<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Achille Saletti</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/asaletti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>La tragedia di Brindisi e delle parole a vuoto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/20/tragedia-brindisi-delle-parole-vuotodelle-parole-vuoto/235867/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/20/tragedia-brindisi-delle-parole-vuotodelle-parole-vuoto/235867/#comments</comments> <pubDate>Sun, 20 May 2012 15:41:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[bomba]]></category> <category><![CDATA[Brindisi]]></category> <category><![CDATA[complottismo]]></category> <category><![CDATA[movente]]></category> <category><![CDATA[peso delle parole]]></category> <category><![CDATA[responsabilità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=235867</guid> <description><![CDATA[Ho enorme pena per la ragazza morta, atrocemente, in un vile attentato. La piccola Melissa, la piccola Veronica che spero ce la faccia e gli altri piccoli feriti, a cui la vita, improvvisamente, ha aperto uno squarcio di adulta follia. Nell’immediatezza dell’attentato ho scritto sulla mia pagina facebook, però, anche del fastidio in merito alle...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ho enorme pena per la ragazza morta, atrocemente, in un vile attentato. La piccola Melissa, la piccola Veronica che spero ce la faccia e gli altri piccoli feriti, a cui la vita, improvvisamente, ha aperto uno squarcio di <strong>adulta follia</strong>.</p><p>Nell’immediatezza dell’attentato ho scritto sulla mia pagina facebook, però, anche del fastidio in merito alle tante parole vuote e ai tanti vaneggiamenti su mafia, servizi deviati, strategia della tensione e tutto quanto, purtroppo, <strong>la storia di Italia ci ha insegnato a temere</strong>.</p><p>Un rumore, assurdo e roboante da parte di persona che, in assenza di notizie e dati certi, hanno piegato la realtà ai loro disegni e, forse, anche ai loro desideri.</p><p><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;">Anche alcuni blogger dello stesso Fatto Quotidiano, </span>non sufficientemente annichiliti dalla tragedia in sè, hanno addebitato al mondo intero le origini e le cause di questa bomba.</p><p>Mi auguro che nei prossimi giorni parole di vera pietà per le vittime non sporcate dalle teorie del complotto o di <strong>inesistenti disegni macro criminali</strong>, possano trovare ospitalità in questo giornale. Passi facebook che è capace di essere anche cloaca del mondo, ma i commenti di chi ha il dovere di riflettere sul significato delle parole , hanno rappresentato una finestra di pessimo esercizio intellettuale.</p><p>La prudenza dei ministri è risultata, a questo punto, una enorme<strong> lezione di stile</strong> rispetto alla sguaiata e arrogante sicurezza con cui, in buon ordine, si è attribuita alla mafia, ai servizi deviati, al terrorismo finanziario, all’eversione anarchica e, buona ultima, alla cupola nera che dovrebbe essere un misto di massoneria e strateghi internazionali.</p><p>Questo atto in sé ci impone la massima vigilanza. Ma vigilare significa anche<strong> misurare le parole</strong> e dare un senso compiuto alle frasi che si dicono o che si scrivono. Cosa, che, purtroppo, nella giornata di ieri si è smarrito.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/20/tragedia-brindisi-delle-parole-vuotodelle-parole-vuoto/235867/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Bossiade</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/bossiade/232487/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/bossiade/232487/#comments</comments> <pubDate>Thu, 17 May 2012 11:31:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[bossi]]></category> <category><![CDATA[caso Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[gemonio]]></category> <category><![CDATA[inchiesta Bossi]]></category> <category><![CDATA[lega]]></category> <category><![CDATA[Renzo Bossi]]></category> <category><![CDATA[Riccardo Bossi]]></category> <category><![CDATA[the family]]></category> <category><![CDATA[Umberto Bossi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=232487</guid> <description><![CDATA[Gli ingredienti ci sono tutti: il potere, il quattrino, l’amore filiale, la stupidità filiale e la cecità materna, l’avidità, il castelletto di Gemonio, la malattia e la corte. Una buona penna avrebbe potuto scrivere il declino di un uomo, solo al comando, fiaccato da una lunga e penosa malattia che ormai, ovattato in mezzo ad...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Gli ingredienti ci sono tutti: il potere, il quattrino, l’amore filiale, la stupidità filiale e la cecità materna, l’avidità, <strong>il castelletto</strong> di Gemonio, la malattia e la corte.</p><p>Una buona penna avrebbe potuto scrivere il declino di un uomo, solo al comando, fiaccato da una lunga e penosa malattia che ormai, ovattato in mezzo ad una corte di infingardi padani, <strong>ha barattato</strong> la libertà del suo popolo per la idiozia dei propri figli.</p><p>A rendere comica, e non tragica, questa storia, l’antropologia e il nanismo dei personaggi che la compongono. Perché, in tutte le storie, il fisico del ruolo ha una sua enorme importanza.</p><p>E qui, comunque la si giri, di <strong>spessore umano</strong> e intellettuale che, anche nel male rendono tragici ed emblematici i protagonisti, non ce ne è ombra. La caduta di Bossi rientra nei canoni valoriali di una piccola e ignobile borghesia che nemmeno di fronte a un passaggio nella storia politica di questo paese, ha saputo liberarsi da generici e insignificanti sentimenti.</p><p>Rientra in una concezione clanica della famiglia, esatta negazione del concetto di comunità, dove meriti e demeriti si annullano e la morale è preceduta da un <strong>alfa privativo</strong>. Si assiste al disfacimento di un mondo familiare che non è stato capace di diventare adulto nelle relazioni e nelle responsabilità.</p><p>Non ci sarò un lieto fine, un suicidio ad esempio, che nobiliti alcuni di questi personaggi. Al massimo un divorzio o mille recriminazioni per gli <strong>errori commessi</strong>. Non assisteremo all’ineluttabile perché le furbizie e le astute litanie che addossano ad altri responsabilità proprie, non contemplano la resa. E il “ Bossi “, nell’additare gli altri, ha costruito la propria fortuna. Che si è <strong>dissolta nel nulla</strong> da cui proveniva.</p><p>Una prece.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/bossiade/232487/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Quando il cittadino è corrotto come il politico o il burocrate</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/quando-il-cittadino-e-corrotto-come-il-politico-o-il-burocrate/224257/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/quando-il-cittadino-e-corrotto-come-il-politico-o-il-burocrate/224257/#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 May 2012 12:19:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[asl]]></category> <category><![CDATA[criminologia]]></category> <category><![CDATA[falsi invalidi]]></category> <category><![CDATA[pavia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=224257</guid> <description><![CDATA[Il reato, in se, è di una banalità sorprendente. Fa parte di quelle truffe che, con frequenza impressionante, funzionari del servizio pubblico attuano in assoluta e autonoma solitudine da controlli e procedure. Due o tre funzionari di una Asl (in questo caso Pavia) scoprono che, quando i pensionati deceduti non hanno eredi, è giochetto da...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il reato, in se, è di una banalità sorprendente. Fa parte di quelle truffe che, con frequenza impressionante, funzionari del servizio pubblico attuano in assoluta e autonoma solitudine da controlli e procedure. <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/05/03/Truffe-Inps-CC-arrestano-tre-dipendenti-Asl-Pavia_6808296.html" target="_blank">Due o tre funzionari di una Asl (in questo caso Pavia)</a> scoprono che, quando i pensionati deceduti non hanno eredi, è giochetto da ragazzi coinvolgere qualche amico o parente, fare qualche autocertificazione, produrre copia di una carta di identità e incassare quello che Inps o Asl dovevano al pensionato (indennità di accompagnamento, arretrati pensionistici, tfr, o altro) e vivere tutti felici e contenti.</p><p>Banale, si dirà. Non tanto perché in questo meccanismo si è accertato che, fino ad ora, coinvolti dai tre funzionari vi sono oltre 400 o 500 bravi cittadini della laboriosa Pavia, incensurati e milite esenti che, senza battere ciglio, <strong>si sono improvvisati truffatori</strong> offrendo la loro collaborazione.