<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Andrea Ferrari</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/aferrari/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description>News, inchieste e blog su politica, cronaca, giustizia, economia</description> <lastBuildDate>Mon, 20 May 2013 18:21:21 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Il &#8220;Risorgimento arabo&#8221;e la cultura della pace</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/26/una-nuova-cultura-di-pace/107197/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/26/una-nuova-cultura-di-pace/107197/#comments</comments> <pubDate>Tue, 26 Apr 2011 17:41:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Andrea Ferrari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Aldo Capitini]]></category> <category><![CDATA[Commercio Armi]]></category> <category><![CDATA[Ignazio La Russa]]></category> <category><![CDATA[Lampedusa]]></category> <category><![CDATA[Pace]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=107197</guid> <description><![CDATA[In questi mesi abbiamo assistito ad alcuni cambiamenti geopolitici che hanno travolto moltissimi regimi considerati immodificabili. Fatti che, da un punto di vista storico, potranno essere letti nella loro importanza solo in futuro. Una rivoluzione straordinaria, una nuova voglia di democrazia, paragonabile, forse, all’energia delle popolazioni che si sono liberate nel XX secolo dai loro...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In questi mesi abbiamo assistito ad alcuni <strong>cambiamenti geopolitici </strong>che hanno travolto moltissimi regimi considerati immodificabili. Fatti che, da un punto di vista storico, potranno essere letti nella loro importanza solo in futuro.</p><p>Una rivoluzione straordinaria, una nuova voglia di democrazia, paragonabile, forse, all’energia delle popolazioni che si sono liberate nel XX secolo dai loro colonizzatori.</p><p>Un vero e proprio “<strong>Risorgimento arabo</strong>” come lo ha chiamato, con un termine più che mai appropriato, il Presidente Giorgio Napolitano.</p><p>Popoli che sentono per la prima volta il profumo della libertà, che immaginano di potere ampliare la propria sfera dei diritti, non volendo più essere dei sudditi con solo dei doveri.</p><p>Migliaia di persone sono scese nelle piazze e nelle strade dell’Egitto, della Tunisia, della Libia e di tanti altri Paesi con un’energia difficile da contenere.</p><p>Molti commentatori li hanno definiti “resistenti” e non “ribelli”, interpretando al meglio il significato di una fase storica epocale.</p><p>Una delle conseguenze immediate, specie per Paesi vicini geograficamente come l’Italia, è stata che migliaia di persone sono fuggite cercando in Europa un punto di approdo.</p><p>Una situazione che deve essere certamente coordinata dall’Unione Europea, ma che non può mettere in crisi Paesi come l’Italia: si tratta di un fenomeno importante da un punto di vista numerico, ma non terrificante. Cosa dovrebbero dire o fare Paesi come la Siria che ospita circa tre milioni di profughi iracheni e quattrocentomila libanesi sfuggiti alla guerra su una popolazione totale di diciotto milioni di persone?</p><p>E’ chiaro che se il ministro Maroni utilizza il termine “tsunami umano” per definire il problema dell’arrivo dei migranti, forse qualche <strong>problema di approccio culturale</strong> oltre che pratico esiste. La tecnica mediatica di riempire Lampedusa di persone per terrorizzare l’Italia e poi annunciarne lo svuotamento, sul modello della spazzatura a Napoli, ha un effetto di breve durata. E le conseguenze le vediamo in questi giorni.</p><p>E’ singolare che la soluzione alla crisi maghrebina alla quale molti Paesi a democrazia avanzata, Francia in primis, hanno pensato è stata quella di bombardare: così è avvenuto in Libia. Proprio nel Paese di Gheddafi ci troviamo in <strong>piena contraddizione</strong>: europei ed italiani, dopo aver riempito i depositi libici vendendo armamenti in cambio di petrolio, combattono oggi contro quelle stesse armi.</p><p>Forse vale la pena di riflettere sul fatto che la cultura della pace non è semplicemente l’organizzazione di iniziative ad ogni scoppio di una nuova guerra: pace non è solo opposto di guerra. Penso che una nuova cultura pacifista debba essere costituita da tante azioni continue e quotidiane che concepiscano la pace in un senso più globale: diritti, libertà, giustizia, lavoro, sviluppo.</p><p>Occorre poi una fortissima denuncia di chi produce ed esporta armi: pensiamo all’Europa, che risulta il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.unimondo.org/Notizie/Sipri-l-Unione-Europea-e-il-maggior-esportatore-mondiale-di-armamenti" target="_blank">principale esportatore di armi nel mondo</a></span>, o all’Italia che, dati 2008-09, è il <strong>secondo esportatore nell’Unione Europea</strong> dopo la Francia. Proprio nei giorni della crisi libica il ministro della Difesa <strong>Ignazio La Russa</strong> si trovava ad Abu Dhabi ad <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.idexuae.ae/" target="_blank">Idex 2011</a></span>, la Fiera internazionale delle armi.