<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Corrado Formigli</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/cformigli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Io, la Rai e la Fiat: tanti saluti al diritto di critica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/21/io-la-rai-e-fiat-tanti-saluti-al-diritto-di-critica/192810/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/21/io-la-rai-e-fiat-tanti-saluti-al-diritto-di-critica/192810/#comments</comments> <pubDate>Tue, 21 Feb 2012 17:44:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Corrado Formigli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Annozero]]></category> <category><![CDATA[condanna]]></category> <category><![CDATA[Corrado Formigli]]></category> <category><![CDATA[diritto di cronaca]]></category> <category><![CDATA[fiat]]></category> <category><![CDATA[giornalismo]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=192810</guid> <description><![CDATA[Un giudice di Torino ha condannato me e la Rai a risarcire con 7 milioni di euro Fiat per aver realizzato un servizio, nel dicembre del 2010, per la trasmissione Annozero. Si tratta di una condanna senza precedenti, applicata sulla base del codice civile. Una cifra impressionante, del tutto insostenibile. Una sentenza che investe non...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un giudice di Torino ha <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/condanna-annozero-puntata-alfa-mito-risarcimento-record-favore-fiat/192561/" target="_blank">condannato me e la Rai</a></span> </strong>a risarcire con<strong> 7 milioni </strong>di euro Fiat per aver realizzato un servizio, nel dicembre del 2010, per la trasmissione <em>Annozero</em>. Si tratta di una condanna senza precedenti, applicata sulla base del codice civile. Una cifra impressionante, del tutto insostenibile. Una sentenza che investe non soltanto la vita di una persona, ma le ragioni stesse della nostra professione.</p><p>Nel servizio incriminato, al fine di valutare la competitività di Alfa Romeo sul mercato delle auto sportive, avevo messo a confronto tre piccole &#8220;belve&#8221; su una pista per testare le loro prestazioni assieme a un pilota collaudatore. Un confronto già peraltro realizzato dalla più autorevole rivista di settore, <em>Quattroruote</em>, la quale aveva sancito con tanto di responso cronometrico che <strong>l&#8217;Alfa Romeo Mito Quadrifoglio Verde</strong>, una delle tre auto a confronto, era la più lenta su circuito, distanziata dalla Mini Cooper S di tre secondi e dalla Citroen DS3 di un secondo e mezzo. Insomma, il test di <em>Annozero</em> si era limitato a ribadire un confronto già realizzato e mai contestato.</p><p>In uscita dal servizio, dentro lo studio della Rai dove mi trovavo, mi sono limitato a constatare che la Mito<em> &#8220;si è beccata tre secondi dalla Mini&#8221;</em>. Frase che, agli occhi di Fiat, è risultata un&#8217;insopportabile aggressione mediatica. Non mi addentro nelle ragioni giuridiche di questa sentenza, mi limito a osservare l&#8217;immensa <strong>sproporzione tra fatto e ammenda</strong>, quindi il suo intento punitivo. Del totale, &#8220;solo&#8221; un milione e settecentocinquanta mila euro quantificano il danno patrimoniale, mentre ben cinque milioni e duecentocinquantamila euro rappresentano il danno non patrimoniale. Insomma, cinquanta secondi di filmato nel quale il giornalista afferma <strong>non </strong>che l&#8217;Alfa Mito perde le ruote a 180 all&#8217;ora in autostrada e causa la morte di chi la guida, bensì che in pista è sì stabile e sicura, ma meno veloce di una Mini (fatto non contestato dalla Fiat) valgono molto più della vita di una persona: le tabelle in vigore presso il tribunale di Milano, fatte proprie dalla Suprema Corte, riconoscono al padre che ha perso un figlio un danno non patrimoniale massimo di <strong>308.700 euro</strong>.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/qoIXvf1-v9E" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div><br /> Naturalmente sul mio servizio si può dissentire. Ma quale principio democratico afferma una sentenza che contesta non il fatto raccontato, bensì l&#8217;incompletezza dell&#8217;informazione in questione? In sostanza Fiat sostiene (e il giudice accoglie) che non puoi parlare della sportività di un&#8217;auto senza citare anche l&#8217;ampiezza del suo bagagliaio, la qualità delle sue finiture e la comodità del suo abitacolo. Insomma, se dici che un&#8217;auto è più lenta di un&#8217;altra (dato, insisto, mai contestato da Fiat), devi anche aggiungere che in compenso è bella spaziosa. Con<strong> tanti saluti al diritto di critica</strong> e di scelta del terreno del confronto.