<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Antonio Tanza</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/atanza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>La Consulta censura la norma Salvabanche</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/05/consulta-censura-norma-salvabanche/202559/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/05/consulta-censura-norma-salvabanche/202559/#comments</comments> <pubDate>Thu, 05 Apr 2012 14:36:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Tanza</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=202559</guid> <description><![CDATA[La Corte Costituzionale, Presidente Quaranta, Rel. Criscuolo, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 2, comma 61, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, con...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La Corte Costituzionale, Presidente Quaranta, Rel. Criscuolo, ha<em> dichiarato</em> l’illegittimità costituzionale dell’articolo 2, comma 61, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, con cui uno dei soliti Governi <em>filobancari</em>, decideva di cancellare con un <em>“colpo di spugna”</em> gli effetti della sentenza n. 24418, emessa dalle Sezioni Unite di Cassazione il 2 dicembre 2010, <strong>sull’</strong><em><strong>anatocismo</strong></em><em> </em>(capitalizzazione trimestrale dell’interesse), che riconosceva al correntista debitore il diritto di recupero, dalla data di inizio del rapporto e sino alla chiusura, di tutti gli indebiti pagamenti ricevuti dalla banca con gli addebiti trimestrali di<strong> illecite competenze</strong>, ciò a conferma di un <em>inossidabile</em> indirizzo della Suprema Corte. La Consulta sostanzialmente censura la norma “<em>Salvabanche 3</em>” perché, innanzi tutto, viola l’art. 3 Cost., perché facendo retroagire la disciplina in esso prevista, non rispetta i principi generali di eguaglianza e ragionevolezza (sentenza n. 209 del 2010).</p><p><em>L’efficacia retroattiva della deroga rende asimmetrico il rapporto contrattuale di conto corrente perché, retrodatando il decorso del termine di prescrizione, finisce per ridurre irragionevolmente l’arco temporale disponibile per l’esercizio dei diritti nascenti dal rapporto stesso, in particolare pregiudicando la posizione giuridica dei correntisti che, nel contesto giuridico anteriore all’entrata in vigore della norma denunziata, abbiano avviato azioni <strong>dirette </strong>a ripetere somme ai medesimi illegittimamente addebitate</em>.</p><p>Inoltre, afferma la Consulta, nel caso in esame non è dato ravvisare quali sarebbero i motivi imperativi d’interesse generale, idonei a giustificare l’effetto retroattivo.</p><p><em>Ne segue che risulta violato anche il parametro costituito dall’art. 117, primo comma, Cost., in relazione all’art. 6 della Convenzione europea, come interpretato dalla Corte di Strasburgo.</em></p><p>Acquista, dunque, maggiore vigore la Sentenza n. 24418 delle S.U. relativamente alla quale la Consulta ribadisce:</p><p><em>Con la citata sentenza n. 24418 del 2010 (affidata alle sezioni unite per la particolare importanza delle questioni sollevate: art. 374, secondo comma, cod. proc. civ.) la Corte di cassazione, con riguardo alla fattispecie al suo esame (contratto di apertura di credito bancario in conto corrente), ha tenuto ferma la conclusione alla quale la precedente giurisprudenza di legittimità era pervenuta ed ha affermato, quindi, il seguente principio di diritto: «Se, dopo la conclusione di un contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente, il correntista agisce per far dichiarare la nullità della clausola che prevede la corresponsione di interessi anatocistici e per la ripetizione di quanto pagato indebitamente a questo titolo, il termine di prescrizione decennale cui tale azione di ripetizione è soggetta decorre, qualora i versamenti eseguiti dal correntista in pendenza del rapporto abbiano avuto solo funzione ripristinatoria della provvista, dalla data in cui è stato estinto il saldo di chiusura del conto in cui gli interessi non dovuti sono stati registrati».</em></p><p>Ovviamente il secondario parametro della prescrizione dei pagamenti <em>extrafido</em> è estremamente residuale in quanto il limite del fido va riscontrato non sugli erronei saldi derivanti dai c/c <em>“autoprodotti”</em> dalla stessa banca, ma dai <em>“</em><em><strong>saldi ricalcolati</strong></em><em>”</em> derivanti dalle Consulenze Tecniche effettuate nei Tribunali, con le quali si epurano le varie annotazioni derivanti da applicazione di clausole nulle e si evidenziano i veri saldi contabili, prima di verificare quali pagamenti possano essere definiti solutori.