<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Peter Gomez</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/PGomez/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Il Movimento 5 Stelle artefice del suo destino</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/movimento-stelle-artefice-destino/237590/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/movimento-stelle-artefice-destino/237590/#comments</comments> <pubDate>Mon, 21 May 2012 22:16:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[genova]]></category> <category><![CDATA[lega]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Orlando]]></category> <category><![CDATA[Palermo]]></category> <category><![CDATA[Parma]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=237590</guid> <description><![CDATA[Il boom, c&#8217;è da giurarlo, questa volta lo hanno sentito anche al Quirinale. Ma se il boom sarà sufficiente per risollevare le sorti del Paese è cosa ancora tutta da dimostrare. A oggi si può solo dire che il Movimento 5 Stelle è ormai artefice del suo destino. E in parte anche di quello degli...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il boom, c&#8217;è da giurarlo, questa volta lo hanno sentito anche al Quirinale. Ma se il boom sarà sufficiente per risollevare le sorti del Paese è cosa ancora tutta da dimostrare. A oggi si può solo dire che il <strong>Movimento 5 Stelle</strong> è ormai artefice del suo destino. E in parte anche di quello degli italiani.</p><p>Se, a cominciare da <strong>Parma</strong>, il Movimento riuscirà ben governare, i cittadini avranno davanti a loro una valida alternativa al disastrato e disastroso sistema dei partiti. O almeno si ritroveranno tra le mani un pungolo per tentare di spingere finalmente all&#8217;azione quel poco che c&#8217;è da salvare nei nostri movimenti politici.</p><p>Se invece il M5S non ce la farà ( e la sfida è ardua) bisognerà rassegnarsi a vivere in una nazione che sempre più velocemente passa dal declino al <strong>degrado</strong>. In una repubblica senza speranza, sempre più ostaggio di cricche, oligarchie e veri e propri gruppi criminali.</p><p>Attenzione, scriviamo tutto questo senza nessun tipo di spirito di parte. E nemmeno siamo tanto ingenui da pensare che il Movimento 5 Stelle abbia la ricetta per curare tutti i mali.</p><p>A stimolarci alla riflessione sono invece solo i fatti. </p><p>I partiti, che sono lo strumento attraverso cui, in ogni <strong>democrazia</strong>, gli elettori riescono a far valere le loro istanze nelle istituzioni, hanno ormai ampiamente dimostrato di essere incapaci di rinnovarsi. Ad ogni appuntamento o si sono presentati in ritardo o hanno marcato visita. L&#8217;elenco delle promesse rimaste sulla carta è lungo e ampiamente noto: la legge elettorale, quella sulla corruzione, il taglio dei costi della politica, le liberalizzazioni, le provincie, lo sviluppo della Rete, l&#8217;equità e via dicendo.</p><p>Ma non basta. C&#8217;è di più e di peggio. Come insegna l&#8217;esperienza di una Lega ormai destinata a lottare solo per non scomparire, i mutamenti al vertice, il ricambio della <strong>classe dirigente</strong> nei partiti è possibile (e di rado) solo se interviene la magistratura. Per far fuori sedicenti leader che avrebbero dovuto essere in pensione da almeno 10 anni, ci vuole lo scandalo. E spesso nemmeno quello. Perché anche se certi fatti sono noti ai più, il potere economico e di ricatto, non solo politico, di chi per troppi lustri ha manovrato le leve del comando è pressoché infinito.</p><p>Certo, le cifre raccontano che nel loro complesso queste elezioni le ha perse sonoramente solo il centro-destra. A scorrere l&#8217;elenco delle centinaia di comuni conquistati può persino venire la tentazione di dar ragione a <strong>Pierluigi Bersani</strong> quando esulta per i suoi risultati .</p><p>La vittoria del<strong> PD</strong>, proprio come dicono i numeri, infatti c&#8217;è stata, ma al contrario di quanto dice il segretario è carica se e di ma. A Palermo e a Genova, come era già accaduto a Milano e a Napoli, i candidati appoggiati dai vertici del partito hanno fatto poca o nessuna strada. Mentre, calcolata l&#8217;astensione, un primo esame delle vittorie del centro-sinistra lascia legittimamente ritenere che non sia avvenuto alcun travaso di voti. Chi votava <strong>Pdl</strong> o Lega, non ha quasi mai votato Pd. È rimasto a casa.</p><p>Il perché è semplice. I partiti non hanno solo bisogno (come il pane) di coraggio e idee nuove. Hanno bisogno di uomini e di donne sulle cui gambe quelle idee possano camminare. E non solo a livello locale. Sono le <strong>oligarchie</strong> centrali che devono crollare.</p><p>Da questo punto di vista però c&#8217;è da essere ottimisti.</p><p>I risultati del Movimento 5 stelle, ma anche quelli di Genova e Palermo (dove <strong>Orlando</strong> ha stravinto solo contro tutti), rappresentano una crepa destinata ad allargarsi. Lasciano intuire che davvero nel 2013 la diga può venire giù di colpo.</p><p>Per questo è giusto cominciare fin da ora a interrogarsi sul dopo. C&#8217;è un Paese da ricostruire. Ci sono priorità e <strong>programmi</strong> da stabilire.</p><p>E se poi a Parma un gruppo di cittadini normali riuscirà a risolvere problemi enormi &#8211; come la sostituzione in corsa di un costosissimo <strong>inceneritore</strong> e la buona amministrazione del quotidiano in un Comune messo in ginocchio da centinaia di milioni di debiti &#8211; altri cittadini capiranno che, impegnandosi in prima persona, davvero ce la si può fare.</p><p>Prima che, per tutti noi, sia troppo tardi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/movimento-stelle-artefice-destino/237590/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Per i 5 Stelle la vera sfida comincia adesso</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/07/amministrative-stelle-vera-sfida-comincia-adesso/222482/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/07/amministrative-stelle-vera-sfida-comincia-adesso/222482/#comments</comments> <pubDate>Mon, 07 May 2012 21:41:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[amministrative]]></category> <category><![CDATA[lega]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Parma]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[pizzarotti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=222482</guid> <description><![CDATA[Chi frequenta questo web giornale non è certamente rimasto sorpreso dai risultati delle elezioni amministrative e dal successo del Movimento 5 Stelle. Per mesi, giorno dopo giorno, ilfattoquotidiano.it ha raccontato lo strano fenomeno del suicidio di massa del sistema dei partiti. Ha scritto delle sistematiche ruberie e dell&#8217;incapacità manifesta dei capi e dei capetti che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Chi frequenta questo web giornale non è certamente rimasto sorpreso dai risultati delle <strong>elezioni amministrative</strong> e dal successo del Movimento 5 Stelle.</p><p>Per mesi, giorno dopo giorno, ilfattoquotidiano.it ha raccontato lo strano fenomeno del <strong>suicidio di massa</strong> del sistema dei partiti. Ha scritto delle sistematiche ruberie e dell&#8217;incapacità manifesta dei capi e dei capetti che infestano la politica nostrana. Ha riportato le ormai canoniche e surreali risposte che si ripetono a ogni scandalo, tra le quali una, molto in voga, è destinata a fare storia: &#8220;È successo tutto a mia insaputa&#8221;. </p><p>Ecco, ovviamente <strong>a loro insaputa</strong>, ora accade che il Paese dia segni tangibili di risveglio.</p><p>Centinaia di migliaia di cittadini informati dimostrano democraticamente di volere una politica diversa nelle idee e nei comportamenti. Demoliscono, con il voto, ciò che resta del <strong>Pdl</strong> e della Lega, non premiano come in molti si aspettavano il Pd, collocano il Terzo Polo sulla casella che gli compete. Quella che apre la categoria dei non pervenuti.</p><p>Tutto questo mentre in Sardegna, con il <strong>referendum</strong> sull&#8217;abolizione delle province e la riduzione del numero dei consiglieri regionali, gli elettori spiegano con chiarezza quali segnali dovrebbero dare dei leader con la testa sulle spalle se davvero aspirassero (politicamente parlando) a conservarla.</p><p>Inutile però illudersi. Ben difficilmente alla lezione seguirà qualche significativa reazione da parte del Parlamento. La maggior parte di questi partiti non può fare a meno del finanziamento pubblico (e infatti con tempismo autolesionista proprio nel giorno delle amministrative propongono di ridurre solamente di un terzo l&#8217;ultima tranche dei contributi). Non può, pena il rischio estinzione, battersi per le <strong>liste pulite</strong>. Non ha nessuna convenienza a proporre limiti di mandato per le cariche elettive.</p><p>Passata la buriana, per chi popola le Camere le priorità torneranno ad essere quelle di sempre: <strong>leggi elettorali truffa</strong> che salvino il salvabile, norme per cercare cloroformizzare le inchieste giudiziarie e imbrigliare la Rete, interventi per garantire questa o quella categoria, importante solo perché porta soldi o voti. E i parlamentari onesti e capaci, che pure esistono in entrambe gli schieramenti (con una certa prevalenza, bisogna ammetterlo, nel centrosinistra) continueranno a contare quello che contano oggi: poco più che zero.</p><p>Per questo sarebbe utile, anche se sarà assai difficile, che a Parma il candidato del <strong>Movimento 5 Stelle</strong>, Federico Pizzarotti, vincesse il ballottaggio.</p><p>Lo diciamo, intendiamoci subito, <strong>non per tifo politico</strong>. Ma perché sarebbe un bene che, prima delle elezioni del 2013, i cittadini potessero rendersi conto se davvero, accanto alle capacità di controllo e di denuncia già dimostrate dai militanti di quel movimento, vi sono pure reali capacità di governo.</p><p>Certo, visto come è stata fin qui amministrata la <strong>cosa pubblica</strong> in Italia, verrebbe da dire che è difficile fare peggio.</p><p>Noi però, qui a il Fatto non ci accontentiamo. Pensiamo che il principio secondo cui in democrazia bisogna <strong>conoscere per deliberare</strong>, resti valido. E crediamo che il compito dei giornalisti sia quello di informare riflettendo la realtà. Quindi un sindaco del Movimento 5 Stelle ci piacerebbe vederlo all&#8217;opera per mesi in una città importante.</p><p>Per poi poter raccontare, <strong>senza sconti,</strong> simpatie o antipatie, solo quello che fa.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/07/amministrative-stelle-vera-sfida-comincia-adesso/222482/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Perché il Movimento 5 Stelle non è anti-politica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/movimento-stelle-anti-politica/204691/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/movimento-stelle-anti-politica/204691/#comments</comments> <pubDate>Sun, 15 Apr 2012 23:58:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[antipolitica]]></category> <category><![CDATA[Bersani]]></category> <category><![CDATA[grillo]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Vendola]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=204691</guid> <description><![CDATA[Sbaglia chi definisce populista il Movimento 5 stelle fondato da Beppe Grillo. Certo, alcune sparate del comico genovese ricordano quelle di Umberto Bossi. I suoi toni e e le sue parole possono, legittimamente, non piacere. Ma molti temi da lui proposti sono importanti, meritevoli di essere discussi o semplicemente condivisibili. E sopratutto dietro a Grillo esiste...