</p><p>Questa sentenza è un atto di intimidazione nei confronti di chi si azzarda a criticare un prodotto industriale. Nell&#8217;era della crisi globale, quando crescita e competitività diventano fattori cruciali per il futuro di un paese, una stampa orientata più ai consumatori che ai produttori è non solo necessaria, ma utile a stimolare le imprese. La domanda è: in Italia questo <strong>giornalismo libero</strong> di confrontare e criticare un prodotto ce lo possiamo ancora permettere? O questi 7 milioni di euro stabiliscono il limite oltre il quale non ci si può spingere? In Italia, guardando la tv o leggendo le riviste specializzate, tutte le auto sono belle, comode e veloci. Ma è sufficiente guardare un programma della Bbc (per esempio il mitico Top Gear) per rendersi conto di quanto lontano si spinga nel mondo anglosassone la facoltà di critica.</p><p>In Italia può esercitare il ruolo di perito indipendente del tribunale chi riceve finanziamenti da una delle parti: nel mio caso è successo per ben due dei tre consulenti indipendenti, i quali hanno ammesso di fronte al giudice che i rispettivi istituti ricevono<strong> finanziamenti da Fiat</strong>. Eppure sono rimasti tranquillamente al loro posto. Difficile per un giornalista, solo di fronte a questa condanna immensa, immaginare di continuare a esercitare il proprio diritto di critica. Chi parla male di un&#8217;auto Fiat, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/21/liberta-di-stampa-addio-chi-tocca-fiat-paga-caro/192746/" target="_blank">in Italia paga</a></span>. Questa è la morale, questo deve sapere chi si appresta a fare il nostro mestiere.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/21/io-la-rai-e-fiat-tanti-saluti-al-diritto-di-critica/192810/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Gasparri, gli Indignados e la fanghiglia partitica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/15/gasparri-gli-indignados-e-la-fanghiglia-partitica/164074/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/15/gasparri-gli-indignados-e-la-fanghiglia-partitica/164074/#comments</comments> <pubDate>Sat, 15 Oct 2011 11:51:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Corrado Formigli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[15ottobre]]></category> <category><![CDATA[Elio Germano]]></category> <category><![CDATA[indignados]]></category> <category><![CDATA[Maurizio Gasparri]]></category> <category><![CDATA[Piazzapulita]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=164074</guid> <description><![CDATA[La cosa più impressionante guardando Maurizio Gasparri a tu per tu con gli Indignados di San Lorenzo a Roma durante l’ultima puntata di Piazzapulita – Elio Germano in testa con la sua faccia impagabile da ragazzo – è l’abisso di incomunicabilità che li divide. Loro parlano, spiegano, rivendicano. Lui inforca gli occhiali e prende appunti....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La cosa più impressionante guardando <strong>Maurizio Gasparri</strong> a tu per tu con gli <strong>Indignados</strong> di San Lorenzo a Roma <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.la7.tv/richplayer/?assetid=50235460" target="_blank">durante l’ultima puntata di Piazzapulita</a></span> – <strong>Elio Germano </strong>in testa con la sua faccia impagabile da ragazzo – è l’abisso di incomunicabilità che li divide. Loro parlano, spiegano, rivendicano. Lui inforca gli occhiali e prende appunti. Risponderà, penso io guardandolo così preso. Ma quando gli restituisco la parola – Germano ha appena concluso il suo intervento citando i nostri figli e la paura di non poterli più aiutare – il presidente dei senatori del Pdl comincia a discettare di ribaltoni e mandati elettorali. Lui Elio Germano <strong>non lo ha né visto, né calcolato</strong>. Il suo orizzonte è tutto politico, di quella politica che è ormai suk, fanghiglia partitica,<strong> melina elettorale</strong>. I destinatari ultimi del telemessaggio di Gasparri sono i Pisacane, i Sardelli (eroico Sardelli, quanto pagherà il tradimento?) e il gorgo scajoliano. La piazza, i giovani, acerbi indignati romani <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/15/da-torino-a-napoli-a-roma-tutte-le-piazze-dellindignazione/163939/" target="_blank">che oggi scendono in strada</a></span> <strong>sono fantasmi</strong>. Auguro a questi fantasmi di prendere corpo oggi a Roma, pacifici ma incazzati, decisi a farsi sentire dall’aula sempre più sorda dove i Gasparri sempre ritornano. Domani probabilmente basterebbe una legge elettorale <strong>appena decente</strong>, dove si possa esprimere una preferenza, per mandarli a casa.