<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Ali Baba Faye</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/abfaye/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Quale destino per gli irregolari?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/destino-irregolari/205619/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/destino-irregolari/205619/#comments</comments> <pubDate>Thu, 19 Apr 2012 13:19:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Ali Baba Faye</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[clandestini]]></category> <category><![CDATA[espulsioni]]></category> <category><![CDATA[lavoro nero]]></category> <category><![CDATA[permesso di soggiorno]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=205619</guid> <description><![CDATA[Il governo Monti ha approvato ieri in Consiglio dei ministri uno schema del decreto legislativo che prevede pene e sanzioni per i datori di lavoro che assumono migranti irregolari. Si tratta di un provvedimento che recepisce la Direttiva europea n.52 del 2009 e che contiene misure importanti per combattere lo sfruttamento dei lavoratori irregolari e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il governo Monti ha approvato ieri in Consiglio dei ministri uno schema del decreto legislativo che prevede <strong>pene e sanzioni per i datori di lavoro che assumono migranti irregolari</strong>. Si tratta di un  provvedimento che recepisce la Direttiva europea n.52 del 2009 e che contiene misure importanti per combattere lo sfruttamento dei lavoratori irregolari e per favorire l&#8217;emersione del lavoro sommerso. Dunque si potrebbe plaudire alla mano dura contro lo sfruttamento? Dipende. In effetti, se è vero che questo provvedimento potrebbe determinare un <strong>effetto virtuoso </strong>nel sistema economico italiano, che com’è noto è caratterizzato da un alto tasso di sommerso &#8211; circa il 30% delle attività sfugge ai dettami della legge &#8211; è altresì vero che non dice nulla sul destino degli “lavoratori irregolari” i quali dovrebbero a rigore di legge essere espulsi dall’Italia. Ma siamo sicuri che tutti questi irregolari potranno e dovranno essere espulsi? Se sì con quali costi in termini di dignità umana e di oneri finanziari per lo Stato? Senza ipocrisia dobbiamo ritenere dall’esperienza che lo Stato non è in grado di espellere masse di irregolari e non è neanche auspicabile che lo faccia in maniera indiscriminata semmai vi fossero le condizioni per farlo.</p><p>Tra gli “irregolari” ci sono tante vittime del famigerato contratto di soggiorno per cui molti immigrati hanno perso lo status di regolare <strong>dopo aver perso il lavoro</strong>. Tra questi ci sono persone (tra cui qualche capo-famiglia) che risiedono legalmente in Italia da tanti anni e hanno lavorato regolarmente versando i contributi pensionistici e pagando le tasse. Ma al di là delle difficoltà pratiche, non è moralmente accettabile intimare provvedimenti di espulsione nei loro confronti. Non sono dei fazzoletti usa e getta. Sono persone con progetti di vita che hanno dato il loro sangue a questo paese. Ma se non li espellono come faranno queste persone per campare? <strong>Dovranno affidarsi alla criminalità?</strong> E’ questa l’unica alternativa che avranno? Spero di no.</p><p>Insomma quella sul destino degli irregolari non è una questione irrilevante se accanto a questo decreto legislativo, il governo non adotta qualche altra misura complementare per dare efficacia alla giusta lotta per <strong>l’emersione del sommerso</strong>. Una scelta meramente punitiva dei datori di lavoro e una condanna di fatto dei lavoratori non regge alla prova dei fatti e non è conveniente. A mio parere per non vanificare lo sforzo richiesto e per evitare di determinare un’ulteriore emergenza il governo dovrebbe promuovere una sanatoria e una misura che cancella il contratto di soggiorno. Solo così si potrà rendere praticabile l’emersione. Pertanto, si spera che prevalga il buonsenso per risparmiarci<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/18/clandestini-rimpatriati-scotch-sulla-bocca-volo-roma-tunisi-alitalia/205332/" target="_blank"> scene di deportazione con il cerotto sulla bocca</a></span> ma anche per far sì che il provvedimento possa avere i desiderati effetti virtuosi sull’economia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/destino-irregolari/205619/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Andrea e Senad: persecuzione di Stato</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/12/andrea-senad-persecuzione-etnica-stato/196680/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/12/andrea-senad-persecuzione-etnica-stato/196680/#comments</comments> <pubDate>Mon, 12 Mar 2012 08:07:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Ali Baba Faye</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Andrea e Senad]]></category> <category><![CDATA[cie]]></category> <category><![CDATA[clandestini]]></category> <category><![CDATA[petizione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196680</guid> <description><![CDATA[Cosa succede ad una persona nata e vissuta in Italia, da genitori stranieri, che al compimento del suo 18° anno non ottiene la cittadinanza italiana? Diventa immigrato. Cosa succede se quell’immigrato non ottiene il permesso di soggiorno perché non trova lavoro? Diventa “clandestino”! E che cosa rischia un “clandestino” quando viene controllato dalle forze dell’ordine?...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Cosa succede ad una persona nata e vissuta in Italia, da genitori stranieri, che al compimento del suo 18° anno non ottiene la cittadinanza italiana? Diventa immigrato. Cosa succede se quell’immigrato non ottiene il permesso di soggiorno perché non trova lavoro? <strong>Diventa “clandestino”!