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sbaglia chi definisce populista il Movimento 5 stelle<strong> </strong>fondato da Beppe Grillo. Certo, alcune sparate del comico genovese ricordano quelle di <strong>Umberto Bossi</strong>. I suoi toni e e le sue parole possono, legittimamente, non piacere.</p><p>Ma molti temi da lui proposti sono importanti, meritevoli di essere discussi o semplicemente condivisibili. E sopratutto dietro a Grillo esiste un <strong>popolo di militanti </strong>tra i quali non è poi così raro scorgere il meglio del Paese.</p><p>Chi ha partecipato agli incontri organizzati dai meetup sa che questi gruppi sono composti da <strong>cittadini informati </strong>solitamente ad alto tasso di scolarizzazione, impegnati nel sociale o in iniziative legate alle condizioni del territorio: inquinamento, energia, modelli di sviluppo, spesa pubblica nei comuni e nelle regioni.</p><p>Ovviamente, se davvero alle prossime amministrative il Movimento raccoglierà quel successo vaticinato dagli ultimi sondaggi, questo sarà dovuto anche al <strong>voto di protesta</strong>. Ma la cosa non basta per bollare i 5 Stelle come espressione dell&#8217;anti-politica, come fanno gli spaventati Pierluigi Bersani e Niki Vendola o, su quasi tutti i giornali, i grandi commentatori del secolo scorso.</p><p>Gli osservatori attenti e in buona fede, infatti, non possono negare che l&#8217;attività degli attivisti e dei rappresentanti dei cittadini fin qui eletti nei comuni e nelle regioni, dimostra proprio il contrario.</p><p>Le scelta di rinunciare ai finanziamenti pubblici, di mettere un tetto al numero di candidature consecutive, la presenza di programmi precisi, sono  un fatto politico. Così come sono state <strong>politica, con la P maiuscola</strong>, le raccolte di firme per le leggi d&#8217;iniziativa popolare che il parlamento ha scandalosamente ignorato.</p><p>Solo negli anni a venire sapremo se il Movimento 5 stelle sarà parte (e quale parte) di quel grande cambiamento di cui ha bisogno il Paese. Che<strong> </strong>Grillo dica di<strong> non aspirare a nessuna carica pubblica </strong>è un buona cosa. Meno buono è invece il suo atteggiamento nei confronti di chi la pensa diversamente da lui o esercita il diritto di cronaca e di critica.</p><p>Ma al di là dei giudizi sulle singole iniziative e prese di posizione, resta un fatto. Il Movimento 5 stelle è vivo e vuole crescere. E questo oggi, in un mondo popolato da partiti e<strong> leader ormai (politicamente) mort</strong>i, è già tanto.</p><p>Se poi sia abbastanza non dipenderà da Grillo. Ma dalla qualità, le capacità e la volontà, dei cittadini che corrono con lui.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/movimento-stelle-anti-politica/204691/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Dell’Utri,  sua onnipresenza</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/dell%e2%80%99utri-onnipresenza/196494/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/dell%e2%80%99utri-onnipresenza/196494/#comments</comments> <pubDate>Sat, 10 Mar 2012 11:26:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[.]]></category> <category><![CDATA[Bontade]]></category> <category><![CDATA[CAssazione]]></category> <category><![CDATA[concorso esterno]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[Mangano]]></category> <category><![CDATA[P4]]></category> <category><![CDATA[Rapisarda]]></category> <category><![CDATA[Sciascia]]></category> <category><![CDATA[sentenza]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196494</guid> <description><![CDATA[Filippo Alberto Rapisarda, l’amico del vecchio capo dei capi, Stefano Bontade, interruppe il suo discorso e, rivolgendosi al giovane cronista, chiese: “Ma lei conosce il dottor Dell’Utri?”. 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Fu così che <strong>Dell’Utri, versione 1989,</strong> entrò nella grande sala riunioni da una porticina nascosta tra gli stucchi. Guardò il giornalista e tendendogli la mano disse: “Io la leggo sempre, lei scrive molto bene. Ma sa&#8230; l’importante non è solo come si scrive. È importante soprattutto cosa si scrive”.</p><p>Ecco se si vuol raccontare davvero chi è Marcello Dell’Utri e la sua <strong>quasi infallibile capacità di avere rapporti con le persone sbagliate nel momento sbagliato</strong>, si può benissimo partire da qui. Dal palazzo di Rapisarda in via Chiaravalle a Milano, che Dell’Utri riprende a frequentare a partire dal 1988, dopo averci lavorato e vissuto sul finire degli anni Settanta, quando per quasi quattro anni si era allontanato da Silvio Berlusconi.</p><p>Un ritorno strano il suo. Ambiguo e carico di misteri, come è stata ambigua e carica di misteri la sua vita, destinata a farlo incappare, come testimone o indagato, in inchieste giudiziarie di ogni tipo: dalle stragi, alla P4, dalla corruzione, ai furbetti del quartierino, dalla frode fiscale, alla mafia e alla ‘ndrangheta. A fargli vestire, al di là dell’esito dei processi, i panni dell’<strong>uomo nero della Seconda Repubblica</strong>.</p><p>Dell’Utri torna a calcare i pavimenti di via Chiaravalle che, secondo i testimoni, erano stati calpestati da uomini d’onore del calibro di Ugo Martello, Pippo Bono, Vittorio Mangano e, forse, Vito Ciancimino, pochi mesi dopo un <strong>esplosivo interrogatorio di Rapisarda</strong>. Un lungo verbale del luglio del 1987 in cui il finanziere, in quel momento accusato di bancarotta e mafia (sarà poi prosciolto), sostiene di averlo assunto nelle sue aziende nel 1978, dietro i pressanti consigli di Bontade, del costruttore mafioso Mimmo Teresi e di un loro parente acquisito, Gaetano Cinà, il proprietario di una piccola lavanderia palermitana. “Era molto difficile dire di no a Cinà” ricorda davanti a un magistrato Rapisarda, che poi aggiunge un carico da novanta. Dice di aver un giorno incontrato per caso Bontade e Teresi in piazza Castello a Milano. I due boss, afferma, gli avrebbero domandato un consiglio: “Berlusconi ci ha chiesto 20 miliardi di lire per diventare soci nelle sue televisioni. Secondo te è un buon affare?”.</p><p>Dell’Utri non presenta denuncia per calunnia. Incassa, tace e dopo anni di cattivi rapporti, fa la pace con il suo accusatore. Torna a frequentarlo, mentre sua moglie, Miranda Ratti, tiene a battesimo una figlia di Rapisarda. Nel 1992 a chi gli chiederà il perché di questo singolare atteggiamento, risponderà citando un proverbio siciliano: “Non si può tirare un sasso a ogni cane che abbaia”.</p><p>Smussare, mediare, alzare la voce solo quando è strettamente necessario, usare spesso<strong> frasi e detti della tradizione palermitana</strong>, è del resto una caratteristica di Dell’Utri. Così nel 1991, eccolo mentre dice al senatore repubblicano Vincenzo Garraffa, deciso a non versare una grossa somma in nero a Publitalia: “Abbiamo uomini e mezzi per convincerla a pagare”. Poche parole a cui seguirà un incontro tra Garraffa e un boss trapanese che chiede al parlamentare lumi sui problemi insorti “con l’amico Marcello”. Cinque anni dopo ancora una frase destinata, nel suo piccolo, a diventare celebre. Dell’Utri è appena stato ascoltato per 17 ore dalla procura di Palermo che lo accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Uno dei suoi problemi è il legame antico con il <strong>boss Mangano</strong>, in quel momento detenuto al 41 bis. Ma lui affronta i giornalisti con piglio sicuro: “Mangano? Se fosse libero ci prenderei un caffè”. Poi quando Piero Chiambretti gli chiede “esiste la mafia?”, sorride: “Le risponderò con una frase di Luciano Liggio: se esiste l’antimafia, esisterà anche la mafia”.</p><p>Insomma quando è in pubblico Dell’Utri dà l’impressione di fare di tutto per mostrarsi a proprio agio nei panni nei dell’uomo nero. E in privato addirittura raddoppia. Nel 2007, mentre il suo processo a Palermo è in corso, intercettando due uomini legati alla cosca Piromalli Molè i carabinieri scoprono che parlano con Dell’Utri, chiedendo aiuti per gli affari e promettendo voti. Intanto l’ex big boss della Banca di Lodi, <strong>Gianpiero Fiorani</strong>, racconta di avergli versato 100.000 in contanti, attraverso un altro senatore, per ottenere appoggi per la sua banca. Mentre la sorella di un capomafia siciliano latitante in Sud Africa gli telefona proponendogli un incontro. Dell’Utri non si nega. <strong>Ha una buona parola per tutti</strong>. E continua a far politica e business. Che poi per lui sono una cosa sola. Così nel 2009 di nuovo i carabinieri fotografano una riunione di lavoro. Intorno a un tavolo ci sono lui, il faccendiere Flavio Carboni e due esponenti dell’organizzazione poi ribattezzata<strong> P4</strong>: Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi. Con loro si discute di soldi e di giustizia. Ci sono appalti legati all’energia eolica da concludere e, secondo, l’accusa nomine al Csm da pilotare, giudici della Corte costituzionale e di Cassazione, da avvicinare.</p><p>Perché la linea della palma, come diceva <strong>Leonardo Sciascia</strong>, sale di un metro all’anno. Ormai ha superato abbondantemente Roma. E Dell’Utri, lo sa. Sciascia lo ha letto. Lui infatti è un uomo colto. Sul fatto.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 10 Marzo 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/dell%e2%80%99utri-onnipresenza/196494/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Tangenti padane: Regione a casa!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/07/scandalo-nazionale/195992/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/07/scandalo-nazionale/195992/#comments</comments> <pubDate>Wed, 07 Mar 2012 13:42:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[corruzione]]></category> <category><![CDATA[davide boni]]></category> <category><![CDATA[elezioni]]></category> <category><![CDATA[Expo]]></category> <category><![CDATA[Formigoni]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[Lombardia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195992</guid> <description><![CDATA[A volerla esaminare con freddezza la questione è di una semplicità disarmante. 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Negli ultimi due anni un’altra decina di consiglieri sono poi risultati in pericolosi rapporti con boss della ’ndrangheta.</p><p><strong>Nicole Minetti</strong>, nominata in regione nel listino del Presidente, è invece processata per favoreggiamento della prostituzione, anche minorile. Il tutto mentre il Governatore<strong> Roberto Formigoni </strong>vedeva venir condannati, per una falsa testimonianza sul tesoro estero di Comunione e liberazione, due dei suoi migliori amici. E subito dopo assisteva all’incarcerazione per lo scandalo dell’ospedale San Raffaele di <strong>Piero Daccò</strong>, un enigmatico faccendiere abituato a ospitarlo in barca.</p><p>Nelle periferie più disagiate di Milano è difficile, se non impossibile, trovare un unico palazzo in cui un numero così elevato di inquilini possa vantare, in simili percentuali, tanti problemi con la legge. Più in centro, vicino alla Stazione Centrale, invece uno ce n’è: è il Pirellone. E allora conviene che gli elettori facciano un ragionamento. Concedere a tutti la presunzione d’innocenza è giusto. Ma continuare ad affidare la gestione della cosa pubblica a un ente come questa Regione, in cui la<strong> devianza criminale</strong>, in entrambi gli schieramenti, appare così diffusa, è da stupidi.