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/15/gasparri-gli-indignados-e-la-fanghiglia-partitica/164074/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>142</slash:comments> </item> <item><title>Ora Berlusconi compri la villa di Lampedusa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/04/ora-berlusconi-compri-la-villa-di-lampedusa/102030/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/04/ora-berlusconi-compri-la-villa-di-lampedusa/102030/#comments</comments> <pubDate>Mon, 04 Apr 2011 10:33:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Corrado Formigli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[aeroporto]]></category> <category><![CDATA[Lampedusa]]></category> <category><![CDATA[Raffaele Lombardo]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[villa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=102030</guid> <description><![CDATA[Ce l’ha promesso, adesso Cavaliere mantenga: Villa Due Palme a Lampedusa, ricorda? Mercoledì ha detto ai lampedusani imbufaliti che l’ha comprata su internet. E l’agenzia incaricata assicura di averle fatto pure un bello sconto. Poi, più niente. Il governatore Lombardo sostiene che, poche ore dopo lo show, sorvolandola sulla via del ritorno, si sia reso...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ce l’ha promesso, adesso Cavaliere mantenga: <strong>Villa Due Palme a Lampedusa</strong>, ricorda? Mercoledì ha detto ai lampedusani imbufaliti che l’ha comprata su internet. E l’agenzia incaricata assicura di averle fatto pure un bello sconto. Poi, più niente.</p><p>Il governatore Lombardo sostiene che, poche ore dopo lo show, sorvolandola sulla via del ritorno, si sia reso tristemente conto che <strong>confina con la pista dell’aeroporto</strong>. Confermo. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=vJy37myfPtY" target="_blank">Quando sono entrato a visitarla</a></span>, il frastuono di un jet in atterraggio mi ha fatto saltare lo coronarie e il puzzo di cherosene ha ammorbato l’aria marina per qualche minuto. Capisco perciò le perplessità nel comprarla.</p><p>Ma d’altra parte una promessa è una promessa, e <strong>lei non è certo tipo da tradirla</strong>. Perciò coraggio, ci dia conferma che terrà fede alla parola data ai lampedusani. Quest’estate l’aspettiamo tutti a Villa Due Palme, tra un barcone di disperati che arriva e un jet della protezione civile che decolla. Cittadino onorario e uomo d’onore. Mica un Aiazzone qualunque, che diamine.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/vJy37myfPtY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/04/ora-berlusconi-compri-la-villa-di-lampedusa/102030/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>86</slash:comments> </item> <item><title>Libia: cosa intende fare il governo italiano?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/09/libia-cosa-intende-fare-il-governo-italiano/96246/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/09/libia-cosa-intende-fare-il-governo-italiano/96246/#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 Mar 2011 12:29:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Corrado Formigli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[franco frattini]]></category> <category><![CDATA[Gheddafi]]></category> <category><![CDATA[libya]]></category> <category><![CDATA[politica estera]]></category> <category><![CDATA[rivoluzione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=96246</guid> <description><![CDATA[La rivoluzione in ciabatte e kalashnikov contro Gheddafi è malferma a Ras Lanuf, lontana 700 chilometri da Tripoli e dal gigantesco compound militare del colonnello. Visti da vicino i ribelli sono un’accozzaglia di giovani idealisti, militari disertori, fanatici religiosi, criminali in cerca di bottino. C’è davvero di tutto sul fronte orientale di questa guerra civile. Le università, al contrario che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La rivoluzione in ciabatte e kalashnikov contro Gheddafi è malferma a Ras Lanuf, lontana 700 chilometri da Tripoli e dal gigantesco compound militare del colonnello. <strong>Visti da vicino</strong> i ribelli