<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Anna Kanakis</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/akanakis/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description>News, inchieste e blog su politica, cronaca, giustizia, economia</description> <lastBuildDate>Thu, 20 Jun 2013 09:47:39 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Arrivederci ragazzi!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/06/arrivederci-ragazzi/285963/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/06/arrivederci-ragazzi/285963/#comments</comments> <pubDate>Fri, 06 Jul 2012 11:59:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Anna Kanakis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=285963</guid> <description><![CDATA[Strappo l’ennesimo foglio e lo appallottolo. Non riesco a iniziare il mio pezzo stamattina. Devo scrivere di un addio. O forse di un arrivederci, ragazzi. Chiudo il blog e mi fa male il petto. E’ così amici, questo siete per me ormai, degli amici. Il mio editore sollecita la prossima “creatura di carta”. 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O forse di un arrivederci, ragazzi.</p><p><strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/akanakis/" target="_blank">Chiudo il blog</a></strong> e mi fa male il petto.</p><p>E’ così amici, questo siete per me ormai, degli amici.</p><p>Il mio editore sollecita la prossima “creatura di carta”. E scrivere un romanzo significa estraniarsi dal mondo, entrare nel tunnel dell’anima. Un impegno totale. Assoluto.</p><p>Grazie per le emozioni che mi avete regalato coi vostri post. Grazie col cuore.</p><p>Quando mi è stata affidata questa “stanza virtuale”, perché: “Lei è una buona penna, Kanakis”, avevo un idea un po’ vaga di cosa fosse un “blog”. Ma mi affascinava la sfida. E soprattutto l’opportunità di un contatto umano nuovo. Diverso.</p><p>Da qui la scelta di rispondere a tutti o quasi.</p><p>Quante me ne avete dette nei miei primi post!!</p><p>Non vi nascondo che delle volte appena cliccavo la voce “mostra commento”mi prendeva l’ansia.</p><p>Poi, tuffando gli occhi tra i vostri suggerimenti e critiche delle volte feroci, ho intuito che dovevo smettere di usare la testa per rispondervi invece di “pancia” ( Dibi).</p><p>Solo così vi avrei raggiunto.</p><p>I commenti piano, piano sono diventati consenso. E quei due giorni alla settimana, incollata al computer a scambiarci le nostre opinioni, un contatto umano meraviglioso.</p><p>Vi lascio. E spero che nella vostra mente (nel mio cuore sì), rimanga un piccolo frammento di noi, insieme.</p><p>Saluto due amici in rappresentanza di tutti (siete tanti):</p><p>Ciao Musa Stanca, Anna Penelope ti abbraccia forte!! Rimani sempre morbida, ma pugnace.</p><p>Ciao Rikibitta, sei stata l’anima critica più feroce. Finalmente potrai sospirare a voce alta: “ Non sarò più costretto a leggere le sciocchezze della Kanakis” ( ma non ti sei perso un post!).</p><p>Buona vita ragazzi!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/06/arrivederci-ragazzi/285963/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Rifondiamo l&#8217;Italia. A misura di donna</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/28/rifondiamo-litalia-a-misura-di-donna/277612/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/28/rifondiamo-litalia-a-misura-di-donna/277612/#comments</comments> <pubDate>Thu, 28 Jun 2012 07:56:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Anna Kanakis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Donne di Fatto]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Donne]]></category> <category><![CDATA[Lavoro]]></category> <category><![CDATA[Maternità]]></category> <category><![CDATA[questione femminile]]></category> <category><![CDATA[Quote Rosa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=277612</guid> <description><![CDATA[Caro Direttore,il tuo pezzo dal titolo atomico:  Rifondare l’Italia. Partendo dalle donne, mi ha portato in alto come sulle montagne russe al luna Park e altrettanto velocemente in basso  alla lettura di due parole per le quali confesso un epidermico fastidio: Quote rosa. Forse perché associo la parola collocamento per &#8216;quote&#8217; ai nostri cari invalidi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Caro Direttore,<br />il tuo pezzo dal titolo atomico:  <em><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/25/rifondare-litalia-partendo-dalle-donne/273834/" target="_blank">Rifondare l’Italia. Partendo dalle donne</a></em>, mi ha portato in alto come sulle montagne russe al luna Park e altrettanto velocemente in basso  alla lettura di due parole per le quali confesso un epidermico fastidio: <strong>Quote rosa</strong>.</p><p>Forse perché associo la parola collocamento per &#8216;quote&#8217; ai nostri cari invalidi (civili, del lavoro, etc ). Cioè a tutte quelle persone che a causa di un qualsiasi accidente devono essere obbligatoriamente assunte.</p><p><strong>Ma noi donne perché?</strong></p><p>Non possediamo un cervello (chi più chi meno come voi uomini), un paio di braccia e delle gambe sane?<br />Perché accedere al lavoro per quote allora?</p><p>Concordo con te che una <strong>questione femminile esiste</strong>. E’ seria, e necessita una soluzione. </p><p>In Europa siamo le meno occupate insieme alle signore polacche e quelle greche. E paradossalmente lavoriamo un ora e dieci minuti più di una frau o fraulein tedesca.</p><p>Tu scrivi che:“ad essere ottimisti passeranno cinquant’anni prima che da noi si arrivi a una effettiva parità di generi”.  Non sono d’accordo. Non esistono generi  ma persone.<br />Alcune tra queste, quelle di sesso femminile,  qualche volta  se sono fortunate portano in grembo  un meraviglioso carico d’amore.<br /> <strong>Coniugare la maternità e il lavoro</strong> è il nodo del problema. Sempre lo stesso secondo me.</p><p>La totale mancanza di infrastrutture sociali per sostenere le donne in eterno equilibrio tra la loro &#8216;essenza&#8217; e il ruolo di madre dev’essere il primo obbiettivo di un Paese all’avanguardia coi tempi. E  forse una sforbiciata qua e là alla legge che tutela la maternità potrebbe far meno paura a chi assume una donna in una stagione competitiva come la nostra.</p><p>Rifondiamola l’Italia caro Direttore, alleggeriamo il carico dalle spalle delle donne!</p><p>E poi attenti a voi! Anche in Parlamento.</p><p>&nbsp;</p><p>Ps: ma Beppe Grillo che ne pensa delle “quote rosa”? nulla si sa.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/28/rifondiamo-litalia-a-misura-di-donna/277612/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Aspettando il riscatto ellenico</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/21/aspettando-il-riscatto-ellenico/271003/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/21/aspettando-il-riscatto-ellenico/271003/#comments</comments> <pubDate>Thu, 21 Jun 2012 14:52:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Anna Kanakis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Angela Merkel]]></category> <category><![CDATA[Europei 2012]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=271003</guid> <description><![CDATA[“Frau Merkel ci sarà perché porta bene!”