<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Benedetto Zacchiroli</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/bzacchiroli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>L&#8217;omofobia uccide</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/02/lomofobia-uccide/201765/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/02/lomofobia-uccide/201765/#comments</comments> <pubDate>Mon, 02 Apr 2012 13:13:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[benedetto zacchiroli]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[daniel zamudio]]></category> <category><![CDATA[giornata contro omofobia]]></category> <category><![CDATA[neonazisti]]></category> <category><![CDATA[Omofobia]]></category> <category><![CDATA[santiago del cile]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=201765</guid> <description><![CDATA[La settimana scorsa il mondo intero ha imparato un nome, quello di Daniel Zamudio, giovane omosessuale cileno di soli 24 anni aggredito, picchiato e torturato per oltre 6 ore da un gruppo di neonazisti. Gli è stato staccato un orecchio, bruciata una gamba, incise delle svastiche su petto e spalla usando cocci di bottiglia e infine...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La settimana scorsa il mondo intero ha imparato un nome, quello di <strong>Daniel Zamudio</strong>, giovane omosessuale cileno di soli 24 anni aggredito, picchiato e torturato per oltre 6 ore da un gruppo di neonazisti. Gli è stato staccato un orecchio, bruciata una gamba, incise delle svastiche su petto e spalla usando cocci di bottiglia e infine stato colpito al cranio con un masso.</p><p>Daniel è morto martedì sera al <strong>Posta Central</strong>, il policlinico di <strong>Santiago del Cile</strong>. La notizia ha lasciato attoniti tanti. Le foto di Daniel, in particolare quella del post aggressione, hanno fatto il giro del mondo.</p><p>In queste ore le considerazioni sono tante e pensare che anche in Italia non siamo immuni da certi crimini fa riflettere: l’ultimo caso di aggressione a causa dell’orientamento sessuale avvenuta nel nostro Paese, risale a due settimane fa, a <strong>Varese</strong>.</p><p>Certo, non si è arrivati ai livelli disumani che si sono raggiunti a Santiago, ma i campanelli ci sono e sono frequenti. Non sono uso a produrmi in allarmismi, ma registro una continua attività di poveri esseri, mentecatti intellettuali, che cercano persino di dare cogenza razionale a ciò che ispira la loro violenza.</p><p><strong>L’omofobia è una brutta bestia</strong>, come tutte le violenze. La connivenza più pericolosa che le istituzioni e i rappresentanti delle istituzioni possono avere è rappresentata dallo sminuire, dal minimizzare certi fatti che sono invece di una gravità inaudita.</p><p>Penso allora che come si fa per tanti altri atti di violenza che hanno ispirazioni ben precise sia urgente che le comunità civili si diano degli appuntamenti pubblici durante i quali riflettere assieme e dire ad alta voce “no”.</p><p>È necessario, è utile, è doveroso, ed è necessario, utile e doveroso, che lo faccia anche la città di <strong>Bologna</strong>. I simboli sono strumenti evocativi potenti che aiutano l’orientamento della comunità.</p><p>Già qualche anno fa, nel 2009, Bologna aderì alla giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia che si celebra ogni anno il 17 Maggio; giornata promossa dall’Unione europea che si celebra dal 2007. Obiettivo della giornata è quello di promuovere e coordinare eventi internazionali di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare questi fenomeni. Sarebbe bello che per quella data si pensasse qualcosa di significativo per dire con chiarezza un “no” che oggi, purtroppo, appare totalmente necessario.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/02/lomofobia-uccide/201765/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Bologna, il Cassero è un investimento</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/bologna-cassero-investimento/185895/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/bologna-cassero-investimento/185895/#comments</comments> <pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:55:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[arcigay]]></category> <category><![CDATA[arcilesbica]]></category> <category><![CDATA[Arcobaleno]]></category> <category><![CDATA[bignami]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[cassero]]></category> <category><![CDATA[clericalismo]]></category> <category><![CDATA[Cofferati]]></category> <category><![CDATA[gay]]></category> <category><![CDATA[gay pride]]></category> <category><![CDATA[Guazzaloca]]></category> <category><![CDATA[lisei]]></category> <category><![CDATA[Omofobia]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=185895</guid> <description><![CDATA[I riflettori della stampa si sono accesi da sabato su una realtà del territorio bolognese. L’interrutore è stato schiacciato dal consigliere comunale Lisei (Pdl) e dal consigliere regionale Bignami (Pdl) che hanno presentato pubblicamente una lettura dei bilanci del circolo Arcigay “Il Cassero” che ha in essere una convenzione con il Comune di Bologna. I...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I riflettori della stampa si sono accesi da sabato su una realtà del territorio bolognese. L’interrutore è stato schiacciato dal consigliere comunale <strong>Lisei </strong>(Pdl) e dal consigliere regionale <strong>Bignami </strong>(Pdl) che hanno presentato pubblicamente una lettura dei bilanci del circolo Arcigay “<strong>Il Cassero</strong>” che ha in essere una convenzione con il <strong>Comune di Bologna</strong>.</p><p>I protagonisti maggiori sembrano essere tre: il fatto che la sede, di proprietà comunale, sia data in uso gratuito, il pagamento di una parte delle utenze e i 165 mila euro di utile che il Cassero ha prodotto nell’anno 2010.</p><p>Che sul territorio ci siano realtà che in <strong>tempo di crisi riescono a generare degli utili </strong>impiegando delle persone mi sembra una buona notizia.</p><p>Tra agenzie stampa, quotidiani e social network il gorgoglìo che si è generato non è stato indifferente. Ai due consiglieri di destra, nella loro azione, è stata imputata l’aggravante dell’<strong>omofobia e del clericalismo</strong>. Qualcuno si è anche lasciato andare a battute sgradevoli che a mio giudizio non aiutano il dibattito e la reciproca comprensione e sono da rottamare come impostazione infelice.</p><p>Il circolo in questione è una realtà storica a Bologna che da <strong>30 anni </strong>svolge un’azione seria e qualificata nella comunità, soprattutto nei confronti dei componenti delle giovani generazioni che ancora oggi, sul tema dell’orientamento sessuale, purtroppo, hanno bisogno di aiuto e consulenze. Non è una cosa di poco conto. Anzi.</p><p>È giunta l’ora di uscire dalle incrostazioni ideologiche di un medioevo di cui né la nostra città né l’Italia hanno bisogno. Liberalizziamo il discorso e puntiamo al nocciolo. Qual è il tema? Il tema è quello delle libere forme associative e delle associazioni no profit che ricevono sedi e/o denari pubblici dal Comune.</p><p>Si tratta di stare dentro l’alveo del fiume della sussidiarietà. Si firmano convenzioni con le associazioni del territorio perché l’opera culturale, e di intrattenimento, finalizzata alla coesione sociale e alla crescita culturale, viene giudicata positiva e fatta in vece del Comune. In una parola: se non ci fosse il Cassero toccherebbe al Comune fare quello che quelle associazioni fanno da almeno tre decenni. È un fatto! Riconosciuto dalle varie giunte nel corso degli ultimi 3 decenni. Ricordo che l’attuale convenzione con il Cassero ricalca quella che venne scritta dall’allora <strong>giunta Guazzaloca</strong> alla quale la giunta <strong>Cofferati</strong> tolse un finanziamento fisso.</p><p>Che la popolazione omosessuale di Bologna e non solo, sappia di avere una casa in città, prestigiosa, come la Salara, non è cosa di poco conto. Che questa casa sia divenuta un punto attrattivo anche per tanti che omosessuali non sono, producendo un melting reale e positivo, è il risultato di un impegno progressivo e costante da parte di tante persone. Non sottovalutiamolo.</p><p>Non è un caso che Bologna sia stata scelta come sede del <strong>Gay Pride </strong>nazionale 2012 e spero nessuno voglia perdere questa occasione per intavolare anche tra di noi e in città un dibattito positivo finalizzato alla comprensione delle diverse posizioni.</p><p>Quella realtà, come tutte le realtà che stringono convenzioni col Comune, non può essere però solo analizzata dai suoi bilanci, soprattuto se poi gran parte deriva da una attività di intrattenimento che è soggetta alle alterne fortune che può avere quel settore, per cui un anno va di moda andare in un posto e l’anno successivo non è detto che sia così.</p><p>Se ci si vuole addentrare in questo tipo di discussione è bene farlo non solo coi numeri, ma prendendo consapevolezza, prima di tutto il Consiglio comunale, di tutto quello che in quel luogo viene effettuato a servizio di tanti cittadini.</p><p>Ieri mattina ho mandato in iter la richiesta di una udienza conoscitiva al fine di ospitare in Commissione consigliare quelle associazioni che operano alla Salara che sono sette: <strong>Arcigay “Il Cassero” </strong>(che storicamente detiene l’onere di gestione), <strong>ArciGay nazionale</strong>, <strong>Arcilesbica Bologna</strong>, <strong>Arcilesbica</strong>, <strong>Agedo</strong>, <strong>Famiglie Arcobaleno </strong>e <strong>Uaar</strong>.</p><p>Solo ascoltandoli si avrà piena consapevolezza della mole di lavoro quotidiana fatta, anche a titolo di volontariato, da molti. È solo così che si potrà avere una piena avvertenza per giudicare se il patrimonio e i soldi del comune dati al Cassero siano un investimento o uno spreco.</p><p>Il mio parere è che per la comunità è un investimento, oneroso, ma un investimento.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/bologna-cassero-investimento/185895/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;Ici, la chiesa e cosa diceva il Concilio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/12/lici-chiesa-cosa-diceva-concilio/176887/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/12/lici-chiesa-cosa-diceva-concilio/176887/#comments</comments> <pubDate>Mon, 12 Dec 2011 07:30:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[Chiesa]]></category> <category><![CDATA[concilio Vaticano II]]></category> <category><![CDATA[curia]]></category> <category><![CDATA[economo]]></category> <category><![CDATA[edifici]]></category> <category><![CDATA[ici]]></category> <category><![CDATA[manovra]]></category> <category><![CDATA[Nuvoli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=176887</guid> <description><![CDATA[Leggendo le pagine di Repubblica di domenica e l&#8217;intervista a monsignor Gian Luigi Nuvoli (economo della curia bolognese) sono rimasto interdetto. Il tono scomposto, arrogante, non restituisce l&#8217;immagine della Chiesa che opera la carità. Nessuno nega la riconoscenza di fronte a una chiesa che dà da mangiare agli affamati, consapevoli di quanti fedeli cristiani contribuiscono a queste...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo le pagine di <em>Repubblica </em>di domenica e l&#8217;intervista a<strong> </strong>monsignor <strong><a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/12/11/news/sullici_scontro_tra_curia_e_comune_la_giunta_lavori_non_faccia_prediche-26398915/" target="_blank">Gian Luigi Nuvoli</a> </strong>(economo della curia bolognese) sono rimasto interdetto. Il tono scomposto, arrogante, non restituisce l&#8217;immagine della Chiesa che opera la carità. Nessuno nega la riconoscenza di fronte a una chiesa che d<strong>à</strong><strong> da mangiare agli affamati</strong>, consapevoli di quanti fedeli cristiani contribuiscono a queste azioni. Tutti sappiamo quanto grande sia l&#8217;apporto del volontariato che rende possibile l&#8217;agire sociale della chiesa.</p><p>Dimenticarsi della gratuità e <strong>rivendicare la carità </strong>che viene fatta sconcerta. In questo momento storico a tutti sono chiesti sacrifici: a tutti i cittadini le tasse sono state alzate, a molti vengono toccate le pensioni. Alla comunità civile, rappresentata dal Comune, viene tagliato il bilancio nell&#8217;ordine del 10%, quando il suo 50% è totalmente rivolto al sistema del welfare cittadino. La Chiesa, con questi discorsi, sembra non voler essere toccata dalle richieste che la comunità fa. Ricordiamoci che l&#8217;<strong>Ici</strong> non è chiesta solo ai cittadini che hanno delle attività commerciali, ma a tutti coloro che possiedono un edificio.</p><p>Dove è finita, su questo argomento, la Chiesa del Concilio Vaticano II? Le parole del <strong>Concilio</strong> sono talmente chiare che devono essere state dimenticate. C&#8217;è qualcuno che ha perso la memoria; e dire che l&#8217;ultimo concilio si è chiuso solo l&#8217;8 Dicembre del <strong>1965</strong>, non sono passati nemmeno 50 anni. Proprio in quel giorno veniva promulgata la costituzione conciliare <em>Gaudium et Spes</em> che al numero 76 dice: <strong>&#8220;</strong><strong>La Chiesa non pone la sua speranza nei </strong><strong>privilegi </strong>offertigli dalla comunità civile. Anzi, essa rinunzierà all&#8217;esercizio di certi diritti legittimamente acquisiti, ove constatasse che<strong> il loro uso può far dubitare della sincerità della sua testimonianza</strong> o nuove circostanze esigessero altre disposizioni.