</strong> E che cosa rischia un “clandestino” quando viene controllato dalle forze dell’ordine? Viene arrestato e rinchiuso in un Centro d’Identificazione e Espulsione (CIE) il tempo necessario per provvedere alla sua espulsione. E se questa persona non possiede un’altra nazionalità? Diventa apolide ovvero senza patria. E allora dove la mandano se è apolide? Da nessuna parte resta nel CIE, una struttura peggiore del carcere.</p><p style="text-align: left;">Ecco questo esercizio di domanda e risposta non è né un <em>quiz</em> né un test d’ingresso alla facoltà di giurisprudenza. E’ la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/11/nati-modena-rinchiusi-onida-soli-modificato/196603/" target="_blank">vicenda di due ragazzi nati e cresciuti in Italia da genitori bosniaci</a></span>. Una vicenda drammatica e vergognosa, effetto di una legislazione sull’immigrazione improntata al cattivismo e alla voglia di persecuzione etnica. Una legislazione ispirata a logiche vessatorie che contiene norme vergognose degne di uno Stato segregazionista. La storia di Andrea e Senad, &#8211; si chiamano così i due ragazzi vittime della barbarie di Stato &#8211; è<strong> uno scempio per la civiltà giuridica</strong> di questo paese, una ferita profonda alla sua tradizione millenaria.</p><p style="text-align: left;">Andrea e Senad sono detenuti presso il CIE di Modena da oltre un mese, senza aver commesso alcun delitto rischiando secondo le leggi attuali, di poter essere trattenuti ad oltranza. Andrea e Senad sono nati e cresciuti a Sassuolo in provincia di Modena, lì hanno studiato e vissuto. Non hanno mai visto un altro paese né calpestato un’altra terra. <strong>Il loro mondo è l’Italia ma lo Stato non li riconosce</strong>. Come spesso avviene, per tanti “figli dell’immigrazione”, italiani per nascita e per mentalità ma considerati stranieri dallo Stato italiano.</p><p style="text-align: left;">La legge prevede che la richiesta di naturalizzazione venga fatta entro il compimento del 18° anno di età e lo Stato valuta se concedere o no la cittadinanza in base a criteri rigidi. Dunque non è un diritto ma una concessione. Così se capita che la tua permanenza non sia stata continuativa o che non hai fatto in tempo a fare la domanda entro i termini previsti, ecco che per legge diventi immigrato e dunque soggetto alla richiesta del permesso di soggiorno. Ma se non hai un contratto di lavoro allora non puoi avere il permesso e diventi “clandestino” e dunque soggetto ad espulsione.</p><p style="text-align: left;">Andrea e Senad (23 e 24 anni) però non possono essere espulsi perché privi di nazionalità. Infatti, i loro genitori, non li avevano segnalati all’ambasciata bosniaca né avevano presentato domanda per naturalizzarli italiani. Così Andrea e Senad sono diventati apolidi e lo Stato italiano non sa dove rimpatriarli e dunque li tratterrà nel CIE di Modena <strong>chissà ancora per quanto tempo</strong>. Di fronte a casi come questi non si può tacere ed è per questo che l’Associazione “Giù le Frontiere” ha lanciato una petizione per l’immediato rilascio di Andrea e Senad e del loro riconoscimento come cittadini italiani.</p><p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2012N21826" target="_blank"><strong>Firma la petizione</strong></a></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/12/andrea-senad-persecuzione-etnica-stato/196680/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Soggiorno a punti per immigrati, follia cattivista</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/09/soggiorno-punti-immigrati-follia-cattivista/196368/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/09/soggiorno-punti-immigrati-follia-cattivista/196368/#comments</comments> <pubDate>Fri, 09 Mar 2012 13:12:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Ali Baba Faye</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[cittadinanza]]></category> <category><![CDATA[immigrazione]]></category> <category><![CDATA[permesso di soggiorno]]></category> <category><![CDATA[punti]]></category> <category><![CDATA[test]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196368</guid> <description><![CDATA[Rieccoci con il cattivismo nei confronti degli immigrati che si fa legge. Non è una novità! E’ stato così con l’introduzione della detenzione amministrativa che è stata un vero stupro alla civiltà giuridica e un attentato al valore della libertà della persona. E’ stato così con l’introduzione del contratto di soggiorno che lede la dignità...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Rieccoci con il cattivismo nei confronti degli immigrati che si fa legge. Non è una novità! E’ stato così con l’introduzione della<strong> detenzione amministrativa</strong> che è stata un vero stupro alla civiltà giuridica e un attentato al valore della libertà della persona. E’ stato così con l’introduzione del contratto di soggiorno che lede la dignità del lavoro rilegando il lavoratore immigrato a semplice <strong>oggetto usa e getta</strong>. Come se non bastasse, la guerra contro gli “utili invasori” ci offre un’altra “chicca”: il permesso di soggiorno “a punti”!</p><p>Domani entrerà in vigore una <strong>nuova disciplina del permesso di soggiorno</strong> le cui linee di indirizzo furono confezionate dal precedente governo con la firma del ministro dell’Interno Maroni. Come funziona? All’immigrato che chiederà il permesso di soggiorno verranno assegnati 16 punti sulla base di alcuni parametri come la conoscenza della lingua italiana e delle nozioni civiche fondamentali. Nell’arco di 2 anni l’immigrato dovrà raggiungere la soglia dei 30 punti pena la revoca del permesso e l’espulsione. E’ un sistema di premi e sanzioni nel quale i punti si perdono in caso di condanna penale, anche non definitiva, e di sanzioni pecuniarie a partire da €10.000 mentre i crediti si acquisiscono con corsi, titoli di studio, onorificenze, attività di volontariato, attività imprenditoriale, acquisto di casa o contratto d’affitto.