. Ha dichiarato il portavoce del governo tedesco George Streiter, a proposito della partita che si gioca a Danzica domani sera, Germania-Grecia. Poi ha aggiunto: “La Cancelliera si augura di assistere a una competizione emozionante e &#8230;corretta”. Il calciatore Luis Fernandez (interpretato da Pelè), che rientra in campo proteggendosi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/21/aspettando-il-riscatto-ellenico/271003/euro-2012-grecia-vs-russia/" rel="attachment wp-att-271071"><img class="size-full wp-image-271071" title="Euro 2012 - Grecia Vs Russia" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/06/grecia.jpg?adf349" alt="Euro 2012 - Grecia Vs Russia" width="600" height="205" /><noscript><img class="size-full wp-image-271071" title="Euro 2012 - Grecia Vs Russia" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/06/grecia.jpg?adf349" alt="Euro 2012 - Grecia Vs Russia" width="600" height="205" /></noscript></a></p><p>“Frau <strong>Merkel</strong> ci sarà perché porta bene!”. Ha dichiarato il portavoce del governo tedesco <strong>George Streiter</strong>, a proposito della partita che si gioca a Danzica domani sera, Germania-Grecia. Poi ha aggiunto: “La Cancelliera si augura di assistere a una competizione emozionante e &#8230;corretta”.</p><p>Il calciatore Luis Fernandez (interpretato da Pelè), che rientra in campo proteggendosi il petto col braccio dopo che è stato colpito allo sterno dal calciatore tedesco, mi si para d’avanti. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fuga_per_la_vittoria" target="_blank">Il film è “Fuga per la vittoria” di John Huston</a>. Lo ricordate ragazzi? E quella spettacolare rovesciata di Pelè-attore che infiamma il pubblico, la rammentate?</p><p>Lo so. Il film che mi frulla in testa racconta la partita tra prigionieri di guerra (nel 1941), e la super squadra di ufficiali della Luftwaffe. Imparagonabile, risibile, con quella che si disputa domani&#8230;! Figuriamoci&#8230;!</p><p>E allora perché ho voglia di urlare al <strong>“riscatto” ellenico</strong> con tutto il mio fiato?</p><p>Perché so che siamo in tanti a provare questa rabbia?</p><p>Perché ci hanno intristito, incattivito, e forse ancor peggio anestetizzato all’ingiustizia sociale di un&#8217;<strong>Europa</strong> unita solo sulla carta?</p><p><em>Frau Cancelliera</em> sarà presente domani sera a fare il tifo per i suoi super eroi.</p><p>Non ci saranno bandiere rosso sangue con la svastica a infiammare lo stadio di Danzica come nel film di John Huston, per fortuna.</p><p>Ma se per caso un rigore a carico della <strong>Grecia</strong> saltasse fuori, mi auguro di rivedere quella grande “parata” dell’improvvisato portiere Sylvester Stallone col volto fiero di Kostas Chalkias.</p><p>Buona partita ragazzi!</p><p><em>(Foto: La Presse)</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/21/aspettando-il-riscatto-ellenico/271003/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Emma Bonino for President</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/06/emma-bonino-for-president/254668/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/06/emma-bonino-for-president/254668/#comments</comments> <pubDate>Wed, 06 Jun 2012 16:38:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Anna Kanakis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Donne di Fatto]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Agcom]]></category> <category><![CDATA[Emma Bonino]]></category> <category><![CDATA[Parlamento Europeo]]></category> <category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=254668</guid> <description><![CDATA[Ci siamo incontrate una sera tre anni fa nello studio televisivo di “Linea notte”, o meglio “scontrate” io ed Emma Bonino. 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Avevo i tacchi alti e lei finì con la testa contro il mio ombelico. Alla piccola donna sfugge una risata che mi affranca dall&#8217;imbarazzo. Poi <strong>Bianca Berlinguer</strong> ci invita a raggiungere i nostri sgabelli. Stiamo per andare in onda.</p><p>Le mani sudano mentre tormento la copertina del mio primo romanzo. Il mio debutto.</p><p>Emma Bonino comincia a parlare a me toccherà più tardi, in coda al programma. Racconta della situazione in<strong> Medio Oriente</strong>. E di quanta importanza avrebbe la parola democrazia in quei luoghi per scongiurare il rischio di guerre “preventive” o di “civiltà”.</p><p>L’ascolto. M’incanta.</p><p>Bianca incalza sulla “questione femminile” in ambito europeo. E la voce sicura di quella piccola donna s’infiamma mentre parla della battaglia che ha sferrato in <strong>Parlamento Europeo</strong> contro una pratica in uso nei paesi africani che solo a pronunciarne la parola ragazzi miei, spaventa: <strong>Infibulazione</strong>. </p><p>Mi accorgo che sono serena ora. L’impegno maestoso di questa piccola grande donna mi ha distratto dal mio particolare, per volare insieme a lei nell’universale.</p><p>Vi ho raccontato di questo incontro ragazzi e delle mie emozioni, perché in un momento storico come quello che stiamo vivendo, il profumo di “<strong>merito</strong>” è cosa assai rara.</p><p>Quella notte l’ho sentito. Forte. Prepotente. Inebriante. E non l’ho più scordato.</p><p>Mi piacerebbe che Emma Bonino volasse come una farfalla in alto, nei palazzi della <strong>Presidenza della Repubblica</strong>.</p><p>Si. Mi piacerebbe proprio. E a voi?</p><p>Ps: mentre vi scrivo i senatori radicali (Emma compresa) sono usciti dall’aula del <strong>Senato</strong> per protestare contro le nomine dell’<strong>Agcom</strong>. Denunciano mancanza di trasparenza.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/06/emma-bonino-for-president/254668/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Don Alessandro, il cacciatore di anime</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/29/alessandro-cacciatore-anime/245268/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/29/alessandro-cacciatore-anime/245268/#comments</comments> <pubDate>Tue, 29 May 2012 13:48:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Anna Kanakis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Donne di Fatto]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Chiesa]]></category> <category><![CDATA[impegno civile]]></category> <category><![CDATA[Parrocchia]]></category> <category><![CDATA[Scandalo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=245268</guid> <description><![CDATA[Forse perché le pagine dei giornali di queste settimane sono vergate di rosso cardinalizio come fosse sangue. 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Forse perché non passa giorno in cui l’intrigo, i veleni, il &#8216;danaro&#8217; ci raccontano una<strong> Chiesa</strong> nella quale chi crede stenta a ritrovarsi. Forse perché io sono tra questi. Oggi vi porto a Campo di Carne ragazzi, alla periferia di Aprilia (35 km da Roma). Vi tocca! Come si dice a Roma.</p><p>A<strong> Campo di Carne</strong> c’è don Alessandro Tordeschi parroco della chiesa <em>Annunciazione Beata Vergine Maria</em>. L’ho conosciuto un anno fa a casa di una comune amica.