidato: evidentemente, dopo tanta attesa, c’era molta fretta di attribuire il ruolo. Così, dopo apposita – e solitamente pacifica – ratifica del ministero dei Beni Culturali, accanto a Roberto Grossi e al professor Stefano Zecchi (dal Costanzo Show all’Arena di Giletti il suo birignao è indistruttibile), siederà presto anche <strong>Claudio Velardi</strong>: ex consulente di D’Alema, ex assessore alla cultura per la giunta Bassolino, già fondatore del Riformista e soprattutto spin doctor della Polverini nella sua campagna laziale. A rigor di statuto, “I consiglieri devono essere in possesso dei requisiti di professionalità, competenza ed esperienza, maturati, in particolare, nei settori di attività della Fondazione”, come recita l’articolo 11.</p><p>Nessun imbarazzo per la scelta di un signore che con l’arte contemporanea ha avuto sin qui poco a che fare? “Non direi – risponde il direttore generale del Maxxi, <strong>Alessandro Bianchi</strong> –. Si tratta evidentemente di una nomina politica, ma almeno Velardi è in gamba, non verrà lì a scaldare la poltrona”. In effetti l’incarico in sé non è proficuo. Il gettone di presenza ammonta a 30 euro a seduta, evidentemente saranno altri gli stimoli capaci di animare i consiglieri. E un lobbysta dichiarato come Velardi avrà sufficiente fantasia per valorizzare il rapporto fin qui costruito con la Polverini. Una donna che sa premiare i suoi uomini migliori: anche il fotografo che da sempre la ritrae, <strong>Edmondo Zanini</strong>, dopo il successo elettorale è entrato nello staff con una consulenza da 80mila euro l’anno come responsabile Comunicazione e grandi eventi. In concreto, Zanini non fa altro che seguire Renata col suo flash e pubblicare su Flickr <strong>gallerie infinite</strong> della presidente.</p><p>E la Polverini esteta non si ferma qui. Oltre al Maxxi, vuol dire la sua pure sulla <strong>Quadriennale di Roma</strong>. Dallo scorso febbraio il presidente è quasi uno di famiglia, <strong>Jas Gawronsky</strong>, ma c’è ancora un bel posto da vice ibero. Su chi potrebbe ricadere l’occhio esperto della governatrice? Alla nomina di Gawronsky dichiarò: “<em>È una scelta di qualità per un’istituzione culturale di prestigio, rilevante per tutto il nostro territorio e di cui anche la Regione Lazio ha deciso di entrare a far parte</em>”. Peccato che lo stesso Jas ammettesse candidamente alla bibbia del settore FlashArt: “<em>Come sono diventato presidente della Quadriennale? Non ho mai lavorato con l’arte, ma mi ha sempre interessato. Ogni volta che mi si è offerta la possibilità di cambiare ambito, ne ho sempre approfittato</em>”. Approfittate gente, approfittate.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 31 dicembre 2011</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/02/velardi-al-maxxi-mi-manda-polverini/180918/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il nuovo business è dare medicine ai sani E le case farmaceutiche fanno affari d&#8217;oro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/29/dare-medicine-ai-sani-le-case-farmaceutiche-fanno-affari/173808/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/29/dare-medicine-ai-sani-le-case-farmaceutiche-fanno-affari/173808/#comments</comments> <pubDate>Tue, 29 Nov 2011 06:00:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[disease mongering]]></category> <category><![CDATA[è]]></category> <category><![CDATA[emergency]]></category> <category><![CDATA[fibromialgia]]></category> <category><![CDATA[Gianfranco Domenighetti]]></category> <category><![CDATA[mario negri]]></category> <category><![CDATA[Maso Notarianni]]></category> <category><![CDATA[Roberta Villa]]></category> <category><![CDATA[silvio garattini]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/29/dare-medicine-ai-sani-le-case-farmaceutiche-fanno-affari/173808/</guid> <description><![CDATA[Il settore del farmaco scoppia di salute, e il mensile E, edito da Emergency, mette in fila i numeri per scoprire quanto vale &#8220;Il business dei sani&#8221;, come titola la copertina del numero in edicola. Un business da primato, che nemmeno la crisi planetaria ha scalfito. &#8220;Il giro d&#8217;affari delle aziende farmaceutiche nel mondo ha...