<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Antonella Mascali</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/amascali/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Riciclaggio e truffa. Sentito come teste Palenzona, vice presidente Unicredit</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/riciclaggio-truffa-milano-crotone-indagano-sentito-come-teste-palenzona-vice-presidente/238376/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/riciclaggio-truffa-milano-crotone-indagano-sentito-come-teste-palenzona-vice-presidente/238376/#comments</comments> <pubDate>Tue, 22 May 2012 16:08:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Barclays]]></category> <category><![CDATA[crotone]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[Montecarlo]]></category> <category><![CDATA[Palenzona]]></category> <category><![CDATA[riciclaggio]]></category> <category><![CDATA[truffa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=238376</guid> <description><![CDATA[C’è un&#8217;indagine riservata della Procura di Milano che ha più filoni. Per il primo, che ipotizza il riciclaggio, è stato sentito come persona informata sui fatti Fabrizio Palenzona, vicepresidente di Unicredit. Per il secondo, che ipotizza un prestito illecito a un imprenditore latitante è stato chiesto il giudizio immediato per l&#8217;ex ad di Barclays Italia,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>C’è un&#8217;indagine riservata della Procura di Milano che ha più filoni. Per il primo, che ipotizza il riciclaggio, è stato sentito come persona informata sui fatti<strong> Fabrizio Palenzona</strong>, vicepresidente di Unicredit. Per il secondo, che ipotizza un <strong>prestito illecito</strong> a un imprenditore latitante è stato chiesto il giudizio immediato per l&#8217;ex ad di Barclays Italia, Vittorio Maria De Stasio. Il giudizio immediato, su cui si pronuncerà il gup, lo ha chiesto il pm Stefano Civardi del dipartimento reati finanziari, coordinato dal procuratore aggiunto, Francesco Greco.</p><p>De Stasio è accusato di infedeltà patrimoniale ai danni della Barclays, che lo ha denunciato. Avrebbe concesso, senza requisiti, finanziamenti per oltre 10 milioni di euro alla Icl (Italiana commissionaria legnami) e alla Immobiltecno, due società di Aldo Bonaldi, latitante. Il suo arresto lo ha chiesto il tribunale di Crotone per una truffa di almeno 11 milioni ai danni della Ue. Bonaldi in cambio del finanziamento avrebbe dato a De Stasio una mazzetta da 250 mila euro. Da un conto di Bonaldi a Montecarlo sono finiti su uno in Svizzera di De Stasio.</p><p>Prosegue, intanto l’inchiesta sul <strong>riciclaggio</strong>. Indagate persone molto vicine a Palenzona: Roberto Mercuri, suo ex braccio destro in Adr, la società che gestisce gli aeroporti di Roma e presieduta dallo stesso Palenzona; Katsyarina <strong>Kouchnerova</strong>, nipote acquisita di Palenzona e moglie di Mercuri. Il mese scorso il nucleo tributario della Guardia di finanza di Milano ha perquisito una casa a Roma, in via Giulia, e una casa a Milano, zona Fiera. Entrambe di Kouchnerova. La casa romana è cointestata con Palenzona. Per acquistarla hanno acceso un mutuo da 1,2 milioni.</p><p>Le rate pagate da Kochnerova, sospettano gli inquirenti, potrebbero essere pagate con soldi riciclati. Il denaro viene da un conto monegasco e da uno svizzero del marito. Proprio Mercuri, assieme a Bonaldi è indagato dal pm di Crotone, Pierpaolo Bruni, per una presunta truffa ai danni della Ue. Hanno ricevuto finanziamenti per costituire una “filiera energetica” a Scandale ma i soldi li avrebbero versati su conti esteri. Ed è questa indagine che porta la procura di Milano ad aprirne un&#8217;altra per riciclaggio. Il mese scorso Palenzona, non indagato, è stato sentito come <strong>testimone</strong> anche perché con la nipote ha acquistato una delle case perquisite.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/riciclaggio-truffa-milano-crotone-indagano-sentito-come-teste-palenzona-vice-presidente/238376/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Azienda del milanese nascosta al fisco per dieci anni. Due arresti, 12 milioni evasi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/azienda-milanese-nascosta-fisco-dieci-anni-arresti-milioni-dovuti-fisco/231837/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/azienda-milanese-nascosta-fisco-dieci-anni-arresti-milioni-dovuti-fisco/231837/#comments</comments> <pubDate>Wed, 16 May 2012 16:18:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[bancarotta fraudolenta]]></category> <category><![CDATA[Clerici]]></category> <category><![CDATA[evasione fiscale]]></category> <category><![CDATA[guardia di finanza]]></category> <category><![CDATA[Magenta]]></category> <category><![CDATA[Pedron]]></category> <category><![CDATA[Power Building]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=231837</guid> <description><![CDATA[Arrestati con l&#8217;accusa di bancarotta fraudolenta, patrimoniale e documentale, per 21 milioni di euro, due imprenditori, Alberto e Antonio Pedron, di Magenta (Milano), rispettivamente ex amministratore unico della Power Building srl e della Perfetisol Sud srl. I provvedimenti sono stati richiesti dal pm di Milano Mauro Clerici, ordinati dal gip Alfonsa Maria Ferraro ed eseguiti dal nucleo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Arrestati con l&#8217;accusa di bancarotta fraudolenta, patrimoniale e documentale, per 21 milioni di euro, due imprenditori, <strong>Alberto</strong> e <strong>Antonio Pedron</strong>, di Magenta (Milano), rispettivamente ex amministratore unico della Power Building srl e della Perfetisol Sud srl. I provvedimenti sono stati richiesti dal pm di Milano <strong>Mauro Clerici</strong>, ordinati dal gip <strong>Alfonsa Maria Ferraro</strong> ed eseguiti dal nucleo tributario della Guardia di finanza di Milano.</p><p>Dalle indagini emerge che la società Power Building di Magenta, che operava nel settore delle coibentazioni termiche, avrebbe sistematicamente omesso di versare imposte e contributi sin dall’anno 2002, restando esposta per oltre 12 milioni di euro nei confronti dell’Amministrazione finanziaria. Inoltre, pochi mesi prima che ne venisse dichiarato il fallimento, nel 2009, le quote della società decotta sarebbero state trasferite in maniera fraudolenta a un pensionato nullatenente, il quale, per un irrisorio compenso, avrebbe dato la sua disponibilità a ricoprire la carica di amministratore e a trasferire la sede legale della società in un paese offshore.</p><p>Il giudice scrive che i Pedron “cagionavano con dolo o per effetto di operazioni dolose, il dissesto della società, omettendo sistematicamente il versamento di imposte e contributi per un debito complessivo erariale di oltre 15 milioni di euro. Distraevano l&#8217;azienda trasferendola alla Perfetisol Sud al prezzo di 176.633 notevolmente inferiore al valore effettivo stimato quanto meno in 1.305.682 euro; distraevano e occultavano ovvero dissipavano i beni sociali, in particolare crediti e rimanenze per un valore di 7,9 milioni”. </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/azienda-milanese-nascosta-fisco-dieci-anni-arresti-milioni-dovuti-fisco/231837/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Milano, la Finanza scopre maxievasione Iva da 13 milioni. E redditi dichiarati di 10 mila euro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/17/milano-finanza-scopre-maxievasione-milioni-redditi-dichiarati-mila-euro/204997/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/17/milano-finanza-scopre-maxievasione-milioni-redditi-dichiarati-mila-euro/204997/#comments</comments> <pubDate>Tue, 17 Apr 2012 10:25:51 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Evasione Iva]]></category> <category><![CDATA[frode fiscale]]></category> <category><![CDATA[guardia di finanza]]></category> <category><![CDATA[Italian Web Service]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=204997</guid> <description><![CDATA[Arresti a Milano per associazione a delinquere, frode fiscale milionaria e false fatturazioni, tra il 2008 e i primi mesi di quest’anno. Su ordine del gip, Anna Maria Zamagni, che ha accolto la richiesta del pm Carlo Nocerino sono stati arrestati l’amministratore delegato della Italian Web service s.r.l, Angelo Fortunato, Giancarlo Monti, Giovanni Fiore e Luigi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Arresti a Milano per associazione a delinquere, frode fiscale milionaria e false fatturazioni, tra il 2008 e i primi mesi di quest’anno. Su ordine del gip, <strong>Anna Maria Zamagni</strong>, che ha accolto la richiesta del pm Carlo Nocerino sono stati arrestati l’amministratore delegato della Italian Web service s.r.l, <strong>Angelo Fortunato</strong>, <strong>Giancarlo Monti</strong>, <strong>Giovanni Fiore</strong> e <strong>Luigi Merenda</strong> perché “si associavano fra loro per realizzare un disegno criminoso finalizzato alla frode fiscale, con particolare riferimento all’Iva, per importi rilevanti”. Complessivamente, secondo gli inquirenti, sono state condotte operazioni fraudolente per oltre 64 milioni di euro e l’Iva non versata allo Stato, quindi evasa, è paria a quasi 13 milioni.</p><p>Gli arresti sono stati eseguiti questa mattina dal nucleo della Guardia di Finanza-Gruppo  Milano di via Ramusio. Le ordinanze di custodia cautelare, scrive il gip, concordando con il pm, sono state necessarie per il pericolo di reiterazione del reato e per l’inquinamento probatorio.  Anzi più che pericolo, evidenziano i magistrati, la reiterazione c’è stata. Nonostante controlli amministrativi in corso c’è stato un tentativo di sostituire le società fittizie, ormai scoperte, con altre.</p><p>Inoltre, risultano indagati con le stesse accuse,  tre  “prestanomi-teste di legno”, <strong>Enrico Fara</strong>, <strong>Gennarino Colurcio</strong> e <strong>Giuseppe Rigoli</strong>,  che figuravano,  come i titolari di società cosiddette “cartiere”, scatole vuote: Over Tech s.r.l., Ergo click s.r.l,  Escape Technology s.r.l. per conto degli arrestati, le menti-secondo la procura- di questa maxi truffa.</p><p>Il filone di indagine sulle fatture inesistenti si intreccia con quello sulle cosiddette “frodi carosello”: la comparavendita di prodotti comunitari con l’Iva trattenuta, e quindi evasa  da una finta società interemediaria tra venditore ed acquirente  “con la creazione di un passaggio della merce in realtà inesistente”.  Sulla base dei riscontri condotti dal pm e dalla Gdf, il gip scrive che Fortunato, Fiori e Monti “hanno collaudato un sistema preciso attraverso il quale procedere all’acquisizione di società già esistenti attraverso meri prestanome, utilizzate per l’emissione di fatture inesistenti poi utilizzate dalla società loro riferibile, Italian web service… La ripetizione degli illeciti, attraverso l’acquisizione di nuove società, rende certa l’esistenza di un accordo generale tra gli indagati, comprensivo della complessa attività per portare a compimento il progetto criminoso”.</p><p>Ci sono anche le suddivisioni dei compiti. Fiore, per esempio, “promette un compenso” ai prestanomi e “li accompagna dal notaio per l’acquisto delle quote sociali di società non operative”. La moglie, <strong>Maria Teresa Fantasia</strong>, ha denunciato un reddito di 10 mila euro, ad eccezione del 2010, quando ha dichiarato poco più di 30 mila euro, ma è intestataria di numerosi conti corrente, titoli, obbligazioni che fanno a pugni con quanto denunciato al fisco. Ha anche acquistato, con un mutuo da 160 mila euro, un appartamento a Crotone  che vede come usufruttuario il marito.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/17/milano-finanza-scopre-maxievasione-milioni-redditi-dichiarati-mila-euro/204997/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Caso Maugeri, nuove perquisizioni tra Milano e Roma. Si indaga sui soldi spariti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/caso-maugeri-nuove-perquisizioni-milano-roma-indaga-soldi-spariti/204722/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/caso-maugeri-nuove-perquisizioni-milano-roma-indaga-soldi-spariti/204722/#comments</comments> <pubDate>Mon, 16 Apr 2012 09:24:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[guardia di finanza]]></category> <category><![CDATA[maugeri]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[pavia]]></category> <category><![CDATA[perquisizioni]]></category> <category><![CDATA[polizia di stato]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=204722</guid> <description><![CDATA[Nuove perquisizioni sono in corso nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sulla Fondazione Maugeri. Una cinquantina di uomini del Nucleo tributario della Guardia di Finanza di Milano e della Polizia di Stato stanno acquisendo documenti in sedi della Fondazione, attiva in campo sanitario, a Pavia e a Tradate (Varese), presso studi professionali milanesi e anche nello studio di un...