</p><p>Lui stava seduto a malapena su un piccolo sgabello da giardino con l’abito da prete. E’ imponente <strong>don Alessandro</strong>, e giovanissimo (quarantaquattro anni). Mi siedo accanto a lui e i nostri occhi s’incontrano. Avete presente l’innocenza dello sguardo di un bambino? Ecco io ho visto questo.</p><p>Comincio a rafficarlo di domande: <br />la vocazione (a ventun’anni), la reazione della famiglia alla notizia (ha una madre eccezionale) ,come vive un ragazzo che ha consacrato la vita al Signore (si alza alle sei della mattina, prega e organizza la vita fuori e dentro la parrocchia). Lui soddisfa paziente ogni mia curiosità ma non smette di muoversi su quel trespolo. Poi dice:</p><p>“Perdonami Anna ma devo tornare in parrocchia per dire messa. Quando sono arrivato sei anni fa a Campo di Carne la chiesa era vuota e allora sono andato<strong> a caccia di anime</strong>.”</p><p>Cosa vuoi dire padre? Domando.</p><p>“Sono sceso in strada. A parlare con la gente. Qualche volta mi sono anche confrontato con la diffidenza di molti soprattutto dei giovani. E li ho invitati a guardarsi dentro come diceva S Agostino, per trovare la luce. Ho anche letto la Bibbia in strada sai, su un gradino..! La nostra è una realtà difficile Anna, ma oggi sono contento. La chiesa è stracolma!”. Sorride. “Facciamo anche musica. In memoria dell’amico Damiano Malvi che suonava i timpani e la batteria ho formato un orchestra di giovani diplomati al Conservatorio. Credo che la musica sia un mezzo per arrivare a Dio.”</p><p>Stacca i suoi occhi limpidi dai miei e si alza. Ci salutiamo.</p><p>Qualche mese dopo chiedo di lui a Gioia, la mia amica. Lei mi racconta che don Alessandro ha organizzato una fiaccolata di fedeli per protestare contro la costruzione di una<strong> centrale a gas elettrica</strong> che si vuole poggiare a ridosso del quartiere. Lo chiamo stamattina per il mio blog, ho bisogno d’aria pulita. E lui mi liquida in fretta:</p><p>“Perdonami Anna sto finendo una colletta alimentare a sostegno di dieci famiglie disagiate. E poi devo organizzare una manifestazione a sostegno del pronto soccorso del nostro ospedale. Lo vogliono chiudere. Ciao.”</p><p> Ps: mentre vi scrivo (da Milano) sento tremare il pavimento ragazzi. Vi abbraccio forte!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/29/alessandro-cacciatore-anime/245268/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Hellas ti amo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/hellas/231915/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/hellas/231915/#comments</comments> <pubDate>Wed, 16 May 2012 17:13:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Anna Kanakis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Creta]]></category> <category><![CDATA[Crisi Grecia]]></category> <category><![CDATA[Germania]]></category> <category><![CDATA[Grecia]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=231915</guid> <description><![CDATA[Vorrei portarvi con me a Sfakia, ragazzi miei. Il comune meno popolato dell’isola di Creta. Dove tutto è cominciato. Io vengo da lì. La desinenza “akis” del mio cognome appartiene a quella terra. Poi, curva dopo curva vi condurrei su, sempre più in alto sui Monti Lefki, le montagne bianche, per farvi assaporare quella sensazione di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei portarvi con me a <strong>Sfakia</strong>, ragazzi miei. Il comune meno popolato dell’isola di Creta. Dove tutto è cominciato.</p><p>Io vengo da lì. La desinenza “akis” del mio cognome appartiene a quella terra.</p><p>Poi, curva dopo curva vi condurrei su, sempre più in alto sui Monti Lefki, le<strong> montagne bianche</strong>, per farvi assaporare quella sensazione di “assoluto” che mi porto nel cuore dopo tanto tempo. Dalla morte di mio padre. Quando per cercare di me o forse lui mi sono ritrovata in questi luoghi.</p><p>Un Ulisse misterioso papà a me quasi sconosciuto.</p><p>Nel nostro tragitto ragazzi potremmo imbatterci in un prete che s’ inerpica nella salita. E magari a te, Musa Stanca generosa come sei verrebbe voglia di <strong>raggiungerlo</strong> per prestargli il tuo braccio. Che errore sarebbe! Il prete dalla barba lunga e gli occhi ardenti ti liquiderebbe con un cenno di diniego e la mano stretta alla pistola. Sotto il saio.</p><p>Attenti ragazzi! Non è cattiveria ma fierezza.</p><p>A Sfakia anche gli uomini di Dio portano la pistola. A Sfakia sono tutti guerrieri.</p><p>La storia plurimillenaria di questo luogo lo <strong>racconta</strong> come un centro di resistenza contro l’invasore.</p><p>Non riescono i Dori e falliscono i Turchi.</p><p>Nel 1941 i tedeschi invadono Creta. “L’operazione Mercurio”, inizia il 20 maggio e termina il 1 giugno.</p><p>Le montagne bianche sono rosse ora. I tedeschi hanno vinto ma le loro perdite sono elevatissime.</p><p>L’esercito greco ha reagito, il popolo ha combattuto. E lo farà ancora.</p><p>La storia si ripete ragazzi!</p><p><strong>PS:</strong> <em>vi regalo un opera di Robert Gligorov, artista macedone. Rappresenta Minerva violata ossia la Grecia e il suo dolore. Ma dalla frantumazione, l’inaspettato contenuto. Un <strong>uovo</strong>. Simbolo di rinascita.</em></p><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/hellas/231915/minerva-1/" rel="attachment wp-att-231933"><img class="alignleft size-medium wp-image-231933" title="MINERVA (1)" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/MINERVA-1-298x300.jpg?adf349" alt="" width="298" height="300" /><noscript><img class="alignleft size-medium wp-image-231933" title="MINERVA (1)" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/MINERVA-1-298x300.jpg?adf349" alt="" width="298" height="300" /></noscript></a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/hellas/231915/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>A caccia di emozioni al Milan Image Art Fair</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/milan-image-fair-caccia-emozioni/225251/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/milan-image-fair-caccia-emozioni/225251/#comments</comments> <pubDate>Thu, 10 May 2012 08:46:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Anna Kanakis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Milano]]></category> <category><![CDATA[Yuval Avital]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=225251</guid> <description><![CDATA[Tuffo gli occhi nella fotografia dell’artista iraniano Sadegh Tirafkan e mi sento trascinata dentro quella folla umana di razze, cultura e religioni differenti che lui ha composto e fermato nel suo scatto. Non contento Sadegh, ha stretto questa variopinta umanità nella trama e l’ordito di un tappeto persiano, forse per rappresentare metaforicamente la struttura del...