sono un’accozzaglia di giovani idealisti, militari disertori, fanatici religiosi, criminali in cerca di bottino. C’è davvero di tutto sul fronte orientale di questa guerra civile. Le università, al contrario che al Cairo o a Tunisi, schiacciate da decenni di propaganda e maxidosi di libretti verdi, non sono luoghi di discussione e <strong>non riescono a organizzare un’idea di rivoluzione </strong>e di stato alternativo a quello esistente. Niente classe dirigente, pochi intellettuali, nessun coordinamento militare: per abbattere il dittatore la rabbia di milioni di libici contro una dittatura di stampo birmano – ma con le fogne a cielo aperto nelle città, alla faccia dei petroldollari – potrebbe non bastare.</p><p>Uno dei capi della rivolta in Cirenaica, che ho incontrato nella battaglia di Brega una settimana fa, ieri al telefono mi implorava: “<em><strong>Dite a Berlusconi che abbiamo bisogno dell’Italia</strong>. Dite a Berlusconi che l’Italia e l’Europa devono riconoscere al più presto il governo transitorio di Bengasi</em>”. A quanto pare, di questi tempi il nostro premier <strong>ha altro a cui pensare</strong>. Quanto al ministro degli Esteri, non ci ha ancora spiegato come si può impedire alla famiglia Gheddafi di rastrellare denaro vendendo azioni Unicredit. Caro Frattini, visto che stiamo parlando di congelamento dei beni del rais, ci spiega cosa intende fare il governo italiano?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/09/libia-cosa-intende-fare-il-governo-italiano/96246/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>27</slash:comments> </item> <item><title>La morale di Eutelia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/10/lavoratori-tie/38498/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/10/lavoratori-tie/38498/#comments</comments> <pubDate>Sat, 10 Jul 2010 14:34:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Corrado Formigli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Agile]]></category> <category><![CDATA[Eutelia]]></category> <category><![CDATA[liori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=38498</guid> <description><![CDATA[Lavoratori? Tiè!! “Io continuo ad avere la mia macchina, il mio autista, il mio elicottero e la mia villa…tutto uguale e loro non ce l’hanno un lavoro…punto…questa è la storia”. Intercettato mentre parla col fratello Sebastiano, Antonangelo Liori commenta così la situazione di Agile, la società fittizia dove Eutelia ha sbattuto migliaia di lavoratori mai...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Lavoratori? Tiè!! “Io continuo ad avere la mia macchina, il mio autista, il mio elicottero e la mia villa…tutto uguale e loro non ce l’hanno un lavoro…punto…questa è la storia”. Intercettato mentre parla col fratello Sebastiano, Antonangelo Liori commenta così la situazione di Agile, la società fittizia dove Eutelia ha sbattuto migliaia di lavoratori mai più pagati e decine di milioni di euro di debiti. Liori è stato arrestato assieme a un’altra mezza dozzina di galantuomini per truffa e bancarotta fraudolenta. In buona sostanza, “manager” con decine di fallimenti alle spalle si sono spolverati i resti dell’informatica italiana. I debiti sono rimasti in Italia, i quattrini sono nascosti nei paradisi fiscali. Naturalmente nessun controllo pubblico è riuscito a impedire questo scempio. Perché i notai, pubblici ufficiali, hanno firmato atti di cessione fasulli? Perché è stato concesso a uno come Antonangelo Liori, con già condanne in primo grado per vent’anni, di mettere mano a bilanci societari? E perché nessun partito politico ha combattuto una vera battaglia mentre decine di migliaia di lavoratori protestavano per le strade (unica eccezione, a onor del vero, l’Idv con Maurizio Zipponi in prima fila)?</p><p>Gli arresti dei “manager” Eutelia, Agile e Omega segnano il punto più basso del capitalismo di rapina. Questi avvoltoi si sono spartiti i resti dell’informatica italiana. Pensate che l’eredità di Adriano Olivetti è finita a Londra, nello scantinato umido di una fiduciaria con capitale sociale una sterlina. Agile, infatti, depositaria dell’Information Technology di Eutelia (eredità Olivetti passata attraverso ripetuti dissanguamenti appunto) è controllata da Omega che è controllata da Libeccio che è controllata da una fiduciaria londinese… Se volete farvi un’idea di come tutto fosse chiaro e disperante e giocato sulla pelle di migliaia di lavoratori, riguardatevi l’inchiesta che ho realizzato assieme a Luca Rosini ed Eva Giovannini per Annozero. Ve la linko qua sotto.