<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Antonio Padellaro</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/apadellaro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description>News, inchieste e blog su politica, cronaca, giustizia, economia</description> <lastBuildDate>Tue, 21 May 2013 23:03:52 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Pd, la solitudine degli elettori</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/19/pd-solitudine-degli-elettori/598942/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/19/pd-solitudine-degli-elettori/598942/#comments</comments> <pubDate>Sun, 19 May 2013 12:30:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Guglielmo Epifani]]></category> <category><![CDATA[Lavoro]]></category> <category><![CDATA[Manifestazione Fiom]]></category> <category><![CDATA[Maurizio Landini]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[PDL]]></category> <category><![CDATA[Piazza San Giovanni]]></category> <category><![CDATA[Stefano Rodotà]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=598942</guid> <description><![CDATA[Di bandiere del Pd ce n’era una soltanto, ma siamo convinti che di elettori del Pd ce ne fossero davvero molti, forse la maggioranza tra i centomila di piazza San Giovanni a Roma dove, ieri, intorno alla Fiom-Cgil di Maurizio Landini, c’erano con la sinistra del lavoro, della legalità e della dignità, Stefano Rodotà, Sergio...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Di bandiere del <strong>Pd</strong> ce n’era una soltanto, ma siamo convinti che di elettori del Pd ce ne fossero davvero molti, forse la maggioranza tra i <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/18/lavoro-e-pensioni-manifestazione-fiom-a-roma-adesione-del-m5s-silenzio-pd/597979/" target="_blank">centomila di <strong>piazza</strong> <strong>San Giovanni</strong> a Roma dove, ieri, intorno alla Fiom-Cgil di Maurizio Landini</a>, c’erano con la sinistra del lavoro, della legalità e della dignità, Stefano Rodotà, Sergio Cofferati, Gino Strada, Antonio Ingroia, Nichi Vendola e i 5Stelle.</p><p><strong>Lavoro</strong> e <strong>diritti</strong> che teoricamente dovrebbero stare a cuore al <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/18/manifestazione-fiom-problema-non-e-stare-in-piazza-ma-dare-risposte/598533/" target="_blank">Pd dell’ex leader della Cgil <strong>Epifani</strong></a>, così come a Bersani e agli altri esponenti del sinedrio democratico che, sempre molto teoricamente, di sinistra dovrebbero sentirsi. È un caso unico, quello di un gruppo dirigente che, come paralizzato da una forza potente quanto misteriosa, abbandona i propri militanti nella solitudine politica anche a costo di perderli per sempre. Una <strong>coazione a ripetere</strong> gli stessi errori che dura guarda caso da un decennio, da quando (era il 2002) sempre in quella piazza San Giovanni un milione di cittadini dissero: basta con Silvio Berlusconi. Sembrò la volta buona, ma poi furono lasciati soli dai <strong>Ds</strong>, e si è visto come è finita.</p><p>Oggi la situazione si presenta ancora più grave. È comprensibile che, dopo il vergognoso tradimento del contratto con gli elettori, quei dirigenti che firmando la resa nelle mani di <strong>Napolitano</strong> sono andati al governo con il <strong>Pdl</strong> non abbiano più il coraggio e la faccia per mostrarsi a un popolo che forse non li riconosce più. Solo in due non hanno avuto paura di andare in piazza: <strong>Fabrizio Barca</strong> e <strong>Matteo Orfini</strong>. Gli altri sono o ministri o sottosegretari. Esiste anche il problema opposto, poiché farsi vedere accanto a Landini e Rodotà potrebbe scatenare le ire dei Brunetta e dei Cicchitto, e ciò per i colonnelli delle larghe intese pd è oltremodo disdicevole. Michele Serra sull’Espresso ha narrato da par suo la triste condizione dei deputati e senatori democratici, costretti a convivere nella stessa maggioranza con i berluscones: “Le inventano tutte, dai sedativi alla cannabis, e i più audaci tagliano la testa al toro e diventano di destra”.</p><p>C’è poco da ridere: con il sesto senso della satira, Serra ha colto nel segno. È il destino di chi, a furia di arretrare sui principi e di fare compromessi con la propria storia, non si ricorda più chi era e da dove veniva. Del resto, la classe operaia è dispersa e anche il lavoro si va estinguendo. Non è meglio allora “fare spogliatoio” con Alfano e Quagliariello? </p><p><em>il Fatto Quotidiano, 19 Maggio 2013</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/19/pd-solitudine-degli-elettori/598942/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Berlusconi, un governo ai suoi ordini</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/12/berlusconi-un-governo-ai-suoi-ordini/591574/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/12/berlusconi-un-governo-ai-suoi-ordini/591574/#comments</comments> <pubDate>Sun, 12 May 2013 12:45:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Angelino Alfano]]></category> <category><![CDATA[Brescia]]></category> <category><![CDATA[Enrico Letta]]></category> <category><![CDATA[Magistratura]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[PDL]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=591574</guid> <description><![CDATA[Dopo ciò che è successo ieri a Brescia, un governo degno di questo nome dovrebbe cessare all’istante di esistere e il premier dovrebbe altrettanto inevitabilmente dimettersi. Per tre ragioni almeno. Primo: in una piazza spaccata a metà, da una parte i fans azzurri, dall’altra i contestatori grillini e quelli con le bandiere rosse, il “delinquente”...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/11/manifestazione-pdl-brescia-piazza-spaccata-fischi-e-applausi-per-berlusconi/591135/" target="_blank">Dopo ciò che è successo ieri a Brescia</a>, un governo degno di questo nome dovrebbe<strong> cessare all’istante di esistere</strong> e il premier dovrebbe altrettanto inevitabilmente <strong>dimettersi</strong>. Per tre ragioni almeno.</div><div>Primo: in una piazza spaccata a metà, da una parte i fans azzurri, dall’altra i contestatori grillini e quelli con le bandiere rosse, il “delinquente” confermato in appello per evasione fiscale <strong>Silvio Berlusconi</strong> ha sferrato l’attacco finale alla magistratura, annunciando che imporrà al governo, che lui controlla, <strong>la sua personale riforma</strong> volta a neutralizzare l’azione penale e a ridurre i pm al rango di obbedienti funzionari al servizio dei politici.</div><div>Secondo: <strong>Alfano</strong> vicepremier e ministro degli Interni e Lupi ministro delle Infrastrutture erano lì, in prima fila, <strong>ad applaudire le frasi eversive</strong>, malgrado fino all’ultimo il Pdl avesse smentito la partecipazione di membri del governo. Un colpo reso ancora più efficace perché sferrato di sorpresa.</div><div>Terzo: attorniato dai suoi ministri festanti, <strong>il Caimano</strong> ha detto, chiaro e tondo, che si deve a lui se questo governo è nato e che solo per generosità non lo farà cadere “con un fallo di reazione” dopo la <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/08/berlusconi-condannato-in-appello-al-processo-mediaset/587371/" target="_blank">sentenza Mediaset che l’altroieri l’ha condannato</a> a 4 anni di carcere e a 5 di interdizione dai pubblici uffici.</div><p>Insomma, con schietta ruvidezza Berlusconi ha finalmente detto ciò che tutti avevano capito:<strong> Enrico Letta non conta niente</strong> e se non ubbidisce alle disposizioni di palazzo Grazioli – oggi l’abolizione dell’Imu, domani la demolizione della giustizia e della legalità – può tranquillamente tornarsene all’amato subbuteo.</p><p>Di fronte a tanta insultante arroganza, il Pd riunito a Roma ha reagito con alcuni pigolii e l’unica dichiarazione maschia è di Rosy Bindi. Dopo il suicidio assistito (da Napolitano) del partito, l’Assemblea nazionale è parsa una mesta cerimonia funebre con tanto di esecutore testamentario, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/11/assemblea-pd-epifani-niente-paura-del-governo-letta-mettiamoci-faccia/590609/" target="_blank">l’ottimo Guglielmo Epifani</a>. Non parliamo naturalmente dei<strong> milioni di elettori</strong> e militanti traditi da un gruppo dirigente desideroso, a quanto pare, di farsi annettere dal Cavaliere. A un certo punto Epifani ha detto: “Abbiamo rischiato di toccare il fondo”. Non è esatto, segretario. Dopo i ceffoni di Brescia, adesso state scavando con buona lena.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 12 Maggio 2013</em></p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/12/berlusconi-un-governo-ai-suoi-ordini/591574/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Pd, anatomia di un tradimento</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/05/pd-anatomia-di-tradimento/583799/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/05/pd-anatomia-di-tradimento/583799/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 May 2013 12:17:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Democrazia Cristiana]]></category> <category><![CDATA[Governo di Larghe Intese]]></category> <category><![CDATA[Governo Letta]]></category> <category><![CDATA[Hannah Arendt]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=583799</guid> <description><![CDATA[Il Fatto ha contato almeno 50 città dove la base del Pd è in rivolta contro le larghe intese strette con il Pdl di Silvio Berlusconi. C’è chi aspetta il congresso sperando nella rivincita della sinistra interna, magari con l’arrivo della cavalleria di Rodotà. C’è chi vorrebbe staccare la spina subito, per creare l’anelato “nuovo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><em>Il Fatto</em> ha contato almeno 50 città dove <strong>la base del Pd è in rivolta</strong> contro le larghe intese strette con il Pdl di Silvio Berlusconi. C’è chi aspetta il congresso sperando nella rivincita della sinistra interna, magari con l’arrivo della cavalleria di<strong> Rodotà</strong>. C’è chi vorrebbe staccare la spina subito, per creare l’anelato “nuovo soggetto politico”, ma teme che, come spesso in passato, i sogni muoiano all’alba. Molti si chiedono sgomenti come sia potuto accadere. Ecco come.