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/milan-image-fair-caccia-emozioni/225251/behind-the-corner/" rel="attachment wp-att-225252"><img class="alignleft size-medium wp-image-225252" title="BEHIND THE CORNER" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/BEHIND-THE-CORNER-300x168.jpg?adf349" alt="" width="300" height="168" /><noscript><img class="alignleft size-medium wp-image-225252" title="BEHIND THE CORNER" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/BEHIND-THE-CORNER-300x168.jpg?adf349" alt="" width="300" height="168" /></noscript></a>Tuffo gli occhi nella fotografia dell’artista iraniano Sadegh Tirafkan e mi sento trascinata dentro quella folla umana di razze, cultura e religioni differenti che lui ha composto e fermato nel suo scatto.</p><p>Non contento Sadegh, ha stretto questa variopinta umanità nella trama e <strong>l’ordito</strong> di un tappeto persiano, forse per rappresentare metaforicamente la struttura del tessuto sociale, azzardo tra me.</p><p>Insomma ragazzi mi sento parte di un foto tappeto d’artista.</p><p>“Anna sei in trance?” mi scuote Yuval Avital,” Ti ho detto che il Mia quest’anno è imperdibile! Sai, penso che in un momento socialmente così difficile solo l’arte può unirci e scaldare l’anima.” Lo guardo Yuval, così giovane e pieno di <strong>talento</strong>.</p><p>Mi muovo tra la folla che brulica nei 268 spazi espositivi del <strong>Superstudio</strong> in via Tortona a Milano per la giornata conclusiva del Mia, Milan Image Art Fair. Le opere degli artisti che quest’anno rappresentano 26 paesi del mondo coprono ogni parete.</p><p>Cos’è per voi la <strong>fotografia</strong> ragazzi?</p><p>Per me è il furto di un attimo, la cattura di un emozione. Forse anche una sorta di memoria dello sguardo.</p><p>Passo in rassegna le immagini con attenzione. Il lavoro di elaborazione è prepotente.</p><p>Elliot Erwitt, un californiano ha usato una stampa alla gelatina d’argento. Gabor Arion Kudasz ha preferito quella pigmentata su carta d’archivio.</p><p>Se la mia amica Marinetta Saglio, fotografa della vecchia scuola (quella della Pentax), fosse qui urlerebbe alla “mistificazione”. Lei sostiene che il <strong>digitale</strong> è puro inganno. Quindi figuratevi!</p><p>Uno scorcio di New York mi chiama a una parete. Il volto di un nero dipinto in murales occupa buona parte dell’opera. Accanto all’uomo una scena di <strong>ordinaria</strong> umanità.</p><p>Stringo gli occhi per leggere il titolo: “Behind the corner”. L’artista è italiano; Marco Betocchi.</p><p>C’è forza in questa immagine. Una mescolanza di volgarità e involontaria eleganza, quello che spesso le scene di vita americana ci raccontano.</p><p>“Amo il senso di provvisorietà e opportunità che l’America mi comunica..!”. L’artista è alle mie spalle e sta parlando a una signora incappellata. “ Trovo stimolante il fatto che se tornassi tra qualche mese nello stesso luogo potrei non riconoscerlo più.”</p><p>Come la nostra vita ragazzi che è tutta un <strong>divenire</strong>….!</p><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/milan-image-fair-caccia-emozioni/225251/kanakis2/" rel="attachment wp-att-225261"><img class="alignleft size-medium wp-image-225261" title="Kanakis2" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/Kanakis2-300x207.jpg?adf349" alt="" width="300" height="207" /><noscript><img class="alignleft size-medium wp-image-225261" title="Kanakis2" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/Kanakis2-300x207.jpg?adf349" alt="" width="300" height="207" /></noscript></a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/milan-image-fair-caccia-emozioni/225251/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Non ti credo, Professore!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/credo-professore-2/217951/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/credo-professore-2/217951/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 May 2012 08:10:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Anna Kanakis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Consenso]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[Governo Monti]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=217951</guid> <description><![CDATA[Sul fondo azzurro dissolvenza domina in rosso bianco e verde la scritta “Governo Italiano”. Mi emoziono, ma è un attimo. Più sotto tracciati in bianco gelo i campi da compilare obbligatoriamente: Nome, cognome, email, indirizzo, cap, città, provincia. E infine la domanda: oggetto e fatidico testo. Poi il gelido “Invia” e…….più nulla. Come un ingoio!...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sul fondo azzurro dissolvenza domina in rosso bianco e verde la scritta “Governo Italiano”.</p><p>Mi emoziono, ma è un attimo. Più sotto tracciati in bianco gelo i campi da compilare <strong>obbligatoriamente</strong>:</p><p>Nome, cognome, email, indirizzo, cap, città, provincia. E infine la domanda: oggetto e fatidico testo.</p><p>Poi il gelido “Invia” e…….più nulla. Come un ingoio!</p><p>Questa è l’ultima trovata del Presidente Monti ragazzi, da “soluzione finale”.</p><p>Udite, udite, il Presidente ci domanda un <strong>consiglio</strong> dal sito del governo sulla”spending review” (che strazio con questo inglese, perché non chiamarla analisi della spesa, o revisione della medesima?), insomma desidera sapere a quali sprechi della spesa pubblica vorremmo dare una sonora sforbiciata.</p><p>Ohibò! Un&#8217;encomiabile<strong> iniziativa</strong> sembrerebbe all’apparenza…ma perché ce lo chiede ora? ( lampi di dietrologia sicula galoppano sulla mia pelle!). Come mai il Presidente del consiglio di un governo che si è distinto per asprezza e distacco dai cittadini, avverte la pulsione democratica di avvicinarsi al popolo? A noi della plebe insomma?</p><p>Non sarà perché il suo <strong>consenso</strong> è scivolato ai minimi storici? E non è lui quel professor Monti che in tempi non sospetti (quando era solo un professore), ha sostenuto che la <strong>concertazione</strong> coi sindacati è soltanto una perdita di tempo?</p><p>Chiedere consiglio al cittadino odora come un sacchetto di vongole dopo una giornata sotto il solleone, ragazzi miei!</p><p>Osservo la pagina istituzionale dal mio computer, e immagino quante anime dolenti hanno tracciato li dentro il loro <strong>sconforto</strong> (altro che il parere sulla review!), il timore per il futuro dei propri figli.</p><p>Mi piacerebbe poterle leggere quelle righe con sacrale rispetto come davanti a una reliquia, e soprattutto sapere se qualcun altro lo farà mai.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/credo-professore-2/217951/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Diamanti, lingotti o galeotti?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/17/diamanti-lingotti-galeotti/205110/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/17/diamanti-lingotti-galeotti/205110/#comments</comments> <pubDate>Tue, 17 Apr 2012 17:40:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Anna Kanakis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category> <category><![CDATA[Finanziamenti Pubblici ai Partiti]]></category> <category><![CDATA[Francesco Belsito]]></category> <category><![CDATA[Marilyn Monroe]]></category> <category><![CDATA[Porta a Porta]]></category> <category><![CDATA[Rosi Mauro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=205110</guid> <description><![CDATA[Strabuzzo gli occhi davanti al lingotto che Bruno Vespa muove tra le mani con la maestria di un incantatore di serpenti. E nonostante la consapevolezza che trattasi di dorata patacca a uso televisivo, non riesco a scollare gli occhi dallo schermo. Lo sdegno monta e quasi mi strozza. Parlo sola: “E così siamo arrivati ai...