&#8221;</p><p>Possibile che si vogliano cancellare <strong>a colpi di spugna</strong> i dettami del concilio? Le parole di quella Chiesa che si apriva al mondo, che si voleva e descriveva in verità e in modo più vicino all&#8217;originale dove sono finite? Ci sono <strong>laici che non dimenticano</strong> e che a sentire certe parole dette con arroganza intristiscono. Sarebbe ora che chi con tanto zelo non fa mancare il proprio acume e peso nell&#8217;interpretare le leggi civili di uno Stato laico, si attardasse un po&#8217; di più a meditare le proprie e non perdesse occasione per assaporare il dolce suono del <strong>silenzio</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/12/lici-chiesa-cosa-diceva-concilio/176887/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cristiani, state nel mondo. Anche se diverso</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/cristiani-state-mondo-anche-quello-diverso/175655/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/cristiani-state-mondo-anche-quello-diverso/175655/#comments</comments> <pubDate>Tue, 06 Dec 2011 18:05:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[associazioni]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[cattolici]]></category> <category><![CDATA[Comune]]></category> <category><![CDATA[consulta]]></category> <category><![CDATA[cristiani]]></category> <category><![CDATA[esclusione]]></category> <category><![CDATA[Famiglia]]></category> <category><![CDATA[figli]]></category> <category><![CDATA[gay]]></category> <category><![CDATA[genitori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=175655</guid> <description><![CDATA[Durante il Consiglio comunale di ieri mi sono espresso sulla possibile autoesclusione delle associazioni cattoliche dalla consulta sulla famiglia. Dicevo: “I cristiani abitano nel mondo, ma non sono del mondo”, leggiamo nella lettera a Diogneto. A queste associazioni dico: State nel mondo! State in questo mondo che è la città di Bologna, con le sue culture e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Durante il Consiglio comunale di ieri mi sono espresso sulla possibile autoesclusione delle <strong>associazioni cattoliche</strong> dalla consulta sulla<strong> famiglia</strong>.</p><p>Dicevo: “I cristiani abitano nel mondo,<strong> ma non sono del mondo</strong>”, leggiamo nella lettera a <strong>Diogneto</strong>. A queste associazioni dico: State nel mondo! State in questo mondo che è la città di <strong>Bologna</strong>, con le sue culture e tradizioni diverse. Stateci senza preclusioni. Uscire dalla consulta è il gesto peggiore che potete fare. È sbattere la porta di fronte a chi la pensa in maniera diversa da voi ma che esiste e vive nella nostra città come e quanto voi.</p><p>La città di <strong>Bologna</strong>, in quell&#8217;organismo, ha bisogno di voi, ha bisogno della <strong>tradizione cristiana</strong> che sa mettersi in relazione anche con chi la pensa in modo diverso, sa essere aperta al dialogo, al confronto e alla reciproca mutualità. L&#8217;apporto di chi si richiama alla dottrina cristiana è fondamentale quanto quello di chi si richiama ad altri principi. Insieme, ognuno con le proprie funzioni, siamo chiamati a costruire una comunità dal volto non più impersonale e massificante, ma personale e fondata sull&#8217;amore. Non escludetevi. Non private la nostra comunità della vostra voce. Siate responsabili, state nel nostro mondo.&#8221;</p><p>Oggi pomeriggio, purtroppo, le <strong>12 associazioni</strong> si sono presentate alla prima riunione della Consulta comunicando che si dimettevano. I motivi? Procedurali.</p><p>“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci.” (Mt 23,13)</p><p>È triste. <strong>È fuori dal tempo e dalla storia</strong>. Certo, si fa perno sull&#8217;interpretazione del regolamento, ma mi sembra si sia arrivati a farne un discorso simbolico che non è giusto, prima di tutto nei confronti della città. Soffermarsi sulle procedure è troppo semplice. Resta il dubbio che questo proceduralismo nasconda altro e questo non va bene. In una società composita come quella della nostra città è giusto che là dove si tocca l&#8217;argomento della famiglia, anche associazioni di omosessuali possano dire la loro. Si può essere o meno d&#8217;accordo con la procreazione assistita o gli uteri in affito (temi sui quali ho fortissime perplessità) ma non vuol dire che queste associazioni non possano essere giudicate degne di stare al tavolo della consulta delle famiglie. Quelle associazioni rappresentano anche famiglie eterosessuali che hanno figli omosessuali o genitori omosessuali.</p><p>Se ci fermiamo sulla parola famiglia non ne usciamo. Proviamo a pensare al tema del r<strong>apporto genitori figli</strong>. Pensiamo al fatto che la consulta è strumento del consiglio comunale per aiutare i consiglieri ad avere una giusta e reale fotografia sul presente, sulla nostra società e sulla sua composizione. Non sta a noi giudicare, sta a noi governare e per questo si chiede l&#8217;aiuto alla consulta perché rappresenti lo spettro massimo della realtà. Non possiamo escludere qualcuno perché alla base vi è un&#8217;idea di famiglia diversa. Non è questo il discorso. Il tema è la possibilità di un a lettura ampia della realtà bolognese.</p><p>Questa autoesclusione ha il sapore del dispetto, ha il sapore di chi sbatte i piedi. Voglio pensare non sia così e invito quelle associazioni a ripensarci. Se no poi si finisce per fare i farisei che della legge e della regola facevano un assoluto per non parlare d&#8217;altro.</p><p>La democrazia è confronto, è spazio di partecipazione dove le convinzioni si incontrano e entrano in dialogo. Non farlo è rendere la nostra città meno ricca e questo Bologna non lo merita.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/cristiani-state-mondo-anche-quello-diverso/175655/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Governo autorevole o subito alle urne</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/09/governo-autorevole-subito-alle-urne/169567/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/09/governo-autorevole-subito-alle-urne/169567/#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 Nov 2011 16:47:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Berlusconismo]]></category> <category><![CDATA[elezioni]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[governo tecnico]]></category> <category><![CDATA[napolitano]]></category> <category><![CDATA[Quirinale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=169567</guid> <description><![CDATA[È ora della responsabilità, per tutti e per fortuna il Colle sembra saldo e forte. Ora dobbiamo salire il primo gradino per uscire dalla melma in cui ci ha cacciato un governo che si è dimostrato irresponsabile coi i suoi bugna bugna infiniti. Purtroppo il primo gradino, come tutti i gradini che si debbono salire quando...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>È ora della responsabilità, per tutti e per fortuna il <strong>Colle</strong> sembra saldo e forte. Ora dobbiamo salire il primo gradino per uscire dalla melma in cui ci ha cacciato un <strong>governo </strong>che si è dimostrato irresponsabile coi i suoi bugna bugna infiniti. Purtroppo il primo gradino, come tutti i gradini che si debbono salire quando si è piccoli, è alto, arduo. È quello della velocità.</p><p>Si bandiscano le liturgie, gli inciuci, i doppi giochi a cui la nostra politica ci ha troppe volte abituato. La risposta arrivi celere. O un <strong>governo con il carisma della stabilità</strong> o <strong>le urne più veloci della storia</strong>.</p><p>Spero in un governo tecnico. Puramente tecnico. Senza la politica balbettante degli ultimi anni, impegnata a difendere caste e castine e non un Paese che ha bisogno di certezze e velocità. Per un governo di tal fatta la politica inconcludente e miope deve farsi da parte, deve tacere, e deve lasciar lavorare chi sa fare il suo mestiere.</p><p>Purtroppo il nostro parlamento di nominati non dà troppe garanzie in questo senso. Perché è pieno di &#8220;figli&#8221; di<strong> Berlusconi e del berlusconismo</strong>. Perché tra i potenziali alleati di una nuova maggioranza che sostenga un governo tecnico c&#8217;è chi ha giocato assieme a Berlusconi per anni e che negli ultimi mesi e ore si è impegnato in una cura di riverginazione che ha dell&#8217;immorale.</p><p>Liberarsi del capro, in questo caso, è la cosa più facile. Ma è il suo stile, la sua idea di politica, che permea gran parte di quel parlamento, di quei &#8220;politici&#8221;. &#8220;Politici&#8221; abbarbicati su quelle poltrone per una notte di goduria pagata da qualcun altro, stretti a un poterucolo che ti circonda di servi mercenari che si vendono al primo offerente.</p><p>E se il governo tecnico non ci sarà, allora alle urne. E qui inizio a tremare. Potrà reggere la povera Italia ai terremoti di tre mesi di campagna elettorale? Al solo pensiero mi vengono i brividi e mi vien da guardare l&#8217;orario dei voli in partenza verso altri mondi.</p><p>Allora guardo verso il colle del Quirinale. Guardo verso il Presidente della nostra Repubblica. Guardo a <strong>Giorgio Napolitano</strong>. E spero. Spero che le decisioni siano sagge e veloci. Lo ha detto oggi: &#8220;Decidere subito, nuovo governo o si va al voto&#8221;. Speriamo, davvero. Un futuro più fosco non se lo meritano gli italiani, non se lo merita l&#8217;Italia.</p><p>L&#8217;Italia fatta da quei cittadini (anche stranieri) che in questi anni, nonostante i teatrini e gli esempi negativi che venivano dall&#8217;alto, hanno continuato ad andare a lavorare tutti i giorni, chi come lavoratore dipendente, chi come imprenditore, chi come libero professionista. A quell&#8217;Italia piena di pensionati che aiutano i loro figli ad andare avanti tutti i giorni. A quell&#8217;Italia che negli ospedali soffre e guarda dalla finestra un Paese che vale molto di più di come viene descritto e governato oggi. All&#8217;Italia degli studenti, che sognano un futuro grande e diverso. All&#8217;Italia della cultura nuova e fresca che non è schiava del potente di turno. All&#8217;Italia che <strong>non si piega alle mafie, alle inondazioni e ai soprusi quotidiani.</strong></p><p>Vogliamo un futuro migliore per quell&#8217;Italia, che uscita da questa emergenza però, dovrà riservare un elettorale  &#8221;calcio nel sedere&#8221; a quegli<strong> italiucoli </strong>che, definendosi politici hanno macchiato brutalmente  uno dei servizi più nobili che si possono rendere al proprio Paese.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/09/governo-autorevole-subito-alle-urne/169567/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>1.210.046 volte basta!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/01/1-210-046-volte-basta/161257/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/01/1-210-046-volte-basta/161257/#comments</comments> <pubDate>Fri, 30 Sep 2011 22:04:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[basta]]></category> <category><![CDATA[dimissioni]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[Porcellum]]></category> <category><![CDATA[referendum]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=161257</guid> <description><![CDATA[1.210.046. È questo il numero dei cittadini italiani che in due mesi hanno firmato per proporre un referendum che abolisca il porcellum. Una media di più di 20 mila persone al giorno si sono recate ai banchetti per firmare. Chissà cosa ci vuole ancora. Di cosa ha bisogno questa classe politica che occupa indebitamente le...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>1.210.046. È questo il numero dei cittadini italiani che in due mesi hanno <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/30/referendum-anti-porcellum-oltre-un-milione-di-firme-consegnate-in-cassazione/161125/" target="_blank">firmato per proporre un referendum che abolisca il<strong> porcellum</strong></a></span>. Una media di più di <strong>20 mila persone al giorno </strong>si sono recate ai banchetti per firmare.</p><p>Chissà cosa ci vuole ancora. Di cosa ha bisogno questa classe politica che occupa indebitamente le nostre istituzioni per capire che è finita la pacchia? Non li vedono? Sono così ciechi da non accorgersi che un popolo di ventimila persone che per 60 giorni, ogni giorno, si ferma davanti a un banco per apporre la sua firma non è il caso, non è un passatempo, non è una masturbazione mentale?</p><p>Le immagini non sono quelle spettacolari di<strong> piazza Taharir in Egitto</strong> o di altre rivoluzioni in giro per il mondo. Certo, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/06/sciopero-cgil-cortei-in-cento-piazze-italiane/155585/" target="_blank">c&#8217;è stato il lo sciopero della Cgil a settembre</a>, ci saranno altre occasioni in queste settimane. Ma quelle firme, quel milione e passa di cittadini urla ai politici che adesso basta, che di fronte all&#8217;irresponsabilità di pochi nominati il popolo risponde con la responsabilità di un nome di un cognome che chiede di riavere la<strong> democrazia popolare piena</strong>.</p><p>Quelle firme, quell&#8217;onda popolare dice che è ora di cambiare. I politici degni di questo nome se ne devono accorgere, non possono essere sordi e ciechi. Quanta aria fresca, quanto popolo. Quanta voglia di aria fresca e di novità traspira da quelle firme. <strong>Rabbia composta e matura</strong>, che chiede civilmente di tornare ad avere una matita in mano che ci hanno spezzato da troppo tempo.