<br /> </div><div>- <strong>Breve riepilogo</strong>. Nel settembre 2012<strong> Mario Monti</strong> annunciò con tono perentorio alla Cnn: “Non correrò alle elezioni, sono senatore a vita”. Una dozzina di volte almeno prima della scadenza del settennato, <strong>Giorgio Napolitano</strong> aveva escluso decisamente una rielezione, arrivando a definire questa ipotesi semplicemente “ridicola”. Anche dopo i risultati del voto di febbraio non si contano le dichiarazioni di esponenti del Pd ferocemente contrari a un governo con Berlusconi: da Bersani a Franceschini, dalla Finocchiaro a Massimo D’Alema a cui si deve un no senza se e senza ma: “Non è possibile che, neppure in emergenza, le maggiori forze politiche del centrosinistra e del centrodestra formino un governo insieme”. Di Silvio Berlusconi, <strong>Enrico Letta</strong> ha detto cose piuttosto pesanti, arrivando a definirlo “patetico e bollito”. Così l’8 aprile scorso il vicesegretario del Pd dava il colpo di grazia a qualsiasi possibilità di accordo con il Pdl: “Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile”. Sappiamo com’è finita. Monti si è candidato con un suo partito. Napolitano si è fatto rieleggere. Letta è il premier del governissimo, <strong>sostenuto da tutto il suo partito</strong>, tranne un paio di giapponesi dispersi nella giungla. Amen.</div><p>-<strong> Inganno e disprezzo</strong>. Dell’uso del tradimento in politica si è occupata, tra i tanti, <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hannah_Arendt" target="_blank">Hannah Arendt</a></strong> spiegando che, se i politici mentono, è o per debolezza, avendo comunque bisogno di garantirsi il consenso elettorale, o per disprezzo, ritenendo utili i voti, ma inutili gli elettori. Al militante disprezzato si indicano prospettive in cui non si crede minimamente e che al momento giusto vengono disattese, comportandosi anzi all’opposto. Se altrove l’inganno elettorale è un mezzo cinico per sgraffignare qualche quota di potere, nel caso italiano si è dimostrato un raggiro con inevitabili catastrofici effetti. Nel voltafaccia di Monti era in qualche modo incorporata la sconfitta, mentre <strong>la giravolta piddina nasconde tragicamente il germe dell’autodistruzione</strong>. Non finiremo d’interrogarci sulla sequenza di fatti che hanno portato al tradimento della volontà di più di 8 milioni di elettori democratici, i cui voti sono diventati carta straccia sotto i piedi del Caimano. Continueremo a chiederci (con molti sospetti) se dietro l’affondamento di Marini e di Prodi nella corsa al Quirinale ci fosse il ferreo proposito di ricandidare il Napolitano, che infatti si è fatto convincere subito. Ma è un fatto incontestabile che, in poche ore e tra gli applausi, il presidente bis abbia costretto il Pd a tagliarsi le vene per rifornire di sangue fresco un governo che, probabilmente, servirà da <strong>piattaforma elettorale per il Cavaliere</strong>. Il quale, sondaggi alla mano, punta (nel prossimo autunno o a più tardi nella primavera del 2014) a una nuova clamorosa vittoria che potrebbe spianargli la strada verso il Quirinale con tutti i benefici del caso (il Caimano che presiede il Csm: neanche nel film di Moretti si arrivava a tanto).</p><p>- <strong>La nuova Dc</strong>. Se alla fine l’unico risultato ottenuto fosse la propria frantumazione e il trionfo dell’ex nemico, ci sarebbe seriamente da dubitare delle facoltà mentali del gruppo dirigente (?) di largo del Nazareno. Ma forse c’è un disegno più complesso e ambizioso che, con la regia di re Giorgio (da sempre esegeta della mediazione e del compromesso), persegue la ristrutturazione del quadro politico nazionale: la formazione di un nuovo centro attraverso la saldatura dei moderati del Pdl con i moderati Pd. Una sorta di <strong>nuova Dc del Terzo millennio</strong> con il taglio dell’ala destra (già in parte avvenuto con la nascita di Fratelli d’Italia) e dell’ala sinistra (quella in gestazione che guarda a Barca, Rodotà, Vendola, Landini, Ingroia). Con il M5S di Grillo a fare da terzo incomodo. Fantapolitica? Non proprio, visto che sull’ossessione del grande centro (benedetto, inutile dirlo, dalla Cei del cardinal Bagnasco e dalla Confindustria) si sono bruciate le vanità prima di Casini e poi di Monti. Del resto, i plotoni di ex e nuovi dc che compongono l’esecutivo dc doc Letta-Alfano, sono già il preludio della sinfonia. Adesso tocca al Pd dissolversi e, mentre la base è in tumulto, <em>il naufragar gli è dolce in questo mare</em>.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 5 maggio 2013</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/05/pd-anatomia-di-tradimento/583799/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Governo Letta, un piatto avvelenato</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/28/governo-letta-piatto-avvelenato/577416/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/28/governo-letta-piatto-avvelenato/577416/#comments</comments> <pubDate>Sun, 28 Apr 2013 12:31:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[Governo Letta]]></category> <category><![CDATA[Inciucio]]></category> <category><![CDATA[Napolitano Bis]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=577416</guid> <description><![CDATA[Chissà come devono sentirsi gli otto milioni e mezzo di elettori del Pd che lo scorso febbraio avevano pensato di votare contro Berlusconi e che ora si ritrovano al governo proprio con il Pdl di Berlusconi. Un tradimento politico che non ha precedenti nella storia repubblicana, sancito solennemente dal presidente Giorgio Napolitano, vero, unico, grande...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Chissà come devono sentirsi gli otto milioni e mezzo di elettori del <strong>Pd</strong> che lo scorso febbraio avevano pensato di votare contro Berlusconi e che ora si ritrovano al governo proprio con il Pdl di Berlusconi.</p><p>Un <strong>tradimento</strong> politico che non ha precedenti nella storia repubblicana, sancito solennemente dal presidente <strong>Giorgio Napolitano</strong>, vero, unico, grande regista dell’operazione quando stringendo a sé come un figlioccio che deve fare il bravo il premier Enrico Letta ha detto e ribadito che questo è un <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/27/nuovo-governo-napolitano-esecutivo-politico-nato-da-intesa-politica/576792/" target="_blank">“<strong>governo politico</strong>” sancito da “un’intesa politica”</a>. Che poi questo ibrido mostruoso degno del dottor Frankenstein sia ingentilito da un qualche nome di prestigio in più (Emma Bonino, Fabrizio Saccomanni) e da qualche impresentabile in meno è la conferma dell’<strong>imbroglio</strong>.</p><p>L’assenza dei pezzi da novanta, da Brunetta a Schifani, da Monti a D’Alema non è una buona notizia per il nipote di <strong>Gianni Letta</strong> (zio molto presente nelle trattative) perché non offre sufficiente riparo politico al governo politico che, in men che non si dica, potrebbe trovarsi ridotto a rango di governo balneare. Molto dipende da Berlusconi che ha già piazzato il fido Alfano su due poltrone (vicepremier e ministro degli Interni) tanto perché si sappia che comanda davvero. E anche se la Giustizia è toccata al “tecnico” <strong>Cancellieri</strong>, al Caimano giustamente preoccupato per l’esito dei suoi numerosi processi non mancheranno gli interventi da larghe, anzi larghissime intese di Csm, Cassazione e Consulta. Ancora una volta, l’uomo di Arcore “a un passo da piazzale Loreto” (Giuliano Ferrara), grazie al suicidio del Pd e agli errori di <strong>Grillo</strong> (non votare Prodi) può giocarsi due carte pesanti. Sfruttare il più a lungo possibile la svolta di Napolitano e approfittare fino all’osso di un governo di cui è azionista di riferimento. Oppure condurre fino in fondo la battaglia per l’abolizione dell’Imu: formidabile calamita di voti nel caso decidesse di staccare la spina e di prendersi tutto il piatto con le elezioni anticipate già nel prossimo autunno.</p><p>Lo stesso non si può dire dei Democratici, costretti a cantare viva Napolitano e a portare la croce. Il governo Letta è una vera e propria bomba a orologeria per un partito in dissoluzione, con la base in rivolta e che in Parlamento sarà costretto a cogestire i problemi personali dell’ex nemico. Una delegazione di basso profilo completa la tragedia. Il resto, il rinnovamento generazionale, la bella storia di <strong>Josefa Idem</strong> campione di governo e la novità di un ministro dell’Integrazione di colore, <strong>Cécile Kyenge</strong> servono solo ad addolcire un piatto avvelenato.</p><p><em>il Fatto Quotidiano 28 Aprile 2013</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/28/governo-letta-piatto-avvelenato/577416/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Inciucio. Diciamo no e non saremo soli</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/23/inciucio-diciamo-no-e-non-saremo-soli/572860/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/23/inciucio-diciamo-no-e-non-saremo-soli/572860/#comments</comments> <pubDate>Tue, 23 Apr 2013 10:49:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[Inciucio]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Stefano Rodotà]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=572860</guid> <description><![CDATA[  Nel film Sogni d&#8217;oro, Nanni Moretti dice a una platea di spettatori: “siete un pubblico di merda”, al che tutta la sala si alza in piedi gridando entusiasticamente: “pubblico di merda, pubblico di merda”. Una scena che ne ricorda un&#8217;altra, quella vista ieri a Montecitorio con Napolitano bis che mazzolava a tutto spiano parlamento...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/whY3lj7KjWg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div><br /> </div><div>Nel film<em> Sogni d&#8217;oro</em>, Nanni Moretti dice a una platea di spettatori: “siete un pubblico di merda”, al che tutta la sala si alza in piedi gridando entusiasticamente: “pubblico di merda, pubblico di merda”. Una scena che ne ricorda un&#8217;altra, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/22/napolitano-giorno-del-giuramento/571843/" target="_blank">quella vista ieri a Montecitorio con Napolitano bis che mazzolava a tutto spiano</a> parlamento e partiti con accuse di inettitudine e corruzione mentre dall&#8217;emiciclo si levavano (con la sola eccezione di M5S) festosi e prolungati applausi. Tutto come previsto. Giù in basso, adorante e con lunga coda di paglia<strong> la peggiore classe politica del globo</strong>, incapace perfino di eleggere un nuovo capo dello Stato. Lassù (dopo aver detto no infinite volte alla rielezione), l’anziano capo dello Stato che sfodera il suo diktat, così riassumibile: o si fa il governo delle grandi intese con Berlusconi o si va a nuove elezioni, ma in questo caso io mi dimetto subito e vi lascio in un mare di guai.