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Strabuzzo gli occhi davanti al lingotto che Bruno Vespa muove tra le mani con la maestria di un incantatore di serpenti. E nonostante la consapevolezza che trattasi di <strong>dorata</strong> patacca a uso televisivo, non riesco a scollare gli occhi dallo schermo. Lo sdegno monta e quasi mi strozza.</p><p>Parlo sola:</p><p>“E così siamo arrivati ai lingotti”.</p><p>Cioè ragazzi; i denari delle nostre tasse stanziati per lubrificare le sinapsi dei nostri politici che hanno il<strong> nobile</strong> compito (perché la politica checché se ne dica, è arte nobile!) di tracciare il futuro del Paese sono stati  tramutati in…. volgari lingotti?</p><p>Cerco riparo nel maxischermo di Porta a Porta e trasalisco ancora:</p><p>Un diamantone sorretto da una pinzona, campeggia sullo <strong>sfondo</strong>. Accanto a quel sasso, il volto di una donna bruna coi capelli lunghi e gli occhiali, tanto per non fare nomi  la senatrice Rosi Mauro.</p><p>Sembra che la signora non disdegni questa forma allotropica di carbonio. Sembra.</p><p>La voce di velluto di Lorelei Lee alias Marilyn Monroe, serpeggia nelle pareti della mia camera e l’invade tutta.</p><p>La vedo Marilyn stretta nel suo abito rosa e <strong>ornata</strong> di collana e braccialetto con le nostre brillocchetasse mentre canta:</p><p>“Diamonds are a girl’s best friend”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/17/diamanti-lingotti-galeotti/205110/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Non voglio perdermi nulla</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/voglio-perdermi-nulla/203768/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/voglio-perdermi-nulla/203768/#comments</comments> <pubDate>Wed, 11 Apr 2012 16:02:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Anna Kanakis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Pasqua]]></category> <category><![CDATA[Piazza Navona]]></category> <category><![CDATA[Poesia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=203768</guid> <description><![CDATA[Ciao Musa stanca, Dibi l’ombrosa, e tu, Diego De La Vega. Insomma tutti voi ragazzi del blog, come butta? Siete sopravvissuti ai bagordi pasquali? Io boccheggio ancora (ho la mamma siciliana). Vi racconto cosa mi è capitato ieri mattina o meglio, le emozioni che ho provato. Alle nove meno un quarto trascinando il mio corpo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Musa stanca, Dibi l’ombrosa, e tu, Diego De La Vega. Insomma tutti voi ragazzi del blog, come butta? Siete sopravvissuti ai bagordi pasquali? Io boccheggio ancora (ho la mamma siciliana).</p><p>Vi racconto cosa mi è capitato ieri mattina o meglio, <strong>le emozioni che ho provato</strong>.</p><p>Alle nove meno un quarto trascinando il mio corpo lasso, mi avvio all’appuntamento col “cavadenti” tedesco (è normale che un dentista fissi una seduta il giorno dopo pasquetta alle nove della mattina??). Vi risparmio la descrizione del mio umore da pentola a pressione.</p><p>Esco da un vicoletto della Roma antica, e  Piazza Navona si presenta a me con quella<strong> bellezza prepotente </strong>che  prosciuga il fiato.</p><p>Rallento il passo, e guardo in su. Il cielo è azzurro come un manto di Madonna e si poggia leggero su uomini e cose. Due gabbiani giocano a rincorrersi. Lo fanno con garbo. In silenzio.  La città si è appena svegliata e loro lo sanno.</p><p>I miei sensi sono presenti. So che la vita mi parla, la sento e non voglio perdere un fiato.</p><p>Penso alle parole del mio amico poeta <strong>Antonio Belsito</strong> (nessuno rida per l’omonimia), che una volta ha scritto:</p><p>“<em>Mi sveglio al mattino e già tremo di emotività ancor prima di scendere dal letto. La vita è un miracolo talmente bello che non voglio perdermi nulla</em>”.</p><p>Vi  abbraccio ragazzi  ancora immersa in quel ricordo, e vi lascio con una poesia di Antonio che mi emoziona sempre. Il mio regalo (tardivo) pasquale.</p><p>Vita<br /> …e ancora altra vita…<br /> Vita di giorni che si susseguono<br /> Di emozioni che si inseguono<br /> Di parole che si amano.</p><p>Vita di gente vicina<br /> E di gente lontana.<br /> Vita di confidenze,<br /> vita di essenze.</p><p>Vita di vite,<br /> generose,<br /> preziose,<br /> volenterose.</p><p>Vita di vite<br /> Ansiose,<br /> pensierose,<br /> meticolose.</p><p>Vita<br /> E ancora altra vita<br /> Scandita,<br /> ammaliata,<br /> sensata.</p><p>Semplicemente amata:<br /> Vita.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/voglio-perdermi-nulla/203768/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;aveva detto Vasco&#8230;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/laveva-detto-vasco/202304/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/laveva-detto-vasco/202304/#comments</comments> <pubDate>Wed, 04 Apr 2012 13:36:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Anna Kanakis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Credibilità]]></category> <category><![CDATA[Francesco Belsito]]></category> <category><![CDATA[Susanna Camusso]]></category> <category><![CDATA[Vasco Rossi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=202304</guid> <description><![CDATA[Stamattina sfogliando i giornali, la voce “spericolata” di Vasco raggiunge le mie orecchie come quel 21 giugno di un anno fa a San Siro. Il Vate del fondo del barile alla fine di una canzone ci aveva regalato questa massima: “Sono più puliti quelli che fumano di quelli che rubano”. Il mio pensiero vola agli spinelli giovanili...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina  sfogliando i giornali, la voce “spericolata” di Vasco  raggiunge le mie orecchie  come quel 21 giugno di un anno fa a San Siro. Il Vate del fondo del barile alla fine di una canzone ci  aveva regalato questa massima: <strong>“Sono più puliti quelli che fumano di quelli che rubano”</strong>.</p><p>Il mio pensiero vola  agli <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/02/confessione-della-camusso-canne-qualcuna-smesso-rapidamente/201777/" target="_blank">spinelli giovanili di Susanna Camusso</a>, vittima in questi giorni di insidiose ironie tese a delegittimare la sua<strong> credibilità</strong> in un momento di emergenza sociale nazionale.</p><p>Tentativo inutile se, come sembra (prudenza ai massimi), il fronte ricompattato del sindacato ha risvegliato dal torpore il segretario del Pd. Il quale dopo una passeggiata tra romanici cunicoli (a Pasqua cercherò di visitarli) avrebbe partorito un <strong>montiaccordo </strong>sul tema : i lavoratori e il loro giusto reintegro.</p><p>Ma veniamo a quelli che rubano, come da vascocitazione:</p><p>Il faccione di <strong>Francesco Belsito</strong> si staglia ammiccante dalla pagina del giornale. Mi tuffo nel curriculum vitae di questo “duro e puro”, con un pizzico di sadico godimento essendo una “terrona” di Messina, innamorata di Roma “ladrona”. Accipicchia ragazzi che bad ground!