</p><p><u><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ad7348e8-bb76-4d12-a8a8-97364bc1660b.html?p=5" mce_href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ad7348e8-bb76-4d12-a8a8-97364bc1660b.html?p=5">http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ad7348e8-bb76-4d12-a8a8-97364bc1660b.html?p=5</a></u></p><p><u><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-334a9640-986a-4949-8b4c-7e13c489b794-annozero.html?p=0" mce_href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-334a9640-986a-4949-8b4c-7e13c489b794-annozero.html?p=0">http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-334a9640-986a-4949-8b4c-7e13c489b794-annozero.html?p=0</a></u></p><p><u><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-cafd53e0-5214-4dd0-8b71-2f01c470b9dc-annozero.html?p=0" mce_href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-cafd53e0-5214-4dd0-8b71-2f01c470b9dc-annozero.html?p=0">http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-cafd53e0-5214-4dd0-8b71-2f01c470b9dc-annozero.html?p=0</a></u></p><p><u><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-61b7b56c-8a18-44c6-93d6-690ad77f0d26-annozero.html?p=0" mce_href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-61b7b56c-8a18-44c6-93d6-690ad77f0d26-annozero.html?p=0">http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-61b7b56c-8a18-44c6-93d6-690ad77f0d26-annozero.html?p=0</a></u></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/10/lavoratori-tie/38498/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>7</slash:comments> </item> <item><title>Fotoalbum di Zaccai</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/01/fotoalbum-di-zaccai/35120/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/01/fotoalbum-di-zaccai/35120/#comments</comments> <pubDate>Thu, 01 Jul 2010 15:33:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Corrado Formigli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[morale]]></category> <category><![CDATA[Pier Paolo Zaccai]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=35120</guid> <description><![CDATA[Fotoalbum di Pier Paolo Zaccai, consigliere provinciale Pdl a Roma, tratta dal suo sito personale www.zaccai.it Prima foto: Zaccai dietro scrivania dirigenziale massellata con tricolore e gagliardetti e bimba in braccio (la figlia, suppongo). Elogio delle istituzioni e della famiglia come fonte di ispirazione del buongoverno. Seconda foto: matrimonio dell’onorevole Zaccai in chiesa. Sposa in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Fotoalbum di Pier Paolo Zaccai, consigliere provinciale Pdl a Roma, tratta dal suo sito personale <a href="http://www.zaccai.it">www.zaccai.it</a></p><p><strong>Prima foto</strong>: Zaccai dietro scrivania dirigenziale massellata con tricolore e gagliardetti e bimba in braccio (la figlia, suppongo). Elogio delle istituzioni e della famiglia come fonte di ispirazione del buongoverno.<br /> <strong>Seconda foto</strong>: matrimonio dell’onorevole Zaccai in chiesa. Sposa in abito bianco, lui abito scuro classico. Elogio del settimo sacramento, dell’indissolubilità del vincolo, del dovere di fedeltà, della famiglia come fonte eccetera<br /> <strong>Terza foto</strong>: Zaccai in compagnia di Joseph Ratzinger, a occhio ancora cardinale, e di altre personalità di Santa Romana Chiesa.<br /> <strong>Quarta foto</strong>:  Zaccai bacia la mano a Giovanni Paolo II. Come dire, i contatti in alto non gli mancano<br /> <strong>Quinta foto</strong>:  Zaccai con un non ben precisato prete. Ma quanti preti conosce questo Zaccai?<br /> <strong>Sesta e settima foto</strong>: Zaccai con Alemanno e Storace. Comuni radici cristiane e missine<br /> <strong>Ottava foto</strong>: Zaccai in mimetica e maschera antigas. Sembra pronto per fare irruzione in un covo di Al Qaeda sulle montagne del Waziristan<br /> <strong>Nona foto</strong>: Zaccai assieme ai poliziotti del New York Police Department.</p><p>Elogio della legalità (a proposito, lo sa il consigliere Zaccai cosa gli fanno agli spacciatori di coca i poliziotti americani?) Pier Paolo Zaccai è stato ricoverato al pronto soccorso giovedì mattina all’alba in stato confusionale in un ospedale di Roma dopo un festino a base di cocaina in compagnia di alcuni Trans. Zaccai si era sporto dal balcone di un appartamento di San Giovanni urlando frasi sconnesse e improvvisando un comizio  (sull’integrità della famiglia? Sulla tolleranza zero verso gli spacciatori di colore?) Che dire? Non mi va di fare moralismi e resto convinto che dentro le mura domestiche ognuno sia libero di fare ciò che più gli aggrada – ovviamente senza nuocere agli altri. Ma benedetto il Signore, possibile che uno si debba definire esattamente per il contrario di ciò che è? Viva i trans, bistrattati e derisi, e alla loro opera di smascheramento della solenne ipocrisia dei nostri politici.