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nuove perquisizioni sono in corso <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/15/inchiesta-maugeri-pressioni-formigoni-capo-facciamo-saltare-legge/204659/" target="_blank">nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sulla Fondazione Maugeri</a>. Una cinquantina di uomini del Nucleo tributario della Guardia di Finanza di Milano e della Polizia di Stato stanno acquisendo documenti in sedi della Fondazione, attiva in campo sanitario, a Pavia e a Tradate (Varese), presso studi professionali milanesi e anche nello studio di un noto avvocato romano, alla presenza di alcuni pm del pool reati finanziari della Procura di Milano.</p><p>Le perquisizioni riguardano il filone dei fondi &#8220;distratti&#8221;, secondo l&#8217;accusa, dalle casse della Fondazione Maugeri, e finiti in gran parte su conti correnti nella disponibilità dell&#8217;intermediario <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/13/sanita-lombardia-arrestato-assessore-regionale-simone/204239/" target="_blank"><strong>Pierangelo Daccò</strong> e dell&#8217;ex assessore alla Sanità <strong>Antonio Simone</strong>, entrambi arrestati nei giorni scorsi</a>. La Fondazione Maugeri è un centro di eccellenza della sanità lombarda, come l&#8217;ospedale San Raffaele, travolto da un crac. Proprio dall&#8217;inchiesta sulla bancarotta del San Raffaele è derivato questo nuovo filone d&#8217;indagine aperto dalla Procura di Milano.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/caso-maugeri-nuove-perquisizioni-milano-roma-indaga-soldi-spariti/204722/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Minacce e percosse alla moglie ma Gibelli è &#8220;irreperibile&#8221; al processo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/gibelli-irreperibile-al-processo/203600/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/gibelli-irreperibile-al-processo/203600/#comments</comments> <pubDate>Wed, 11 Apr 2012 01:00:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Formigoni]]></category> <category><![CDATA[gibelli]]></category> <category><![CDATA[Lombardia]]></category> <category><![CDATA[venturini]]></category> <category><![CDATA[violenza domestica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/gibelli-irreperibile-al-processo/203600/</guid> <description><![CDATA[Il numero due della Regione Lombardia, il vicepresidente Andrea Gibelli, della Lega, è sotto processo a Lodi con l&#8217;accusa di minacce e percosse alla moglie, l&#8217;architetto Maria Giovanna Venturini. Dunque non sono 10, come si pensava finora, ma 11 i consiglieri al Pirellone con guai giudiziari. Quattro i leghisti: Davide Boni, accusato di corruzione, Monica...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/gibelli_interno.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-203775" title="gibelli_interno" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/gibelli_interno.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>Il numero due della Regione Lombardia, il vicepresidente<strong> Andrea Gibelli</strong>, della Lega, è sotto processo a Lodi con l&#8217;accusa di minacce e percosse alla moglie, l&#8217;architetto<strong> Maria Giovanna Venturini</strong>. Dunque non sono 10, come si pensava finora, ma 11 i consiglieri al Pirellone con guai giudiziari. Quattro i leghisti: <strong>Davide Boni</strong>, accusato di corruzione, <strong>Monica Rizzi</strong>, assessore allo Sport, accusata a Brescia di aver fabbricato falsi dossier contro i nemici di <strong>Renzo Bossi</strong>, detto il Trota; <strong>Daniele Belotti</strong>, indagato a Bergamo per le violenze degli ultras dell&#8217;Atalanta, e Gibelli, appunto, che è anche assessore all’Industria.</p><p>Il vice di Roberto Formigoni è stato denunciato nell&#8217;ottobre 2009. Ancora adesso, però, il processo penale, davanti al giudice di Pace, è alle eccezioni preliminari: non è stato possibile notificargli gli atti. Spediti all&#8217;indirizzo indicato dal vicepresidente (la sua casa di Lodi), tornano al mittente perché il destinatario è &#8220;irreperibile&#8221;. Singolare, se si pensa che l&#8217;esponente leghista è stato deputato e dal 2010 è vicepresidente di una regione. La moglie si è rivolta alla procura di Lodi il 27 ottobre 2009.</p><p>Nella denuncia-querela, che <strong>Il Fatto</strong> ha potuto leggere, la signora Venturini racconta che il 15 ottobre il marito, da cui è separata di fatto dal marzo 2009, arriva a casa sua, intorno alle 18, insieme alle due figlie: &#8220;Ferma sull’uscio della porta&#8230; consegnavo allo stesso una busta contenente le fotocopie delle fatture relative alle spese straordinarie effettuate per le bambine e l&#8217;abitazione famigliare di cui chiedevo il pagamento&#8230; Il signor Gibelli si metteva a urlare&#8230; il tono della voce era talmente elevato da attirare l&#8217;attenzione della vicina di casa&#8230; Spaventata dal comportamento di mio marito chiedevo di andarsene&#8230; Provavo a chiudere la porta senza riuscirvi&#8230; Alla presenza delle nostre figlie minori riusciva a entrare in casa, mi spingeva per terra e mi faceva cadere all&#8217;indietro. Io riuscivo a rialzarmi e, disperata, gli chiedevo di uscire&#8230; Lui, grazie alla differente forza fisica, spingeva con violenza la porta verso di me, mi schiacciava tra la porta e il muro per ben tre volte, tanto che la porta mi colpiva alla spalla, al braccio e al costato. Altresì sulla faccia. Il giorno dopo presentavo ematomi&#8221;.</p><p><strong>DUE FOTO</strong> ritraggono la signora con ecchimosi sugli zigomi. Gibelli, sempre secondo il racconto della moglie, è andato via solo quando lei ha chiesto alla vicina di chiamare i carabinieri. Non prima, però, di averle urlato &#8220;Giuro che te ne pentirai&#8221;. Quella frase, la signora Venturini-Gibelli l&#8217;ha vissuta come una minaccia: &#8220;Mi ha letteralmente terrorizzata dato il &#8220;potere&#8221; che mio marito è in grado di gestire attesa la sua importanza nel panorama politico nazionale&#8221;.</p><p>La moglie del vicepresidente della Regione Lombardia quel pomeriggio del 15 ottobre 2009 è finita al pronto soccorso di Lodi dove i medici le hanno dato una prognosi di 15 giorni per &#8220;contusione all’avambraccio-omero sx e arcata costa-le dx&#8221;. Nel referto non sono indicati gli ematomi sul viso perché sono apparsi diverse ore più tardi. A novembre 2011, rappresentata dall’avvocato<strong> Franz Sarno</strong>, si è costituita parte civile contro il vicepresidente lombardo &#8220;per avere con più azioni consecutive di un medesimo disegno criminoso minacciato di un male ingiusto&#8221; la moglie, pronunciando la frase &#8220;Giuro che te ne pentirai e per averla schiacciata tra la porta e il muro procurandole lesioni personali&#8221;.</p><p>Anche l’ultima udienza del processo, a gennaio, è andata a vuoto per l&#8217;impossibilità di inviare gli atti a Gibelli. L’avvocato <strong>Sarno</strong> ha chiesto al giudice di Pace di provvedere alla notifica presso la Regione Lombardia dove Gibelli &#8220;ricopre la carica di vicepresidente&#8221;. Intanto, l&#8217;esponente leghista ha già guadagnato 3 anni in vista della prescrizione che, a bocce ferme, scatta nell&#8217;autunno 2015.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/gibelli-irreperibile-al-processo/203600/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Caso Belsito: &#8220;Il denaro dei rimborsi elettorali per cene, viaggi e lavori nella villa di Bossi&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/lega-indagato-tesoriere-soldi-distratti-sostenere-costi-della-famiglia-bossi/201999/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/lega-indagato-tesoriere-soldi-distratti-sostenere-costi-della-famiglia-bossi/201999/#comments</comments> <pubDate>Tue, 03 Apr 2012 10:10:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Belsito]]></category> <category><![CDATA[bossi]]></category> <category><![CDATA[Finanziamento illecito partiti]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[rimborsi elettorali]]></category> <category><![CDATA[rosy mauro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=201999</guid> <description><![CDATA[Secondo la Procura di Milano i conti della Lega sono falsi e il tesoriere Francesco Belsito ha distratto soldi pubblici per sostenere “i costi della famiglia” Bossi. Proprio di questo si parla in alcune conversazioni telefoniche intercettate dal Noe. Nel decreto di perquisizione, eseguito dal Nucleo tributario della Guardia di Finanza di Milano, si legge...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/bossi-rosy-mauro-interna.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-full wp-image-202100" title="bossi rosy mauro interna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/bossi-rosy-mauro-interna.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>Secondo la Procura di Milano <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/lega-guardia-finanza-bellerio/201964/">i conti della Lega sono falsi e il tesoriere <strong>Francesco Belsito</strong> ha distratto soldi pubblici</a> per sostenere “i costi della famiglia” <strong>Bossi</strong>. Proprio di questo si parla in alcune conversazioni telefoniche intercettate dal Noe. Nel decreto di perquisizione, eseguito dal Nucleo tributario della Guardia di Finanza di Milano, si legge  che questi “costi” sono “esborsi effettuati per esigenze personali di familiari del leader della <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/caso-belsito-maroni-attacca-momento-fare-pulizia/201984/"><strong>Lega Nord</strong></a>. Si tratta di esborsi in contante o con assegni circolari o attraverso contratti simulati”. Di più: secondo un rapporto dei carabinieri con i soldi dei rimborsi elettorali sarebbero stati pagati viaggi, alberghi, cene dei figli di<strong> Umberto Bossi</strong> e della vicepresidente del Senato &#8211; bossiana di ferro - <strong>Rosy Mauro</strong>. Parte dei fondi sottratti al partito inoltre sarebbero serviti, sempre secondo il Noe, anche per finanziare la campagna elettorale per le regionali del 2010 di <strong>Renzo Bossi</strong> e per alcuni lavori di ristrutturazione della villa di Bossi a Gemonio (in provincia di Varese).</p><p>Per i pm <strong>Robledo, Filippini e Pellicano</strong>, che hanno acquisito un rapporto della Gdf e uno del Noe (Nucleo operativo dei Carabinieri) di Napoli,  il bilancio della Lega “è inveritiero, non dà conto della reale natura delle uscite, non dà conto della gestione in &#8216;nero&#8217;”. Pertanto i magistrati oltre ai reati di appropriazione indebita, contestano a Belsito anche il reato di truffa ai danni dello Stato.</p><p>E i magistrati ricordano  che alla Lega ogni anno vengono accreditate somme “significative” da Camera e Senato come rimborso per le spese elettorali. Nell&#8217;agosto del 2011 la Lega ha avuto “18 milioni di euro”. Una somma che ha avuto come presupposto “la validazione del rendiconto del 2010 sul quale vi è prova della falsità”.</p><p>Secondo l&#8217;accusa ci sono elementi “inequivocabili”  che la gestione della tesoreria della Lega è “opaca” fin dal  dal 2004. Il reato di appropriazione indebita aggravata è contestato oltre che a Belsito a <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/lega-guardia-finanza-bellerio/201964/">Stefano Bonet e Paolo Scala “con riferimento al denaro sottratto al partito politico Lega Nord”</a>.</p><p>Belsito è accusato anche di truffa aggravata ai danni dello Stato  “con riferimento alle somme ricevute a titolo di rimborso spese elettorali e somme percepite dall&#8217;erario per la distribuzione del 4/1000 sulle imposte dirette”.</p><p>Infine la procura di Milano contesta a Belsito e Bonet il reato di truffa ai danni dello Stato per il contributo dello Stato sotto forma di credito di imposta a favore della società Siram di Milano.</p><p>Il 3 febbraio, il 5 e l&#8217;8 marzo 2012 i magistrati ricevono dalla Gdf delle relazioni su operazioni sospette. La prima:il prelievo di 95 mila euro da parte di Belsito, nel dicembre 2010, per “alimentare la cassa del partito”. Così il tesoriere leghista avrebbe detto alla Banca che ha fatto la segnalazione. Seconda e terza operazione: si riferiscono agli investimenti della Lega in Tanzania e a Cipro per 6 milioni di euro.</p><p>L&#8217;investimento in Tanzania era stato effettuato da Bonet “soggetto già segnalato per una possibile truffa ai danni dello Stato”. E proprio sugli investimenti sospetti in Tanzania e Cipro con fondi della Lega la procura di Milano aveva ricevuto anche un esposto di un militante del Carroccio. Nel fascicolo dell&#8217;inchiesta ci sono intercettazioni della procura di Reggio Calabria che coinvolgono Belsito e alcuni indagati in un procedimento per riciclaggio e associazione a delinquere.