</p><p>Che dire? Al di là dell’obbligo di essere <strong>perfetti più degli italiani</strong> (civismo, volontariato) alcuni parametri come l’acquisto di una casa, l’avvio di attività imprenditoriale fanno pensare all’idea di attrazione forzosa di investimenti. Ma cosa succederebbe se questi parametri dovessero essere applicati per il mantenimento della cittadinanza o per l’ottenimento della carta d’identità da parte dei cittadini italiani? L’Italia rischierebbe di ritrovarsi con un numero di cittadini inferiore a quello di Malta!</p><p>Dunque la disciplina del permesso a punti invece di rispondere ad un bisogno legittimo di promuovere un’immigrazione selettiva e di inserire l’Italia nelle dinamiche concorrenziali per attrarre i talenti, si rivela come un atto viziato da <em>cattivismo</em> che creerà ulteriori problemi di funzionalità e di gestione dell’immigrazione. Infatti, stante la precarietà sociale degli immigrati e le inadempienze dello Stato &#8211; ad esempio in materia di erogazione di corsi di lingua (all’estero poi…) &#8211; c’è la certezza che il provvedimento avrà effetti negativi in termini di stabilità sociale e di costi di gestione specie per l’incremento a dismisura delle espulsioni. Insomma, pur di complicare la vita agli immigrati si è disposti a farsi del male creando complicanze nel funzionamento dello Stato.</p><p><strong>Dunque l’ottusità al potere! </strong>La politica che vede gli immigrati come dei rifiuti da smaltire continua produrre scorie. Se fossimo in presenza di un comportamento di una persona fisica avrebbe potuto cavarcela con la battuta che “<em>la mamma dei cretini partorisce in continuazione e non conosce menopausa</em>“. Ma qui siamo di fronte al comportamento di uno Stato, prigioniero di scelte politiche non solo sbagliate ma dannose per il paese. L’Italia stenta ad accettare il suo essere “società d’immigrazione” e invece di capitalizzare questa “manna dal cielo” continua a combattere una guerra contro i mulini a vento.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/09/soggiorno-punti-immigrati-follia-cattivista/196368/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La Lega dei vigliacchi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/04/la-lega-dei-vigliacchi/155247/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/04/la-lega-dei-vigliacchi/155247/#comments</comments> <pubDate>Sun, 04 Sep 2011 14:12:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Ali Baba Faye</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[immigrazione]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[padania]]></category> <category><![CDATA[Umberto Bossi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=155247</guid> <description><![CDATA[La Lega al termine di questa esperienza di governo presenterà certamente un bilancio fallimentare. Nessuna delle sue promesse elettorali è stata mantenuta. Sulla “derattizzazione” cioè la guerra contro l’immigrazione e sul federalismo, due feticci che hanno fatto la fortuna elettorale di Bossi e i suoi, non hanno conseguito alcunché. Ed è per questa ragione che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La Lega al termine di questa esperienza di governo presenterà certamente un <strong>bilancio fallimentare</strong>. Nessuna delle sue promesse elettorali è stata mantenuta. Sulla “derattizzazione” cioè la guerra contro l’immigrazione e sul federalismo, due feticci che hanno fatto la fortuna elettorale di Bossi e i suoi, non hanno conseguito alcunché. Ed è per questa ragione che sentendo prossima la fine della legislatura, Umberto il Padano e compagnia sono alla ricerca disperata di qualche bandiera da poter sventolare per evitare un crollo di consenso.</p><p>Quale migliore espediente che rispolverare le bandierine <em>evergreen</em>? Infatti, dopo aver riesumato la mitologia della “secessione e l’indipendenza della Padania&#8221;, naturalmente per <em>buttarla in caciara</em>, ora stanno cercando di recuperare il loro fallimento nella gestione dell’immigrazione, a cominciare dagli sbarchi di profughi sulle sponde Sud del Mediterraneo. Ecco spiegato il senso della <strong>trovata di ieri al Senato</strong> con l’emendamento per la tassazione delle operazioni di trasferimento di denaro da parte dei lavoratori irregolari.</p><p>Quest’ultima trovata non è solo la solita propaganda <em>cattivista</em> ma anche una tripla confessione. Primo, non sono riusciti a debellare l’immigrazione (alla faccia della &#8220;derattizzazione&#8221;), secondo sanno che ci sono molti immigrati irregolari che non riescono ad espellere dal paese nonostante la loro demagogia e terzo, questi irregolari lavorano normalmente in Italia. Al di là della vigliaccheria di questi “presunti guerrieri padani” i tre elementi messi insieme dimostrano che la Lega in realtà <strong>fa solo propaganda</strong> e non è in grado di mantenere le promesse.</p><p>La verità è che sull’immigrazione non esistono soluzioni miracolistiche. E’ una questione complessa che necessita di una gestione intelligente e razionale per farla diventare una grande <strong>opportunità per il paese</strong>. Insomma, ricordiamo a tutti che i leghisti gridano alla luna ma alla prova dei fatti si sono dimostrati incapaci di fare l’interesse dei propri elettori. L’unica cosa in cui finora si sono dimostrati dei maestri è quella di sputare nel piatto in cui mangiano tutti i giorni, e che loro chiamano Roma ladrona. Giù la maschera!