</p><p><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-0b512d2b-9ae2-4c36-88ea-737fb90af6be.html?p=4"><span style="text-decoration: underline;">Guarda l&#8217;intervista a Bambola Bulgari</span></a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/01/fotoalbum-di-zaccai/35120/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>26</slash:comments> </item> <item><title>Quanto sei brutta Roma. Ma non per colpa tua&#8230;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/26/quanto-sei-brutta-roma/31816/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/26/quanto-sei-brutta-roma/31816/#comments</comments> <pubDate>Sat, 26 Jun 2010 16:45:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Corrado Formigli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Corrado Guzzanti]]></category> <category><![CDATA[Emiliano Fittipaldi]]></category> <category><![CDATA[Espresso]]></category> <category><![CDATA[Gianni Alemanno]]></category> <category><![CDATA[Walter Veltroni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=31816</guid> <description><![CDATA[Piccolo suggerimento ai residenti a Roma: bombardate gli uffici del sindaco Alemanno di mail di protesta: questa città fa schifo. E’ il momento di insorgere perdio: la capitale vive il punto più basso della sua storia recente. Invasa dai pullman turistici, venduta ai bus multipiano, tritata dal traffico senza regole, in mano ad amministratori incapaci...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Piccolo <strong>suggerimento </strong>ai residenti a Roma: bombardate gli uffici del sindaco <strong>Alemanno </strong>di mail di protesta: <a href="http://www.gioia.it/Servizi-allo-sbando-multe-strade-impraticabili-Forse-a-Roma-serve-un-sindaco"><span style="text-decoration: underline;">questa città fa schifo</span></a>. E’ il momento di <strong>insorgere </strong>perdio: la capitale vive il punto più basso della sua storia recente. Invasa dai pullman turistici, venduta ai bus multipiano, tritata dal <strong>traffico </strong>senza regole, in mano ad amministratori incapaci di dare un senso a questa mostruosa somma di <strong>inciviltà</strong>.  Mettiamola così: il primo mandato di <strong>Veltroni </strong>da sindaco è andato bene, c’era fermento, c’era un’idea di metropoli sostenibile.</p><p>Poi è arrivato il secondo mandato ed è stato un mezzo <strong>disastro</strong>: Roma abbandonata a se stessa, il sindaco con la testa alla segreteria del <strong>Pd</strong>. Com’è andata lo sappiamo: persa Roma e perso il Pd. Perfino negli occhi del più convinto elettore di <strong>sinistra </strong>l’elezione di Alemanno ha fatto balenare un’ombra di speranza, magari subito ricacciata con <strong>sdegno</strong>. Due anni dopo, ecco la città più invivibile d’<strong>Europa</strong>.</p><p>Complimenti al neosindaco! Strade bloccate dal traffico pesante, marciapiedi <strong>smerdati </strong>dai cani, scivoli occupati dalle Smart, macchine in quarta fila nelle vie dello shopping. E poi parchi ridotti a <strong>letamaio</strong>, da Villa Sciarra a Parco Nemorense e beach soccer al <strong>Circo Massimo</strong>, in nome di non si sa quale maldestra idea di <strong>pop-archeologia</strong>. Ogni giorno in moto si rischia la vita per via delle buche. Un tempo ci consolavamo andando a <strong>Tirana</strong>, oggi mi dicono che anche lì le strade sono lisce come <strong>biliardi</strong>.</p><p>I <strong>romani</strong>, in una sorta di cupio dissolvi, ci mettono del loro e la capitale sembra una gigantesca casa delle libertà dove il Corrado <strong>Guzzanti </strong>di turno fa pipì sul divano. Da leggere l’intervista di Emiliano <strong>Fittipaldi </strong>ad Alemanno sull’<strong>Espresso </strong>di questa settimana, e un premio a chi ha trovato una risposta convincente. <strong>Mobilitiamoci</strong>, scriviamo al sindaco, diamoci da fare: mi sono rotto di vergognarmi ogni volta che incrocio un <strong>turista</strong> (anche <strong>slovacco</strong>).