<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Alessandro Ferretti</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/aferretti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Università, al sondaggio vota anche Napoleone</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/29/universita-sondaggio-vota-anche-napoleone/200796/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/29/universita-sondaggio-vota-anche-napoleone/200796/#comments</comments> <pubDate>Thu, 29 Mar 2012 10:15:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Alessandro Ferretti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[Elsa Fornero]]></category> <category><![CDATA[Francesco Profumo]]></category> <category><![CDATA[Miur]]></category> <category><![CDATA[sondaggio]]></category> <category><![CDATA[valore legale titolo studio]]></category> <category><![CDATA[voto valore laurea]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=200796</guid> <description><![CDATA[E’ partita da poco la consultazione sul valore legale della laurea, e già il ministero di Francesco Profumo canta vittoria: ventimila iscrizioni al voto in quattro giorni. In effetti, numeri simili sono un’enormità per una questione che appassiona ben pochi. Vado alla pagina del Miur e scopro che su ventimila iscritti, ben 9.000 hanno cliccato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E’ partita da poco la consultazione sul valore legale della<strong> laurea</strong>, e già il ministero di Francesco Profumo canta vittoria: <a href="http://www.swas.polito.it/services/Rassegna_Stampa/dett.asp?id=4028-152564489" target="_blank">ventimila iscrizioni al voto</a> in quattro giorni. In effetti, numeri simili sono un’enormità per una questione che appassiona ben pochi. Vado alla <a href="http://www.istruzione.it/web/ministero/consultazione-pubblica" target="_blank">pagina</a> del Miur e scopro che su ventimila iscritti, ben 9.000 hanno cliccato “mi piace” su Facebook. Un record da fare invidia a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Justin_Bieber" target="_blank">Justin Bieber</a>!</p><p>Inserisco codice fiscale e indirizzo email e dopo un <strong>istante</strong> arriva la password. Mi imbatto in <a href="http://www.lavoripubblici.it/news/2012/03/professione/Al-via-la-Consultazione-pubblica-on-line-sul-valore-legale-del-titolo-di-studio_9618.html" target="_blank">quesiti </a>complicati: lo stesso sito avverte che “per compilare interamente il Questionario, servendosi degli spunti di approfondimento e del glossario, serve approssimativamente 1 ora.” Tempo sicuramente ben speso: la <a href="http://www.rete29aprile.it/comunicati-stampa/profumo-di-.-imbroglio.html" target="_blank">sapida tendenziosità</a> di alcuni passaggi merita un post a parte. Comunque, una volta studiate le risposte, la compilazione vera e propria si fa in un baleno.</p><p>Mi viene la curiosità di studiare il sistema di registrazione al questionario. Ci sono dei blocchi o dei controlli? Si può votare più volte? Cerco  un <a href="http://www.google.it/search?q=email+gratuita" target="_blank">provider </a>di email e un <a href="http://www.google.it/search?q=calcolo+codice+fiscale" target="_blank">calcolatore di codici fiscali</a> e comincio dalla beneamata Elsa <a href="http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/201203/la-pasta-al-pomodoro-della-ministra-fornero/" target="_blank">“se famo du spaghi”</a> Fornero. Avrà già votato? Il sito Miur senza esitare mi fornisce la password e mi accoglie con un “benvenuto” che denota una scarsa attenzione alle questioni di <strong>genere</strong>, tanto care alla ministra.</p><p>Mi viene voglia di essere il ministro di me stesso e provo ad impersonare Profumo. Calcolo il codice fiscale, apro una nuova casella email <em>et voilà: </em>non ho neanche dovuto resettare i cookies. Anche Profumo non ha ancora votato: potrei farlo io a suo nome, ma non sono certo che ne sarebbe <strong>contento</strong>. Provo allora con mio figlio: scrivo il codice ed eccomi abilitato. Il fatto che abbia appena compiuto due anni non turba affatto il sito del Miur, che evidentemente lo conosce bene e quindi lo ritiene già maturo per esprimersi su questioni complesse.</p><p>E se volessi far partecipare qualcuno che ha lasciato questa terra? Provo con Francesco Cossiga, <a href="http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/081023/jmsra.tif" target="_blank">grande estimatore</a> di studenti e docenti: anche qui un bel “benvenuto” mi accoglie senza sospetti. Ma Cossiga è mancato da solo due anni: magari non hanno <strong>aggiornato</strong> i database. La situazione sta diventando surreale e mi viene in mente Rino Gaetano, che ci ha lasciati nel 1981: per il sito del MIUR è vivo e vegeto, tanto che mi sembra di sentirlo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=k_9vT3fOc0w" target="_blank">cantare</a>.