<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Angela Vitaliano</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/avitaliano/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Avevo 16 anni. E non ne avrò 17</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/avevo-anni-avro/235131/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/avevo-anni-avro/235131/#comments</comments> <pubDate>Sat, 19 May 2012 16:47:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[bombe]]></category> <category><![CDATA[Brindisi]]></category> <category><![CDATA[indignazione]]></category> <category><![CDATA[melissa]]></category> <category><![CDATA[Trayvon Martin]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=235131</guid> <description><![CDATA[Oggi è sabato. Stasera esco con le mie amiche e parleremo dell’estate che sta arrivando, della dieta, di quel ragazzo lì che non si decide a farsi avanti e di quel maledetto compito di matematica che non è andato bene. Stasera mi metto i jeans nuovi e pure gli orecchini belli che mi ha prestato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-family: Tahoma;"><strong>Oggi è sabato</strong></span><span style="font-family: Tahoma;">. Stasera esco con le mie amiche e parleremo dell’estate che sta arrivando, della dieta, di quel ragazzo lì che non si decide a farsi avanti e di quel maledetto compito di matematica che non è andato bene. Stasera mi metto i jeans nuovi e pure gli orecchini belli che mi ha prestato P. </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong>Oggi è sabato</strong></span><span style="font-family: Tahoma;">. Corro a scuola. Tanto sta per finire e finalmente dormirò. </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong>Oggi e sabato. E io sono morta.</strong></span></span></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-family: Tahoma;">Me la immagino cosi, </span><span style="font-family: Tahoma;"><em><strong>Melissa</strong></em></span><span style="font-family: Tahoma;">. E ho il cuore gonfio di dolore e rabbia mentre in questo aeroporto, chi mi sta intorno non sa da dove arrivino quelle lacrime che, silenziose, scendono nonostante provi a ricacciarle indietro. A volte, non si può far altro che questo, </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong>stare in silenzio e non difendersi dal dolore</strong></span><span style="font-family: Tahoma;">. Non conoscevo Melissa. Ma ho avuto sedici anni. E me lo ricordo. Ci si sente </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong>fragili e indistruttibili, ci si sente qui e altrove, tristi e felici insieme</strong></span><span style="font-family: Tahoma;">. E con tanti sogni da non saper più dove metterli, ora che hanno riempito ogni pagina di quel diario, con un volume raddoppiato da tutte le foto, i disegni, i biglietti dei concerti e quelli degli auguri. </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong>Sogni sparsi e luminosi. </strong></span><span style="font-family: Tahoma;">Perché a sedici anni si è luce e calore.</span><span style="font-family: Tahoma;"><strong> Sogni accartocciati</strong></span><span style="font-family: Tahoma;">. Come quel foglio del compito. Come la carta del panino che ti ha preparato tua madre prima di andare al lavoro. </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong>Come colpiti da una bomba.</strong></span></span></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-family: Tahoma;">La morte non dovrebbe arrivare mai quando hai sedici anni. </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong>La morte non dovrebbe avere accesso in nessuna scuola</strong></span><span style="font-family: Tahoma;">. Non poter entrare a scuola nascosta dietro ad un terremoto, né dietro ad un pazzo armato di pistola, o camuffata da un’esplosione programmata da chi sogni non ne ha più da tempo. Non ne ha mai avuti, probabilmente.</span></span></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-family: Tahoma;">L’Italia sta attraversando una fase, </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong>da troppo tempo, di abbandono e decadenza </strong></span><span style="font-family: Tahoma;"><strong>morale, civile e politica</strong></span><span style="font-family: Tahoma;"> senza precedenti. Anzi con precedenti pericolosissimi. Ribadire la propria fierezza di appartenere a un paese che ha piegato la schiena e non mostra più, in se stesso, nessuna fierezza, non aiuta. </span></span></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-family: Tahoma;"><strong>Non serve essere fieri</strong></span><span style="font-family: Tahoma;">. Serve rimboccarsi le maniche. Accettare e ammettere che nonostante </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong>Michelangelo, Botticelli, Dante, Leopardi, Pirandello</strong></span><span style="font-family: Tahoma;">, nonostante la storia, l’estro, la genialità, un patrimonio culturale senza precedenti, abbiamo fallito. </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong>E siamo immobili. E cadiamo a pezzi</strong></span><span style="font-family: Tahoma;">. Cadiamo a pezzi perché </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong>non crediamo più in noi stessi</strong></span><span style="font-family: Tahoma;">. Non crediamo che si possa vivere meglio. Non crediamo di aver diritto ad una quotidianità degna. Non crediamo che si possa cambiare. Non crediamo che si possa pretendere il rispetto umano. Non crediamo che noi siamo solo ciò che vogliamo essere. E non siamo più Michelangelo e Botticelli e Dante. Noi, da troppo, infinitamente troppo, abbiamo scelto di essere qualcos’altro e di andarne fieri, nonostante tutto.</span></span></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-family: Tahoma;"><strong>Io non sono fiera</strong></span><span style="font-family: Tahoma;">. Sono addolorata. Sono preoccupata e intristita. Non sono fiera. </span><span style="font-family: Tahoma;"><em>La mia fierezza non farebbe bene al mio paese. La mia indignazione sì. <br /></em></span><span style="font-family: Tahoma;">Un’indignazione che vorrei condivisa e forte. E che non finisse domani, dietro a un pallone che rotola in un campo di calcio. </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong>Non conosco fierezza e non conosco disperazione. Perché voglio, pretendo e chiedo normalità. Per quei sedici anni che non saranno diciassette.</strong></span></span></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-family: Tahoma;">Mesi fa in Florida un ragazzo di diciassette anni, </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong>Trayvon Martin</strong></span><span style="font-family: Tahoma;">, è stato ucciso, probabilmente per il colore della sua pelle. Il suo omicida, nonostante non fosse stato incriminato immediatamente, in virtù di una legge incivile che tutela la </span><span style="font-family: Tahoma;"><em>“legittima difesa” </em></span><span style="font-family: Tahoma;">usata preventivamente, a seguito </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong>dell’indignazione di un paese intero</strong></span><span style="font-family: Tahoma;">, sta affrontando le sue responsabilità e una giuria deciderà se è colpevole o no. </span></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/avevo-anni-avro/235131/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Lavoro, proposte indecenti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/lavoro-proposte-indecenti/216441/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/lavoro-proposte-indecenti/216441/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 May 2012 06:45:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[cervelli in fuga]]></category> <category><![CDATA[civiltà]]></category> <category><![CDATA[Discriminazione]]></category> <category><![CDATA[Inserzioni di lavoro]]></category> <category><![CDATA[meritocrazia]]></category> <category><![CDATA[razzismo]]></category> <category><![CDATA[Stati Uniti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=216441</guid> <description><![CDATA[Ho letto e riletto quest&#8217;inserzione di lavoro che mi era stata segnalata dal mio amico Enrico in mattinata. La rileggevo e non credevo ai miei occhi. Tanto che, pur conoscendo la serietà e l&#8217;affidabilità di Enrico, gli ho chiesto se si trattava di un&#8217;inserzione reale o di una &#8220;bufala&#8221; trovata online. Vera. Era, anzi è verissima,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto e riletto quest&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.job-net.it/pg/offerta.job-net?41315" target="_blank">inserzione di lavoro</a></span> che mi era stata segnalata dal mio amico <strong>Enrico</strong> in mattinata. La rileggevo e <strong>non credevo ai miei occhi</strong>. Tanto che, pur conoscendo la serietà e l&#8217;affidabilità di Enrico, gli ho chiesto se si trattava di un&#8217;inserzione reale o di una <em>&#8220;bufala&#8221;</em> trovata online. <strong>Vera</strong>. Era, anzi è verissima, come si può vedere.</p><p>Avrei voluto fare un <strong>elenco delle oscenità</strong>  ma credo che la proposta, compresi i punti e le virgole, sia indecente nella sua interezza; <strong>offensiva nei confronti dell&#8217;intelligenza</strong> di persone che hanno studiato per laurearsi; <strong>avvilente nella sua misoginia</strong> (pur riportando in calce la nota legale secondo cui si tratta di un&#8217;offerta destinata ad entrambi i sessi, il testo si rivolge esclusivamente ad un <em>&#8220;candidato&#8221;</em>); <strong>razzista</strong> nella sua volgare precisazione <em>&#8220;di bella presenza&#8221;</em>; <strong>discriminante</strong> nella sua squallida limitazione ad un&#8217;età <em>&#8220;giovanile&#8221;</em> ed è, se è necessario specificarlo, <strong>umiliante</strong> (per chi l&#8217;ha redatta) nella sua parte <em>&#8220;economica&#8221;</em> che è, secondo me, <strong>irrispettosa da un punto di vista meramente umano prima ancora che professionale.</strong></p><p>L&#8217;azienda in questione, che vanta una presenza sul mercato quasi ventennale, attraverso questa proposta <em>&#8220;indecente&#8221;</em> simboleggia quel Paese da cui i <em>&#8220;cervelli&#8221;</em> fuggono perchè <strong>offesi, vituperati, oltraggiati e calpestati</strong>. </p><p>E sia chiaro, che la suddetta azienda, non ha nemmeno il pregio di essere originale perchè <strong>di proposte tanto indecenti sono pieni i siti e i giornali</strong>.</p><p>Ricordo, se a qualcuno sfuggisse, che<strong> nei paesi civili</strong> (sono certa che gli <strong>Stati Uniti</strong> non sono unici in questo) è <strong>vietato</strong> offrire posizioni lavorative <strong>limitando l&#8217;età o specificando il sesso</strong>. Sottolineo che nei paesi civili, <strong>non è concesso chiedere nessun dato anagrafico</strong> tranne il nome o il cognome (quindi ne&#8217; stato civile, ne&#8217; nazionalita&#8217;, ne&#8217; indirizzo di residenza). E ribadisco, con tono della voce stentoreo, che <strong>chiedere una foto del &#8220;candidato/a&#8221; è comportamento arretrato, razzista, privo di professionalità, discriminante </strong>e assolutamente in sintonia con una Repubblica che non ha ancora imparato il valore distintivo e sacrosanto di quel principio che si chiama &#8220;merito&#8221;.