</p><p>Lasciamo perdere i funzionari e le falle di un servizio pubblico che è corrotto tanto quanto la politica.</p><p>Concentriamoci sul cittadino qualunque che, quando gli è offerta la possibilità di arricchirsi illecitamente, non sempre ma più di quanto si pensi, passa con grande disinvoltura la linea della illegalità abbagliato dall’idea di mettersi in tasca quattrini senza una sola goccia di sudore.</p><p><strong>Per una questione statistica</strong> molti di questi 500 cittadini avranno parlato malissimo della politica ladra e inconcludente di questi anni anche se, viene il dubbio, che il parlarne male serva ad assolvere e purificare, principalmente, se stessi.</p><p><strong>Compito della criminologia</strong>, quanto meno in Italia, dovrebbe essere non tanto lo studio di uno stupratore seriale o di un assassino, ma piuttosto l’approfondimento di esistenze, apparentemente rette, che improvvisamente deragliano anche in assenza di condizioni economiche o sociali che ne potrebbero attenuare la responsabilità.</p><p>Si scoprirebbe una identità normativa ben poco consolidata e interiorizzata (l’evasione fiscale piccola o grande è paradigmatica, in questo) e, al contrario, <strong>una propensione al reato</strong> che rende, il singolo cittadino, simile in tutto e per tutto all’odiato politico. E questo, al netto della speranza che l’attuale classe dirigente se ne vada a casa, rende l’impresa di salvare l’italia e gli italiani, una impresa matta e disperata.</p><p>Non sarebbe male un bagno in Grecia se servisse a rifondarlo, questo paese.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/quando-il-cittadino-e-corrotto-come-il-politico-o-il-burocrate/224257/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Equitalia, i  comuni, i cittadini</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/equitalia-comuni-cittadini/215386/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/equitalia-comuni-cittadini/215386/#comments</comments> <pubDate>Wed, 02 May 2012 09:10:57 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Attilio Befera]]></category> <category><![CDATA[Equitalia]]></category> <category><![CDATA[Equitalia comuni]]></category> <category><![CDATA[evasione fiscale]]></category> <category><![CDATA[imprese Equitalia]]></category> <category><![CDATA[pagamenti Equitalia]]></category> <category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=215386</guid> <description><![CDATA[Le cose si stanno muovendo. Alcuni Comuni iniziano a chiudere le porte ad Equitalia dopo avere realizzato che sono più i problemi che crea di quelli che risolve. Poca roba, si dirà: era già previsto che i Comuni, a partire dal 2013, si organizzassero diversamente avviando procedure di recupero crediti al proprio interno o avvalendosi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Le cose si stanno muovendo. Alcuni Comuni iniziano a chiudere le porte ad Equitalia dopo avere realizzato che sono più i <strong>problemi</strong> che crea di quelli che risolve. Poca roba, si dirà: era già previsto che i Comuni, a partire dal 2013, si organizzassero diversamente avviando procedure di recupero crediti al proprio interno o avvalendosi di altre agenzie.</p><p>Rimane il problema Equitalia e il relativo rapporto con i cittadini e le imprese. Rimane, beffardamente inevasa, la questione <strong>terminologica</strong> di chi è effettivamente un evasore (nella accezione negativa di questo termine) e di chi non lo è, ma lo diventa, a causa di una crisi <strong>generale</strong> e a causa di una maxi inadempienza da parte del creatore di Equitalia, lo Stato.</p><p>Befera la fa facile. Tutti coloro che sono stati raggiunti da Equitalia sono evasori. La realtà è più complessa. La Pubblica amministrazione deve al sistema delle imprese circa 100 miliardi. Significa che in questo momento le imprese operano da banca per la pubblica amministrazione per la cifra (esorbitante) sopra riportata. Una parte di questa cifra si traduce in denaro che le imprese devono pagare per <strong>contributi</strong> e tasse allo stato. Tale ultima cifra, spesso, si traduce in un massacro finanziario aggravato da agio, more, penali e interessi. Superfluo dire che non altrettanto avviene quando è la pubblica amministrazione a non pagarti.</p><p>Da questo stato di cose scaturisce un secondo problema che investe la<strong> penosa</strong> mancanza di liquidità che il nostro paese sta attraversando. I pagamenti si sono dilatati e questo è un elemento di sofferenza finanziaria enorme per tutti. Se si aggiunge che le banche, i soldi li tengono in cassa, si può agevolmente ipotizzare che Equitalia agisce come se tutti questi problemi, semplicemente, non esistessero. Agisce ignorando che l’economia di questo paese è profondamente malata.</p><p>Si dirà che proprio per curarla. Equitalia opera in siffatto modo. La cura, evidentemente non sta funzionando e quando una <strong>terapia</strong> non funziona è buona prassi sospenderla. Se il recuperare denaro da una impresa si traduce nella chiusura della stessa impresa. la soluzione non rappresenta un colpo di genio.</p><p>Befera potrà ignorare tutto ciò ma coloro che non possono ignorarla sono i politici. Se le compensazioni (tra pubblica amministrazione e sistema privato) non è possibile trovino altra strada. Se un elementare problema di equità si traduce in una <strong>coercizione</strong> al pagamento da parte del forte contro il debole, lo Stato sempre più sarà vissuto come crudele e vessatorio. E a quel punto i demagoghi, di cui questo paese è già pieno, diventeranno maggioranza.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/equitalia-comuni-cittadini/215386/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Sinead O’Connor, una lezione di coraggio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/23/sinead-o%e2%80%99connor-lezione-coraggio/206575/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/23/sinead-o%e2%80%99connor-lezione-coraggio/206575/#comments</comments> <pubDate>Mon, 23 Apr 2012 11:24:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Gerard Schmit]]></category> <category><![CDATA[I would prefere not to]]></category> <category><![CDATA[Miguel Banasajag]]></category> <category><![CDATA[Sinead O’Connor]]></category> <category><![CDATA[tour Sinead O’Connor]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=206575</guid> <description><![CDATA[La rinuncia al tour mondiale di Sinead O’Connor, a mio modo di vedere, ci dà una grande lezione. La cantante non solo prende atto della propria fragilità ma lo fa pubblicamente non nascondendosi dietro quei comunicati ufficiali che tutto dicono e nulla lasciano intendere tipico di certi vip nostrani. Ma il punto non è tanto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La rinuncia al tour mondiale di Sinead O’Connor, a mio modo di vedere, ci dà una grande lezione. La cantante non solo prende atto della propria <strong>fragilità</strong> ma lo fa pubblicamente non nascondendosi dietro quei comunicati ufficiali che tutto dicono e nulla lasciano intendere tipico di certi vip nostrani.</p><p>Ma il punto non è tanto questo: il punto è nel coraggio di affrontare la vita a partire dal proprio dolore. E di non vergognarsene, al contrario, di renderlo pubblico, di condividerlo.</p><p>Il punto è in una inversione pedagogica che, come scrivevano qualche anno or sono due psicoterapeuti francesi (Miguel Banasajag e Gerard Schmit) ci faccia <strong>recuperare </strong>il senso dell’educare non costruendo sulla pelle dei nostri bambini il culto della fortificazione. Abbandoniamo l’idea di costruire personalità strutturate e  fortificate che affrontino la vita quasi la vita fosse una guerra. Dove ogni fragilità, rinuncia, immobilità (ma anche diversità) viene letta con grave colpa e come fallimento<strong> esistenziale</strong>.</p><p>La mistica  di un&#8217;educazione fortificata ci rende militanti dell’omologazione, della <strong>sudditanza</strong> al pensiero dominante e quindi proni a ciò che altri ci dicono essere un bene per noi. E siccome, in questo periodo storico, il bene si identifica con il primeggiare (e mai come questi tempi il primeggiare coincide con l’apparire sociale o mediatico) , il rifiuto di tale logica è letta in termini di sconfitta.</p><p>Il “preferirei di no&#8221; di melvilliana memoria (<em>I would prefere not to</em>) dovrebbe quindi, sempre a mio giudizio, assumere una valenza educativa,  non letta come rinuncia alla vita ma, piuttosto,  piena immersione nella vita, nella nostra vita e non in quella che altri<strong> desiderano</strong> per noi.