</p><p>Va poi segnalato come la quasi totalità dei Giudici abbiano respinto le eccezioni di prescrizione che il ceto bancario ha sollevato del tutto intempestivamente nei vari giudizi ultradatati (cfr. www.studiotanza.it): mai le banche, prima della pubblicazione della sentenza n. 24418 del 2 dicembre 2010, hanno mai sollevato la prescrizione delle operazioni effettuate <em>extrafido, </em>mai hanno indicato quali siano dette operazioni e spesso non hanno neppure prodotto gli e/c.</p><p>Il ceto bancario potrà utilizzare il parametro della prescrizione <em>extrafido</em> solo nei casi in cui lo abbia specificatamente e tempestivamente eccepito.</p><p>Ho difeso i correntisti sia dinanzi alle S.U. ed ora dinanzi alla Consulta e sono contento che almeno una cosa in Italia ancora funziona: la Giustizia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/05/consulta-censura-norma-salvabanche/202559/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il signoraggio nasce con la nascita della moneta</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/11/signoraggio-nasce-nascita-della-moneta/196596/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/11/signoraggio-nasce-nascita-della-moneta/196596/#comments</comments> <pubDate>Sun, 11 Mar 2012 10:06:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Tanza</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Banche]]></category> <category><![CDATA[Bretton Woods]]></category> <category><![CDATA[moneta]]></category> <category><![CDATA[riserve auree]]></category> <category><![CDATA[signoraggio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196596</guid> <description><![CDATA[Qualche anno fa ho conosciuto a Roma, in metropolitana, un signore distinto, professore all’Università di Teramo, che mi raccontò una storia: quell’incontro mi è servito a capire meglio il Risiko giocato dai banKster sulle nostre vite. La moneta, mi disse, è uno strumento “econometrico”, sostitutivo del rudimentale baratto, che serve per misurare il valore nelle...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Qualche anno fa ho conosciuto a Roma, in metropolitana, un signore distinto, professore all’Università di Teramo, che mi raccontò una <em>storia</em>: quell’incontro mi è servito a capire meglio il <em>Risiko</em> giocato dai banKster sulle nostre vite. La moneta, mi disse, è uno strumento <em>“econometrico”</em>, sostitutivo del rudimentale baratto, che serve per misurare il valore nelle transazioni commerciali. Originariamente il valore della moneta era pari al valore dei metalli usati (oro, argento, rame ecc.): i sovrani acquistavano sul mercato i vari metalli, li convertivano in monete e questi nuovi valori ritornavano in circolo sul mercato stesso. Il sovrano tratteneva per sé un piccolo guadagno, corrispondente alle spese di coniazione e di amministrazione: nasceva così il <strong><em>“signoraggio”</em></strong>. La scarsa reperibilità di oro e argento ha comportato una carenza di quantità di denaro in circolo sul mercato, determinandone la stasi, ed ecco perché è nata la moneta convenzionale.</p><p>L’usurpazione perpetrata dal sistema bancario ai danni dello Stato, nella gestione e nell’emissione monetaria, ebbe inizio quando i banchieri cominciarono a prestare i certificati, rappresentativi di oro ed argento, da loro stessi emessi: nacque così la <em>note of bank</em>, ovvero, <strong>la banconota</strong>. I bankster si arrogarono il diritto di stampare banconote in vece dello Stato che poi acquistava il valore nominale delle banconote ricevute pagando con dei titoli cosiddetti di <em>“debito pubblico”</em>. I banchieri cominciarono, poi, ad emettere banconote in quantità ben superiore all’oro posseduto. Pertanto, così facendo, aumentarono il capitale ed ottennero il pagamento degli interessi anche a fronte dei titoli cartacei prestati, ma <strong>privi di riserva aurea</strong>.