</p><p>Pensando ai miei nipoti, ai miei cugini, a tutti coloro che con sacrifici immensi studiano e sognano un futuro migliore <strong>mi sono venute lacrime di rabbia</strong>. Per un paese che non vuole smetterla di farsi del male <strong>offendendo, umiliando e trattando i suoi figli come carne da macello.</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/lavoro-proposte-indecenti/216441/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>C&#8217;era una volta un cancro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/cera-volta-cancro/216439/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/cera-volta-cancro/216439/#comments</comments> <pubDate>Thu, 03 May 2012 07:17:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[cancro]]></category> <category><![CDATA[Claudio Porcarelli]]></category> <category><![CDATA[Emme]]></category> <category><![CDATA[Gabriele Muccino]]></category> <category><![CDATA[Maria Rosaria De Luca]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=216439</guid> <description><![CDATA[C&#8217;e&#8217; una cosa che accomuna tutti i traslochi, ovunque nel mondo, e cioè il ritrovarsi fra le mani delle cose che non si vedevano da un po&#8217;. La terza cosa che ho sistemato nel mio nuovo appartamento (il sesto in cinque anni!!!) &#8211; dopo la cucina e la camera da letto &#8211; è stata la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;e&#8217; una cosa che accomuna tutti i <strong>traslochi</strong>, ovunque nel mondo, e cioè il ritrovarsi fra le mani delle cose che non si vedevano da un po&#8217;.<br /> La terza cosa che ho sistemato nel mio nuovo appartamento (il sesto in cinque anni!!!) &#8211; dopo la cucina e la camera da letto &#8211; è stata <strong>la mia libreria</strong>, cioè quella che <strong>Kathya</strong> mi ha dato <em>&#8220;in adozione temporanea&#8221;</em>, insieme alla maggior parte dei miei mobili, quando ha lasciato <strong>New York</strong>. Amo questa libreria: fatta a mano, con del bel legno e tutta asimmetrica, un po&#8217; <strong>irregolare</strong>, proprio come me e le mie letture.</p><p>Mentre sistemavo, dicevo, mi è capitato fra le mani il libro <em>&#8220;C&#8217;era una volta un cancro&#8221;</em> di <strong>Maria Rosaria De Luca</strong> che mi arrivò qui, a New York, un po&#8217; di tempo fa, accompagnato da un video di <strong>Gabriele Muccino</strong>. Sulla copertina, il volto sorridente di una donna, mani nei fianchi e sorriso contagioso. Quella donna ha sconfitto il cancro e con altre quattordici <em>&#8220;combattenti&#8221;</em>, racconta la sua storia in un volume che parte della morte per distribuire vitalità e forza a ogni parola. Parole che, raccolte da quindici giornaliste, una per ogni donna, raccontano di vite travolte da una <strong>fine imminente</strong>, dalla paura, dalla tristezza e anche dalle lacrime ma poi tornate alla terra, sanate, private del <em>&#8220;mostro&#8221;</em>, liberate da quel <em>&#8220;brutto male&#8221;</em> di cui a volte ancora non riusciamo nemmeno a pronunciare il nome.</p><p>Dal libro, arricchito dalle foto di <strong>Claudio Porcarelli</strong>, Gabriele Muccino ha tratto un video, intitolato, appunto <em>&#8220;Tre donne&#8221;</em> in cui, alcune testimonianze sono raccontate con la stessa forza e la stessa incisività che è possibile ritrovare in quelle scritte.</p><p>Mentre lo sfogliavo, di nuovo, pensavo alla mia intervista con <strong>Emme</strong>, la prima, fra le modelle <em>&#8220;taglie forti&#8221;</em>, a ricevere assegni a molti zero proprio come le sue colleghe <em>&#8220;magre&#8221;</em>. Emme ha combattuto e sconfitto il cancro e mi ha detto che, al di là degli aspetti devastanti della malattia, essa insegna due cose fondamentali, apparentemente banali, ma mai abbastanza praticate:<strong> il valore della vita e del suo attimo e la capacità di chiedere aiuto</strong>. <em>&#8220;La sera &#8211; </em>mi ha detto Emme<em> &#8211; mia figlia, che era una bambina, mi preparava un pediluvio perché voleva che mi sentissi meglio e mi diceva &#8220;andrà tutto bene&#8221;.</em> </p><p><strong>Parlare di cancro resta una cosa difficile</strong>. Per chi lo ha avuto e per chi lo teme. Eppure è l&#8217;unico modo per conoscerlo e, dunque, per arginare le proprie paure e convincersi, come è giusto che sia, che lo si può sconfiggere. <strong>Non sempre ma spesso</strong>. </p><p>Ho messo, nella mia libreria, il libro di Maria Rosaria, accanto alla mia copia di <strong>Peter Pan</strong> che mi porto sempre dietro. Per ricordarmi, se dovessi distrarmi, della <strong>bellezza del vivere</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/cera-volta-cancro/216439/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Partigiani, non solo gli eroi cambiano la storia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/25/partigiani-bisogna-essere-eroi-cambiare-storia/207410/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/25/partigiani-bisogna-essere-eroi-cambiare-storia/207410/#comments</comments> <pubDate>Wed, 25 Apr 2012 09:55:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[25 aprile]]></category> <category><![CDATA[Giuseppe Vitaliano]]></category> <category><![CDATA[liberazione]]></category> <category><![CDATA[partigiani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=207410</guid> <description><![CDATA[Mio padre non ha mai posseduto un’automobile. Non avendo la patente, sarebbe stato alquanto strano. Per questo motivo, ricordo, ci siamo sempre spostati in treno e, siccome, lui era ferroviere (ora in pensione), ricordo di aver pensato, per anni, che invece di avere una di quelle cose a quattro ruote, noi eravamo proprietari di tante...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mio padre non ha mai posseduto un’automobile. Non avendo la patente, sarebbe stato alquanto strano. Per questo motivo, ricordo, ci siamo sempre spostati in treno e, siccome, lui era ferroviere (ora in pensione), ricordo di aver pensato, per anni, che invece di avere una di quelle cose a quattro <strong>ruote</strong>, noi eravamo proprietari di tante bellissime locomotive e vagoni.</p><p>Spesso, di domenica, andavamo a <em>Cava de’ Tirreni</em> per far visita a mia nonna materna e, ovviamente, ci arrivavamo in treno, con i vestiti della festa e i miei capelli ricci messi faticosamente in ordine dalle mani pazienti di mia madre. Quando arrivavamo in stazione correvo su per le scale, andavo alla biglietteria e mi alzavo<strong> sulle punte</strong> dei piedi per farmi vedere da quell’omone con gli occhiali che stava dietro al vetro e che immediatamente mi sorrideva. Giuseppe Vitaliano era mio zio e, come mio padre e mio nonno, era ferroviere. Per me tutto finiva lì. Nel mio mondo di bambina, lui condivideva con noi la proprietà dei treni che mi rendeva tanto speciale rispetto alle mie amiche, costrette ad accontentarsi delle loro automobiline.</p><p>Solo crescendo, ho saputo che lui, mio zio Peppino, era stato un “partigiano”. Solo crescendo, ho saputo che, anche grazie a lui, vivevo in un paese libero. Purtroppo non ho fatto in tempo ad ascoltare i suoi <strong>racconti</strong>, non come avrei voluto, ma so che il 25 aprile, per noi, è stato sempre un giorno da celebrare.</p><p>Ho imparato a cantare “Bella ciao” prima ancora di sapermi allacciare le scarpe e ascoltarla ancora mi commuove. Dovremmo saperla cantare tutti. Perché onorare i partigiani dovrebbe essere un dovere. Di tutti. Perché il fascismo era una gran brutta cosa e il nazismo peggio. E l’assenza di libertà totale e la miseria alla quale ci avevano ridotto Mussolini e i suoi, era uno stato ignobile e disumano. I partigiani ci hanno liberati da <strong>un’illusione</strong>, quella dell’uomo forte e populista, che si era trasformata in uno dei peggiori incubi della nostra storia.</p><p>Dai partigiani ho imparato che la libertà è in assoluto il bene più grande dell’individuo. La libertà e la convinzione di essere “qualcosa che vale” e non carne da macello. Dai partigiani ho imparato il senso della parola resistenza, quel <strong>sentimento</strong> che ti fa rifiutare persino ciò che appare inevitabile, con un moto di fierezza, anche se dentro hai paura e sai che puoi essere sconfitto da un momento all’altro. Dai partigiani ho imparato che non bisogna essere eroi o super dotati per cambiare la storia. Dai partigiani ho imparato che le donne, se vogliono, possono fare la differenza, al fianco degli uomini, in squadra con loro. Né capi né subalterni, ma partigiani e partigiane. Dai partigiani ho imparato che l’assenza di memoria può distruggere un popolo più di una bomba atomica. Dai partigiani ho imparato che la visione di un mondo migliore non passa per l’impossibile e l’irraggiungibile ma attraverso azioni piccole e concrete come abbattere un nemico. Dai partigiani ho imparato che spesso, il nostro peggior nemico, è la nostra indifferenza.</p><p>Dai partigiani e da chi, come mio padre e mia madre, me ne ha trasmesso la memoria, ho imparato ad essere una donna <strong>libera</strong>. Per questo onorerò sempre chi è partigiano. Chi non è indifferente.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/25/partigiani-bisogna-essere-eroi-cambiare-storia/207410/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;assenza dei sogni:  un paese senza futuro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/lassenza-sogni-paese-senza-futuro/205612/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/lassenza-sogni-paese-senza-futuro/205612/#comments</comments> <pubDate>Thu, 19 Apr 2012 13:48:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[America]]></category> <category><![CDATA[felicità]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[meritocrazia]]></category> <category><![CDATA[presidente del consiglio]]></category> <category><![CDATA[presidente della repubblica]]></category> <category><![CDATA[santanchè]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=205612</guid> <description><![CDATA[Parto spesso dall&#8217; esperienza personale in questo blog per due ragioni. La prima è che un blog, per me, ha il sapore di un diario, di un blocco di appunti in cui si annotano pensieri e sensazioni che, però, si ha voglia di condividere con altri, per ascoltarne le opinioni. La seconda, al di là...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Parto spesso dall&#8217; <strong>esperienza personale</strong> in questo blog per due ragioni. La prima è che un <strong>blog</strong>, per me, ha il <strong>sapore di un diario</strong>, di un blocco di appunti in cui si annotano pensieri e sensazioni che, però, si ha voglia di condividere con altri, per ascoltarne le opinioni. La seconda, al di là di eventuali richiami per <em>&#8220;eccesso di ego&#8221;</em> di cui non discuto il fondamento, è che spero che la mia esperienza personale possa essere di <em>&#8220;ispirazione&#8221;</em> per chi vive l&#8217;<strong>atroce dilemma del restare o dell&#8217;</strong><strong>andare.