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/lega-indagato-tesoriere-soldi-distratti-sostenere-costi-della-famiglia-bossi/201999/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Quando il giudice che ha salvato Dell&#8217;Utri gestiva la “procura in appalto”</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/18/quando-giudice-salva-dellutri-gestiva-%e2%80%9cprocura-appalto%e2%80%9d/198482/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/18/quando-giudice-salva-dellutri-gestiva-%e2%80%9cprocura-appalto%e2%80%9d/198482/#comments</comments> <pubDate>Sun, 18 Mar 2012 12:42:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[alfredo galasso]]></category> <category><![CDATA[Bruti Liberati]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[Grassi]]></category> <category><![CDATA[i siciliani]]></category> <category><![CDATA[livatino]]></category> <category><![CDATA[pippo fava]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=198482</guid> <description><![CDATA[Aldo Grassi, il presidente della Quinta sezione penale della Cassazione che ha annullato con rinvio la sentenza di condanna, in appello, per Marcello Dell&#8217;Utri, negli anni Ottanta è stato un protagonista della “procura in appalto” a Catania. Così la chiamavano i giornalisti de i Siciliani, il mensile fondato da Pippo Fava e da lui diretto fino...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p><div id="attachment_112595" class="wp-caption alignleft" style="width: 305px"><strong><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/05/small_110308-184615_mi221110cro_0008.jpg?47e3a5"><img class="size-full wp-image-112595" title="dell'utri_interna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/05/small_110308-184615_mi221110cro_0008.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Il senatore Marcello Dell&#39;Utri</p></div><p><strong>Aldo Grassi</strong>, il presidente della Quinta sezione penale della Cassazione che ha annullato con rinvio la sentenza di condanna, in appello, per <strong>Marcello Dell&#8217;Utri</strong>, negli anni Ottanta è stato un protagonista della “procura in appalto” a Catania. Così la chiamavano i giornalisti de i Siciliani, il mensile fondato da <strong>Pippo Fava</strong> e da lui diretto fino al 5 gennaio 1984, quando fu ucciso dagli uomini del boss <strong>Nitto Santapaola</strong>.</p><p>Tra il 1982 e il 1985 i cronisti <strong>Claudio Fava</strong>, <strong>Miki Gambino</strong>, <strong>Riccardo Orioles</strong> e <strong>Antonio Roccuzzo</strong> hanno scritto una ventina di articoli su quel palazzo di Giustizia gemello del “porto delle nebbie” di Roma. Sono stati Pippo Fava e i suoi giovani redattori a far deflagrare il “caso Catania”, rivelando il sistema politico-mafioso di quella città dominata dai potenti e protetti cavalieri del lavoro: <strong>Carmelo Costanzo, Mario Rendo, Gaetano Graci e Francesco Finocchiaro</strong>. Puntualmente hanno denunciato “la cerniera dell’impunità” rappresentata dagli uffici giudiziari catanesi.</p><p>Della procura catanese, in particolare dell’allora pm Aldo Grassi e del procuratore facente funzione,<strong> Giulio Cesare Di Natale</strong>, se ne occupa anche il Consiglio superiore della magistratura pressato da coraggiosi esposti dell’avvocato <strong>Francesco Messineo</strong> e dell’ingegnere<strong> Giuseppe D’Urso</strong>. Ma nonostante una mole di episodi al limite del penale a loro carico, i due magistrati se la sono cavata. Anzi, Grassi ha pure fatto carriera in Cassazione.</p><p>Nell’ottobre 1983 il plenum del Csm si spacca in due (15 a 15) e tutto viene messo a tacere con una discussa archiviazione. Un anno dopo, nell’ottobre 1984, il Csm riapre il fasciolo sul “caso Catania” dopo un rapporto degli ispettori ministeriali inviati dal guardasigilli, il democristiano <strong>Mino Martinazzoli</strong>. Ma sia Grassi sia Di Natale fanno la loro contromossa per schivare provvedimenti disciplinari e uscire indenni: Grassi si fa trasferire a Messina e Di Natale va in pensione anticipata.</p><p>“Giustizia è sfatta” titolò i Siciliani dopo la prima archiviazione. Tra gli elementi di accusa raccolti dalla prima commissione del Csm c’è un episodio gravissimo che ha coinvolto il giudice Grassi. Riguarda la retrodatazione di certificati penali dei cavalieri del lavoro. Indagati, non avrebbero potuto averli “puliti” giocandosi la possibilità di partecipare a gare d’appalto. Ma un magico cambio di data li ha salvati. Il consigliere del Csm, <strong>Giovanni Martone</strong>, durante il plenum, che archivia, chiama in causa Grassi: “I relativi certificati sono stati rilasciati dopo una consultazione del segretario capo con il dottor Aldo Grassi preventivamente informato che la richiesta riguardava ‘quelli del procedimento’”.</p><p>Nel 1984, un anno dopo, i Siciliani, alla vigilia del secondo voto del Csm, pubblicano stralci del rapporto degli ispettori ministeriali che hanno messo sotto accusa Grassi e Di Natale. Sembra che caldeggino anche un’inchiesta penale: “Nella specie non esistono soltanto comportamenti di magistrati sufficienti ai fini della sussistenza dell’ipotesi di incompatibilità ambientale, ma sono emerse accuse, collegate a fatti in parte fondati, di collusioni o rapporti ambigui, insabbiamenti, inerzie, negligenze, nei confronti di quel nuovo e non certo meno pericoloso tipo di delinquenza che è la cosiddetta criminalità economica&#8230;”. I Siciliani pubblica anche una lunga intervista a due consiglieri del Csm che l’anno prima avevano votato contro l’archiviazione: l’avvocato <strong>Alfredo Galasso</strong>, membro laico del Pci e futuro legale di parte civile al maxiprocesso di Palermo; <strong>Edmondo Bruti Liberati</strong>, membro togato di Magistratura democratica e attuale procuratore di Milano.</p><p>Galasso ricostruisce così l’apertura del primo fascicolo al Csm: “La vicenda è scoppiata clamorosamente sui giornali alla fine di ottobre dell’82: sulla riviera catanese si teneva un convegno di Magistratura indipendente patrocinato da Di Natale e Grassi, che presentava nell’invito una serie di appuntamenti mondani organizzati da alcuni cavalieri del lavoro che davano l’impressione di una sponsorizzazione. Proprio il giorno in cui si discuteva la partecipazione del Csm al convegno abbiamo ricevuto un telegramma dall’ingegnere D’Urso che spiegava clamorosamente queste cose; lo lessi in plenum e scoppiò il caso&#8230; Tutti i rapporti di denuncia della Guardia di finanza per reati fiscali erano stati iscritti nel registro degli atti relativi invece che in quello dei procedimenti penali. In un caso addirittura era stato disposto (dal sostituto procuratore Grassi, ndr) la retrocessione del fascicolo riguardante <strong>Placido Aiello</strong>, amministratore della società Isi (Aiello è il genero del cavaliere Graci, ndr) dal registro dei procedimenti penali a quello degli atti relativi&#8230;”.</p><p>Bruti Liberati entra nel dettaglio di alcuni fatti riscontrati dalla prima commissione: “Il 14 settembre 1982 la procura di Agrigento trasmise a quella di Catania gli atti del procedimento in cui si prospettava il reato di associazione a delinquere per alcuni noti imprenditori catanesi: in seguito a questo invio, alla fine di settembre, giunsero a palazzo di giustizia numerose richieste di certificati di carichi pendenti con i quali i vari <strong>Rendo, Costanzo</strong> eccetera, chiedevano, in maniera alquanto insolita, che la loro posizione penale venisse attestata solo fino al 12 settembre, giorno in cui a loro carico non risultava ancora in corso nessun procedimento penale&#8230;</p><p>Il generale della Gdf, Vitali raccontò di aver mandato una lettera al procuratore generale in cui si auspicava una sensibilizzazione della procura catanese riguardo ai rapporti per reati fiscali inviati dalla Guardia di finanza; in particolare sottolineò la differenza di orientamento tra il procuratore di Agrigento <strong>Rosario Livatino</strong>, che aveva ravvisato nel comportamento degli imprenditori coinvolti nel racket delle fatture false gli estremi dell’associazione a delinquere, e i magistrati catanesi, che non erano stati della stesso avviso. Infine, il generate Vitali ricordò che non furono prese nella giusta considerazione dalla procura le richieste di perquisire luoghi dove si riteneva fossero conservati documenti che attestavano gli illeciti fiscali”.</p><p>Da <em>Il Fatto Quotidiano</em> del 17 marzo 2012</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/18/quando-giudice-salva-dellutri-gestiva-%e2%80%9cprocura-appalto%e2%80%9d/198482/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Matteo Renzi,  il rottamatore di giustizia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/26/matteo-renzi-rottamatore-giustizia/193957/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/26/matteo-renzi-rottamatore-giustizia/193957/#comments</comments> <pubDate>Sun, 26 Feb 2012 14:20:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Matteo Renzi]]></category> <category><![CDATA[mills]]></category> <category><![CDATA[prescrizione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=193957</guid> <description><![CDATA[E menomale che è stato ribattezzato il “rottamatore”. E menomale che dice di voler cambiare la malapolitica delle cariatidi incollate alle poltrone, altrimenti Matteo Renzi, il giovane sindaco di Firenze, avrebbe detto che Silvio Berlusconi ha ragione a definirsi un “perseguitato politico” da magistrati “comunisti e cancro della democrazia”. Invece, si è trattenuto. In un&#8217;intervista...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E menomale che è stato ribattezzato il “rottamatore”. E menomale che dice di voler cambiare la <strong>malapolitica delle cariatidi</strong> incollate alle poltrone, altrimenti <strong>Matteo Renzi</strong>, il giovane sindaco di Firenze, avrebbe detto che Silvio Berlusconi ha ragione a definirsi un “perseguitato politico” da magistrati “comunisti e cancro della democrazia”.</p><p>Invece, si è trattenuto. In un&#8217;intervista al <em>Corriere della sera</em>, ha detto che il leader del Pdl ieri, al processo per la corruzione del testimone David Mills è stato “prosciolto e spero che questo ponga fine alla lunga era delle curve e degli ultrà (sic!)”. Ma veramente non è stato proprio prosciolto&#8230;c&#8217;è stata la prescrizione&#8230;.Per Renzi è la stessa cosa. “E&#8217; vero. Ma con oggi Berlusconi è uscito dal processo, è un cittadino libero. Questo è un fatto. E chi volesse metterlo in discussione metterebbe in discussione la giustizia di questo paese (doppio sic!)”. Riepilogando il R<strong>enzi pensiero</strong>, dunque, devono tacere coloro  che dicono o scrivono che Berlusconi ieri si è guadagnato la <strong>sesta prescrizione</strong> grazie alle leggi che si è fatto approvare dalla sua maggioranza di parlamentari nominati (compresi i suoi avvocati). E che con quelle leggi si è potuto accaparrare la Mondadori, evadere il fisco, truccare i bilanci, ecc. ecc. garantendosi l&#8217;impunità.</p><p>Ma forse Renzi non si è ancora ripreso dalla <strong>folgorazione sulla via di Arcore</strong>. Ci è andato a  dicembre 2010. Lì, Silvio Berlusconi gli ha detto: “ Tu mi somigli”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/26/matteo-renzi-rottamatore-giustizia/193957/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Milano, la procura indaga su gare d&#8217;appalto del Comune per le case vacanza</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/milano-procura-indaga-gare-dappalto-comune-case-vacanza/188629/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/milano-procura-indaga-gare-dappalto-comune-case-vacanza/188629/#comments</comments> <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 22:00:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[case vacanza]]></category> <category><![CDATA[Comune]]></category> <category><![CDATA[guardia di finanza]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[procura milano]]></category> <category><![CDATA[Robledo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188629</guid> <description><![CDATA[La procura di Milano sta indagando su una serie di gare d’appalto del Comune di Milano, giunta Letizia Moratti, effettuate tra giugno 2009 e marzo 2010  e che riguardano case vacanza per anziani e bambini. Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Milano, su disposizione del procuratore aggiunto, Alfredo Robledo e il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La procura di Milano sta indagando su una serie di gare d’appalto del Comune di Milano, giunta <strong>Letizia Moratti</strong>, effettuate tra giugno 2009 e marzo 2010  e che riguardano case vacanza per anziani e bambini. Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Milano, su disposizione del procuratore aggiunto, <strong>Alfredo Robledo</strong> e il pm, <strong>Tiziana Siciliano</strong>, ha perquisito 9 società (a Bergamo, Milano, Lecco e Cremona) che con “condotta fraudolenta” hanno ottenuto appalti, per 40 milioni di euro complessivi,  senza avere i requisiti.</p><p>Le società avrebbero anche falsificato alcuni documenti necessari per vincere le gare. Le ipotesi di reato sono truffa aggravata ai danni del comune di Milano, turbativa d’asta e corruzione. Perquisiti anche uffici del comune di Milano: “Settore acquisiti”, “Settore servizi Minori”, “Settore anziani”. Le perquisizioni sono state necessarie perché “risulta” che <strong>Dario Zambelli</strong>, indagato, “legale rappresentante di imprese a lui riferibili e facenti parte del Gruppo della Cisl di Bergamo, in concorso con Ezio Prandi e Giuseppe Baccalà”, dipendenti di società che appartengono sempre allo stesso  gruppo, “abbia ottenuto l’aggiudicazione della gara d’appalto” del comune milanese nel marzo 20 11 per un importo di “2.714.719 euro, per l&#8217;affidamento dei servizi integrativi relativi alla gestione delle case vacanza extra urbane, presentando false attestazioni circa la sussistenza dei requisiti richiesti, a pena di esclusione”.</p><p>Al momento non ci sono politici indagati. Sarebbero indagati, invece, anche funzionari del Comune di Milano. La Gdf durante le perquisizioni ha acquisito, inoltre, la documentazione di gare d’appalto del 22 giugno 2009,  da 600 mila euro, per il servizio di soggiorno di anziani che si è aggiudicato la ditta “Gruppo Viaggi”; la gara del 5 maggio 2010 da oltre 2 milioni di euro per servizi nelle case vacanze fuori dal comune di Milano; la gara del 17 febbraio del 2011, da 30 milioni di euro, per il servizio “ludico alberghieri e complementari” delle casa vacanze per minori di Pietra ligure, che si è aggiudicata la Borgunitour ; la gara del 21 aprile 2011, per 600 mila euro, relativa al soggiorno per anziani “in  località climatiche”. Evidentemente, la procura di Milano ritiene che anche questi appalti siano stati vinti senza alcun requisito.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/milano-procura-indaga-gare-dappalto-comune-case-vacanza/188629/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Referendum, appesi all&#8217;ultimo sì. Molto probabile il via libera al secondo quesito</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/appesi-allultimo-s/182930/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/appesi-allultimo-s/182930/#comments</comments> <pubDate>Wed, 11 Jan 2012 06:00:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Corte costituzionale]]></category> <category><![CDATA[mattarella]]></category> <category><![CDATA[mattarellum]]></category> <category><![CDATA[Porcellum]]></category> <category><![CDATA[primo quesito]]></category> <category><![CDATA[referendum]]></category> <category><![CDATA[secondo quesito]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/appesi-allultimo-s/182930/</guid> <description><![CDATA[Che fine farà il Porcellum, la legge elettorale firmata (e sbeffeggiata) dal leghista Roberto Calderoli? Tra stasera e domani la Corte costituzionale emetterà la sentenza sui quesiti referendari che chiedono l&#8217;abrogazione della normativa del 2005 (votata da Forza Italia, Alleanza nazionale, Lega e Udc) che ha portato a un Parlamento di nominati. Gli ultimi rumors...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/Corte-Costituzionale_interna.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-182991" title="Corte Costituzionale_interna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/Corte-Costituzionale_interna.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>Che fine farà il Porcellum, la legge elettorale firmata (e sbeffeggiata) dal leghista <strong>Roberto Calderoli</strong>? Tra stasera e domani la Corte costituzionale emetterà la sentenza sui quesiti referendari che chiedono l&#8217;abrogazione della normativa del 2005 (votata da Forza Italia, Alleanza nazionale, Lega e Udc) che ha portato a un Parlamento di nominati. Gli ultimi rumors che rimbalzano dalla Consulta dicono che potrebbe essere dichiarato inammissibile il primo quesito, che prevede l&#8217;abrogazione secca del<strong> Porcellum</strong>, mentre potrebbe essere dichiarato ammissibile il secondo quesito, che prevede una sorta di modifica “selettiva” della legge. Ma, dicono fonti vicine alla Consulta, “questa volta, più che mai, &#8216;i giri di tavolo&#8217; in camera di consiglio saranno fondamentali”.</p><p>Al tavolo ci sarà anche il neo giudice<strong> Sergio Mattarella</strong>, il padre della vecchia normativa che prevedeva il sistema maggioritario uninominale, ma con una quota di proporzionale (25 %) e preferenza unica. I giudici, per potersi esprimere a favore dell’ammissibilità del referendum devono, tra l’altro, verificare che l&#8217;eventuale abrogazione della legge elettorale non porti a un vuoto normativo. Per la salvaguardia della democrazia deve esserci una legge che consenta, in astratto, immediate elezioni. Deve essere costituzionale e operativa quella che tecnicamente si chiama “<strong>normativa di risulta</strong>”. Su questo punto i pareri dei giuristi (e dei giudici della Consulta) si complicano. C&#8217;è chi dice che la Corte è stretta nell&#8217;angolo della inammissibilità per precedenti decisioni della stessa Corte e c&#8217;è chi dice che, soprattutto uno dei quesiti referendari, fornisce la possibilità tecnica di decidere per l&#8217;ammissibilità. Entrambi i quesiti, anche se uno con l&#8217;abrogazione totale e l&#8217;altro con l&#8217;eliminazione dei cosiddetti “a linea” del Porcellum, puntano al ritorno del “<strong>Mattarellum</strong>”. E proprio perché i quesiti prevedono il ritorno della vecchia norma, osservano i referendari, non ci sarebbe alcun vuoto legislativo.</p><p>Chi è contrario ribatte che la Corte ha stabilito il principio che l&#8217;abrogazione di una legge non può farne rivivere un&#8217;altra. Ma non si tratta della cosiddetta “riviviscenza” di una legge, sostiene il professor <strong>Alessandro Pace</strong>, che oggi davanti alla Corte sosterrà il secondo quesito, ma di “riespansione” del Mattarellum. A favore dell’ammissibilità anche 114 costituzionalisti, tra i quali i presidenti emeriti della Corte, <strong>Valerio Onida</strong> e <strong>Gustavo Zagrebelsky</strong>. I giudici si sono rinchiusi nel silenzio, molti sono irritati per le indiscrezioni dei giorni scorsi su una presunta volontà di bocciare i quesiti referendari a cui è seguito (24 ore dopo) un comunicato di smentita della Corte. Si affrettano a dire che “a interessare sono solo gli aspetti strettamente giuridici”, ma poiché non vivono nell&#8217;iperuranio, i giudici sentono il peso di due fatti: la firma di un milione e 200 mila italiani per la cancellazione del Porcellum; la volontà delle forze politiche, anche di centrosinistra, che in segreto vorrebbero l&#8217;inammissibilità del referendum perché l&#8217;unica parola sulla riforma elettorale spetti ai partiti. Vista l’aria che tira, Pdl, Pd e Udc dicono che, comunque, la legge va cambiata.</p><p>Qualcuno, poi, in ambienti vicini alla Consulta, osserva, maliziosamente, che il via libera al referendum garantirebbe al governo Monti di proseguire il suo mandato. Chi, infatti, si assumerebbe la responsabilità di andare a elezioni anticipate, e con la vecchia legge, se sarà fissato un referendum a giugno? <strong>Antonio Di Pietro</strong> aspetta “con rispetto” la decisione della Corte, ma aggiunge: “Certo, l’idea che alcuni partiti o giornali dicano che il referendum verrà bocciato ci preoccupa. Vuol dire che qualcuno tenta di tramare”. Gli risponde <strong>Pier Luigi Bersani</strong>: “Nelle firme per il referendum c &#8216; è il sudore del Pd più che di altri. A noi non farebbe certo piacere che la mobilitazione dei cittadini finisse nel diniego della Consulta ma, in ogni caso, va superata questa legge elettorale impotabile”. Nel 2008 la Corte costituzionale indicò al Parlamento che il Porcellum aveva aspetti “problematici” come quello che “non subordina il <strong>premio di maggioranza</strong> al raggiungimento di una soglia minima di voti e /o seggi”. Ma non c&#8217;è peggior sordo di chi non vuol sentire&#8230;</p><p>da<em> Il Fatto Quotidiano</em> dell&#8217;11 gennaio 2012</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/appesi-allultimo-s/182930/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Uomini, dite no alla violenza sulle donne</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/uomini-dite-no-alla-violenza-sulle-donne/182195/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/uomini-dite-no-alla-violenza-sulle-donne/182195/#comments</comments> <pubDate>Sat, 07 Jan 2012 12:57:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[manifestazione]]></category> <category><![CDATA[Uomini]]></category> <category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=182195</guid> <description><![CDATA[In meno di due settimane due ragazze, poco più che ventenni, Stefania Noce e Antonella Riotino sono state uccise dai loro fidanzati coetanei. Ho letto alcuni dati sulla violenza contro le donne che non possono lasciare indifferenti né donne né uomini. Per una donna di età fra i 14 e i 40 anni, la prima...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In meno di due settimane due ragazze, poco più che ventenni, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/12/28/news/volontariato_universit_e_politica_chi_era_la_ragazza_uccisa_dal_suo_ex-27322847/" target="_blank">Stefania Noce</a></span> e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2012/7-gennaio-2012/delitto-depistaggio-l-hanno-rapitaper-fidanzato-omicidio-premeditato-1902772521821.shtml" target="_blank">Antonella Riotino</a></span> sono state uccise dai loro fidanzati coetanei. Ho letto alcuni dati sulla violenza contro le donne che non possono lasciare indifferenti né donne né uomini. Per una <strong>donna</strong> di età fra i 14 e i 40 anni, la prima causa di morte al mondo è<strong> l&#8217;omicidio per mano di un uomo</strong>.</p><p>In Italia nel 2010 ( non ci sono ancora le cifre dell’anno appena concluso) sono state uccise 127 donne. <strong>Centoventisette! </strong>In maggioranza ammazzate dal proprio compagno-marito-ex. Nel 2010 oltre 13 mila donne si sono rivolte a un centro antiviolenza. Questo significa che tante altre sono state violate ma non hanno avuto la forza, la possibilità, di chiedere aiuto. Gli omicidi sono in aumento, nel 2010 sono stati il 7% in più rispetto all’anno precedente. Per favore, basta scrivere che si tratta di “ raptus di follia”, di “litigio sfociato in tragedia”. Nessuno dovrebbe parlare di queste morti come di “omicidi passionali”. Una definizione che si porta dietro inaccettabili attenuanti. Non è certo un caso che in Italia il delitto d&#8217;onore sia stato abolito soltanto nel 1981.</p><p>Questa è una mattanza che va fermata insieme. Da donne e uomini. Ma oggi vorrei rivolgermi soprattutto agli <strong>uomini con una coscienza civile</strong>. Quelli che si battono, giustamente, contro le mafie. Contro le cricche. Contro la corruzione. Contro l’evasione fiscale. Contro le caste. Contro le leggi ad personam. Contro il razzismo. Per il lavoro. Per i diritti degli omosessuali. Per i diritti delle coppie di fatto. Per la libertà di pensiero, di religione. Contro le guerre. Per la pace.</p><p>Perché non vi mobilitate con lo stesso impegno contro altri uomini che stuprano, picchiano, uccidono le “loro” donne o la prima che passa per strada in quanto femmina? Perché, per esempio, non organizzare un evento pubblico, una <strong>manifestazione</strong>, a cui invitare anche le donne? Forse, e dico forse, se la violenza degli uomini contro le donne venisse condannata con convinzione e determinazione da altri uomini, se diventasse una battaglia comune, non solo al femminile, questa spirale di sangue e soprusi potrebbe regredire almeno un po’.</p><p>La partecipazione maschile alle manifestazioni promosse da “Se non ora quando” è stato indubbiamente un segnale positivo. Ma di fronte a questa catena, che sembra inarrestabile, di omicidi (e di altri gravi abusi), credo che ci voglia un segnale chiaro, inequivocabile <strong>da parte degli uomini</strong>. Ci vuole una vostra prima mossa per isolare i violenti di genere. Forse se sentono, forte, il disprezzo di altri uomini, qualcuno si ferma prima che sia troppo tardi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/uomini-dite-no-alla-violenza-sulle-donne/182195/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Caso Laudati verso archiviazione. Ma perché?