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/08/Checose.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-149918" title="farmaci interna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/08/Checose.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>Il settore del farmaco scoppia di salute, e il mensile <em>E</em>, edito da <strong>Emergency</strong>, mette in fila i numeri per scoprire quanto vale &#8220;Il business dei sani&#8221;, come titola la copertina del numero in edicola. Un business da primato, che nemmeno la crisi planetaria ha scalfito. &#8220;Il giro d&#8217;affari delle aziende farmaceutiche nel mondo ha superato nel 2010 i 610 miliardi di euro, fatturato a cui quelle italiane contribuiscono con una quota di circa 25 miliardi &#8211; spiega l&#8217;inchiesta di<strong> Roberta Villa</strong> -. La spesa media pro capite di ogni italiano per le medicine è di oltre 300 euro l&#8217;anno, ma non è tutto qui, perché il settore dei farmaci concorre per meno del 15 per cento all&#8217;intero comparto economico che ruota attorno alla salute. E questo mercato del benessere, dai confini sempre più sfumati, rappresenta ormai il 10 per cento dei consumi in <strong>Europa </strong>e il 15 per cento negli <strong>Stati Uniti</strong>&#8220;.</p><p>Peccato per le conseguenze collaterali, che hanno nomi difficilotti ma spiegazioni assai semplici. Il &#8220;<em>disease mongering</em>&#8221; non è un morbo contagioso, ma la prassi di marketing che negli ultimi anni ha consentito al comparto di far volare utili e nuovi brand: come spiega <strong>Gianfranco Domenighetti</strong>, docente di Comunicazione ed economia sanitaria presso l&#8217;Università della Svizzera italiana, l&#8217;importante non è riuscire a vendere più medicine ai soliti malati, ma sensibilizzare la gente a nuovi consumi nel nome di una presunta attenzione alla salute.</p><p>Come? Semplice, basta &#8220;gonfiare l&#8217;importanza di una malattia o, se occorre, inventarsela di sana pianta&#8221; dice <strong>Domenighetti </strong>invitando l&#8217;utente medio a meditare sull&#8217;utilità di screening massivi e campagne di prevenzione sempre più frequenti. Perché, a dire il vero, le malattie restano più o meno le stesse e &#8220;solo il 2, 4 per cento dei farmaci immessi sul mercato dal 1981 al 2008 rappresenta un vero importante progresso terapeutico, mentre l&#8217;80 per cento non sono che copie dell&#8217;esistente, a eccezione del prezzo, che di regola è triplicato&#8221; chiosa l&#8217;economista svizzero.</p><p>Ma davvero l&#8217;industria riesce a condizionare la domanda di farmaci fino al punto di danneggiare il reale interesse del consumatore/paziente? Risponde <strong>Silvio Garattini</strong>, direttore dell&#8217;Istituto di ricerche farmacologiche <strong>Mario Negri</strong> di Milano: &#8220;Questa idea di curare i sani è solo l&#8217;ultimo atto di una strategia che inizialmente è partita allargando artificialmente la platea dei malati. Non è un caso che i valori-soglia considerati un tempo normali per la glicemia, il colesterolo o la pressione arteriosa siano stati progressivamente abbassati: per ognuno di questi aggiustamenti, è cresciuto a dismisura il numero di persone cui prescrivere medicinali&#8221;. E se la prossima volta che leggerete sul giornale un mega inserto sulla salute dove si parla di doloretti alla schiena, tenete a mente questa battuta rapida ma efficace: &#8220;La <strong>fibromialgia</strong>, per esempio, è una &#8216;nuova&#8217; malattia che sembra fatta apposta allo scopo di vendere analgesici&#8221;. Parola di Garattini.