</p><p>Colto da emozione, mi gioco Napoleone Bonaparte, BNPNLN69M15Z110Z: la password arriva rapidissima a stretto giro, e provo l’ebbrezza di far votare un<strong> imperatore</strong>. Ma perchè limitarsi? Inserisco PPRNNN43P67Z404X ed eccomi a votare a nome di una tenera vecchina di campagna che allieta i suoi nipotini con antica saggezza e torte strepitose&#8230; <a href="http://www.roars.it/online/?p=3567" target="_blank">Nonna Papera</a>, ovviamente!</p><p>Con un sistema di accreditamento così accomodante si può fare di tutto. In un’ora puoi votare per 20: da fare invidia ad Arturo Brachetti e alla mafia dei corleonesi. Sono colto da una <strong>fantavisione</strong>: mi appare uno qualunque dei tanti riccastri che hanno da guadagnare dalla <a href="http://coordinamentoprecariuniversita.wordpress.com/2012/02/06/lanvur-vuole-le-universita-di-serie-a-e-quelle-di-serie-b/" target="_blank">competizione darwiniana tra atenei</a>.  Tira fuori diecimila euro dal taschino e assolda per 1000 ore un gruppo di informatici di un sobborgo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hyderabad" target="_blank">Hyderabad</a>, che cominciano a cliccare come dannati…</p><p>Il cane del vicino abbaia ed esco dalla trance. Per fortuna, queste cose in Italia non possono succedere. Sarebbe semplicemente assurdo: quasi quanto decidere del futuro dell’università in base ai risultati di un sondaggio che ha meno controlli del <a href="http://topolinolosapeviche.blogspot.it/2011/03/qualche-curiosita-sul-bollino-del-club.html" target="_blank">Club di Topolino</a>!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/29/universita-sondaggio-vota-anche-napoleone/200796/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I bamboccioni e la bufala da 12 miliardi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/i-bamboccioni-e-la-bufala-da-12-miliardi/187584/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/i-bamboccioni-e-la-bufala-da-12-miliardi/187584/#comments</comments> <pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:09:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Alessandro Ferretti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[bamboccioni]]></category> <category><![CDATA[bufala]]></category> <category><![CDATA[fuori corso]]></category> <category><![CDATA[La Repubblica]]></category> <category><![CDATA[Michel Martone]]></category> <category><![CDATA[sprechi]]></category> <category><![CDATA[studenti]]></category> <category><![CDATA[tasse universitarie]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=187584</guid> <description><![CDATA[Brivido, terrore, raccapriccio!! Ieri sera navigavo quietamente in rete quando d’improvviso mi imbatto in una notizia sensazionale, di quelle che ti cambiano la serata. “Laureati fuori-corso e bamboccioni costano parecchi miliardi di euro”, e subito sotto: “I conti dicono che la spesa per lo Stato è di 12 miliardi l&#8217;anno”. 12 milardi di euro? E’...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Brivido, terrore, raccapriccio!! Ieri sera navigavo quietamente in rete quando d’improvviso mi imbatto in una <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/29/news/sfigati_bamboccioni-28980239/" target="_blank">notizia sensazionale</a>, di quelle che ti cambiano la serata. “<em><strong>Laureati fuori-corso e bamboccioni costano parecchi miliardi di euro</strong></em>”, e subito sotto: “<em>I conti dicono che la spesa per lo Stato è di 12 miliardi l&#8217;anno</em>”.</p><p><strong>12 milardi di euro</strong>? E’ una cifra <em>enorme</em>! Con quei soldi ci si potrebbe togliere lo sfizio di costruire un <a href="http://www.nuovosoldo.net/2011/10/19/ponte-di-messina-wwf-gli-85-miliardi-di-euro-previsti-per-lopera-vadano-alle-vere-priorita/" target="_blank">ponte di Messina</a> all’anno e avanzerebbero ancora soldi per <a href="http://opendatablog.ilsole24ore.com/2011/08/le-voci-di-spesa-nel-bilancio-dello-stato/" target="_blank">quadruplicare </a>l’investimento pubblico in ricerca e innovazione in Italia. Oppure, si potrebbe <strong>regalare</strong> <strong>10 mila euro l’anno</strong> ad ogni studente universitario in corso in Italia: ricchi, poveri, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=BAKZyDuXErs" target="_blank">ghepardi</a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=24RLtzcMkqE" target="_blank">bradipi</a>, padani o <a href="http://www.youtube.com/watch?v=TCMszSjgKHE" target="_blank">extraterrestri</a> che siano! Ma è possibile che per risparmiare una simile fortuna sia sufficiente sterminare i fuoricorso??