</p><p>Se così accadesse potremmo dare maggiore importanza all’ascolto dell’altro, alle sue ragioni, alle scelte di vita. E vincere, vincere nella propria vita assumerebbe una dimensione più intima, una maggiore <strong>corrispondenza</strong> tra la lettura dei nostri veri desideri e le nostre reali possibilità. Senza armature che ci facciano piacere agli altri più di quanto noi piacciamo a noi stessi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/23/sinead-o%e2%80%99connor-lezione-coraggio/206575/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Grillo non ha ragione, ma come dargli torto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/grillo-ragione-come-dargli-torto/205663/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/grillo-ragione-come-dargli-torto/205663/#comments</comments> <pubDate>Thu, 19 Apr 2012 15:25:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[antipolitica]]></category> <category><![CDATA[beppe grillo]]></category> <category><![CDATA[burocrati]]></category> <category><![CDATA[classe dirigente]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[togliatti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=205663</guid> <description><![CDATA[Calderoli che guadagna 15 mila euro al mese ha bisogno dell’aiutino del suo partito per affittare casa a Roma. Bertinotti si improvvisa attore e legge Eliot dalle note proletarie Fendi. La Santanchè accosta Nilde Iotti alla Minetti. Il sen. De Gregorio ha il coraggio di dire che con lui l’Avanti era un vero giornale. Una...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Calderoli che guadagna 15 mila euro al mese ha bisogno dell’aiutino del suo partito per affittare casa a Roma. Bertinotti si improvvisa attore e legge Eliot dalle note proletarie Fendi. La Santanchè accosta Nilde Iotti  alla Minetti. Il sen. De Gregorio ha il coraggio di dire che con lui l’Avanti era un vero giornale.</p><p>Una settimana politica  di tal  genere sfilaccerebbe anche le tempre più forti. Figuriamoci noi italiani indeboliti dal ventennale trionfo di facce <strong>lombrosiane</strong> al potere,  di figuri il cui spessore criminologico fa apparire educande spacciatori e rapinatori, di tipologie per niente astratte degne di un volume quale “ L’uomo criminale”.</p><p>Ed allora è facile convincersi che il programma politico di uno come Grillo di suo è già sufficiente nel momento in cui spazza via anche solo la metà di queste facce.  Perché per il resto anche in questo <strong>programma</strong> pressapochismo e generalizzazione la fanno da padroni.</p><p>Però non è antipolitica. Forse è poca e semplicistica  politica e (mi auguro) genuina volontà di ripartire dalle<strong> macerie</strong>.</p><p>Togliatti optò per l’amnistia nei confronti dei fascisti non per generico buonismo. Ma per il semplice fatto che si rese conto, e in pochissimo tempo, che la macchina politica non può funzionare senza una efficace struttura burocratica-amministrativa.  Questori, prefetti, alti dirigenti, magistrati, rimasero al loro posto anche se fascisti,  solo perché nel giro di poco tempo non sarebbe stato <strong>possibile </strong>sostituirli.</p><p>Ora è impensabile credere che l’attuale situazione di collasso di questo paese sia dovuto solo ad una pessima classe politica. Pessima è anche la classe dirigente dei burocrati, grandi e piccoli, beneficiati o meno dalla politica, collaterali o fiancheggiatori,  che però costituiscono l’ossatura portante di ministeri, regioni, comuni, pubbliche amministrazioni in <strong>genere</strong>.</p><p>I politici li puoi battere con regolari elezioni. Ma questi chi li manda via?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/grillo-ragione-come-dargli-torto/205663/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La sanità è come un casinò</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/sanita-come-casino/204770/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/sanita-come-casino/204770/#comments</comments> <pubDate>Mon, 16 Apr 2012 13:08:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[don verzè]]></category> <category><![CDATA[Formigoni]]></category> <category><![CDATA[Lombardia]]></category> <category><![CDATA[Puglia]]></category> <category><![CDATA[Sanità]]></category> <category><![CDATA[Vendola]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=204770</guid> <description><![CDATA[Ci ha messo 8 anni il buon Vendola a capire che la sanità pubblica e quella privata assistita dai soldi pubblici rappresenta un gigantesco gorgo dove il controllo di gestione è complicato per non dire impossibile quando le relazioni si fanno clientelari. Anche lui è nei pasticci e dovrà chiarire quale strana predisposizione abbia per gli...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ci ha messo 8 anni il buon Vendola  a capire che la sanità pubblica e quella privata assistita dai soldi pubblici rappresenta un gigantesco gorgo dove il controllo di gestione è complicato per non dire impossibile quando le relazioni si fanno clientelari.  Anche lui è <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/sanita-nichi-vendola-indagato-concorso-abuso-dufficio/203771/" target="_blank">nei pasticci</a> e dovrà chiarire<strong> </strong>quale strana predisposizione abbia <strong>per gli ospedali religiosi</strong>, siano il San Raffaele o il Miulli.</p><p>Formigoni, che è molto più sveglio di Vendola, al contrario lo ha capito subito tanto è vero che ha schierato sin dal 1995 la propria Invincibile armata per occupare posti di potere a favore dei propri accoliti.</p><p>Non so ben se mi indigna di più<strong> il (falso) candore di Vendola o il cinico distacco di Formigoni</strong>.</p><p>Il risultato è che oggi Vendola si accorge che la sanità succhia un sacco di quattrini e Formigoni che i suoi amici, che lavorano in sanità sono un sacco gaglioffi.</p><p><strong>Puglia e Lombardia </strong>come case da gioco (copyright Vendola) in cui il banco è in mano ai politici (per la sanità pubblica) e ai loro amici (per  quella privata).  Se sei fuori da entrambe le categorie puoi morire di inedia.</p><p>Da Formigoni non mi sono mai aspettato nulla mentre da Vendola uno sforzo maggiore per comprendere la<strong> criminogenesi  di questo sistema </strong>me lo sarei aspettato. A partire dal meccanismo che ci vorrebbe americani nel sistema delle tariffe,  e italiani nel sistema dei controlli. Le famigerate <strong>DRG</strong> (Diagnostic  Related Group) su cui si basano i pagamenti  forse funzioneranno  in America dove i controllori sono le assicurazioni ma in Italia, dove i controllori sono i nostri politici, è pia illusione pensare che possano funzionare.</p><p>Delle due l’una: o i politici non si occupano di sanità lasciando il campo a tecnici qualificati oppure si cambi il sistema di pagamento. Forse solo  un tecnico a cui sta a cuore la salute della gente e non la salute elettorale del proprio partito, è  in grado di valutare la biografia di un individuo come Don Verzè.  Vendola e Formigoni non ci sono riusciti.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/sanita-come-casino/204770/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Stupefacente proposta sulla cannabis</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/19/stupefacente-proposta-sulla-cannabis/198594/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/19/stupefacente-proposta-sulla-cannabis/198594/#comments</comments> <pubDate>Mon, 19 Mar 2012 10:14:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[cannabis]]></category> <category><![CDATA[cocaina]]></category> <category><![CDATA[Dipartimento Politiche antidroga]]></category> <category><![CDATA[Giovanni Serpelloni]]></category> <category><![CDATA[stoned and stranged]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=198594</guid> <description><![CDATA[Stupefacente, è l’aggettivo giusto per commentare la proposta di Giovanni Serpelloni, direttore del Dipartimento Politiche antidroga, che vorrebbe ritirare la patente ai fumatori di cannabis in forza di una deduzione. Il ragionamento è il seguente: prove scientifiche (?) evidenziano che la cannabis lascia un segno indelebile nel nostro cervello in termini di abilità perdute, e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Stupefacente, è l’aggettivo giusto per commentare la proposta di Giovanni  Serpelloni, direttore del Dipartimento Politiche antidroga, che vorrebbe ritirare la patente ai fumatori di cannabis in forza di una <strong>deduzione</strong>.</p><p>Il ragionamento è il seguente: prove scientifiche (?) evidenziano che la cannabis lascia un segno indelebile nel nostro cervello in termini di <strong>abilità perdute</strong>,  e mai più riconquistate. Ne consegue che il comportamento alla guida di un auto,   ci deve interessare non solo nel  momento di massimo effetto, c.d. “stoned and stranged”,  dovendo attribuire,  questa perdita di capacità,  al solo fatto di avere fumato cannabis.