</p><p>Oltretutto, c&#8217;è da ragionare sulla relatività del concetto salute e sulla forza dei modelli culturali capaci di espandersi a suon di investimenti miliardari. Gli <strong>Stati Uniti</strong>, si sa, sono la patria dell&#8217;extra large e anche in ambito farmaceutico stanno facendo scuola alla vecchia <strong>Europa</strong>. Negli Usa una persona su quattro prende ogni giorno la pillola per tenere a bada la pressione e i medicinali contro gli stati ansiosi sono ormai alla portata dei bambini di quattro anni. Donne isteriche? Uomini disoccupati? Adolescenti inquieti? Tutti in fila per la terapia, magari venduta via <strong>internet </strong>con sconti favolosi, giusto per invogliare il cliente. In Italia, storicamente, la classe medica ha posto un freno all&#8217;invadenza del <strong>business</strong>, ma i tempi magri e l&#8217;inesorabile tendenza al supporto fast &#8211; meglio buttar giù un antidolorifico al volo piuttosto che impegnare tempo e denaro in cure tradizionali cui la sanità pubblica non può più far fronte &#8211; fanno pensare a un futuro ancor più florido per i commercianti del benessere. &#8220;Per questo abbiamo deciso di occuparcene &#8211; spiega <strong>Maso Notarianni</strong>, vicedirettore di <em>E </em>-. Noi siamo la testata di <strong>Emergency</strong>, e tutti si aspettano notizie sulle attività nei vari luoghi del mondo dove opera l&#8217;organizzazione. In realtà il mondo è un affare complicato, dove tutto si correla. I soldi, la ricchezza, la democrazia, i diritti umani. Anche in <strong>Italia</strong>, nella sanità privata o in quella pubblica, c&#8217;è chi pensa solo al profitto. Secondo noi la salute è un&#8217;altra cosa, il rispetto per l&#8217;essere umano è la priorità: in un ospedale sperduto tra la guerra o nella clinica degli orrori a Milano cambia poco&#8221;.</p><p><em><strong>da Il Fatto Quotidiano del 29 novembre 2011</strong></em></p><p><em><strong>aggiornato da Redazione Web il 30 novembre 2011</strong></em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/29/dare-medicine-ai-sani-le-case-farmaceutiche-fanno-affari/173808/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>La paura dei deputati? Lo zoom dei fotografi  E partono le contromisure per neutralizzarli</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/22/la-paura-dei-deputati-lo-zoom/172277/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/22/la-paura-dei-deputati-lo-zoom/172277/#comments</comments> <pubDate>Tue, 22 Nov 2011 06:00:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Dario Franceschini]]></category> <category><![CDATA[fotoreporter]]></category> <category><![CDATA[gregorio fontana]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[Roberto Menia]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Simeone Di Cagno Abbrescia]]></category> <category><![CDATA[vietare]]></category> <category><![CDATA[zoom]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/22/la-paura-dei-deputati-lo-zoom/172277/</guid> <description><![CDATA[I tempi cambiano, e tocca adeguarsi. Per esempio, se fotografi e cameraman s&#8217;infiltrano nei palchi parlamentari per cogliere dettagli imbarazzanti – dimostrando peraltro uno scarsissimo senso delle istituzioni e un disastroso amor di patria –, sarà meglio inventarsi un modo per tenerli alla larga. E infatti domani, dopo che Mario Monti sarà andato in giro...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_169325" class="wp-caption alignleft" style="width: 305px"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/11/foglietto_interna.jpg?47e3a5"><img class="size-full wp-image-169325" title="foglietto_interna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/11/foglietto_interna.