</p><p>Pare che l’illustre sia stato: Buttafuori, animatore di discoteche, possessore di diplomi e lauree fittizie,  abusatore di Posche (ne ha tre, sembra),  vicepresidente di Fincantieri (che ci azzecca, direbbe qualcuno!), e, dulcis in fundo: cuoco di focacce!!</p><p>“Quante cose accorre saper fare per diventare tesoriere di un partito, mannaggia!” dico tra me, mentre frullo il giornale sul pavimento.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/laveva-detto-vasco/202304/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La chinoise del Professore</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/chinoise-professore/200478/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/chinoise-professore/200478/#comments</comments> <pubDate>Tue, 27 Mar 2012 15:30:25 +0000</pubDate> <dc:creator>Anna Kanakis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=200478</guid> <description><![CDATA[&#8220;Ma….é vero che il Professor Monti è suo cliente, e che adora la vostra chinoise, signora Karin?&#8221;. Balbetto la fatidica domanda, dopo aver ingoiato il quinto carciofino intriso della salsa al pepe di cayenna. Finalmente l’ho detto. Ho trovato il coraggio. Lei, la sfingelvetica non batte palpebra. E mi studia per qualche secondo, reggendo il pentolino...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ma….é vero che il Professor Monti è suo cliente, e che adora la vostra chinoise, signora Karin?&#8221;.<br /> Balbetto la<strong> fatidica domanda</strong>, dopo aver ingoiato il quinto carciofino intriso della salsa al pepe di cayenna. Finalmente l’ho detto. Ho trovato il coraggio.</p><p>Lei, la sfingelvetica non batte palpebra. E mi studia per qualche secondo, reggendo il pentolino di rame col brodo caldo.<br /> Il mio volto si compone, lesto, nell’espressione più idiotamente rassicurante.<br /> Poi  lei avanza, muta. Con <strong>quell’arma impropria </strong>che le fuma tra le mani e sembra piegarsi verso di me.</p><p>Un brivido di paura mi assale:<br /> &#8220;Oddio!  l’elvetica intende sopprimermi??&#8221;. Respiro! Mi supera! E appoggia il pentolino al centro del tavolo.</p><p>La guardo e non la riconosco. Sorride: &#8221;Sì! Il professore è un vecchio cliente&#8221;, chiosa con le guance paonazze, &#8220;d’estate, quando viene in vacanza in<strong> Engadina</strong>, la chinoise qui, a Sils Maria,è la tappa del gusto alla quale non resiste&#8221;.</p><p><strong>La chinoise</strong>: un pentolino di brodo bollente dove  fettine di carne cruda tagliate a carpaccio, infilzate in lunghe forchette puntute, non trovano scampo, e  s’indorano in pochi secondi. Lo vedo, il Professor Monti, che impugna con fare maestoso la <strong>forneroforketta</strong> e la affonda in un pezzetto di esodatovitello. Lo sento, il gemitare dei manzopensionati, che scottati dal brodo caldo, raggiungono le auguste labbra del Professore, dopo una sosta all’imbratto nella salsa di curry!</p><p>Finalmente esco dal ristorante. Alticcia, e con le labbra ancora intontite dal pepe di cayenna. Di fronte a me, un austero palazzo si staglia. E’ la Nietzsche  Haus, <strong>la casa di Nietzsche</strong>.<br /> Pare che il filosofo tedesco abbia trovato l’ispirazione di “Così parlò Zaratustra” tra queste montagne…! Spero che al professor Monti sia sfuggito.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/chinoise-professore/200478/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Grazie Dago!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/20/grazie-dago/198913/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/20/grazie-dago/198913/#comments</comments> <pubDate>Tue, 20 Mar 2012 16:46:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Anna Kanakis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Anna Kanakis]]></category> <category><![CDATA[D'Agostino]]></category> <category><![CDATA[Dagospia]]></category> <category><![CDATA[Miss Italia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=198913</guid> <description><![CDATA[E’ col capo cosparso di cenere che oggi scrivo (immaginate la scena!!), perché temo vi toccherà sorbire un post dedicato alla mia vita. Ebbene sì, cari: 1 Melina, Magiste, Musa stanca, Paoletto V, e tanti altri ormai amici, armatevi di pazienza e di quella generosità d’animo che ho imparato a conoscere, e sopportate questo “strazio...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E’ col capo cosparso di cenere che oggi scrivo (immaginate la scena!!), perché temo vi toccherà sorbire un post dedicato alla mia vita.</p><p>Ebbene sì, cari: 1 Melina, Magiste, Musa stanca, Paoletto V, e tanti altri ormai amici,<strong> armatevi di pazienza </strong>e di quella generosità d’animo che ho imparato a conoscere, e sopportate questo “strazio individualista”.</p><p>Prometto che sarò breve:</p><p>Sabato scorso, sul sito Dagospia, Roberto D’Agostino mi ha dedicato un “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/1-u-che-ci-fa-tra-i-bloggers-del-fatto-tra-flores-darcais-e-36772.htm" target="_blank">pittoresco siparietto</a></span>”.</p><p>Tra le copertine dei miei libri, e qualche vecchia foto di me “discinta”, saettava un “sapegno” sulla mia vita.</p><p>Nonostante la versione “light” della medesima (cosa potevo pretendere, un trattamento??), ho scorto in quelle poche righe il mio percorso esistenziale e….spalancate le orecchie!!!  MI E’ PIACIUTO!!!!!</p><p>Cavoli, quante cose ho fatto!!!!</p><p>Non posso quindi che essere grata al Dagodocente, delle vite degli altri, per avermi fatto” ripercorrere” se pur il tempo di una lettura, il mio passato (guardo sempre avanti, mannaggia!!).</p><p>Ma anche ai migliori biografi, può sfuggire qualcosa però (pure al Vasari capitava!). Ed eccomi pronta a colmare gli spazi per dipanare l’Annamatassa.</p><p>Il Dagodocente sfotte sul fatto che a 15 anni sono stata eletta aimè <strong>Miss Italia</strong>.</p><p>E’ una colpa?</p><p>Ho evaso il fisco?</p><p>Incassato una tangente?</p><p>O forse il nostro dotto e adamantino amico è un assertore convinto di quel vecchio luogo comune che recita: &#8220;La donna bella è stupida e quella brutta è intelligente&#8221;???</p><p>Cosa pensi, Musa stanca di questo “topico” quesito??</p><p>Andiamo avanti: &#8220;Come sta tua moglie, Anna Federici, caro Roberto?&#8221;. No! Scusami, ritiro la domanda!!! Non trovo “corretto”, come fai tu, citare nei pezzi che scrivi, i nomi dei nostri affetti, di quelli che ci amano, insomma.</p><p>Ti do assolutamente ragione su un fatto: “Occhio malocchio prezzemolo e finocchio”, con Dorelli e Banfi, <strong>me lo potevo risparmiare</strong>!! Ma sai, ero una ragazza alle prime armi, e quando sei piccolo, qualche “cazz…ta”, la fai, a te non è mai successo??</p><p>Poi però, tornata sulla retta via, ne ho girati oltre 60, muovendomi tra cinema e fiction, con grandi attori e registi, come Alberto Sordi e Mauro Bolognini, ma è tutta roba passata!! Non voglio annoiare i ragazzi del blog!