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/07/caso-laudati-verso-archiviazione-ma-perche/175859/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/07/caso-laudati-verso-archiviazione-ma-perche/175859/#comments</comments> <pubDate>Wed, 07 Dec 2011 13:13:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Antonella Mascali]]></category> <category><![CDATA[Antonio Laudati]]></category> <category><![CDATA[Eugenia Pontassuglia]]></category> <category><![CDATA[gianpaolo tarantini]]></category> <category><![CDATA[guido calvi]]></category> <category><![CDATA[Paolo Carfì]]></category> <category><![CDATA[Pino Scelsi]]></category> <category><![CDATA[Salvatore Paglino]]></category> <category><![CDATA[Vittorio Borraccetti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=175859</guid> <description><![CDATA[Il caso Bari spacca la Prima commissione del Csm. Ieri sono state votate due relazioni che arrivano alla stessa conclusione (l&#8217;archiviazione), ma con motivazioni ben diverse, per il procuratore Antonio Laudati, accusato dall&#8217; ex pm Pino Scelsi di avere ostacolato la sua indagine su Tarantini e le escort procurate a Berlusconi. Il documento di maggioranza,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il caso Bari spacca la Prima commissione del Csm. Ieri sono state votate due relazioni che arrivano alla stessa conclusione (l&#8217;archiviazione), ma con motivazioni ben diverse, per il procuratore <strong>Antonio Laudati</strong>, accusato dall&#8217; ex pm <strong>Pino Scelsi </strong>di avere ostacolato la sua indagine su <strong>Tarantini </strong>e le escort procurate a Berlusconi.</p><p>Il documento di maggioranza, relatore il laico del Pd, <strong>Guido Calvi</strong>,  è  più clemente nei confronti del magistrato, mentre è decisamente critico quello votato dal relatore di minoranza, <strong>Paolo Carfì</strong> e da <strong>Vittorio Borraccetti</strong>. Entrambi sono di Area, la corrente di sinistra della magistratura. Secondo la relazione Calvi,<em> “da quanto accertato si può tranquillamente pervenire alla conclusione che la pratica debba essere archiviata&#8230;”</em>. Invece, secondo la relazione Carfì, Laudati sarebbe andato <em>“ ben al di là dei delle sue prerogative e dei suoi poteri, delegando alla polizia giudiziaria del tutto impropri e non consentiti compiti di controllo dell&#8217;attività quanto meno di due sostituti</em> (Scelsi e Desirè Digeronimo, ndr)<em>”</em>. Inevitabile, però, l’archiviazione: il trasferimento per incompatibilità ambientale è possibile solo per comportamenti “incolpevoli”. Non è il caso di Laudati, indagato a Lecce, anche per favoreggiamento.</p><p>Dopo aver sentito in questi mesi magistrati e finanzieri di Bari, ieri la Prima commissione si è spaccata non tanto sul presunto rallentamento dell&#8217;indagine sulle escort (anche la relazione di minoranza scrive che non ci può essere una conclusione univoca in tal senso, nonostante sottolinei rapporti non trasparenti tra Laudati e l&#8217;avvocato di Tarantini, Quaranta), quanto sul <strong>gruppo della Gdf </strong>alle dipendenze del procuratore e sulla <strong>riunione </strong>del 26 giugno 2009 voluta da Laudati quando ancora non si era insediato a Bari. La relazione Calvi, come Laudati, ritiene  che, in base a delle norme, i finanzieri potevano rispondere direttamente a lui. Opposta, sempre in base a interpretazioni di leggi, la conclusione della relazione Carfì. Per la maggioranza della Commissione è regolare anche l&#8217;attività della Gdf, nonostante, come rivelato dal <em>Fatto</em>, abbia condotto una sorta di<strong> dossieraggio su magistrati</strong>:<em> “La natura del Gruppo appare esente da illegittimità”</em>.</p><p>Dunque <strong>l&#8217;operato di Laudati è salvo</strong>. La relazione non nega, però, qualche eccesso, ma solo della Gdf: <em>“Alcuni dubbi permangono sulla relazione del maggiore Sportelli</em> (la nota gennaio 2011 ordinata da Laudati, ndr).<em> Si riportavano circostanze tendenti a screditare”</em> Scelsi e Digeronimo. Più esplicita la relazione di minoranza: quel rapporto della Gdf è tutto tranne che una <em>“relazione riassuntiva” </em>di lavoro, come ha sostenuto Laudati. Al contrario, <em>“l’annotazione si limita esclusivamente a sottoporre a critica le scelte investigative”</em>, soprattutto di Scelsi e si mette in dubbio <em>“la stessa correttezza professionale”</em>.</p><p>Quanto alla nota di servizio del colonnello della Gdf,<strong> Salvatore Paglino</strong>, del luglio 2009, in merito alla riunione convocata da Laudati a Bari sull’inchiesta escort, la relazione Calvi ne fa carta straccia: <em>“Non è stato trovato il documento originale”</em>, quindi non c&#8217;è prova che sia stato protocollato. Invece la prova c&#8217;è, scrive  Carfì: la nota è firmata non solo da Paglino ma anche  dagli <em>“addetti all’ ufficio protocollo”</em> della Gdf. Inoltre, il pm <strong>Eugenia Pontassuglia </strong>e alcuni finanzieri hanno confermato l’esistenza di quella relazione, scritta in tempi non sospetti e che sembra documentare l’interferenza di Laudati nell’indagine Tarantini. La stessa riunione rivelata da Scelsi due anni dopo.</p><p>Ma al plenum del Csm arriverà per il voto decisivo la relazione approvata oltre che da Calvi, dal presidente <strong>Zanon </strong>(Pdl) e dai togati <strong>Fuzio </strong>(Unicost) e <strong>Corder </strong>(indipendente). Una relazione che sul comportamento di Laudati demanda tutto all&#8217;inchiesta penale a Lecce e all&#8217;accertamento “predisciplinare” in Cassazione. Un po’ comodo per un Consiglio che si è insediato nel pieno della questione morale nella magistratura.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/07/caso-laudati-verso-archiviazione-ma-perche/175859/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Paghi chi ha commesso un reato, non le vittime</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/28/paghi-chi-ha-commesso-un-reato-non-le-vittime/173609/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/28/paghi-chi-ha-commesso-un-reato-non-le-vittime/173609/#comments</comments> <pubDate>Mon, 28 Nov 2011 07:58:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Fondazione Agnelli]]></category> <category><![CDATA[Governo Monti]]></category> <category><![CDATA[libera]]></category> <category><![CDATA[politicamente scorretto]]></category> <category><![CDATA[reato]]></category> <category><![CDATA[rimborsi elettorali]]></category> <category><![CDATA[scudo fiscale]]></category> <category><![CDATA[tagli]]></category> <category><![CDATA[vittime di mafia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=173609</guid> <description><![CDATA[Eccola di nuovo qui la riprova della lotta alla mafia condotta da un governo con tanti paroloni, pochi fatti e pluri autocelebrazioni per arresti di latitanti, merito in realtà di magistrati e forze di polizia (malpagate). La legge di stabilità firmata dall’esecutivo Berlusconi prevede per il 2012 quasi l’azzeramento del Fondo di rotazione per la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Eccola di nuovo qui la riprova della lotta alla mafia condotta da un governo con tanti paroloni,  pochi fatti e pluri autocelebrazioni per arresti di latitanti,  merito in realtà di magistrati e forze di polizia (malpagate).  La legge di stabilità firmata dall’esecutivo Berlusconi prevede per il 2012 quasi <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/26/vittime-mafia-dimenticate-tutti-finanziamenti-esistono/173431/" target="_blank">l’azzeramento del Fondo</a></span></strong> di rotazione per la solidarietà alle <strong>vittime dei reati </strong>di tipo mafioso, del racket e dell’usura.</p><p>Scende da oltre  12 milioni a poco più di 2 milioni di euro. Una mancia.</p><p>E’ un altro segnale fortemente negativo: si lasciano sole persone che sulla propria pelle hanno pagato il prezzo della pervasività della criminalità organizzata e della scelta coraggiosa della denuncia.</p><p>A Casalecchio di Reno( Bologna), l’associazione <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1" target="_blank">Libera</a></strong></span>, in prima fila il presidente don Luigi Ciotti, e <strong>“<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.politicamentescorretto.org/pages/" target="_blank">Politicamente scorretto</a></span>”</strong>, la rassegna di impegno civile curata da Carlo Lucarelli, hanno lanciato un appello al nuovo esecutivo perché riveda il provvedimento dell’ex  governo.</p><p>Un <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=16125" target="_blank">appello</a></span> </strong>che sottoscrivo: <em>“La lotta alle mafie  dovrebbe essere considerata una delle priorità dell&#8217;azione di qualunque governo di questo paese. Il prezzo che l&#8217;Italia paga alla criminalità organizzata in termini civili, morali, politici ed economici è tale da rappresentare uno degli ostacoli principali al nostro sviluppo. Per questo ogni sforzo impiegato a contrastare le mafie non deve essere considerato un costo quanto un <strong>investimento</strong>, ancora più urgente e importante proprio in un periodo di ristrettezze e di riforme. Il Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell&#8217; usura rappresenta non solo il doveroso intervento dello Stato a fianco di cittadini che già hanno sofferto e spesso contrastato la criminalità organizzata, ma anche uno degli strumenti più efficaci per combatterla”</em>. Tra i primi firmatari, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.enciclopediadelledonne.it/index.php?azione=pagina&amp;id=261" target="_blank">Pina Maisano Grassi</a></span>, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gian_Carlo_Caselli" target="_blank">Gian Carlo Caselli</a></span> e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/NDallachiesa" target="_blank">Nando Dalla Chiesa</a></span>.</p><p>I soliti noti obietteranno che c’è la crisi e i tagli sono inevitabili. Vero. <strong>Ma dipende quali</strong>. Non certamente quelli che tolgono linfa a una battaglia di cui siamo costretti ancora  a parlare perché la classe politica che si è succeduta dal dopoguerra a oggi non l’ha mai voluta vincere.</p><p>Troppe collusioni, complicità, convenzienze, ecc, ecc.</p><p>Il <strong>governo Monti</strong> se vuole segnare una discontinuità nella lotta alla mafia, cominci a ripristinare i soldi che erano destinati al Fondo. Magari prendendoli da quelli per i partiti sotto la voce <strong>“rimborsi elettorali”</strong>, dato che un referendum del 1993 ha abolito il finanziamento. Solo nel 2011 i  partiti hanno ottenuto 180 milioni di euro.</p><p>Oppure riveda l’accordo con chi ha goduto dello <strong>scudo fiscale</strong>, pagando un misero 5%. In questo modo, pagherebbe  un po’ di più chi ha commesso un reato e non chi è vittima.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/28/paghi-chi-ha-commesso-un-reato-non-le-vittime/173609/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>San Raffaele, inchiesta sulla bancarotta  I voli spericolati di Don Verzè</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/19/i-voli-spericolati-di-don-verz/171707/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/19/i-voli-spericolati-di-don-verz/171707/#comments</comments> <pubDate>Sat, 19 Nov 2011 06:00:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Camorra]]></category> <category><![CDATA[Daccò]]></category> <category><![CDATA[don verzè]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[san raffaele]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/19/i-voli-spericolati-di-don-verz/171707/</guid> <description><![CDATA[Un capriccio del dominus del San Raffaele di Milano, don Luigi Verzé, avrebbe contribuito al buco da oltre un miliardo e mezzo dell&#8217;istituto ospedaliero. Almeno, è questa la chiave che usa una testimone ascoltata dai pm Luigi Orsi, Laura Pedio e Gaetano Ruta, per spiegare l’acquisto di un aereo da “quasi 20 milioni di euro”....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_171799" class="wp-caption alignleft" style="width: 305px"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/11/don-verzè_interna.jpg?47e3a5"><img class="size-full wp-image-171799" title="don verzè_interna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/11/don-verzè_interna.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a><p class="wp-caption-text">Don Verzè al funerale di Mario Cal, vicepresidente del San Raffaele morto suicida nel luglio scorso</p></div><p>Un capriccio del dominus del San Raffaele di Milano, <strong>don Luigi Verzé</strong>, avrebbe contribuito al buco da oltre un miliardo e mezzo dell&#8217;istituto ospedaliero. Almeno, è questa la chiave che usa una testimone ascoltata dai pm <strong>Luigi Orsi, Laura Pedio e Gaetano Ruta</strong>, per spiegare l’acquisto di un aereo da “quasi 20 milioni di euro”. <strong>Alessia Zacchia</strong>, racconta che nel 2007 don Verzé, con <strong>Mario Cal</strong> (il vicepresidente morto suicida a luglio) presero quella decisione perché il sacerdote non voleva fare la coda ai check-in. “Convengo &#8211; dice imbarazzata &#8211; che si è trattato di un&#8217;operazione sopra le righe&#8230; Don Verzé, vista l&#8217;età, non accetta dei normali check-in quando viaggia in aereo. Convengo che non è una motivazione seria per fare una spesa così enorme”.