</p><p>ll 15 agosto 1971, Forte Knox era stato quasi svuotato dalla Francia che presentava all’incasso i titoli per convertirli in oro, come prevedeva il vigente <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conferenza_di_Bretton_Woods" target="_blank">trattato di Bretton Woods</a></span>: ma i banchieri avevano stampato Dollari per 9 volte il valore dell’oro che possedevano. Il Presidente <strong>Nixon</strong> dovette spazzare i patti di Bretton Woods e sospese la convertibilità del Dollaro in oro: il dollaro, però, mantenne inalterato il proprio valore. Il valore della banconota non è determinato dalla sua riserva aurea, ma unicamente da una <strong><em>convenzione sociale</em></strong>. Ciò comporta che la Banca d’Emissione guadagna un lucrosissimo <em>signoraggio</em> che consiste nella differenza tra il valore facciale stampato sul foglietto e il costo della carta e dell’inchiostro sostenuto per realizzare i biglietti stessi. E’ evidente come non possa essere consentito alla Banca d’Emissione d’impossessarsi del <em>signoraggio</em> in occasione dell’emissione monetaria: il signoraggio deve essere solo ed esclusivamente di proprietà dello Stato. E’ lo Stato che deve garantire la stabilità di un mercato tenendo sotto controllo il rapporto tra circolazione monetaria e beni da misurare: se il mercato dispone e produce maggiori beni, occorre maggior quantità di moneta, per non incorrere nella <em>“deflazione”</em>; quantità che va ridotta in caso di diminuzione dei beni stessi, per non creare <em>“inflazione”.</em></p><p>Ora, è evidente come l’attuale crisi economica è stata realizzata mediante la folle distribuzione di titoli inventati, piazzati dalle grandi banche ai privati ed alle stesse banche minori, valori poi volatilizzati. <strong>Lo Stato deve ritornare alla propria emissione monetaria diretta</strong>, non solo per riacquisire la propria sovranità economica e politica, ma ancor più per smettere d’indebitarsi per acquistare al valore facciale la moneta emessa dai bancheri pagandola con i propri titoli di debito, sui quali scatta da subito anche il pagamento degli interessi passivi. Queste crisi vengono <em>organizzate</em> per sottrarre beni e sistemi produttivi ai legittimi proprietari, per farli confluire alle grandi multinazionali controllate dai banchieri stessi. Ah, già ! … quel signore in metro era<strong> Giacinto Auriti</strong>, al quale prima della sua morte ho potuto <em>donare</em>, grazie a Savino Frigiola, la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.studiotanza.it/sentenza_del_giudice_di_pace_di_lecce.html" target="_blank">sentenza n. 3712/04 del GdP di Lecce</a></span>, prototipo della provocazione giudiziaria del cittadino ai <em>Signori delle banche</em>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/11/signoraggio-nasce-nascita-della-moneta/196596/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Le banche guadagnano sulle spalle degli italiani</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/03/banche-continuano-fare-reddito-sulle-spalle-degli-italiani/195321/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/03/banche-continuano-fare-reddito-sulle-spalle-degli-italiani/195321/#comments</comments> <pubDate>Sat, 03 Mar 2012 14:25:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Tanza</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Abi]]></category> <category><![CDATA[Bce liquidità]]></category> <category><![CDATA[Dimissioni Abi]]></category> <category><![CDATA[liberalizzazioni banche]]></category> <category><![CDATA[Liberalizzazioni Monti]]></category> <category><![CDATA[prestiti banche]]></category> <category><![CDATA[titoli Bce]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195321</guid> <description><![CDATA[Il sistema bancario italiano lamenta che i depositi privati sono diminuiti di circa 39 miliardi di euro: in verità la raccolta complessiva del sistema bancario è aumentata di oltre 70 miliardi di euro (+ 3,15 per cento sul 2010): è una delle poche imprese private che continuano a fare reddito e che lo continua a...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il sistema bancario italiano lamenta che i depositi privati sono diminuiti di circa 39 miliardi di euro: in verità la raccolta complessiva del sistema bancario è aumentata di oltre 70 miliardi di euro (+ 3,15 per cento sul 2010): è una delle poche <strong>imprese private che continuano a fare reddito</strong> e che lo continua a fare sulle spalle degli italiani. Infatti, se i depositi delle famiglie sono diminuiti di oltre 39 miliardi, le altre voci di raccolta dai privati sono aumentate: ad esempio, le obbligazioni bancarie, spesso imposte dalle banche alle imprese e privati (ad esempio, per ottenere gli sperati affidamenti), hanno superato i 910 miliardi, con un aumento del 12,8 per cento rispetto al 2010, mentre i depositi interbancari sono aumentati di oltre 185 miliardi di euro (+ 45,9 per cento), passati a  588 miliardi dai 403 del 2010 (cfr. Supplementi al Bollettino Statistico Bankitalia &#8211; Moneta e banche N° 8 dell’8-2-2012 &#8211; pagg. 25-29).