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/04/la-lega-dei-vigliacchi/155247/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>52</slash:comments> </item> <item><title>Una nuova destra eversiva a Milano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/22/una-nuova-destra-eversiva-a-milano/113013/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/22/una-nuova-destra-eversiva-a-milano/113013/#comments</comments> <pubDate>Sun, 22 May 2011 16:31:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Ali Baba Faye</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Amministrative 2011]]></category> <category><![CDATA[ballottaggi]]></category> <category><![CDATA[campagna elettorale]]></category> <category><![CDATA[Giuliano Pisappia]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[moschee]]></category> <category><![CDATA[rom]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=113013</guid> <description><![CDATA[La campagna elettorale per il ballottaggio a Milano ha qualcosa di inedito. In seguito ai risultati sorprendenti del primo turno e la grande performance di Giuliano Pisapia, si sta giocando una partita politica delicatissima che oramai trascende dalla mera contesa per il governo municipale. La questione non riguarda solo la portata nazionale del voto e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La campagna elettorale per il ballottaggio a Milano ha qualcosa di inedito. In seguito ai risultati sorprendenti del primo turno e la grande performance di Giuliano Pisapia, si sta giocando una partita politica delicatissima che oramai trascende dalla mera contesa per il governo municipale. La questione non riguarda solo la portata nazionale del voto e la ritrovata centralità di Milano come baricentro degli equilibri politici, bensì un processo di <strong>mutamento culturale della politica </strong>e dei suoi codici etici e morali.</p><p>Il ballottaggio nella città di Sant’Ambrogio sta diventando l’apertura del vaso di pandora della politica italiana dal quale esce il fumo di una nuova cultura di estrema destra. A mio avviso, a Milano si sta giocando una partita delicata che potrebbe segnare le sorti della politica, e la stessa natura del gioco democratico. Infatti, quel che colpisce in questa fase, è il volto con il quale si è presentato il blocco padano-berlusconiano. Di fatto la conduzione della loro campagna ci consegna schemi culturali di una destra estrema che a Milano sforna un arsenale propagandistico prettamente <strong>improntato sull’odio e la paura</strong>.</p><p>Chi segue la comunicazione del nuovo fronte anti-Pisapia non può non accorgersi della <strong>violenza del linguaggio</strong> che connota il salto di paradigma politico. Dunque chi pensava che il tentativo fallito di “character assassination”, costato alla Moratti una perdita di consenso, sarebbe servito a moderare i toni e a centrare la campagna sul merito delle questioni che riguardano il destino della città, è rimasto spiazzato. Stiamo registrando una campagna eversiva, dai toni violenti e dai contenuti inaccettabili. A Milano si sta consumando un livello di estremizzazione e di imbarbarimento del discorso politico che pensavamo di aver lasciato alle spalle.</p><p>E così all’insegna della “guerra totale” gli amici del Sultano di Arcore e di Umberto il Padano ne stanno combinando di tutti i colori. Per fare leva sui sentimenti di odio si stabilisce una sorta di amicizia endemica tra i <strong>rom</strong>, come catalizzatori di odio, e Giuliano Pisapia. Mentre per alimentare la paura si denuncia la “pia alleanza” tra Pisapia e i musulmani pronti a riempire Milano di <strong>Moschee</strong>. Infine denunciano il rischio che Milano, con Pisapia, si trasformi in una capitale per <strong>omosessuali</strong>.</p><p>Insomma, rom, negri, gay e musulmani (che subentrano agli ebrei) per ricomporre una sorta di lista dei nemici della gente padana. Che non mi si dica che è il solito linguaggio colorato che trascende decenza e bon ton. <strong>Qui c’è dell’altro</strong>: siamo di fronte alla nascita di una nuova destra estrema che sconvolge le regole del confronto pubblico e della politica. Non è solo un tentativo di avvelenamento dei pozzi di chi sente prossima la fine della propria leadership.</p><p>Speriamo bene!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/22/una-nuova-destra-eversiva-a-milano/113013/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>22</slash:comments> </item> <item><title>Corte europea: no al reato di immigrazione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/29/corte-europea-no-al-reato-di-immigrazione/108018/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/29/corte-europea-no-al-reato-di-immigrazione/108018/#comments</comments> <pubDate>Fri, 29 Apr 2011 17:41:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Ali Baba Faye</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Corte di Giustizia Europea]]></category> <category><![CDATA[Hassan El Dridi]]></category> <category><![CDATA[immigrazione clandestina]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=108018</guid> <description><![CDATA[La Corte di giustizia europea ha respinto la legittimità dell&#8217;introduzione nel diritto italiano del reato di immigrazione clandestina per il quale si prevede la reclusione. Questo standard, guidato da una logica di &#8220;tolleranza zero&#8221;, non è coerente con la direttiva europea sul rimpatrio degli immigrati clandestini. Finora l&#8217;immigrazione clandestina aveva suscitato passioni e vivaci discussioni...