</p><p>Una tipologia nuova: inadatti <strong>alla guida.</strong></p><p>Ora posto che le analisi che solitamente si fanno sono quelle del sangue che non riescono a ricostruire, nel tempo,  l’assunzione,  Serpelloni  propone le analisi delle urine che ci permetteranno di  individuare, con <strong>maggiore esattezza</strong>,  abitudini e consumi del vizioso fumatore ( e di conseguenza il ritiro o sospensione della patente).</p><p>Più che delle politiche antidroga Serpelloni sta diventando un eroe delle <strong>politiche antitraffico</strong>.  Infatti le statistiche sui fumatori di cannabis ci parlano di milioni di individui. Se poi la ricerca si fa generazionale i milioni diventano decine.</p><p>Il trasporto su rotaia, a questo punto, diventa una vera priorità.  Gli italiani nervosi, prima ancora che per la mancanza di cannabis per la mancanza di “macchinas”,  cadranno in depressione.</p><p>Gli esperti prevedono un aumento esponenziale di uso  di cocaina che, come è noto, incidendo sulla serotonina (Morgan docet) è un ottimo antidepressivo. Si ipotizza che caleranno enormemente gli incidenti di auto ma aumenteranno quelli <strong>tra pedoni</strong> . Le compagnie assicurative sono pronte.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/19/stupefacente-proposta-sulla-cannabis/198594/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La sanità pubblica e  il modello Veronesi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/16/sanita-pubblica-privata/197785/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/16/sanita-pubblica-privata/197785/#comments</comments> <pubDate>Fri, 16 Mar 2012 12:21:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[censis]]></category> <category><![CDATA[dati Censis]]></category> <category><![CDATA[risorse sanità]]></category> <category><![CDATA[Sanità Censis]]></category> <category><![CDATA[tagli sanità]]></category> <category><![CDATA[umberto veronesi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=197785</guid> <description><![CDATA[I dati che negli ultimi giorni ha licenziato il Censis dovrebbero indurci ad alcune considerazioni in merito alla salute pubblica e al sistema sanitario. Viene evidenziato come la spesa privata da parte degli italiani per le cure sia in progressivo aumento. Da una parte, probabilmente, cala la fiducia nei confronti della sanità e dall’altra le...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I dati che negli ultimi giorni ha licenziato il <a href="http://www.censis.it/10?resource_50=115740&amp;relational_resource_51=115740&amp;relational_resource_52=115740&amp;relational_resource_385=115740&amp;relational_resource_381=115740&amp;relational_resource_382=115740&amp;relational_resource_383=115740&amp;relational_resource_384=115740&amp;relational_resource_403=115740" target="_blank">Censis</a> dovrebbero indurci ad alcune considerazioni in merito alla salute pubblica e al sistema sanitario.  Viene evidenziato come la spesa privata da parte degli italiani per le cure sia in <strong>progressivo aumento</strong>. Da una parte, probabilmente, cala la fiducia nei confronti della sanità e dall’altra le riduzioni della spesa sanitaria abbassano costantemente la qualità e l’adeguatezza delle cure.</p><p>La settimana scorsa il prof. Umberto Veronesi ha rilanciato la questione che, alla luce dei conti pubblici, pare ineludibile. <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/saluteebenessere/2012/03/10/visualizza_new.html_130114155.html" target="_blank">Sostiene Veronesi</a> che, tramontata l’idea di una sanità gratuita per tutti, è necessario provvedere affinché coloro che hanno  redditi alti provvedano ad assicurarsi togliendosi dal <strong>sistema sanitario nazionale</strong>.</p><p>Questo libererebbe risorse e possibilità di tornare a cure migliori per coloro che hanno redditi poco coniugabili con ulteriori esborsi per settori della salute (vedi, ad esempio,  la riabilitazione, la psichiatria e l’odontoiatria ).  Veronesi pone, quindi una <strong>questione essenziale</strong>,  che vede nel rischio di un decadimento progressivo delle offerte sanitarie e socio sanitarie, un coltello puntato solo alla gola di chi ha di meno dal momento che chi ha di più,  se non trova quello che cerca nella sanità pubblica,  la cerca nel privato.</p><p>Un privato bizzarro per altro,  che massimamente succhia risorse al pubblico dal momento che le cliniche da noi sono solite convenzionarsi,  accreditando prestazioni e strutture,  e quindi godendo dei privilegi del <strong>settore pubblico </strong>senza appesantirsi degli oneri di questo settore.</p><p>Inoltre le assicurazioni, operando in conflitto di interessi con le cliniche in merito alla appropriatezza di una cura, sarebbero ben  meno permeabili come controlli e rigore della politica nostrana.</p><p>Capire quale è la soglia di reddito sopra la quale ci si deve assicurare è compito della politica. Comprendere che attualmente il dettato costituzionale che la salute è un diritto sempre più sulla carta e sempre meno nella sostanza, è compito di <strong>ogni cittadino.</strong></p><p>Compito dei tecnici è indicare quale possibili soluzioni possano essere adottate non limitandosi a dire che ci vogliono maggiori risorse, ma individuando modelli alternativi al sistema attuale che, a macchia di leopardo, è capace di offrire accanto  alla <strong>prestazione ottima</strong> anche quella pessima.</p><p>Chiaramente, lo dico a scanso di equivoci, mantenendo inalterate le <strong>poste di bilancio</strong> dedicate alla sanità. Altrimenti la deriva statunitense con sanità diverse a seconda del censo e del quattrino, sarebbe assicurata</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/16/sanita-pubblica-privata/197785/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L’unica ragione per cui si farà la Tav</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/l%e2%80%99unica-ragione-fara/196499/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/l%e2%80%99unica-ragione-fara/196499/#comments</comments> <pubDate>Sat, 10 Mar 2012 11:38:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[estero]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[No Tav]]></category> <category><![CDATA[stato.]]></category> <category><![CDATA[tav]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196499</guid> <description><![CDATA[Ci si è dilungati, in questi anni, a comprendere le buone ragioni dei fautori della Tav e di chi era contrario. Tecnici ed esperti, cittadini e abitanti della Val di Susa hanno provato, da ambo le parti, a correggere una decisione che per alcuni è una iattura mentre per altri una priorità. Da una parte...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/notav1.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-196501" title="Marcia da Bussoleno a Susa del movimento No Tav &quot;FERMARCI E' IMPOSSIBILE! e libertà per tutti i notav!&quot;" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/notav1-300x199.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="199" /></a>Ci si è dilungati, in questi anni, a comprendere le buone ragioni dei fautori della Tav e di chi era contrario.  Tecnici ed esperti, cittadini e abitanti della Val di Susa hanno provato, da ambo le parti, a correggere una decisione che per alcuni è una iattura mentre per altri una priorità.</p><p>Da una parte le <strong>ragioni dei resident</strong>i ( o quota importante di essi ) e dall’altra, mi viene da dire le<strong> ragioni di uno Stato</strong>. E veniamo a quest’ultimo. Da tempo si denuncia che l’Italia, nell’era berlusconiana, era scesa ai minimi storici nella considerazione degli altri paesi del mondo. Ridicolizzato Berlusconi, per processo osmotico  gli italiani stessi ne venivano ridicolizzati. Ne fa fede il moltiplicarsi di attestati di stima nei confronti del nuovo governo e, non ultimo, la risalita della nostra credibilità tra i mercati europei.</p><p>Raffigura, questa rinnovata credibilità,  un uomo di destra, si spera di una destra non gaglioffa ma seria. E una destra per bene non può che avere, quale faro di riferimento, un concetto alto di Stato  e di interesse preminente rispetto alle <strong>aspettative e alle istanze dei cittadini</strong>. All’esterno l’interesse comprende anche l’onorare accordi e programmi condivisi e voluti dal resto di Europa.  Entro i nostri confini, tale interesse, si rifà alla credibilità e alla autorevolezza che uno Stato deve incarnare per fare si che le cose che decide si attuino.</p><p>La Val di Susa, temo, rimarrà stritolata da questa esigenza che se da una parte ci accredita in termini di serietà dall’altra ci avvilisce per un decisionismo a cui <strong>non siamo o non siamo mai stati abituati</strong>.