</p><p>A proposito di “passato”, caro Dago, ma tu, nel 1992 non hai girato “<strong>Mutande pazze</strong>”?? Quel film “poco felice” (di botteghino, per carità, non nella sostanza!!), che Raul (Bova), tenta invano di cancellare col bianchetto dal suo curriculum vitae??</p><p>Rimesto ancora nel tuo Sapegno a me dedicato: rammenti ai tuoi lettori, che ho fatto politica col Presidente Emerito <strong>Francesco Cossiga</strong>.</p><p>Ebbene si, e la ricordo come una breve ma brillante esperienza. Invece di attaccare al chiodo l’incarico ricevuto (Dirigente Nazionale, Cultura e Spettacolo), con un lumino acceso sotto, lavoravo tantissimo. E quando il Presidente segnò la fine con una “picconata” del giocattolo  politico, me ne sono andata. Nonostante in molti mi chiedessero  di rimanere.</p><p>Coerenza? Gratitudine? Sai, Dago, sono siciliana sino al midollo. Noi andiamo alla morte se qualcuno ci tende la mano.</p><p>E giungo alla “<strong>svolta letteraria</strong>”, come tu  l’hai definita:</p><p>Da tre anni scrivo libri. La gioia che provo è forse pari alla nascita di un bimbo vero (che non ho, purtroppo).</p><p>Le recensioni che scaldano di quando in quando i miei “bimbi di carta” sono tante, e bellissime (cercale sul sito della Marsilio Editori).</p><p>Inaspettate per una ex Miss Italia. Ma come vedi, non tutti gli intellettuali sono “<strong>bacchettoni</strong>” come te.</p><p>Ed ora ti lascio, Dagodocente e ti ringrazio ancora, di avermi fornito lo “spunto” per poter raccontare un po’ di me, ai ragazzi del mio blog!</p><p>Qui, caro Dago, la massima di Longanesi che citi sempre: &#8220;la superficialità è l’unico essenziale&#8221; non può trovare spazio. I problemi sono tanti……….!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/20/grazie-dago/198913/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Dedicato a Susanna Camusso</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/15/dedicato-susanna-camusso/197540/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/15/dedicato-susanna-camusso/197540/#comments</comments> <pubDate>Thu, 15 Mar 2012 15:44:14 +0000</pubDate> <dc:creator>Anna Kanakis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Cgil]]></category> <category><![CDATA[Lavoro]]></category> <category><![CDATA[Riforme]]></category> <category><![CDATA[Sindacati]]></category> <category><![CDATA[Susanna Camusso]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=197540</guid> <description><![CDATA[La vedo Susanna, che stringe il timone e scruta l’orizzonte dalla piccola barca coi suoi occhi azzurri come un cielo terso. C’è mare nero stamattina, nero e di tempesta. Susanna ama il mare, ma il suo vero amico è il vento. Il maestrale arriva di prua, ed è forte. La sento che pensa. Sa che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La vedo Susanna, che stringe il timone e scruta l’orizzonte dalla piccola barca coi suoi occhi azzurri come un cielo terso.<br /> C’è mare nero stamattina, nero e di tempesta.<br /> Susanna ama il mare, ma il suo vero amico è il vento.<br /> Il maestrale arriva di prua, ed è forte.<br /> La sento che pensa. Sa che tra poco dovrà ammainare la randa e issare il fiocco in alto, verso il cielo.<br /> Solo così può cavalcare le onde senza “scuffiare”.</p><p>Susanna lo sa, ma non ha fretta.<br /> E’ una donna paziente, lei, e conosce il mare.<br /> E poi la posta in gioco è troppo alta.<br /> La vedo che si volta indietro e sfiora con gli occhi quel carico di anime invisibili che tiene  aggrappate alla schiena.<br /> Immagino il peso dei loro sogni, dei loro progetti, della paura.<br /> Ma Susanna non può aver paura, ed ha per amico il vento.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/15/dedicato-susanna-camusso/197540/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Per pietà, smimosiamoci!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/07/pieta-smimosiamoci/195990/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/07/pieta-smimosiamoci/195990/#comments</comments> <pubDate>Wed, 07 Mar 2012 12:42:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Anna Kanakis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Festa della donna]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195990</guid> <description><![CDATA[Ecco, ci risiamo! Anche quest’anno (e per essere precisi dal 1946), nugoli di rametti gialli con pallette mollicce, domani, (se siamo fortunate, l’anatema potrebbe appalesarsi già da stasera) invaderanno le nostre vite di femmine. Domani è la festa della “donna”, care amiche, o meglio “un giorno” di festa. Solo uno. &#8220;Kanakis, perché ti arrabbi?&#8221;, tuonava...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, ci risiamo! Anche quest’anno (e per essere precisi dal 1946), nugoli di rametti gialli con <strong>pallette mollicce</strong>, domani, (se siamo fortunate, l’anatema potrebbe appalesarsi già da stasera) invaderanno le nostre vite di femmine.</p><p>Domani è la festa della “donna”, care amiche, o meglio <strong>“un giorno”</strong> di festa. Solo uno.</p><p>&#8220;Kanakis, perché ti arrabbi?&#8221;, tuonava la mia professoressa di lettere del liceo Cutelli di Catania, quando leggeva sulla mia faccia il disappunto nel raccogliere dalla cattedra quel mazzolino dondolante a me destinato,&#8221;poteva andarti peggio, sai?&#8221;, cantilenava stridula. E sotto con la <strong>citazione storica</strong>, sempre la stessa: &#8221;Il compianto onorevole Longo, segretario del Pci, intendeva regalare delle violette!! Hai capito, Kanakis? Se la partigiana Teresa Mattei non avesse suggerito questo fiore più povero e accessibile a tutti, tu, oggi avresti tra le dita una<strong> tristissima violetta</strong>!! Dovresti essere contenta!!&#8221;.</p><p>No! Non lo ero, e non lo sono.</p><p>Poi, il fidanzatino di turno ci dava il carico. All’ uscita del liceo, era lì nell’angolo del portone ad aspettarmi col rametto tra le mani sotto un sorriso idiota: &#8221;Auguri amore!! Oggi è la vostra festa!!&#8221;</p><p>E io <strong>serrando i denti</strong> pensavo: &#8221;E la tua quando sarà….scemo!&#8221;</p><p><strong>Aggiornamento dell&#8217;8 marzo, ore 17.20</strong></p><p>Eccomi a voi a metà giornata di &#8220;festa&#8221;ancora in vita, amiche (prima le signore) e amici del blog.<br /> Felice che la mia &#8220;provocazione&#8221; di ieri, abbia sortito un così vivace confronto!!!<br /> Vi segnalo tre fatti che sino ad ora mi hanno colpito in modo diverso. Il primo&#8230; un bellissimo post <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1386880842" target="_blank">sul mio profilo fb</a></span>, dice così: &#8220;Alle donne per l&#8217;8 marzo non regalate mimose, regalate rispetto! è l&#8217;unica cosa che conta!!&#8221;. L&#8217;ho trovato profondo ed esaustivo.<br /> Poi, leggendo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/08/festa-delle-donne-valletta-mike-bongiorno-abbiamo-bisogno-anche-zoccole/196121/" target="_blank">l&#8217;intervista alla Ciuffini</a></span> sul <em>Fatto</em> di oggi, ho scoperto, che se qualcuno con un sorriso imbecille (parole della signora), oggi le dice &#8220;auguri&#8221;, rischia di avere il naso amputato da un morso!!! Proprio così, ragazzi, altro che il mio innocente commento sul mio ex fidanzatino (che ha fatto, incazz&#8230; molti di voi maschietti, non capendo che nel mio scritto l&#8217;uomo e il suo ruolo, non sono in discussione, ma lo è solo il fastidio per la festa!!!).