</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/26/quanto-sei-brutta-roma/31816/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>48</slash:comments> </item> <item><title>Senza accordo Pomigliano è morta</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/21/28513/28513/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/21/28513/28513/#comments</comments> <pubDate>Mon, 21 Jun 2010 19:38:14 +0000</pubDate> <dc:creator>Corrado Formigli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[fiat]]></category> <category><![CDATA[marchionne]]></category> <category><![CDATA[operai]]></category> <category><![CDATA[pomigliano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=28513</guid> <description><![CDATA[E se ci fidassimo di Marchionne? Prima di sparare sull’accordo per la Fiat di Pomigliano e dargli del nazista, stiamo ai fatti. E’ vero, come ha scritto Luca Telese, che non possiamo andare in estasi per il World Class manufacturing, la bibbia della turbocatena di montaggio: dieci passi per montare un pezzo, una torsione di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/06/lapresse_to050210pol_0143Pomigliano.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-28514" title="Protesta dei lavoratori precari dello stabilimento Fiat di Pomigliano D'Arco" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/06/lapresse_to050210pol_0143Pomigliano-300x207.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="207" /></a>E se ci fidassimo di <strong>Marchionne</strong>? Prima di sparare sull’accordo per la <strong>Fiat di Pomigliano</strong> e dargli del nazista, stiamo ai fatti.</p><p>E’ vero, come ha scritto <strong>Luca Telese</strong>, che non possiamo andare in estasi per il World Class manufacturing, la bibbia della turbocatena di montaggio: dieci passi per montare un pezzo, una torsione di busto e il ricambio è lì, le sedute anatomiche antipiaghe. Neanche Toyota fosse di Frattamaggiore.</p><p>Aggiungo: il ritratto dell’operaio <strong>Antonio Vernillo</strong> convertito al Verbo marchionniano, fatto da <strong>Paolo Bricco</strong> sul Sole 24 ore, è più melenso di un mulino bianco: la notte a montar Panda col sorriso, la domenica a messa con la famiglia, a pranzo maccheroni e mozzarelle fresche e poi via a godersi il tepore autunnale alla Villa Comunale.</p><p>E la noia fatica alienazione bestiale dei nuovi ritmi produttivi dove la mettiamo?</p><p>I fatti, però. All’accordo c’è un’alternativa? Pomigliano senza Panda è riserva di caccia della camorra. Vi ricordate i metalmeccanici incazzati marciare sull’Autosole sventolando le buste paga da 700 euro? Gridavano: dateci un lavoro o non resta che rubare. E adesso che il lavoro arriva che si fa, gli diamo un calcio? 1300 euro sono meglio della cassa integrazione oppure no?</p><p>E se Pomigliano tornasse una città operaia producendo auto che si vendono, non scatolette sovvenzionate dallo Stato, chi ci dice che presto non arrivino al sud nuovi investimenti? Una volta smentito chi li accusa ingiustamente di essere una massa di scioperati, con una fabbrica di qualità, non sarebbe più semplice per gli operai battersi per recuperare qualche garanzia perduta?</p><p>Un metalmeccanico tedesco è meglio pagato e più tutelato di uno campano. Merito del maggior valore aggiunto di un’auto tedesca. Chi compra una Bmw o una Volkswagen paga ricerca, tecnologia, qualità. Chi compra una Fiat vuole spendere poco, non più che per una Hyundai o una Kia. Ecco perché bisogna produrre tante Panda, farlo in fretta e fare in modo che non si scassino dopo diecimila chilometri. Quando si parla di fabbriche vorremmo essere tutti tedeschi, ma la guerra dei bulloni tocca farla con polacchi e coreani.</p><p>Obietta il Cipputi incazzato di Pomigliano: perché l’Italia la devo salvare proprio io? Perché un’auto si può ancora costruire con amore, come un tempo faceva suo padre. Perché Pomigliano è rimasta attaccata alla fabbrica con la rabbia onesta di chi vuole solo lavorare. Perché tocca dargli una bella lezione di civiltà a quei buffoni di Pontida. Marchionne dice: prima i risultati, poi le garanzie. E’ rischioso, potrebbe diventare un precedente. Però l’uomo in maglione nero ha una sua schiettezza. Parla chiaro, disprezza i politici italiani, non ha rubato. Praticamente un marziano.</p><p>Senza accordo Pomigliano è morta. Fossi lì, voterei sì. Fossi la Fiom eviterei il catenaccio e giocherei la partita.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/21/28513/28513/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>22</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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