</p><p>Da qui al 2015 il Consiglio lombardo e la giunta dovranno partecipare alla gestione di <strong>oltre 10 miliardi di euro</strong> di soldi dei contribuenti destinati all’Expo. Un tesoro enorme per un avvenimento in cui è in gioco l’immagine dell’intero Paese. <strong>L’Italia, insomma, non si può permettere né di sbagliare né di rischiare</strong>. Accontentarsi delle spiegazioni di Formigoni (“sono casi personali”, oppure “pensate a Penati”) vuol dire accettare di prendere in considerazione il possibile disastro. L’unica soluzione è ridare la parola ai cittadini. Andare con velocità alle urne perché è chiaro a tutti che il Palazzo ha fondamenta marce e che tra qualche mese crollerà. E qui ormai si tratta solo di salvare il salvabile: qualche miliardo di euro e un minuscolo residuo di credibilità lombarda.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 7 Marzo 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/07/scandalo-nazionale/195992/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La pericolosa stupidità dei blitz anti-Caselli</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/21/pericolosa-stupidita-blitz-anti-caselli/192817/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/21/pericolosa-stupidita-blitz-anti-caselli/192817/#comments</comments> <pubDate>Tue, 21 Feb 2012 18:24:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[giancarlo caselli]]></category> <category><![CDATA[minacce]]></category> <category><![CDATA[No Tav]]></category> <category><![CDATA[peter gomez]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category> <category><![CDATA[Val di Susa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=192817</guid> <description><![CDATA[Giancarlo Caselli è un uomo giusto e coraggioso. Anche per questo, durante la sua carriera, in molti avrebbero voluto fargli la pelle: i terroristi, i mafiosi e, in modo figurato ma assai pericoloso, un pezzo importante della politica e dei media. Le minacce che oggi arrivano da una parte dell&#8217;area antagonista, insomma, non gli fanno...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giancarlo Caselli</strong> è un uomo giusto e coraggioso. Anche per questo, durante la sua carriera, in molti avrebbero voluto fargli la pelle: i terroristi, i mafiosi e, in modo figurato ma assai pericoloso, un pezzo importante della politica e dei media. Le <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/milano-caselli-annulla-presentazioni-dopo-lannuncio-proteste/192547/" target="_blank">minacce</a></span> che oggi arrivano da una parte dell&#8217;area antagonista, insomma, non gli fanno e non gli devono fare paura.</p><p>Chi ha invece da temere è il grande, e in maggioranza pacifico, movimento <strong>No Tav</strong>. I blitz anti-Caselli durante i dibatti pubblici, le contestazioni pianificate a tavolino che costringono gli organizzatori ad annullare gli incontri nelle librerie, le scritte sui muri del tipo<em> “Caselli infame”</em> o <em>“Caselli brucerai”</em>, non c&#8217;entrano col diritto di critica e sono anzi destinate ad avere un&#8217;unica conseguenza. Spingeranno l&#8217;opinione pubblica a voltare le spalle alle (buone) ragioni di chi manifestando si oppone non solo un&#8217;opera nata vecchia, inutile e costosa, ma anche alla scandalosa militarizzazione della Val di Susa. Di questo il movimento deve tenere conto: senza consenso, qualsiasi lotta è destinata a fallire.</p><p>Il movimento deve poi ricordare che agli <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/arresti-rapporto-della-digos-strategia-militare-fionde-filo-spinato/186744/" target="_blank">arrestati</a></span> per la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/03/no-tav-via-ai-cortei-in-val-susaquesta-opera-non-si-fara-mai/137809/" target="_blank">guerriglia della scorsa estate</a></span> non sono stati contestati reati associativi, ma solo specifici episodi di violenza. Un evidente segnale di come la procura di Torino non punti a criminalizzare il dissenso. Non capirlo non è solo sbagliato. <strong>È stupido</strong>. E gli stupidi, come i violenti, di strada ne fanno poca. Anche, e soprattutto, tra  le montagne della Val di Susa.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 21 febbraio 2012 </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/21/pericolosa-stupidita-blitz-anti-caselli/192817/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Le Olimpiadi? Le voleva Cetto La Qualunque</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/olimpiadi-voleva-cetto-laqualunque/191279/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/olimpiadi-voleva-cetto-laqualunque/191279/#comments</comments> <pubDate>Tue, 14 Feb 2012 20:55:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[bianconi]]></category> <category><![CDATA[cicchitto]]></category> <category><![CDATA[La Qualunque]]></category> <category><![CDATA[matteoli]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[Olimpiadi]]></category> <category><![CDATA[roma 2020]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=191279</guid> <description><![CDATA[È ammirevole la paziente costanza con cui una serie di esponenti politici si adoperano per aumentare il discredito goduto presso i cittadini dalla loro categoria. Nel giorno in cui la Corte costituzionale fa franare l&#8217;imbarazzante bugia con cui la vecchia maggioranza aveva tentato di evitare il processo per concussione e prostituzione minorile contro Silvio Berlusconi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/qualunquemente_interna.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-191282" title="qualunquemente_interna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/qualunquemente_interna.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>È ammirevole la paziente costanza con cui una serie di esponenti politici <strong>si adoperano per aumentare il discredito</strong> goduto presso i cittadini dalla loro categoria.</p><p>Nel giorno in cui <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/ruby-consulta-libera-processo-berlusconi/191242/" target="_blank">la Corte costituzionale fa franare l&#8217;imbarazzante bugia con cui la vecchia maggioranza aveva tentato di evitare il processo per concussione e prostituzione minorile contro Silvio Berlusconi</a> (&#8220;telefonò in Questura nelle sue vesti di premier&#8221;, &#8220;pensava che la ragazza fosse la nipote di Mubarak&#8221;),  ecco che un altro folto gruppo di uomini di partito, per lo più targati Pdl, decide di <strong>immolare la propria residua (e ormai microscopica) credibilità</strong> sull&#8217;altare dei giochi olimpici.</p><p>I fatti sono noti. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/olimpiadi-2020-governo-monti-versoil-alla-candidatura-roma/191166/" target="_blank"><strong>Il governo dice no alla candidatura di Roma</strong> per le Olimpiadi 2020 e il premier Monti motiva la scelta con un ragionamento di disarmante buonsenso</a>. La situazione finanziaria del Paese è quel che è. <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/olimpiadi-moderne-barcellona-pechino-2008-affare-solo-sulla-carta/191192/" target="_blank">I giochi sono una bella cosa, ma costano un patrimonio</a>.</strong> Se qualcosa va storto diventano un bagno di sangue e l&#8217;Italia in questo momento non può permettersi di mettere a rischio altri soldi dei contribuenti.</p><p>La questione doveva finire qui. Anche perché gli italiani sanno benissimo come si sono conclusi la maggior parte dei grandi eventi sportivi degli ultimi 25 anni:<strong> colate di cemento, opere non ultimate, mazzette e mafia a gogò.</strong> Il tutto con costi che, in molti casi, si sono decuplicati rispetto al previsto.</p><p>Se poi qualcuno ha letto i giornali ha scoperto che autorevoli studi economici hanno dimostrato come le ultime cinque edizioni dei giochi  &#8220;non abbiano mai evidenziato benefici economici a lungo termine&#8221;. E che anzi in Grecia  maledicono ancora quelli di <strong>Atene 2004 dove, secondo un&#8217;inchiesta del <em>Daily Mail</em>, 21 sui 22 siti Olimpici sono subito rimasti inutilizzati</strong>, mentre per mantenere quelle strutture è stato speso più di mezzo miliardo di euro all&#8217;anno.</p><p>Insomma le Olimpiadi sono <strong>un lusso che uno Stato ancora sull&#8217;orlo del default come il nostro deve evitare come la peste</strong>. E invece, sprezzanti del ridicolo, immediatamente dopo il no di Monti, le cariatidi della politica, specialiste nei buchi di bilancio, partono subito all&#8217;attacco.</p><p>Forte delle sue preclare esperienze pre e post Mani pulite,<strong> Fabrizio Cicchitto tuona:   &#8220;La rinuncia a sostenere la candidatura di Roma è un grave errore. </strong>Sappiamo benissimo che le Olimpiadi a seconda di come sono impostate e poi gestite possono essere un fattore di sviluppo o invece di dissipazione di risorse. A nostro avviso esistevano tutte le condizioni perché si verificasse la prima di queste due ipotesi&#8221;.</p><p>L&#8217;ex ministro delle Infrastrutture <strong>Altero Matteoli</strong>, noto alle cronache per aver nominato a Firenze, su richiesta di un collega di partito, un provveditore alle Opere pubbliche senza requisiti e soprattutto gradito alla cricca di Balducci e Anemone, arriva addirittura alle minacce: &#8220;<strong>Il Pdl, partito fondamentale per il governo, non può accettare il no di Monti&#8221;</strong>.</p><p>Poi, in ordine sparso, parlano tutti gli altri: dal vicepresidente della regione Lazio, Luciano Ciocchetti (Udc), che si dispera : &#8220;Le Olimpiadi sarebbero state un traino per il Paese&#8221;; fino al vicepresidente dei deputati Pdl,<strong> un incredibile Maurizio Bianconi</strong>, secondo cui &#8220;ridurre la candidatura di Roma pura questione monetaria e, quel che è più grave, <strong>valutarla come “rischio dei denari dei contribuenti”, è spia di una cultura modesta, </strong>strabica, meramente economicista, gregaria degli interessi della finanza, antinazionale, perniciosa per la comunità&#8221;.</p><p>Roba da far <strong>impallidire Cetto La Qualunque</strong>. Degna di un paese, passato dal declino al degrado, che oggi tenta di non affondare dopo essere stato per anni <em>qualunquemente</em> governato. Povera Italia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/olimpiadi-voleva-cetto-laqualunque/191279/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Partiti e Italia gestiti a loro insaputa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/partiti-italia-gestiti-loro-insaputa/188474/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/partiti-italia-gestiti-loro-insaputa/188474/#comments</comments> <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:45:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Arturo Parisi]]></category> <category><![CDATA[classe dirigente]]></category> <category><![CDATA[Enzo Bianco]]></category> <category><![CDATA[Francesco Rutelli]]></category> <category><![CDATA[Giampiero Bocci]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[Luciano Neri]]></category> <category><![CDATA[Luigi Lusi]]></category> <category><![CDATA[margherita]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188474</guid> <description><![CDATA[Il caso del senatore del Pd e tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, reo confesso di un apparente enorme furto ai danni del suo ex partito e ora espulso dal gruppo dei democratici di Palazzo Madama, spiega bene perché i cittadini siano costretti a digerire la medicina amara di una manovra finanziaria dopo l&#8217;altra. La profonda...