</p><p>La risposta è ovviamente no, anzi: il fatto che i fuoricorso gravino sulle casse dello stato è una <strong>leggenda metropolitana</strong>. Il numero, le dimensioni e quindi le risorse “consumate” dai corsi di laurea dipendono dal numero degli studenti che si <a href="http://attiministeriali.miur.it/anno-2010/settembre/dm-22092010.aspx" target="_blank">immatricolano</a>, e non dal tempo che impiegano a laurearsi. I fuoricorso di norma seguono ciascun corso e/o laboratorio una volta sola, esattamente tanto quanto i regolari: <strong>non ripetono l’anno come al liceo</strong>, ma semplicemente diluiscono (per i motivi più vari) nel tempo la loro carriera universitaria.</p><p>La loro laurea costa quindi alla collettività praticamente <strong>la stessa cifra</strong> di quella di uno studente regolare: forse alcuni affolleranno un po’ più a lungo le aulette studenti (dove ci sono), ma pagano più a lungo le tasse (<a href="http://www.uniroma1.it/archivionotizie/tasse-i-fuori-corso" target="_blank">spesso maggiorate</a>!)  per ottenere il medesimo “servizio”: gli unici che ci rimettono sono loro. Anche se tutti i fuoricorso venissero internati in campi di rieducazione ad edificare <strong>monumenti equestri</strong> a <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/25/martone-sfigato-ordinario/186394/" target="_blank">Martone il fustigatore</a> non si risparmierebbe un bel nulla.</p><p>Ma allora <strong>da dove viene fuori</strong> questa cifra assurda? Per farcela sono richiesti due passaggi e una fantasia al limite del lisergico.</p><p>Il primo è di una semplicità assoluta. Si prende il costo medio per studente, lo si moltiplica per il numero degli studenti fuoricorso (un terzo, secondo i loro dati) e si definisce il risultato “<strong>euro bruciati</strong>”.  Due numeri, un’operazione aritmetica, una definizione: ecco che compaiono magicamente i primi 4,4 miliardi di euro “sprecati”, un terzo delle risorse.</p><p>Il secondo invece è meno elegante: <strong>dati a casaccio</strong>, senza fonte. Si afferma che su 290.000 laureati ben 215.000 (il 75%) sono “all’estero o disoccupati”: necessariamente ne consegue che i tre quarti delle lauree sono sprecate. Il database <a href="http://www2.almalaurea.it/cgi-php/universita/statistiche/framescheda.php?anno=2010&amp;corstipo=TUTTI&amp;ateneo=tutti&amp;facolta=tutti&amp;gruppo=tutti&amp;pa=tutti&amp;classe=tutti&amp;postcorso=tutti&amp;annolau=3&amp;disaggregazione=tutti&amp;LANG=it&amp;CONFIG=occupazione" target="_blank">Almalaurea</a> afferma però il tasso di disoccupazione a tre anni dalla laurea è del 7.1%, quindi se <em>Repubblica </em>ha ragione altro che fuga dei cervelli, qui c’è stato un <strong>esodo di proporzioni bibliche</strong>: quasi 7 laureati italiani su 10 sono all’estero e non se n&#8217;è accorto nessuno!</p><p>Dulcis in fundo, i tre quarti “calcolati” in fase due vengono elegantemente sommati al terzo “calcolato” in fase uno e totalizziamo così un record mondiale:<strong> sprechiamo ancora più soldi di quanti ne investiamo, </strong>un euro e 8 centesimi per ogni euro: maledetti fuoricorso!</p><p>Un dubbio mi assale: e se gli unici soldi sprecati fossero quelli che hanno pagato gli studi all’<strong>ineffabile matematico</strong> di <em>Repubblica</em>?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/i-bamboccioni-e-la-bufala-da-12-miliardi/187584/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Monti, gli studenti e la mossa Kansas City</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/monti-studenti-mossa-kansas-city/186483/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/monti-studenti-mossa-kansas-city/186483/#comments</comments> <pubDate>Thu, 26 Jan 2012 09:01:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Alessandro Ferretti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[Francesco Giavazzi]]></category> <category><![CDATA[Francesco Profumo]]></category> <category><![CDATA[Governo Monti]]></category> <category><![CDATA[Ichino]]></category> <category><![CDATA[Kansas City]]></category> <category><![CDATA[laurea]]></category> <category><![CDATA[studenti]]></category> <category><![CDATA[tasse universitarie]]></category> <category><![CDATA[valore legale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=186483</guid> <description><![CDATA[Ormai è chiaro: per gli studenti universitari il governo Monti ha in serbo una riedizione della mossa Kansas City. Dapprima l’offesa all’onore sferrata dal “pasdaran del merito” Martone: poi, mentre tutti guardano a destra, domani dal Consiglio dei Ministri arriva il colpo segreto, quello che dopo tre giorni muori. E’ tanto più letale perché abilmente...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ormai è chiaro: per gli studenti universitari il <strong>governo Monti</strong> ha in serbo una riedizione della <a href="http://www.youtube.com/watch?v=FcEp5-0Sfb8#t=19s" target="_blank">mossa Kansas City</a>. Dapprima l’offesa all’onore sferrata dal “<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/25/martone-sfigato-ordinario/186394/" target="_blank">pasdaran del merito</a>” Martone: poi, mentre tutti guardano a destra, domani dal Consiglio dei Ministri arriva il <strong>colpo segreto</strong>, quello che <a href="http://www.youtube.com/watch?v=HnDsNLLteNU#t=138s" target="_blank">dopo tre giorni muori</a>.