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La Corte di giustizia europea ha respinto la legittimità dell&#8217;introduzione nel diritto italiano del reato di immigrazione clandestina per il quale si prevede la reclusione. Questo standard, guidato da una logica di &#8220;tolleranza zero&#8221;, non è coerente con la direttiva europea sul rimpatrio degli immigrati clandestini. Finora l&#8217;immigrazione clandestina aveva suscitato passioni e vivaci discussioni politiche, ma nessun paese aveva formalmente compiuto il passo di portarlo sul terreno del <strong>diritto penale</strong>. Infatti, la violazione di norme per l&#8217;ingresso e il soggiorno in un paese è stata considerata come un illecito amministrativo e non un reato penale. In Italia il sicuritarismo e la xenofobia hanno consentito questo allungamento di passo.</p><p>Certo diversi paesi europei hanno utilizzato strumenti di gestione della clandestinità come i campi o centri di “detenzione&#8221;. Di fatto la detenzione amministrativa è stata un vulnus nella civiltà giuridica dell’Italia. E la proliferazione di <strong>luoghi del non diritto</strong> o peggio del diritto speciale non è nelle tradizioni dei costituzionalismi europei. Dopo l’invenzione dei centri di permanenza temporanea con la legge del 1998  si è consentita di fatto l’introduzione della detenzione amministrativa. Ed è per trovare un fondamento giuridico ai centri che fu introdotto il reato di immigrazione clandestina nel 2009 con il pacchetto sicurezza. La clandestinità da illecito amministrativo divenne reato penale punito con la reclusione.</p><p>In ogni caso a portare la Corte a pronunciarsi sul tema è il caso di <strong>Hassan El Dridi </strong>un algerino condannato dal tribunale di Trento ad 1 anno per mancato rispetto di un ordine di espulsione. La Corte si è pronunciata dicendo in sostanza che &#8220;<em>una sanzione penale della clandestinità così come stabilita nella legislazione italiana può pregiudicare l&#8217;obiettivo di stabilire una politica di rimpatrio che sia rispettosa dei diritti fondamentali</em>&#8220;. In più, la Corte ha ritenuto di dover <em>&#8220;escludere qualsiasi disposizione contraria alla direttiva e alle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri&#8221;</em>.</p><p>C’è in questa decisione una questione di credibilità e di coerenza dell’Unione Europea sempre pronta a pontificare sull’universalità dei diritti umani e del rispetto della dignità umana. Nel momento in cui, a nome dei diritti umani, va avanti e si afferma sempre di più il principio di ingerenza umanitaria anche con l’uso della forza, il pronunciamento della Corte aiuta a <strong>sopperire l’ipocrisia della doppia morale</strong> che sembra aver caratterizzato la politica di certi paesi europei.</p><p>Oggi vediamo il consolidamento di sistemi giuridici che non solo creano logiche di non rispetto dei diritti umani ma mortificano spesso la dignità delle persone immigrate. Insomma, credo che non vi può essere alcuna giustificazione per la sospensione dell&#8217;<em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Habeas_corpus" target="_blank">habeas corpus</a></span></em> per persone straniere (non-occidentali) a meno che non si voglia formalizzare un nuovo sistema di <em>apartheid</em> basato sul dualismo tra indigeni e migranti.</p><p>Ben venga dunque il pronunciamento della Corte europea di Giustizia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/29/corte-europea-no-al-reato-di-immigrazione/108018/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> <item><title>Il fallimento della politica leghista sull&#8217;immigrazione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/28/il-fallimento-della-politica-leghista-sullimmigrazione/100512/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/28/il-fallimento-della-politica-leghista-sullimmigrazione/100512/#comments</comments> <pubDate>Mon, 28 Mar 2011 08:32:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Ali Baba Faye</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[immigrazione]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category> <category><![CDATA[migranti]]></category> <category><![CDATA[Roberto Maroni]]></category> <category><![CDATA[Tunisia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=100512</guid> <description><![CDATA[“E’ la volta buona”. E’ questo un pensiero largamente condiviso dai candidati all’emigrazione che, dalla sponda dei paesi a sud del Mediterraneo sognano l’Europa. E’ anche il pensiero alimentato dagli scafisti e trafficanti vari verso chi vuol partire. Sullo sfondo della guerra libica, il business della migrazione è diventato un’opportunità straordinaria. Ma a contribuire ad...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“E’ la volta buona”. E’ questo un pensiero largamente condiviso dai candidati all’emigrazione che, dalla sponda dei paesi a sud del Mediterraneo sognano l’Europa. E’ anche il pensiero alimentato dagli scafisti e trafficanti vari verso chi vuol partire. Sullo sfondo della guerra libica, il business della migrazione è diventato un’opportunità straordinaria. Ma a contribuire ad alimentare questo circolo vizioso è l’invito da parte del Governo Italiano. Come una profezia che si realizza, le<strong> previsioni di migrazioni bibliche</strong>, fino a 300 mila persone secondo Frattini e la richiesta di aiuto da parte dell’Ue per un piano straordinario di accoglienza di profughi. Allora è una buona occasione per chi sogna l’Europa. Vale la pena rompere qualche salvadanaio per compiere la traversata. Il messaggio si diffonde persino nell’area dei paesi dell’Africa Nera dove i candidati all’emigrazione sanno che la “diga” del Boia Gheddafi è venuto meno. Ma è soprattutto una buona opportunità <strong>per chi lucra su questi viaggi della speranza</strong>. E dunque <em>Yalla Yalla</em> cioè fare presto! D’altronde gli scafisti sono veloci e sanno sempre leggere i processi politici e sanno sfruttare le crespe politiche del governo italiano. E dunque anche loro intensificano le loro offerte.