<br /> </div><div>Napolitano ha avuto anche parole di apprezzamento per la scelta che ha portato il <strong>movimento di Grillo</strong> nelle istituzioni parlamentari. Ma il successivo monito sul ricorso alla piazza non è piaciuto affatto ai 5Stelle che ora parlano di un presidente “non più arbitro”. Non sorprende invece <strong>l&#8217;euforia di Berlusconi</strong>che si vede servire su un piatto d&#8217;oro un governo su misura, con ministri di sua proprietà e un programma già incardinato dai famosi saggi intorno alla riforma della giustizia modello Arcore, a cominciare ovviamente dal bavaglio sulle intercettazioni. Ben al coperto dietro Napolitano, il Caimano potrà contare sulla assoluta benevolenza di quasi tutta l&#8217;informazione che difficilmente oserà criticare gli atti del nuovo governo che il monarca del Colle ha già solennemente battezzato di “salvezza nazionale”, come se fossimo in guerra.</p><p><strong>In questo un po’ sconcio coro di alleluja noi, inutile dirlo, non ci saremo</strong>. Troviamo indecente che i dirigenti Pd abbiano accettato al Quirinale il presidente dell’inciucio con la destra piuttosto che far convergere i voti su <strong>Rodotà</strong>, la personalità giusta per aprire la strada a una maggioranza del vero cambiamento che M5S non avrebbe potuto rifiutare. Troviamo insopportabile che sempre grazie a Napolitano venga steso un tappeto rosso ai piedi dell’uomo del bunga bunga che ha sputtanato l’Italia nel mondo portandola quasi al fallimento. No, non ci sentiamo soli perché contro la restaurazione della politica più marcia c’è una ripulsa che <strong>si allarga a macchia d’olio</strong> e che già mobilita la base del Partito democratico e dei sindacati non gialli.</p><p>Pensiamo che oggi più soli e più isolati dal mondo reale dovrebbero sentirsi piuttosto i pretoriani dell’informazione, sentinelle dell’eterna casta. Affidandosi con i loro padroni a un signore di 88 anni a cui tremava la voce per l’enorme responsabilità che si è preso.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano,  23 aprile 2013</em></p></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/23/inciucio-diciamo-no-e-non-saremo-soli/572860/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Napolitano, era tutto studiato</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/21/napolitano-era-tutto-studiato/570837/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/21/napolitano-era-tutto-studiato/570837/#comments</comments> <pubDate>Sun, 21 Apr 2013 12:47:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Elezione Presidente della Repubblica]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[Governo di Larghe Intese]]></category> <category><![CDATA[Inciucio]]></category> <category><![CDATA[Napolitano Bis]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=570837</guid> <description><![CDATA[C’è un filo rosso che porta allo sconcertante bis di Giorgio Napolitano, parte da lontano e si chiama governo delle larghe intese con Berlusconi. È una lampante verità che sul Colle delle bugie e dei nastri cancellati nessuno può negare, scolpita sui moniti che d’ora in poi saranno legge. Quel filo del Quirinale, nel dicembre...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div>C’è un filo rosso che porta allo sconcertante <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/20/presidente-della-repubblica-elezione-in-diretta-napolitano-rieletto/569667/" target="_blank">bis di Giorgio Napolitano</a>, parte da lontano e si chiama <strong>governo delle larghe intese con Berlusconi</strong>. È una lampante verità che sul Colle delle bugie e dei nastri cancellati nessuno può negare, scolpita sui moniti che d’ora in poi saranno legge. Quel filo del Quirinale, nel dicembre 2011 dopo la disastrosa caduta del governo B., impedisce le <strong>elezioni anticipate</strong>. Come mai? Forse era chiaro che, con il crollo annunciato della destra, il Pd vincitore avrebbe potuto imporre senza problemi il proprio capo dello Stato?<br /> </div><div>E perché quando, nel dicembre scorso, Monti si dimette, non viene rispedito alle Camere per verificare la fiducia? Forse perché il <em>timing</em>, perfetto, consentiva alla presidenza di gestire non solo le elezioni,ma anche il dopo? Il pareggio auspicato e raggiunto, il mezzo incarico a <strong>Bersani</strong>, lo stop a M5S che chiede un premier fuori dai partiti, la melina dei “saggi”. Tutto per arrivare paralizzati all’elezione del Presidente e quindi all’inevitabile rielezione?</div><div><strong><br />Forse il piano non era così diabolico</strong>, forse l’encefalogramma piatto dei partiti ha permesso a Napolitano di orchestrare la crisi come meglio voleva. Ma è difficile credere che, dopo aver respinto fino alla noia ogni offerta per restare, il navigato politico abbia ceduto in un paio d’ore alle suppliche di alcuni presunti leader alla canna del gas. Si è fatto rieleggere,vogliamo credere, non per sete di potere (a 88 anni!), ma per <strong>governare l’inciucio</strong> che nella sua testa è l’unico strumento per controllare un Paese allo sfascio. E per tenere lontano quell’eversore di <strong>Grillo</strong> che crede addirittura nella democrazia dei cittadini. Non s’illuda, però: davanti ai problemi giganteschi degli italiani (e alle piazze in fermento), questa <strong>monarchia decrepita e grottesca</strong> è solo uno scudo di paglia. D’ora in poi questi politici inetti e disperati il conto lo faranno pagare a lui.</div><div><em><br />Il Fatto Quotidiano, 21 aprile 2013</em></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/21/napolitano-era-tutto-studiato/570837/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Pd, suicidio collettivo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/20/pd-suicidio-collettivo/569706/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/20/pd-suicidio-collettivo/569706/#comments</comments> <pubDate>Sat, 20 Apr 2013 09:16:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category> <category><![CDATA[Elezione Presidente della Repubblica]]></category> <category><![CDATA[Elezioni]]></category> <category><![CDATA[Franco Marini]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[Pier Luigi Bersani]]></category> <category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category> <category><![CDATA[Romano Prodi]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=569706</guid> <description><![CDATA[L’unico consiglio che ci sentiamo di dare al Pd (o forse all’ex Pd) è quello di evitare con tutti i mezzi e in tutti i modi nuove elezioni, barricandosi magari tra le macerie di largo del Nazareno, poiché a questo punto per Berlusconi e per Grillo sarebbe un gioco da ragazzi spartirsi le spoglie di un...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L’unico consiglio che ci sentiamo di dare al <strong>Pd</strong> (o forse all’<strong>ex Pd</strong>) è quello di evitare con tutti i mezzi e in tutti i modi <strong>nuove elezioni</strong>, barricandosi magari tra le <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/19/bersani-si-e-dimesso-pd-nel-caos-prodi-ritirato-dalla-corsa-al-colle/569250/" target="_blank">macerie di largo del Nazareno</a>, poiché a questo punto per <strong>Berlusconi</strong> e per <strong>Grillo</strong> sarebbe un gioco da ragazzi spartirsi le spoglie di un partito tenacemente proiettato verso un suicidio politico collettivo.</p><p>Con l’imperdonabile colpa di aver coinvolto nella propria autodissoluzione la passione e le speranze di milioni di <strong>elettori</strong> e <strong>militanti</strong> che da giorni assistono sgomenti a quella specie di vendetta tribale che è diventata l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Un “tutti contro tutti” dove killer e vittime si scambiano di ruolo a giorni alterni con il risultato condiviso di sputtanarsi (e sputtanarci ) davanti al mondo intero. Dopo aver affondato l’anziano e incolpevole <strong>Franco Marini</strong>, hanno coinvolto in una situazione umiliante che certo non meritava un altro <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/04/19/presidente-della-repubblica-prodi-si-ferma-a-395-ed-pdl-festeggia/229188/" target="_blank">padre fondatore, Romano Prodi</a>, ormai da anni lontano dal maleodorante cortile italiano, mandato a schiantarsi mentre operava nel Mali come inviato speciale dell&#8217;Onu. Non serve a nulla adesso domandarsi chi abbia armato <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/19/presidente-repubblica-prodi-fermo-a-395-voti-si-ritira-i-gruppi-cercano-nuovi-nomi/568073/" target="_blank">la mano dei <strong>101 cecchini irresponsabili</strong></a>: se il disinvolto Renzi, se l’astuto D’Alema, se gli obliqui margheriti o se addirittura il pugile suonato Bersani. Forse neppure loro sanno quello che fanno.</p><p>Dio acceca chi vuole perdere.</p><p><em>il Fatto Quotidiano, 20 Aprile 2013</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/20/pd-suicidio-collettivo/569706/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Tutti contro il M5S: lei è onesto, come si permette?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/10/lei-e-onesto-come-si-permette/558100/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/10/lei-e-onesto-come-si-permette/558100/#comments</comments> <pubDate>Wed, 10 Apr 2013 13:00:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Adolescenza]]></category> <category><![CDATA[Democristiani]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=558100</guid> <description><![CDATA[Ieri le aperture di quasi tutti i giornali italiani erano dedicate al presidente Napolitano che accusava i “fanatici della moralizzazione”. Monito assai curioso perché sarebbe come prendersela con i fanatici dell&#8217;acqua potabile o dei limiti di velocità. Poiché, secondo il Devoto-Oli, moralizzare significa “ricondurre all&#8217;osservanza dei criteri prescritti dalla onestà e dalla rettitudine”, viene il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div>Ieri le aperture di quasi tutti i giornali italiani erano dedicate al<strong> presidente Napolitano</strong> che accusava i “fanatici della moralizzazione”. Monito assai curioso perché sarebbe come prendersela con i fanatici dell&#8217;acqua potabile o dei limiti di velocità. Poiché, secondo il Devoto-Oli, moralizzare significa “ricondurre all&#8217;osservanza dei criteri prescritti dalla onestà e dalla rettitudine”, viene il dubbio che<strong> onestà e rettitudine</strong> stiano diventando parole pericolose o comunque da non sbandierare troppo per non disturbare la quiete dei disonesti. Neanche a dirlo, il capo dello Stato <strong>ce l&#8217;aveva con quelli del M5S</strong> che sere fa in una bella puntata di <em>Otto e mezzo</em> erano anche il bersaglio dello psicanalista <strong>Massimo Recalcati</strong>, che sul tema si era già espresso su <em>Repubblica</em>. In una dotta lezione su come si sta al mondo, il movimento di Grillo veniva descritto come generatore di critiche sterili in quanto “dominato da quel fantasma di purezza che accompagna tutti i rivoluzionari più fondamentalisti”: fantasma, secondo lo studioso, presente al centro della vita psicologica degli <strong>adolescenti</strong>.