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il caso del senatore del Pd e tesoriere della Margherita,<strong> Luigi Lusi</strong>, reo confesso di un apparente enorme furto ai danni del suo ex partito e ora espulso dal gruppo dei democratici di Palazzo Madama, spiega  bene perché i cittadini siano costretti a digerire la medicina amara di una manovra finanziaria dopo l&#8217;altra. La profonda crisi in cui versa un Paese che sulla carta avrebbe avuto le potenzialità per concorrere con la Germania, non è  solo causata dalla situazione internazionale.</p><p>Alla base di tutto vi è pure una <strong>classe dirigente</strong> composta in parte significativa o da manigoldi o da cretini. Gente abituata a dissipare denaro senza nessun controllo. Soprattutto quando si tratta di soldi degli altri.</p><p>Che le cose stiano così lo dimostra proprio ciò che è accaduto subito dopo l&#8217;esplosione dello scandalo.</p><p>Quando Lusi con una frase rocciosa degna de <em>Il Padrino</em> (<em>“Mi assumo la responsabilità di tutto e di tutti”</em>) ha ammesso di aver pazientemente svuotato per tre anni i conti correnti su cui la Margherita aveva accantonato 13 milioni di euro dei contribuenti,  gli ex Dl <strong>Francesco Rutelli</strong>, <strong>Enzo Bianco</strong> e <strong>Giampiero Bocci</strong> hanno annunciato di considerarsi parte offesa nell&#8217;inchiesta per appropriazione indebita aperta dalla procura di Roma. Poi hanno affermato in una surreale nota:<em> &#8220;La notizia è incredibile per la personalità di Lusi, che ha goduto della massima stima e fiducia degli organi del partito, anche concorrendo a fare della Margherita un raro caso di partito con bilanci sani e attivi&#8221;</em>.</p><p>Insomma, hanno quasi ringraziato l&#8217;ex cassiere, guadagnandosi di diritto almeno un posto nella schiera dei politici italiani del primo tipo: quelli <strong>fessi e incompetenti</strong>. Certo, fatta salva la presunzione d&#8217;innocenza, arrivati a questo punto non si può nemmeno escludere che  qualcuno di loro, magari assieme ad altri dirigenti di  quel partito, militi anche nella seconda categoria, quella dei <strong>ladri</strong>. Questo però lo sapremo (forse) nei prossimi giorni. Ma  a ben vedere si tratta di  una questione quasi irrilevante.</p><p>Già ora è infatti chiaro che personaggi come questi non hanno nessuna delle caratteristiche necessarie non per aspirare ad amministrare un Paese, ma una semplice vendita al minuto di sali e tabacchi.</p><p>Rutelli che sui  deposti bancari gestiti da Lusi aveva la firma, per anni non si è evidentemente degnato di farsi inviare nemmeno un estratto conto (cosa spiegabile, visto che non si trattava di soldi suoi ma dei cittadini). E quando la scorsa estate alcuni esponenti del suo in teoria disciolto partito, come <strong>Arturo Parisi</strong> e <strong>Luciano Neri</strong>, avevano chiesto chiarezza, ha sbeffeggiato i cronisti che gli domandavano se la questione del tesoro della Margherita era destinata a finire in tribunale. Poi assieme ai suoi due colleghi  non ha battuto ciglio o dato segno di sospetti quando ha visto Lusi addirittura rifiutarsi di consegnare agli altri ex dirigenti Dl che ne avevano fatto richiesta una copia dei bilanci.</p><p>Un po&#8217; troppo per accontentarsi dell&#8217;ormai consueta spiegazione: non ne sapevamo niente. Abbastanza però per comprendere come sono state gestite, da un numero impressionante di esponenti della destra e della sinistra, non solo le finanze dei rispettivi partiti, ma pure quelle del nostro Paese:<strong> a loro insaputa</strong>.</p><p>E questo ovviamente solo nella migliore delle ipotesi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/partiti-italia-gestiti-loro-insaputa/188474/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Prescrizione all&#8217;italiana, garanzia d&#8217;impunità</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/28/prescrizione-allitaliana-garanzia-dimpunita/187269/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/28/prescrizione-allitaliana-garanzia-dimpunita/187269/#comments</comments> <pubDate>Sat, 28 Jan 2012 18:26:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[deputati]]></category> <category><![CDATA[garantismo]]></category> <category><![CDATA[Germania]]></category> <category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category> <category><![CDATA[parlamento]]></category> <category><![CDATA[patteggiamento]]></category> <category><![CDATA[peter gomez]]></category> <category><![CDATA[prescrizione]]></category> <category><![CDATA[processi]]></category> <category><![CDATA[rito abbreviato]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Usa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=187269</guid> <description><![CDATA[Solo a volerlo ammettere, la questione è semplice. In Italia la giustizia penale non funziona perché una parte importante di coloro i quali sono chiamati a fare le leggi non vogliono che funzioni o, nel migliore dei casi, non possono farla funzionare. E questa non è un&#8217;opinione, è un fatto. Dimostrato da quanto è accaduto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Solo a volerlo ammettere, la questione è semplice. In Italia la giustizia penale non funziona perché una parte importante di coloro i quali sono chiamati a fare le leggi non vogliono che funzioni o, nel migliore dei casi,  non possono farla funzionare. E questa non è un&#8217;opinione, è un fatto. Dimostrato da quanto è accaduto negli ultimi 25 anni.</p><p>Prendete, per esempio, la questione della prescrizione.  Dal 1989 il nuovo codice di procedura penale prevede che, sul modello di quanto accade nei sistemi anglosassoni, la prova si formi in aula. In questo modo <strong>il processo è diventato molto garantista</strong>: durante le udienze vengono ascoltate decine o centinaia di testimoni e tutte o quasi le indagini svolte dal pm sono ripetute. Questo è un bene per il cittadino imputato che così riduce il rischio di essere condannato da innocente, ma ovviamente implica dei tempi di dibattimento molto lunghi.</p><p>Il meccanismo insomma può reggere solo se si fanno pochi processi. E infatti chi ha ideato il nostro codice prevedeva che se ne celebrassero pochissimi: come accade negli <strong>Usa</strong>, dove l&#8217;85 per cento degli imputati, quando le prove sono forti, si dichiarano colpevoli e patteggiano la condanna ottenendo così degli sconti di pena. O in <strong>Inghilterra</strong>, dove addirittura solo il 10 per cento delle persone sotto inchiesta arriva al processo.</p><p>Nel nostro Paese invece la situazione è capovolta: <strong>in pochi patteggiano o accedono al rito abbreviato</strong> che garantisce uno sconto di un terzo sulla condanna. Perché lo fanno? Semplice, non ne hanno quasi mai la convenienza. Visto che moltissimi reati si prescrivono rapidamente, e il sistema è ormai ingolfato, è meglio tentare di resistere nella speranza (anzi nella quasi certezza) di veder tutto cancellato dal colpo di spugna del tempo prima del terzo grado di giudizio.</p><p>Da quando poi, nel 2005, il governo Berlusconi ha approvato la <strong>legge ex Cirielli</strong>, dura solo con i recidivi ma morbidissima con gli incensurati (i termini di prescrizione vengono di fatto dimezzati), la situazione è ancora peggiorata. Statisticamente è difficile che si arrivi a sentenza definitiva quando in tribunale si giudicano le contravvenzioni in materia antinfortunistica, ambientale ed ecologica; i delitti di <strong>corruzione, falso in bilancio, frode fiscale</strong>; quelli di maltrattamento in famiglia e violazione degli obblighi di assistenza famigliare.</p><p>Ma allora perché esiste la prescrizione? Solo per farla fare franca ai furbi e ai colletti bianchi? No. La ragione è semplice e in teoria è condivisibile: dopo un certo numero di anni lo Stato non ha più interesse a indagare su un reato perché è passato troppo tempo. Inutile lavorare (e spendere denaro dei contribuenti) per scoprire gli autori di un crimine che le stesse vittime non ricordano più.</p><p>In realtà in Italia accade una cosa diversa: spesso <strong>i reati si prescrivono quando ormai gli imputati sono stati individuati</strong>. Ci sono processi che saltano in primo grado, in appello e addirittura in Cassazione. Tutto viene cancellato quando già polizia e magistrati hanno consumato molti soldi pubblici ed energie per identificare i presunti colpevoli: un&#8217;assurdità. All&#8217;estero questo non accade. In Germania, per esempio, una volta che c&#8217;è stata la prima sentenza, la prescrizione è definitivamente interrotta. Negli Stati Uniti muore addirittura il giorno del rinvio a giudizio.</p><p>Certo, i problemi della giustizia penale italiana, non sono tutti qui. Ci sono troppe leggi, troppi reati, troppi tribunali, una procedura farraginosa, ci sono carenze di organico e di personale. Ma chiunque abbia seguito qualche dibattimento ed è in buona fede dovrebbe sapere che qualsiasi riforma è destinata a fallire se non si interviene sulla prescrizione, incentivando così i riti alternativi.</p><p>Il problema è che lo sanno anche le <strong>decine e decine  di parlamentari condannati, indagati o salvati da prescrizione e amnistia</strong> che, assieme ai loro avvocati, siedono a Montecitorio o Palazzo Madama.  A partire da quei fedelissimi di <strong>Silvio Berlusconi</strong> che oggi dicono: se si tocca la prescrizione il governo cade.</p><p>A gente come loro una giustizia che funzioni non conviene. Perché ai capponi puoi chiedere tutto, ma non di festeggiare il Natale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/28/prescrizione-allitaliana-garanzia-dimpunita/187269/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Monti, la corruzione e le tre dimissioni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/monti-corruzione-dimissioni/182252/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/monti-corruzione-dimissioni/182252/#comments</comments> <pubDate>Sat, 07 Jan 2012 18:42:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[dimissioni]]></category> <category><![CDATA[evasione]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[roma]]></category> <category><![CDATA[tasse]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=182252</guid> <description><![CDATA[Gira e rigira si torna sempre lì, al valore dell&#8217;esempio. Certo, rispetto a due mesi fa alcune differenze sono lampanti. Prima a Palazzo Chigi sedeva un signore che giustificava l&#8217;evasione fiscale. Ora ce ne è uno che accusa chi non paga le tasse di &#8220;mettere le mani nelle tasche degli italiani&#8221;. E se il precedente...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Gira e rigira si torna sempre lì, al valore dell&#8217;esempio. Certo, rispetto a due mesi fa alcune differenze sono lampanti. Prima <strong>a Palazzo Chigi sedeva un signore che giustificava l&#8217;evasione fiscale.</strong> Ora ce ne è uno che accusa chi non paga le tasse di &#8220;mettere le mani nelle tasche degli italiani&#8221;. E se il precedente inquilino  (Silvio Berlusconi) era un imputato che trascorreva il suo tempo insultando i magistrati e ideando sempre nuove leggi ammazza processi, <strong>quello nuovo (Mario Monti) assicura invece una  &#8220;scossa e un&#8217;accelerazione potente alla lotta contro la corruzione</strong>&#8221; e promette che &#8220;il governo opererà con provvedimenti legislativi e amministrativi&#8221;.</p><p>Tutto bene allora? No, non ancora (si spera). Perché vista la situazione in cui si trova il Paese <strong>le parole del premier  non bastano</strong>. E non perché le leggi anti-mazzette per adesso non ci sono (è ovvio ci vuole tempo) o perché per battere l&#8217;evasione occorreranno anni. Il punto è che <strong>sul fronte dei segnali il nuovo esecutivo stenta parecchio</strong>.