</p><p>Mi piace pensare alle parole di <strong>Aldo Capitini</strong>, uno dei padri del pacifismo italiano, quando ricordava che è necessaria una “opposizione integrale alla guerra e alla sua preparazione”. Ecco, se saremo in grado, raccogliendo la sfida di Capitini, di creare una cultura di pace che abbia al centro anche una opposizione agli “strumenti” che rendono possibile la guerra, saremo in grado di creare una alternativa credibile e di non dovere alzare le bandiere della pace solo quando scoppia una delle tante guerre nel mondo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/26/una-nuova-cultura-di-pace/107197/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>Come uccidere il Festival di Mantova</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/11/come-uccidere-il-festival-della-letteratura-di-mantova/96619/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/11/come-uccidere-il-festival-della-letteratura-di-mantova/96619/#comments</comments> <pubDate>Fri, 11 Mar 2011 12:23:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Andrea Ferrari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Festival della letteratura di Mantova]]></category> <category><![CDATA[Giulio Tremonti]]></category> <category><![CDATA[Tagli Spesa Pubblica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=96619</guid> <description><![CDATA[In Italia, quello che si svolge ogni anno a Mantova, viene considerato &#8220;il&#8221; Festival. In tanti lo hanno frequentato, hanno fatto la fila per entrare agli incontri, ne hanno apprezzato i contenuti e la dimensione “umana” che, forse, solo una città come Mantova può offrire. L’emozione di incontrare tantissimi scrittori per le piccole strade della...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In Italia, quello che si svolge ogni anno a Mantova, viene considerato &#8220;il&#8221; Festival. In tanti lo hanno frequentato, hanno fatto la fila per entrare agli incontri, ne hanno apprezzato i contenuti e la dimensione “umana” che, forse, solo una città come Mantova può offrire. <strong>L’emozione di incontrare tantissimi scrittori per le piccole strade della città di Virgilio</strong> è qualcosa che è difficile descrivere o quantificare in un bilancio comunale. Tutto sembrava procedere verso la quattordicesima edizione di settembre quando il Comune ha deciso di aderire all’appello del <strong>ministro Tremonti</strong>, “di cultura non si vive”, ed ha deciso di tagliare di circa il cinquanta per cento il contributo che veniva erogato per l’organizzazione del Festival. Sono stati tagliati così, senza colpo ferire, sessantamila euro. Una cifra praticamente uguale all’importante incarico di consulenza per Progetto strategico della città d’acqua di Mantova consultabile facilmente <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cittadimantova.it/public/files/SchemaPubblicazioneIncarichi-252.pdf" target="_blank">qui</a></span>.</p><p>E’ giusto che il conto della crisi la paghi la Cultura? Che un Governo tecnocratico consideri un fastidio le spese per i Teatri, per il Cinema, per l’Arte e per la storia culturale del nostro Paese?</p><p>E’ giusto che, mentre in qualsiasi paese il Colosseo sarebbe considerato una fonte di rendita, in Italia debba essere salvato dal degrado da un produttore di scarpe?</p><p>E’ accettabile che lo strumento con cui si finanziano i principali  centri culturali del nostro Paese, come il Regio di Torino, ovvero  il FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) venga ulteriormente <a href="http://www.asca.it/news-SPETTACOLO__PROTTI_(AGIS)__DOPO_ULTIMO_TAGLIO_A_FUS_BONDI_SI_DIMETTA-997811-ORA-.html" target="_blank">tagliato</a> e che il Ministro poeta alla Cultura si limiti a dichiarare di “non avere saputo e di non condividere”. In questo contesto allora anche <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://temi.repubblica.it/gazzettadimantova-appello/?action=vediappello&#038;idappello=391208" target="_blank">l’appello lanciato dalla Gazzetta di Mantova</a></span>, non da un pericoloso foglio di un giornale sovversivo, per salvare il Festival diventa punto di riferimento importante da sostenere semplicemente mettendoci la faccia come hanno già fatto 2054 cittadini.</p><p>Tu da che parti stai?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/11/come-uccidere-il-festival-della-letteratura-di-mantova/96619/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>14</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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