</p><p>Secondo le indagini della procura e della polizia giudiziaria della Finanza, però, nell&#8217;acquisto di quell&#8217;aereo è coinvolta anche una società riconducibile a <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/16/raffaele-manette-dacco-faccendiere-amico-politici/171092/" target="_blank"><strong>Piero Daccò</strong>, consulente del San Raffaele, senza incarichi ufficiali, vicino a Cl, amico di Roberto Formigoni (<strong>leggi</strong>)</a>. I pm riportano la nota delle fiamme gialle del 24 ottobre scorso nella quale “viene analizzato quanto la Fondazione ha speso per l&#8217;operazione Assion, circa 20 milioni di euro” e ricostruisce che dietro la società Assion, che ha acquistato “un aereo Bombardier modello Challenger 604”, c’è la “Norconsulting”, società riconducibile a Daccò.</p><p>E&#8217; lui l&#8217;uomo sospettato di costituire fondi neri, forse anche per finanziare politici per conto dei vertici del San Raffaele. Oggi il gip, Vincenzo Tutinelli, si pronuncerà sul suo fermo, avvenuto martedì per pericolo di fuga. Ieri, interrogato per oltre 7 ore nel carcere di Opera, Daccò ha respinto l&#8217;accusa di volersi rifugiare in Israele e ha fornito la sua versione sulle 4 operazioni contestate da 4 milioni e 300 mila euro. I pm, coordinati dal procuratore aggiunto, <strong>Francesco Greco</strong>, ritengono che Daccò fosse un finto consulente. Una parte dei soldi che ha preso, li avrebbe distribuiti per conto del San Raffaele. E sul tragitto della montagna di soldi in contanti, sia il provvedimento di fermo che la richiesta di convalida, contengono molti omissis. Qualcosa, però, emerge. Il 4 novembre, come riportato dal Corriere della Sera, <strong>Pierino Zammarchi</strong> (titolare con il figlio di Diodoro-Metodo), intercettato, confida a un amico quanto detto dal figlio Gianluca: “Io vado là e gli racconto tutto. Che il Mario (Cal, ndr) diceva che dava dei soldi ai politici”, attraverso Daccò. Zammarchi padre, però, fa notare al figlio che si tratta di un racconto de relato: “Non hai le prove, porco cane!”.</p><p>Anche Valsecchi, indagato per concorso in bancarotta e false fatturazioni, ammette il metodo delle fatture gonfiate con rientri in nero. Racconta di aver visto gli Zammarchi dare denaro a Cal e che Cal gli aveva detto che era per Daccò. Ma è <strong>Stefania Galli</strong>, segretaria di Cal, a entrare nel dettaglio: “Le consegne delle buste da parte di Pierino Zammarchi al dottor Cal sono iniziate orientativamente nel 2005&#8230;”. Poi descrive le buste: “Erano dell&#8217;altezza di 3-4 centimetri e contenevano banconote da 500 euro”. Rivela che era lei a conservarle in una “cassaforte” della vice presidenza e poi, nella cassaforte “dell’albergo Rafael”. Secondo Galli, se non c&#8217;era Cal, le mazzette erano affidate a Valsecchi. Nelle mani dei pm c&#8217;è anche il notebook di Cal con 20 mila e-mail intestate fittiziamente alla segretaria. E soprattutto, scrivono, sono stati estratti “alcuni file particolarmente significativi” in riferimento a società riconducibili a Daccò. L&#8217;inchiesta sul quasi crac del San Raffaele, inevitabilmente, ha avuto ripercussioni in Regione Lombardia che garantisce all&#8217;ospedale 450 milioni di euro all&#8217;anno di rimborsi pubblici. Sel ha proposto una commissione d&#8217;inchiesta con l&#8217;accordo di Pd e Udc. Ma Formigoni non la vuole: intralcerebbe il lavoro della procura. Prende anche le distanze da Daccò: “Non aveva nessun rapporto con la Regione Lombardia. Può darsi che esponenti della Regione lo abbiano incontrato”, se lo ha mandato in rappresentanza il San Raffaele. Il governatore parla di Daccò come se fosse uno sconosciuto. Eppure, è stato anche ospite su uno degli yacht dell’uomo d&#8217;affari.</p><p>da <em>Il Fatto Quotidiano</em> del 19 novembre 2011</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/19/i-voli-spericolati-di-don-verz/171707/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>Caso Garraffa, Dell&#8217;Utri &#8220;mobilitò due mafiosi&#8221; Ma manca la prova dell&#8217;estorsione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/04/caso-garraffa-dellutri-mobilito-due-mafiosi-ma-manca-la-prova-dellestorsione/168441/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/04/caso-garraffa-dellutri-mobilito-due-mafiosi-ma-manca-la-prova-dellestorsione/168441/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 Nov 2011 12:45:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Marcello Dell'Utri]]></category> <category><![CDATA[Michele Buffa]]></category> <category><![CDATA[Processo Estorsione Dell'Utri]]></category> <category><![CDATA[vincenzo garraffa]]></category> <category><![CDATA[Vincenzo Virga]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=168441</guid> <description><![CDATA[Marcello Dell’Utri, condannato a Palermo, anche in appello, per concorso esterno in associazione mafiosa, a Milano è stato assolto dall’accusa di tentata estorsione ai danni di un imprenditore, nonostante i giudici del processo d’appello “tris” abbiano comunque confermato che il senatore del Pdl ha chiesto l’intervento di un capomafia per farlo“ragionare”. Secondo il collegio presieduto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_152562" class="wp-caption alignleft" style="width: 305px"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/08/DellUtri_interna.jpg?47e3a5"><img class="size-full wp-image-152562" title="Dell'Utri_interna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/08/DellUtri_interna.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a><p class="wp-caption-text">Il senatore Marcello Dell&#39;Utri</p></div><p><strong>Marcello Dell’Utri</strong>, condannato a Palermo, anche in appello, per concorso esterno in associazione mafiosa, a Milano è stato assolto dall’accusa di tentata estorsione ai danni di un imprenditore, nonostante i giudici del processo d’appello “tris” abbiano comunque confermato che il senatore del Pdl ha chiesto l’intervento di un capomafia per farlo“ragionare”. Secondo il collegio presieduto da <strong>Marta Malacarne</strong>, che ha depositato le motivazioni della sentenza del 20 maggio, Dell’Utri ha “mobilitato due mafiosi del calibro di <strong>Vincenzo Virga</strong> e <strong>Michele Buffa</strong> per convincere”, nel ’92, <strong>Vincenzo Garraffa</strong>, ex patron della Pallacanestro Trapani, “a rispettare l&#8217;impegno”: la restituzione in nero di 530 milioni di lire, parte di una sponsorizzazione, ottenuta attraverso Publitalia.</p><p>Gli stessi giudici, però, ritengono che non ci siano prove sufficienti per dimostrare che la visita a Garraffa del capomafia Virga (anche lui assolto) e di Buffa (poi deceduto), potesse essere intimidatoria, dato che in passato aveva “frequentato” i due mafiosi. Anzi, proprio per quella passata frequentazione, i giudici ritengono che Virga abbia potuto agire da semplice “mediatore” tra Dell’Utri e Garraffa.</p><p>L’avvocato di parte civile, <strong>Giuseppe Culicchia</strong>, è sbalordito. Dice a ilfattoquotidiano.it: “Se Dell’Utri avesse voluto far intervenire un amico in comune, magari della stessa classe sociale, certo non avrebbe scelto il capomafia Virga. Anche i testimoni, di accusa e difesa, che avevano un ruolo nella Pallacanestro Trapani, hanno raccontato ai giudici che Garraffa, dopo la visita di Virga, si era messo a piangere per lo spavento”.</p><p>Pure la Cassazione, quando nell’aprile  2009 annulla l’appello bis e dispone un altro processo, conferma l’attendibilità di Garraffa e quindi l’azione intimidatoria di Virga,  investito da Dell’Utri. Ma per i giudici dell’appello tris “il quadro probatorio acquisito non consente di considerare raggiunta la prova, oltre ogni ragionevole dubbio, che la visita incriminata fosse finalizzata e idonea ad incutere timore e a coartare la volontà dell&#8217;imprenditore per indurlo al pagamento ingiusto”. Il quadro probatorio, invece,  lascia “ampio spazio all&#8217;ipotesi alternativa che tale visita avesse rappresentato un tentativo di interposizione mediatoria del Virga non ostile al Garraffa, effettivamente volta ad aggarbare la vertenza insorta tra la persona offesa e Publitalia”.</p><p>Per i giudici, la mafiosità di Virga e Buffa è addirittura quasi secondaria: si può ritenere che Dell&#8217;Utri “abbia scelto i due personaggi per tentare di risolvere la vertenza non tanto o solo in ragione della loro &#8216;mafiosità’, quanto per la loro intensa, precedente e coeva frequentazione &#8216;amicale’ con il Garraffa”.</p><p>L’accusa, il procuratore generale  <strong>Isabella Pugliese</strong>, aveva chiesto per Dell’Utri due anni, senza attenuanti generiche. Durante la requisitoria, ha ricordato che il senatore, nell’incontro a Milano con Garraffa, gli avrebbe detto: “Ho uomini e mezzi per farle cambiare idea”. Uno di quegli uomini era il boss Virga, con il quale Dell’Utri, secondo l’accusa, si sarebbe comportato “come l’usuraio che manda dei picchiatori per recuperare i crediti”. Dell’Utri- ha proseguito il magistrato – “è uno che delle regole se ne infischia. Vanno bene per gli stupidi e per lui no”. Ora Pugliese ricorrerà in Cassazione, così come la parte civile.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/04/caso-garraffa-dellutri-mobilito-due-mafiosi-ma-manca-la-prova-dellestorsione/168441/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>42</slash:comments> </item> <item><title>Il procuratore generale contro Laudati  “Indagò su Scelsi attraverso la Finanza”</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/15/il-procuratore-generale-contro-laudati%e2%80%9cindago-su-scelsi-attraverso-la-finanza%e2%80%9d/163970/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/15/il-procuratore-generale-contro-laudati%e2%80%9cindago-su-scelsi-attraverso-la-finanza%e2%80%9d/163970/#comments</comments> <pubDate>Sat, 15 Oct 2011 01:10:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Bari]]></category> <category><![CDATA[laudati]]></category> <category><![CDATA[scelsi]]></category> <category><![CDATA[tarantini]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=163970</guid> <description><![CDATA[Contro il procuratore di Bari, Antonio Laudati, non ci sono soltanto le accuse dell&#8217;ex pm, Giuseppe Scelsi. Anche il Procuratore generale di Bari, Antonio Pizzi, ha duramente criticato l&#8217;operato del capo dei pubblici ministeri. Lo ha fatto il 2 maggio scorso durante la deposizione alla Prima commissione del Csm, competente per i trasferimenti dovuti a incompatibilità...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Contro il procuratore di Bari, <strong>Antonio Laudati</strong>, non ci sono soltanto le accuse dell&#8217;ex pm, <strong>Giuseppe Scelsi</strong>. Anche il Procuratore generale di Bari, <strong>Antonio Pizzi</strong>, ha duramente criticato l&#8217;operato del capo dei pubblici ministeri. Lo ha fatto il 2 maggio scorso durante la deposizione alla Prima commissione del Csm, competente per i trasferimenti dovuti a incompatibilità ambientale. Il Fatto quotidiano è in grado di rivelare i passaggi più significativi di quell&#8217;audizione che punta il dito contro le indagini parallele di un gruppo, una cosiddetta aliquota della Guardia di finanza, alle dipendenze di Laudati.</p><p>È proprio Pizzi a inviare al Csm una relazione dei finanzieri, disposta da Laudati e redatta nel gennaio 2011. È un documento che riporta, di fatto, un’indagine su Scelsi, titolare dell&#8217;inchiesta su Tarantini e le escort fornite a <strong>Silvio Berlusconi</strong>. Laudati quella relazione la invia a Pizzi. Forse, nella speranza che il procuratore generale prenda provvedimenti contro Scelsi. Invece, Pizzi la spedisce al Csm nel marzo scorso. Due mesi dopo il procuratore generale viene convocato a palazzo dei Marescialli.</p><p>Dice Pizzi al Csm: “La cosa che mi ha incuriosito, sono due per la verità. Questa forza di polizia (cioè l&#8217;aliquota della Gdf, ndr). Altra cosa che mi ha un po’ incuriosito perché mi è sembrato insolito, è il contenuto di questo documento. Altro non mi sembra che un&#8217;indagine condotta su indagini, condotte da colleghi. Indagini in corso”. Dunque anche per Pizzi, così come per l&#8217;attuale sostituto procuratore generale, Scelsi, una squadretta della Gdf, alle dirette dipendenze del procuratore Laudati, ha indagato in gran segreto su pubblici ministeri. Anzi, quasi esclusivamente – come vedremo – su Scelsi.</p><p>Pizzi lo dice chiaro e tondo: “Sono indagini dirette a verificare il comportamento dei magistrati”. Il procuratore generale, inoltre, ricorda una delibera del Csm secondo la quale solo il procuratore in persona può verificare il comportamento dei sostituti, mai la polizia giudiziaria.  