</p><p>Impossibile infatti non rendersi conto come del governo facciano parte almeno<strong> tre personaggi la cui storia personale cozza</strong> (per usare un eufemismo) con il doveroso programma di risanamento annunciato dal premier.</p><p>I loro nomi sono noti a chi legge <em>Il Fatto Quotidiano</em>. Parliamo del <strong>sottosegretario alla Difesa, Filippo Milone,</strong> un ex manager del gruppo Ligresti che ha alle spalle un arresto e una condanna per reati contro la pubblica amministrazione; di <strong>quello all&#8217;editoria, Carlo Malinconico</strong>, al quale gli uomini della cricca pagarono una vacanza da 9800 euro e che oggi si giustifica goffamente attraverso il suo staff facendo filtrare su <em>Il Giornale</em> frasi del tipo &#8220;Chiesi con insistenza all’albergo, a fronte del diniego di farmi pagare, chi avesse pagato, ma mi fu risposto che non era possibile dirlo per ragioni di privacy&#8221;; e del <strong>ministro della funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi </strong>che, come racconta Marco Lillo in queste pagine, appartiene a quella schiera di italici furbetti  abili nell&#8217;acquistare casa dall&#8217;Inps a prezzi stracciati (177 mila euro per un appartamento vista Colosseo, considerato alloggio popolare dopo un&#8217;assurda e inquietante vicenda giudiziaria).</p><p>Ecco dunque da dove può (e deve) partire Monti se vuole davvero dimostrare  che il vento è cambiato. Dalle <strong>dimissioni dei suoi tre collaboratori</strong>.</p><p>Sia gli elettori che i rappresentati delle istituzioni hanno <strong>bisogno di un esempio</strong> come questo.</p><p>I primi per credere che il tempo della ricreazione per la Casta un giorno finirà. I secondi per cominciare a riflettere su un concetto semplicissimo che, in altre democrazie, nessuno mette in discussione: <strong>chi accetta incarichi pubblici lo fa per scelta, </strong>e non perché glielo ha ordinato il dottore. Diventare ministro o sottosegretario significa avere potere e onori. Ma anche <strong>oneri maggiori e diversi</strong> rispetto a quelli dei comuni cittadini.</p><p>Le <strong>regole del gioco sono queste</strong>. Ed è ora che qualcuno in Italia provi finalmente a farle rispettare. Perché errare nel formare una squadra, quando si hanno avuto solo pochi giorni di tempo per farlo, è perfettamente umano. Perseverare, no.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/monti-corruzione-dimissioni/182252/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Nasce a Cortina il Partito dei Ladri</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/04/nasce-cortina-partito-ladri/181625/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/04/nasce-cortina-partito-ladri/181625/#comments</comments> <pubDate>Wed, 04 Jan 2012 20:36:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category> <category><![CDATA[cicchitto]]></category> <category><![CDATA[cortina]]></category> <category><![CDATA[evasori]]></category> <category><![CDATA[fisco]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=181625</guid> <description><![CDATA[Che finisse così non ci voleva un genio per capirlo. Bastava fare un giro per Cortina o per qualsiasi altra località di villeggiatura. Eppure i dati diffusi dall&#8217;Agenzia delle Entrate fanno lo stesso effetto. Nel corso del tanto contestato blitz di Capodanno degli ispettori del fisco, durante il quale i funzionari pubblici hanno controllato che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Che finisse così non ci voleva un genio per capirlo. Bastava fare un giro per Cortina o per qualsiasi altra località di villeggiatura. Eppure i<strong> dati diffusi dall&#8217;Agenzia delle Entrate </strong>fanno lo stesso effetto.</p><p>Nel corso del  tanto contestato blitz di Capodanno degli ispettori del fisco, durante il quale i funzionari pubblici hanno controllato che 35  esercizi commerciali battessero lo scontrino, gli incassi dei ristoranti sono <strong>aumentati fino al 300</strong> per cento rispetto allo stesso giorno di 12 mesi prima, quelli dei bar del 40, quelli dei negozi di lusso fino al 400 per cento.</p><p>Come dire: molti di quei <strong>commercianti sottoposti a verifica  erano semplicemente dei ladri</strong>.  Quasi quanto i 42 clienti trovati a bordo di auto di grossa cilindrata a loro intestate, sebbene alle imposte dichiarassero redditi inferiori ai 30mila euro l&#8217;anno.</p><p>È ovvio,<strong> il tema dell&#8217;evasione  è complesso</strong>. Ci sono piccoli imprenditori e liberi professionisti che, tartassati come sono da balzelli e imposizioni di stampo medievale, se non evadessero qualcosa  non riuscirebbero a mantenere la famiglia. Ma fatti i dovuti distinguo, una cosa bisogna dirla chiara: c&#8217;è un pezzo importante della popolazione italiana che semplicemente <strong>non paga per egoismo</strong>, mancanza di senso civico o, addirittura, per spirito criminale.</p><p>Si tratta di un vasto strato di cittadini che gode di<strong> precise protezioni politiche</strong>. Che non hanno mancato di farsi sentire subito dopo il blitz.</p><p><strong>Fabrizio Cicchitto</strong>, il capogruppo del Pdl alla Camera, sconvolto per quanto era accaduto nella Perla delle Dolomiti, martedì 3 gennaio ha per esempio detto : <em>&#8220;Coloro che sovrintendono alla lotta all&#8217;evasione fiscale e in primo luogo il dottor Attilio Befera </em>(il direttore dell&#8217;Agenzia delle Entrate ndr) devono avere la consapevolezza che operazioni come quelle fatte  a Cortina,<strong> </strong>con <strong>controlli a tappeto in tutta un&#8217;area solo perché presumibilmente popolata in queste vacanze da ricchi, sono del tutto inaccettabili</strong> e chiaramente ispirate ad una confezione ideologica del controllo fiscale&#8221;.</p><p>Pure a noi le ideologie piacciono poco. Eppure, anche se non sovrintendiamo a niente, abbiamo un&#8217;altra consapevolezza: <strong>o Cicchitto è un politico talmente poco intelligente</strong> da non riuscire a prevedere l&#8217;esito dei controlli, oppure ha un piano. Rinunciare all&#8217;elettorato onesto (che c&#8217;è anche nel centrodestra) e <strong>cementare invece lo zoccolo duro degli elettori-evasori </strong>offrendo al mondo una nuova lettura all&#8217;acronimo del suo movimento: d&#8217;ora in poi non più Popolo della Libertà, ma solo e semplicemente Partito dei Ladri.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/04/nasce-cortina-partito-ladri/181625/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Le discussioni de ilfattoquotidiano.it</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/19/discussioni-ilfattoquotidiano/178722/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/19/discussioni-ilfattoquotidiano/178722/#comments</comments> <pubDate>Mon, 19 Dec 2011 22:48:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[commenti]]></category> <category><![CDATA[disqus]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=178722</guid> <description><![CDATA[Ci siamo. In attesa di varare finalmente a metà gennaio la nuova versione del sito, oggi facciamo un altro passo avanti. Da questa mattina sotto tutti i post e gli articoli troverete la piattaforma di commenti Disqus che abbiamo sperimentato nella sezione blog per quasi tre settimane. Nei prossimi giorni Disqus sarà migliorata graficamente e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo. In attesa di varare finalmente a metà gennaio la nuova versione del sito, <strong>oggi facciamo un altro passo avanti</strong>. Da questa mattina sotto tutti i post e gli articoli troverete la piattaforma di commenti <em>Disqus</em> che abbiamo sperimentato nella sezione blog per quasi tre settimane. Nei prossimi giorni <em>Disqus</em> sarà migliorata graficamente e tecnicamente. Già ora comunque ci sembra che la cosa funzioni. <strong>I partecipanti alle discussioni sono aumentati </strong>e si sono quasi sempre dimostrati di buon livello. <em>Ilfattoquotidiano.it</em> si è confermato così un luogo piacevole dove, gli oltre 450.000 visitatori unici quotidiani,  possono dibattere e confrontarsi.</p><p>I commenti, del resto, sono <strong>una delle anime del nostro giornale</strong>. Ci segnalano notizie, opinioni, e errori (i nostri). E anche quando sono critici non ci spaventano.</p><p>Certo, io per primo credo che per mantenere una buona atmosfera sia necessario moderarli in modo da evitare (per quanto possibile, vista la mole), interventi violenti, razzisti, sessisti. O scritti che, in un modo o nell&#8217;altro, violino  la <em>policy</em> che ci siamo dati.  Ma al contrario di altri  osservatori, italiani e stranieri, <strong>non penso affatto che il problema della Rete sia quello degli &#8220;eterni incazzosi&#8221;</strong> (che pure esistono). Qualche giorno fa Andrea Scanzi, un collega che sono orgoglioso e felice di ospitare, ha scritto un interessante post al riguardo. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/16/eiw-gli-eterni-incazzosi-da-web/177957/" target="_blank">Il suo articolo, che invito a rileggere, mi ha divertito</a>, mi ha fatto riflettere, ma mi ha convinto solo in parte.</p><p>Una cosa credo infatti di averla imparata durante questo lungo e affascinante anno e mezzo trascorso sul web. <strong>Scrivere o intervenire tramite internet equivale, per molti versi, a parlare davanti a una folla</strong> in una piazza pubblica o nel buio di un teatro. Chi decide di farlo accetta un rischio: quello di essere (magari ingiustamente) fischiato. Se il pericolo fischi (o pomodori) lo spaventa, può sempre scegliere di non aprire bocca.</p><p>Niente paura, però. Qui l&#8217;eventualità che qualcuno si imbavagli da solo non esiste. <strong>Di cose da dire, spesso controcorrente, ne abbiamo a iosa</strong>. Con l&#8217;obbiettivo di sempre:  riportare tutte le notizie che siamo in grado di trovare, o valutare, e dare modo ai nostri blogger di esprimere  punti di vista, possibilmente ben argomentanti, anche in forte contrasto tra loro.  Proprio per questo ricordo che chiunque può avanzare la propria candidatura a pubblicare un post sulle nostre pagine usando <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/dillo-al-fatto/" target="_blank">il pulsante nella barra laterale &#8220;Hai qualcosa da dire? Dilla su <em>ilfattoquotidiano.it</em>&#8220;</a>.</p><p>Il prossimo anno vogliamo crescere ancora. Vogliamo aumentare il numero dei nostri blogger, delle nostre storie, dei nostri video. Vogliamo dimostrare che anche on line e anche in Italia si può diventare un grande, anzi un grandissimo, giornale. <strong>Insomma rinnoviamo la sfida</strong>. Se volete e potete, non smettete di seguirci.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/19/discussioni-ilfattoquotidiano/178722/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cari tecnici, questa è una guerra</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/cari-tecnici-questa-guerra/174460/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/cari-tecnici-questa-guerra/174460/#comments</comments> <pubDate>Thu, 01 Dec 2011 12:17:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[blitz antimafia]]></category> <category><![CDATA[clan Lampada]]></category> <category><![CDATA[corruzione]]></category> <category><![CDATA[Filippo Milone]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[peter gomez]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=174460</guid> <description><![CDATA[Un gelido, ma salutare bagno di realismo. Ecco cosa rappresentano i blitz antimafia e anticorruzione di Milano e Brescia, con il corollario di politici calabresi e lombardi ladri, di magistrati collusi e di rifiuti tossici utilizzati per pavimentare le nuove autostrade della cosiddetta Padania. Da Nord a Sud, un pezzo importante del Paese è marcio....