</p><p>A questo quadro, abbastanza <strong>florido per il ceto bancario</strong>, vanno aggiunte le note <em>immissioni di liquidità</em> operate dalla Bce per centinaia di miliardi di euro. Infatti, le banche italiane hanno presentato alla Bce titoli che certificano loro debiti (obbligazioni) e che hanno lo Stato italiano come garante: a fronte delle loro obbligazioni hanno ottenuto miliardi di euro al tasso dell’ 1%. Quindi la banca paga l’1% per cento alla Bce, mentre l’Italia e gli italiani pagano tassi ben più salati al ceto bancario che si rimpingua acquistando le sue stesse obbligazioni, diminuendo i loro debiti finanziari ed acquistando i remunerativi titoli di Stato italiani. Ecco perché le <em>immissioni di liquidità</em> della Bce hanno comportato un ristagnamento della liquidità all’interno dello stesso sistema bancario italiano che non ha comportato alcun giovamento per il settore produttivo, che precipita.</p><p>Il Governo cerca di imporre all’<strong>avido sistema bancario</strong> almeno un conto corrente a costo zero per una parte dei pensionati ed ha avviato un’operazione di <em>vera</em> trasparenza cancellando ogni alchimistica commissione sugli affidamenti bancari e lasciando come unica remunerazione il solo tasso passivo. I vertici dell’Abi, ma non certo i singoli banchieri, si sono dimessi per protesta: come si fa a vendere il denaro al solo tasso di interessi ultralegali, senza <em>imbrogliare</em>? La risposta ai <strong><em>signori del credito</em> </strong>(i <em>Bankster</em> del Sen. Lannutti) la potrebbe dare l’art. 47 della nostra costituzione: <em>“La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l&#8217;esercizio del credito. Favorisce l&#8217;accesso del risparmio popolare alla proprietà dell&#8217;abitazione, alla proprietà  diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese”.</em></p><p>Ed intanto il Paese aspetta il verdetto della Consulta sul c.d. <em>Salvabanche 3</em>: nell’ipotesi di esito sfavorevole al <em>Popolo Italiano</em> quante persone perderanno la casa, l’azienda ed i posti di lavoro per <em>sfamare</em> l’obeso e malato ceto bancario che si nutre di tassi usurari, commissioni indebite e pagando il denaro all’1% sulle ossa degli italiani?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/03/banche-continuano-fare-reddito-sulle-spalle-degli-italiani/195321/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Diritto bancario o diritto delle banche?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/09/diritto-bancario-diritto-delle-banche/190106/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/09/diritto-bancario-diritto-delle-banche/190106/#comments</comments> <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 14:02:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Tanza</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[anatocismo]]></category> <category><![CDATA[Banche]]></category> <category><![CDATA[conti correnti]]></category> <category><![CDATA[Corte costituzionale]]></category> <category><![CDATA[sentenze]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=190106</guid> <description><![CDATA[Il prossimo 14 febbraio 2012 la Corte Costituzionale deciderà in merito alla costituzionalità della norma (art. 2, comma 61°, della Legge 10/2011, di conversione del D .L. 29 dicembre 2010, n. 225) con cui il precedente Governo Berlusconi-Tremonti, decideva di cancellare con un “colpo di spugna” gli effetti della sentenza n. 24418, emessa dalle Sezioni...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo 14 febbraio 2012 la Corte Costituzionale deciderà in merito alla costituzionalità della norma (art. 2, comma 61°, della Legge 10/2011, di conversione del D .L. 29 dicembre 2010, n. 225) con cui il precedente Governo Berlusconi-Tremonti, decideva di cancellare con un <em>“colpo di spugna”</em> gli effetti della sentenza n. 24418, emessa dalle Sezioni Unite di Cassazione il 2 dicembre 2010 <strong>sull&#8217;</strong><em><strong>anatocismo</strong> </em>(capitalizzazione trimestrale dell’interesse), che riconosceva al correntista debitore il diritto di recupero, dalla data di inizio del rapporto e sino alla chiusura, di tutti gli indebiti pagamenti ricevuti dalla banca con gli <strong>addebiti trimestrali di illecite competenze</strong>, ciò a conferma di un <em>inossidabile</em> indirizzo della Suprema Corte.