</p><p>È un caso di<strong> richiesta di diritti fondamentali</strong>. È un preavviso di sfratto per chi si è dimenticato di noi, per chi ha trasformato la politica da arte nobile a ruberia di polli, a interessi particolari. È una grande parte di Italia che si trasforma in avanguardia. Che vede lontano. Alla politica una delle ultime occasioni per dimostrare che ancora esiste.</p><p><strong>A casa! A casa! A casa! </strong>Di fronte ad incapaci che tremano al timone della nazione, navigando a vista nei mari mossi di una crisi economica enorme, di fronte a una politica staccata totalmente dalla realtà, il grido che esce da quegli scatoloni pieni di firme è: l&#8217;Italia c&#8217;è e vuole la parola… è ora di dargliela, al più presto!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/01/1-210-046-volte-basta/161257/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>18</slash:comments> </item> <item><title>Crisi, l&#8217;Europa unica via d&#8217;uscita</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/07/crisi-leuropa-unica-via-duscita/155956/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/07/crisi-leuropa-unica-via-duscita/155956/#comments</comments> <pubDate>Wed, 07 Sep 2011 19:36:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cgil]]></category> <category><![CDATA[costituzione europea]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[debito]]></category> <category><![CDATA[Eurobond]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[lisbona]]></category> <category><![CDATA[manovra]]></category> <category><![CDATA[povertà]]></category> <category><![CDATA[sistema bancario]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=155956</guid> <description><![CDATA[Mentre il governo prova ad ultimare la danza infinita della manovra e nelle molteplici piroette di questi giorni continua a mandare all’aria ogni barlume di credibilità, una parte di italiani scende in piazza. Scende in piazza portata lì dal sindacato più grande d&#8217;Europa, la Cgil, appoggiato dal Partito Democratico. Non sono tutti, chiaro, sono quelli...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre il governo prova ad ultimare la danza infinita della <strong>manovra </strong>e nelle molteplici piroette di questi giorni continua a mandare all’aria ogni barlume di credibilità, una parte di italiani scende in piazza. Scende in piazza portata lì dal sindacato più grande d&#8217;Europa, la <strong>Cgil</strong>, appoggiato dal Partito Democratico. Non sono tutti, chiaro, sono quelli che abitano la frontiera che nessuno di noi vorrebbe mai valicare: quella della <strong>povertà</strong>, della non sostenibilità dello stile di vita che fino ad oggi si ha avuto. <strong>Povertà materiale e psicologica</strong>. Perché chi non può pensare con serenità al proprio futuro è povero, irrimediabilmente povero.</p><p>Lo scrivevo già qualche giorno fa: il governo è schiacciato da <strong>interessi particolari</strong> che non gli permettono di agire. Un governo così, semplicemente, dovrebbe essere mandato a casa. Ma da chi? Il potere di sfiducia appartiene al parlamento che però è fatto di nominati che rispondono a chi quel posto gli ha dato e non agli elettori che sono sempre più stanchi di fronte all’arroganza di un governo inerme. I problemi messi in fila fin qui sono quindi già tre: la povertà materiale e psicologica come minaccia su molti lavoratori, l’inazione del governo e l’impotenza dei parlamentari.</p><p>Continuo. Le cause dell’attuale <strong>crisi economica</strong> (che ormai non si capisce più quando è iniziata) partono da lontano. Partono dal momento in cui con l’unione monetaria si è pensato che il processo di integrazione europea fosse concluso. L’<strong>agenda di Lisbona</strong> basata sull’economia del sapere è stata mandata al macero, la costituzione europea rimodellata al massimo ribasso e i nazionalismi rinfocolati dall’immigrazione che proveniente soprattutto dai quei paesi dell’est europeo che iniziavano a entrare nell’Unione (allargamento a mio avviso opportuno ma precipitoso). Questa malattia si chiama <strong>particolarismo nazionalista</strong>. Sulla scena internazionale intanto si affacciavano alcuni paesi che noi occidentali da tempo avevamo bollato come “paesi in via di sviluppo”. Dopo decenni di sacrifici imposti dalle istituzioni internazionali, questi paesi si sono sviluppati, e ora non si affacciano semplicemente sulla scena economica mondiale ma vogliono un posto al volante. Semplicemente ne hanno diritto.</p><p>L’<strong>economia</strong> è una scienza, può nascondere pratiche malevole e ingiuste, ma accompagnata dai numeri non mente sulla realtà. Oggi il piano globale vede da una parte il vecchio occidente annaspare in una crisi i cui tre ingredienti principali sono: <strong>debito, fallimento della politica e debolezza del sistema bancario</strong>, mentre dall’altra scalpitano i paesi emergenti (che simpatiche definizioni sanno inventare gli occidentali per non consentire agli altri di stare sul loro stesso piano). Si chiamano Cina, India, Corea del sud, Brasile, Sud Africa, Russia e altri sono lì lì per arrivare.</p><p>Dal punto di vista della storia economica globale si sta solo attuando un caso eclatante, se vogliamo, di <strong>rottamazione economica</strong>. I vecchi devono andare in pensione e i giovani devono diventare adulti e prendere il loro posto.</p><p>Da una parte abbiamo Italia, Europa e Stati Uniti dove si scende in piazza per paura della povertà (indignados docet) causata da governi insipienti su cui i parlamenti non agiscono e che vengono puniti alla prima occasione dall’elettorato (vedi le elezioni locali in Spagna e Italia di qualche settimana fa, quelle del mid term americano e quelle locali di ieri in Germania). Dall’altra nuovi Paesi che ormai viaggiano a vele spiegate, cogliendo i frutti di tanti decenni di sacrifici.Secondo la visione classica, alla quale siamo stati abituati fin da piccoli e nella quale siamo cresciuti, prima o poi l’occidente perderà e il pianeta vedrà il volante economico passare nelle mani di altri paesi.</p><p>Quello che mi chiedo è se deve essere così. Se il processo è <strong>ineluttabile</strong>. La mia risposta è no. Sono convinto che si possa governare il pianeta, che è uno solo, assieme, ma che per farlo ci vogliano menti nuove, fresche. Il “tavolo dei potenti” può essere allargato, senza aggiungere sedie.</p><p>La conseguenza è però che per il vecchio occidente a quel tavolo ci sono solo <strong>due sedie: </strong>una per gli Stati Uniti e una per l’Unione Europea. Che lo si voglia o no il futuro è questo. Il resto sono chiacchiere improvvisate di politici ed <strong>economisti miopi</strong> che vedono male da vicino e non sanno guardare lontano. Guadagnare la possibilità di quella poltrona significa uscire dalla crisi il prima possibile.</p><p>Parlare di <strong>Eurobond</strong> è giusto. Solo un debito che si regge sulla credibilità e sul peso di tutte le economie dell’eurozona intera può reggere il confronto in quel campionato globale che il pianeta ha iniziato a giocare. Sarebbe il primo importante segnale che si vuole andare oltre la politica nazionalista europea.</p><p>Su questo tema ci sono due punti interessanti. l’incontro <strong>Merkel-Sarkozy</strong> del 16 Agosto che dice no agli Eurobond e la richiesta di Tremonti degli Eurobond. Il Presidente francese e la cancelliera tedesca dicono no agli Eurobond perché sanno che significa perdita di popolarità presso i propri elettorati che non ne possono più di aiutare paesi dalle economie più deboli e con governi più irresponsabili quando i loro governi hanno fatto per tempo manovre forti e di sacrificio che li hanno portati in una situazione di relativa tranquillità economica.</p><p>Il buffo tra i tre è<strong> Tremonti</strong>. È buffo perché fa parte di un governo che da quando si è insediato ha manifestamente espresso il proprio antieuropeismo non solo a parole ma nei fatti. Le dichiarazioni di Bossi e di altri ministri leghisti (ma non solo) che da noi vengono lasciate passare come folklore, vengono lette a Bruxelles come dichiarazioni di ministri, di rappresentanti di governo.</p><p>Con che faccia il nostro ministro dell’economia si presenta con i conti a pezzi, invocando gli eurobond, quando ha la targa di un governo antieuropeo? Non è credibile e la sua voce non ha rilevanza alcuna. Ad oggi riusciamo ad ottenere le cose solo perché un default dell’Italia si tirerebbe dietro tutti quanti. Ma chiunque si accorge che è una posizione di forza relativa, basata sul ricatto e non su una riconosciuta leadership.</p><p>Il no agli Eurobond ci toglie dal gioco. L’Europa non è unita e divisa perde. La <strong>battaglia della</strong> <strong>sinistra</strong> (se vuole davvero essere di governo) deve iniziare da qui. Deve iniziare dal far comprendere che l’Europa, così com’è non è una risorsa ma un fardello inutile. Deve combattere a Bruxelles con i suoi parlamentari e deve farlo a Roma incalzando il governo. Deve mandare i propri amministratori sul territorio per fare capire che questa è l’unica opzione. Deve farlo insieme alle altre forze sociali, e con gli imprenditori, e deve innalzare il dibattito. È questa la battaglia da fare, contro la Lega e contro tutti coloro che presentano il particolarismo e il nazionalismo come ricetta. Il <strong>Partito Democratico</strong> deve impostare un’azione europea. Deve parlare con i socialisti francesi, spagnoli, tedeschi ecc… e deve coalizzarli su questa posizione. Più Europa, davvero, nei fatti. Se non ci si riesce ci sarà meno europa ai tavoli che contano e le nostre economie rotoleranno nel basso e il futuro non sarà roseo per nessuno.</p><p>Oltre a questo ci sono <strong>altri due temi</strong>.</p><p>Da un lato il taglio alla <strong>spesa pubblica</strong> e agli investimenti non fanno il paio con la crescita economica. È una politica economica vecchia. È quella che ha costretto i paesi dell’America Latina a sottostare al gioco delle istituzioni internazionali che hanno costretto a tagli pesanti e rallentato la crescita. La crescita va stimolata e non lo si fa con i tagli ma con iniezioni di stimoli che solo un governo può fare. Anche questo va fatto soprattutto a livello europeo con ricadute locali, con indicazioni chiare ai livelli nazionali. Una volta che la crescita si sarà stabilizzata allora si potranno fare i tagli grossi.</p><p>Dall’altro la riforma dei <strong>mercati finanziari</strong> e del <strong>sistema bancario</strong> non è più procrastinabile. Gran parte della crisi che stiamo vivendo proviene da quel mondo. I governi devono agire subito, in modo coordinato. Le banche debbono essere viste come istituti di pubblica utilità, alla stregua di quello che sono l’acqua e l’elettricità. Per loro devono essere previsti livelli pesanti di regolamentazione per la salvaguardia dell’interesse pubblico. Regole chiare fissate dai governi a differenza di quello che accade oggi dove sono i governi che rispondono a regole che fissano le banche. È questo l’asse principale da rivoltare. Molte di quelle attività che fanno assomigliare le banche e la finanza a dei casinò debbono essere eliminate. È suggestiva la proposta dell’economista di Cambridge <strong>Ha-Joon Vhang</strong> per cui tutte le nuove attività finanziarie dovrebbero essere sottoposte allo stesso regime cui sono sottoposti i nuovi farmaci che sono vietati fino al moneto in cui non si prova che sono utili.</p><p>Queste sono le <strong>sfide</strong> che ci attendono e alle quali bisogna reagire subito, immediatamente. È questa la risposta da dare alle paure, giustificate, che ieri hanno riempito le piazze italiane. Smettiamola di considerare il popolo bue e capiamo che i veri buoi sono altri e siedono dove non dovrebbero stare.</p><p>Quando al popolo italiano vengono spiegate le cose reagisce e lo fa con compattezza. Il non governo di questi mesi invece provoca timori che hanno come conseguenza un nervosismo sociale che non fa bene a nessuno.</p><p>La speranza di un colpo di reni di responsabilità è sempre l’ultima a morire…</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/07/crisi-leuropa-unica-via-duscita/155956/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>La Mela, Battiato e la legge di gravità bolognese</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/06/la-mela-battiato-e-la-legge-di-gravita-bolognese/155445/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/06/la-mela-battiato-e-la-legge-di-gravita-bolognese/155445/#comments</comments> <pubDate>Tue, 06 Sep 2011 17:23:14 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[apple]]></category> <category><![CDATA[apple store]]></category> <category><![CDATA[barberino mugello]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[centro]]></category> <category><![CDATA[cupertino]]></category> <category><![CDATA[t]]></category> <category><![CDATA[traffico]]></category> <category><![CDATA[turisti]]></category> <category><![CDATA[via Rizzoli]]></category> <category><![CDATA[zac]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=155445</guid> <description><![CDATA[Quello che tutti danno per scontato nell’apertura dell’Apple store di via Rizzoli è che sia normale. Normale non è e dovrebbe fare pensare la politica, i commercianti e i cittadini di Bologna. Non è necessario essere profondi conoscitori di marketing o macroeconomia per capire che le scelte di Apple non sono effettuate casualmente. La casa americana...