</p><p>E’ tanto più letale perché abilmente mimetizzato da <a href="http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_22/conti-piano-per-titoli-studio_75fd23dc-44dd-11e1-b12c-223272f476c4.shtml" target="_blank">provvedimento liberale</a> e sacrosanto, grazie alla complicità dei soliti noti. E’ noto agli specialisti come “<a href="http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/439358/" target="_blank"><strong>revisione del valore legale della laurea</strong></a>” e viene effettuato in due tempi.</p><p>Innanzitutto, nei concorsi pubblici (nel privato è già così) il voto e il tipo di laurea non faranno più <strong>alcuna differenza</strong>. Nella pratica, 110 e lode con menzione sarà uguale a 66 e calcio con rincorsa; stessa cosa tra una laurea in scienze politiche e una in fisica subnucleare.</p><p>Una volta fatta piazza pulita dei vecchi elementi di valutazione, se ne introduce uno nuovo: si fa preparare all’<a href="http://www.anvur.org/" target="_blank">Anvur</a> una bella <strong>ricetta</strong> per classificare tutte le università italiane, dalla più entusiasmante alla più tragica, e si assegna un vantaggio a chi si è laureato nell’ateneo più fenomenale. In pratica, nei concorsi i candidati laureati in università “top” <strong>partiranno sempre in vantaggio</strong> rispetto a candidati magari più bravi ma che hanno seguito i corsi in università un po’ meno meravigliose.</p><p>La ricetta sarà un problema: è noto che <a href="http://www.newyorker.com/reporting/2011/02/14/110214fa_fact_gladwell" target="_blank">non esiste alcun sistema diretto</a> per misurare quanto un ateneo sia abile nell’informare, ispirare e stimolare i suoi studenti, e tutti i surrogati mostrano <strong>limiti preoccupanti</strong> e introducono <a href="http://www.roars.it/online/?p=569" target="_blank">effetti distorsivi</a>. Inoltre è <a href="http://www.roars.it/online/?p=569" target="_blank">scientificamente provato</a> che i classificatori, anche se in buona fede, tendono a stilare classifiche che hanno poco a che fare con la qualità e molto con i loro <a href="http://www.roars.it/online/?p=3683" target="_blank">particolari interessi</a>. Ma noi possiamo stare tranquilli perchè nel direttivo dell’Anvur siede un’autentica <a href="http://www.anvur.org/?q=content/luisa-ribolzi" target="_blank">esperta di ricette</a>, nientemeno che l’autrice del <a href="http://www.roars.it/online/?p=3567" target="_blank">Manuale di Nonna Papera</a>. Cominciate a prenotarvi per <a href="http://www.unisg.it/" target="_blank">l’Università del Gusto</a>!</p><p>Ma c’è un altro problema. Già adesso le tasse delle università italiane pubbliche sono <a href="http://www.oecd.org/dataoecd/61/13/48631028.pdf" target="_blank">le più alte d’Europa</a> dopo quelle di Regno Unito e Olanda. Ma se le lauree avranno valore diverso a seconda dell’ateneo gli studenti cercheranno ovviamente di iscriversi in quelli più quotati, che avranno un <strong>surplus di immatricolazioni</strong>. Per risolvere questo problema creato ad arte spuntano i soliti <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/10/siamo-noi-la-liberta-siamo-noi-la-california/76150/" target="_blank">Giavazzi</a>, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/26/universita-il-peggio-deve-ancora-venire/113864/" target="_blank">Ichino</a> e compagnia con la loro solita <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/21/liberare-luniversita-lettera-aperta-hack/185361/" target="_blank">ideona</a>: una volta riformato il valore legale, basterà lasciare liberi gli atenei di <strong>aumentare le tasse a piacimento</strong> <em>et voilà</em>: la domanda incontra l’offerta, gli atenei buoni si sostengono con le tasse, quelli cattivi chiudono e il mercato è contento. Come <em>bonus</em> abbiamo azzerato l’università pubblica italiana e chiarito una volta per tutte un <strong>equivoco</strong>: lo studio non è un diritto dei capaci e meritevoli, ma un lussoso privilegio per chi ha il portafoglio gonfio.</p><p>Per i testoni che non vogliono rassegnarsi, ci sarà la trappola dei <a href="http://www.roars.it/online/?p=2042" target="_blank">prestiti d’onore</a> o qualche ateneo di serie Z gestito da enti caritatevoli, e finalmente anche noi, nelle università italiane, potremo respirare a pieni polmoni il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=MzQPTdDwtVk#t=13s" target="_blank">Profumo della vittoria</a>.</p><p>Ps: una <a href="http://www.coordinamentouniversitario.