</div><p>Insomma, “proclamando la sua diversità assoluta e continuando a stare fuori dal sistema, fuori dai circoli mediatici, fuori da ogni gestione partitocratica del potere”, il grillismo non potrà mai generare il cambiamento promesso. <strong>Un invito a diventare presto come gli altri</strong>, nominando i propri saggi, trattando posti di governo e di sottogoverno e magari facendosi vedere spesso a<em> Ballarò</em>. Colpisce la fretta con cui si chiede la mutazione dei troppo puri per liberarli dalle ubbie adolescenziali. Sono a Roma da appena un mese e già questi giovanotti, che girano con lo zainetto sulle spalle e <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/09/senato-zanda-conferenza-dei-capigruppo-commissioni-solo-dopo-governo/556569/" target="_blank">pretendono che gli eletti in Parlamento lavorino</a> invece di stravaccarsi in attesa del nulla, cominciano a stare sulle palle ai cultori della realpolitik.</p><p>Quasi vent&#8217;anni fa, in un magistrale “Elogio funebre della Dc”, <strong>Pietro Citati</strong> descrisse la tecnica dei democristiani di fronte al nemico. Farlo spossare e sfinire, “e allora essi lo avvolgevano, lo penetravano, lo trasformavano a poco a poco in se stessi, con quell&#8217;arte dell&#8217;assimilazione nel quale erano maestri”. Perciò, professor Recalcati, non disperi. Quegli strani cittadini animati dal “fantasma della purezza” prima o poi saranno penetrati e assimilati. Basta trovargli dei tutor all’altezza. Per esempio, un ciclo di lezioni sulla “gestione partitocratica del potere” a cura dell&#8217;onorevole Giggino &#8216;a Purpetta, con dispense dell&#8217;ex sottosegretario emerito <strong>Nick Cosentino</strong>. E così, con buona pace del Quirinale, avremo sconfitto anche questi pericolosi fanatici dell&#8217;onestà..</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 10 aprile 2013</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/10/lei-e-onesto-come-si-permette/558100/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Governo, l&#8217;inciucio è già tra noi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/07/linciucio-e-gia-tra-noi/554412/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/07/linciucio-e-gia-tra-noi/554412/#comments</comments> <pubDate>Sun, 07 Apr 2013 12:42:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[Governo di Larghe Intese]]></category> <category><![CDATA[Inciucio]]></category> <category><![CDATA[Nuovo Governo]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[PDL]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=554412</guid> <description><![CDATA[Forse è poco saggio Valerio Onida quando nella telefonata “rubata” considera inutili i saggi, ma non valuta che mentre essi prendono (e perdono) tempo, il tempo modifica le cose. Per esempio, il Pd di Bersani che proclamava “con Grillo o muerte”, nel frattempo si è sdoppiato nel Pd di Renzi e dei tanti che si...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div>Forse è poco saggio <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/04/04/saggi-onida-alla-finta-hack-su-radio24-sono-inutili-presto-si-torna-a-votare/227126/" target="_blank">Valerio Onida quando nella telefonata “rubata” considera inutili i saggi</a>, ma non valuta che mentre essi prendono (e perdono) tempo, <strong>il tempo modifica le cose</strong>. Per esempio, il Pd di Bersani che proclamava “con Grillo o muerte”, nel frattempo si è<strong> sdoppiato nel Pd di Renzi</strong> e dei tanti che si aggregano convinti che<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/07/dialogo-e-confronto-marcia-scomposta-del-pd-verso-berlusconi/554197/" target="_blank"> l’accordo col Pdl sia preferibile a nuove elezioni</a>, visti i sondaggi. O forse no, si tratta della stessa minestra che ciascuno vorrebbe essere lui a servire in tavola.</div><div>Cosicché tra qualche settimana il successore di Napolitano potrebbe trovarsi sulla scrivania le larghe intese di Napolitano <strong>già cucinate a puntino</strong> poiché, dice l’Ecclesiaste, ogni cosa ha il suo momento. Prossimamente trattativa di Bersani con Berlusconi, dunque, ma per fare cosa? Dice Franceschini: “Esecutivo di transizione che dia ossigeno e faccia le riforme”. Parole vuote che nascondono una gigantesca spartizione di potere tra le due principali coalizioni, escludendo il M5S e lasciando le briciole a Monti. La partita grossa naturalmente è il Quirinale. <strong>Pd e Pdl</strong> devono concordare un simil Napolitano che garantisca entrambi per sette anni.</div><p>L’identikit dell’ex segretario Pd è solare: “persona con esperienza politica e parlamentare, niente operazioni d’immagine che piacciano ai blog e alla Rete”.</p><p>Secondo: ci sono almeno<strong> quindici poltrone di Stato</strong> da rinnovare al più presto. Alcune pesantissime: da Cassa Depositi a Finmeccanica, senza contare l’Eni dove i guai giudiziari di Scaroni potrebbero anticipare un avvicendamento al vertice.</p><p>Terzo: l’esercito del sottogoverno da sistemare. La campagna elettorale è fatta soprattutto di promesse da mantenere, altrimenti la prossima volta quelli i voti non li portano più. Ecco, le elezioni anticipate a cui tutti si preparano con le promesse di moda. Tanto che perfino B. propone <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/06/berlusconi-ecco-otto-proposte-via-al-finanziamento-pubblico/553889/" target="_blank">l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti</a> lasciando da solo Bersani a difendere i soldi della casta.</p><p>Si vota forse già in autunno o nella primavera 2014, insieme alle Europee. In questo schema il nuovo<strong> governo o governicchio</strong> sembra l’ultima delle priorità. Per il tempo che deve durare e per ciò che deve servire, può anche sopravvivere<strong> l’esecutivo Monti</strong>. L’Europa gradisce, come dimostra il via libera al decreto sulle somme dovute dallo Stato alle imprese. Dice Grillo: con l’inciucio la gente scenderà in piazza con i bastoni. Le urla ai funerali di Civitanova dicono qual è il clima. Ma c’è chi fa finta di non sentire.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 7 Aprile 2013</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/07/linciucio-e-gia-tra-noi/554412/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La vendetta di Kim il Giorgio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/02/vendetta-di-kim-giorgio/549033/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/02/vendetta-di-kim-giorgio/549033/#comments</comments> <pubDate>Tue, 02 Apr 2013 12:12:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category> <category><![CDATA[Enrico Letta]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[Governo Bersani]]></category> <category><![CDATA[I 10 saggi]]></category> <category><![CDATA[Inciucio]]></category> <category><![CDATA[Nuovo Governo]]></category> <category><![CDATA[Pasquale Cascella]]></category> <category><![CDATA[Pier Luigi Bersani]]></category> <category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category> <category><![CDATA[Quirinale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=549033</guid> <description><![CDATA[Nel maggio del 2006 l’Unità decise di celebrare l’ascesa di Giorgio Napolitano al Quirinale con il titolo &#8220;Buongiorno Presidente&#8221;, che a me parve molto bello e augurale, anche perché all&#8217;epoca ero io a dirigere il giornale. Col senno di poi, forse avrei dovuto moderare l’entusiasmo. Del resto, poche settimane prima, nella notte dei famosi ventiquattromila...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nel maggio del 2006 <em>l’Unità</em> decise di celebrare l’ascesa di <strong>Giorgio Napolitano</strong> al Quirinale con il titolo &#8220;<em>Buongiorno Presidente&#8221;</em>, che a me parve molto bello e augurale, anche perché all&#8217;epoca ero io a dirigere il giornale. Col senno di poi, forse avrei dovuto moderare l’entusiasmo. Del resto, poche settimane prima, nella notte dei famosi ventiquattromila voti di scarto fra l’Unione di <strong>Prodi</strong> e la destra, ne avevo combinata un’altra, sparando a tutta prima pagina: “<em>Berlusconi Addio</em>”, e si è visto poi come è finita.</p><p>Anche se altri titoli mi sono riusciti meglio, a quel ricordo giornalistico di sette anni fa è legato un episodio che, seppur minimo, aiuta a decifrare il personaggio <strong>Napolitano</strong> alla luce anche dei suoi ultimi atti di imperio che qualcuno paragona a un golpe bianco. Dunque, con i colleghi dell’Unità decidemmo di stampare quella pagina augurale su una lastra di zinco debitamente incorniciata a imperituro ricordo e di apporvi gli autografi di tutti i giornalisti e lavoratori del quotidiano fondato da Antonio Gramsci e di cui l’autorevole dirigente comunista era stato una firma apprezzata. Poi, presi dall&#8217;entusiasmo, chiedemmo al portavoce <strong>Pasquale Cascella</strong> di poter consegnare direttamente nelle mani del nuovo capo dello Stato il prezioso oggetto. Cortese, Cascella mi assicurò che si sarebbe fatto latore della richiesta.</p><p>Non ne sapemmo più nulla, ma non certo per responsabilità di Cascella. Qualche tempo dopo, nel congedarmi dall’Unità, feci recapitare lo sfortunato omaggio al Quirinale, dove penso giaccia ancora in qualche augusto ripostiglio. Tracce di Napolitano, prima dell’imprevista ascesa al Colle, ne avevo avute quando, sempre tramite Cascella, allora notista politico dell’Unità, egli mi recapitava suoi densi saggi di non facile lettura sui problemi dell’<strong>Europa</strong>, che io provvedevo a mettere in pagina per rispetto al grande leader di partito destinato all&#8217;oblio, com&#8217;era opinione comune.</p><p>Ecco, penso che lo straordinario sussiego con cui Napolitano ha interpretato il suo settennato sia anche frutto di quella marginalità a cui era stato condannato da personaggi che probabilmente considerava (e considera) dei nanerottoli, politicamente parlando e sui quali, successivamente, si è preso una lunga e gelida rivincita. Penso che non abbia tutti i torti, perché pur con le numerose colpe che il Fatto non ha mai smesso di rimproverargli, <strong>Napolitano</strong> appare come un gigante del pensiero, soprattutto se paragonato ai suoi ex compagni di partito.