</p><p>Nell’udienza pubblica, che vede come relatore il Magistrato Alessandro Criscuolo, già Presidente della Prima Sezione Civile della Cassazione, le maggiori banche come Montepaschi, Unicredit, BNL, Antonveneta, Intesa San Paolo, Banco di Napoli e Banco di Sicilia, hanno schierato una pletora di avvocati e professori, oltre all’avvocatura dello Stato, contro i <strong>consumatori correntisti</strong>, difesi gratuitamente dall’Adusbef che, dopo aver ottenuto migliaia di sentenze a favore dei cittadini (compresa quella dinanzi alle S.U. sulla quale il governo è intervenuto), aveva eccepito ed ottenuto numerose <strong>ordinanze d’incostituzionalità del decreto </strong>da parte dei più sensibili giudici italiani.</p><p>E’ l’ennesima battaglia a <em>mani nude</em> del <strong>Davide contro Golia </strong>(le banche), non tanto per ottenere i rimborsi degli interessi anatocistici, in massima parte già ridotti dal <em>“Decreto D’Alema Salvabanche 1”</em> (art. 25 del D.Lgs. 4 agosto 1999, n.342) che ha <em>legalizzato</em> la trimestralizzazione degli interessi a decorrere dall’aprile del 2000, ma per tutelare i diritti del popolo italiano che nessun governo dovrebbe intaccare. Già nella primavera del 1999, tre sentenze della Cassazione resero<strong> illecite le pratiche bancarie</strong> di capitalizzazione composta trimestrale (anatocismo), ed il Governo cercò di <em>“sanare”</em> l’illecita capitalizzazione per il passato e di <em>“legalizzarla”</em> per il futuro.</p><p>In quell’occasione la Corte Costituzionale (con la sentenza n. 425 del 17 ottobre 2000) evitò la sanatoria delle competenze illecite addebitate ai correntisti, salvando il diritto dei correntisti da quell’evidente <em>mercimonio</em>. Tuttavia, ciò non ha impedito, che con quel decreto <em>“Salvabanche 1” </em>fosse legalizzata, dall’aprile del 2000, <strong>l’usuraria pratica</strong> anatocistica: ecco perché le somme di cui ora si discute sono certamente risibili.</p><p>Dopo dieci anni, la storia si ripete, ma con un governo di destra. Andremo alla prossima udienza con la serenità di chi si batte per le cause dei giusti, per continuare a tutelare i diritti e la legalità annichiliti da ragion di Stato e di governi <em>filobancari</em> che continuano ad addossare ai cittadini, alle famiglie ed alla povera gente, sempre più strozzata dalle banche, <strong>guasti e costi della crisi </strong>provocata da quegli stessi banchieri che anche dagli scranni del governo sfornano amare ricette per cercare di risolverla, sempre a danno dei soliti noti.</p><p><em>L’argent est le nerf de la guerre</em>: e di denaro le banche ne hanno proprio tanto, preso dalle tasche dei correntisti e dall’Europa. In Italia, da troppo tempo, il “<em>diritto bancario</em>” si identifica nel “<em>diritto delle banche</em>”. Il problema, ovviamente, non sono certo i Magistrati, anche se nelle loro fila non mancano numerosi <em>filobancari</em>: ma sono gli <em>interessati</em> politici sia di sinistra che di destra!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/09/diritto-bancario-diritto-delle-banche/190106/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Come incentivare tutti a pagare le tasse</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/come-incentivare-tutti-a-pagare-le-tasse/189059/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/come-incentivare-tutti-a-pagare-le-tasse/189059/#comments</comments> <pubDate>Sat, 04 Feb 2012 13:50:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Tanza</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[evasione fiscale]]></category> <category><![CDATA[Iva]]></category> <category><![CDATA[scontrino]]></category> <category><![CDATA[tasse]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=189059</guid> <description><![CDATA[E’ inutile negarlo: c&#8217;è un’ampia fetta di economia in nero, ma c&#8217;è anche una scarsa consapevolezza dei cittadini a richiedere lo scontrino fiscale. Ma mentre è chiaro perché lo fa chi non dichiara il prodotto, è meno chiaro perché il cittadino non lo pretenda. Certamente i motivi sono pratici e ritengo poco utile martellare la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E’ inutile negarlo: c&#8217;è un’ampia fetta