</p><p>Come se non bastasse, il <strong>nuovo accordo con la Tunisia</strong> che impegna quel paese a un maggiore controllo dei profughi con tanto di fornitura di mezzi logistici e di addestramento oltre che una linea di credito di 150 milioni di euro<strong>.</strong></p><p><strong></strong>Ma la ciliegina sulla torta è<strong> </strong>l’offerta di<strong> </strong><strong>1500 euro per ogni immigrato </strong>che accetterà di tornare a casa e potrà contare su un aiuto per avviare un’attività economica in patria per non aver più bisogno di emigrare. Geniale! Il modo migliore per far incazzare Bossi e i suoi! Insomma prima l’invito, poi il pagamento se c’è disponibilità a rimpatriare poi i soldi al governo tunisino. Ecco tutta la follia del Governo nella sua guerra contro la cosiddetta emergenza sbarchi. Un’emergenza sollecitata o quanto meno invocata prima ancora che esistesse pur di non affrontare i nodi politici e diplomatici della guerra in Libia. Ora il caso Lampedusa che mette a nudo l’incapacità di questo Governo a gestire poche migliaia di persone. Finora meno della media dei tifosi che vanno allo stadio la domenica e che il governo non riesce a smistare sul territorio. Sono anni che questi signori <strong>speculano politicamente sull’immigrazione</strong> promettendo soluzioni definitive. Se tutto questo non fosse drammatico ci sarebbe da ridere fino alle lacrime. Maroni oggi è il volto del fallimento della politica leghista sull’immigrazione. Dunque per Bossi e i suoi i nodi sono venuti al pettine: non potranno più mentire alla gente sull’immigrazione. Le loro ricette sono fallite.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/28/il-fallimento-della-politica-leghista-sullimmigrazione/100512/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>14</slash:comments> </item> <item><title>Come difendere Gheddafi con la paura</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/23/come-difendere-gheddafi-con-la-paura/93583/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/23/come-difendere-gheddafi-con-la-paura/93583/#comments</comments> <pubDate>Wed, 23 Feb 2011 19:12:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Ali Baba Faye</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[immigrati]]></category> <category><![CDATA[interessi]]></category> <category><![CDATA[invasione]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category> <category><![CDATA[Muhammar Gheddafi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=93583</guid> <description><![CDATA[Purtroppo c’era da aspettarselo. Il Governo italiano fa il tifo per il colonnello Gheddafi. Dopo aver evitato per giorni di disturbare il Capo Beduino e dopo aver risparmiato parole chiare di condanna della mattanza, ora il governo sembra aver trovato giustificazione al suo cinismo. Come da copione tira fuori un vecchio arnese: la strategia della...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo c’era da aspettarselo. Il Governo italiano fa il<strong> </strong><strong>tifo per il colonnello Gheddafi</strong>. Dopo aver evitato per giorni di disturbare il Capo Beduino e dopo aver risparmiato parole chiare di condanna della mattanza, ora il governo sembra aver trovato giustificazione al suo cinismo. Come da copione tira fuori un vecchio arnese: la <strong>strategia della paura</strong>. Infatti, in questi giorni l’attivismo del governo in  politica estera è riassumibile in una parola:<em> a</em><em>llarmismo</em>! Due sono le direttrici sulle quali il governo sta marciando: da una parte agita <strong>i</strong><strong>l pericolo islamico</strong> e dall’altra alimenta una <strong>sindrome dell’invasione</strong>.</p><p>Forse questa strategia serve per gestire meglio un&#8217;opinione pubblica decisamente schierata con le “piazze della libertà” che si delineano nella sponda sud del Mediterraneo. Forse serve anche per allentare l’attenzione sulle difficoltà di politica interna. Oppure si tratta solo di calcolo cinico per la <strong>salvaguardia di interessi economici</strong> di cui l’amico Gheddafi è garante. Allora teniamoci il colonnello finché ci garantisce ed evitiamo un salto nel buio di una democrazia che non sappiamo quel che riserva. Si noti <em>en passant</em> la profezia di Frattini che afferma che, liberandosi della dittatura di Gheddafi, il popolo libico si ritroverebbe sotto l’incubo del fondamentalismo islamico. Dando per scontato che le piazze che si ribellano non sappiano cosa siano la libertà e la democrazia!</p><p>In ogni caso Frattini, nel riferire alla Camera sulla Primavera Araba, ha dato i numeri per motivare le sue tesi allarmistiche e descrivere gli scenari di eventuali invasioni bibliche, esibendosi in abili <strong>capriole statistiche</strong>! Il ministro riferisce di 2 milioni di stranieri in Libia, pari al 30% della popolazione totale, e ne deduce delle stime sull’eventuale emergenza che potrebbe coinvolgere dal 10 al 15 per cento di loro: secondo l’allarme lanciato dal titolare della Farnesina, 200/300 mila profughi potrebbero varcare le nostre frontiere nelle prossime settimane. Naturalmente sono stime su scenari ipotetici e dunque il condizionale è d’obbligo. Come dire, sono Sirene (Stime su Ipotetico Rischio di un Eventuale Nuova Emergenza). Inoltre, Frattini <strong>se la prende con </strong><strong>l’Ue</strong>, colpevole di non aver ancora detto nulla di “ufficiale” sulla proposta italiana di smistare gli “eventuali” flussi dei profughi nei paesi europei.