</p><p>A ben guardare, infatti, anche il mezzo incarico conferito a <strong>Pier Luigi Bersani</strong> appare come l’ultimo sgarbo nella lunga storia di sgarbi e di ruggini che ha diviso la sinistra italiana. Ma proprio come in molte storie di sinistra, questo rancore viene dissimulato dietro tonnellate di osanna e salamelecchi. Un culto della personalità che non ha paragoni nelle democrazie occidentali. Per esempio, l’ossessiva e piagnucolosa insistenza con la quale si chiede a Re Giorgio di restare sul Colle per un altro mandato fa venire in mente l’ode dedicata al dittatore nordcoreano <strong>Kim Jong-Il</strong>, erede di Kim Il-sung i cui versi cantano: “Non possiamo vivere senza di te / il nostro Paese non può esistere senza di te”. È incredibile, i politici italiani non sanno vivere senza Napolitano e, più lui si ritrae apparentemente infastidito, più essi si stracciano le vesti: resta con noi! Ma allora come si spiega questa adorazione con le ruggini di cui sopra? È semplice. In tutti questi anni Napolitano ha fatto da scudo a una classe politica tra le più screditate e impopolari.</p><p>È stato a causa di questa gigantesca coda di paglia che abbiamo dovuto sorbirci cori di giubilo e peana ogni volta che dal <strong>Quirinale</strong> giungevano tra tuoni e saette, i famosi moniti: lodi a cui invariabilmente seguivano gli identici comportamenti così inutilmente monitati. L’estasi è giunta al punto che nell&#8217;ultima consultazione abbiamo ascoltato il vicesegretario Pd <strong>Enrico Letta</strong>, esclamare (senza ridere) una frase del tipo: ci affidiamo completamente a Lei, Presidente, con lo stesso trasporto di Papa Francesco quando si rivolge all&#8217;Altissimo.</p><p>Tanta devozione non è però servita a impedire la suprema beffa dei <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/02/al-quirinale-parte-lavoro-dei-dieci-saggi/548851/" target="_blank">cosiddetti <strong>Saggi</strong></a> che, con la stravagante non soluzione della crisi di governo, ha condannato il povero Bersani in un ridicolo limbo, visto che l’incarico Napolitano non glielo ha dato, ma neppure glielo ha tolto. Difficile che questa volta lo smacchiatore di giaguari la mandi giù: infatti tra i Democratici i mugugni si sprecano. È vero che anche <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/02/lautodifesa-di-napolitano-mancano-donne-tra-saggi-si-sfiora-ridicolo/548682/" target="_blank"><strong>Berlusconi</strong> e <strong>Grillo</strong> alzano la voce contro le commissioni che servono solo a prendere (e a perdere) tempo</a>. Ma l’inquilino del Colle sembra intenzionato a non mollare “fino all&#8217;ultimo giorno”, poiché sembra assodato che fino all&#8217;ultimo giorno di Napolitano non ci sarà un governo Bersani. A meno che Bersani non mandi giù il disgustoso intruglio di un patto Pd-Pdl. A sinistra la vendetta è un piatto che va servito freddo, molto freddo.</p><p><em>il Fatto Quotidiano, 2 Aprile 2013</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/02/vendetta-di-kim-giorgio/549033/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>A conclusione delle consultazioni: la supercazzola</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/31/a-conclusione-delle-consultazioni-supercazzola/548005/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/31/a-conclusione-delle-consultazioni-supercazzola/548005/#comments</comments> <pubDate>Sun, 31 Mar 2013 14:39:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[Inciucio]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=548005</guid> <description><![CDATA[Nella repubblica specialista in tavoli, tavolini, comitati e commissioni perditempo era inevitabile che, a conclusione del più inutile giro di consultazioni che si ricordi, il capo dello Stato invece dell’incarico di governo abbia deciso di creare due bei gruppi di lavoro e di assegnare dieci incarichi ad altrettanti supposti esperti. Essi dovrebbero partorire, in un paio...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div>Nella repubblica specialista in tavoli, tavolini, comitati e commissioni perditempo era inevitabile che, <strong>a conclusione del più inutile giro di consultazioni che si ricordi</strong>, il capo dello Stato invece dell’incarico di governo abbia deciso di creare <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/30/napolitano-sceglie-dieci-saggi-per-riformare-paese-ma-vince-vecchia-politica/547569/" target="_blank">due bei gruppi di lavoro e di assegnare dieci incarichi ad altrettanti supposti esperti</a>. Essi dovrebbero partorire, in un paio di settimane, quelle presunte riforme economiche e istituzionali con cui da un ventennio la peggiore classe politica dell’orbe terracqueo prende in giro gli italiani.</div><p>Intendiamoci, <strong>Giorgio Napolitano</strong> va capito: giunto all’epilogo del settennato, si ritrova a gestire una crisi politica ingestibile cosicché, stufo di perdere tempo con partiti che già pensano alle prossime elezioni e usano i microfoni del Quirinale per farsi propaganda, ha pensato di mollare la patata bollente al suo successore. C’era solo il problema di arrivare al 15 maggio. Prima ha fatto sapere che se ne sarebbe potuto andare in anticipo: niente di scandaloso trattandosi di poche settimane, ma abbastanza per gettare nel panico bipartisan quei politici che senza più la copertura di Re Giorgio, per circolare dovrebbero munirsi di giubbotto antiproiettile. Ed ecco i dieci “saggi”, parola che induce al sorriso, trattandosi (salvo un paio di nomi) perlopiù di <strong>vecchie cariatidi o di politicanti in disarmo</strong>. Spartiti secondo il più rigoroso manuale Cencelli, sembrano fatti apposta per preparare il terreno all’inciucione Pd-Pdl, che l’attuale inquilino del Colle considera come una sorta di premio alla carriera.</p><p>Subito da tutte le televisioni si sono levate <strong>grida di giubilo</strong> da parte di giornalisti convocati all’uopo: uno ha detto addirittura che quella di Napolitano era “una mossa da fuoriclasse”. Negli osanna si sono naturalmente distinti i leader di cui sopra: adesso, mentre i saggi saggiano, potranno dedicarsi serenamente alla campagna elettorale. <strong>Crisi e disoccupazione possono attendere</strong>. Una frase di circostanza giunta dal M5S ha fatto andare in un brodo di giuggiole qualche novello esperto: un caso psichiatrico, direbbe Grillo, visto che il movimento ha come scopo dichiarato la distruzione completa dell’attuale sistema dei partiti. Dopo la pausa pasquale vedremo come la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Supercazzola" target="_blank">supercazzola</a> sarà accolta dai mercati, mentre già in Europa si stenta a credere che con i suoi giganteschi problemi l’Italia continui ad affidarsi al governo Monti, <strong>sfiduciato in tutti i sensi</strong>. Attenzione, gli italiani sono pazienti, ma se si arrabbiano sono guai.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 31 marzo 2013</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/31/a-conclusione-delle-consultazioni-supercazzola/548005/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Governo, a fari spenti nella notte</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/28/governo-a-fari-spenti-nella-notte/545365/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/28/governo-a-fari-spenti-nella-notte/545365/#comments</comments> <pubDate>Thu, 28 Mar 2013 15:40:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category> <category><![CDATA[Consultazioni]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[Pier Luigi Bersani]]></category> <category><![CDATA[Quirinale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=545365</guid> <description><![CDATA[Dispiace dirlo, ma l’Italia appare ogni giorno di più come una nave alla deriva senza pilota, senza timone e senza rotta che imbarca vistosamente acqua, come dimostrano tutti gli indicatori economici sempre più giù, a eccezione dello spread che torna a salire. Vi faremo grazia di tutte le indiscrezioni che ipotizzano questo o quel governicchio...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dispiace dirlo, ma l’Italia appare ogni giorno di più come una nave alla deriva <strong>senza pilota, senza timone e senza rotta</strong> che imbarca vistosamente acqua, come dimostrano tutti gli indicatori economici sempre più giù, a eccezione dello spread che torna a salire. Vi faremo grazia di tutte le indiscrezioni che ipotizzano questo o quel governicchio appeso ai capricci di partiti e partitini che, per garantire uno straccio di fiducia, dovrebbero entrare e uscire dall’aula del Senato,<strong> come in certe pochade </strong>gli amanti clandestini entrano ed escono dagli armadi.</p><p>La verità è che nessuno ha la più pallida idea di come uscire dall’incommensurabile casino in cui ci hanno gettato l’imperizia e l’irresponsabilità di troppi presunti leader, per non parlare dei guru che scommettono sull’apocalisse. Gli insulti di Beppe Grillo sono diventati insopportabili anche per i tanti che avevano votato M5S sperando di dare un<strong> governo del cambiamento</strong> al Paese e si ritrovano davanti un muro di ostilità verso tutto e tutti. Gli va però dato atto che lo aveva detto già un’ora dopo il voto e ripetuto fino allo sfinimento, che mai e poi mai il movimento avrebbe appoggiato governi politici di qualsivoglia colore o camuffamento.</p><p>E allora appare incomprensibile e perfino ottusa<strong> l’ostinazione di Bersani</strong> nel proporre alleanze impossibili che l’ex comico si diverte a stracciare con le ingiurie più sanguinose. A meno che non sia tutta una messinscena per dimostrare quanto i grillini siano inaffidabili in una campagna elettorale che non finisce mai. Voto anticipato (già a ottobre?) su cui, con il consueto cinismo, gioca le sue carte anche Berlusconi, convinto che gli italiani, di fronte alla inettitudine della sinistra e alle mattane grillesche, lo riporteranno sulle spalle a Palazzo Chigi.</p><p><strong>L’ultima parola spetta ora a Napolitano</strong>. Si parla di un nome a sorpresa, di un asso nella manica non sgradito a Grillo. La pochade continua, mentre la nave affonda.