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un gelido, ma salutare bagno di realismo. Ecco cosa rappresentano i <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/30/corruzione-ndrangheta-rifiuti-grandi-opere-sistema-lombardia-sempre-nero/174229/" target="_blank">blitz antimafia e anticorruzione di Milano e Brescia</a></span>, con il corollario di politici calabresi e lombardi ladri, di magistrati collusi e di rifiuti tossici utilizzati per pavimentare le nuove autostrade della cosiddetta Padania. Da Nord a Sud, <strong>un pezzo importante del Paese è marcio</strong>. E, di fatto, è quello che è al potere quasi ovunque, dai partiti agli ordini professionali, dalle pubbliche amministrazioni alle società controllate dallo Stato.</p><p>Pensare che con le dimissioni di <strong>Silvio Berlusconi</strong>, il peggior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni, l’Italia si sia finalmente avviata sulla strada del risanamento, è da ingenui. <strong>Questa era e resta Gomorra</strong>. La corruzione continua a costare ai contribuenti 80 miliardi l’anno, le mafie continuano a fatturarne almeno 150. Il nuovo governo dei professori, se davvero vorrà tenere fede alle promesse “rigore ed equità” del premier Mario Monti (al quale, fino a prova contraria, crediamo), dovrà passare anche da qui. Istituendo la confisca obbligatoria dei beni dei corrotti, il monitoraggio dei patrimoni dei dipendenti pubblici, facendo finalmente ratificare le convenzioni internazionali sul <strong>traffico d’influenze</strong>: il reato, non ancora previsto dal codice, che più spesso commette la nostra classe dirigente mettendosi al servizio di imprese e/o cosche.</p><p>Proprio ieri, tra i nomi dei tanti politici milanesi in rapporti con il <strong>clan Lampada</strong>, dalle carte ne è saltato fuori uno noto alle cronache: un ex assessore provinciale assolto appena 15 giorni fa, su richiesta del pm, proprio perché la legge non permetteva di punire le sue relazioni con gli Strangio. Monti però dovrà fare anche di più e di meglio. Dovrà spingere alle dimissioni il suo neo-sottosegretario alla Difesa, l’ex manager del gruppo Ligresti <strong>Filippo Milone</strong>. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/30/mi-manda-milone/174123/" target="_blank">Un condannato per reati contro la Pubblica amministrazione</a></span> nell’esecutivo che deve cercare di salvare il Paese non è solo un esempio sbagliato. È un insulto agli italiani. Che nella loro maggioranza, ricordiamocelo tutti, restano onesti. E l’equità non la pretendono: la meritano.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 1 dicembre 2011</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/cari-tecnici-questa-guerra/174460/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Fatti e commenti su ilfattoquotidiano.it</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/28/fatti-commenti-ilfattoquotidiano/173595/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/28/fatti-commenti-ilfattoquotidiano/173595/#comments</comments> <pubDate>Mon, 28 Nov 2011 01:39:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[commenti]]></category> <category><![CDATA[disqus]]></category> <category><![CDATA[il fatto quotidiano]]></category> <category><![CDATA[ilfattoquotidiano.it]]></category> <category><![CDATA[moderazione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=173595</guid> <description><![CDATA[Arrivati a fine novembre è giusto raccontare quello che stiamo facendo. Dalla mattina, ma andrà a pieno regime solo in serata, nei blog troverete Disqus, una nuova piattaforma per i commenti. Inizialmente, ci spiegano i tecnici, i navigatori potranno utilizzarla tramite gli account aperti in vari social network e in alcuni fra i più comuni...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Arrivati a fine novembre è giusto raccontare quello che stiamo facendo. Dalla mattina, ma andrà a pieno regime solo in serata, nei blog troverete <em>Disqus</em>, una <strong>nuova piattaforma per i commenti</strong>.</p><p>Inizialmente, ci spiegano i tecnici, i navigatori potranno utilizzarla tramite gli <strong>account aperti in vari social network </strong>e in alcuni fra i più comuni sevizi di mail. Poi, col passare delle ore, quando saranno importati i vecchi commenti, si tornerà alla normalità. E i navigatori già registrati a <em>ilfattoquotidiano.it</em> o quelli che si registrano per la prima volta potranno entrare con il proprio username e la propria password.</p><p>Scusateci per il temporaneo (speriamo) disagio.</p><p>Abbiamo deciso di sperimentare <em>Disqus</em> perché il nostro sito WordPress si sta trasformando (dal punto di vista dei numeri) in una faccenda terribilmente seria. Ormai sempre più spesso <strong>superiamo il mezzo milione di visitatori unici giornalieri</strong> e la gestione e la moderazione dei commenti è un&#8217;opera (per usare un eufemismo) piuttosto complicata.</p><p>Anche per questo, visto che la nuova piattaforma ce lo consente, nei prossimi giorni vorremmo chiedere agli utenti di <strong>partecipare alla moderazione</strong>.</p><p>Se la cosa funziona,  Disqus verrà probabilmente esteso a <strong>tutto il sito.</strong> Per questo non esitate, se lo ritenete opportuno, a inviarci pareri e suggerimenti.</p><p>Secondo noi è importante che <em>ilfattoquotidiano.it</em> non sia solo un posto dove poter trovare molte notizie e opinioni che &#8220;gli altri non dicono&#8221;. Fondamentale è anche che questo resti un luogo caratterizzato da <strong>dibattiti e interventi civili.</strong></p><p>Un piacevole luogo di discussione dove <strong>persone con opinioni diverse siano sempre libere </strong>di esprimerle, magari trovando, di tanto in tanto, anche dei punti di vista in comune.</p><p>In attesa della nuova <em>release </em>del sito che dovrebbe andare on line in gennaio (dopo molti test per evitare i problemi dello scorso ottobre) abbiamo pure<strong> cominciato a inserire una serie di libri sotto i post dei vari blogger</strong>. Si tratta delle fatiche dei nostri autori che, se volete, potrete acquistare on line partendo dalle nostre pagine. Una piccola percentuale del ricavato finirà così a <em>ilfattoquotidiano.it</em></p><p>Abbiamo deciso di battere questa strada per provare a raggiungere<strong> il pareggio di bilancio del sito già nei prossimi 12 mes</strong>i. Quest&#8217;anno la raccolta pubblicitaria è stata buona (era la nostra prima stagione), ma ci consentirà di coprire solo il 50 per cento dei costi (che comunque è molto di più di quanto avevamo preventivato). Insomma, se avete in mente di comprare un libro dei nostri blogger o di regalarlo, facendolo da qui finirete per sostenerci.</p><p>Il 2012 sarà per la comunità de<em> ilfattoquotidiano.it</em> un periodo importante. Le cose, non solo in Italia, si stanno facendo sempre più complicate. Noi vogliamo continuare a raccontarle, analizzarle e a spiegarle. Vogliamo avanzare delle proposte.  E anche per questo faremo presto partire la nostra web tv, ampliando il numero di giornalisti, blogger e  collaboratori. <strong>Come sempre senza finanziamenti pubblici,</strong> ma finanziati &#8211; è un punto di orgoglio e una promessa -solo dal pubblico. Perché l&#8217;unico nostro padrone, è quasi inutile dirlo, resta il lettore.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/28/fatti-commenti-ilfattoquotidiano/173595/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il Fatto on line e la sfida regionale. Gomez: &#8220;L&#8217;Emilia Romagna solo un inizio&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/18/fatto-line-sfida-regionale-gomez-lemilia-romagna-solo-inizio/171592/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/18/fatto-line-sfida-regionale-gomez-lemilia-romagna-solo-inizio/171592/#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 Nov 2011 12:16:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[antonio padellaro]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[emilia romagna]]></category> <category><![CDATA[emiliano liuzzi]]></category> <category><![CDATA[giorgio poidomani]]></category> <category><![CDATA[Il Fatto]]></category> <category><![CDATA[il fatto quotidiano]]></category> <category><![CDATA[Lucio Dalla]]></category> <category><![CDATA[Marco Imperato]]></category> <category><![CDATA[maurizio maggiani]]></category> <category><![CDATA[peter gomez]]></category> <category><![CDATA[roberto serra]]></category> <category><![CDATA[Sala Borsa]]></category> <category><![CDATA[sezione emilia romagna]]></category> <category><![CDATA[silvia truzzi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=171592</guid> <description><![CDATA[Prima di tutto un grazie. Al mezzo milione di navigatori che in media ogni giorno visita ilfattoquotidiano.it. E poi un grazie ai lettori]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/11/peter_pp_er.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-171599" title="peter_pp_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/11/peter_pp_er.jpg?47e3a5" alt="" width="620" height="240" /></a>Prima di tutto un grazie. Al <strong>mezzo milione di navigatori </strong>che in media ogni giorno visita <a href="http://ilfattoquotidiano.it/">ilfattoquotidiano.it</a>. E poi un grazie ai lettori <strong>emiliano romagnoli</strong> che, a cinque mesi dall&#8217;inaugurazione (<strong>in sordina e in via sperimentale</strong>) della prima sezione regionale del sito, vengono sulle nostre pagine sempre più numerosi. Senza nessuna campagna di lancio, senza annunci di sorta, ormai <a href="http://ilfattoquotidiano.it/">ilfattoquotidiano.it</a> Emilia Romagna supera spesso quota <strong>30mila utenti unici</strong>, con punte che a volte sfondano e di molto, la barriera dei <strong>100.000</strong>.</p><p>Anche per questo oggi pomeriggio alle 18 a <strong>Bologna</strong>, nella <strong>sala Borsa</strong>, abbiamo deciso discutere di libertà d&#8217;informazione, di cultura, di diritti e di doveri. Con me e <strong>Emiliano Liuzzi</strong>, il responsabile della sezione che in questo periodo con pochi mezzi, ma molta fantasia e talento, ha saputo costruire una squadra di cronisti destinata a fare molta strada, ci saranno degli amici veri: <strong>Lucio Dalla, Maurizio Maggiani, il fotoreporter Roberto Serra, il magistrato, Marco Imperato</strong>, oltre a una<strong> penna d&#8217;eccellenza, come Silvia Truzzi</strong>.</p><p>Attenzione però. Questa non sarà la celebrazione di un progetto che non sarebbe potuto partire senza la volontà ferrea e la collaborazione del direttore dell&#8217;edizione cartacea de <em>Il Fatto Quotidiano</em>, <strong>Antonio Padellaro</strong>, e dell&#8217;amministratore delegato della nostra società, <strong>Giorgio Poidomani</strong>.</p><p>Oggi invece noi proporremo una sfida.</p><p>Partendo dall&#8217;Emilia Romagna vogliamo dimostrare che anche a livello locale è possibile fare informazione guardando solo alle notizie. Senza scendere a compromessi, senza stringere accordi sotterranei. Da sempre, del resto, pensiamo che i cittadini informati finiscano alla lunga per migliorare le classi dirigenti e, di conseguenza, le nostre comunità. Da tempo ripetiamo la lezione di<strong> Luigi Einaudi</strong>: &#8220;<strong>Bisogna conoscere per deliberare</strong>&#8220;.