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quello che tutti danno per scontato nell’apertura dell<strong>’Apple store di via Rizzoli</strong> è che sia normale. Normale non è e dovrebbe fare pensare la politica, i commercianti e i cittadini di <strong>Bologna</strong>.</p><p>Non è necessario essere profondi conoscitori di<strong> marketing o macroeconomia</strong> per capire che le scelte di Apple non sono effettuate casualmente. La casa americana non apre per divertimento i suoi negozi, ma dopo attenti studi.</p><p>Apple confida nel mercato bolognese e quel mercato lo cerca nel cuore della città non altrove. La scelta <strong>della casa di Cupertino</strong> è quella, per la prima volta in Italia, di non aprire in un centro commerciale, ma in un centro storico, diversamente dagli altri sette Apple store presenti sullo stivale, aperti fuori dai centri cittadini.</p><p>Il centro storico di Bologna ha da secoli le caratteristiche di un centro commerciale e a quanto pare chi viene da fuori se ne accorge. Migliaia di bolognesi e di italiani invece fanno chilometri ogni weekend per passare la giornata in outlet che ricostruiscono centri storici interamente pedonalizzati. Riuscireste a immaginare centinaia di persone fare shopping a <strong>Barberino del Mugello </strong>evitando autobus, taxi, macchine private e motorini?</p><p>L’apertura dell’Apple store è l’ennesima conferma che il <strong>centro va pedonalizzato più che si può.</strong> Con criterio, rivoluzionando la viabilità. La volontà della giunta di iniziare chiudendo l’asse della “T” il weekend del 17 e 18 Settembre è un buon inizio. Da lì si deve proseguire. Con criterio, senza improvvisare, ma velocemente.</p><p>Tutti vanno coinvolti, i commercianti e i cittadini, che per primi si troveranno un centro più fruibile, più vivo e più frequentato. I politici devono smetterla di proporre politiche di accesso totale che nel medio e lungo periodo si traducono solo in politiche di corto respiro (letteralmente).</p><p>I <strong>bolognesi, e i turisti</strong> che crescono sempre di più, meritano un centro più pulito (anche dallo smog e dal traffico) e quella mela che tra poco cadrà sulla città dalle vetrine di via Rizzoli 16 ricorderà quotidianamente una legge di forza gravitazionale felsinea ormai indiscutibile: il centro è e rimane il nostro tesoro più prezioso: è il nostro centro di gravità permanente. Pensare e fargli gravitare attorno una città desiderabile non è impossibile. Bologna ha le caratteristiche attrattive necessarie per chi vuole fare investimenti nel commercio: quello dell’azienda di Cupertino e la sua scommessa sono lì a dimostrarcelo.</p><p>Ai bolognesi tocca fare tesoro di questa legge e applicarla, sapendo che per farlo occorre una visione che vada oltre il proprio ombelico.<strong> Credo i tempi siano maturi.</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/06/la-mela-battiato-e-la-legge-di-gravita-bolognese/155445/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>15</slash:comments> </item> <item><title>Ticket: non è contro qualcuno, ma contro tutti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/02/ticket-non-e-contro-qualcuno-ma-contro-tutti/154138/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/02/ticket-non-e-contro-qualcuno-ma-contro-tutti/154138/#comments</comments> <pubDate>Fri, 02 Sep 2011 19:02:25 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[emilia romagna]]></category> <category><![CDATA[Famiglia]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[Isee]]></category> <category><![CDATA[reddito]]></category> <category><![CDATA[Regione]]></category> <category><![CDATA[Sanità]]></category> <category><![CDATA[ticket]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=154138</guid> <description><![CDATA[In un Paese costretto a pagare lo scotto di governi schiavi di interessi particolari che vedono nel bene comune un ostacolo nei confronti delle loro politiche, sulla reintroduzione dei ticket sanitari, previsti dall’ultima manovra finanziaria e che la Regione Emilia Romagna ha tentato di bloccare in tutti i modi, si è accesa una discussione che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In un Paese costretto a pagare lo scotto di <strong>governi schiavi di interessi</strong> particolari che vedono nel bene comune un ostacolo nei confronti delle loro politiche, sulla reintroduzione dei ticket sanitari, previsti dall’ultima manovra finanziaria e che la<strong> Regione Emilia Romagna</strong> ha tentato di bloccare in tutti i modi, si è accesa una discussione che ha sempre più i contorni di una guerra tra poveri.</p><p>Fatto in questo modo, il sistema di pagamento delle prestazioni sanitarie non è contro qualcuno, ma contro chiunque. Soprattutto smaschera una architettura sociale ormai non più al passo coi tempi, con buona pace di coloro che quei tempi rimpiangono e non concordano con il tempo presente.</p><p>Sono d’accordo sull’introduzione dell’indicatore economico <strong>ISEE</strong> che meglio sintetizza la situazione economica ponendo il numero di figli per nucleo familiare tra i dati presi in considerazione, ma anche questo parametro, si sa, non è pienamente efficace. Lo sanno le decine di famiglie che annualmente iscrivono i loro figli ai servizi scolastici dei comuni.</p><p>Affermare che il calcolo delle <strong>fasce di reddito familiare</strong> imposto dalla legge del 1993, che somma il reddito dei coniugi, sia penalizzante per le coppie sposate a beneficio di quelle di fatto è ad oggi un abominio di giudizio.</p><p>In un paese dove si insite a non vedere, ad essere ciechi rispetto all’evolversi della società, è patetico pensare di difendere le famiglie in questo modo.</p><p>La famiglia, come istituto previsto dalla costituzione, la si difende legiferando rispetto a quelle miriadi di situazioni che oggi lo<strong> Stato italiano</strong> non prende in considerazione. Il problema è che questo tema, che a destra non vede possibilità, a sinistra arranca, inciampa, è claudicante da troppo tempo.</p><p>Perché si continua a fingere che non sia così? Quello dei <strong>ticket è l’ennesimo caso</strong> in cui è chiaro che la situazione va regolamentata alla base e non mettendo l&#8217;italica toppa. Ma si sa, i periodi di crisi sono fatti per i coraggiosi. Gli incerti soccombono tentennando.</p><p>Portare avanti certi discorsi come “<strong>credo nel matrimonio</strong>” sa più di strizzate d’occhio a una parte della società e di elettorato, che di qualcosa che agisce strutturalmente su uno stato di cose che ormai scricchiola. Scricchiola perché la società si evolve e non volerlo vedere, comprendere e governare porta alla sconfitta, porta ad avere sempre più conflitti che portano alla vittoria del più forte sul debole e questo a sinistra non lo possiamo permettere.</p><p>I partiti che stanno a sinistra devono rimboccarsi le maniche, smettere di difendere interessi particolari all’interno della propria parte e dare prova di avere il bene comune (di tutti) come finalità.</p><p>Si inizi con il progettare una struttura statuale e sociale coerente con i tempi e non solo con le esigenze <strong>economiche della crisi internazionale</strong>. Lo si faccia adesso, prima delle elezioni e si impegnino tutte quelle energie che troppe volte sono relegate dietro i lasciapassare dati agli ‘yes man’ a scapito della meritocrazia. Su questi temi è importante parlare chiaro da subito, per cambiare l’attuale e inadatto panorama strutturale, una volta arrivati al governo.</p><p>Hora fugit!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/02/ticket-non-e-contro-qualcuno-ma-contro-tutti/154138/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Cancellare il porcellum per poter scegliere</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/31/cancellare-il-porcellum-per-poter-scegliere/154306/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/31/cancellare-il-porcellum-per-poter-scegliere/154306/#comments</comments> <pubDate>Tue, 30 Aug 2011 23:53:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[comitato 30 settembre]]></category> <category><![CDATA[elezioni]]></category> <category><![CDATA[legge elettorale]]></category> <category><![CDATA[mattarellum]]></category> <category><![CDATA[Porcellum]]></category> <category><![CDATA[scegliere]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=154306</guid> <description><![CDATA[Lo abbiamo chiamato “Comitato 30 Settembre” ed entro quella data vogliamo aiutare a raccogliere le 500 mila firme necessarie perché gli italiani possano pronunciarsi sull’attuale legge elettorale attraverso un referendum. So che il ritorno al mattarellum non è la medicina ai mali che affliggono l’Italia, ma è un segnale chiaro che va dato. Intendiamoci. Sappiamo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Lo abbiamo chiamato “<strong>Comitato 30 Settembre</strong>” ed entro quella data vogliamo aiutare a raccogliere le 500 mila firme necessarie perché gli italiani possano pronunciarsi sull’attuale legge elettorale attraverso un <strong>referendum</strong>.</p><p>So che il ritorno al<strong> mattarellum</strong> non è la medicina ai mali che affliggono l’Italia, ma è un segnale chiaro che va dato.</p><p>Intendiamoci. Sappiamo che l’attuale legge elettorale non piace ai più, per lo meno a coloro che intendono le leggi elettorali come un modo attraverso il quale il cittadino può esprimere una scelta chiara. La precedente non era il massimo e in molti dicono che costringeva a coalizioni instabili. Sono d’accordo. Ma almeno con quella legge elettorale si potevano scegliere le persone, direttamente, indicando il loro nome, mentre con quella attuale avvalliamo le scelte delle segreterie e i parlamentari eletti non sentono un vincolo con gli elettori ma con coloro che li hanno nominati.</p><p>Altri sostengono che non potevano votare per il loro partito direttamente ma per qualcuno della coalizione che magari non apparteneva al proprio partito. Basterebbe fare le primarie di collegio prima delle elezioni e il problema sarebbe risolto alla radice.</p><p>Quindi? Quindi il referendum. Almeno per dare al cittadino<strong> la possibilità di scegliere</strong>.</p><p>Cosa spero? Spero che le firme vengano raccolte e che questo diventi un segnale chiaro perché i partiti, che costituzionalmente debbono concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale, si industrino per una nuova legge elettorale che garantisca stabilità di governo e piena libertà di scelta agli elettori.</p><p>E se non ce la fanno e si va a votare? Votiamo. Ci riprendiamo, come cittadini, il diritto di scegliere. Ai partiti si chiederà di arrivare con programmi certi alle elezioni, sopratutto sulle questioni complesse.</p><p>Se poi oltre alle legge elettorale si volesse pensare a una riforma del sistema dei partiti, sarebbe ora. Mi spiego. I partiti sono previsti dalla costituzione e ricevono soldi pubblici tramite i rimborsi elettorali. Sono fondamentali per la vita democratica del nostro paese. Sono organismi chiave. Se così è non possiamo pensare che non rispondano a dinamiche chiare, previste con legge, per il loro funzionamento interno e per la nomina delle loro classi dirigenti. Gestendo soldi pubblici non basta parlare di trasparenza ma quella trasparenza deve essere prevista per legge.</p><p>La nostra storia più recente ci dimostra che è meglio sia così.</p><p>Molte conformazioni sociali ed economiche hanno statuti e dinamiche interne previste per legge. È ora che la nostra democrazia compia un ulteriore passo verso la maturità e lo inizi a prevedere anche per i partiti. Si parla da tempo di primarie interne, di selezione di classe dirigente, di rendicontazioni trasparenti. Perché non pensiamo che insieme ce la si possa fare? L’indignazione generalizzata contro la politica che in questo momento fa male al nostro Paese è dovuta in parte anche al fatto che i cittadini vedono i partiti come oscure organizzazioni che non la raccontano giusta.</p><p>Sarebbe una bella battaglia da fare e da vincere.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/31/cancellare-il-porcellum-per-poter-scegliere/154306/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>31</slash:comments> </item> <item><title>Caro Manes, dissociati da Borghezio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/26/caro-manes-dissociati-da-borghezio/147880/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/26/caro-manes-dissociati-da-borghezio/147880/#comments</comments> <pubDate>Tue, 26 Jul 2011 12:45:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[anders breivik]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[bolognese]]></category> <category><![CDATA[borghezio]]></category> <category><![CDATA[British national Party]]></category> <category><![CDATA[destra xenofoba]]></category> <category><![CDATA[Front National]]></category> <category><![CDATA[Geert Wilders]]></category> <category><![CDATA[Le Pen]]></category> <category><![CDATA[leha nord]]></category> <category><![CDATA[Manes Bernardini]]></category> <category><![CDATA[norvegia]]></category> <category><![CDATA[vittime]]></category> <category><![CDATA[Xenofobia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=147880</guid> <description><![CDATA[Caro Manes, ti scrivo come cittadino bolognese e come consigliere comunale. 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Lo dimostri con la tua azione politica e lo hai dimostrato anche candidandoti a <strong>sindaco</strong>.