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=519%3Aroma-contestato-profumo-il-governo-non-tocchi-il-valore-legale-del-titolo-di-studio&amp;catid=3%3Anewsflash&amp;Itemid=57" target="_blank">reazione</a> di chi non ci sta e un<strong> <a href="https://laureati.economia.unige.it/SelectSurveyASPAdvanced/TakeSurvey.asp?SurveyID=342765KK3mlKG" target="_blank">appello</a></strong> di denuncia, aperto alla sottoscrizione.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/monti-studenti-mossa-kansas-city/186483/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Studenti senza borsa? Ci pensa la polizia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/13/studenti-senza-borsa-pensa-polizia/183451/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/13/studenti-senza-borsa-pensa-polizia/183451/#comments</comments> <pubDate>Fri, 13 Jan 2012 08:37:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Alessandro Ferretti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[diritto allo studio]]></category> <category><![CDATA[Elena Maccanti]]></category> <category><![CDATA[Francesco Profumo]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[Piemonte]]></category> <category><![CDATA[protesta]]></category> <category><![CDATA[studenti]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category> <category><![CDATA[università]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=183451</guid> <description><![CDATA[Paura, disgusto, rabbia. Cosa altro si può provare leggendo le notizie che arrivano da Torino? Due ragazzi, fratello e sorella, 21 e 19 anni: studiano al Politecnico, in cui fino a pochi giorni fa era rettore l’ora ministro Profumo. Secondo l’EDISU (Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario del Piemonte) hanno pieno diritto alla...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Paura, disgusto, rabbia</strong>. Cosa altro si può provare leggendo le <a href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/01/11/news/edisu_primo_sfratto_dopo_la_borsa_di_studio_negata-27955912/" target="_blank">notizie</a> che arrivano da Torino?</p><p>Due ragazzi, fratello e sorella, <strong>21 e 19 anni</strong>: studiano al Politecnico, in cui fino a pochi giorni fa era rettore l’ora ministro Profumo. Secondo l’EDISU (Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario del Piemonte) hanno<strong> </strong>pieno diritto alla borsa di studio, ma <a href="http://www.facebook.com/notes/si-studenti-indipendenti/nulla-di-fatto-dalla-giunta-regionale-prosegue-la-protesta-del-movimento-dei-bor/305895862787628" target="_blank">per l’assessore regionale</a> <strong>Elena Maccanti</strong> (Lega Nord) le borse “<em>sono soldi sprecati che la Regione toglie ad anziani e a malati, non è pensabile che in questi tempi di economie la Regione stanzi altri fondi sul diritto allo studio universitario</em>”.</p><p>E così Amna e Khaled, ad anno accademico iniziato ormai da mesi, apprendono che<strong> la borsa che gli spetta non arriverà mai</strong>. Il padre mantiene altri quattro fratelli e non può pagare la retta: gli studenti non riescono a rassegnarsi e così, dopo qualche giorno, a risolvere il problema viene chiamata la polizia. Ora le loro cose sono in un magazzino, i loro sogni invece sono in frantumi.</p><p><a href="http://www.edisu.piemonte.it/cms/bandi-e-concorsi-news/borsa-di-studio-a.a.-2011-2012-graduatoria-definitiva-pubblicata-16-12-2011.html" target="_blank">Molti altri</a> rischiano di seguirne le sorti: <strong>sono più di 5.000 gli studenti idonei che però</strong><strong> non avranno un euro</strong>. Con loro rischiano di tornare a casa anche <a href="http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/435717/" target="_blank">i lavoratori dell’EDISU</a>: uno smantellamento in piena regola, come se il<strong> diritto allo studio</strong> fosse ormai un retaggio del passato da eliminare per sempre.</p><p>Vengono in mente le <a href="http://www.youtube.com/watch?v=30t423TOS_Q#t=10m59s" target="_blank">parole di Napolitano</a> nel discorso di fine anno: “<em>Si è diffusa, ormai, la convinzione che dei sacrifici siano inevitabili per tutti : ma la preoccupazione maggiore che emerge tra i cittadini, è quella di assicurare un futuro ai figli, ai giovani. E&#8217; questo obbiettivo che può meglio motivare gli sforzi da compiere.</em>” Viene da chiedersi: in che paese vive? E’ ormai evidente a chiunque abbia occhi per vedere: <strong>i sacrifici non li facciamo per sostenere i giovani</strong>, ma per mantenere l’ignobile e parassitaria opulenza di una pletora di banchieri e consiglieri di amministrazione.