</p><p>E allora eccoci qui a presentare la sezione alla regione, ai lettori, e anche (è giusto dirlo con onestà e chiaramente) agli investitori pubblicitari. Per fare informazione rifiutando la sconcia elemosina dei contributi pubblici, sono infatti necessari fondi. Vanno pagati stipendi, sedi, collaborazioni. <a href="http://Ilfattoquotidiano.it/">Ilfattoquotidiano.it</a> si muove sul web che è, e deve restare, libero e gratuito. Per questo offre i suoi spazi pubblicitari (ma mai la sua anima) a quelle realtà economiche e culturali  della regione che, con onesta e passione, vogliono comunicare le loro attività a una vasta e raziocinante platea di navigatori.</p><p>Il nostro sogno è che la sezione <strong>Emilia Romagna</strong> diventi un&#8217;esperienza da replicare, gradualmente, in altre Regioni italiane. Vorremmo che i blogger legati al territorio passassero dalle poche decine alle molte centinaia, in modo da poter mettere ovunque a disposizione uno spazio dove chi ha qualcosa d&#8217;interessante da dire lo possa fare, confrontandosi sempre con opinioni diverse. Ci piacerebbe che il <strong>giornalismo d&#8217;inchiesta e di denuncia</strong> diventasse in ogni città d&#8217;Italia una costante.</p><p>Insomma, siamo nati da poco, ma vogliamo continuare a crescere. <strong>E per questo, è una promessa, ce la metteremo tutta</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/18/fatto-line-sfida-regionale-gomez-lemilia-romagna-solo-inizio/171592/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Silvio e Mario, dai poteri marci ai poteri forti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/16/poteri-marci-poteri-forti/171194/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/16/poteri-marci-poteri-forti/171194/#comments</comments> <pubDate>Wed, 16 Nov 2011 22:09:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[corrado passera]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=171194</guid> <description><![CDATA[Se qualche anno fa ci fossimo trovati di fronte a un governo come questo, le critiche di un pezzo importante di opinione pubblica si sarebbero sprecate sin dal primo istante. I legami con il Vaticano sono evidenti, quelli con le banche e la grande industria addirittura dichiarati. Gli intrecci con il mondo dell&#8217;editoria, dal Corriere...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Se qualche anno fa ci fossimo trovati di fronte a un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/16/accademici-banchieri-cattolici-nasce-governo-mario-monti/171159/" target="_blank">governo come questo</a></span>, le critiche di un pezzo importante di opinione pubblica si sarebbero sprecate sin dal primo istante. I legami con il <strong>Vaticano </strong>sono evidenti, quelli con le <strong>banche </strong>e la grande <strong>industria </strong>addirittura dichiarati. Gli intrecci con il mondo dell&#8217;<strong>editoria</strong>, dal <em>Corriere della Sera</em> fino a <em>La Repubblica</em>, indiscutibili. L&#8217;età media dei ministri poi è così alta (63 anni) che la maggior parte di loro sarebbe costretta ad andare in pensione non dalle leggi presenti, ma persino da quelle future.</p><p>Nell&#8217;esecutivo c&#8217;è gente (non tutta) che ha gattopardescamente preso posizione contro lo scempio etico, politico ed economico dei lustri recenti solo all&#8217;ultimo, o al penultimo, minuto. E vi è pure chi non ha mai detto una parola.</p><p>Il governo dei professori (11 su 18) di <strong>Mario Monti</strong> però piace.  E anche chi lo guarda con diffidenza in queste ore spesso si limita con ragionevolezza a dire: lo giudicheremo dai fatti.</p><p>Ovviamente nessuno sa quanto durerà la luna di miele. Finirà quando verranno imposti i primi sacrifici? O per conservare il consenso sarà sufficiente riuscire a far tirare la cinghia ai privilegiati, come promesso da Monti? E quanto conteranno le pensioni, la giustizia e il mercato del lavoro?</p><p>Inutile arrovellarsi intorno a queste domande. Ci penserà la cronaca, soprattutto quella economico-finanziaria, a rispondere.</p><p>Quella politica, invece, ci ha già spiegato perché gli italiani appaiono oggi felici di ritrovarsi nelle braccia di quelli che una volta si sarebbero chiamati i <strong>poteri forti</strong>.</p><p>A spingerli senza se, e pochi ma, in questa direzione non è stata tanto la quasi certa prospettiva di default per il nostro Paese. Il rischio Grecia c&#8217;è ancora. E, per come sono ormai messe le cose, è tutto da dimostrare che il nuovo esecutivo sia davvero in grado di allontanarlo.</p><p>A convertire i cittadini sono stati invece i <strong>poteri marci</strong>. Ovvero quelli, sempre presenti in Italia, che negli ultimi anni hanno trovato nel Cavaliere e nella sua corte i loro migliori campioni.</p><p>Così la compostezza e il rigore apparente di Monti e dei suoi ministri tecnici all&#8217;improvviso rasserenano gli animi. Le poche e misurate parole del neo-premier diventano sagge per antonomasia alle orecchie di chi fino a due giorni fa era costretto ad ascoltare ogni sera un vociare confuso, intercalato da insulti, barzellette più o meno spinte e pernacchie.</p><p>I volti anziani degli uomini e delle donne dell&#8217;esecutivo appaiono nuovi per il solo fatto di non essere conosciuti dai cittadini. Le loro storie professionali (generalmente eccellenti) sembrano giganteggiare se confrontate alle carriere politiche di chi a sinistra, a destra e al centro, li ha preceduti.</p><p>Bene, da oggi però per davvero contano solo i fatti.</p><p>Il compito del nuovo governo è gravoso. <strong>Mario Monti</strong> parlando della storia del super-ministro <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/16/passera/171184/" target="_blank">Corrado Passera</a></span></strong> che, come altri suoi colleghi, durante la sua carriera si è trovato ad affiancare più o meno tutti i protagonisti politici ed economici degli ultimi 15 anni (da <strong>De Benedetti</strong> a <strong>Berlusconi</strong>, per essere chiari), ha detto di considerarla <em>&#8220;una premessa e una  promessa di un’attività proficua senza che vi siano nelle sue nuove funzioni possibili intralci legati alla sua attività passata&#8221;</em>.</p><p>Insomma ci ha messo la faccia. E su questo, come su ogni altro punto, merita di essere preso in parola. Fino a prova contraria.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/16/poteri-marci-poteri-forti/171194/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>421</slash:comments> </item> <item><title>Berlusconi dimesso, una festa amara</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/13/berlusconi-dimesso-festa-amara/170363/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/13/berlusconi-dimesso-festa-amara/170363/#comments</comments> <pubDate>Sat, 12 Nov 2011 23:55:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[dimissioni]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[Roberto Formigoni]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Umberto Bossi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=170363</guid> <description><![CDATA[Gestacci e minacce. Minacce e gestacci. Quella che Indro Montanelli chiamava &#8220;la feccia risalita dal pozzo&#8221; ha dato il peggio di sé anche nel giorno delle dimissioni del Capo, Silvio Berlusconi. Dopo 17 anni quel finalmente, che avremmo voluto gridare a pieni polmoni, resta quasi strozzato dalle immagini di un importante presidente di Regione come...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Gestacci e minacce. Minacce e gestacci. Quella che <strong>Indro  Montanelli</strong> chiamava <em>&#8220;la feccia risalita dal pozzo&#8221;</em> ha dato il peggio di  sé anche nel giorno delle dimissioni del Capo, <strong>Silvio Berlusconi</strong>.</p><p>Dopo  17 anni quel finalmente, che avremmo voluto gridare a pieni polmoni,  resta quasi strozzato dalle immagini di un importante presidente di  Regione come <strong>Roberto Formigoni</strong> immortalato mentre fa  le corna e sfida la folla alzando il dito medio, esattamente come  avevano fatto in giornata il ministro del Lavoro, <strong>Maurizio Sacconi</strong> e,  più volte nei mesi precedenti, il cosiddetto responsabile delle Riforme, <strong>Umberto Bossi</strong>.</p><p>I sedicenti  moderati, nel momento della sconfitta, perdono ogni residuo decoro  istituzionale e diventano il simbolo della <strong>crisi di credibilità</strong> che,  prima ancora di quella economica, sta affondando il nostro Paese. Le  monetine lanciate fuori bersaglio e le contestazioni al premier uscente  da parte dei cittadini, peraltro poi diventate una grande, rumorosa,  inaspettata e pacifica festa di popolo, non bastano da sole per spiegare  le iraconde reazioni di un pezzo importante dell&#8217;ex maggioranza.</p><p>I  nervi saltano perché tutto il mondo ha ormai certificato che il sogno  del miracolo italiano, più volte promesso da Berlusconi a partire dai  primi anni &#8217;90, era solo una truffa e un incubo. Un incubo così lungo e  interminabile, da non essere ancora realmente finito.</p><p><em>&#8220;Intanto,  stacchiamo la spina quando vogliamo&#8221;</em>, ha detto il Cavaliere ai suoi  dopo aver incontrato <strong>Mario Monti</strong>. E mentre metà del Pdl tentava  inutilmente di convincere il Capo che nessun governo tecnico andava  appoggiato, le agenzie battevano la notizia delle condizioni poste dal  presidente del Consiglio uscente all&#8217;ex rettore della Bocconi. Due  colpiscono in particolare. L&#8217;impegno di Monti e dei suoi futuri ministri  tecnici a non presentarsi alle elezioni e la solita richiesta: non  toccatemi le <strong>televisioni</strong>, non voglio nessuna legge anti-trust.</p><p>Ecco  allora perché quel finalmente, che tanto ci sarebbe piaciuto urlare, va  invece pronunciato con prudenza. Va sillabato sì col sorriso, ma  ricordando sempre che è un semplice dato di cronaca politica.</p><p>Berlusconi,  questo è certo, non tornerà mai più a <strong>Palazzo Chigi</strong>. Glielo impediscono  l&#8217;età e la lunga e clamorosa catena d&#8217;insuccessi. Ma l&#8217;era della paura,  non si è ancora chiusa. Il  tempo delle minacce, non è ancora finito. E anzi adesso rischia di  sommarsi a quello delle lacrime e del sangue che, inevitabilmente, a  causa dell&#8217;ignavia di chi lo ha preceduto, il prossimo esecutivo  riserverà agli italiani.</p><p>Perché  a Berlusconi, l&#8217;uomo che passerà alla storia per aver portato non solo  l&#8217;Italia, ma l&#8217;intera Europa, a un passo (si spera) dal baratro, è  riuscito anche questo. Rendere <strong>amara persino la festa</strong> per la sua  uscita di scena.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/13/berlusconi-dimesso-festa-amara/170363/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>448</slash:comments> </item> <item><title>Dimissioni, aspettando la vendetta del Caimano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/08/dimissioni-aspettando-vendetta-caimano/169358/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/08/dimissioni-aspettando-vendetta-caimano/169358/#comments</comments> <pubDate>Tue, 08 Nov 2011 21:51:14 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[legge si stabilità]]></category> <category><![CDATA[maxiemendamento]]></category> <category><![CDATA[Opposizione]]></category> <category><![CDATA[Unione Europea]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=169358</guid> <description><![CDATA[Avviso ai naviganti. Non è ancora finita. Prima che Silvio Berlusconi se ne vada ne vedremo delle belle. Anzi delle brutte. Il premier, raccontano i suoi, si sta preparando al colpo di coda. Da assestare alla prima occasione. Che, in questo caso, si chiama legge di stabilità. È in quella legge, destinata in teoria a soddisfare...