</p><p>Come consigliere comunale sono testimone, pressoché quotidianamente, dell’amore per la città di coloro che, sotto qualsiasi <strong>bandiera politica</strong>, si sono candidati a servire la comunità e una volta eletti fanno il loro dovere con quella passione che tutti i consiglieri, ognuno con i suoi modi, stanno dimostrando in queste prime settimane di <strong>lavoro assieme</strong>.</p><p>All’inizio della seduta di ieri pomeriggio (25 Luglio) la Presidente del Consiglio comunale ci ha chiesto di osservare un minuto di silenzio per ricordare le <strong>vittime norvegesi</strong>, uccise da <strong>Anders Breivik</strong> venerdì scorso.</p><p>Lo abbiamo fatto, tutti insieme, e facendolo abbiamo condannato quel terribile gesto, nei modi giusti e composti dovuti all’istituzione di cui facciamo parte.</p><p>In queste ultime ore la rete ha reso disponibili i contenuti del documento pubblicato online dallo stesso Breivik prima di compiere gli attentati. La <strong>retorica xenofoba</strong> è ridondante, tipica dell’estrema destra che, insieme a tante altre ideologie distruttive, vorremmo non avessero cittadinanza nel mondo del 2011, tantomeno in Europa.</p><p>I successi elettorali e di popolarità del <strong>Front National di Le Pen </strong>in Francia, di <strong>Geert Wilders</strong> in Olanda, del <strong>British National Party</strong> in Gran Bretagna, delle formazioni neonaziste in Germania hanno fatto e fanno discutere analisti, politici e cittadini sin dal decennio passato.</p><p>La vicinanza di alcune posizioni di questi soggetti politici con quelle espresse nel documento di Anders Breivik crea molta preoccupazione.</p><p>Ieri pomeriggio, durante la trasmissione radiofonica “<strong>La Zanzara</strong>” di <strong>Radio 24</strong>, l’europarlamentare <strong>Mario Borghezio</strong>, noto esponente della <strong>Lega Nord</strong>, partito a cui tu appartieni e di cui sei capogruppo in Consiglio comunale, riguardo le posizioni di Breivik, ha affermato: “Direi che sono posizioni che collimano al 100% con molte delle posizioni che sono state espresse da questi movimenti che ormai vincono le elezioni tutte le volte che si vota in Europa.”</p><p>Ancora. Alla domanda “<em>Breivik: buone le idee, pessimo il risultato?</em>” ha risposto: “Buone alcune delle idee espresse al netto della violenza, in qualche caso ottime”.</p><p>Affermazioni di questo tipo sono <strong>gravissime</strong> e dimostrano che quello che è successo è un atto di terrorismo frutto di un’ideologia e non il gesto folle di un singolo esaltato.</p><p><strong>Caro Manes,</strong></p><p>questa breve lettera chiede a te di<strong> dissociare la Lega Nord di Bologna</strong> da queste parole e dalle espressioni che Borghezio ha utilizzato. Ti chiederei di avere il coraggio di farlo <strong>pubblicamente</strong> e di non lasciare che passino sotto silenzio.</p><p>Come consiglieri comunali e come politici abbiamo il dovere di dichiarare pubblicamente la nostra totale estraneità da idee simili e di isolare i pensieri estremisti condannandoli senza esitazioni. Non possiamo farli passare sotto silenzio o, ancor peggio, minimizzarli. Non possiamo nemmeno farlo ponendo dei distinguo capziosi.</p><p>Sappiamo entrambi che gli estremismi si rafforzano quando un sistema politico fa finta che non esistano. Tutti, sinistra e destra, abbiamo il dovere di riconoscere che Anders Behring Breivik è distintamente un <strong>mostro dell’estrema destra</strong>.</p><p>Quanto è accaduto la settimana scorsa in Norvegia ci dimostra che l’estremismo di estrema destra non è una minaccia minore e trova fonte d’ispirazione nell’avversione all’immigrazione, all’islam e al multiculturalismo.</p><p>Le parole del tuo collega di partito sono gravi, inaccettabili. Non posso pensare che tra i banchi del consiglio comunale di Bologna siano condivise. Sono sicuro che non è così.</p><p>In amicizia</p><p><strong>Benedetto Zacchiroli</strong></p><p><strong>P.S. </strong>Ti allego la mia trascrizione dell’intervento di Borghezio alla trasmissione radiofonica che ho citato nella lettera</p><p><strong>Borghezio:</strong> Sono posizioni sicuramente condivisibili.</p><p><strong>Intervistatore</strong>: Come condivisibili?</p><p><strong>Borghezio</strong>: Eccerto! L&#8217;opposizione all&#8217;islam, l&#8217;accusa direi esplicita all&#8217;europa di essersi già arresa prima di combattere a un progetto di islamizzazione, sono cose che pensiamo in molti&#8230; la pensava così Oriana Fallaci eppure non è che mettesse le bombe in giro. Questo è molto rischioso e fa pensare. Io tendo a non credere alla spontaneità e alla genuinità di questo attentato, magari in buona fede ho paura che questo personaggio, sicuramente esaltato, sia stato strumentalizzato. Non la vedo chiara. Il cui prodest mi fa pensare.</p><p>Direi che sono posizioni che collimano al 100% con molte delle posizioni che sono state espresse da questi movimenti che ormai vincono le elezioni tutte le volte che si vota in europa. I movimenti che dicono queste cose prendono il 20%, il 20% di 450 milioni di abitanti in europa significa che in europa un 100 milioni di persone la pensano così.</p><p><strong>Intervistatore</strong>: Breivik buone le idee, pessimo il risultato?</p><p><strong>Borghezio</strong>: Buone alcune delle idee espresse al netto della violenza, in qualche caso ottime.</p><p>Sarebbe come se un avvocato che si erge a difensore della causa di chi è a favore del divorzio poi uccidesse la moglie da cui è divorziata. Non significa che la battaglia per il divorzio sia una battaglia di pazzi, questo è! Oppure facendo una strage di persone che sono contrarie al divorzio.</p><p><strong>Intervistatore</strong>: Anche lei si considera un templare difensore della cristianità?</p><p><strong>Borghezio</strong>: Io dico che sicuramente ideologizzare una difesa dell&#8217;europa cristiana, da notare un protestante che ha delle posizioni antipapiste che io non condivido, ma un … diciamo il sostenere la necessità di una forte risposta cristiana anche in termini di crociata contro questa deriva islamista e terrorista e fondamentalista della religione islamica e questo tentativo di conquista dell&#8217;europa il progetto di califfato in europa è sacrosanto.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/26/caro-manes-dissociati-da-borghezio/147880/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Il delirio del Pdl sul 2 agosto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/19/il-delirio-del-pdl-sul-2-agosto/146294/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/19/il-delirio-del-pdl-sul-2-agosto/146294/#comments</comments> <pubDate>Tue, 19 Jul 2011 07:44:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[2 agosto]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[esercito]]></category> <category><![CDATA[Garagnani]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[leghisti]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[stazione]]></category> <category><![CDATA[strage]]></category> <category><![CDATA[Strage di Bologna]]></category> <category><![CDATA[strage fascista]]></category> <category><![CDATA[zac]]></category> <category><![CDATA[zacchiroli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=146294</guid> <description><![CDATA[Possibile? La notizia non può essere vera. Da 38 anni vivo in una città così pericolosa e non me ne sono accorto? Apprendo dalla stampa che il parlamentare Garagnani del Pdl afferma: &#8220;A Bologna, l&#8217;ordine pubblico è costantemente minacciato a causa di un clima di permanente ideologizzazione, per cui probabilmente i soldati che il sindaco...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Possibile?<strong> La notizia non può essere vera</strong>. Da 38 anni vivo in una città così pericolosa e non me ne sono accorto?</p><p>Apprendo dalla stampa che il parlamentare <strong>Garagnani del Pdl</strong> afferma: &#8220;A Bologna, l&#8217;ordine pubblico è costantemente minacciato a causa di un clima di permanente  ideologizzazione, per cui probabilmente i soldati che il sindaco di Milano non vuole per la sua città, sarebbero utili nella nostra, particolarmente in previsione delle celebrazioni<strong> per il 2 agosto 1980</strong>. In un&#8217;interpellanza al ministro dell&#8217;Interno Garagnani ricorda alcuni recenti episodi in difesa della sua tesi: le monetine lanciate dai<strong> No tav bolognesi</strong> a un <strong>gruppo di leghisti</strong>, e <strong>volantini islamici in un take away</strong>.&#8221;</p><p>Forse andrebbe denunciato il parlamentare per procurato allarme. Che esistano i cretini (vedi il gesto inqualificabile del lancio di monetine ai consiglieri leghisti di qualche settimana fa) non ci sono dubbi, ma da qui a pensare che le cose, nel caso, si risolvano coi militari mi sembra a dir poco esagerato.</p><p>Su<em> Repubblica</em> e<em> </em>sul <em>Fatto</em> leggo: &#8220;Ma è sul 2 agosto che il deputato concetra le sue preoccupazioni e la sua attenzione. Il governo &#8220;si differenzi dalle interpretazioni strumentali di comodo, che hanno sin qui caratterizzato la suddetta ricorrenza&#8221;. Insomma, quest&#8217;anno il governo si discosti dalla &#8220;vulgata comune&#8221; e fornisca &#8220;<strong>una interpretazione il più possibile aderente ai fatti</strong>&#8220;, ricca di &#8220;informazioni utili sulle piste percorse da terroristi di varia matrice&#8221;. Parlare dei fatti &#8220;per come sono realmente accaduti&#8221; sarebbe &#8220;opportuno proprio per il rispetto dovuto alle vittime&#8221; conclude Garagnani.&#8221;</p><p>Al sottoscritto, e penso a tanti bolognesi e italiani,<strong> il balletto del due agosto che si ripete ogni anno ha stancato</strong>. Stancano questi politici in cerca di visibilità continua sulla pelle della gente. Stanca il fatto che una sentenza passato in giudicato non possa essere considerata definitiva. Stancano le mezze parole (se Garagnani sa qualcosa perché non parla chiaro?).</p><p>Stancano. Più dell&#8217;afa che ti toglie il fiato. Stancano perché sei convinto che su certe cose la politica deve cercare di unire e non dividere. Stancano perché questa politica allarmistica non produce niente di buono ed è molto più ideologizzata dell&#8217;ideologizzazione che denuncia.</p><p>Dopo <strong>31 anni Bologna non deve e non vuole dimenticare i suoi morti</strong>. Non vuole dimenticare lo squarcio prodotto da quella bomba fascista alla stazione. Dirlo non è ideologizzare, è fare riferimento a una sentenza, con buona pace di tutti.</p><p>Bologna vuole ricordare perché certe cose non accadano più. Bologna vuole ricordare che in quella tragica occasione agostana, fatta di lutto, dolore e sangue, la città stette unita, reagì compatta al terrorismo che tentò di piegare lo stato e la nazione a una dinamica, quella del terrore, che la democrazia non può accettare.</p><p>Nei giorni successivi al 2 agosto Bologna<strong> ha dimostrato al Paese, e non solo, che la risposta più efficace fu ed è quella della ferma richiesta di giustizia</strong> insieme a quella dell&#8217;unità contro ideologie che la storia ha giudicato sconfitte. I militari a Bologna, per il 2 agosto, non servono. Per il 2 agosto a Bologna avremo bisogno di un governo maturo, adulto, che vive nel mondo reale e che si fa vicino ai familiari delle vittime la cui associazione compie quest&#8217;anno 30 anni di vita. Farsi vicino a quella battaglia civile che non si è ancora totalmente compiuta. Farsi vicino non con i militari ma con il silenzioso rispetto che si deve a coloro ai quali quella bomba rubò la vita di persone care.</p><p><strong>A volte la politica dovrebbe imparare l&#8217;arte del tacere…</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/19/il-delirio-del-pdl-sul-2-agosto/146294/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>11</slash:comments> </item> <item><title>Coppie gay, il coraggio di Vasco Errani</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/18/coppie-gay-il-coraggio-di-vasco-erran/119434/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/18/coppie-gay-il-coraggio-di-vasco-erran/119434/#comments</comments> <pubDate>Sat, 18 Jun 2011 14:39:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[benedetto zacchiroli]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[colore della pelle]]></category> <category><![CDATA[conviventi]]></category> <category><![CDATA[dico]]></category> <category><![CDATA[diritti]]></category> <category><![CDATA[diritti umani]]></category> <category><![CDATA[emilia romagna]]></category> <category><![CDATA[gay]]></category> <category><![CDATA[Ginevra]]></category> <category><![CDATA[legge regionale]]></category> <category><![CDATA[lesbiche]]></category> <category><![CDATA[nazioni unite]]></category> <category><![CDATA[ONU]]></category> <category><![CDATA[sposati]]></category> <category><![CDATA[transgender]]></category> <category><![CDATA[vasco errani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=119434</guid> <description><![CDATA[Da qualche ora a Bologna non si parla altro che di matrimonio, coppie di fatto, gay e accesso ai servizi. Proprio pochi giorni fa il]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche ora a<strong> Bologna</strong> non si parla altro che di matrimonio, coppie di fatto,<strong> gay e accesso ai servizi</strong>.</p><p lang="en-US">Proprio pochi giorni fa il <strong>Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite </strong>ha votato a <strong>Ginevra</strong> un documento per sostenere i pari diritti tra tutte le persone, a prescindere dal loro orientamento sessuale.