</strong> Dell&#8217;allontanarsi dalla propria terra, famiglia, radici  o del restare ma sentire la propria speranza cancellata, dispersa, tradita e fatta a pezzi ogni giorno.</p><p>Ho lasciato l&#8217;Italia in un&#8217;età in cui altri cominciano a sentirsi <em>&#8220;realizzati&#8221;</em>. Ho lasciato l&#8217;Italia per venire qui <strong>senza avere nulla</strong> se non una valigia, dieci piccoli scatole e Dorothy. <strong><span style="font-weight: normal;">E </span></strong><strong>tanta </strong><strong>paura</strong>. Chi sa cosa significa essere un <strong>giornalista</strong><strong> free lance</strong><strong>,</strong> può capire l&#8217;assenza di un supporto economico stabile. Chi si è trasferito in un paese di lingua diversa, tradizioni diverse, cultura diversa, dove non si hanno appoggi e non si conosce nessuno, può capire cosa avessi dentro allo stomaco quando sono arrivata qui. <strong>Paura</strong><strong> e </strong><strong>rabbia</strong>. E nient&#8217;altro. Anzi no. Avevo la consapevolezza, la certezza, la convinzione granitica e invincibile che io <strong>meritassi di essere felice</strong>, o <em>&#8220;kind of&#8221;</em> come dicono gli americani. <strong>Meritavo di sentirmi dignitosamente</strong><strong> </strong><strong>umana</strong>.</p><p>Per questo non sono morta come in alcuni momenti ho sentito che stava per accadere o avrei voluto che accadesse, quando la <strong>mia quotidiana disillusione mi </strong><strong>decomponeva </strong><strong>il cuore e l&#8217;anima</strong>. Io ero quella dei &#8220;no&#8221; e quella <em>&#8220;non disposta a pagare prezzi&#8221;</em>. Quella che, dunque, ha cominciato a perdere lavoro dopo lavoro.</p><p>L&#8217;Italia oggi è asfissiata dalle morti di chi <strong>non ce la fa più</strong>. E la sua aria è irrespirabile per chi non vuole (giustamente!!!!!! perché la vita è prima di tutto un dovere e non bisogna mai voltarle le spalle) farla finita ma non sa cosa sperare, dove guardare e si sente ridicolo/a ad avere sogni.</p><p>Questa è l&#8217;Italia oggi. E tutti a dissertare di economia. Bravi. Risolvete <strong>lo spread </strong><strong>e</strong><strong> il debito pubblico e la crisi dell&#8217;euro</strong> se potete. L&#8217;Italia, però, caro presidente del Consiglio, caro presidente della Repubblica, cari politici di &#8220;professione&#8221;, care <em>&#8220;teste pensanti di soluzioni fantasmagoriche applicate all&#8217;economia spaziale&#8221;</em>, non cambierà di una virgola se non ci <em>&#8220;arrenderemo&#8221; </em>all&#8217;evidenza che un paese non possa essere considerato <strong>civile</strong> se non esiste un principio <strong>meritocratico</strong> di accesso al lavoro. In Italia non esiste meritocrazia, non esiste la possibilità di mettersi in gioco e avere successo, non esiste la possibilità di avere aspirazioni, sogni, speranze e desideri. in Italia <strong>contano il tuo cognome e</strong><strong> i</strong><strong> tuoi amici</strong>. E, a distanza di una settimana, ancora non capisco come si possano essere alzate voci autorevoli a dire che non bisognava parlare della <strong>signora Santanchè</strong> quando, la suddetta signora, è andata in una trasmissione radiofonica a dire pubblicamente che sua nipote è stata assunta perchè <strong><em><strong>&#8220;</strong>raccomandata e di bella presenza<strong>&#8220;.</strong></em></strong> Siamo talmente assuefatti a credere che questa sia la realtà, la normalità che, sono sicura, la nipote della signora Santanché è ancora lì dov&#8217;era una settimana fa. E sia chiaro, la signora Santanche&#8217; <strong>ha ragione</strong> (ma dovrebbe vergognarsi di contribuire ad una tale realtà) a dire che in Italia <em>&#8220;questa è la norma&#8221;</em>. <strong>L&#8217;orrore siamo noi che non ci ribelliamo</strong><strong>, noi che continuiamo </strong><strong>ad illuderci che sia ovunque cosi. Noi che permettiamo ad una Santanchè qualsiasi di darci degli schiavi e pure </strong><strong>rimbambiti.</strong></p><p>Io non so molte cose. Davvero. E so che quando quel giorno guardavo le fragole e non avevo i soldi per comprarle perchè non avevo 5 dollari, mi sentì persa. Ma respirai e mi rimboccai le maniche. <strong>Dimenticai tutti i miei concittadini che mi avevano voltato le spalle e chiesi aiuto a chi voleva ascoltarmi e offrirmi</strong><strong> una spalla,</strong><strong> </strong><strong>un posto a tavola, </strong><strong>un cestino di fragole e molto di più. I miei &#8220;supporter&#8221; </strong><strong>a stelle e strisce </strong><strong>ma con passaporti di tutto il mondo.</strong></p><p>Mio papà mi chiede spesso, come ho detto, se sono felice. <strong>La felicità è cosa complicata.</strong><strong> </strong><strong>Ma qui sono viva. E per me la </strong><strong>vita è </strong><strong>felicità</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/lassenza-sogni-paese-senza-futuro/205612/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cara signora Santanché</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/13/cara-signora-santanche/204244/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/13/cara-signora-santanche/204244/#comments</comments> <pubDate>Fri, 13 Apr 2012 13:48:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[bossi]]></category> <category><![CDATA[Dante Alighieri]]></category> <category><![CDATA[New York]]></category> <category><![CDATA[Nicole Minetti]]></category> <category><![CDATA[nilde iotti]]></category> <category><![CDATA[paterson]]></category> <category><![CDATA[santanchè]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=204244</guid> <description><![CDATA[Le scrivo, pur consapevole del fatto che, ahimè, le mie parole e quelle di chi avrà voglia di commentare, non faranno altro che incentivare la sua sconfinata presunzione e il suo illimitato ego che le permettono di andare in giro a &#8220;scaricare&#8221; parole come fossero rifiuti pericolosi, senza che nessuno le faccia mai nemmeno una...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Le scrivo, pur consapevole del fatto che, ahimè, le mie parole e quelle di chi avrà voglia di commentare, non faranno altro che incentivare la sua <strong>sconfinata presunzione e il suo illimitato ego</strong> che le permettono di andare in giro a &#8220;scaricare&#8221; parole come fossero <strong>rifiuti pericolosi</strong>, senza che nessuno le faccia mai nemmeno una multa.</p><p><strong>Eppure le scrivo perché sento di doverla difendere. </strong></p><p>Non dal fatto di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/04/13/santanche-minetti-come-nilde-iotti/194596/" target="_blank">aver paragonato la signora <strong>Nilde Iotti</strong> alla signorina <strong>Nicole Minetti</strong></a></span>. Per quello basta lo sguardo della severa Iotti che la fulmina come si fa con un bambino che si diverte a <em>&#8220;fare del cul trombetta&#8221; </em>nel bel mezzo della festa di ottantanni della zia con tutti i parenti seduti a tavola (caro <strong>Dante</strong>, mi scusi se il suo illustre nome finisce in un post insieme a quelli di <strong>Minetti/Santanché</strong> che, se avessero letto la sua <strong>Divina Commedia</strong>, ora non indugerebbero a paragonarsi alla sua amata <strong>Beatrice </strong>o addirittura, anatema, alla bellissima <strong>Francesca</strong>). <strong>Nilde</strong> (carissima Iotti, abbia pazienza) non ha bisogno di nessuno per disperdere l&#8217;eco fastidiosa del suo parlare <em>&#8220;a braccio&#8221; </em>(cioè senza sapere cosa sta dicendo)</p><p>La difendo perché so che ora tutti sono incavolati con lei, come spesso accade (e lei ne gode). Vorrei, però, far notare che <strong>la colpa non è sua ma nostra</strong>. Lei non è la causa del nostro male di vivere. Lei ne è la <strong>conseguenza</strong>. Lei è la conseguenza di anni in cui la politica è diventata terra di teste vuote, prive di qualità, dai curriculum finti, con titoli di studio comprati, congiuntivi inesistenti e buone maniere mai impartite. Lei è la conseguenza di un paese in cui la <strong>meritocrazia non esiste</strong> tanto da consentire a lei di dire che le raccomandazioni sono una cosa inevitabile. Lei è la conseguenza di un paese in cui si ruba e ci si permette il lusso di pensarci su prima di decidere se ci si dimette o no. Lei è la conseguenza di un paese in cui contano <strong>le amicizie </strong>anche se sono quelle di più bassa lega (nessun riferimento al partito) con imprenditori discutibili, che invitano a non pagare le tasse e che hanno calpestato ogni forma di buon gusto con le loro babbucce vellutate. Lei è la conseguenza di un paese in cui i partiti rubano, vengono scoperti e si fanno subito una legge per continuare a rubare ma in maniera più legale. Lei è la conseguenza di un paese in cui per anni <strong>la televisione di Stato</strong> ha permesso ai suoi impiegati (pagati con soldi pubblici) di fare uno <strong>sperpero di denaro inaudito, qui a New York</strong>, e ora con un bel colpo di spugna fa dei tagli che colpiscono più di tutti, 38 impiegati, quelli cioè che hanno permesso con il loro lavoro agli altri, a quelli che gironzolavano per la città con i loro autisti, di consegnare prodotti più o meno decenti.</p><p>Lei è la conseguenza di un <strong>paese che non crede in sé stesso</strong> che non pensa di poter cambiare e che è seduto sulla sua sofferenza <strong>senza indignazione, senza rabbia, senza neppure più lacrime.</strong></p><p><strong>Lei non è una causa. Lei è una conseguenza</strong>. Perciò la difendo. Perché una <em>&#8220;causa&#8221; </em>ha valore di determinare un fatto. La conseguenza è solo il bubbone che la peste fa sorgere quando ormai è troppo tardi.</p><p>Anche se non è troppo tardi. Se solo ne prendessimo coscienza.</p><p>Il governatore dello Stato di New York, <strong>Paterson</strong>, fu multato per poco meno di 70mila dollari per aver accettato, quando era in carica, due biglietti gratuiti per una partita di baseball. Le viene in mente, signora Santanché, di paragonare Paterson a Umberto Bossi per caso?</p><p><div style="display:none"></div><script type="text/javascript" src="http://admin.brightcove.com/js/BrightcoveExperiences.js"></script><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience1560725078001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="1560725078001" /> </object></div><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/13/cara-signora-santanche/204244/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La ragazza rossa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/ragazza-rossa/203312/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/ragazza-rossa/203312/#comments</comments> <pubDate>Tue, 10 Apr 2012 06:22:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[femminismo]]></category> <category><![CDATA[giornalismo]]></category> <category><![CDATA[La Repubblica]]></category> <category><![CDATA[Miriam Mafai]]></category> <category><![CDATA[morte]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=203312</guid> <description><![CDATA[Quando se ne va una donna come Miriam Mafai non ci si può che sentire più sole: come giornaliste e, soprattutto, come donne. Mi piaceva leggerla e mi piaceva ascoltarla; ne apprezzavo la severità mista alla capacità di lasciar sempre trasparire l&#8217;allegria del vivere. Il suo impegno per le donne è stato instancabile e di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quando se ne va una donna come <strong>Miriam Mafai</strong> non ci si può che sentire più sole: come giornaliste e, soprattutto, come donne.