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a><p class="wp-caption-text">Il foglietto con gli appunti scritti da Berlusconi durante il voto alla Camera</p></div><p>I tempi cambiano, e tocca adeguarsi. Per esempio, se fotografi e cameraman s&#8217;infiltrano nei palchi parlamentari per cogliere dettagli imbarazzanti – dimostrando peraltro uno scarsissimo senso delle istituzioni e un disastroso amor di patria –, sarà meglio inventarsi un modo per tenerli alla larga. E infatti domani, dopo che <strong>Mario Monti </strong>sarà andato in giro a convincere l&#8217;Europa che siamo diventati un Paese tanto adulto e responsabile, l&#8217;<strong>Ufficio di Presidenza</strong> della Camera affronterà di petto lo spinoso argomento: come bloccare zoom selvaggio? Alle ore 11, 30, primo punto all&#8217;ordine del giorno, ecco due proposte da esaminare con la dovuta attenzione.</p><p>Secondo l&#8217;agenzia <em>Dire</em>, una è stata depositata del Pdl e messa a punto dall&#8217;onorevole<strong> Gregorio Fontana</strong>: dirette a parte, concesse solo in occasioni eccezionali, l&#8217;accesso ai fotoreporter dovrebbe essere garantito solo per una mezzoretta, giusto il tempo di qualche scatto d&#8217;ordinanza e poi via libera a smanettoni e grafomani. L&#8217;idea della Lega, firmata <strong>Giacomo Stucchi</strong>, va giù con la roncola: niente più obiettivi supersensibili in aula onde evitare la diffusione di zoommate su pizzini, giochini e messaggini indebitamente sottratti alla faticosa vita parlamentare.</p><p>Può infatti l&#8217;onorevole deputato tollerare che il suo girovagare sui siti di escort (&#8220;per sbaglio&#8221;, come ebbe a dire <strong>Simeone Di Cagno Abbrescia</strong>, Pdl) o a tweettare (vedi <strong>Roberto Menia</strong>, Fli) o ancora a inviare disponibili inviti cartacei al neopremier (vedi <strong>Enrico Letta</strong>, Pd) sia disturbato da invadenti mezzi che moltiplicano via web e giornali l&#8217;indecorosa aggressione popolare? Ennò, caspita, si trovi subito una soluzione. Un giusto freno all&#8217;eccesso di curiosità che segnò anticipatamente l&#8217;uscita di scena di<strong> Silvio Berlusconi</strong> quando una lente biricchina colse quell&#8217;appunto sugli &#8220;8 traditori&#8221; che non votarono per il bilancio consuntivo.</p><p>Galeotto fu il foglietto: vergato con ira funesta dal premier, segnò la fine materiale della maggioranza, e subito giunsero le truppe cammellate a proporre un sano rimedio, le due ipotesi in discussione domani. Perché, fin quando il fotografo coglie amorosi bigliettini alle belle deputate, si può anche strizzare l&#8217;occhio. Ma se ci va di mezzo la contabilità delle poltrone, che di qui a fine legislatura diventerà scienza e arte sempre più raffinata, è opportuno stendere un pietoso copriobiettivo. E chissà come reagirà il trasparente Pd dopo la figuraccia di Enrico Letta. <strong>Dario Franceschini</strong>, capogruppo alla Camera, parte soft: &#8220;Penso vadano introdotte delle regole. Anche un deputato ha diritto alla privacy&#8221;. Anche nelle aule dove si lavora in nome del popolo italiano?</p><p><em><strong>da Il Fatto Quotidiano del 22 novembre 2011</strong></em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/22/la-paura-dei-deputati-lo-zoom/172277/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>93</slash:comments> </item> <item><title>Conversazioni con l&#8217;Atac</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/21/conversazioni-latac/172193/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/21/conversazioni-latac/172193/#comments</comments> <pubDate>Mon, 21 Nov 2011 18:18:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[atac]]></category> <category><![CDATA[burocrazia]]></category> <category><![CDATA[parcheggi]]></category> <category><![CDATA[roma]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=172193</guid> <description><![CDATA[Primo tentativo. Cittadino: Buongiorno. Ho bisogno del permesso di parcheggio. Ho inviato via fax tutta la documentazione, come indicato sul vostro sito, ma non vedo risposte. Atac: Quando l’ha inviato il fax? Cittadino: Quindici giorni fa. Atac: Ahhh, vabbè, ma allora siamo nei tempi. Cittadino: Quali tempi? Atac: Trenta giorni. Cittadino: Cioè ci vuole un...