</p><p>Questa volta però gli studenti non ci stanno. Ieri sera si sono riuniti in assemblea e poi in corteo si sono diretti alla casa dello studente di via Verdi 15: abbandonata da mesi, <strong>proprio come loro</strong>. <a href="http://retedellaconoscenza.it/formazione/universita/469-torino-occupata-casa-dello-studente-in-via-verdi-per-rivendicare-il-diritto-allo-studio.html" target="_blank">In centinaia l’hanno occupata</a> e ora cominciano a farla rivivere. Il presidente pidiellino dell’EDISU ha subito bollato la loro iniziativa come “<em><a href="http://www.articolotre.com/2012/01/caso-edisu-i-borsisti-occupano-la-residenza-verdi/56782" target="_blank">un atto di violenza</a></em>”, ma io vi domando: se occupare un edificio abbandonato per difendere il loro <a href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131289/131307/131313/articolo.htm" target="_blank">diritto a studiare sancito dalla Costituzione</a> è un atto di violenza, allora<strong> </strong><strong>voi come definireste</strong><strong> la distruzione delle speranze </strong><strong>di un’intera generazione</strong>?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/13/studenti-senza-borsa-pensa-polizia/183451/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La crisi: capirla per combatterla</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/13/la-crisi-capirla-per-combatterla/163545/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/13/la-crisi-capirla-per-combatterla/163545/#comments</comments> <pubDate>Thu, 13 Oct 2011 13:02:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Alessandro Ferretti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[15 ottobre]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[lezioni]]></category> <category><![CDATA[professori]]></category> <category><![CDATA[ricercatori]]></category> <category><![CDATA[studenti]]></category> <category><![CDATA[università]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=163545</guid> <description><![CDATA[In questo giorni incerti almeno una cosa è sicura: la crisi la dobbiamo pagare noi. Il pareggio di bilancio è un dogma: l’unico dilemma è tra la svendita totale dello stato sociale alla Perotti &#38; Zingales o la libertà di licenziamento alla Marchionne&#8230; Ma alla fine ci si accorderà per tutte e due. Meno chiari...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In questo giorni incerti almeno una cosa è sicura: la crisi la dobbiamo pagare noi. Il pareggio di bilancio è un <strong>dogma</strong>: l’unico dilemma è tra la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-07-13/ecco-come-arrivare-subito-082038.shtml?uuid=Aa9UChnD" target="_blank">svendita totale</a></span> dello stato sociale alla Perotti &amp; Zingales o la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/30791/Confindustria+addio.+Marchionne+vuole+carta+bianca+per+licenziare" target="_blank">libertà di licenziamento</a></span> alla Marchionne&#8230; Ma alla fine ci si accorderà per tutte e due. Meno chiari sono i tempi di recupero: lunedì sera a <em>Porta a Porta</em> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jacopo_Morelli" target="_blank">Jacopo Morelli</a> (uno che un mese e mezzo prima dei quattro referendum <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.confindustriafirenze.it/notizie/2011/04/29/jacopo-morelli-nuovo-presidente-giovani-imprenditori-confindustria" target="_blank">puntava sul nucleare</a></span>), ha accennato a provvedimenti che raddoppierebbero il prodotto interno lordo italiano… <strong>tra 25 anni</strong>.</p><p>Uno degli aspetti più impressionanti è che lo <strong>stato d’emergenza</strong> vieta ogni riflessione su quello che sta succedendo. Ci stanno infilando in un <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/24/i-neutrini-del-cern-piu-veloci-della-luce-lelogio-della-gelmini-per-il-tunnel-che-non-ce/159769/" target="_blank">tunnel</a> più lungo di quello leggendario di Mariastella a colpi di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/lo_spread_del_bund_ha_un_pss_nella_mmmm" target="_blank">spread e bund</a></span>, e la stragrande maggioranza delle persone non sa neppure che cosa sono!</p><p>Di fronte a un simile disastro qualcuno nelle università ha cominciato a chiedersi se <strong>si può fare qualcosa</strong>. Per fortuna, dentro gli atenei non ci sono solo baroni sovrappeso: ci sono anche studenti avidi di sapere e ricercatori che studiano con passione la società e le sue molteplici dinamiche.</p><p>Questa urgenza di fare qualcosa ha spinto studenti, ricercatori e professori a ritrovarsi insieme per iniziare un percorso nuovo. Cambiare il mondo è difficile, ma se non lo si capisce è addirittura impossibile: in questo frangente <strong>condividere il sapere</strong> è il primo passo per immaginare e praticare<strong> soluzioni alternative</strong>. E così tutti insieme hanno scritto un <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.rete29aprile.it/comunicati-stampa/comprendere-la-crisi-pretendere-democrazia.html" target="_blank">appello</a></span></strong> e organizzato dal basso delle lezioni speciali: dirette non solo agli studenti, ma a chiunque si rifiuti di subire passivamente questa situazione e voglia comprenderla al fine di reagire.