</p><p>Mi piaceva leggerla e mi piaceva ascoltarla; ne apprezzavo la <strong>severità</strong> mista alla capacità di lasciar sempre trasparire l&#8217;<strong>allegria del vivere. </strong></p><p>Il suo <strong>impegno per le donne</strong> è stato instancabile e di grande importanza. Se ne sentirà la mancanza soprattutto in un momento di totale sbandamento come questo, in cui ci si muove fra <strong>rigurgiti neo conservatori</strong> che inneggiano a figure di donne sorridenti fra i fornelli di casa e la sempre più <strong>volgare mercificazione del corpo femminile </strong>che impera, dalla televisione alla politica, creando un vortice assolutamente riprovevole. <strong>Miriam Mafai</strong> era un punto di riferimento fondamentale per le donne e una paladina nella battaglia per il riconoscimento dei loro diritti.</p><p>Eppure il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://video.repubblica.it/cronaca/una-donna-laica-e-libera-la-commozione-di-eugenio-scalfari/92306/90700">ricordo</a></span> di lei più bello è arrivato da un uomo. Da <strong>Eugenio Scalfari</strong> che, dopo averne ricordato il carattere e il momento del suo arrivo a <strong>La Repubblica</strong>, si e&#8217; lasciato prendere dalla commozione e ha concluso <em>&#8220;e poi se n&#8217;è andata, ecco&#8230;. basta cosi&#8217;&#8221;</em></p><p>Basta così&#8217;. Perchè troppa commozione, almeno per come la &#8220;vedevo&#8221; io, non le sarebbe piaciuta. <strong>Ora se n&#8217;è andata. E non ci resta molto da aggiungere.</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/ragazza-rossa/203312/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Questione di pelle</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/24/questione-pelle/199751/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/24/questione-pelle/199751/#comments</comments> <pubDate>Sat, 24 Mar 2012 08:08:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Barack Obama]]></category> <category><![CDATA[Florida]]></category> <category><![CDATA[George Zimmerman]]></category> <category><![CDATA[National Rifle Association]]></category> <category><![CDATA[Sandford]]></category> <category><![CDATA[Trayvon Martin]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=199751</guid> <description><![CDATA[Ci sono casualità nella vita che, spesso, non sai nemmeno come spiegare. Forse, semplicemente, non devi. Da qualche giorno, come tanta parte di americani, seguo l&#8217;evolversi della tragedia che ha toccato Trayvon Martin. Per chi non lo sapesse, Trayvon era un ragazzino di diciassette anni che viveva a Sandford in Florida e che è stato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono casualità nella vita che, spesso, non sai nemmeno come spiegare. Forse, semplicemente, non devi. Da qualche giorno, come tanta parte di americani, seguo l&#8217;evolversi della tragedia che ha toccato <strong>Trayvon Martin</strong>. Per chi non lo sapesse, Trayvon era un ragazzino di <strong>diciassette anni</strong> che viveva a <strong>Sandford in Florida</strong> e che è stato<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/23/ragazzo-colore-ucciso-florida-guardia-armata-perche-indossava-capuccio/199595/" target="_blank"> brutalmente ammazzato</a> da <strong>George Zimmerman</strong> un ispanico di ventotto anni che faceva il &#8220;vigilante&#8221; nel suo quartiere. <strong>Trayvon era disarmato</strong> ed era un ragazzino come tanti altri; come tanti altri indossava una felpa con un cappuccio e prima di essere sparato parlava al cellulare con un&#8217;amica, alla quale raccontava di quell&#8217;uomo che continuava a guardarlo con una faccia strana, che lo preoccupava.</p><p><strong>Trayvon non aveva armi</strong>. Non era un attaccabrighe. Non stava infastidendo nessuno. <strong>Aveva solo diciassette anni e la pelle nera</strong>. Abbastanza per doversi guardare le spalle in <strong>Florida</strong> e in altri Stati. Ancora, purtroppo.</p><p>La cosa più atroce della vicenda è che, sin dall&#8217;uccisione del giovane Trayvon, avvenuta alla fine di febbraio, <strong>George Zimmerman è libero e non è mai stato incriminato</strong>. Nemmeno ora, dopo che il barbaro omicidio, per fortuna, soprattutto grazie ai social media, è diventato un <strong>caso nazionale</strong>, esiste un mandato di arresto per Zimmerman. Perché dal <strong>2005</strong> in Florida esiste una legge che equipara questo Stato (così come degli altri 20 in cui è ugualmente in vigore) <strong>all&#8217;immagine più triste, violenta e insopportabile di un film di cow boy di quart&#8217;ordine</strong>. La legge si chiama <em>&#8220;Stand your ground&#8221;</em> e rappresenta un&#8217;estensione incontrollata della legittima difesa, in base alla quale, chiunque abbia <em>&#8220;il ragionevole sospetto che la propria vita o quella di un altro sia in pericolo o che si stia per commettere un crimine, può intervenire anche con un atto violento mortale&#8221;</em>. Della serie, se hai un sospetto, spara tanto poi ci ragioniamo su dopo, con calma. Appellandosi a questa legge, affermando che Trayvon aveva minacciato la sua incolumità, <strong>George Zommerman non è stato ne&#8217; imputato ne&#8217; arrestato ed è un uomo completamente libero</strong>.</p><p>Fra i maggiori sostenitori della legge, ovviamente la <strong>National Rifle Association</strong>, i Signori delle armi un tanto al chilo, quelle carine da mettere in borsetta e adatte ad ogni occasione.</p><p><strong>A diciassette anni</strong> Trayvon è stato ucciso per il <strong>colore della sua pelle </strong>da un ispanico (lo ripeto apposta per sottolineare l&#8217;assurdo) che ora è libero perchè una legge inumana <strong>ha reso l&#8217;omicidio legale.</strong></p><p><em>&#8220;Se avessi avuto un figlio, sarebbe stato cosi&#8221;</em>, ha detto <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/23/obama-avessi-figlio-sarebbe-come-trayvon-stata-tragedia/199645/" target="_blank"><strong>Obama</strong></a>, che nei quattro anni di presidenza ha scelto di non intervenire quasi mai (lo ha fatto una sola volta) in questioni legate alla razza. Lo ha fatto ieri e <strong>ha fatto bene</strong>. Perché quel colore di pelle, il suo, va detto, è ancora fastidioso per molti. E&#8217; ancora appena tollerato, malapena sopportato, malamente digerito da tanti, troppi americani.</p><p>A volte accadono cose che non sai spiegarti ma ieri sera, dopo essermi occupata della tragedia di <strong>Trayvon</strong>, mi sono ritrovata, per puro caso, a guardare <em>&#8220;The help&#8221;</em>, il film ambientato negli anni 50 in Mississippi, in pieno periodo di <strong>segregazione razziale</strong>. E mi sono sentita immensamente triste e sconfortata. Ma poi ho pensato anche ai miei nipoti, <strong>una bianca colore del latte e l&#8217;altro nero come il cacao</strong>, e mi sono detta che loro lo cambieranno questo schifo di mondo, alla faccia di tutti quelli che confondono le questioni di pelle per ragioni di vita.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/24/questione-pelle/199751/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Buon compleanno papa&#8217;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/13/buon-compleanno-papa/196859/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/13/buon-compleanno-papa/196859/#comments</comments> <pubDate>Tue, 13 Mar 2012 08:58:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[compleanno]]></category> <category><![CDATA[Famiglia]]></category> <category><![CDATA[onestà]]></category> <category><![CDATA[padre]]></category> <category><![CDATA[valori]]></category> <category><![CDATA[Vitaliano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196859</guid> <description><![CDATA[Ci ho pensato, anche a lungo perche&#8217;, in fondo, e&#8217; vero che una giornalista dovrebbe scrivere di notizie, di attualita&#8217;, lasciando da parte il &#8220;personale&#8221;. Pero&#8217; poi, nonostante tutto, ho deciso di scrivere questo post per due ragioni. Prima di tutto perche&#8217; questo e&#8217; un blog e io ho scelto, sin dall&#8217;inizio, precisandolo, che avrei...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ci ho pensato, anche a lungo</strong> perche&#8217;, in fondo, e&#8217; vero che una giornalista dovrebbe scrivere di notizie, di attualita&#8217;, lasciando da parte il <em>&#8220;personale&#8221;</em>. Pero&#8217; poi, nonostante tutto, ho deciso di scrivere questo post per due ragioni. Prima di tutto perche&#8217; questo e&#8217; <strong>un blog</strong> e io ho scelto, sin dall&#8217;inizio, precisandolo, che avrei parlato spesso delle cose <strong>attraverso la mia vita</strong>, la mia esperienza a <em>New York </em>e attraverso le storie di persone a me care. Secondo, perche&#8217; quando un papa&#8217; compie <strong>ottant&#8217;anni</strong>, dovrebbe avere i propri figli vicino per celebrare una tappa importante. <strong>Io posso essergli vicino solo cosi&#8217;</strong>.</p><p>Ho deciso di scrivere qui, di mio papa&#8217; <strong>Vincenzo</strong>, anche perche&#8217; scrivere e&#8217; tutto cio&#8217; che ho e che lo rende orgoglioso quando al mattino puo&#8217; andare a comprare il giornale e leggere le parole che io, a volte meglio, a volte peggio, ho messo insieme. Anche, pero&#8217;, perche&#8217; <strong>non gli ho mai detto grazie abbastanza </strong>per aver, insieme a mia madre, fatto di me la donna che sono.</p><p>Lo ringrazio per aver giocato con me. Per avermi comprato libri. Per avermi insegnato che siamo tutti uguali. Per avermi ossessionato con la necessita&#8217; dell&#8217;onesta&#8217;. Per avermi trasmesso la passione per la politica. Per avermi mostrato, portando il caffe&#8217; a letto a mia madre per tutta la vita, che uomini e donne sono uguali, egualmente meritevoli di sogni e di ambizioni. Per avermi detto, quando prendevo un bel voto a scuola, che avevo solo fatto la meta&#8217; del mio dovere. Per essere stato severo, severissimo ma sempre pronto a confrontarsi, a parlare. Per avermi spinto, senza stanchezza, a studiare di piu&#8217;, a dare il meglio di me, a cercare in me la forza e l&#8217;energia. Per non avermi voluto comprare le scarpe con il tacco quando avevo 13 anni. Per avermi mandato all&#8217;estero per imparare le lingue. Per avermi contagiato con l&#8217;amore per gli animali. Per aver pianto quando e&#8217; morto Berlinguer. Per aver pianto. Per avermi dato il coraggio dei sogni. Per avermi fatto passare la paura del buio spiegandomi cosa fossero le ombre.