</p><p lang="en-US">Il documento impegna le Nazioni Unite a preparare per la prima volta un rapporto dettagliato sui problemi e le sfide che<strong> lesbiche, gay, bisessuali e transgender</strong> devono affrontare per veder riconosciuti i loro diritti e quali soluzioni potranno essere adottate per la parità.</p><p lang="en-US">Riflettendo su questo pensavo che sarebbe bello invitare le Nazioni Unite in <strong>Emilia Romagna</strong>, terra italiana dove dal 2009, grazie a un coraggioso articolo contenuto nella legge finanziaria regionale, il presidente <strong>Vasco Errani </strong>fece recepire le norme antidiscriminatorie europee nell&#8217;acceso ai servizi per cui essere sposati o conviventi, gay, etero o trans, neri o bianchi, non da diritti di precedenza nell&#8217;accesso ai servizi che la comunità mette a disposizione delle persone che hanno più bisogno.</p><p lang="en-US">Quell&#8217;articolo ha una portata talmente rivoluzionaria che venne osteggiata da un ministro, espressione di una parte conservatrice, che portò il fatto all&#8217;attenzione della <strong>Corte Costituzionale</strong> che però si è espressa contro il ricorso, sostenendo quindi il merito di quelle norme.</p><p lang="en-US">Nella nostra Regione siamo <strong>avanti e ne siamo fieri</strong>. La nostra terra è terra europea, terra dove il principio di non discriminazione si respira a pieni polmoni.<strong> Chi vuole andare in direzione ostinata e contraria deve partire da qui</strong>. Qui siamo abituati a farlo e non abbiamo paura di difendere le nostre posizioni, anzi, sono queste posizioni che ci hanno portato ad essere una delle regioni più ricche ed avanzate d&#8217;Europa, dove la coesione sociale è un tratto distintivo.</p><p lang="en-US">È questa la nostra stella polare, per coloro che decidono di sposarsi e per coloro che decidono di legarsi responsabilmente in modo diverso. L&#8217;accesso ai servizi è dato alle persone, senza guardare il<strong> colore della loro pelle, il loro orientamento sessuale, se siano sposati o conviventi</strong>.</p><p lang="en-US">Oggi sono contento di essere emiliano romagnolo. Sono contento che la mia Regione sia guidata da un centrosinistra che conosce e riconosce il diritto e non discrimina nessuno nelle sue scelte. Un centrosinistra che sa leggere in profondità la realtà e la gestisce con intelligenza avendo a cuore la vita vera di ogni persona e la sua dignità.</p><p lang="en-US">Chissà se l&#8217;Onu ce lo riconoscerà, sarebbe proprio un bel brand da esportare.</p><p lang="en-US"><p lang="en-US"> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/18/coppie-gay-il-coraggio-di-vasco-erran/119434/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>Ma quanto si sbaglia D&#8217;Alema</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/03/ma-quanto-si-sbaglia-dalema/115735/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/03/ma-quanto-si-sbaglia-dalema/115735/#comments</comments> <pubDate>Fri, 03 Jun 2011 21:50:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[candidato]]></category> <category><![CDATA[Casini]]></category> <category><![CDATA[elettori]]></category> <category><![CDATA[elezioni]]></category> <category><![CDATA[emilia romagna]]></category> <category><![CDATA[Massimo D'Alema]]></category> <category><![CDATA[partecipazione]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[presidenza consiglio]]></category> <category><![CDATA[Repubblica]]></category> <category><![CDATA[Vendola]]></category> <category><![CDATA[zac]]></category> <category><![CDATA[zacchiroli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=115735</guid> <description><![CDATA[“Mentre i politologi dicono che non si possono mescolare Vendola e Casini, gli elettori dimostrano che li vogliono mescolare allegramente.”, afferma sulle colonne di Repubblica Massimo D’Alema, e aggiunge: “Abbiano vinto perché sostenevamo l&#8217;idea di una larga alleanza democratica.” Non sono d&#8217;accordo. Penso che l’ingenieria delle alleanze sia l’ultimo degli ingredienti (se proprio è un ingrediente)...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“Mentre i politologi dicono che non si possono mescolare Vendola e Casini, gli elettori dimostrano che li vogliono mescolare allegramente.”, afferma sulle colonne di <em>Repubblica </em>Massimo D’Alema, e aggiunge: “Abbiano vinto perché sostenevamo l&#8217;idea di una larga alleanza democratica.” Non sono d&#8217;accordo. Penso che l’ingenieria delle alleanze sia l’ultimo degli ingredienti (se proprio è un ingrediente)  che ha permesso di avere il risultato positivo per il centrosinistra all’ultima tornata amministrativa.</p><p>Per chi è a corto di memoria ricordo che queste elezioni amministrative sono state precedute da<strong> una bella stagione di elezioni primarie</strong>, in cui migliaia di persone hanno selezionato il proprio candidato, poi sostenuto lealmente anche da chi quelle primarie non le ha vinte. In questo senso il caso di Napoli è emblematico: dove le primarie non sono state “vere” ha vinto un altro candidato, esterno al pasticcio che si era creato.</p><p>Il <strong>primo ingrediente</strong> è quindi quello della <strong>partecipazione attiva degli elettori nello scegliere il candidato.</strong></p><p>Il <strong>secondo ingrediente </strong>è quello del <strong>programma (rap)presentato dal candidato</strong>, che fa da collante per gli elettori.</p><p><strong>Terzo ingrediente</strong> è quella <strong>legge elettorale</strong> che sempre di più, da quando è nata nel 1993, dà prova di essere la più congeniale al nostro tempo e all&#8217;Italia: dà la possibilità agli elettori di scegliere il proprio rappresentante nelle assemblee elettive ed evita i problemi di strani ribaltoni.</p><p>Partecipazione, programma e legge elettorale. Questi sono i tre elementi vincenti, altro che alchimie e strategie di alleanze improbabili pensate attorno a piccoli tavoli. Gli elettori del centrosinistra si sono riconosciuti nel candidato che portava avanti un programma, senza guardare alla provenienza di partito, tant&#8217;è che hanno vinto candidati espressione del Partito democratico, di Sinistra Ecologia e Libertà o dell’Italia dei Valori.</p><p>Altri arzigogoli nel commentare il voto amministrativo sono pretestuosi e artefatti per evitare che gli stessi ingredienti vengano portati sul piano nazionale e costituiscano la preparazione attiva alla prossima scadenza elettorale delle politiche, che fisiologicamente saranno nel 2013, anche se in tanti speriamo in un anticipo.<strong> È questo il vecchio che a sinistra bisogna combattere, questo modo di pensare tutto a tavolino, dove la vita vera non c&#8217;è.</strong></p><p>È ora di prepararsi. Usando gli stessi ingredienti.</p><p>Le primarie per scegliere il candidato alla Presidenza del Consiglio, il programma da fare assieme e la legge elettorale.</p><p>Sempre Massimo D’Alema dice: “Questo è ora il nostro compito: lavorare a un programma di ricostruzione del Paese. Ma dobbiamo mettere a punto anche norme di comportamento precise. Ci vuole un vincolo di disciplina che ciascuno deve accettare, in Parlamento e fuori. Nella Spd tedesca, quando un parlamentare non è d&#8217;accordo con il partito su una questione di coscienza o sulla politica estera, può esprimere il suo dissenso con una dichiarazione in aula, ma non con il voto. Dobbiamo pensare a qualcosa di simile, per offrire ai cittadini la garanzia di una vera e duratura stabilità di governo”.</p><p>Il vincolo di cui parla D&#8217;Alema esiste già, nel caso di una legge elettorale in cui ci sono collegi uninominali dove gli elettori possono scegliere il proprio candidato e se quel candidato si può presentare in un solo collegio. Anche qui, tutto il resto è <em>fuffa</em>!</p><p>Se non si arriverà ad avere una legge elettorale simile a quella per le amministrative per le prossime elezioni, il centrosinistra si appronti alle <strong>primarie anche per i collegi (a Bologna e in Emilia Romagna il Pd ha già deciso che sarà così)</strong>.</p><p>Un ultima cosa. <strong>I toni</strong>. I candidati che hanno vinto hanno avuto toni normali, pacati e soprattutto non apocalittici. Parlare di &#8220;ricostruzione del paese&#8221; implica che il paese sia distrutto. <strong>Richiamarsi sempre a delle apocalissi non è vincente</strong>, soprattutto perché l&#8217;apocalisse è tutta un&#8217;altra cosa. I problemi ci sono, vanno affrontati seriamente, ma senza travestirsi da profeti di sventura.</p><p>Questa volta non ci sono scuse. Il tempo c&#8217;è. Se useremo quegli ingredienti la credibilità sarà tale che il vento veramente sarà cambiato, perchè <strong>la prima cosa da riottenere è la fiducia degli elettori e quella si ottiene solo con la coerenza e la serietà  di politiche </strong> <strong>vicine ai cittadine e alla loro vita quotidiana</strong>. Sono sicuro che alla fine anche D&#8217;Alema se ne convincerà.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/03/ma-quanto-si-sbaglia-dalema/115735/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>7</slash:comments> </item> <item><title>Da Bologna una freccia rossa per Pisapia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/22/da-bologna-una-freccia-rossa-per-pisapia/112956/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/22/da-bologna-una-freccia-rossa-per-pisapia/112956/#comments</comments> <pubDate>Sun, 22 May 2011 11:55:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Bella Ciao]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[elezioni comunali]]></category> <category><![CDATA[inno mameli]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[Napoli]]></category> <category><![CDATA[Pisa]]></category> <category><![CDATA[pisapia]]></category> <category><![CDATA[pullman]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category> <category><![CDATA[zac]]></category> <category><![CDATA[zacchiroli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=112956</guid> <description><![CDATA[Partiamo poco dopo le otto e alle 11:30 siamo al Comitato elettorale di Pisapia. Mi avevano detto che l&#8217;aria a Milano sarebbe stata frizzante, ma non credevo lo fosse a tal punto. È contagiosa. Te la senti nelle ossa e nei muscoli che ti aiutano a volantinare e far campagna elettorale per una giornata intera in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Partiamo poco dopo le otto e alle 11:30 siamo al <strong>Comitato elettorale di Pisapia</strong>.</p><p>Mi avevano detto che l&#8217;aria a <strong>Milano</strong> sarebbe stata frizzante, ma non credevo lo fosse a tal punto. <strong>È contagiosa</strong>. Te la senti nelle ossa e nei muscoli che ti aiutano a volantinare e far campagna elettorale per una giornata intera in una città che non è la tua ma che oggi è come se lo fosse.</p><p>Perché a Milano si gioca<strong> una partita grande, decisiva</strong>. A Milano si può puntare in alto. Da Milano può arrivare un messaggio chiaro al Premier Berlusconi e alla Lega Nord. Al primo il messaggio dice che il suo tempo volge al tramonto, democraticamente, senza spallate, ma nel modo che la democrazia ha di mandare certi segnali, attraverso il voto. Alla Lega invece, dice che deve volare un po&#8217; più basso e che ormai il gergo del nuovismo, e del celodurismo sono stonati e non più credibili.</p><p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/05/zac.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-112974" title="zac" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/05/zac.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="220" /></a>Siamo arrivati in 70 a Milano, da Bologna. C&#8217;erano altri da<strong> Torino, Genova, Pisa e da tante altre città italiane</strong>. Senza dirsi nulla, senza lanciarsi chissà quali segnali di fumo, ci siamo ritrovati lì, davanti a quel comitato mettendo a disposizione il nostro tempo per portare una freccia in più all&#8217;arco di Pisapia in vista del ballottaggio di domenica prossima.</p><p>Non servono strane alchimie o guru della politica per capire che quella vissuta dai bolognesi a Milano è stata una di quelle giornate in cui si materializza il centro sinistra (con o senza trattino). Il centrosinistra quello buono. Quello degli sguardi delle generazioni che si incrociano e sanno che la battaglia è per valori sempre nuovi anche se antichi, come giustizia, libertà e l&#8217;uguaglianza. Retorica? Neanche per sogno. Certe cose bisogna vederle, toccarle, assaporarle. A Milano è stato possibile farlo.</p><p>È il sudore delle maniche rimboccate che cementa gli individui e porta a condividere la passione. La politica è questa. Correnti? Quante ne volete, ma oggi c&#8217;e n&#8217;era una sola per le strade di Milano. Quando abbiamo incontrato Pisapia abbiamo intonato due canzoni: “Bella ciao”, che ci ricorda il sangue attraverso il quale siamo repubblica democratica di robusta costituzione e l&#8217;<strong>Inno di Mameli</strong>, che ci ricorda che Milano, Bologna, Pisa, Torino, Napoli, Palermo, sono Italia e hanno un futuro che si gioca solo assieme.</p><p>È questo il centrosinistra che può vincere, è questo il centrosinistra di cui il Pese ha bisogno. Ci si arriva consultando tutti, come con le primarie, e accettando che il vincitore interno rappresenti tutti all&#8217;esterno. Senza paure, stando assieme, condividendo nella trasparenza e nella partecipazione il sogno che il nostro Paese, a cominciare da Milano tra una settimana, possa dimostrare a se stesso e a tutto il mondo che gli italiani il campanello della storia lo hanno sentito e stanno iniziando ad agire di conseguenza.