di economia in nero, ma c&#8217;è anche una scarsa consapevolezza dei cittadini a richiedere lo <strong>scontrino fiscale</strong>. Ma mentre è chiaro perché lo fa chi non dichiara il prodotto, è meno chiaro perché il cittadino non lo pretenda. Certamente i motivi sono pratici e ritengo poco utile martellare la coscienza sociale con spot televisivi e pubblicizzazione del lavoro svolto dalla Guardia di finanza, … <em>a campione</em>. Così si divide il popolo degli italiani tra <em><strong>sfigati </strong></em>(vocabolo caro al nostro Governo), ovvero quelli visitati dalla Gdf, e <em>fortunati. </em><em>M</em>a così non si crea certo l’<em>interesse</em> a richiedere lo scontrino. La morale, poi, si sa, non è di questi tempi: il sistema bancario e finanziario, tanto aiutato dal governo, ci ha fatto dimenticare questo concetto. Mentre la creazione di un <em>regime del terrore </em>fiscale serve solo ad aumentare la cappa di pessimismo e a disincentivare le attività: il Pil è in caduta libera.</p><p>Ciò posto, si è sempre detto che il motivo per cui i cittadini non si fanno rilasciare lo scontrino è perché non possono detrarlo dalla tassazione, ovvero perché non hanno <em>interesse</em>. Se le imprese hanno un vantaggio fiscale, il consumatore non potendo detrarre alcun costo, se non quello di parte delle spese mediche e qualche altra irrisoria percentuale su qualche bene o servizio, <strong>non ha interesse </strong>a farsi rilasciare lo scontrino.</p><p>Numerose sono state le ipotesi e le cure avanzate. La più sensata è quella di prevedere un nuovo regime fiscale che faccia detrarre, seppur in parte, <strong>qualunque</strong> tipo di spesa. Allora sì che i cittadini sarebbero incentivati a richiedere lo scontrino. D&#8217;altro canto, <strong>esistono già delle esperienze</strong>, come quella effettuata nella regione San Paolo del Brasile, che hanno permesso di detrarre parte delle tasse di tutti gli scontrini attraverso un <em>fiscalweb</em>. Funziona così: il cittadino, registrato al programma, fornisce al prestatore di beni o servizi il proprio codice fiscale e riceve immediatamente uno sgravio fiscale pari al 30 per cento dell’Iva dovuta. La somma accreditata può essere usata dal cittadino in compensazione delle proprie imposte o bonificata direttamente sul suo conto corrente. Gli esercenti hanno l’obbligo di aderire al programma, che è invece una semplice facoltà per i cittadini. Il tutto è gestito via web e il software è fornito gratuitamente dallo Stato. Il consumatore non ha nessun obbligo di conservazione dei documenti fiscali emessi nei suoi confronti, che saranno inviati dall’esercente e accessibili <em>online</em> in ogni momento. Lo scontrino cartaceo è utile al consumatore nel caso di omissione di invio <em>online</em> da parte dell’esercente. Il consumatore può controllare l’onestà dell’esercente o il suo credito via web: mette il numero di scontrino e automaticamente ottiene l&#8217;importo delle detrazioni.</p><p>Questo meccanismo farebbe aumentare a dismisura la richiesta di scontrini, specialmente quelli di piccolo importo. E&#8217; vero che, così facendo, i cittadini pagano meno imposte, ma aumentano le entrate, e l&#8217;evasione<strong> si riduce notevolmente </strong>o svanisce del tutto. Fermo restando che, poi, non è questo il tipo di evasione più importante in assoluto, rispetto l&#8217;evasione di Iva delle grandi imprese o le fatture false. E’ per i <strong>grandi evasori</strong> che la Guardia di finanza o i funzionari dell’Agenzia delle entrate devono essere impiegati: non certo per appostarsi all’uscita dei bar o delle botteghe artigiane o altro. Infine, come dice Bruno Buratti, generale della Guardia di finanza, nella seconda audizione riservata dalla commissione alle Fiamme Gialle c&#8217;è un’<strong>evasione di <em>sopravvivenza</em></strong>: infatti, ci sono bravi imprenditori onesti, spinti <em>fuori dal mercato</em> da svariate forme di concorrenza sleale, poste in essere da soggetti coinvolti in frodi fiscali o favoriti da prodotti transfrontalieri: lo Stato dovrebbe intervenire e non limitarsi a <em>far chiudere bottega</em>. Insomma, oltre a quelle prospettate dal grande Lucio Battisti, ci sono anche delle altre <em>Innocenti Evasioni.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/come-incentivare-tutti-a-pagare-le-tasse/189059/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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