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Primo tentativo.</strong></p><p><strong>Cittadino</strong>: Buongiorno. Ho bisogno del permesso di parcheggio. Ho inviato via fax tutta la documentazione, come indicato sul vostro sito, ma non vedo risposte.<br /> <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.atac.roma.it/" target="_blank">Atac</a></span></strong>: Quando l’ha inviato il fax?<br /> Cittadino: Quindici giorni fa.<br /> Atac: Ahhh, vabbè, ma allora siamo nei tempi.<br /> Cittadino: Quali tempi?<br /> Atac: Trenta giorni.<br /> Cittadino: Cioè ci vuole un mese per avere il permesso di parcheggiare sotto casa?<br /> Atac: Ma se viene qua in ufficio lo facciamo subito.<br /> Cittadino: Dove state?<br /> Atac: All’Eur.<br /> Cittadino: Ci metto mezza giornata.<br /> Atac: Eh, lo so, però se viene allo sportello fa subito, veda lei.<br /> Cittadino: Mi scusi, ma possiamo almeno verificare che la pratica sia stata avviata?<br /> Atac: Mi dia il nome. No, non c’è niente ancora a video.<br /> Cittadino: Che vuol dire?<br /> Atac: Niente, bisogna aspettare 30 giorni, già gliel’ho detto.<br /> Cittadino: Ma se poi c’è un problema, o il fax s’è perso, che faccio: ricomincio sempre daccapo?<br /> Atac: Embè, vediamo, comunque lei ritelefoni tra una decina di giorni.<br /> Cittadino: Posso parlare con un responsabile, magari il dirigente del servizio?<br /> Atac: No, non possiamo passare le telefonate al responsabile.<br /> Cittadino: Almeno un servizio clienti per le proteste?<br /> Atac: Se vuole può mandare un fax.<br /> Cittadino: E voi mi rispondete?<br /> Atac: Eh, sì.<br /> Cittadino: Ma dopo 30 giorni mi rispondete?</p><p><strong>Secondo tentativo.</strong></p><p>Cittadino: Buongiorno, ho chiesto via fax il permesso auto, vorrei sapere a che punto siete.<br /> Atac: Quando l’ha chiesto?<br /> Cittadino: Venti giorni fa.<br /> Atac: Vediamo. La targa? No, non la vedo, deve aspettare.<br /> Cittadino: Dopo 20 giorni?<br /> Atac: Il termine tecnico è 30 giorni. Lavorativi.<br /> Cittadino: Cioè un mese e mezzo?<br /> Atac: Eh, se capita un ponte o uno sciopero&#8230;<br /> Cittadino: E’ allucinante.<br /> Atac: Venga allo sportello, glielo facciamo subito.<br /> Cittadino: Ma se voi lavorate per favorire la mobilità, non sarà meglio privilegiare chi invia tutto via fax anziché chi intasa la città, il traffico, i parcheggi, i mezzi pubblici?<br /> Atac: No, perché lei se viene qua c’ha diritto, capito?<br /> Cittadino: E se invece sto a casa mia senza perdere una giornata di lavoro non c’ho diritto?<br /> Atac: Eh ma qua noi lavoriamo molto, guardi. Se viene trattiamo subito la pratica. Riporti daccapo tutti i documenti però.<br /> Cittadino: Non ci siamo capiti. Secondo lei io devo attraversare tutta la città, perdere almeno quattro ore di tempo tra viaggio e code varie, e allora voi mi date immediatamente il pass. Se invece facciamo tutto via mail, e nessuno di noi perde tempo né inquina né niente, allora bisogna aspettare un mese e mezzo. Le sembra sensato?<br /> Atac: No, per mail non si può fare la pratica. O viene qua o manda il fax e poi aspetta.</p><p><strong>Terzo tentativo.</strong></p><p>Cittadino: Buongiorno, ho inviato la richiesta di permesso parcheggio quasi un mese fa e non vedo ancora niente. So che ci mettete più di un mese, mi faccia almeno un controllo sulla pratica. Se esiste, se è partita.<br /> Atac: Vediamo. A video non c’è.<br /> Cittadino: Senta. Sto traslocando, ho due figli, un lavoro, giro uffici ogni giorno per i miliardi di carte che servono quando si cambia casa, medico, utenze, eccetera eccetera. Vuole almeno controllare se avete cominciato a lavorare su ‘sto benedetto permesso?