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 28 Marzo 2013</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/28/governo-a-fari-spenti-nella-notte/545365/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Pietro Grasso a Piazza Pulita, i veleni e citofoni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/27/pietro-grasso-a-piazzapulita-veleni-e-citofoni/544076/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/27/pietro-grasso-a-piazzapulita-veleni-e-citofoni/544076/#comments</comments> <pubDate>Wed, 27 Mar 2013 13:55:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Antimafia]]></category> <category><![CDATA[Corrado Formigli]]></category> <category><![CDATA[Marco Travaglio]]></category> <category><![CDATA[Piazzapulita]]></category> <category><![CDATA[Pietro Grasso]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=544076</guid> <description><![CDATA[A Piazza Pulita abbiamo ascoltato il presidente del Senato Grasso pronunciare la seguente frase: “La sera della trasmissione ho trovato mia moglie agitata come la trovai quando, ai tempi del maxi-processo, citofonarono da giù e le dissero: &#8220;I figli si sa quando escono, ma non si sa quando rientrano&#8221;. La trasmissione in questione è l’ormai...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>A <a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50324410" target="_blank">Piazza Pulita</a> abbiamo ascoltato <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/25/grasso-a-piazzapulita-sporcata-mia-funzione-dovevo-reagire/542149/">il presidente del Senato <strong>Grasso</strong> pronunciare la seguente frase</a>: “La sera della trasmissione ho trovato mia moglie agitata come la trovai quando, ai tempi del maxi-processo, citofonarono da giù e le dissero: &#8220;I figli si sa quando escono, ma non si sa quando rientrano&#8221;. La trasmissione in questione è l’ormai famoso<em> <a href="http://www.serviziopubblico.it/puntate/2013/03/22/news/decide_grillo.html" target="_blank">Servizio Pubblico</a></em><a href="http://www.serviziopubblico.it/puntate/2013/03/22/news/decide_grillo.html" target="_blank"> di giovedì scorso</a> e, se l’ex procuratore intendeva tracciare un’infame quanto ridicola analogia tra le minacce degli assassini mafiosi e <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/03/21/servizio-pubblico-travaglio-grasso-non-e-quel-che-sembra/225671/">le critiche legittime che gli ha rivolto <strong>Marco Travaglio</strong></a>, ci è riuscito perfettamente.</p><p>La frase, tuttavia, si presta ad alcune brevi considerazioni sullo stato mentale di certa classe politica di cui <strong>Grasso è un’eminente new entry</strong>. Prima di tutto lo sgomento che li assale ogniqualvolta il loro finissimo orecchio coglie qualche nota in dissonanza con il consueto concerto per flauti e archi che li accompagna su tutta la stampa nazionale. Chi osa esprimere un dubbio su cotanto cristalline carriere sarà certamente un manigoldo o un emissario di Cosa Nostra. Ed ecco la piagnucolosa litania infarcita di figli in pericolo e di mamme trepidanti.</p><p>L’<strong>eroe antimafia</strong> vive, si sa, un pericolo costante: “Mi crocifiggeranno, ci saranno dei video, sarà killeraggio mediatico”, nientedimeno. Ma intanto, a difesa della “nuova funzione istituzionale”, egli si porta avanti con il lavoro spargendo veleni. E se il bravissimo Formigli non ha ritenuto di interrompere l’augusto ospite per chiedergli conto e ragione dello spregevole insulto rivolto a un giornalista libero, lo faremo noi.</p><p>Si vergogni, signor presidente del Senato, e accetti un consiglio. Poiché continueremo a fare tranquillamente il nostro lavoro, la prossima volta che vorrà darci dei mafiosi, abbia il coraggio di farlo a viso aperto e non si nasconda dietro un citofono.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 27 Marzo 2013</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/27/pietro-grasso-a-piazzapulita-veleni-e-citofoni/544076/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Berlusconi e il Quirinale. Può ancora vincere lui</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/19/berlusconi-e-il-quirinale-puo-ancora-vincere-lui/535211/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/19/berlusconi-e-il-quirinale-puo-ancora-vincere-lui/535211/#comments</comments> <pubDate>Tue, 19 Mar 2013 13:30:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Elezione Presidente della Repubblica]]></category> <category><![CDATA[Processo Mediaset]]></category> <category><![CDATA[Quirinale]]></category> <category><![CDATA[Sergio De Gregorio]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=535211</guid> <description><![CDATA[Attenzione che Berlusconi non scherza. Il caimano ferito intende vendere cara la pelle. Prima che le sentenze diventino definitive (processo Mediaset: 4 anni in primo grado, in arrivo il verdetto d’appello) e che scatti l’interdizione dai pubblici uffici. Prima che i magistrati di Napoli possano eventualmente disporre il suo arresto per la compravendita dei parlamentari...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><strong>Attenzione che Berlusconi non scherza</strong>. Il caimano ferito intende vendere cara la pelle. Prima che le sentenze diventino definitive (processo Mediaset: 4 anni in primo grado, in arrivo il verdetto d’appello) e che scatti l’interdizione dai pubblici uffici. Prima che i magistrati di Napoli possano eventualmente disporre il suo arresto per la compravendita dei parlamentari (3 milioni di euro) confessata da<strong> De Gregorio</strong>, con la possibilità concreta che l’autorizzazione del Senato venga concessa da una maggioranza Pd-5Stelle. Prima che, sempre a Palazzo Madama, la Giunta per le elezioni possa dichiararlo<strong> ineleggibile</strong> perché beneficiario di una concessione statale. Come prescrive una legge troppo a lungo inapplicata grazie a inciuci di vario genere e <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/b-ineleggibile-215-mila-firme-manifestazione-francescana-a-roma-piazza-santi-apostoli-il-23-marzo-ore-17-e-in-tutte-le-piazze-ditalia-per-realizzare-la-costituzione-e-far-rispettare-la-legge-de/" target="_blank">come chiedono più di 200 mila cittadini che hanno sottoscritto l’appello di MicroMega</a>.</p><p>Davanti al rischio concreto di una sua <strong>estromissione dalle stanze dell’impunità</strong>, l’uomo di Arcore ha ordinato agli scudi umani che ha fatto eleggere, e che tutto gli devono, <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/03/11/parlamentari-pdl-dentro-palazzo-di-giustizia-fateci-passare/224294/" target="_blank">l’indegna gazzarra al Palazzo di Giustizia di Milano</a>. Adesso si gioca il tutto per tutto e <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/18/berlusconi-pronto-a-scendere-in-piazza-se-sinistra-prende-colle-battaglia-ovunque/534030/" target="_blank">minaccia di mobilitare la piazza</a> (e chissà cos’altro ancora) se tra un mese non verrà eletto al <strong>Quirinale</strong> un uomo di sua fiducia. Si permette di fare la faccia feroce perché in passato nessuno gli ha detto il fatto suo. Al massimo qualche buffetto o un monito a non farlo più. Ma lui se ne frega, ringalluzzito dall’imprevisto successo elettorale. La sua arroganza si fonda sulla certezza che non ci sarà un governo degno di questo nome e che prima o poi si tornerà alle urne. Dove conta di sbaragliare il campo contando sulle divisioni degli avversari. Purtroppo sembra che tutti lavorino per lui.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 19 marzo 2013</em> </p></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/19/berlusconi-e-il-quirinale-puo-ancora-vincere-lui/535211/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Presidenti delle Camere, la buona politica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/17/buona-politica/533350/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/17/buona-politica/533350/#comments</comments> <pubDate>Sun, 17 Mar 2013 14:29:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Camera dei deputati]]></category> <category><![CDATA[Laura Boldrini]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[Pietro Grasso]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[Senato]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=533350</guid> <description><![CDATA[Molto si dirà sulle divisioni dei senatori a cinque Stelle, sulla grida che salivano dalle stanze di Palazzo Madama dove i ‘cittadini’ siciliani si ribellavano, giustamente, all&#8217;idea di far vincere l&#8217;avvocato dei mafiosi Schifani perché costretti a non votare il magistrato antimafia Grasso. Ed è stato così che, descritti come gli automi radiocomandati da Grillo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Molto si dirà sulle divisioni dei<strong> senatori a cinque Stelle,</strong> sulla grida che salivano dalle stanze di Palazzo Madama dove i ‘cittadini’ siciliani si ribellavano, giustamente, all&#8217;idea di far vincere l&#8217;avvocato dei mafiosi Schifani perché costretti a non votare il magistrato antimafia Grasso. Ed è stato così che, descritti come <strong>gli automi radiocomandati da Grillo e Casaleggio</strong>, ieri hanno fatto di testa loro, riversando sul candidato democratico quanto bastava per farlo arrivare tranquillo alla presidenza del Senato.</p><p>Mentre qualche ora prima si erano visti i grillini di Montecitorio appollaiati sui banchi più alti, come i Montagnardi della Rivoluzione francese, spellarsi le mani per <strong>Laura Boldrini</strong>, presidente della Camera e “di chi ha perduto certezze e speranze”.</p><p>È l’effetto tsunami che scombina i vecchi giochi e costringe Bersani a<strong> smacchiare Franceschini e Finocchiaro</strong>, candidati d&#8217;apparato, perché altrimenti, come da giorni gli ripetevano i giovani turchi Orfini e Fassina, “alle prossime elezioni Grillo ci spazza via”. Poiché, bisogna dirlo, l’eterogenesi dei fini ha fatto sì che la guerra fra Pd e M5S per ammazzarsi a vicenda abbia prodotto qualcosa di nuovo che giova a entrambi, costringendo Berlusconi a osservare la sconfitta dietro un paio di lenti scure circondato dai suoi impiegati attoniti.</p><p>Ci sarà tempo per tornare a spararsi contro, ma intanto il movimento di Grillo impara che per cambiare la politica bisogna avere il coraggio di farla <strong>rischiando all’occorrenza di sporcarsi le mani.</strong> Mentre il partito di Bersani ora sa di poter giocare qualche carta in più quando la settimana prossima il candidato premier andrà al Quirinale per ottenere un incarico che Napolitano sembra riluttante a dargli. Dopo una giornata così, l’idea che sia tutta un’illusione passeggera perché presto si tornerà alle urne è davvero crudele. L’uomo con gli occhiali neri non aspetta altro.