</p><p>Ora, esaminando nel dettaglio la mantica dei numeri a cui si è dato il nostro ministro, ci sarebbero da fare alcune domande. Se confrontiamo i dati, notiamo che la Libia ha metà degli immigrati rispetto all&#8217;Italia, che ne ha 4 milioni. <strong>L’incidenza degli immigrati </strong>rispetto alla popolazione totale è del 30% nel caso libico mentre è del<strong> 7% nel caso dell’Italia</strong>. Allora c’è da chiedersi: come mai un piccolo paese di 6 milioni di abitanti come la Libia è riuscito a gestire una percentuale così alta di presenza straniera senza pagare lo scotto dell’invasione? Perché un grande paese di 60 milioni di abitanti come l’Italia dovrebbe andare in tilt di fronte all’eventualità di un’emergenza che coinvolgerebbe 200/300 mila profughi?</p><p>Poi, stando sempre ai dati, l’obiezione da muovere alla tesi emergenziali è semplice, basterebbe riguardarsi la storia dell’immigrazione nel nostro Paese. Infatti, c’è da ricordare che da più di 20 anni il trend di crescita della<strong> presenza straniera</strong> <strong>in Italia</strong> si attesta strutturalmente su una media di<strong> 300 mila unità l’anno</strong>. Certo, la differenza la fa il ritmo degli arrivi, ma comunque l’Italia non è la Slovenia. Ammesso e<strong> non concesso</strong> che arrivino queste masse di profughi, il Paese non subirà contraccolpi tali da prefigurare scenari di invasione&#8230;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/23/come-difendere-gheddafi-con-la-paura/93583/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>59</slash:comments> </item> <item><title>L’efficienza del Colonnello e il silenzio italiano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/21/l%e2%80%99efficienza-del-colonnello-e-il-silenzio-italiano/93168/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/21/l%e2%80%99efficienza-del-colonnello-e-il-silenzio-italiano/93168/#comments</comments> <pubDate>Mon, 21 Feb 2011 08:04:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Ali Baba Faye</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Gheddafi]]></category> <category><![CDATA[immigrazione]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category> <category><![CDATA[respingimenti]]></category> <category><![CDATA[trattato italia-libia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=93168</guid> <description><![CDATA[L’onda delle rivolte ha raggiunto la Libia. E a pochi giorni dalla manifestazione della collera il 17 febbraio scorso la repressione sanguinosa di Gheddafi ha già prodotto centinaia di morti e migliaia di feriti. C’era da aspettarsi una reazione violenta del Colonnello, il più longevo leader arabo e anche uno dei più spietati. Oggi la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L’onda delle rivolte ha raggiunto la Libia. E a pochi giorni dalla <strong>manifestazione della collera</strong> il 17 febbraio scorso la repressione sanguinosa di Gheddafi ha già prodotto centinaia di morti e migliaia di feriti. C’era da aspettarsi una reazione violenta del Colonnello, il più longevo leader arabo e anche uno dei più spietati. Oggi la sua mattanza indigna la comunità internazionale e imbarazza l’Italia e la sua classe dirigente. Anche perché la Libia da sempre è un paese importante per l’Italia. E oggi, al di là dei legami storici, è un partner importante.</p><p>Recentemente i rapporti tra i due paesi sono stati segnati dalla firma del <strong>Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione</strong> siglato a Bengasi il 30 agosto 2008. Il Colonnello e il Cavaliere hanno voluto chiudere un vecchio contenzioso coloniale con tanto di risarcimento in forma di investimenti pari a 5 miliardi di euro in 20 anni per la realizzazione di progetti infrastrutturali. Una operazione “risarcitoria” ma anche una forma di aiuto allo sviluppo vincolato ad appalti per le imprese italiane.</p><p>Al di là degli aspetti economici, la collaborazione prevede anche la realizzazione di un sistema di <em>controllo delle frontiere terrestri libiche</em> al fine di combattere il terrorismo, la criminalità organizzata, il traffico di stupefacenti e <strong>l’immigrazione clandestina</strong>. Ed è proprio su quest’ultimo punto che la collaborazione tra i due paesi è stato “qualificante”. L’Italia ha delegato alla Libia le funzioni di controllo e contrasto dei flussi migratori. E dunque l’Italia ha iniziato una politica di<strong> respingimenti indiscriminati</strong> verso la Libia, senza neppure preoccuparsi degli eventuali richiedenti asilo o delle convenzioni internazionali sul diritto di asilo e sui diritti umani.</p><p>La Libia a sua volta respinge nel deserto migliaia di candidati all’immigrazione senza alcun riguardo dei diritti umani. Negli ultimi 3 anni si è consumato un vero e proprio <strong>genocidio di poveri</strong> provenienti dall’Africa subsahariana e non solo. Chiunque venga ripreso nel mare viene respinto verso la Libia. E si sa che le autorità libiche senza remore li “accompagnano” e li lasciano nel bel mezzo del deserto senza cibo né acqua. Infatti, secondo le stime degli esperti, il Sahara ha sorpassato il Mediterraneo nella graduatoria del numero di “<strong>martiri della speranza</strong>”. E la Libia è pagata dall’Italia anche per questo “egregio servizio”.