</p><p>Il paradosso è che entrambe le parti hanno ragione ma queste ragioni<strong> viaggiano su strade diverse</strong> e quindi difficilmente potranno incontrarsi e confrontarsi. L’autorevolezza di uno Stato che tiene fede ai patti è la cosa di cui abbiamo, sicuramente, bisogno. Ma, al tempo stesso, la necessità di ascolto perché si compia una democrazia matura è anch’essa acqua che ci serve per dissetarci. In questa frattura si rinviene l’insanabilità della situazione della Val di Susa,  ritenendo, da parte di questo governo, prioritaria la prima rispetto alla seconda.</p><p>Valutazione, poco tecnica e molto politica.</p><p><em>(Foto: LaPresse)</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/l%e2%80%99unica-ragione-fara/196499/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il genuflesso Fabio Fazio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/genuflesso-fabio-fazio/195602/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/genuflesso-fabio-fazio/195602/#comments</comments> <pubDate>Mon, 05 Mar 2012 13:01:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Attilio Befera]]></category> <category><![CDATA[che tempo che fa]]></category> <category><![CDATA[fabio fazio]]></category> <category><![CDATA[Fabio Fazio Attilio Befera]]></category> <category><![CDATA[pagamenti pubblica amministrazione]]></category> <category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195602</guid> <description><![CDATA[Operazione facile quella di Fabio Fazio nel momento in cui intervista il Direttore di Equitalia, Attilio Befera. Facile perché Fazio si è ben guardato dal fare l’unica domanda che forse avrebbe messo in crisi lo stesso Befera sul tasso di sistematica evasione da parte del suo datore di lavoro: lo Stato e la pubblica amministrazione....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Operazione facile quella di Fabio Fazio nel momento in cui intervista il Direttore di Equitalia, Attilio Befera. Facile perché Fazio si è ben guardato dal fare l’unica domanda che forse avrebbe messo in crisi lo stesso Befera sul tasso di <strong>sistematica evasione da parte del suo datore di lavoro</strong>: lo Stato e la pubblica amministrazione.</p><p>Come si è più volte scritto, se Befera fosse un inglese e operasse in Inghilterra il suo ragionamento sarebbe inattaccabile. Ma, purtroppo per lui, opera in Italia dove il tasso di sistematica violazione dei contratti stipulati da parte della <strong>pubblica amministrazione</strong>, lo sappiamo,  ne fa un contraente gaglioffo che si spera di non incontrare mai nel corso della vita.</p><p><strong>Lo Stato ragiona così</strong>: mi hai reso un servizio e lo hai fatturato? Aspetta. Alla peggio rivolgiti ad un legale e, prima di arrivare in tribunale vedrai che ci mettiamo d’accordo;  ti pago tutto,  senza interessi e spese legali. Lo stato fa questo perché, dalla sua, ha un’altra parte di stato ( la giustizia ) che per tempi e capacità decisionale è ancora più lenta dei pagamenti di cui sopra.</p><p>Rovesciamo la situazione: cittadino ( o azienda ), devi soldi allo stato? Bene pagherai lo stesso <strong>tributo addizionato da interessi</strong>, sanzioni, agi e more che fan sì che lo possa ricordare a lungo. Procedure speciali, iter giudiziari esclusivi,  rendono molto efficace questa minaccia.</p><p>Questa era la domanda che Fazio avrebbe dovuto porre a Befera. Magari chiedendo perché non si promuovesse, all’interno del “ do ut des”,   stato/cittadino,  la regola della compensazione.</p><p>Ma Fazio è, e rimane,  un curato di campagna. Benedice e nulla più.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/genuflesso-fabio-fazio/195602/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Lettera al lupacchiotto No Tav</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/lettera-lupacchiotto/194609/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/lettera-lupacchiotto/194609/#comments</comments> <pubDate>Wed, 29 Feb 2012 15:29:51 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[attivista]]></category> <category><![CDATA[carabiniere]]></category> <category><![CDATA[No Tav]]></category> <category><![CDATA[Pecorella]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=194609</guid> <description><![CDATA[Caro Lupacchiotto, la pecorella te le ha cantate. Con un silenzio che fa ombra alle tue inutili e arroganti parole. Una pecorella ritrovata senza nome e cognome ma che non ha belato come avresti voluto tu, probabilmente. Mentre tu hai ululato alla luna, a una luna che non ascolta. I tuoi lamenti, le tue litanie,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Caro Lupacchiotto,</p><p>la pecorella te le ha cantate.  Con un silenzio che fa ombra  alle  tue inutili e arroganti parole. Una pecorella ritrovata  senza nome e cognome ma che non ha belato come avresti voluto tu, probabilmente. <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/valsusa-militante-provoca-carabiniere-pecorella-illegale/194587/" target="_blank">Mentre tu hai ululato alla luna</a>,</strong> a una luna che non ascolta. I tuoi lamenti, le tue   litanie, le tue lagne.</p><p>La pecorella ha ancora pelo e tu hai ancora vizio. Il vizio si fa sfizio e desiderio di offesa e di umiliazione. Ma non è questa la natura del lupo e, per ciò, sei e rimani un lupacchiotto. Non riesco ad immaginare la fragile pecorella che trema al tuo cospetto. Mi è più facile pensare al tuo mandare urla lamentose al parapetto su cui ti appoggiavi. E anche il parapetto, insieme alla pecorella, ha ritenuto non doverti rispondere.</p><p>Caro lupacchiotto, cambia mestiere e natura. Conviene a te e a noi. A noi perché<strong> l’importanza di una lotta non può svilirsi nell’imbecillità arrogante di un singolo</strong>.  A te perché in questa tracotanza, evidentemente, magnifichi  i tuoi presunti meriti. Che non si sa quali siano e che non  sapremo mai se esistono.</p><p>Quindi prova ad esercitarti nei prossimi giorni con il parapetto. E poi, quando l’ululato si farà più compiuto e meno villano potrai sempre riprovarci. Forse non la pecorella ma chi ti ascolta ti avrà in maggior considerazione.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/lettera-lupacchiotto/194609/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Quelle consulenze che affondano l&#8217;Italia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/28/consulenti-affondano-litalia/194384/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/28/consulenti-affondano-litalia/194384/#comments</comments> <pubDate>Tue, 28 Feb 2012 16:20:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[consulenze]]></category> <category><![CDATA[corte dei conti]]></category> <category><![CDATA[pubbliche amministrazioni]]></category> <category><![CDATA[sprechi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=194384</guid> <description><![CDATA[Uno degli organi costituzionali più misconosciuti in Italia è rappresentato dalla magistratura contabile, la Corte dei Conti che per alcuni potrebbe essere una confraternita aristocratica ma che, per la Costituzione, è la magistratura che vigila sulle spese pubbliche delle amministrazioni e delle loro compartecipate. Misconosciuto perché fatto da magistrati che raramente appaiono in televisione e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Uno degli organi costituzionali più misconosciuti in Italia è rappresentato  dalla <strong>magistratura contabile</strong>, la Corte dei Conti che per alcuni potrebbe essere una confraternita aristocratica ma che, per la Costituzione,  è la magistratura che vigila sulle spese pubbliche delle amministrazioni e delle loro compartecipate.</p><p>Misconosciuto perché fatto da magistrati che raramente appaiono in televisione e perché mediamente se ne parla solo in occasione di apertura di anni giudiziari e relazioni ufficiali. Da anni, molti e disperati,<strong> la Corte dei Conti denuncia lo stato di sistematica spoliazione </strong>di questo paese e lo fa, perlopiù, inascoltata. In questi giorni ha quantificato lo<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/lallarme-della-corte-conti-spreco-passa-dalla-nomina-consulenti/193303/" target="_blank"> sperpero in bilioni di euro</a> suddividendo tale pozzo nero in più rivoli. Uno di questi è formato da un clientelismo ad personam a cui si da il nome di consulenza.</p><p>Ci sono pubbliche amministrazioni con un tal numero di consulenti , che appare  legittimo domandarsi se vi sono <strong>anche dipendenti</strong> che vi lavorino. Ci sono consulenze in sanità, strabilianti per esborso di denaro pubblico, che funzionano da veri e propri ammortizzatori sociali di amici, amanti e parenti di grandi o piccoli elettori, sindacati o politici trombati.