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 17 Marzo 2013</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/17/buona-politica/533350/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I marò, il voltafaccia italiano e le parole di Napolitano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/15/i-maro-il-voltafaccia-italiano-e-le-parole-di-napolitano/531498/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/15/i-maro-il-voltafaccia-italiano-e-le-parole-di-napolitano/531498/#comments</comments> <pubDate>Fri, 15 Mar 2013 13:14:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[India]]></category> <category><![CDATA[Marò]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=531498</guid> <description><![CDATA[Come si sono permessi di gettare alle ortiche la parola d’onore dell’Italia e degli italiani? Con quale diritto? E a quale prezzo visto che oltre agli incalcolabili danni sulla nostra immagine internazionale già malconcia di suo adesso ci va di mezzo l’ambasciatore italiano a New Delhi che risulta praticamente sequestrato dalle autorità indiane? C’erano tanti...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div>Come si sono permessi di gettare alle ortiche la parola d’onore dell’Italia e degli italiani? Con quale diritto? E a quale prezzo visto che oltre agli incalcolabili danni sulla nostra immagine internazionale già malconcia di suo adesso ci va di mezzo l’ambasciatore italiano a New Delhi che risulta praticamente sequestrato dalle autorità indiane? C’erano tanti modi per affrontare la controversia sui due marò accusati dell’assassinio di due pescatori del Kerala: il governo Monti<strong> ha scelto la strada peggiore e quella più disonorevole</strong>. Che comincia alla vigilia del Natale 2012 quando il governo indiano concede a Girone e Latorre una licenza di due settimane per trascorrere le feste in famiglia. Come garanzia per il ritorno dei militari, il governo italiano offre <strong>800 mila euro di cauzione</strong>, più l’impegno esplicito dell’ambasciatore d’Italia e dello stesso ministro degli Esteri Terzi, più una dichiarazione d’onore dei marò, ci mancherebbe altro. Ma l’atto più solenne viene dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che dichiara: “Rispetteremo gli impegni”.</p><p>E ciò che avviene la prima volta, ma non la seconda quando, siamo a febbraio, gli ufficiali ottengono dagli indiani un <strong>secondo permesso</strong> e ritornano in Italia per votare alle elezioni. Poi l’improvviso voltafaccia italiano, il “colpo gobbo” come è stato allegramente definito da alcuni giornali: i militari restano a casa e tanti saluti alla nostra parola d’onore. Solo che a Delhi la prendono malissimo e l’inevitabile ritorsione <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/15/maro-allertati-aeroporti-indiani-impedire-partenza-dellambasciatore/531080/" target="_blank">colpisce l’ambasciatore Mancini</a> che non può più muoversi dalla sede diplomatica, tanto che neppure i familiari riescono a contattarlo. Altro che colpo gobbo, una vera idiozia non considerare che la firma di un impegno scritto avrebbe trasformato l’ambasciatore Mancini in una <strong>sorta di ostaggio</strong> da tenere sotto chiave per ogni evenienza. Ma è la parola d’onore violata che resta un atto vergognoso perché è anche la parola d’onore di tutti gli italiani. Possibile che il capo dello Stato abbia avallato l’inaccettabile dietrofront del governo Monti? E quella frase: “Rispetteremo gli impegni” è da considerarsi anch’essa una finzione? Sarebbe gravissimo, <strong>non possiamo crederlo</strong>. Presidente, dica qualcosa per favore.</div><div><em>Il Fatto Quotidiano, 15 marzo 2013</em></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/15/i-maro-il-voltafaccia-italiano-e-le-parole-di-napolitano/531498/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Tristi gare di burlesque: la politica che si diverte a perdere tempo mentre tutto crolla</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/10/tristi-gare-di-burlesque-la-politica-che-si-diverte-a-perdere-tempo-mentre-tutto-crolla/525813/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/10/tristi-gare-di-burlesque-la-politica-che-si-diverte-a-perdere-tempo-mentre-tutto-crolla/525813/#comments</comments> <pubDate>Sun, 10 Mar 2013 11:47:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category> <category><![CDATA[Burlesque]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[Pier Luigi Bersani]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=525813</guid> <description><![CDATA[Mentre le agenzie di rating declassano l’Italia pronosticando scenari di “profonda” recessione, conseguenza del risultato “inconcludente” delle elezioni, la politica dà come sempre il suo fattivo contributo al bene del Paese e si porta avanti con il lavoro. Bersani, l’unico leader politico al mondo che è arrivato primo alle elezioni riuscendo a perderle (dopo un...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/08/fitch-taglia-rating-italiano-a-bbb-per-lesito-non-incisivo-delle-elezioni/524703/" target="_blank">Mentre le agenzie di rating declassano l’Italia</a> pronosticando scenari di “profonda” recessione, conseguenza del risultato “inconcludente” delle elezioni, la politica dà come sempre il suo fattivo contributo al bene del Paese e si porta avanti con il lavoro. <strong>Bersani</strong>, l’unico leader politico al mondo che è arrivato primo alle elezioni riuscendo a perderle (dopo un altro voto sfortunato parlò, con ardita litote, di non vittoria) vuole a tutti i costi farsi un giro da premier, ambizione legittima se non fosse che non ha la maggioranza al Senato e neppure, così si dice, il convinto sostegno di<strong> Napolitano</strong>. Egli avrebbe perciò escogitato un astuto stratagemma per aggirare il Colle e con ingegnosi artifici insediarsi a Palazzo Chigi alla guida di un governo a prevalenza Pd, ma zoppo e sfiduciato. Per farne cosa, mistero.</p><p>Intanto, plotoni di esimi giuristi, supportati nei grandi giornali dalle truppe speciali del dialogo, architettano un governo del Presidente in versione automatica poiché il Presidente a capo del governo del Presidente dovrebbe essere il Presidente medesimo. Semplice e geniale. Ma l’arma segreta per dare finalmente un governo all’Italia sta per essere perfezionata in una sorta di gabinetto del dottor Caligaris dove un’équipe di scienziati cerca di mettere a punto il<strong> premier Grillesco</strong>. Progettato per ottenere il prezioso gradimento di Beppe Grillo, questo portento riunisce il meglio della società civile e del primato professorale da Rodotà a Settis, a Zagrebelsky. Una soluzione di eccellenza che unisce competenza e onestà. Purtroppo il caro leader a 5Stelle persiste in un atteggiamento sarcastico (coerente, del resto, con la sua conclamata vena comica), cosicché circondato da alcuni simpatici picchiatelli si diverte un mondo a <strong>respingere al mittente</strong> i prototipi con pretestuose motivazioni.</p><p>A questo punto uno potrebbe chiedersi che fine abbia fatto<strong> Berlusconi</strong>, che resta pur sempre il potente capo della destra italiana. Ebbene, inseguito dalla implacabile pm <strong>Boccassini</strong>, egli ha trovato rifugio in un ospedale amico dove, tuttavia, il suo tentativo di darsi malato è stato smascherato da una <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/09/processo-mediaset-chiesta-visita-fiscale-per-berlusconi-che-resta-al-san-raffaele/525045/" target="_blank">impietosa visita fiscale</a>. Una scena spassosa quella del miliardario simulatore che bene s’inserisce in un contesto burlesque, con la politica che si diverte a perdere tempo mentre tutto crolla. Certo, c’è sempre l’esempio del Belgio che senza governo è sopravvissuto benone per 500 giorni e più. In attesa delle prossime elezioni e del prossimo avanspettacolo.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 10 marzo 2013</em></p></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/10/tristi-gare-di-burlesque-la-politica-che-si-diverte-a-perdere-tempo-mentre-tutto-crolla/525813/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;aria che tira nei giornali</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/06/laria-che-tira-nei-giornali/522400/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/06/laria-che-tira-nei-giornali/522400/#comments</comments> <pubDate>Wed, 06 Mar 2013 14:14:25 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Gianni Barbacetto]]></category> <category><![CDATA[Luis Durnwalder]]></category> <category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category> <category><![CDATA[Robert Schulmers]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=522400</guid> <description><![CDATA[Ieri mattina, il nostro Gianni Barbacetto ha vissuto una tragicomica avventura. Invitato nella trasmissione Coffee Break, su La7, poco prima dell’inizio è stato avvertito dall’imbarazzatissima conduttrice che un altro ospite, l’ex ministro Brunetta in presenza del giornalista del Fatto minacciava di abbandonare lo studio. Insomma: o io o lui. In un paese normale e con...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div>Ieri mattina, il nostro <strong>Gianni Barbacetto</strong> ha vissuto una tragicomica avventura. Invitato nella trasmissione<em> Coffee Break</em>, su La7, poco prima dell’inizio è stato avvertito dall’imbarazzatissima conduttrice che un altro ospite, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/05/la7-brunetta-vieta-talk-show-a-barbacetto-se-andavo-lasciava-studio/520766/" target="_blank">l’ex ministro <strong>Brunetta</strong> in presenza del giornalista del <em>Fatto</em> minacciava di abbandonare lo studio</a>. Insomma: o io o lui. In un paese normale e con un’informazione normale, uno con i problemi di Brunetta sarebbe stato prontamente sedato, accompagnato alla porta e affidato a una comunità di sostegno. Invece il piccolo prepotente l’ha avuta vinta ed è stato Gianni (con sommo piacere, viste le circostanze) a fare dietrofront.</p><p>Episodio minimo, ma rivelatore dello <strong>stato confusionale</strong> (per non dire peggio) in cui versa, con poche eccezioni, il nostro sistema mediatico. In questi giorni abbiamo visto di tutto. Stuoli di giornalisti trafelati che brandendo microfoni e telecamere inseguono l’uomo mascherato urlando frasi sconnesse sulla fiducia al governo, che <strong>Grillo</strong> ha detto fino alla nausea che non voterà mai. E mentre si corre dietro alle notizie fantasma, quelle reali scompaiono d’incanto. Delle <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/06/robert-schulmers-magistrato-che-oso-sfidare-regno-di-durnwalder/521980/" target="_blank">pressioni del Colle sul procuratore della Corte dei Conti di Bolzano</a> colpevole di aver indagato sull’uso disinvolto dei fondi riservati del presidente <strong>Durnwalder</strong> (non una cosetta da niente) i lettori di tutti i giornali meno uno sapranno qualcosa soltanto oggi con i titoli sull’<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/05/denuncia-pressioni-del-colle-procuratore-corte-dei-conti-trentino-viene-messo-sotto/520807/" target="_blank">indagine punitiva avviata dalla Procura di Roma contro l’incauto magistrato</a>, così impara. E che dire del calvario serale di tanti giornaloni quando ogni notizia che possa anche lontanamente disturbare qualche potente viene pubblicata se anche gli altri la danno, realizzando una sorta di malinconico alibi collettivo. <strong>Cos’è che intimidisce tanto stampa e televisione?