Ma il gruppo speciale di Laudati lo fa, dopo che – secondo quanto risulta al Fatto – gli vengono assegnati compiti di controllo e di archiviazione dei dati, tali da fornirgli un potere enorme. È la stessa Guardia di finanza, nella relazione di gennaio, che indica il lavoro che gli era stato affidato: “Alla struttura veniva demandata l&#8217;azione di supervisione e di controllo rispetto alle attività che si sarebbero dovute eseguire”. Inoltre, la struttura “riferiva il contributo fornito per la conservazione e la gestione dei relativi verbali e delle informazioni in essi contenute. Veniva altresì demandata alla struttura stessa la responsabilità della gestione della banca dati venutasi a creare grazie all&#8217;attività di analisi della struttura investigativa”.</p><p>Nella relazione ci sono interi passaggi sull&#8217;allora pm Scelsi, che hanno il sapore di un dossier. L&#8217;aliquota della Gdf, a pagina 9, indica l&#8217;esistenza “di fattori che hanno portato le indagini a divergere, rispetto al normale e corretto svolgimento”. Ed ecco quelli che i finanzieri elencano come “principali elementi di criticità: a partire da maggio 2009 su disposizione e per volere del dott. Scelsi, veniva dato particolare impulso alle indagini. Tanto che improvvisamente venivano imposte accelerazioni e assunte scelte quasi mai caratterizzate da logica investigativa”. Poi, viene illustrata la tesi del complotto ai danni di Berlusconi. Una tesi riportata dal settimanale Panorama, del presidente del Consiglio, già nel gennaio 2010, con tanto di copertina. In quell&#8217;articolo si parlava proprio di un&#8217;indagine sull&#8217;indagine.</p><p>Nella relazione del gruppo delle Fiamme gialle si illustrano, come nell&#8217;articolo di Panorama, i rapporti tra il pm Scelsi e l&#8217;ex magistrato, Alberto Maritati, parlamentare del Pd;  l&#8217;amicizia di Maritati con Maria Pia Vigilante, avvocato di Patrizia D&#8217;Addario. In sostanza si paventa, tra l&#8217;altro, un passaggio di notizie a Massimo D&#8217;Alema proprio sull&#8217;inchiesta Tarantini-escort.<br /> Poi i finanzieri riportano alcune intercettazioni indirette di Michele Scelsi, fratello del magistrato, responsabile in Puglia del Crat, il coordinamento regionale delle attività trasfusionali. Furono  effettuate durante l&#8217;indagine su Alberto Tedesco, senatore ex Pd ed ex assessore regionale alla Sanità. La Gdf definisce quelle conversazioni “neutri rapporti lavorativi”. Ma se sono telefonate innocue, perché riportarle in una relazione che sembra il frutto di  un&#8217;indagine sull&#8217;indagine di Scelsi?</p><p>Nella relazione della Finanza c&#8217;è anche un punto su un altro magistrato: il pm Desirè Di Geronimo che si è occupata di un filone dell&#8217;inchiesta su appalti e sanità. Vengono indicate intercettazioni, anche queste indirette, tra la Di Geronimo e la dottoressa D&#8217;Aprile, amica intima di Lea Cosentino, l&#8217;ex direttrice della Asl di Bari, tra i principali indagati dal magistrato.</p><p>Anche in questo caso, però, i finanzieri parlano di registrazioni irrilevanti. Eppure, le riportano. Ecco, il punto debole della difesa di Laudati è proprio il rapporto della Guardia di finanza. Non a caso nell&#8217;audizione del 22 settembre al Csm, il procuratore, di fronte ad alcune domande incalzanti su quel documento, ha provato a scaricare sulle Fiamme gialle le indagini sulle “criticità”. Ha detto che forse i finanzieri sono andati un po’ oltre.</p><p>da <em>Il Fatto Quotidiano</em> del 15 ottobre 2011</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/15/il-procuratore-generale-contro-laudati%e2%80%9cindago-su-scelsi-attraverso-la-finanza%e2%80%9d/163970/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>22</slash:comments> </item> <item><title>Cavilli e insulti. L&#8217;ultima frontiera per difendere B.</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/29/cavilli-e-insultil%e2%80%99ultima-frontieraper-difendere-b/160744/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/29/cavilli-e-insultil%e2%80%99ultima-frontieraper-difendere-b/160744/#comments</comments> <pubDate>Thu, 29 Sep 2011 14:56:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[corruzione]]></category> <category><![CDATA[falchi]]></category> <category><![CDATA[Niccolò Ghedini]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[Piero Longo]]></category> <category><![CDATA[Processo Mills]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=160744</guid> <description><![CDATA[Il mondo di Silvio Berlusconi si regge ormai sui classici piedi d&#8217;argilla. E così gli uomini più vicini al capo perdono le staffe a ripetizione. Anche uno dei suoi avvocati, il professore e senatore Piero Longo. Eppure è noto per i suoi modi ossequiosi e un po&#8217; verbosi. Il suo bersaglio sono i giornalisti. Non...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo di Silvio Berlusconi si regge ormai sui classici  piedi d&#8217;argilla. E così gli uomini più vicini al capo perdono le staffe a ripetizione. Anche uno dei suoi avvocati, il professore e senatore <strong>Piero Longo</strong>. Eppure è noto per i suoi modi ossequiosi e un po&#8217; verbosi. Il suo bersaglio sono i giornalisti.</p><p>Non li ha mai amati, ma nelle ultime settimane l’insofferenza deve essere aumentata in maniera direttamente proporzionale alla valanga di guai giudiziari del presidente del Consiglio. Lunedì scorso si è permesso di insultare una cronista dell&#8217;Ansa, al processo Mediaset-diritti tv, quello in cui Berlusconi è imputato di frode fiscale.</p><p>In un momento in cui gli devono essere sfuggite le norme più elementari del galateo, a cui si appella sempre, ha detto alla giornalista: “Sei un po&#8217; cogliona”. Cosa ha fatto precipitare il linguaggio e i modi dell&#8217;avvocato? Un dispaccio d&#8217;agenzia, delle 11:23  in cui la cronista riportava la notizia sull&#8217;assenza dei testi della difesa: “Dei molti testimoni convocati, in particolare da parte dei legali del premier, in tanti non si sono presentati. Uno di quelli presenti ha fatto perdere le sue tracce (contattato sul cellulare è risultato irreperibile)&#8230;”. Tutto vero. Era stato lo stesso avvocato <strong>Niccolò Ghedini</strong> a specificare al presidente del tribunale, Edoardo D&#8217;Avossa, che aveva contattato al cellulare il testimone, ma era spento. Longo, innervosito per la “diserzione” dei testimoni e per la diffusione della notizia, si è permesso di aggredire verbalmente la giornalista, cosa che non si è mai spinto a fare il suo allievo Ghedini. Ha preteso anche di darle una lezione: “Non dovevi scrivere ‘si sono perse le tracce’, dovevi scrivere ‘non si trova’”.</p><p>Lunedì il professore si è concesso pure il bis. È stato sgradevole anche con un giornalista della Rai che gli aveva semplicemente chiesto se Berlusconi sarebbe arrivato in aula. Invece di rispondergli, l&#8217;avvocato esclama: “Ah, è della Rai. Da chi è raccomandato?”.  Il giornalista non lo manda a quel paese e gli spiega: “Veramente sono entrato in Rai con contratti a termine grazie a una selezione per laureati, sotto i 30 anni, con 110 e lode”.</p><p>Il 19 settembre, al processo Mills, dove Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari, c&#8217;era stata una scenata simile. A una collega le aveva detto: “Lei è della Rai. Dunque è raccomandata. Da chi? Da&#8230;” e fa un paio di nomi di leader di partito. Dell&#8217;opposizione, naturalmente. La giornalista risponde con una battuta “No, veramente da Berlusconi”. Ma, appartenendo alla categoria dei senza padrini, che faticano il doppio, è evidentemente a disagio. Tanto che alla fine dell&#8217;udienza, Longo le dice: “Non si deve indignare, anch&#8217;io non sono raccomandato”. Le testate della Rai non le possiamo indicare. Dato il clima che c’è in azienda, i colleghi temono ripercussioni.</p><p>Le aule di tribunale non sono state il solo luogo di scenate di Longo. Una l’ha fatta al telefono. È successo nei giorni in cui Berlusconi era chiamato a testimoniare a Napoli per la vicenda Tarantini-Lavitola.  Lo chiama una giornalista di radio Capital, Lucia Tironi. Questo il dialogo fra i due che ha preceduto l&#8217;intervista andata in onda. T. “Buongiorno Longo”. L. “Neanche il mio portinaio che ha la terza elementare mi chiama in questo modo”. T. “Buongiorno avvocato. Ma non si chiama Longo? Se mi chiamano Tironi non mi offendo”. L. “Non mi permetterei mai”. T. “È lesa maestà?”. L. “No, è mancanza di garbo. D&#8217;altronde siete giornalisti&#8230;”.</p><p>L’avvocato Piero Longo fa parte dei cosiddetti falchi del Pdl. Veneto di Alano di Piave, classe 1944, è padovano di adozione. Lì ha lo studio e lì insegna all’università Diritto e Procedura penale. Figlio di un direttore delle poste di Venezia, alla morte dell’avvocato Giuseppe Ghedini, nel 1973, gli subentra nello studio assieme alle figlie  Nicoletta e Ippolita Ghedini (avvocato di Berlusconi nella causa di divorzio dalla moglie Veronica). Molti anni dopo, arriva il figlio minore, Niccolò Ghedini, che è 15 anni più giovane di Longo.  Anche il professore, come il “figlioccio”, ha un passato di simpatizzante dell’estrema destra. Nel 1975 ha difeso alcuni imputati di Avanguardia Nazionale, nel processo per ricostituzione del partito fascista. Nel 1986, affiancato da Ghedini (ex Fronte della Gioventù), ha difeso Marco Furlan.  È il criminale che assieme a Wolfgang Abel aveva creato la coppia di stampo nazista  “Ludwig”, responsabile dell&#8217;uccisione di almeno 15 persone “per ripulire il mondo da barboni, omosessuali, prostitute e tossicodipendenti”.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 29 settembre 2011</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/29/cavilli-e-insultil%e2%80%99ultima-frontieraper-difendere-b/160744/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>41</slash:comments> </item> <item><title>Il Cavaliere anti-evasione  Accusato di frode fiscale per 16 milioni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/03/il-cavaliere-anti-evasione-accusato-di-frode-fiscale-per-16-milioni/155108/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/03/il-cavaliere-anti-evasione-accusato-di-frode-fiscale-per-16-milioni/155108/#comments</comments> <pubDate>Sat, 03 Sep 2011 14:22:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[evasione]]></category> <category><![CDATA[frodi fiscali]]></category> <category><![CDATA[Mediatrade]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[mills]]></category> <category><![CDATA[roma]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=155108</guid> <description><![CDATA[L’ultima trovata del governo Berlusconi sul carcere (presunto) per evasori da 3 milioni in su è surreale: arriva dal premier imputato a Milano per diverse frodi fiscali. Si è salvato dalla condanna per falso in bilancio solo grazie a una delle leggi ad personam. Ma consapevole che, per quanto lo riguarda, la prescrizione è dietro...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L’ultima trovata del governo Berlusconi sul carcere (presunto) per evasori da 3 milioni in su è surreale: arriva dal premier imputato a Milano per diverse frodi fiscali. Si è salvato dalla condanna per falso in bilancio solo grazie a una delle leggi ad personam. Ma consapevole che, per quanto lo riguarda, la prescrizione è dietro l’angolo, si trasforma nel presidente manettaro.</p><p>Il 26 settembre riprende il processo “Mediaset-diritti tv”, <strong>Silvio Berlusconi</strong> è imputato di frode fiscale. La procura ipotizza costi gonfiati per l’acquisto di film e accantonamento di fondi neri all’estero. Grazie a una legge ad hoc sulla riduzione dei tempi di prescrizione (<strong>ex-Cirielli</strong>), però, sono state azzerate la frode fiscale per 120 miliardi di lire e l’appropriazione indebita per 276 milioni di dollari, fino al 1999. Restano le contestazioni fino al 2003. Il processo non arriverà a sentenza definitiva: la prescrizione è prevista ad aprile 2013. Senza ex-Cirielli sarebbe scattata nel 2020. Secondo i pm <strong>Fabio De Pasquale</strong> e <strong>Sergio Spadaro</strong> l’attività illecita sarebbe proseguita almeno fino al 2009.