</p><p>I consulenti, almeno nelle aziende private, dovrebbero servire per <strong>ottimizzare le risorse</strong>, ottenere all’interno dei processi produttivi una maggiore efficienza, incidere sui costi, valorizzare le risorse interne. Nello strabiliante mondo della pubblica amministrazione, al contrario, noi paghiamo consulenti perché si peggiori il livello dei servizi, si spenda di più, si mortifichi  il dipendente che ne capisce di più del consulente.</p><p>Alla pari della droga negli anni &#8217;80,  sembra che il numero sia così alto da fare pensare che non esista, in italia, famiglia che possa ritenersi immune dalla<strong> iattura di  avere un consulente</strong>,  in qualche cosa e per una pubblica amministrazione,  in casa.</p><p>Ma a differenza della droga questo non è vissuto come <strong>pericoloso fenomeno sociale</strong>. Non sottrae ma porta soldi.  Di conseguenza  è, per questo paese, più difficile ipotizzare percorso di affrancamento da questa calamità.  A meno che, ingegnosa e astutissima idea della nostra politica, non si tenda a “ statalizzare lo stato”  per eliminare l’evasione fiscale.  Da consulente di una pubblica amministrazione i tuoi  redditi sono, per forza di cose, assoggettati al prelievo fiscale.   Sarà pur sempre meglio avere un nullafacente che paga le tasse rispetto ad un lavoratore che non le paga.</p><p>Il discorso non fa una piega.  Todos caballeros y consulentes.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/28/consulenti-affondano-litalia/194384/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Celentano, un santo laico?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/celentano-santo-laico/191402/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/celentano-santo-laico/191402/#comments</comments> <pubDate>Wed, 15 Feb 2012 11:22:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=191402</guid> <description><![CDATA[Una delle colpe del mondo moderno, non la peggiore, è quella di assomigliare, sempre più, a un cartone animato. Si prenda Celentano spacciato per uomo controcorrente a tutto tondo. Lo si paga perché? Per emozionarci? Per infondere nello spettatore parole di infinita saggezza? Per colpirci? Nulla di tutto questo: per sbrodolare parole in libertà e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Una delle colpe del mondo moderno, non la peggiore, è quella di assomigliare, sempre più, a un cartone animato. Si prenda <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/apocalisse-a-molle/191336/" target="_blank"><strong>Celentano </strong>spacciato per uomo controcorrente</a></span> a tutto tondo. Lo si paga perché?  Per emozionarci? Per infondere nello spettatore parole di infinita saggezza? Per colpirci? Nulla di tutto questo: per sbrodolare parole in libertà e per banalizzare l’ovvio. Per venderci il nulla.  Una striscia, una sola striscia di Charlie Brown, è infinitamente più feconda di idee e di riflessioni dei monologhi del nostro. Se dobbiamo vivere la realtà in forma di cartone animato puntiamo alla vera animazione e non a quella riprodotta in maniera avvelenata da certa televisione.</p><p>Celentano è uno dei tanti eroi  creati in laboratorio. In quel particolare laboratorio che è rappresentato dal circuito mass mediatico e, in particolare, dalla televisione. I correi, in fatto di banalità alla Celentano sono tanti: <strong>Santoro </strong>è uno di questi nel momento in cui nelle sue trasmissioni ci ha propinato, sotto forma di santificazione, le telefonate del messia Celentano, le sue leggendarie pause, i suoi fraseggi discordanti e inconcludenti. Senza ribattere alcunché, come ribatterebbe all’ultimo dei  peones  del Parlamento, e contribuendo a elevarlo a rango di portatore sano di visioni capace di indicarci il cammino.</p><p>Celentano è forse l’esempio più vistoso del <strong>pensiero inesistente </strong>elevato a celebrità. Nessuno, dei presenti, che si preoccupi di rammentargli che forse è meglio se si limita a cantare. Nessuno che abbia voglia o desiderio di ricordare semplicemente che di persone lagnose  è pieno il mondo, carente, al contrario di persone capaci di costruire vere alternative.</p><p>Il <strong>Padre Pio dei laici </strong>senza patria incombe nella sue infinite sciocchezze, al di là dei temi trattati e dei minuti giocati. Lo si prende sul serio come, purtroppo, si prende sul serio una buona parte della classe dirigente che bivacca a tutte le ore nei teleschermi e sulle pagine dei giornali. Un enorme partita di giro composta da veri e propri clan di iniziati che vive solo perché appare. Se si spegne la televisione si spegne la loro vita. Vale per gli ospiti come per i conduttori. L’anonimato è,  per loro,  peggio della galera per i politici.</p><p>E se il politico Frattini è dry, il buon Celentano, al pari del Negroni,  è sbagliato. Nemmeno capace di ubriacarci. Se almeno, la sua santità, servisse a questo….</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/celentano-santo-laico/191402/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Evasione e burocrazia, tumori d&#8217;Italia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/l%e2%80%99evasione-fiscale-burocrazia-tumori-ditalia/189843/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/l%e2%80%99evasione-fiscale-burocrazia-tumori-ditalia/189843/#comments</comments> <pubDate>Wed, 08 Feb 2012 14:23:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[burocrazia]]></category> <category><![CDATA[evasione fiscale]]></category> <category><![CDATA[leggi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=189843</guid> <description><![CDATA[La burocrazia sta alle coronarie e al fegato come lo smog ai polmoni. Forse è anche più pericolosa. L’esempio accademico è il seguente. Compri un bilocale a Milano? Bene, devi sapere che la porta del bagno di questo bilocale, se si affaccia sulla sala-cucina dovrà avere necessariamente un anti bagno. Perché? Perché non si può...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>burocrazia </strong>sta alle coronarie e al fegato come lo smog ai polmoni. Forse è anche più pericolosa.</p><p>L’esempio accademico è il seguente. Compri un bilocale a Milano? Bene, devi sapere che la porta del bagno di questo bilocale, se si affaccia sulla sala-cucina dovrà avere necessariamente un anti bagno. Perché? Perché non si può permettere che i tuoi odori, a seguito di una seduta plenaria nel bagno, trasmigrino nella sala dove, casualmente, potresti anche fare da mangiare. I <strong>tuoi</strong> odori all’interno della <strong>tua</strong> casa.</p><p>In questo esempio è riassunto uno dei <strong>tumori </strong>che assilla la vita sociale di questa Italia. La volontà, da parte di un esercito di inutili burocrati, di assillare il prossimo con inutili leggi, norme, codici che ammorbano l’aria molto più del cesso senza antibagno,  e la cui esistenza si giustifica solamente nel loro stipendio. La loro motivazione  è eroica e innocente: le leggi lo prevedono.</p><p>Le <strong>leggi </strong>non necessariamente sono una buona cosa e l’Italia, bulimica di norme idiote, ne è un buon esempio.   Viene da pensare che la sopraproduzione normativa serva esclusivamente a dare un lavoro a persone che altrimenti sarebbero disoccupate. Una sorta di <em>new deal</em> statale che inventa, giorno dopo giorno, inghippi e pasticci da scaricare su imprese, lavoratori e singoli cittadini.</p><p>Le pubbliche amministrazioni locali si sbizzarriscono,  in questa continua e fantasiosa rincorsa verso la scannerizzazione della tua vita intima. Il cittadino viene smembrato e i sogni o desideri devono, per forza di cose, aderire alle norme e ai regolamenti. Altrimenti è semplicemente <strong>vietato</strong>: la legge non lo consente.</p><p>Come la evasione fiscale sottrae futuro, la burocrazia sottrae <strong>presente</strong>.  In mezzo la mortificazione della singola persona che comprende che in questa Italia non si è nemmeno liberi a casa propria.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/l%e2%80%99evasione-fiscale-burocrazia-tumori-ditalia/189843/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il paradosso di Monticott</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/paradosso-monticott/188494/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/paradosso-monticott/188494/#comments</comments> <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 13:15:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[partiti]]></category> <category><![CDATA[politici]]></category> <category><![CDATA[potere]]></category> <category><![CDATA[psicanalisi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188494</guid> <description><![CDATA[Winnicott è uno psicoanalista inglese morto nei primi anni &#8217;70. Notevole il suo contributo agli studi sui primi mesi di sviluppo del bambino in merito alla costruzione del falso sé e del vero sé. Monticott, al contrario, è il nuovo premier italiano (quindi vivente ) ma entrambi hanno un punto in comune: sono autori di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Donald_Winnicott" target="_blank">Winnicott</a></span> </strong>è uno psicoanalista inglese morto nei primi anni &#8217;70. Notevole il suo contributo agli studi sui primi mesi di sviluppo del bambino in merito alla costruzione del <em>falso sé e del vero sé. </em><strong>Monticott</strong>, al contrario, è il nuovo premier italiano (quindi vivente ) ma entrambi hanno un punto in comune: sono autori di un notevole paradosso. Tralasciamo quello di Winnicot, complesso e articolato e soffermiamoci  su quello di Monticott.  