</p><p>Mio padre ha sperato <strong>fino all&#8217;ultimo giorno che non venissi a New York</strong>. E&#8217; stata l&#8217;unica volta in cui, comprensibilmente, non mi ha appoggiato. Non subito. Ma non troppo tardi. A volte mi chiede: <em>&#8220;sei felice?&#8221; </em>E tutto cio&#8217; che vuole e&#8217; sentirmi dire di si.</p><p><strong>Vincenzo e&#8217; un papa&#8217; come tanti</strong>. Lo so. Ma e&#8217; anche uno di quegli italiani che costituiscono la parte migliore di un paese stanco e malato di corruzione e indifferenza. <strong>Lui che non sa cosa sia l&#8217;indifferenza</strong>. E per questo, anche se personale, questo grazie va a tutti i Vincenzo che hanno insegnato ai propri figli, nonostante tutto, a sognare.</p><p><strong>Auguri papa&#8217;.</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/13/buon-compleanno-papa/196859/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Lucio e Marco</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/lucio-marco/195527/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/lucio-marco/195527/#comments</comments> <pubDate>Mon, 05 Mar 2012 08:11:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[lucia annunziata]]></category> <category><![CDATA[Lucio Dalla]]></category> <category><![CDATA[Marco Alemanno]]></category> <category><![CDATA[Omofobia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195527</guid> <description><![CDATA[La mia canzone preferita di Lucio Dalla è stata sempre &#8220;Anna e Marco&#8221;. Ho consumato il vinile a furia di ascoltarla, pensando al mio di Marco, quello bello di Torino che si arrampicava (e ancora si arrampica) sulle montagne. E anche nella vita di Lucio c&#8217;è stato un Marco. Importante, evidentemente. E molto. Dalla aveva,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La mia canzone preferita di <strong>Lucio Dalla</strong> è stata sempre <em>&#8220;Anna e Marco&#8221;</em>. Ho consumato il vinile a furia di ascoltarla, pensando al mio di Marco, quello bello di Torino che si arrampicava (e ancora si arrampica) sulle montagne.</p><p>E anche nella vita di <strong>Lucio</strong> c&#8217;è stato un <strong>Marco</strong>. Importante, evidentemente. E molto.</p><p>Dalla aveva, per 68 anni, scelto la <strong>via del riserbo</strong> riguardo alle sue scelte sessuali, non affermando né negando nulla. <strong>Scelta legittima</strong> come ogni scelta individuale. Non mi sembra che ad ogni eterosessuale venga richiesto di parlare dei propri gusti sessuali e fare una lista dei propri amanti per accontentare la morbosità guardona del pubblico. Chi fa <strong>outing</strong>, mi trova dalla sua parte, sempre. Ma anche chi, per personalissime ragioni, sceglie il riserbo (<strong>che non è negazione, sia ben chiaro</strong>), mi trova dalla sua parte.</p><p>Se <strong>Lucio Dalla</strong> voleva fare outing e dire di Marco, <em>&#8220;è il mio compagno&#8221;,</em> lo avrebbe fatto. La scelta doveva essere la sua e di nessun altro. La sua e, evidentemente, di Marco. Non di <strong>Lucia Annunziata</strong>. Non di chi si è sentito in dovere, a poche ore (o minuti) dal funerale, di <strong>decidere di dissertare sulla sessualità di Dalla e sulle ipocrisie a ciò legate</strong>.</p><p><strong>L&#8217;omofobia in Italia è spaventosa</strong>. Non credo che, però, la si combatta in questo modo. Con un protagonista che non è più in grado di dire la sua e che quando avrebbe potuto farlo, ha deciso di tacere. Per ragioni che vanno solo rispettate a questo punto.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/lucio-marco/195527/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>A proposito di donne</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/proposito-donne/193291/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/proposito-donne/193291/#comments</comments> <pubDate>Thu, 23 Feb 2012 13:51:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Barack Obama]]></category> <category><![CDATA[Cinzia Dato]]></category> <category><![CDATA[hillary clinton]]></category> <category><![CDATA[Massachusetts]]></category> <category><![CDATA[meritocrazia]]></category> <category><![CDATA[Paola Severino]]></category> <category><![CDATA[repubblicani]]></category> <category><![CDATA[riforma sanitaria]]></category> <category><![CDATA[Silvana Prosperi]]></category> <category><![CDATA[Vermont]]></category> <category><![CDATA[Women for Obama]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=193291</guid> <description><![CDATA[Sono stata ad un incontro organizzato da &#8220;Women for Obama 2012&#8243;. Quando mi sono trasferita a New York e non conoscevo nessuno, fare la volontaria per Barack Obama, allora candidato alle primarie contro Hillary Clinton, mi aiuto&#8217; molto a fare &#8220;amicizia&#8221; con la citta&#8217; dove avevo scelto di ricominciare a vivere. Cosi&#8217;, sono tornata, per capire...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sono stata ad un incontro organizzato da <strong>&#8220;Women for Obama 2012&#8243;</strong>. Quando mi sono trasferita a <strong>New York </strong>e non conoscevo nessuno, fare la volontaria per <strong>Barack Obama</strong>, allora candidato alle primarie contro <strong>Hillary Clinton</strong>, mi aiuto&#8217; molto a fare &#8220;amicizia&#8221; con la citta&#8217; dove avevo scelto di ricominciare a vivere. Cosi&#8217;, sono tornata, per capire di piu&#8217; questa campagna elettorale, le tematiche e gli umori.</p><p>Ed e&#8217; stata una bella serata in cui ti ricordi perche&#8217; <strong>le donne dovrebbero essere</strong><strong> sempre parte integrante della vita politica</strong> e sociale del paese: perche&#8217; loro sono <strong>il perno intorno al quale ruotano le famiglie</strong>. Molte di loro erano alla riunione, disposte a lavorare in un contesto politico per la prima volta per tre motivi ricorrenti: <strong>la riforma sanitaria</strong>, ancora imperfetta, ma che aveva perlomeno consentito ai loro figli diciottenni di non perdere l&#8217;assistenza come sarebbe avvenuto prima. Ho scoperto anche, con gioia, che non e&#8217; solo il <strong>Massachusetts</strong> ad avere l&#8217;assistenza sanitaria garantita a tutti ma anche il piccolo, meraviglioso <strong>Vermont</strong>.<br /> La seconda istanza per la quale le donne erano li&#8217; a sostenere Obama era <strong>l&#8217;educazione</strong> e la necessita&#8217; di veder garantita ai loro figli la possibilita&#8217; di perseguire un&#8217;educazione qualificata e in sintonia con le proprie aspirazioni. Aspirazioni, poi, che qui possono trovare sbocco grazie a quel meraviglioso principio, da noi inesistente, che si chiama <strong>meritocrazia</strong>.<br /> La terza motivazione era che <strong>i Repubblicani attuali fanno paura </strong>e che la loro vittoria cancellerebbe diritti acquisiti dalle donne, non in quanto tali ma in quanto esseri umani, negli ultimi decenni. I Repubblicani (una donna di circa settant&#8217;anni ex Repubblicana si diceva &#8220;umiliata&#8221; dall&#8217;infimo livello raggiunto dal partito) stanno giocando la loro partita <strong>sulla pelle delle donne</strong> alle quali vogliono negare servizi indispensabili come <strong>mammografie e pap test, </strong>obbligandole invece ad esami invasivi e non necessari come l&#8217;<strong>ecografia transvaginale</strong> prima di un aborto. Una proposta cosi mortificante e violenta contro le donne che da sola dovrebbe spingere gli americani civili a non votare per i Repubblicani. Tornando a casa mi sono sentita ottimista.</p><p><strong>Il ministo Severino</strong> guadagna <strong>7 milioni di euro all&#8217;anno</strong> e non se ne vergogna. <strong>E fa bene</strong>. Fa bene perche&#8217; ha lavorato sodo per arrivare alla sua posizione e, soprattutto, perche&#8217; <strong>paga le tasse</strong>. Non comprendo lo scandalo. Innanzitutto, non sappiamo quanto guadagnassero gli altri prima. Non voglio nemmeno pensare che la cosa dia fastidio perche&#8217; il Ministro e&#8217; <strong>una donna</strong>. Certo e&#8217; frustrante pensare che invece c&#8217;e&#8217; chi non arriva a fine mese ma l&#8217;Italia, che mi risulti, e&#8217; <strong>un paese a sistema capitalista </strong>e non socialista. Un paese dove il partito Comunista (che io ho votato) non ha mai governato e dove abbiamo avuto come presidente, per <strong>17 anni,</strong> un uomo che era li&#8217; solo per <strong>proteggere le sue ricchezze </strong>ben piu&#8217; abbondanti di quelle del Ministro Severino. E, aggiungo, che tanta parte di italiani lo ha <strong>votato (e amato) proprio per quello</strong>. Ora, l&#8217;unica mia obiezione (e non diretta al Ministro) e&#8217; che, in un paese civile, a sistema capitalista (lo so qualcuno potrebbe obiettare che capitalismo e civilta&#8217; non stanno bene insieme ma tant&#8217;e'), dovrebbero essere <strong>offerte a tutti le stesse possibilita&#8217; di arrivare a livelli importanti con il proprio lavoro</strong>. Traduco: in Italia dovrebbe esistere un sistema meritocratico per cui chi come il Ministro Severino fa sacrifici per studiare ed ha le qualita&#8217; possa arrivare dove merita. In Italia, invece, le intelligenze vengono quasi sempre, umiliate, offese e mortificate a vantaggio di chi ha quelle cose <strong>volgari e mafiose che si chiamano &#8220;conoscenze&#8221;. </strong></p><p>Mi e&#8217; arrivato ieri per posta un libro, scritto sa <strong>Cinzia Dato e Silvana Prosperi,</strong><strong> che si chiama </strong><strong>&#8220;<em>Goodbye Italia -</em></strong><em> </em><strong><em>La Repubblica che ripudia il lavoro delle donne</em>&#8220;</strong>. Racconta storie di donne che, con sacrificio, hanno scelto di <strong>lasciare l&#8217;Italia </strong>semplicemente per lavorare in maniera dignitosa. Fra le storie c&#8217;e&#8217; anche la mia, ma questo non conta molto. Conta il <strong>lungo elenco di nomi</strong>. Troppo lungo per un paese civile.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/proposito-donne/193291/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>E&#8217; nata una stella: addio Whitney Houston</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/12/e-nata-una-stella-addio-whitney-houston/190707/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/12/e-nata-una-stella-addio-whitney-houston/190707/#comments</comments> <pubDate>Sun, 12 Feb 2012 09:11:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[alcol]]></category> <category><![CDATA[Beverly Hills]]></category> <category><![CDATA[Dolly Parton]]></category> <category><![CDATA[droga]]></category> <category><![CDATA[Grammy Awards]]></category> <category><![CDATA[Kevin Costner]]></category> <category><![CDATA[Whitney Houston]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=190707</guid> <description><![CDATA[Perché, per quanto banale, retorico, fastidioso possa apparire a chi non può fare a meno del cinismo &#8220;prêt-à-porter&#8221;, la voce di Whitney Houston, la voce perfetta che ha fatto ballare, innamorare e incantare le nostre gioventù spensierate, non smetterà di brillare. Whitney Houston è morta alle 6.55 ora della East Coast in un hotel di Beverly Hills dove...