</p><p>Le lezioni sono in corso <strong>adesso</strong>, in <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.rete29aprile.it/comunicati-stampa/programma-lezioni-sulla-crisi.html" target="_blank">tante città</a></span>: giusto in tempo per prepararsi alla manifestazione europea del 15 ottobre. I temi sono tantissimi: la crisi oltre all’economia investe anche i <strong>diritti</strong>, la democrazia, la cultura e il <strong>pensiero critico</strong>, il welfare, l’ambiente, l’università e la ricerca stessa. Insieme a <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.emilianobrancaccio.it/" target="_blank">Emiliano Brancaccio</a></span> , <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://guidoviale.blogspot.com/" target="_blank">Guido Viale</a></span>, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/FLabini" target="_blank">Francesco Sylos Labini</a></span>, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ugo_Mattei" target="_blank">Ugo Mattei</a></span>, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.italia.attac.org/spip/spip.php?article3643" target="_blank">Marco Bersani</a></span> e tanti altri si tracceranno paralleli storici e si affronterà il tema della precarietà e delle lotte sociali. Soprattutto, ci si ritroverà in carne e ossa per parlare delle <strong>alternative</strong> al deserto del pareggio di bilancio: di beni comuni, di riconversione economica, di redistribuzione.</p><p>La <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi" target="_blank">crisi</a></span> è qualcosa di più di un evento traumatico: è il momento in cui si impone una <strong>scelta</strong>. Abbiamo un’occasione per riprenderci il diritto di decidere della nostra esistenza e del nostro futuro: speriamo che non vada sprecata, perché potrebbero non essercene altre.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/13/la-crisi-capirla-per-combatterla/163545/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>La febbre del referendum contagia gli atenei</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/23/la-febbre-del-referendum-contagia-gli-atenei/159182/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/23/la-febbre-del-referendum-contagia-gli-atenei/159182/#comments</comments> <pubDate>Fri, 23 Sep 2011 08:00:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Alessandro Ferretti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[baroni]]></category> <category><![CDATA[referendum]]></category> <category><![CDATA[riforma Gelmini]]></category> <category><![CDATA[senato accademico]]></category> <category><![CDATA[università]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=159182</guid> <description><![CDATA[Ricordate i proclami gelminiani dell’autunno scorso? “L&#8217;università sarà più meritocratica, trasparente, competitiva e internazionale”. Gelmini arrivò al punto di affermare, con supremo sprezzo del ridicolo, che chi protestava difendeva i baroni. La legge è stata approvata da mesi: che fine hanno fatto i baroni? E i contestatori? La legge Gelmini obbliga gli atenei a riscrivere...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ricordate i proclami gelminiani dell’autunno scorso? “<a href="http://www.orizzontescuola.it/node/10463" target="_blank">L&#8217;università sarà più meritocratica, trasparente, competitiva e internazionale</a>”. Gelmini arrivò al punto di affermare, con supremo sprezzo del ridicolo, che <a href="http://www.wikio.it/buzz/status_quo-178157/2010-11-24-universita-gelmini-studenti-protesta-difendono-baroni" target="_blank">chi protestava difendeva i baroni</a>. La legge è stata approvata da mesi: <strong>che fine hanno fatto i baroni? E i contestatori?</strong></p><p>La <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2010;240" target="_blank">legge Gelmini</a> obbliga gli atenei a riscrivere gli <a href="http://www.rete29aprile.it/statuti-art.html">statuti</a>. Tutti i poteri passano al consiglio di amministrazione (cda):  il Senato Accademico, <strong>tempio del potere baronale,</strong> viene ridotto al rango di organo consultivo.</p><p>Ma la ministra Gelmini sotto sotto <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/21/alla-libreria-arion-di-piazza-cavour-proprio-in/105990/" target="_blank">è una tenerona</a> e non se l’è sentita di abbandonare così i poveri baroni: nella sua legge ha previsto gli statuti siano riscritti da commissioni designate proprio dagli attuali organi di governo universitari.</p><p>Molti atenei hanno così designato commissioni a maggioranza blindata, che scrivono <a href="http://futurounipg.wordpress.com/2011/09/06/la-governance-nei-nuovi-statuti-degli-atenei-italiani/" target="_blank">statuti che cambiano tutto affinché nulla cambi:</a> ad esempio, affidando a Rettori e/o Senati Accademici il potere di <strong>designare i futuri cda</strong>.