</p><p>Si vincerà allora, per l&#8217;Italia e non solo per Milano.</p><div><span style="color: #0000ee;"><br /> </span></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/22/da-bologna-una-freccia-rossa-per-pisapia/112956/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Contro l&#8217;omofobia: Brasile 1 &#8211; Italia 0</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/21/contro-lomofobia-brasile-1-italia-0/111191/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/21/contro-lomofobia-brasile-1-italia-0/111191/#comments</comments> <pubDate>Sat, 21 May 2011 07:22:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[bisessuali]]></category> <category><![CDATA[Brasile]]></category> <category><![CDATA[gay]]></category> <category><![CDATA[gilmar mendes]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[lesbiche]]></category> <category><![CDATA[rio de janeiro]]></category> <category><![CDATA[transgender]]></category> <category><![CDATA[zac]]></category> <category><![CDATA[zacchiroli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=111191</guid> <description><![CDATA[Molti giovani lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) sono spaventati dal proprio orientamento sessuale e non riescono ad immaginare il proprio futuro. È così che dodici giovani produttori cinematografici provenienti da tutta europa hanno intervistato persone LGBT di diversi paesi europei chiedendo di raccontare la propria esperienza. È la campagna &#8220;It gets better&#8221; per la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Molti giovani <strong>lesbiche, gay, bisessuali e transgender </strong>(LGBT) sono spaventati dal proprio orientamento sessuale e non riescono ad immaginare il proprio futuro. È così che dodici giovani produttori cinematografici provenienti da tutta europa hanno intervistato persone LGBT di diversi paesi europei chiedendo di raccontare la propria esperienza.</p><p>È la campagna &#8220;<strong>It gets better</strong>&#8221; per la quale anche il Presidente<strong> Obama </strong>ha fatto da testimonial l&#8217;Ottobre scorso.</p><p>Quando mi hanno chiesto di essere uno dei 5 testimonial europei la cosa mi ha un po&#8217; spaventato. Non è facile parlare di sé, della propria esperienza personale, del proprio privato. Poi capisci che sono tanti i giovani che hanno veramente paura e allora senti il dovere di farlo. Perchè l&#8217;Italia su questo è ancora maledettamente indietro. Perchè nelle pieghe più profonde della nostra società si annida ancora il cancro dell&#8217;omofobia che viene fuori nei modi peggiori: nelle battutine da spogliatoio, nei doppi sensi, nel rifiuto della diversità e della sua bellezza fino ad arrivare agli atti di intolleranza e violenza.</p><p>Ne sono sempre più convinto. L&#8217;Italia, sotto questo profilo, è un paese diversamente europeo. <strong>Lo sforzo per portarlo a normalità deve essere di tutti</strong>.</p><p>Oltre a sperare nell&#8217;approvazione della legge contro l&#8217;omofobia in discussione lunedì prossimo, abbiamo una grande occasione. Dall&#8217;1 al 12 Giugno prossimi a Roma ci sarà l&#8217;Europride. Sarebbe bello che la manifestazione vedesse la presenza anche di tanti eterosessuali a testimonianza che qualcosa sta cambiando e la battaglia per un mondo migliore è di tutti e non solo di una parte.</p><p>E una questione di civiltà. È una questione di dignità. È una questione di umanità. Non possiamo mancare l&#8217;appuntamento.</p><p>Un piccolo post scriptum dell&#8217;ultim&#8217;ora:</p><p>È di pochi giorni fa la notizia che in<strong> Brasile </strong>i giudici del Tribunale supremo hanno dovuto pronunciarsi su due ricorsi presentati nel 2008 dal governatore di Rio de Janeiro e nel 2009 dalla Procura Generale della Repubblica: entrambi chiedevano che il riconoscimento dei diritti delle coppie eterosessuali venissero estesi a quelli delle coppie omosessuali.</p><p>La risposta del tribunale è stata che le coppie gay potranno legalizzare la propria situazione in Comune in quanto sono da considerarsi una famiglia a tutti gli effetti: ai coniugi debbono essere garantiti i diritti relativi alla Previdenza sociale, ai diritti patrimoniali (eredità) e anche la possibilitá di adottare dei figli.</p><p>Alle obiezioni di una parte è stato risposto così dal Giudice <strong>Gilmar Mendes del Tribunale supremo federale brasiliano:</strong> &#8220;Il fatto che la costituzione protegga l&#8217;unione stabile tra un uomo e una donna non significa che neghi la protezione all&#8217;unione tra persone dello stesso sesso. Questa corte ha il dovere di concederla, se non è stata concessa dall&#8217;organo competente, il parlamento.&#8221;</p><p>Ci vuole poi tanto ad arrivare alle stesse conclusioni anche in Italia?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/21/contro-lomofobia-brasile-1-italia-0/111191/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Da piazza Tahrir a piazza Maggiore</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/10/da-piazza-tahrir-a-piazza-maggiore/110167/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/10/da-piazza-tahrir-a-piazza-maggiore/110167/#comments</comments> <pubDate>Tue, 10 May 2011 11:07:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Egitto]]></category> <category><![CDATA[il cairo]]></category> <category><![CDATA[piazza maggiore]]></category> <category><![CDATA[video]]></category> <category><![CDATA[zacchiroli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=110167</guid> <description><![CDATA[Al Cairo per tre gironi. Prima della tornata elettorale amministrativa. Spero le immagini del filmato aiutino a capire meglio quello che è successo in Egitto 3 mesi fa e le possibilità per tutti i paesi del mediterraneo, senza sponde sud o nord, comprendendo che il futuro è uno solo, per tutti. Il modo migliore per...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Al Cairo per tre gironi. Prima della tornata elettorale amministrativa. Spero le immagini del filmato aiutino a capire meglio quello che è successo in Egitto 3 mesi fa e le possibilità per tutti i paesi del mediterraneo, senza sponde sud o nord, comprendendo che il futuro è uno solo, per tutti.</p><p>Il modo migliore per sconfiggere la demagogia di chi ci governa è quello di andare alla fonte e di portare a casa le energie migliori per un futuro migliore. Buona visione</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/-VnWZdLQEt8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/10/da-piazza-tahrir-a-piazza-maggiore/110167/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>In diretta dal futuro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/07/in-diretta-dal-futuro/109266/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/07/in-diretta-dal-futuro/109266/#comments</comments> <pubDate>Fri, 06 May 2011 23:07:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[Egitto]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[ghada abdel aal]]></category> <category><![CDATA[il cairo]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[Mubarak]]></category> <category><![CDATA[musulmano]]></category> <category><![CDATA[piazza maggiore]]></category> <category><![CDATA[piazza Tahrir]]></category> <category><![CDATA[resistenze]]></category> <category><![CDATA[Tony Blair]]></category> <category><![CDATA[zac]]></category> <category><![CDATA[zacchiroli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=109266</guid> <description><![CDATA[Mercoledì prossimo, l&#8217;11 Maggio, saranno passati tre mesi da quella mattina in cui Mubarak comunicò che si sarebbe dimesso dalla carica di Presidente. Saranno passati 90 giorni dalle immagini di quella piazza piena di donne e uomini festanti che assaporavano la libertà e inondavano le nostre case con le immagini di piazza Tahrir. Oggi ero...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì prossimo, l&#8217;11 Maggio, saranno passati tre mesi da quella mattina in cui <strong>Mubarak </strong>comunicò che si sarebbe dimesso dalla carica di Presidente. Saranno passati 90 giorni dalle immagini di quella piazza piena di donne e uomini festanti che assaporavano la libertà e inondavano le nostre case con le immagini di<strong> piazza Tahrir</strong>. Oggi ero al centro di quella piazza, al cuore della rivoluzione. E adesso?</p><p>Adesso qui, come a Bologna e in tante altre città italiane, <strong>si aspettano le elezioni</strong>. Si aspetta di capire chi prenderà il timone della vita di milioni di persone. In questi primi giorni in Egitto ho incontrato tanta gente. Italiani che vivono qui da decenni e ormai si sentono cairoti, giovani studenti che hanno dormito per giorni in quella piazza. Un direttore generale di un ministero, quello delle antichità. E poi <strong>Ghada Abdel Aal</strong>, giovane scrittrice che mi accompagnerà a Bologna per parlare di <strong>Egitto, donne, nuove resistenze…</strong></p><p>Perché Bologna, come l&#8217;Italia, non può e non deve rimanere sorda e cieca di fronte a questi terremoti che stanno ridisegnando il nostro mondo. Qui si assapora la gioia della libertà appena conquistata. Oggi Mustafa, 25 anni, musulmano, con la sua testa piena di brillantina, mi guardava e con gli occhi lucidi e poco prima di avviarsi alla preghiera della sera mi ha detto: &#8220;Quello che ti dico oggi, tre mesi fa non potevo dirtelo, sarei stato messo in prigione. Oggi ti dico che sogno per mio figlio un&#8217;infanzia totalmente diversa dalla mia. Sogno un Egitto in cui cristiani e musulmani capiscono di essere un solo popolo con un solo futuro.&#8221;</p><p>Hany, direttore generale, mi dice: &#8220;La rivoluzione inizia adesso. Dobbiamo costruire da zero. Deve partire il nuovo Egitto. Ora siamo liberi  e dobbiamo lavorare tanto, è un nostro dovere&#8221;.</p><p><strong>Penso a casa mia, alla mia città, a quanto stancamente si avvicina alla domenica elettorale.</strong> Mancano 10 giorni a un appuntamento importante e sembra che nessuno se ne accorga. Tanti i fattori. Su tutti una politica malsana e inconcludente e il ricambio deve partire da lì. Come al Cairo anche in Italia non possiamo permetterci di dire: io non vado a votare. È una questione di libertà. Lo dobbiamo a noi stessi e a chi l&#8217;ha conquistata con la resistenza.</p><p>Qui al Cairo quella resistenza la vedi. Ha gli occhi fieri delle persone che sto incontrando. Gli occhi degli studenti sono quelli di &#8220;resistenti&#8221; che hanno combattuto insieme per cacciare un dittatore che per troppo tempo il nostro paese, insieme all&#8217;Europa, ha fatto finta di non vedere nei suoi modi brutali di governare. Anche questo stile di politica estera deve mutare. Siamo sulle sponde dello stesso mare. Non possiamo ignorarlo. Non possiamo cedere alle spinte della pancia piena, in difesa di un mondo che non c&#8217;è più, che qui sta cambiando a velocità inaudite.</p><p>La novità va assunta. Pienamente. Deve entrarci in testa che non siamo da soli e non possiamo bastarci. Lo deve capire la politica, il mondo dell&#8217;impresa, quello del turismo e del commercio. Lo dobbiamo capire tutti. Lo sforzo deve essere prima di tutto culturale. Gettare ponti, questo dobbiamo fare. Erigere steccati, visto da qui, è stupido e cieco. Dobbiamo conoscere e farci conoscere, dobbiamo comunicare.</p><p>Qualche giorno fa, <strong>Tony Blair scriveva sul </strong><em>Corriere della sera</em>: &#8220;Si tratta di capire se il nostro tentativo di integrare le culture abbia avuto successo o sia stato un fallimento. (…) Una delle lezioni che impariamo dal passato dell’ Europa è che quando ci chiudiamo in noi stessi finiamo per perdere&#8221;. Bologna, l&#8217;Italia, sono in Europa. Non possiamo perdere questa occasione.</p><p>La prima necessità che hanno questi paesi, queste persone, è di vedere donne e uomini del nord disposti all&#8217;ascolto e alla costruzione di un progetto comune. Le finalità sono la convivenza pacifica e la prosperità, un mondo migliore. Si tratta del futuro delle nuove generazioni. È utopia? Preferiamo continuare a giocare a battaglia navale nel mediterraneo? L&#8217;unica paura che oggi ci è concessa è quella di non farcela. Di non vivere questa sfida pienamente. Di restare indietro, chiusi nei nostri borghi medioevali, facendo finta di bastarci. Non è più tempo di crociate!</p><p><strong>Il Cairo chiama Bologna, l&#8217;Italia e l&#8217;Europa.</strong> È troppo tempo che le due sponde del mediterraneo sono divise. Il desiderio di libertà e democrazia sono il vero collante assieme al coraggio. Il momento è adesso. Domani sarà troppo tardi. Il mare che ci separa è lo stesso che ci unisce. Dobbiamo farci avanti e lo possiamo fare solo dicendo no a spinte e protezionismi. Dicendo no a chi racconta frottole su un mondo dove la religione divide ed è usata come arma, perché è lui il primo a volere divisioni e ad armarsi.</p><p><strong>Semplice? Affatto.</strong> Ma da quando le sfide per il futuro sono facili? Ci vogliono menti e cuori giovani. A tutti i livelli. Non possiamo invecchiare così. La storia ci sta aspettando. Da piazza Tahrir a piazza Maggiore ci sono chilometri di dialogo da riempire. Il momento è adesso e deve iniziare dalla politica e dal voto del 15 e 16 Maggio.