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Perché, per quanto banale, retorico, fastidioso possa apparire a chi non può fare a meno del cinismo <em>&#8220;prêt-à-porter&#8221;</em>, la voce di <strong>Whitney Houston</strong>, la voce perfetta che ha fatto ballare, innamorare e incantare le nostre gioventù spensierate, non smetterà di brillare.</p><p>Whitney Houston <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/12/voce-possente-animo-fragile-anni-muore-whitney-houston/190792/" target="_blank">è morta</a></span></strong> alle 6.55 ora della East Coast in un hotel di Beverly Hills dove si trovava per partecipare, poche ore più tardi, ad uno dei party che precedono la serata dei <strong>Grammy Awards</strong>. A scoprirne il decesso la sua guardia del corpo, una <em>bodyguard</em> che non è riuscita a salvarla perché non era Kevin Costner e questo <strong>non era un film</strong>. I Grammy sicuramente, stasera, saranno la sua celebrazione, il suo ricordo, il suo trionfo e il suo arrivederci, così come lei lo avrebbe voluto. Con la meraviglia e l&#8217;incanto delle note.</p><p><strong>Whitney è ora libera</strong>. Dai suoi demoni e dalla necessità di combatterli. Quei demoni che spingono ancora troppe &#8220;stelle&#8221; a non riuscire a brillare troppo a lungo in questo mondo. E non è solo questione di soldi e successo. Sono le ombre mortali che avvolgono chi si avvicina alla droga o all&#8217;alcol in maniera irreversibile, troppo spesso non per cercare la felicità, ma per <strong>smettere di sentire l&#8217;infelicità</strong>. Smettere di sentire il dolore, smettere di sentire il male di vivere.</p><p>Whitney è stata la <em>golden girl</em> e il suo sorriso ci ha illuminato a lungo, quanto e più della sua voce. E  e ci piacerebbe stasera, ai Grammy, sentire <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dolly_Parton" target="_blank">Dolly Parton</a></span></strong> cantare per lei <em>I will always love you</em>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/12/e-nata-una-stella-addio-whitney-houston/190707/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Sulla pelle delle vittime</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/sulla-pelle-delle-vittime/188637/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/sulla-pelle-delle-vittime/188637/#comments</comments> <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:05:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[CAssazione]]></category> <category><![CDATA[sentenza]]></category> <category><![CDATA[stupro]]></category> <category><![CDATA[vittime]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188637</guid> <description><![CDATA[Mi diranno, lo so, che la decisione della Cassazione sullo stupro di gruppo, non significa impunità per chi commette il reato di violenza sessuale. Mi diranno, lo so, che le misure di &#8220;custodia cautelare&#8221; durante le indagini non sono solo il carcere e che devono essere valutate dal giudice a seconda del caso. Mi diranno, lo so,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mi diranno, lo so, che la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/violenza-gruppo-cassazione-possibili-anche-misure-cautelari-diverse-carcere/188551/">decisione della Cassazione</a> </span>sullo stupro di gruppo, <strong>non significa impunità </strong>per chi commette il reato di violenza sessuale. Mi diranno, lo so, che le misure di <strong>&#8220;custodia cautelare&#8221; </strong>durante le indagini non sono solo il carcere e che devono essere valutate dal giudice a seconda del caso. Mi diranno, lo so, che <strong>la colpevolezza va dimostrata</strong> prima che un innocente trascorra anche solo un giorno di carcere. Mi diranno che sono <strong>femminista</strong></p><p>E io dirò, e dico, che solo una vittima di stupro, uomo o donna che sia, può conoscere <strong>l&#8217;orrore di quel gesto inumano</strong> che, poi, ti condiziona tutta la vita mentre gli altri possono permettersi la leggerezza del &#8220;dettaglio&#8221;. Io dirò, e dico, che solo una vittima di stupro, uomo o donna che sia, conosce il <strong>disgusto</strong> di veder la propria vita, la propria credibilità, ogni particolare <strong>scannerizzato e gettato in pasto a tutti,</strong> prima di sperare di poter avere giustizia.<br /> Se subisci un furto non ti chiedono se sei onesto. Se ti truffano non ti chiedono se sei un imbecille. Se fai naufragio su una nave da crociera che fa un inchino al nulla, non ti chiedono se sapevi nuotare. <strong>Il fatto in sé fa di te una vittima</strong>. E ciò&#8217; che tu sei o sei stato nella vita non cambia il fatto in sé. Se domani rubassero il portafogli a Berlusconi, quello resterebbe un reato di furto. Senza se e senza ma. E su quello si discuterebbe. Quando si tratta di violenza, però, la vittima, che sia uomo o donna, si deve difendere e deve , in qualche modo, dimostrare di <strong>non aver meritato/provocato ciò che gli/le è accaduto</strong>.</p><p>Io dirò, e dico, che tante, troppe vittime di stupro, che siano donne o uomini, subiscono <strong>l</strong><strong>&#8216;o</strong><strong>nta di uno sfregio inguaribile</strong> e non lo denunciano <strong>per paura, per sfiducia e per non correre il rischio di passare da vittime a carnefici</strong>. E che l&#8217;idea che il tuo violentatore non sia in carcere ma <strong>libero di avvicinarti, minacciarti, tormentarti </strong>non può che scoraggiarti ancora di più dal denunciare e dal chiedere giustizia per ciò che hai subito.</p><p>Ci sono pochi reati (non riesco a immaginarne molti) in cui la vittima prova l&#8217;orrore di essere <strong>violata intimamente</strong> come in uno stupro. Se, poi, lo stupro è di gruppo, non so se può bastare il resto di una vita a riprendersi la vita. Le donne subiscono violenze atroci tutti i giorni. In famiglia. Sin da bambine. E crescendo è peggio. <strong>E ora capita sempre di più</strong><strong> anche agli uomini</strong>. <strong>E</strong> <strong>la leggerezza, il cameratismo,</strong> il senso di distacco con cui si decide sulla pelle di queste vittime che, grazie alle decisioni come quella della Cassazione chiederanno sempre meno giustizia, mi rende infinitamente triste e mi lacera la carne.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/sulla-pelle-delle-vittime/188637/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Rick Santorum, candidato inascoltabile</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/rick-santorum-candidato-inascoltabile/185965/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/rick-santorum-candidato-inascoltabile/185965/#comments</comments> <pubDate>Tue, 24 Jan 2012 08:13:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[aborto]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[gay]]></category> <category><![CDATA[Mitt Romney]]></category> <category><![CDATA[repubblicani]]></category> <category><![CDATA[Rick Santorum]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=185965</guid> <description><![CDATA[Non che il parterre dei candidati alle primarie repubblicane per la corsa alla presidenza degli Stati Uniti sia di qualita&#8217; significativa, fatta eccezione, forse, per l&#8217;ex governatore del Massachusetts, Mitt Romney, che dalla sua ha il grande merito di aver messo la firma sotto un progetto di riforma sanitaria universale. 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Ascoltare, tuttavia, uno come <strong>Rick Santorum,</strong> parlare di donne, di gay e, soprattutto, di aborto, fa davvero accapponare la pelle.</p><p>Vale la pena, tanto per sgombrare il campo ad ogni possibile simpatia, ricordare che <strong>Santorum e sua moglie Karen</strong> sono genitori di 8 bambini. L&#8217;ultima, concepita quando la signora Santorum aveva compiuto i <strong>48 anni</strong>, e&#8217; stata diagnosticata con una <strong>severa patologia genetica </strong>dovuta all&#8217;eta&#8217; della madre e che le lascia solo il 10% di sopravvivenza oltre i cinque anni di eta&#8217;. Nonostante ciò i genitori hanno deciso di farla nascere. I Santorum, fra l&#8217;altro, erano già stati toccati dalla tragedia con la <strong>perdita di un altro figlio</strong>, nato prematuro e morto a causa di una malformazione genetica (che aveva messo a rischio la vita della madre che ancora una volta si era rifiutata di abortire). In quel caso, la coppia aveva avuto l&#8217;idea di portare a casa il piccolo cadavere per farlo vedere agli altri bambini e fare in modo che questi conoscessero il fratellino <em>Gabriel. </em></p><p>Personalmente, mi basterebbe questo episodio per ritenere Santorum inadatto persino a fare l&#8217;<strong>amministratore di un condomino,</strong> figuriamoci il presidente degli Stati Uniti d&#8217;America; la mia convinzione, però, diventa addirittura incrollabile di fronte a dichiarazioni come quelle rilasciate dal candidato repubblicano nel corso di un&#8217;<a href="http://edition.cnn.com/video/?/video/politics/2012/01/20/piers-rick-santorum-abortion-gift.cnn&amp;hpt=pm_r1" target="_blank">intervista con <strong>Piers Morgan alla CNN</strong></a>. L&#8217;illuminato deputato, alla domanda di Morgan, a proposito dell&#8217;aborto <strong>in caso di stupro,</strong> ha risposto che anche in quei casi il bambino deve essere considerato un dono di Dio. Ora, al di là dello sconcerto per un&#8217;affermazione cosi&#8217; insensibile nei confronti  della psicologia di una donna vittima di violenza, trovo anche, da non credente, assolutamente &#8220;irrispettoso&#8221; attribuire a Dio la volontà di un atto cosi crudele.</p><p>Molto (ma molto) meno categorica è, invece, la sua posizione rispetto agli <strong>atti di pedofilia</strong> commessi da molti preti a danno di minori. In quei casi, <strong>Santorum </strong>non vede un prete pedofilo ma, ovviamente, un omosessuale privo di limiti.</p><p><em>(Foto: LaPresse)</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/rick-santorum-candidato-inascoltabile/185965/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Concordia, il naufragio visto da lontano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/17/naufragio-della-concordia-visto-lontano/184381/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/17/naufragio-della-concordia-visto-lontano/184381/#comments</comments> <pubDate>Tue, 17 Jan 2012 12:54:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Concordia]]></category> <category><![CDATA[estero]]></category> <category><![CDATA[giglio]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[naufragio]]></category> <category><![CDATA[nave]]></category> <category><![CDATA[New york times]]></category> <category><![CDATA[schettino]]></category> <category><![CDATA[Usa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=184381</guid> <description><![CDATA[Domenica, quando ho aperto la porta di casa per uscire, mi sono quasi stupita nel vedere che la prima pagina del New York Times era dedicata al naufragio della Concordia. Ho pensato &#8220;accidenti la nave italiana in prima pagina&#8221;. Sono caduta, dunque, in una trappola in cui, a mio discapito, era forse facile cadere. Pensare...