</p><p>Tant’è che si trova in fase di udienza preliminare un’altra indagine fotocopia, “Mediatrade-Rti”, che ipotizza, a partire dal 2002 (solo per problemi di prescrizione) una compravendita gonfiata di diritti tv (45% di “cresta”). Imputati <strong>Silvio Berlusconi</strong>, il figlio Pier Silvio, il presidente di Mediaset <strong>Fedele Confalonieri</strong>, manager della società e <strong>Farouk Agrama</strong>, produttore cinematografico. A lui nell’ottobre 2005 la Procura di Milano ha sequestrato in Svizzera 100 milioni di euro sui conti della “Wiltshire Trading” di Hong Kong. Soldi che, secondo l’accusa, sarebbero anche di Berlusconi perché ritengono Agrama un socio occulto. Al premier i magistrati contestano un’appropriazione indebita da 34 milioni di dollari, fino al 2006 e un’evasione fiscale da 8 milioni di euro per fatti fino al 30 settembre 2009. Dunque nel pieno delle sue funzioni di premier. Il 4 aprile, De Pasquale davanti al giudice <strong>Maria Vicidomini</strong> ha chiesto il rinvio a giudizio per gli 11 imputati. Riferendosi alla frode fiscale, ha detto: “Per quanto ne so, potrebbe essere ancora in corso”. E ancora: “Berlusconi agì da socio occulto di Frank Agrama, intermediario dei diritti tv con le major, anche quando era presidente del Consiglio”. La decisione del gip è attesa per il 18 ottobre.</p><p>Uno stralcio dell’inchiesta Mediatrade è finito a Roma. Il premier è accusato di frode fiscale: avrebbe concorso a un’evasione fiscale da 16 milioni di euro con false fatturazioni per 200 milioni. Il giochino è lo stesso preso di mira dai pm di Milano: la triangolazione su società estere per acquistare i diritti dei film, gonfiando i costi. I fatti, in questo caso, sia per Silvio Berlusconi che per gli altri imputati, si riferiscono esclusivamente al 2003-2004, periodo in cui la controllata di Fininvest, Rti, aveva sede legale nella capitale. Il Cavaliere e gli altri 9 indagati , tra i quali il figlio Pier Silvio, avevano ricevuto l’invito a comparire per il 26 ottobre scorso, ma non si sono presentati.</p><p>Secondo i pm romani <strong>Pierfilippo Laviani</strong> e <strong>Barbara Sargenti</strong>, Silvio Berlusconi sarebbe stato il regista delle triangolazioni con il produttore Agrama. Si legge nel disatteso invito a comparire che Berlusconi avrebbe concorso nella frode fiscale “in qualità di azionista di riferimento – per il tramite di Fininvest Spa – di Mediaset Spa (di cui Fininvest possedeva oltre il 50% del capitale sociale nel periodo 2003 e 2004), a sua volta società controllante al 100% di RTI Spa, facendo giungere alle società controllate direttive che confermassero il mantenimento delle relazioni d&#8217;affari preesistenti con Frank Agrama nella fittizia intermediazione per l&#8217;acquisto dei diritti di sfruttamento di prodotti cinematografici e televisivi”. Berlusconi e i co-indagati, però, possono stare tranquilli, la prescrizione del filone romano è prevista per una parte nell’aprile 2012 e per un’altra nell’aprile 2013.</p><p>Berlusconi è abituato a farla franca. Con la sua legge che ha depenalizzato il falso in bilancio, per esempio, è stato assolto al processo milanese All Iberian 2 perché “il fatto non costituisce più reato”, ma i conti erano truccati per 1.500 miliardi di lire. E per non far correre alla Mondadori alcun rischio di perdere in Cassazione un vecchio contenzioso fiscale da 400 miliardi di lire con l’Agenzia delle Entrate, il premier l’anno scorso ha fatto approvare una norma ad hoc per sanare la posizione pagando il 5%.</p><p>dal <em>Fatto Quotidiano</em> del 3 settembre 2011</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/03/il-cavaliere-anti-evasione-accusato-di-frode-fiscale-per-16-milioni/155108/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>100</slash:comments> </item> <item><title>Appalti Aler in cambio di appoggi elettorali  La procura indaga. Nuovi interrogatori</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/06/appalti-aler-in-cambio-di-appoggi-elettorali-in-procura-nuovi-interrogatori/150259/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/06/appalti-aler-in-cambio-di-appoggi-elettorali-in-procura-nuovi-interrogatori/150259/#comments</comments> <pubDate>Sat, 06 Aug 2011 15:07:57 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[aler]]></category> <category><![CDATA[elezioni]]></category> <category><![CDATA[La Russa]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[Osnato]]></category> <category><![CDATA[voti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=150259</guid> <description><![CDATA[Nuova tappa dell’indagine su top manager dell&#8217;Aler, l&#8217;istituto di case popolari a Milano, accusati dai pm Maurizio Romanelli e Antonio Sangermano, di corruzione e turbativa d&#8217;asta perché avrebbero concesso appalti in cambio o di voti o di mazzette. L&#8217;indagato principale è Marco Osnato, direttore dell&#8217;area gestionale dell&#8217;Aler, vice segretario cittadino del Pdl, consigliere comunale e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nuova tappa dell’indagine su top manager dell&#8217;Aler, l&#8217;istituto di case popolari a Milano, accusati dai pm <strong>Maurizio Romanelli</strong> e <strong>Antonio Sangermano</strong>, di corruzione e turbativa d&#8217;asta perché avrebbero concesso appalti in cambio o di voti o di mazzette. L&#8217;indagato principale è <strong>Marco Osnato</strong>, direttore dell&#8217;area gestionale dell&#8217;Aler, vice segretario cittadino del Pdl, consigliere comunale e genero di <strong>Romano La Russa</strong>, il fratello del ministro, assessore regionale in Lombardia.</p><p>Due giorni fa è stato ascoltato <strong>Luca Giuseppe Reale Ruffino</strong>, ex esponete dell&#8217;Udc passato al Pdl, grande elettore di Osnato, molto vicino ai fratelli La Russa. Ruffino, “service manager” dell&#8217;Aler, è stato interrogato dal pm Sangermano.</p><p>Secondo la procura avrebbe assegnato appalti a società di pulizie, in cambio di voti per Osnato alle ultime amministrative. Come gli altri “service manager” indagati (<strong>Antonio Onofrio De Luca </strong>e <strong>Lucia Bellisono</strong>) per favorire le ditte, avrebbe aggirato la legge che impone gare pubbliche se si tratta di lavori che vanno dai 193 mila euro in su. Gli appalti li avrebbe quindi assegnati in modo “frazionato”(per un periodo di 6 mesi o un anno) a cifre inferiori, in modo che potesse scegliere le ditte  “privilegiate” con la chiamata diretta. Ruffino ha respinto ogni accusa. In sostanza ha detto di non aver alcun rapporto pregresso con le società coinvolte e che il suo appoggio a Osnato è del tutto trasparente. Per ora è l’unico “service manager” che si è fatto interrogare, gli altri – legittimamente- si sono avvalsi della cosiddetta pausa feriale, prevista fino al 15 settembre.</p><p>Il nucleo tributario della Guardia di finanza di Milano (lo stesso delle inchieste su Penati e sul San Raffaele), un paio di settimane fa ha sequestrato documenti in quattro tipografie milanesi per verificare chi abbia pagato 800 manifesti elettorali di Osnato. Gli inquirenti sospettano che sia stato l&#8217;imprenditore <strong>Daniele Podestà</strong>, in cambio di lavori per l&#8217;Aler, grazie all&#8217;appoggio dell&#8217;esponente del Pdl.  C’è già “sotto accusa” un piccolo appalto(30 mila euro), è quello per l&#8217;adeguamento degli impianti elettrici di alcune case Aler.</p><p>Podestà, titolare della T.J.International Edil s.r.l., “si sarebbe prestato a contribuire economicamente insieme a Mario Giuffrida, titolare della società &#8216;Antica Sicilia&#8217; alla campagna elettorale di Osnato”.  Ma gli appalti concessi da “service manager” o funzionari dell&#8217;Aler, sotto controllo investigativo sono molti altri. Per questa inchiesta sono indagati anche il direttore generale dell&#8217;Ente, <strong>Domenico Ippolito</strong>, la funzionaria <strong>Anna Bubbico</strong>, responsabile dell&#8217;ufficio di segreteria del presidente, <strong>Loris Zaffra</strong> ( non indagato), e <strong>Irene Comizzoli</strong>, responsabile dell&#8217;ufficio legale e appalti dell&#8217;Aler.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/06/appalti-aler-in-cambio-di-appoggi-elettorali-in-procura-nuovi-interrogatori/150259/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>19</slash:comments> </item> <item><title>Processo lungo, migliaia di vittime senza giustizia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/30/processo-lungo-migliaia-di-vittime-senza-giustizia/148901/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/30/processo-lungo-migliaia-di-vittime-senza-giustizia/148901/#comments</comments> <pubDate>Sat, 30 Jul 2011 10:26:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonella Mascali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[mediaset]]></category> <category><![CDATA[Mediatrade]]></category> <category><![CDATA[mills]]></category> <category><![CDATA[norma Falcone]]></category> <category><![CDATA[prescrizione]]></category> <category><![CDATA[processo lungo]]></category> <category><![CDATA[testimoni]]></category> <category><![CDATA[vittime reati]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=148901</guid> <description><![CDATA[Una legge devastante per la giustizia è stata approvata in Senato con la fiducia. 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Fa carta straccia della “<strong>norma Falcone</strong>”(articolo <em>238</em> <em>bis</em> del codice di procedura penale) perché vieta in un dibattimento l&#8217;utilizzo come prova delle testimonianze <strong>già acquisite</strong> in altri processi con sentenza <strong>passata in giudicato</strong>. Ogni volta, dunque, si può <strong>ripartire da zero</strong> e la <strong>prescrizione</strong> diventerà inevitabile per decine di migliaia di processi.</p><p>Le nuove regole rappresentano un mix fortunatissimo per il processo milanese a carico di <strong>Silvio Berlusconi</strong> per la corruzione in atti giudiziari dell&#8217;avvocato <strong>David Mills</strong>. Al momento, la sentenza della Cassazione per il testimone corrotto (e prescritto) è stata acquisita in dibattimento e rappresenta una spada di Damocle per il presidente del Consiglio. Anche se, rispetto a quando l&#8217;emendamento è stato architettato, per scelte anche del collegio giudicante, la prescrizione scatterà comunque, quasi sicuramente, prima della sentenza di primo grado.</p><p>Ma Berlusconi deve ipotecare  gli altri procedimenti, quelli per i <strong>presunti reati fiscali</strong>: <strong>Mediaset</strong> e <strong>Mediatrade</strong>. E anche se la prescrizione è nel 2025, deve dilatare i tempi del processo per il caso <strong>Ruby</strong>. Come accade per tutte le leggi ad personam, al netto dei  “Lodi” Schifani e Alfano, l&#8217;effetto su tutti gli altri processi è catastrofico.</p><p>Un esempio: se allo stadio, durante una partita di calcio con 30 mila spettatori, è stato commesso un omicidio, l&#8217;accusa chiamerà in dibattimento, verosimilmente, solo pochi testimoni. Quelli in grado di riferire elementi certi su quanto avvenuto. Ma con la nuova legge, la difesa di chi è imputato può chiedere che vengano a testimoniare, in astratto, <strong>tutti e 30 mila gli spettatori</strong>. Basta che sappia dare una buona motivazione e il giudice è obbligato ad accogliere la richiesta. Gli viene quindi tolto il potere di determinare la lista testi in base all&#8217;attuale concetto di “superfluità”. E  se non accoglie le richieste il processo può essere annullato.</p><p>L&#8217;<strong>emendamento Mugnai</strong> prevede, infatti, che “<em>Il giudice&#8230;a pena di nullità ammette le prove ad eccezione di quelle vietate dalla legge e di quelle manifestamente non pertinenti&#8230;</em>”.  Il trucco per obbligare il giudice all&#8217;ammissione dei testimoni è proprio in quella frase: “<em>non manifestamente pertinenti</em>”, significa che se gli avvocati hanno una mezza giustificazione per la loro richiesta, sia pure abnorme, la spuntano. Anche se l&#8217;intento è chiaramente quello di allungare il processo e arrivare così alla prescrizione.</p><p>Questa legge, che dovrà tornare alla Camera, vale non solo per i processi di primo grado in corso (altrimenti non servirebbe a Berlusconi), ma persino per i processi di mafia e per quelli con <strong>rito abbreviato</strong>, concepito, appunto,  per durare poco grazie alla concessione dello sconto di un terzo della pena. E pensare che il disegno di legge originario aveva tutt&#8217;altro scopo: “<em>Inapplicabilità del giudizio  abbreviato ai delitti puniti con la pena dell’ergastolo</em>”, prima firmataria la deputata della Lega, <strong>Carolina Lussana</strong>.</p><p>Dunque una legge scritta per impedire benefici a chi è accusato di reati gravissimi. Nella versione originale è stato approvato alla Camera a febbraio. Poi il blitz in Senato del Pdl, in aprile: l&#8217;approvazione in Commissione giustizia dell&#8217;emendamento “allunga processi”. Ieri, il voto definitivo della maggioranza in aula. Anche con il sì della Lega che, però, quando fa i raduni padani inneggia alle manette e grida “<strong>sicurezza sicurezza</strong>”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/30/processo-lungo-migliaia-di-vittime-senza-giustizia/148901/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>49</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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