</p><p>E oggi mentre le piazze arabe si ribellano per chiedere libertà e dignità l’Italia si imbarazza perché non può chiedere al suo più efficace collaboratore di rispettare i diritti umani dopo averlo premiato per compiere un vero e proprio sacrilegio della dignità delle persone. E ora che il Colonnello usa gli stessi metodi contro i manifestanti libici, <strong>l’Italia non può che tacere</strong>. Anche perché ci si deve preoccupare di chi può continuare a fermare l’eventuale invasione di immigrati arabi. Insomma vale la politica dello struzzo e per questo delicato lavoro serve un esperto affidabile, appunto il Colonnello. Allora, meglio non disturbarlo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/21/l%e2%80%99efficienza-del-colonnello-e-il-silenzio-italiano/93168/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>44</slash:comments> </item> <item><title>Multiculturalismo: assalto alle minoranze</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/18/multiculturalismo-assalto-contro-le-minoranze/92874/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/18/multiculturalismo-assalto-contro-le-minoranze/92874/#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 Feb 2011 19:28:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Ali Baba Faye</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Angela Merkel]]></category> <category><![CDATA[comunitarismo]]></category> <category><![CDATA[David Cameron]]></category> <category><![CDATA[franco frattini]]></category> <category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category> <category><![CDATA[Inghilterra]]></category> <category><![CDATA[libertà individuale]]></category> <category><![CDATA[multiculturalismo]]></category> <category><![CDATA[pluralismo]]></category> <category><![CDATA[razzismo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=92874</guid> <description><![CDATA[&#8220;Il multiculturalismo di Stato è fallito&#8221;. Parole di David Cameron, premier britannico. L’occasione era la conferenza sulla sicurezza tenutasi a Monaco in Germania. Detto dal leader del paese più multiculturale d’Europa, ha tutto il sapore di una sentenza di condanna. Una simile frase è stata pronunciata quattro mesi fa anche dalla cancelliere tedesca Angela Merkel....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Il multiculturalismo di Stato è fallito&#8221;</em>. Parole di <strong>David Cameron</strong>, premier britannico. L’occasione era la conferenza sulla sicurezza tenutasi a Monaco in Germania. Detto dal leader del paese più multiculturale d’Europa, ha tutto il sapore di una sentenza di condanna. Una simile frase è stata pronunciata quattro mesi fa anche dalla cancelliere tedesca<strong> Angela Merkel</strong>. Insomma, il dibattito sul multiculturalismo è di nuovo aperto dalla destra europea. Anche il ministro degli Esteri <strong>Franco Frattini</strong> interviene rivendicando le <em>“radici cristiane” </em>dell’Europa. Però resta strano che Frattini abbia escluso dalle radici anche la parte “giudea” che di solito viene aggiunta, diciamo come espiazione di colpa in una versione politicamente corretta. A meno che non c’entrino le omissioni volontarie della cancelliere tedesca che, si sa, ha da gestire anche un elettorato razzista che considera ancora oggi <em>&#8220;gli ebrei buoni come il carbone&#8221;</em>!</p><p>In ogni caso, è evidente il<strong> carattere strumentale del discorso sul multiculturalismo</strong>. La destra è in difficoltà. Non ha risposte efficaci per far fronte alla crisi. Allora serve qualche diversivo. E cosa c’è di meglio dallo scaricare i fallimenti delle loro ricette su un capro espiatorio? Ecco allora che si ricorre a un tema <em>evergreen</em>, un argomento che attecchisce: fermare gli invasori. E così si riscopre il desiderio di un “ritorno alle fondamenta”. Ecco perché serve chiarire cosa si intende con il termine  multiculturalismo di Stato.</p><p>Diciamo subito che quel che viene declinato con il termine multiculturalismo non ha avuto riscontro pratico in Europa, se non in due casi: la ex-Jugoslavia di Tito e l’Olanda delle comunità religiose. Diciamo pure che il multiculturalismo come ideologia non è <strong>mai esistito in Gran Bretagna</strong>. Finora di modelli multiculturalisti veri e propri ne conosciamo pochi: Canada, Australia e Nuova Zelanda. In Gran Bretagna, e ancora meno in Germania, parlare di multiculturalismo di stato è solo <strong>propaganda</strong>. A meno che non si invochi il multiculturalismo avendo in mente la presenza degli immigrati, o dei musulmani. E in questo caso il rifiuto della presenza di persone portatrici di culture diverse significa <strong>xenofobia e/o razzismo</strong>.</p><p>In Gran Bretagna il modello applicato è riconducibile più al <strong>comunitarismo </strong>che non al multiculturalismo. Che senso ha parlare di “liberalismo muscolare” da sostituire alla “tolleranza passiva”? Che significa che uno Stato debba rinunciare a tutelare le minoranze? Che bisogna bandire le diversità? Insomma, qui l’obiezione sta nella <strong>libertà individuale</strong> che comporta la possibilità che ciascuno possa scegliere i propri universi culturali. Ormai il pluralismo culturale è una realtà con cui si deve convivere, a meno che Cameron e Frattini non vogliano bandire i gruppi sociali che non rientrano nelle radici cristiane. Mi auguro che i loro propositi falliscano, perché la politica non può cavarsela con rendite elettoralistiche che trasformano le nostre società in fabbriche di odio. Il tema semmai riguarda la definizione di una <strong>spazio pubblico condiviso </strong>regolato da un ordinamento statale capace di garantire libertà individuale e responsabilità nei confronti della comunità. Insomma, siamo immersi nei flussi della vita e ciò che la Storia richiede a ciascuno di noi è di sapere navigare verso un futuro armonioso…</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/18/multiculturalismo-assalto-contro-le-minoranze/92874/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>42</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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