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Domenica, quando ho aperto la porta di casa per uscire, mi sono quasi stupita nel vedere che la prima pagina del <strong>New York Times</strong> era dedicata al naufragio della <strong>Concordia</strong>. Ho pensato <em>&#8220;accidenti la nave italiana in prima pagina&#8221;</em>. Sono caduta, dunque, in una trappola in cui, a mio discapito, era forse facile cadere. Pensare alla Concordia come <em>&#8220;nave italiana&#8221;</em> tout court era possibile, soprattutto appena svegli.</p><p>La nave non era e non e&#8217; <strong><em>&#8220;cosa italiana&#8221;</em></strong> perche&#8217; a bordo c&#8217;erano uomini e donne di posti diversi. Alcuni, fra i dispersi, del paese dove vivo. E&#8217; naturale, dunque, che se ne parli e molto. Si parla anche della <em>&#8220;confusione&#8221; </em><em>post collisione e dello scarsissimo coordinamento nei soccorsi</em>. Ci sono superstiti americani che raccontano, in varie interviste, la loro esperienza e mi sembra <strong>simile a quella raccontata </strong><strong>da altri superstiti in altre lingue</strong>.</p><p>Eppure ho notato, soprattutto online, la diffusione di un <strong>sentimento &#8220;patriottico&#8221;</strong> volto a sottolineare il fatto che dobbiamo stringerci intorno al nostro paese contro le <em>&#8220;malelingue straniere&#8221; </em>che non aspettavano altro che una nuova occasione per crocifiggerci. Sinceramente, per quanto possa servire la mia testimonianza, <strong>nessuno sta crocifiggendo l&#8217;Italia</strong>. Anzi, qui in America, per esempio, anche la pubblica gogna alla quale, da giorni, in Italia, è sottoposto <strong>Schettino</strong> è meno sentita, meno veemente.</p><p>Sebbene sia spesso critica dell&#8217;Italia e di noi italiani, credo che <strong>nessuno stia puntando il dito</strong> alla nazionalita&#8217; di questa nave. E nessuno intende privare Schettino di quel sentimento di <strong>umana pieta&#8217;</strong><strong> </strong>che gli viene rivolto per aver fallito, <strong>come uomo e come capitano</strong>, spinto da quel sentimento che spesso ci governa e che si chiama <strong>paura</strong>. Schettino poteva essere di qualsiasi nazionalita. <strong>La</strong><strong> paura </strong><strong>non ha bandiere</strong>. Quella notte, sulla <strong>Concordia</strong>, ci sono stati uomini che hanno compiuto atti eroici e che meritano il nostro plauso e la nostra riconoscenza. <strong>Schettino merita pieta&#8217; umana</strong>. E condanna legale perche&#8217; non ha compiuto il suo dovere dopo aver sbagliato. La paura non puo&#8217; essere una variabile in grado di cancellare il suo errore e le sue responsabilità. Non mi interessa, personalmente, ascoltare o riascoltare le conversazioni telefoniche. Mi basta sapere che, dopo aver fatto una castroneria che ha fatto naufragare la nave, Schettino ne ha infilata una dopo l&#8217;altra fino a quella<strong> fuga meschina</strong>. Pietà umana, dunque, per un uomo vil,<strong> </strong><strong>ma</strong><strong> condanna legale </strong><strong>per chi ha infranto la legge</strong>. Quella del mare e quella degli uomini. Quella di un ruolo ancora avvolto da un fascino intramontabile e quella di codici scritti da uomini per garantire la legge che regola o dovrebbe regolare le nostre vite.</p><p>Certo, in un<strong> paese dolente </strong>come l&#8217;Italia in questo periodo (piu&#8217; che in altri), viene facile <strong>vergognarsi di uno Schettino</strong>, come ci si è vergognati o ci si vergogna <strong>di altri</strong>. Ma in questo caso, secondo me, nulla di ciò che è avvenuto ha a che fare solo ed esclusivamente con il <strong>nostro tricolore</strong>. E, quindi, per rispetto alle vittime, agli eroi, ai dispersi, alle loro famiglie, sarebbe forse il caso di <strong>non farne un caso &#8220;nazionale&#8221;</strong> ma un caso di un incidente grave di cui vanno appurate responsabilita&#8217; e pagate le conseguenze.</p><p>Voglio credere però che <strong>Schettino</strong> sia arrivato ad avere l&#8217;onore e l&#8217;onere di essere alla guida di una nave così prestigiosa per <em>&#8220;riconosciuti meriti&#8221;</em>. Questa e&#8217;, purtroppo, una certezza che in Italia non e&#8217; mai facile avere.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/17/naufragio-della-concordia-visto-lontano/184381/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Violenza sessuale, le parole e i fatti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/09/violenza-sessuale-parole-fatti/182432/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/09/violenza-sessuale-parole-fatti/182432/#comments</comments> <pubDate>Mon, 09 Jan 2012 08:08:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Barack Obama]]></category> <category><![CDATA[Joseph Biden]]></category> <category><![CDATA[violenza sessuale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=182432</guid> <description><![CDATA[L&#8217;amministrazione Obama ha annunciato formalmente che, dopo oltre 80 anni, la definizione di &#8220;stupro&#8221; verrà modificata e adeguata ad una realtà in cui sia le vittime che gli atti di violenza non sono più così &#8220;limitati&#8221; come, almeno in superficie, lo erano negli anni Venti. La nuova definizione di reato di stupro, infatti, includerà, per la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;amministrazione <strong>Obama</strong> ha annunciato formalmente che, dopo oltre 80 anni, la definizione di <em>&#8220;stupro&#8221;</em> verrà modificata e adeguata ad una realtà in cui sia le vittime che gli atti di violenza non sono più così <em>&#8220;limitati&#8221;</em> come, almeno in superficie, lo erano negli anni Venti.</p><p>La <strong>nuova definizione di reato di stupro</strong>, infatti, includerà, <em>per la prima volta</em>, come possibili vittime, non solo le donne ma anche <strong>gli uomini e i bambini</strong><strong> </strong>e non sarà limitata, dunque, alla sola <strong>penetrazione vaginale</strong> ma anche a quella <strong>orale e anale</strong>. Ciò significa che saranno inclusi nel reato di stupro tutti i tipi di penetrazione &#8220;non consenziente&#8221;, messi in atto anche attraverso oggetti di vario tipo e fra persone dello stesso sesso. Saranno considerati stupro anche i casi in cui <strong>non c&#8217;è violenza fisica ma il sesso</strong><strong> non può essere definito consensuale</strong> perché la vittima era ubriaca, sotto l&#8217;effetto di droghe o minorenne.</p><p>Una revisione della definizione era stata sollecitata per anni dalle <strong>associazioni a difesa delle vittime di stupro, </strong>inutilmente. Fino alla scorsa estate, quando la richiesta era stata accolta da alcuni membri dell&#8217;amministrazione Obama, primo fra tutti il <strong>vice presidente </strong><strong>Joseph Biden </strong>che è stato, da senatore, il fautore della <strong>legge contro la violenza alle donne</strong>, una pietra miliare, in questo ambito, nella storia americana. Biden, nel formalizzare la nuova dicitura, ha definito lo stupro come un <em>&#8220;crimine devastante&#8221;.</em></p><p>Ora, finalmente, moltissimi reati che prima non potevano essere classificati come stupro, rientreranno in questa categoria.</p><p><strong>Una notizia buona e di grande civiltà</strong><strong>.</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/09/violenza-sessuale-parole-fatti/182432/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Un anno dispari</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/31/anno-dispari/180866/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/31/anno-dispari/180866/#comments</comments> <pubDate>Sat, 31 Dec 2011 15:16:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Andrew Cuomo]]></category> <category><![CDATA[Barack Obama]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[steve jobs]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=180866</guid> <description><![CDATA[L&#8217;anno che verrà sarà una nuova sfida. Come sempre. Non ci sono anni fortunati o sfortunati. Ci siamo noi e i nostri piccoli o grandi obiettivi da raggiungere o almeno provare a raggiungere. E ci sono scelte che possono basarsi su un &#8220;posso&#8221; o su un &#8220;non posso&#8221;. I primi sono preferibili. E poi ci...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;anno che verrà</strong> sarà una nuova sfida. Come sempre. Non ci sono anni fortunati o sfortunati. Ci siamo noi e i nostri piccoli o grandi <strong>obiettivi da raggiungere</strong> o almeno provare a raggiungere. E ci sono scelte che possono basarsi su un <em>&#8220;posso&#8221; o </em><em>su un</em><em> &#8220;non posso&#8221;</em>. I primi sono preferibili. E poi ci sono le situazioni che non scegliamo e non possiamo cambiare, e che dobbiamo solo, per forza, accettare e metabolizzare.</p><p>Non seguo, perciò, la scia di chi fa <strong>bilanci</strong> come se ci fossero davvero percorsi che si chiudono o aprono con quel cambio di data al quale, dopo massimo tre giorni, saremo abituati. Seguo, invece, <strong>lo spirito saggio</strong> di una diciassettenne che ha scritto <em>&#8220;è quasi finito un anno e qui vedo la gente che fa bilanci su bilanci. Io non ho molto da dire. Sono felice e basta. Ho raggiunto tanti risultati, ho ricevuto molte cose&#8230; ma ne ho anche perse alcune che avrei preferito tenere. Ma in fondo se è andata cosi, cosi doveva andare. Alla fine che importa? Sono felice di tutto&#8221;</em>. Lei si chiama <strong>Serena Vitaliano</strong> ed è mia nipote e le sue parole mi hanno dato una delle ultime felicità di un <strong>anno dispari</strong>.</p><p>Di quest&#8217;anno, però, voglio ricordare <strong>due momenti</strong>, fra gli altri, che, mi hanno reso, rispettivamente, infinitamente felice e profondamente triste. Uno e&#8217; stato il <strong>24 giugno</strong>, giorno in cui il governatore dello Stato di New York, <strong>Andrew Cuomo</strong>, ha firmato la legge che garantisce diritto, alle coppie gay, di sposarsi legalmente. Ricordo quel momento in ogni dettaglio, ricordo la gioia dei miei amici, gay e non, e la certezza che qualcosa di buono, di veramente buono era stato fatto e io ne ero testimone. Una gioia molto simile a quella della notte in cui <strong>Barack Obama</strong> divenne il 44° presidente degli Stati Uniti. Fosse anche solo per quel momento, quest&#8217;anno <strong>meritava di essere vissuto</strong>. Presto le coppie gay saranno riconosciute a livello federale. Bisogna solo aver un altro po&#8217; di pazienza. Come sempre quando si tratta di diritti umani. <strong>Pazienza e tenacia</strong>.