<br /> Vi confesso, che la signora Ciuffini, mi ha stupito? Scandalizzato? Per un altra frase, che vi sussurro in un orecchio, è un po volgare a parer mio (sarò invecchiata??). Lei sostiene che le &#8220;zoccole&#8221; sono &#8220;utili alla causa (delle donne), perché lei rispetta qualunque donna abbia trovato la &#8220;via del potere&#8221;!!!<br /> Machiavellico tutto ciò, non pensate?<br /> Ma è la dichiarazione del Presidente Napolitano, che mi ha fatto gioire; il nostro vecchietto, oggi ha sollecitato una riforma del mercato del lavoro, atta a dare più sicurezza economica alle donne, per consentirci di poter procreare con serenità. Per me è un po tardi&#8230; sono più che una primiparattempata!!<br /> Ma non importa&#8230;..!<br /> Vi abbraccio tutti&#8230; e BENVENUTI NEL MIO BLOG!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/07/pieta-smimosiamoci/195990/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La rabbia e l&#8217;amore</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/28/la-rabbia-e-lamore/194379/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/28/la-rabbia-e-lamore/194379/#comments</comments> <pubDate>Tue, 28 Feb 2012 16:23:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Anna Kanakis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=194379</guid> <description><![CDATA[&#8220;Anche gli sfigati possono cambiare il mondo! Quindi starei ben attento, prima di insultare i giovani come ha fatto un sottosegretario&#8220;. L’urlo di Don Mazzi ci fa sobbalzare dalle poltroncine. E il salone della Fiera di Verona, s’incendia dello sdegno del prete. Sta per andare in scena un convegno dal titolo che sembra ormai un...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Anche gli sfigati possono cambiare il mondo! Quindi starei ben attento, prima di insultare i giovani come ha fatto un sottosegretario</em>&#8220;. <strong>L’urlo di </strong><strong>Don Mazzi ci fa sobbalzare dalle poltroncine</strong>. E il salone della Fiera di Verona, s’incendia dello sdegno del prete. Sta per andare in scena un convegno dal titolo che sembra ormai un presagio: “Progetto fuoco. Riscaldiamoci. Antidoti al grande freddo della crisi”.</p><p><em>&#8220;Ti prego, Don Antonio, sei stato operato al cuore!&#8221;</em>, lo supplica il moderatore; l’economista <strong>Enrico Cisnetto</strong>, <em>&#8220;attento ai palloncini che ti hanno cucito in petto&#8221;</em>. La mano di <strong>Maria Rita Parsi</strong>, raggiunge il maglione del prete e gli sfiora il braccio, a protezione. Mentre il sociologo <strong>Domenico De Masi</strong>, sembra anche lui sul punto di esplodere. Sferra fendenti con gli occhi, in ogni angolo.</p><p>Mi muovo sulla sedia, inquieta.</p><p>Il volto di donna intrappolato nella copertina del romanzo che tengo sulle ginocchia, chiama, intimidito: <em>&#8220;Anna, perché mi hai portato in quest’arena? credi davvero di riuscire a leggere i miei pensieri, che cantano l’amore?&#8221;</em>.</p><p>E già, me lo sto domandando anch’io, adesso.</p><p>Mi volto. E alla mia destra incontro lo sguardo di<strong> Paolo Portoghesi</strong>. Sembra svuotato. Accenna un sorriso.</p><p><em>&#8220;Dopo l’alluvione in Polesine ho visto cosa può fare la forza della disperazione!&#8221;</em>, è ancora Don Mazzi che parla. Si è calmato. Il suo sguardo vola lontano.</p><p><em>&#8220;Dobbiamo unire i cuori, abbandonare i nostri egoismi, e lasciar volare gli aquiloni della speranza, in cielo, oltre la miseria umana, come recita la poesia di Edoardo Galeano, &#8216;le labbra del tempo&#8217;&#8221;</em>.</p><p>Un dolce calore mi avvolge. <strong>Cuori? Aquiloni? Speranza?</strong></p><p>Sembrano parole antiche che nessuno pronuncia più. Che nessuno regala ad alcuno.</p><p>Cisnetto chiede a De Masi una riflessione sulla crisi e la terapia dei “professori”. E come quando si solleva il coperchio di una pentola in ebollizione, il professore sbotta:</p><p><em>&#8220;E’ la prima volta che di fronte a una grande crisi ci mettiamo nelle mani degli economisti!&#8221;</em>, poi, tuona, <em>&#8220;in questo modo si rinuncia a un elemento fondamentale dell’essere umano, la progettazione del futuro. E se anche il lavoro viene considerato solo da un punto di vista economico, escludendo l’aspetto etico, esistenziale, sociologico, il rischio sarà l’appiattimento!</em>&#8220;.</p><p>Serro i pugni e trattengo il fiato. <strong>So che ha ragione</strong>.</p><p><em>&#8220;Ma perché nessuno s’indigna?</em>&#8220;, continua De Masi, <em>&#8220;sui giovani la politica si è accanita troppo. E’ sorprendente come nonostante gli insulti, nessuno reagisca!&#8221;</em>.</p><p><em>&#8220;E già, perché non reagiamo?? Ci siamo spenti? Siamo morti? Che cosa siamo diventati?&#8221;</em>.</p><p>Ecco l’ho detto! E sto parlando a voce alta.</p><p>Sguardi carezzevoli mi sfiorano in silenzio.</p><p>Forse il mio slancio, la mia ribellione ha intenerito i presenti, <strong>oppure è saggezza la loro</strong>, quella che annebbia la voglia di combattere.</p><p><em>&#8220;Anna cara!&#8221;</em>, è Maria Rita, <em>&#8220;noi abbiamo già vissuto le nostre battaglie alla fine degli anni 60. Anche allora, c’era la stessa mancanza di valori, e una classe politica simile a quella attuale. Capisco il tuo sdegno e quella sensazione d’impotenza! Conosco questo malessere.&#8221;</em> E continua <em>&#8220;Oggi si parla tanto dei giovani, ma anche chi ha già vissuto queste difficoltà va tutelato. I giovani sapranno cavarsela da soli.</em>&#8221;</p><p>Il volto di mia madre mi si para davanti, col suo timore per quella pensione frutto di una vita di lavoro, rosicchiata dalla &#8220;fame&#8221; dei professori.</p><p><em>&#8220;Paolo, quale atteggiamento dobbiamo assumere allora per scaldarci dal grande freddo della crisi?&#8221;</em></p><p>Enrico Cisnetto si avvia alla conclusione dell’incontro.</p><p>Sbircio Portoghesi, che è rimasto in silenzio durante il dibattito.</p><p>Sospira. E poi:<em> &#8220;Penso si debba rinunciare all’individualismo, che è il padrone delle nostre vite. E imparare a condividere con gli altri. Credo che anche in architettura, bisognerà abbandonare il concetto di unicità dell’opera, per concentrarci su progetti aggreganti. Occorre stare vicini per scaldarsi, secondo me!</em>&#8220;.</p><p>E il calore arriva. E’ intorno a noi..!</p><p><em>&#8220;Anna! Vuoi leggere una pagina del tuo romanzo, per concludere?</em>&#8220;, è il gentile invito di Enrico Cisnetto.</p><p>Sollevo il volumetto ed esito.</p><p>A fronte dei problemi trattati, il mio mi sembra uno sciocco personalismo.</p><p>Esito ancora…!</p><p><em> &#8220;Anna! Ricorda gli aquiloni!! Falli volare alto… oltre!!&#8221;</em>. E’ Don Mazzi che mi guarda e sorride.</p><p>Sfioro i miei fogli e comincio a leggere.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/28/la-rabbia-e-lamore/194379/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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