Mi sembra che la situazione, all’interno della relazione tra il premier e i partiti politici sia la seguente: appoggiando il governo danno il loro  contributo all&#8217;azione che,  si spera,  porti in acque più tranquille il nostro Paese, ma ciò facendo  denunciano la loro passata incapacità  e mettono in discussione lo storico ruolo che il partitismo italiano ha giocato in questi decenni.</p><p>Il <em><strong>falso sé delle oligarchie di  partito</strong> </em> si confronta, quindi, con il <em>vero sé di organizzazioni politiche</em> che, strutturate in questo modo, nulla più hanno da aggiungere alla vita politica, sociale, culturale di questo paese. I commentatori dicono, uniti, che dopo il 2013 usciranno partiti nuovi. Non so se questa profezia sia corretta e nemmeno so  se i protagonisti della vita politica di questi ultimi venti anni avranno il coraggio di abdicare dal loro ruolo lasciando ad altri il compito di ricostruire dopo le macerie.</p><p>Apparentemente Bossi e la Lega hanno optato per la perpetuazione del falso sé.  Altri partiti navigano dentro questo paradosso e per la prima volta tifano per il bene comune che non coincide con il bene oligarchico.</p><p>In mezzo la gente comune, attivisti di partito o malpancisti di tutti i generi, o semplicemente persone disinteressate alle vicende politiche e alla democrazia. Ogni punto percentuale a favore di Monticott è un punto percentuale a sfavore delle oligarchie partitiche. Ma a differenza del bambino di Winnicot che nel &#8220;pupazzo di peluche&#8221; trova l’oggetto di mediazione tra il suo falso e il suo vero sé, la vita politica italiana non offre oggetti  transizionali con cui i leader possono attenuare le loro ansie dovute alla <strong>mancanza di potere</strong>.</p><p>Nemmeno le apparizioni televisive massaggiano a sufficienza il loro disperato bisogno di contare. Alla pari di un bambino devono evolvere, ma a differenza di un bambino non sanno come.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/paradosso-monticott/188494/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Melandri &amp; Co., servi d’Italia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/melandri-co-servi-d%e2%80%99italia/187747/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/melandri-co-servi-d%e2%80%99italia/187747/#comments</comments> <pubDate>Mon, 30 Jan 2012 16:58:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[deputati]]></category> <category><![CDATA[Giovanna Melandri]]></category> <category><![CDATA[pensione]]></category> <category><![CDATA[stipendi dei parlamentari]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=187747</guid> <description><![CDATA[Prendiamo Giovanna Melandri, deputata di lungo corso (prima elezione 1994 ) del Pd, che dice testualmente: “Quel che mi dispiace è che in futuro non ci potrà essere un’altra Giovanna Melandri, una ragazza come me che a 35 anni (33 per l’esattezza, ndr) lascia il lavoro in Montedison come economista e decide di servire il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Prendiamo <strong>Giovanna Melandri</strong>, deputata di lungo corso (prima elezione 1994 ) del Pd, che dice testualmente:<em> “Quel  che mi dispiace è che in futuro non ci potrà essere un’altra Giovanna Melandri, una ragazza come me che a 35 anni </em>(33 per l’esattezza, ndr) <em>lascia il lavoro in Montedison come economista e decide di servire il suo paese”</em>.</p><p>L’onorevole Melandri esplicita questo ragionamento  in merito al fatto che il vitalizio che per lei doveva maturare a 50 anni (questo anno) slitterà di 10 anni. Insomma, non avrà la pensione oggi, ma si allineerà con i comuni mortali che la <strong>pensione a 50 anni</strong> non riescono nemmeno a sognarla. Deduce, di seguito, che con un sistema così solamente i ricchi e i ricchissimi potranno/ vorranno fare politica.</p><p>Un andare controcorrente, rispetto alla vulgata popolare che vuole ridimensionamenti dei vitalizi e degli stipendi, che di coraggioso non ha nulla, ma di irreale ha moltissimo. C’è da domandarsi  dove viva la parlamentare e soprattutto cosa ha capito dei cambiamenti in corso in questi ultimi vent&#8217;anni a livello globale.</p><p>Siccome la signora si sente di servire il paese pretende che il paese se ne ricordi, in netto anticipo su tutti gli altri lavoratori, permettendole, evidentemente, di smettere di lavorare a 50 anni. Che nel frattempo ci siano a spasso <strong>50enni licenziati</strong>, in cassa integrazione, o ancora precari che a differenza sua non potranno nemmeno sperare in una pensione tra qualche anno, e che lei non lo abbia realizzato, mi lascia sbalordito.</p><p>E la retorica del servire il paese a 12 mila euro al mese rappresenta la peggior affermazione di questi ultimi tempi, che pur non sono stati avari di retorica e di manierismo politico. Né si capisce perché un domani un impiegato (e forse anche un operaio, verrebbe da dire ) della nettezza urbana, con capacità e voglia, non si possa candidare a deputato oppure perché solo un avvocatone con reddito milionario possa decidersi  a svolgere questa nobile attività.</p><p>L’incongruenza stizzosa del ragionamento della deputata viene esaltata al massimo successivamente, quando afferma che <em>“c&#8217;è il rischio che mentre si sta in Parlamento si pensi  solo alla rielezione o a come ricollocarsi dopo”</em>. In realtà la Melandri  vive questo rischio perché, evidentemente, non ha molta fiducia nelle proprie capacità.  In fin dei conti, nel caso di non rielezione,<strong> potrebbe tornare a fare l’economista</strong> oppure aprire,  con la lauta liquidazione,  un bar tabaccheria. E verrebbe da dire che il servizio al paese in questi vent&#8217;anni le ha reso di più di un impiego alla Montedison.</p><p>Insomma, di questi<strong> servitori  senza passione</strong> ne faccio volentieri a meno.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/melandri-co-servi-d%e2%80%99italia/187747/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Martone tra sgobboni e lavativi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/martone-tra-sgobboni-e-lavativi/186148/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/martone-tra-sgobboni-e-lavativi/186148/#comments</comments> <pubDate>Tue, 24 Jan 2012 16:09:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Achille Saletti]]></category> <category><![CDATA[bamboccioni]]></category> <category><![CDATA[Giovani]]></category> <category><![CDATA[laurea]]></category> <category><![CDATA[Michel Martone]]></category> <category><![CDATA[sfigati]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=186148</guid> <description><![CDATA[Il viceministro Michel Martone, enfant prodige dell’università italiana, avrebbe affermato, alla pari di una sentenza inappellabile, che chi si laurea dopo i 28 anni è da considerarsi uno sfigato. Ha poi aggiunto che chi sceglie le scuole professionali è bravo e, anche, un apprezzamento sentito per i secchioni che pensano solo a studiare. Taccio sul...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il  viceministro <strong>Michel Martone</strong>, <em>enfant prodige</em> dell’università italiana, avrebbe affermato, alla pari di una sentenza inappellabile, che chi si laurea dopo i 28 anni <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/anni-laureato-sfigato-parola-viceministro-michel-martone/186094/" target="_blank">è da considerarsi uno sfigato</a></span>. Ha poi aggiunto che chi sceglie le scuole professionali è bravo e, anche,  un apprezzamento sentito per i secchioni che pensano solo a studiare.</p><p>Taccio sul fatto che esistono persone degnissime che, dopo avere bighellonato  durante l’università, hanno trovato la loro strada diventando ottimi  professionisti in settori magari non attinenti i loro studi.</p><p>Non voglio nemmeno sottolineare il fatto che ci sono (tra gli altri) secchioni e laureati in corso che erano e rimarranno caproni per tutta la vita. E immagino che Martone  stesso possa conoscere laureati che hanno studiato lavorando o persone che hanno interrotto gli studi per poi riprenderli.  