</p><p>Ho provato, invece, profondissima tristezza, il <strong>5 ottobre</strong>, quando si è spento <strong>Steve Jobs</strong>. La storia della sua vita mi ha sempre incuriosito. Il suo genio creativo mi ha affascinato. La tragedia della sua morte è stata proporzionale alla particolarità della sua vita. Soprattutto, però, Jobs mi ha sempre ricordato ciò che è <strong>negato</strong> quotidianamente agli italiani, a quegli eserciti di ragazzi e ragazze che studiano, si impegnano, progettano, sognano e poi vengono <strong>delusi e traditi</strong> da una società che non è mai stata nemmeno sfiorata dal principio della <strong>meritocrazia</strong> e che affonda sempre di più, giorno dopo giorno, nella palude della corruzione.</p><p>Vorrei anche, ovviamente, fra i momenti belli, ricordare l&#8217;uscita di scena di <strong>Silvio Berlusconi.</strong> Che sarebbe piena di senso se con lui se ne fosse andato anche il deleterio <em>&#8220;berlusconismo&#8221;</em> che ha contaminato gran parte del paese. Purtroppo, finora, non mi è pervenuto nessun segno di cedimento.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/31/anno-dispari/180866/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Vi auguro ottimismo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/24/auguro-ottimismo/179742/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/24/auguro-ottimismo/179742/#comments</comments> <pubDate>Sat, 24 Dec 2011 08:48:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[coraggio]]></category> <category><![CDATA[Harlem]]></category> <category><![CDATA[New York]]></category> <category><![CDATA[Oriana Fallaci]]></category> <category><![CDATA[ottimismo]]></category> <category><![CDATA[upper West Side]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=179742</guid> <description><![CDATA[&#8220;In fondo il coraggio è ottimismo. Io non ero coraggiosa perchè non ero ottimista&#8221;. Rubo alla Fallaci di &#8220;Lettera a un bambino mai nato&#8221; una citazione che mi accompagna sempre. Sempre ma non &#8220;da sempre&#8221;. Molto a lungo nella vita, anche io non sono stata coraggiosa perchè in fondo ero pessimista. Di un pessimismo che non...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;In fondo il coraggio è ottimismo. Io non ero coraggiosa perchè non ero ottimista&#8221;</em>. Rubo alla <strong>Fallaci</strong> di <em>&#8220;Lettera a un bambino mai nato&#8221;</em> una citazione che mi accompagna sempre. Sempre ma non <em>&#8220;da sempre&#8221;</em>. Molto a lungo nella vita, anche io non sono stata coraggiosa perchè in fondo <strong>ero pessimista</strong>. Di un pessimismo che non è&#8217; la capacità di vedere le cose come realmente sono o di fingersi la realtà&#8217; peggiore di quella che è. La realtà&#8217;, infatti, puo&#8217; essere <strong>abbastanza spaventosa </strong>da non obbligarci a fingercela peggiore.</p><p>Era il pessimismo di quando ci si convince che <strong>non si possono cambiare le cose</strong>, non si puo&#8217; modellare la propria realtà&#8217;, non si può inseguire un&#8217;aspirazione, non si può&#8217; <strong>coltivare un sogno</strong>. Il pessimismo di quando le proprie insicurezze vengono amplificate da un contesto che <strong>avvilisce e sfinisce</strong>.</p><p>Ci sono molte cose per le quali amo <strong>New York</strong> <em>(&#8220;quell&#8217;isola vicina agli Stati Uniti&#8221;)</em>, così come ce ne sono tante per le quali amo l&#8217;Italia naturalmente. Di una cosa però sono grata a questa città ed è per avermi &#8220;contaminato&#8221; con quell&#8217;<strong>attitudine ottimistica</strong> che nasce da un profondo <strong>pragmatismo</strong> e dalla quasi totale assenza di <strong>propensione alla lamentazione</strong>. La mia amica Ginny, quando ancora mi faccio vincere dal mio lato <em>&#8220;drammatico&#8221; </em>mi dice: <em>&#8220;dov&#8217;e&#8217; la mia amica newyorchese?&#8221;</em>.</p><p>Un anno fa a Natale abitavo ad <strong>Harlem</strong> e odiavo salire quelle rampe di scale ripide, per arrampicarmi nel mio piccolo studio. Ero <strong>lontana da tutto </strong>ciò&#8217; che mi era familiare e dagli amici più cari e le tempeste di neve mi obbligarono ad una specie di isolamento, a cui cedetti quasi completamente sentendo forte la <strong>voglia di arrendermi</strong>. Poi un giorno, durante un incontro con altre donne, <strong>Amy</strong>, raccontava della sua nuova casa, a Brooklyn, al 50mo piano e di quanto l&#8217;amasse e di quanto, allo stesso tempo, fosse spaventata da quell&#8217;affitto enorme che aveva paura di non poter pagare. Per quello aveva deciso di cercare <strong>più lavoro</strong> e lo aveva trovato e ora ne aveva talmente tanto da dover cercare un&#8217;assistente. La guardavo rapita e pensavo <em>&#8220;Anche io voglio una casa cosi. Anche io voglio essere contenta&#8221;</em>. Tornata a casa ho mandato una raccomandata dando i due mesi di preavviso e il giorno dopo mi sono messa alla ricerca della mia nuova casa.<strong> Due mesi</strong> sono passati un un baleno e io non avevo trovato nulla: due appartamenti li avevo persi perchè non erano accettati i cani. Quando sono entrata nello studio dove vivo, fuori pioveva a dirotto e faceva un gran freddo. Avevo i piedi bagnati e voglia di piangere. <strong>Ero molto poco newyorchese </strong>in quel momento. Poi sono entrata e mi sono sentita, banalmente e semplicemente<em> &#8220;a casa&#8221;.</em> Permettermi il mio nuovo studio, in quell&#8217; <strong>Upper West Side</strong> che adoro, mi ha costretto a cercare nuovo lavoro ma cercandolo, l&#8217;ho trovato e, a distanza di un anno, sono di nuovo qui, lontana dalla mia famiglia per Natale, ma sono <em>&#8220;a casa&#8221;</em>.</p><p>Qui ho imparato ad essere coraggiosa nonostante la paura. Qui mi sono sentita finalmente libera di essere ottimista nonostante il mio atavico pessimismo. Lo avrei imparato anche a Londra o a Parigi, ne sono certa. Ma New York e&#8217; il <strong>posto perfetto</strong> per ciò che io cercavo. Cercavo dentro di me il <strong>coraggio di essere ottimista</strong>.</p><p>In quest&#8217;anno, ho scritto tanto e ho letto tanto di ciò che voi mi scrivevate (leggo tutto o quasi). E ve ne ringrazio senza retorica o piaggeria. E ho trovato amici e amiche impagabili che questo blog ha messo sulla mia strada come luci che mi rischiarano la strada nei momenti bui. Un augurio di ottimismo quindi a tutti. Un augurio speciale a<strong> Manuela</strong> che mi scrive delle email da incorniciare, a <strong>Mariangela</strong> che aspetto qui, ad &#8220;ovest&#8221; delle nostre paure, a <strong>Zar e Vera</strong> che mi mandano raggi di sole, a <strong>Leonardo </strong>ormai amico prezioso e alla sua <strong>Licia</strong>; e a tutti, davvero a tutti coloro che, insieme a questa città&#8217; meravigliosa, mi hanno fatto diventare <strong>ottimista</strong>.</p><p>Vi auguro ottimismo, dunque. <strong>Intenso, sfrontato, incessante, audace, appassionante e meraviglioso </strong>ottimismo. E, perciò, coraggio.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/24/auguro-ottimismo/179742/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il senatore e la “culona” Michelle Obama</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/23/il-senatore-e-la-%e2%80%9cculona%e2%80%9d-obama/179510/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/23/il-senatore-e-la-%e2%80%9cculona%e2%80%9d-obama/179510/#comments</comments> <pubDate>Fri, 23 Dec 2011 09:37:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Angela Vitaliano]]></category> <category><![CDATA[Jim Sensenbrenner]]></category> <category><![CDATA[Maesh-Meigs]]></category> <category><![CDATA[michelle obama]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/23/il-senatore-e-la-culona-obama/179510/</guid> <description><![CDATA[Jim Sensenbrenner avrebbe dovuto imparare da Silvio Berlusconi che dare della “culona” a una signora non è mai opportuno e lo è ancor meno se non si è degli adoni filiformi e la signora in questione ha più potere di te. Il deputato repubblicano del Wisconsin è stato colto mentre, nella sala di attesa dell’aeroporto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Jim Sensenbrenner </strong>avrebbe dovuto imparare da Silvio Berlusconi che dare della “culona” a una signora non è mai opportuno e lo è ancor meno se non si è degli adoni filiformi e la signora in questione ha più potere di te.</p><p>Il deputato repubblicano del Wisconsin è stato colto mentre, nella sala di attesa dell’aeroporto di Washington, parlava al cellulare in tono decisamente alto, dando giudizi sulla campagna anti obesità “Let’s Move” portata avanti dalla First Lady, <strong>Michelle Obama</strong>. Sensenbrenner, noto per rifiutare il confronto con la stampa, ha detto, con tono infastidito, riferendosi alla First Lady, <em>“vuole insegnarci come mangiare quando lei è la prima ad avere un gran sedere”</em>.</p><p>La conversazione del deputato prendeva spunto da un episodio avvenuto il 10 dicembre, durante una visita alla Chiesa episcopale di Hartford. In quell’occasione, Sensenbrenner avrebbe avuto un battibecco con la 72 enne <strong>Maesh-Meigs </strong>proprio a proposito della First Lady che avrebbe denigrato in maniera sarcastica suscitando la reazione piccata dell’anziana signora. <em>“Come si può esser così stupidi?”</em> ha detto la signora riferendo l’episodio al sito <em>Politico. com</em>, aggiungendo che per lei Michelle Obama è una donna <em>“bella, elegante”</em>.</p><p>Il deputato, intanto, ha chiesto scusa per le sue esternazioni e ha fatto sapere di aver mandato un biglietto alla First Lady, la quale non ha rilasciato commenti in proposito. La signora Obama, <strong>amante del fitness</strong> che pratica da anni, è diventata la paladina dell’alimentazione sana e biologica, facendo realizzare persino un orto all’interno della Casa Bianca.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 23 dicembre 2011</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/23/il-senatore-e-la-%e2%80%9cculona%e2%80%9d-obama/179510/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Il bacio dell&#8217;anno</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/22/bacio-dellanno/179365/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/22/bacio-dellanno/179365/#comments</comments> <pubDate>Thu, 22 Dec 2011 12:34:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Angela Vitaliano</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[bacio]]></category> <category><![CDATA[Barack Obama]]></category> <category><![CDATA[Citlalic Snell]]></category> <category><![CDATA[Marissa Gaeta]]></category> <category><![CDATA[USS Oak Hill]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=179365</guid> <description><![CDATA[La fotografia del bacio fra il sottufficiale della Marina Americana, Marissa Gaeta, e la sua compagna Citlalic Snell, restera&#8217; per me una delle immagini piu&#8217; belle, ottimistiche, energetiche e che &#8220;sanno di buono&#8221; di questo 2011. 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Ad attenderla sul molo, emozionata, la sua compagna con cui vive da due anni.</p><p>Chiudere quest&#8217;anno con un&#8217;immagine che <strong>parla d&#8217;amore, mi rende felice</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/22/bacio-dellanno/179365/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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