<br /> Atac: Un momento.<br /> Cittadino: Grazie.<br /> Atac: Pronto, mi sente?<br /> Cittadino: Sì, dica.<br /> Atac: Ancora un momento.<br /> Cittadino: Ok.<br /> Atac: Pronto?<br /> Cittadino: Si?<br /> Atac: Abbia pazienza eh.<br /> Cittadino: Prego.<br /> Atac: Ecco. Il fax c’è.<br /> Cittadino: Bene, e quindi?<br /> Atac: Entro 30 giorni lavorativi le invieremo il pass.<br /> Cittadino: Fate uno sforzo, un mese è già passato ormai, mandatemelo oggi: se ha la pratica in mano non ci vorrà molto. C&#8217;è la copia del libretto auto, il mio documento, il modulo firmato, che vi serve ancora?<br /> Atac: No no, niente, c’è tutto infatti.<br /> Cittadino: Cavolo, e allora lo faccia adesso, ci metterà dieci minuti al massimo!<br /> Atac: Solo allo sportello lo diamo subito, col fax bisogna aspettare.<br /> Cittadino: Ma non ne posso più di pagare il parcheggio per strada, costa una fortuna e poi prendo un sacco di multe quando mi scade il bigliettino. Devo vivere con l’ossessione degli orari che scattano, fatemi ‘sto permesso accidenti.<br /> Atac: Le ho già spiegato che il permesso le arriverà per posta entro 30 giorni lavorativi, retrodatato al giorno della sua richiesta.<br /> Cittadino: E mi rimborsate i soldi del parcheggio che ho speso nel frattempo?<br /> Atac: No.<br /> Cittadino: Ma anche i parcheggi li gestite voi, sto pagando a voi.<br /> Atac: Eh lo so, ma niente rimborso. Deve venire qua allo sportello, se ha fretta. Già gliel’ho detto.</p><p>Atac, Azienda del Trasporto Autoferrotranviario del Comune di Roma (gestisce bus, metro, ferrovie regionali, parcheggi, etc etc), 13mila dipendenti, deficit a bilancio 2010 di 96 milioni di euro, 125 lavoratori interinali appena lasciati a casa e <strong>5 dirigenti indagati</strong> per lo scandalo Parentopoli.</p><p><strong>Aggiornamento delle ore 20.58:</strong><br /> Ci informa il responsabile della comunicazione Atac che dal 2009 i permessi vengono rilasciati dalla società Agenzia per la mobilità, e non direttamente da Atac. Entrambe le società sono controllate dal Comune di Roma. Ma per entrare in Apm si passa dal portale Atac, agenzia per la mobilità, idem per il centralino telefonico. Quindi adesso ci sono due società per fare (con calma) quello che prima faceva una sola.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/21/conversazioni-latac/172193/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>28</slash:comments> </item> <item><title>In catene davanti al Cimitero</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/15/catene-davanti-cimitero/170840/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/15/catene-davanti-cimitero/170840/#comments</comments> <pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:52:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Chiara Paolin</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[fidanzati]]></category> <category><![CDATA[Luca Orioli]]></category> <category><![CDATA[Luigi De Magistris]]></category> <category><![CDATA[Olimpia Fuini]]></category> <category><![CDATA[policoro]]></category> <category><![CDATA[Toghe lucane]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=170840</guid> <description><![CDATA[Li hanno trovati morti la notte del 23 marzo 1988: seminudi, bagnati, con lividi e ferite. Marirosa e Luca. In quel piccolo bagno, a casa di lei, buttati tra il muro e la vasca, spostati da una posizione all’altra, fotografati due volte per dimostrare verità diverse, portati via in fretta e sepolti senza nemmeno un’autopsia....