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/07/in-diretta-dal-futuro/109266/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Tra fare e disfare, Bologna dove va? (2)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/02/tra-fare-e-disfare-bologna-dove-va-2/106694/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/02/tra-fare-e-disfare-bologna-dove-va-2/106694/#comments</comments> <pubDate>Mon, 02 May 2011 09:59:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Elezioni 2011 Bologna]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=106694</guid> <description><![CDATA[Il metrò, il tram, il trammetrò, il servizio ferroviario metropolitano, la complanare, la trasversale di pianura, il passante nord&#8230; Il completamento della tangenziale a sud sotto la collina e gran parte in galleria, la nuova stazione di Bofill, no, ora quella di Isozaki, il CAAB, la nuova fiera, l&#8217;aeroporto va bene così, no meglio sarebbe...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>metrò</strong>, il<strong> tram</strong>, il <strong>trammetrò</strong>, il <strong>servizio ferroviario metropolitano</strong>, la <strong>complanare</strong>, la <strong>trasversale di pianura</strong>, il <strong>passante nord&#8230;</strong></p><p>Il completamento della tangenziale a sud sotto la collina e gran parte in galleria, la nuova stazione di Bofill, no, ora quella di Isozaki, il CAAB, la nuova fiera, l&#8217;aeroporto va bene così, no meglio sarebbe altrove, la città metropolitana&#8230;</p><p>Quanti progetti rimasti tali! La città è molto creativa: <strong>decide, annuncia, si pente e tutte le volte riparte daccapo.</strong></p><p><strong>Anche nel 1999, appena eletto, il neo sindaco Guazzaloca </strong>partecipò subito a questo festival del &#8220;fa e disfa&#8221;. Il suo predecessore si era guadagnato il finanziamento per il tram e i lavori avevano già preso il via. E cosa fa, subito, <strong>Re Giorgio?</strong> Fa disfare l&#8217;iniziale adattamento della carreggiata in<strong> via Emilia Ponente</strong>. Niente più tram. Lui farà il metrò e, al posto del tram tira fuori dal cappello il Civis. Un tram su gomma&#8230; tutti i cittadini normali capiscono che è un filobus. L&#8217;unico che non se ne accorge è lui con tutta la sua giunta. Deciso fino in fondo. E adesso il tram non c&#8217;è, il metrò neppure e la città è alle prese con questo ibrido già comprato e già fuori produzione, le strade in disordine e il traffico in tilt. Viene in mente il terzo canto dell&#8217;Inferno. Che fosse tutta la classe dirigente bolognese quella che correva dietro ad una insegna che &#8220;girando correva tanto ratta, che d&#8217;ogni posa mi parea indegna&#8221;?</p><p><strong>Ma&#8230; diavolo d&#8217;un sindaco! Dov&#8217;eri? Cosa facevi? La Gabanelli ci prova a stanarlo. L&#8217;intervistatore è paziente, ma &#8230;</strong></p><p><em>&#8220;Ma non lo so io&#8230; perché viene a parlare con me? Voglio dire &#8230; Se un sindaco sta dietro a tutte le cose che avvia &#8230; è fuori dal mondo! Questo è passato all&#8217;ATC&#8230; noi avevamo delle persone di là e hanno deciso loro &#8230; non c&#8217;entro io.</em></p><p><em>Beh , ma cosa dà i numeri? Io sono stato &#8230; Intanto da presidente ho fatto un mese e ho preso 10.000 euro. Ah&#8230; è quello lì? Eh.. ma io sono stato alla Fiat, voglio dire, io sono stato, &#8230; cosa c&#8217;entra? Intanto non è una società della Fiat, ma è una divisione e poi io &#8230; cosa avrei fatto? Per 10.000 euro che ho preso di stipendio &#8230;  avrei fatto delle cose &#8230; ascolti &#8230; lei è venuto in casa mia a dirmi quando ho avuto l&#8217;idea di Civis, di Fiat, ma stiamo dando i numeri? Ohu! Ma dico&#8230; Ma con chi crede di parlare? Ma con chi crede di parlare?&#8221;</em></p><p>Sulla porta di quella città, una scritta: &#8220;Lasciate ogni speranza o voi ch&#8217;entrate!&#8221; Ma non era Bologna, tranquilli, era la porta dell&#8217;Inferno.</p><p>Che qualcuno si esprima, però, è speranza vana. Messa a dura prova è la pazienza dell&#8217;intervistatore.</p><p>La fonte delle risorse ormai sono le fondazioni bancarie e del suo presidente, Seculario Nono, &#8220;il vero padrone di Bologna&#8221;  lo definisce la Gabanelli, la città è piccola e i bolognesi conoscono quasi tutto. Ma l&#8217;intervistatore no. Così prova a confessarlo.</p><p>E il primo peccato&#8230; decisamente pubblico, lo sa anche il confessore:</p><p><em>&#8220;Aveva giurato fino al grado più alto di venerabile&#8221;</em> &#8230;</p><p>Ma lui ammette:</p><p><em>&#8220;Le comunico ufficialmente che arrivai al trentatreesimo&#8230;Si vede che ero bravo. Chi lo sa?&#8221;</em> Poi rassicura: <em>&#8220;Sono uscito dalla massoneria dal primo gennaio 86 &#8230; uno scrive e dice &#8230; io mi metto in sonno &#8230; con una lettera&#8221;.</em></p><p>Gli altri peccati sono veniali: <em>&#8220;Nell&#8217;assemblea dei soci &#8230; sono appena passato coi senior &#8230; si va a donne, si gioca a rubamazzo&#8221;</em>&#8230; Ma il confessore teme le cattive compagnie e vuol sapere chi frequenta. <em>&#8220;Borghesia, insegnanti, medici, industriali &#8230; c&#8217;è stato un periodo di grande disponibilità durante il quale abbiamo realizzato Genus Bononiae&#8221; </em>Lo sa il confessore: un&#8217;opera grandiosa e dispendiosa, vuol dire i palazzi piu belli comprati per realizzare un percorso di musei per la città. Ed è un&#8217;opera discussa perché i lavori di restauro sono stati affidati anche a parenti e affiliati e perché a Roversi Monaco nessuno dice di no.</p><p><strong>Ma le amicizie? Quelli che si candidano a batter cassa?</strong></p><p><em>&#8220;Merola è una persona che io ho conosciuto come assessore, per me era un ottimo assessore &#8230; naturalmente l&#8217;ho frequentato molto di meno&#8230; è una persona con cui ho un rapporto di amicizia&#8221;</em> &#8230; Il confessore, però non fa sconti, non gli sfugge nulla: <em>&#8220;Cofferati? lo rimpiango sicuramente come amico, Manes Bernardini è una persona per bene, gli faccio i migliori auguri&#8230; fine della storia. Aldrovandi &#8230; lo conosco e lo rispetto, Merola lo conosco e lo rispetto, Berselli &#8230; lo conosco da tanti anni &#8230; anche Carcano conosco&#8221;.</em></p><p><em>&#8220;Cosa mi dice di Carcano?&#8221; &#8221;Assolutamente nulla&#8221; &#8230; &#8221;Abbastanza sconosciuto come personaggio&#8221; &#8230; &#8221;Non lo so&#8221;</em> &#8230; Ma per chi voterà Seculario Nono? Il voto è segreto! Anche quello è segreto! Comunque&#8230; per uno che rispetta!</p><p>(to be continued…)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/02/tra-fare-e-disfare-bologna-dove-va-2/106694/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Riedificare Bologna, ma con i mattoni giusti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/26/riedificare-bologna-ma-con-i-mattoni-giusti/107065/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/26/riedificare-bologna-ma-con-i-mattoni-giusti/107065/#comments</comments> <pubDate>Tue, 26 Apr 2011 18:15:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Benedetto Zacchiroli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[25 aprile]]></category> <category><![CDATA[arcivescovo]]></category> <category><![CDATA[Bernardini]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[Caffarra]]></category> <category><![CDATA[umberto II]]></category> <category><![CDATA[zacchiroli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=107065</guid> <description><![CDATA[Bologna. A poche ore di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro sono avvenuti due fatti importanti, carichi di significato, apparentemente non collegati. 24 Aprile, Messa pasquale nella Cattedrale di San Pietro. L&#8217;arcivescovo Caffarra conclude la sua omelia così: &#8220;Cari amici, mentre dico questo non posso non pensare alla condizione spirituale in cui versa la nostra città: una città che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Bologna. A poche ore di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro sono avvenuti due fatti importanti, carichi di significato, apparentemente non collegati.</p><p>24 Aprile, Messa pasquale nella Cattedrale di San Pietro. L&#8217;arcivescovo Caffarra conclude la sua omelia così: <em>&#8220;Cari amici, mentre dico questo non posso non pensare alla condizione spirituale in cui versa la nostra città: una città che sembra ormai priva di speranza; che sembra accontentarsi del “come è sempre andata”; una città rassegnata perché sembra non credere più alla possibilità di un profondo cambiamento.</em></p><p><em>O amata città di Bologna: anche per te oggi è scaturita la sorgente della speranza; anche in te e per te Cristo è risorto, e dunque </em><strong><em>anche a te oggi è aperta la possibilità di un nuovo futuro, di edificarti in una vita nuova</em></strong><em>.&#8221;</em></p><p>25 Aprile, ore 10:30, <strong>Piazza del Nettuno</strong>. Commemorazione ufficiale della liberazione dal nazifascismo 66 anni fa. Suona l&#8217;inno nazionale. Tutti cantano, tranne uno. È il candidato della Lega Nord a Sindaco di Bologna <strong>Manes Bernardini</strong>.</p><p>Andiamo con ordine. Le parole dell&#8217;<strong>Arcivescovo </strong>sono le parole di chi osserva e ascolta quotidianamente le voci delle persone che vivono la città in cui fa il vescovo. Tutti i commentatori si sono soffermati sulla parte negativa in cui il prelato descrive lo stato di sfiducia della città nei confronti della città, ma nessuno si accorge che alla fine sferza, affermando che la possibilità c&#8217;è. Che c&#8217;è la possibilità di un cambiamento.</p><p>Ora, non stiamo parlando di un invito al voto specifico per nessuno, conosco il Cardinale, non lo farebbe mai ed è giusto così. <strong>Caffarra</strong> sta richiamando il popolo cattolico e la città alla partecipazione attenta e non occasionale. Sta dicendo che c&#8217;è una città da riedificare e che bisogna farlo assieme, partendo dalla certezza che si può fare. Altri commenti alle sue parole sono pretestuosi e piegano quell&#8217;omelia verso un significato che non può avere.</p><p>Il giorno successivo vado in piazza (come si dice a Bologna) per le celebrazioni del <strong>25 Aprile</strong>. Con le autorità sono schierati i candidati sindaco, ma tra loro, uno sembra lì per caso, per un qualche pro forma elettorale. È il candidato leghista. Sembra assente. Parte l&#8217;inno nazionale. Non canta. Magari è giù di voce. Ma non è così, visto che la voce per innescare delle sterili polemiche alla fine l&#8217;ha avuta.</p><p>Questo vizietto di non cantare l&#8217;inno nazionale non è sporadico per Bernardini. Già il 17 Marzo, come consigliere regionale, alle celebrazioni ufficiali del 150° anniversario dell&#8217;unità d&#8217;Italia, con tutti gli altri leghisti diserta l&#8217;aula nel momento dell&#8217;inno nazionale. La cosa allora è endemica, non è una scelta casuale.</p><p>È possibile che ci sia qualcuno che pensa di riedificare la città, partendo dalla sua coscienza, non prevedendo come base comune il fatto che Bologna è una città italiana, che riconosce in quell&#8217;inno la sua unità di paese e di popolo? È possibile voler riedificare la comunità bolognese su fondamenta nuove che non riconoscono nella bandiera e nell&#8217;inno il simbolo massimo dell&#8217;unità? Si può contemplare l&#8217;ipotesi di un sindaco che forse non indosserebbe mai la fascia tricolore? Potrebbe Bologna annoverare tra i suoi sindaci qualcuno che con il suo mutismo cancella la sua storia migliore?</p><p>Ricordiamoci che sul gonfalone della città sono appese tre medaglie d&#8217;oro. La prima venne conferita da Umberto II per gli sforzi dei bolognesi nelle lotte risorgimentali per l&#8217;Unità d&#8217;Italia. La seconda per le lotte contro il nazismo e il fascismo. La terza venne data dal Presidente Pertini all&#8217;indomani della strage alla stazione del 2 Agosto 1980 per sottolineare come la città affrontò unita quell&#8217;evento maledetto nel soccorrere i feriti, nel dare una degna commemorazione ai defunti e nel ricostruire quello che era stato distrutto.</p><p>Quelle tre medaglie, s<strong>ono come le stelle polari per la nostra comunità bolognese</strong>. Comunità italiana, che lotta contro ogni dittatura e ogni terrorismo. Non cantare l&#8217;inno nazionale è come togliere un mattone alla nostra casa comune, alla comunità nella quale viviamo quotidianamente. Chi si candida a sindaco deve essere chiaro su questo punto e non può balbettare. La polemica scatenata dopo le celebrazioni per un discorso più politico che istituzionale è pretestuoso. Ricordare il 25 Aprile è ricordare lo sforzo di tanti uomini e donne che hanno contribuito alla liberazione dell&#8217;Italia dalla dittatura. Lo spirito che animava quei gesti è lo stesso che venne trasferito nella carta costituzionale che ci rende oggi concittadini. Dire, come ha affermato la Vice Presidente della Regione nella sua prolusione, che le istituzioni sono anche poste a guardia contro chiunque voglia modificare quello spirito è altamente politico ma anche altamente istituzionale. Non capirlo o strumentalizzarlo non è degno per un candidato sindaco, che oltretutto ha studiato legge.</p><p>Riedificare, dice Caffarra. <strong>Con i mattoni giusti, aggiungo io</strong>. Possiamo e dobbiamo imparare dagli errori commessi negli anni, ma quelle tre medaglie, il loro spirito, non sono a disposizione di nessuno e chiunque voglia ricostruire Bologna deve partire da lì. Non farlo sarebbe distruttivo e questo, per Bologna, non lo vuole nessuno.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/26/riedificare-bologna-ma-con-i-mattoni-giusti/107065/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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