Laureati che hanno accompagnato i loro studi con un<strong> impegno politico o sociale</strong>,<strong> </strong>o semplicemente persone che dopo due anni hanno cambiato strada scegliendo un’altra facoltà.</p><p>Ritengo che la laurea, in corso o fuori corso, non esaurisca l’esperienza umana. E, al netto delle materie inserite nei piani di studio,  non credo che sia da “sfigati” <strong>coltivare passioni </strong>anche per altro.  E le passioni che arricchiscono la tua esperienza possono sottrarre tempo. Per Martone tempo buttato via, per altri tempo che ha contribuito a formarli.</p><p>E allora imporre nei 28 anni una ideale asticella, al di sotto della quale sei bravo e superata la quale sei da condannare,  mi sembra un esercizio puerile e arrogante  tipico degli intellettuali che non conoscono altra esperienza se non quella da loro riprodotta.</p><p>Per fortuna la realtà non è composta solo dai Martone e dagli sgobboni. Altrimenti sarebbe noiosissima. Una realtà di primi della classe dove non c’è spazio per la crisi, per la fragilità, per i ripensamenti, per altre esperienze. Una realtà  dove il forte (sgobbone) è da preferire al debole (lavativo).  Per fortuna che c’è la letteratura che ci educa, spesso e volentieri, ad amare più gli <strong>ultimi della classe</strong> perché sono coloro che, sovente, ci  regalano una visione meno settaria e più umana.</p><p>E ci ricordano che giudicare gli altri sulla base di sentenze superficiali  è più da secchioni che da lavativi. Ma anche un poco da <strong>“sfigati” presuntuosi</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/martone-tra-sgobboni-e-lavativi/186148/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Si ritorni a parlare di giustizia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/20/ritorni-parlare-giustizia/185284/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/20/ritorni-parlare-giustizia/185284/#comments</comments> <pubDate>Fri, 20 Jan 2012 15:07:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[cause]]></category> <category><![CDATA[Franco Basaglia]]></category> <category><![CDATA[giustizia]]></category> <category><![CDATA[lentezza]]></category> <category><![CDATA[processi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=185284</guid> <description><![CDATA[Ci siamo abituati al fatto che una giustizia, penale e civile, che non funziona è parte organica del nostro bel paese. Una maledizione, che insieme alle condizioni disastrate del sistema idrogeologico e alle furbizie della politica accompagnerà la nostra esistenza e quella dei nostri figli e nipoti. Serenamente, se intentiamo una causa civile, entriamo in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo abituati al fatto che una giustizia, penale e civile, che non funziona è parte organica del nostro bel paese.  Una maledizione, che insieme alle <strong>condizioni disastrate del sistema idrogeologico e alle furbizie della politica</strong> accompagnerà la nostra esistenza e quella dei nostri figli e nipoti.</p><p>Serenamente,  se intentiamo una<strong> causa civile</strong>,  entriamo in un mondo parallelo dove il concetto di tempo assume una straordinaria dimensione di immobilità. Dove un raffreddore del giudice o uno sciopero degli avvocati  ti catapulta, insieme  alla causa,  in un futuro lontano. La vita scorre, i tuoi cari muoiono, tu divorzi e i figli si fanno grandi e <strong>l’unica certezza rimane quella del tuo fascicolo</strong> che, oppresso dalla polvere, vive sbiadito in un archivio del tribunale. Sei risvegliato dalle facce dei magistrati o degli avvocati o dei politici che, in televisione, ti ricordano come da anni giacciono proposte, controproposte, revisioni e progetti  di  riforma tesi ad assicurare una giustizia più simile alla velocità della gazzella che non a quella del bradipo.</p><p>Ma poi, quando varchi le porte di un tribunale ti allinei nuovamente alla velocità dell’animale più lento della terra. E la<strong> ordinaria (in)giustizia</strong> prospera assumendo una  dimensione autonoma separata dal resto del mondo. Le<strong> responsabilità</strong> ricadono, equamente suddivise, nel nulla perché tutti coloro, che se ne dovrebbero occupare,  hanno imparato nel tempo ad essere abbastanza lesti  da schivarle. Categorie che prosperano sulla lentezza. Vere caste ( magistratura,  avvocatura e politica ) che non desiderano cambiare nulla.</p><p>Ci vorrebbe<strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Basaglia" target="_blank">Franco Basaglia</a></strong> nel mondo della giustizia. Un Basaglia che sappia gridare a tutti questi operatori della nostra vita giudiziaria che devono  scendere dal piedistallo del loro status per immergersi nella vita reale. E invece prosperano i baronati, in questo  mondo come in quello della medicina. Ma di visionari alla Franco Basaglia, tra magistrati, politici e avvocati non se ne vedono.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/20/ritorni-parlare-giustizia/185284/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Quando i colletti bianchi finiscono in galera</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/10/quando-colletti-bianchi-finiscono-galera/182709/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/10/quando-colletti-bianchi-finiscono-galera/182709/#comments</comments> <pubDate>Tue, 10 Jan 2012 11:46:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Achille Saletti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Calisto Tanzi]]></category> <category><![CDATA[carcere]]></category> <category><![CDATA[detenzione]]></category> <category><![CDATA[Lele Mora]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=182709</guid> <description><![CDATA[Dopo Mora, Tanzi. Due eccellenti esponenti di quel mondo dorato, che sembra lontano mille miglia dall’ordinaria miseria umana esaltata dall’esperienza carceraria, non ce la fanno più. I commenti, tra la commiserazione e la pietas si sprecano. Stanno morendo immiseriti dalla loro condizione e da uno status di privilegiato che si è dissolto nell’aria. Il dibattito,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/30/lele-mora-cercato-uccidersi-carcere-usato-cerotti/180862/" target="_blank"><strong>Mora</strong></a></span>, <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/09/crac-parmalat-tanzi-colto-malore-durante-processo-dappello-bologna/182481/" target="_blank">Tanzi</a></span></strong>.  Due eccellenti esponenti di quel mondo dorato,  che sembra lontano mille miglia dall’ordinaria miseria umana esaltata dall’esperienza carceraria, non ce la fanno più. I commenti, tra la commiserazione e la pietas  si sprecano. Stanno morendo immiseriti dalla loro condizione e da uno status di privilegiato che si è dissolto nell’aria.</p><p>Il dibattito, dall’altra parte e in senso opposto, è  altrettanto <strong>stucchevole</strong>.  Devono morire in carcere per un concetto di  espiazione, che al di là dei reati commessi,  mira a far pagare ai suddetti l’arroganza e la boria di una vita vissuta con lo sguardo rivolto al basso.</p><p>I garantisti ad intermittenza che si preoccupano solo dei colletti bianchi e i garantisti tout court che si occupano di tutti i carcerati si incrociano in un<strong> ideale spazio di paradosso</strong> in cui i primi, indifferenti alla sorte della generalità dei detenuti, denunciano,  a favore degli amici galeotti, distorsioni che  dovrebbero valere per tutti.  I secondi al contrario, sempre pronti a condannare  le condizioni orribili del carcere,  godono quando queste condizioni sono applicate al nemico, ricco e potente  e come tale disgustoso. Uno scambio di ruolo, come certi giochi di simulazione.</p><p>La logica va a farsi benedire e la guerra per bande fa perdere di vista il fatto che <strong>un carcere come quello italiano non ha motivo di esistere</strong>, per i poveri e per i ricchi. Un carcere che annienta, distrugge, annichilisce. Una idea, quella del carcere, disgustosa al solo pensiero. Il carcere dovrebbe valere solo per persone realmente pericolose per gli altri. Una tipologia di criminali molto meno diffusa di quanto si è soliti pensare. Agli altri, a tutti coloro che violano la legge penale sarebbe sufficiente un <strong>duro, durissimo lavoro sociale</strong> con quelle categorie di persone che massimamente, nelle loro condotte, hanno dimostrato di sapere ben disprezzare.  Un disprezzo che finisca nel ritorcersi contro loro, un riverbero della loro alterigia, della loro superbia e della loro povertà concettuale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/10/quando-colletti-bianchi-finiscono-galera/182709/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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