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/11/Olimpia.jpeg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-170847" title="Olimpia" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/11/Olimpia.jpeg?47e3a5" alt="" width="226" height="135" /></a>Li hanno trovati morti la notte del 23 marzo 1988: seminudi, bagnati, con lividi e ferite. <strong>Marirosa</strong> e <strong>Luca</strong>. In quel piccolo bagno, a casa di lei, buttati tra il muro e la vasca, spostati da una posizione all’altra, fotografati due volte per dimostrare verità diverse, portati via in fretta e sepolti senza nemmeno un’autopsia. Perché i due fidanzatini di <strong>Policoro</strong> dovevano essere morti per sbaglio: una scossa elettrica uscita misteriosamente da una presa sul muro, fu la prima &#8211; ridicola &#8211; spiegazione (con relativa perizia per cui l’esperto di turno finì sotto indagine, salvato dalla prescrizione). Allora, ecco un’altra ipotesi: avvelenamento da monossido di carbonio causato dalla stufetta, tesi ancor più ardita per due giovani forti e sani, trovati con lividi e tagli sulla testa.</p><p>Marirosa e Luca, vivi o cadaveri, sono rimasti sempre insieme. Ma da ieri sera sono separati: lei è stata tumulata ancora una volta a Policoro, il paesino dove si sono conosciuti e amati vicino Matera, lui invece è nella chiesetta del cimitero, ma sarà portato altrove perché sua madre, Olimpia, non vuole veder seppellita per sempre la verità. “Dopo averli tenuti un anno all’istituto di Bari li hanno rimandati qua &#8211; spiega <strong>Olimpia</strong> &#8211; Ma noi abbiamo chiesto una nuova perizia dopo aver visto quella con cui la Procura si appresta a valutare per l’ennesima volta il caso: abbiamo paura che vogliano archiviare tutto, come hanno sempre fatto finora. E allora io mi sono incatenata al cimitero: per non fare entrare Luca, per tentare fino all’ultimo di far venir fuori la verità”. Una verità che anche <strong>Luigi De Magistris</strong>, nel 2007, aveva cercato di scovare nel groviglio dell’inchiesta <strong>Toghe Lucane</strong>. Anche in quel caso Matera archiviò, e tutto fa pensare che si possa arrivare ora allo stesso risultato: dopo 23 anni. Conferma l’avvocato di famiglia, <strong>Francesco Auletta</strong>: “Questa fretta ci fa temere che il Gip possa chiedere l’archiviazione dopo che, faticosamente, siamo riusciti a trovare nuovi spunti per procedere”. Ovvero la perizia di un collegio di alto profilo, guidato dal criminologo <strong>Cosimo Lorè</strong>: “Gli esami effettuati per dimostrare l’avvelenamento da carbonio sono assai poco credibili &#8211; spiega Auletta &#8211; occorre ripartire da zero con le indagini per fare finalmente un lavoro serio”.</p><p>Olimpia, la mamma di Luca Orioli, non ha mai creduto alla storia dell’incidente. Sa che qualcosa di oscuro è successo a casa di Marirosa Andreotta, e non può smettere la sua battaglia per capire chi abbia davvero ammazzato i due giovani. La stufetta? “Davvero difficile sostenere questa ipotesi &#8211; continua <strong>Domenico Mastrangelo</strong>, altro esperto incaricato dalla famiglia di Luca -. L’avvelenamento dà sintomi chiari, due ragazzi giovani e sani avrebbero potuto certamente reagire, ma il guaio vero è che nessun esame corretto è stato condotto nel momento decisivo, subito dopo la morte. Ciò non significa che sia ancora possibile ottenere informazioni dai cadaveri, ma servono metodologie accurate, serie, quelle che fin qui nessuno ha utilizzato”. Per questo Olimpia ha tenuto Luca lontano da Marirosa, per salvarlo dall’oblio. “La famiglia della ragazza ha rinunciato a lottare, li capisco pure &#8211; dice la signora con le catene intorno al petto &#8211; <a href="http://www.cittadiniattivibernalda.it/" target="_blank">Io ancora ho la forza di resistere e vado avanti</a>. Per tutta l’Italia, perché questa è un’indecenza per tutti gli italiani”. Il cancello del piccolo cimitero resta chiuso, il furgone funebre passa dal retro. La gente non può entrare, Marirosa torna sottoterra, Luca è nella chiesetta.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/15/catene-davanti-cimitero/170840/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>11</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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