</p><p>Quest’anno, però, c’è una novità: i baroni non sono più i soli a prendere la parola. Ci sono ricercatori, studenti e rari professori illuminati che, freschi delle proteste anti-Gelmini, chiedono che i cda siano eletti in modo trasparente e democratico: per coinvolgere l’intero personale dell’ateneo nelle decisioni hanno inventato il <strong>referendum autogestito</strong>.</p><p>La prima è stata <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/22/alma-mater-7000-dipendenti-sul-piede-di-guerra-contro-lo-statuto-voluto-dal-rettore/122205/" target="_blank">Bologna</a>: a fine giugno più di 2200 persone hanno cliccato sui <a href="http://www.studiosamo.it/docenti-preoccupati/generale/consultazione-autogestita-sullo-statuto/" target="_blank">quesiti</a> online proposti dal coordinamento intersindacale e una schiacciante maggioranza ha detto quattro sì alle proposte alternative a quella del rettore Dionigi, ma il Senato non se ne è dato per inteso e ha approvato ugualmente.</p><p>La partita è invece ancora aperta alla <a href="http://tinyurl.com/consultazione-su-statuto-unimi" target="_blank">Statale di Milano</a>, dove più di 400 persone hanno riempito i questionari e a larghissima maggioranza hanno respinto la bozza di statuto caldeggiata dal rettore ed ex presidente della CRUI Decleva.</p><p>A <strong>Perugia</strong> l’establishment ha proposto una bozza nella quale il Senato sarà a maggioranza non elettiva e il cda totalmente non elettivo. Anche qui, alcuni volenterosi hanno appena promosso una <a href="http://futurounipg.wordpress.com/2011/09/12/referendum-statuto-unpg/" target="_blank">consultazione autogestita</a> e oltre 600 votanti hanno inflitto una sonora <a href="http://futurounipg.wordpress.com/2011/09/19/risultato-della-consultazione-sullo-statuto/" target="_blank">bocciatura</a> alla proposta della commissione ufficiale.</p><p>All’Università di <strong>Torino</strong> la lotta è iniziata a gennaio, con una <a href="http://www.petitiononline.com/StatuTo/petition.html" target="_blank">petizione</a> per chiedere che la commissione di riscrittura fosse elettiva e non designata dall’alto: ottiene più di 800 firme<strong>,</strong> stampate su uno striscione rosa lungo oltre 20 metri, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=HQQwGHEYfP4" target="_blank">srotolato</a> e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=7J1TcTX8Vq0" target="_blank">consegnato al rettore</a> nel bel mezzo dell’inaugurazione dell’anno accademico. La richiesta non viene accolta e la commissione viene designata, ma il sottoscritto ottiene il raro privilegio di entrarvi.</p><p>Il conflitto scoppia nuovamente a giugno: la commissione partorisce a colpi di maggioranza una bozza di statuto che prevede una rappresentanza studentesca<strong> sotto i minimi di legge</strong>, e un cda interamente designato dal Senato. La reazione? Dimissioni del sottoscritto dalla commissione, e lancio di una <a href="http://www.petitiononline.com/statUnit/petition.html" target="_blank">petizione</a> con proposte alternative: raccoglie 1100 firme. Non basta: a luglio, circa 300 persone vanno a presidiare una seduta del Senato Accademico. Vista la situazione, il Senato si convince <em>obtorto collo</em> a votare una <strong>proposta di mediazione</strong> che invita la commissione a modificare la bozza, aumentando la rappresentanza studentesca e prevedendo un cda elettivo. La battaglia sembra vinta…</p><p>A settembre i ricercatori organizzano ugualmente una <a href="http://www.rete29aprile.it/images/UPPATI/esiti_referendum_statuto_torino.pdf" target="_blank">consultazione dell’ateneo</a> per garantire a tutti il diritto di esprimersi sulla bozza di statuto. Quasi<strong> 1200 persone</strong> chiedono di parteciparvi, anche se per problemi tecnici non riusciranno a votare tutti. Ma mentre le urne telematiche sono aperte, ecco il <strong>colpo di scena</strong>: in una seduta surreale, il 20 settembre la commissione con una risicatissima maggioranza di 7 a 5 si rifiuta di ratificare la proposta di mediazione del Senato, adducendo argomentazioni del tipo “il cda è un organo tecnico e bisogna scegliere i più competenti” e che l’elettorato “<strong>non è in grado di giudicare</strong> al meglio chi è più competente”!</p><p>La prossima puntata della telenovela torinese? Il 27 settembre, quando il Senato Accademico si riunirà per approvare uno statuto impresentabile. Stay tuned!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/23/la-febbre-del-referendum-contagia-gli-atenei/159182/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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