</strong> I bilanci in rosso dei grandi gruppi editoriali? La smania di compiacere il nuovo padrone prima ancora che egli si manifesti (Cairo a La7)? Oppure è lo tsunami di un comico che sconvolgendo certezze e abitudini sta orientando la bussola del giornalismo nella rassicurante direzione del tengo famiglia?</p><p><div style="display:none"></div><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience2206174046001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="2206174046001" /> </object></div><div class="clear"></div><script async="async" type="text/javascript">brightcove.createExperiences();</script></p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 6 marzo 2013</em></p></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/06/laria-che-tira-nei-giornali/522400/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Elezioni 2013, la fine è (quasi) nota</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/03/elezioni-2013-fine-e-quasi-nota/518717/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/03/elezioni-2013-fine-e-quasi-nota/518717/#comments</comments> <pubDate>Sun, 03 Mar 2013 13:30:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Elezioni 2013]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category> <category><![CDATA[Campagna Elettorale]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Politiche 2013]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[Pier Luigi Bersani]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=518717</guid> <description><![CDATA[Tutto si può dire di Grillo, ma non che abbia lasciato il pur minimo dubbio su ciò che farà, anzi che non farà il Movimento 5 Stelle in Parlamento. Lui dice: non daremo la fiducia a nessun governo, non faremo accordi sottobanco con il Pd e meno che mai parteciperemo al mercato delle vacche spartendo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Tutto si può dire di <strong>Grillo</strong>, ma non che abbia lasciato il pur minimo dubbio su ciò che farà, anzi che non farà il <strong>Movimento 5 Stelle</strong> in <strong>Parlamento</strong>.</p><p>Lui dice: <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/01/elezioni-grillo-nel-pd-hanno-faccia-come-culo-fanno-mercato-delle-vacche/516960/" target="_blank">non daremo la <strong>fiducia a nessun governo</strong>, non faremo <strong>accordi sottobanco</strong> con il <strong>Pd</strong> e meno che mai parteciperemo al mercato delle vacche</a> spartendo poltronee prebende. Voteremo esclusivamente le <strong>leggi del nostro programma</strong>. E chi non vuole capirlo è un fallito, uno stalker e ha la faccia come il culo. Del resto, entro sei mesi questi partiti saranno finiti, la maggioranza degli italiani sarà con noi e, finalmente, potremo governare da soli. Amen.   </p><p><strong>Berlusconi</strong> è quello che è, ma non è tipo da nascondersi dietro le parole. Che voglia al più presto un voto bis è così evidente che ha già prenotato una <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/02/berlusconi-protesta-contro-pm-23-marzo-ma-piazza-e-gia-prenotata/518055/" target="_blank"><strong>manifestazione di piazza per il 23 marzo</strong></a>. Il suo calcolo è semplice: se sono riuscito in poche settimane a recuperare una barca di voti, con qualche mese a disposizione posso puntare alla vittoria piena anche perché delusi dalla sinistra parolaia e dal grillismo lunare, gli italiani torneranno in massa da me. Il <strong>flop di Monti</strong> è sotto gli occhi di tutti, ma anche il Professore, par di capire, ha un progettino per restare a galla. Basta leggere i giornali amici che parlano di congelare il premier poiché visto che un governo nuovo non si riesce a fare allora teniamoci quello vecchio.   </p><p>Perfino nel <strong>Pd</strong>, dove come al solito siamo al tutti contro tutti, già si guarda al voto che sarà. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/02/grillo-si-a-governo-pd-pdl-con-riforma-elettorale-e-taglio-costi-della-politica/517768/" target="_blank">Quando <strong>Bersani sfida Grillo</strong> sul <strong>finanziamento dei partiti</strong></a>, sembra portarsi avanti col lavoro, esattamente come <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/02/renzi-rinunciamo-ai-rimborsi-elettorali-gente-si-e-rotta-scatole/517961/" target="_blank"><strong>Renzi</strong>, che propone di rinunciare ai rimborsi elettorali</a> da destinare all&#8217;emergenza case (ma guarda un po’).</p><p>In attesa che <strong>Napolitano</strong> decida come mettere in piedi uno straccio di esecutivo, che duri il tempo per fare una<strong> nuova legge elettorale</strong> (impresa niente affatto semplice), sarebbe interessante sapere cosa ne pensano di tutto ciò i cittadini italiani. Soltanto una settimana fa pensavano di votare chi avrebbe comunque provato ad affrontare una <strong>crisi</strong> che ha già prodotto <strong>tre milioni di disoccupati</strong>. Soltanto una settimana dopo si ritrovano con un Parlamento che è un cubo di Rubik. L&#8217;altra sera, in televisione, c’era un disoccupato del <strong>Sulcis</strong> che gridava: “Dopo Grillo c’è il sangue”. Ecco.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 3 Marzo 2013</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/03/elezioni-2013-fine-e-quasi-nota/518717/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Elezioni 2013, ciò che non siamo e non vogliamo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/24/elezioni-2013-cio-che-non-siamo-e-non-vogliamo/510860/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/24/elezioni-2013-cio-che-non-siamo-e-non-vogliamo/510860/#comments</comments> <pubDate>Sun, 24 Feb 2013 14:00:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Elezioni 2013]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Antonio Padellaro]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Politiche 2013]]></category> <category><![CDATA[Voto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=510860</guid> <description><![CDATA[Se mi chiedono quale indicazione di voto darà il Fatto ai propri lettori rispondo: nessuna. Quando all&#8217;inizio dell’avventura di questo giornale mi domandarono quale sarebbe stata la nostra linea politica fu semplice rispondere: la Costituzione italiana. Poiché volevamo che le nostre scelte politiche fossero ancorate a quei principi di legalità, democrazia e giustizia sociale sui quali con...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Se mi chiedono quale indicazione di voto darà il Fatto ai propri lettori rispondo:<strong> nessuna</strong>. Quando all&#8217;inizio dell’avventura di questo giornale mi domandarono quale sarebbe stata la nostra linea politica fu semplice rispondere: la Costituzione italiana. Poiché volevamo che le nostre scelte politiche fossero ancorate a quei principi di legalità, democrazia e giustizia sociale sui quali con il sacrificio di tanti era stata costruita la Repubblica. Avevamo fondato il Fatto perché non ne potevamo più delle varie caste che hanno spolpato il Paese, a cominciare da quelle partitiche. A farci dettare la linea da qualche politburo, ancorché travestito di nuovo non ci pensavamo e non ci pensiamo proprio.</p><p>Ma se oggi dovessimo misurare i vari programmi elettorali<strong> sui valori della Carta</strong> non sapremmo davvero che pesci prendere. Ci limitiamo, perciò, a constatare come le ricette economiche delle liste in gara, tutte spacciate per salvifiche, siano (nel migliore dei casi) dei sogni nel cassetto quando non delle vere e proprie imposture. Lasciamo stare il ciarlatano che in mancanza di un rimborso dello Stato si è impegnato a pagare di tasca propria l’Imu (“Berlusconi è pronto a togliere il pane ai figli”, ha titolato Libero con sublime sprezzo del ridicolo). Ma che senso ha promettere l’abbassamento della prima aliquota Irpef (Pd) o il dimezzamento dell’Irap (Monti) o l’introduzione del sussidio di disoccupazione garantito e universale (M5S) quando il programma del nuovo governo è già bello che scritto con le<strong> stime al ribasso che Bruxelles</strong>ci ha recapitato, guarda caso, a poche ore dall’apertura dei seggi? Con un ulteriore calo del Pil nel 2013, con la perdita di altri 700 mila posti di lavoro e con il debito pubblico sempre più rigoglioso, dove cavolo li andremo a prendere i quattrini per finanziare gli immaginifici tagli fiscali e i sensazionali investimenti per la crescita resta un mistero gaudioso, anzi doloroso.</p><p>E allora? E allora, oggi e domani trovandoci di fronte alle schede elettorali zeppe di simboli colorati, forse l’àncora a cui aggrapparci potremmo trovarla nei versi di<strong> Montale</strong>: “Non domandarci la formula che mondi possa aprirti/ Sì qualche storta sillaba e secca come un ramo/Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”. Nei nostri ossi di seppia non vorremmo più vedere, naturalmente,<strong> i ladri</strong> che a destra hanno fatto bottino del bene pubblico e neppure i loro complici che a sinistra, per un ventennio, hanno fatto finta di non vedere. <strong>Non siamo bipartisan</strong> se questa parola ha il significato degli inciuci di palazzo e delle larghe intese benedette dal Colle con la scusa che Grillo è alle porte.<strong> </strong></p><p><strong></strong> <strong>Bisogna avere il coraggio di scegliere</strong>. Se la vecchia politica ci fa schifo, ma è meglio di un salto nel buio, turiamoci il naso e via. Ma se un comico riempie le piazze dando voce (come anche fa Ingroia) alla montante rivolta civile non possiamo poi obiettare che urla troppo, che è intollerante, arrogante, aggressivo ecc. Prendere o lasciare: questa volta l’alternativa esiste e non è gratis.</p><p><em>Post Scriptum</em>. I più fortunati sono i nostri lettori-elettori di Lombardia e Lazio dove i lasciti di Formigoni e Polverini rendono lampante ciò che non vogliamo mai più. Ambrosoli e Zingaretti sentitamente ringraziano.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 24 Febbraio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/24/elezioni-2013-cio-che-non-siamo-e-non-vogliamo/510860/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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