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Avviso ai naviganti. Non è ancora finita. Prima che <strong>Silvio Berlusconi</strong> se ne vada ne vedremo delle belle. Anzi delle brutte. Il premier, raccontano i suoi, si sta preparando al colpo di coda. Da assestare alla prima occasione. Che, in questo caso, si chiama legge di stabilità. È in quella legge, destinata in teoria a soddisfare i mercati, che i suoi uomini tenteranno di inserire un pezzo della buonuscita del Cavaliere.</p><p>Il capo del governo, del resto, è stato chiaro. Le dimissioni scatteranno solo dopo l&#8217;approvazione della nuova manovra, nella quale verrà aggiunto al Senato un maxi-emendamento contenente parte delle misure riportate nella sua lettera d&#8217;intenti inviata la scorsa settimana in Europa. Interventi che, proprio dopo il voto alla Camera, il commissario europeo agli affari economici <strong>Olli Rehn</strong> ha giudicato &#8220;insufficienti&#8221;.</p><p>Ora il punto è che nessuno conosce il contenuto del maxi-emendamento. Mentre si conoscono (e bene) alcune bozze dei lavori preparativi al Consiglio dei ministri del 24 ottobre che avrebbe dovuto licenziare il decreto sviluppo.</p><p>Qualcuno se le ricorderà: s&#8217;introduceva una legge ad personam post mortem per favorire i figli di primo letto del Cavaliere dopo la dipartita del loro illustre genitore, si parlava di condoni, di militarizzazione della Val Susa. E quello era solo l&#8217;antipasto. Perché se si pensa ai conti dello Stato con un certo disagio viene in mente che con (inesistenti) ragioni economiche sono state in passato motivate dal Pdl pure le norme sulla prescrizione breve e quelle sulle intercettazioni.</p><p>Insomma il dibattito al Senato sarà l&#8217;occasione giusta per provare a far passare molto di ciò che davvero interessa a Berlusconi, assieme a norme draconiane sul mercato del lavoro e, probabilmente, le pensioni.</p><p>Una medicina amarissima che il futuro ex presidente del Consiglio vuole fare trangugiare a tutti in un colpo solo. Contando sulla spinta di uno spread sempre più alle stelle, sulle richieste dell&#8217;Unione Europea e sulle opposizioni costrette già oggi, e a scatola chiusa, a promettere che la legge di stabilità verrà votata celermente.</p><p>Allora e solo allora, si potrà capire se andremo a elezioni o se nascerà un nuovo governo. E Berlusconi, anche nella sconfitta, potrà ancora una volta pensare di aver vinto. Sarà la vendetta del Caimano. Gli italiani, c&#8217;è da giurarlo, la ricorderanno a lungo.</p><p><em>Ps</em>: alle 14.26 dopo una matinata in cui l&#8217;interesse sui nostri titoli è schizzato oltre il 7 per cento e lo <em>spread</em> ha toccato i 575 punti, <strong>Giulio Tremonti </strong>e <strong>Gianni Letta</strong> sono rientrati da un incontro con il presidente <strong>Giorgio Napolitano.</strong> I rumors dicono che il maxi-emendamento sia stato scritto al Colle. Forse almeno le leggi <em>ad personam</em> nella finanziaria ce le siamo risparmiate. Non però le lacrime e il sangue. Grazie Silvio!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/08/dimissioni-aspettando-vendetta-caimano/169358/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>484</slash:comments> </item> <item><title>Santoro fa invecchiare la tv. L&#8217;altra</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/04/santoro-fa-invecchiare-la-tv-laltra/168283/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/04/santoro-fa-invecchiare-la-tv-laltra/168283/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 Nov 2011 01:31:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[fatto quotidiano]]></category> <category><![CDATA[partiti]]></category> <category><![CDATA[Santoro]]></category> <category><![CDATA[servizio pubblico]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=168283</guid> <description><![CDATA[Un giorno ci renderemo conto di quanto sia stata importante la pagina scritta dalla prima puntata di Servizio Pubblico. All&#8217;improvviso il duopolio-monopolio che ha ingessato, impoverito e censurato la televisione in Italia è apparso per quel che è: vecchio e privo di senso. La trasmissione di Michele Santoro, alla quale il Fatto Quotidiano e questo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno ci renderemo conto di quanto sia stata importante la pagina scritta dalla prima puntata di <strong><em>Servizio Pubblico</em></strong>. All&#8217;improvviso il duopolio-monopolio che ha ingessato, impoverito e censurato la televisione in Italia è apparso per quel che è: vecchio e privo di senso.</p><p>La trasmissione di Michele Santoro, alla quale<strong> <em>il Fatto Quotidiano </em>e questo sito sono orgogliosi di aver dato il loro contributo</strong>, dimostra come anche in Italia ci siano spazi (enormi) di libertà che possono essere conquistati. Che il diritto-dovere d&#8217;informare (e criticare) può, nonostante tutto, essere ancora praticato da chi ne abbia la voglia e, lasciatecelo dire, il coraggio.</p><p>Grazie al sostegno di 100.000 cittadini, all&#8217;impegno di un gruppo d&#8217;imprenditori un po&#8217; folli e un po&#8217; visionari, alla <strong>professionalità di un pugno di cronisti di razza</strong>, al talento di Marco Travaglio e di Vauro, grazie alla rete delle tv private e al web, Servizio Pubblico ha rotto lo <em>status quo</em>. Ha<strong> spezzato il conformismo </strong>di chi sosteneva che contrastare Rai e Mediaset (le tv del presidente del Consiglio e del sistema dei partiti) era impossibile.</p><p>Anche per questo ora, <strong>pochi minuti dopo la conclusione della puntata</strong>, ci piace pensare che la breccia aperta da <em>Servizio Pubblico </em>sia destinata presto ad allargarsi per far passare nuove idee, nuove trasmissioni e, sopratutto, nuove storie e notizie.</p><p>Perché <strong>esiste un Paese diverso che vuole  (e che merita) di essere raccontato</strong>. E chi rinuncia a farlo, avendo da adesso la dimostrazione che quella possibilità c&#8217;è, commette un delitto. Dal quale non potrà mai essere assolto.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/04/santoro-fa-invecchiare-la-tv-laltra/168283/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>300</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;Euro e la (lucida?) follia di Berlusconi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/29/leuro-e-la-lucida-follia-di-berlusconi/167122/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/29/leuro-e-la-lucida-follia-di-berlusconi/167122/#comments</comments> <pubDate>Fri, 28 Oct 2011 22:00:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Peter Gomez</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[antieuropeista]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[euro]]></category> <category><![CDATA[Maroni]]></category> <category><![CDATA[svalutazione della lira]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=167122</guid> <description><![CDATA[Adesso rischiamo davvero grosso. Il naufragio è realmente più vicino. Mentre con l&#8217;ultima asta dei Btp l&#8217;interesse sui titoli di Stato schizza al livello record del 6,06%, il Titanic Italia resta pilotato da un uomo (che appare) ormai in avanzato stato confusionale. Da un premier (che non sembra) più in grado di soppesare le conseguenze delle...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><p>Adesso rischiamo davvero grosso.<strong> Il naufragio è realmente più vicino</strong>. Mentre con l&#8217;ultima asta dei Btp l&#8217;interesse sui titoli di Stato schizza al livello record del 6,06%, il Titanic Italia resta pilotato da un uomo (che appare) ormai in avanzato stato confusionale. Da un premier (che non sembra) più in grado di soppesare le conseguenze delle proprie affermazioni.</p><p>Prima<strong> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/28/crisi-berlusconi-leuro-non-ha-convinto-nessuno/167083/" target="_blank">il presidente del Consiglio boccia l&#8217;Euro</a></span> </strong>durante un discorso davanti alla platea degli Stati Generali del commercio estero.</p><p>Lì davanti alle telecamere dice testualmente che &#8220;l&#8217;attenzione sull&#8217;Italia deriva dal fatto che c&#8217;è un attacco all&#8217;Euro che non ha convinto nessuno come moneta. E in effetti è una<strong> moneta un po&#8217; strana,</strong> perché è una moneta non di un solo Paese, ma di tanti Paesi messi assieme, che però non hanno un governo unitario dell&#8217;economia, e che non ha alle sue spalle una banca di riferimento e di garanzia. È un fenomeno che non si era mai verificato e quindi l&#8217;Euro di per sé si presenta come moneta attaccabile dalla speculazione internazionale&#8221;.</p><p>Poi quando esplodono le polemiche, e il Quirinale va su tutte le furie, innesta <strong>un&#8217;incredibile, ma</strong> <strong>in realtà solo parziale, marcia indietro</strong>. <em>&#8220;Come al solito&#8221;</em>, scrive in una nota , <em>&#8220;si cerca di alzare pretestuose polemiche su una mia frase interpretata in maniera maliziosa e distorta. <strong>L&#8217;Euro è la nostra moneta, la nostra bandiera. </strong>E&#8217; proprio per difendere l&#8217;Euro dall&#8217;attacco speculativo che l&#8217;Italia sta facendo pesanti sacrifici. Il problema dell&#8217;Euro è che è l’unica moneta al mondo senza un governo comune, senza uno Stato, senza una banca di ultima istanza. Per queste ragioni è una moneta che può essere oggetto di attacchi speculativi&#8221;</em>.</p><p>Ora il punto non è che Berlusconi conduca pubblicamente riflessioni sull&#8217;Euro, mischiandole  ai consueti attacchi alla magistratura e a tutte le istituzioni di controllo. Quello che ha detto su una moneta unica di uno Stato che non esiste è in parte vero. Non è però vero che l&#8217;Euro non abbia <em>&#8220;mai convinto nessuno&#8221;</em>. E soprattutto anche <strong>un broker alle prime armi </strong>capirebbe che prendersela con la valuta europea, mentre è in corso una tempesta finanziaria come questa, è un sistema sicuro per peggiorare ancora la situazione. Per spingere non solo l&#8217;Italia, ma l&#8217;intera Unione, se non verso il default, almeno verso una <strong>nuova ondata di speculazione.</strong> Proprio quello che a parole (ma non con i fatti) il premer sostiene di voler evitare.</p><p>Per questo è il caso di andare oltre le apparenze. E di ricordare che <strong>il centro-destra è da sempre anti-europeista </strong>e che Lega, più volte in passato, si è pubblicamente schierata per il <strong>ritorno alla lira, in modo da poter svalutare la moneta</strong> nella speranza di recuperare competitività. Nel 2005 l&#8217;allora ministro del welfare, Roberto Maroni, aveva persino <a href="http://www.repubblica.it/2005/f/sezioni/economia/contipubblici7/marosca/marosca.html  " target="_blank">proposto di far votare ai cittadini l&#8217;uscita dall&#8217;Euro</a>.</p><p>Così oggi, nella mente di molti esponenti della maggioranza &#8211; e in quella di Berlusconi che si sente offeso da Merkel e Sarkozy -, sta riprendendo corpo l&#8217;idea di<strong> far saltare tutto facendo la guerra a Bruxelles</strong>. Di tornare, traumaticamente, ai tempi e alla valuta antica.</p><p>Che questa sia la soluzione giusta per un Paese al collasso è, per usare un eufemismo, del tutto opinabile (le materie prime e petrolio si pagano, tra l&#8217;altro, ancora in dollari). Ma <strong>il progetto piace. Parecchio</strong>. Sia a chi fa politica, che sulla battaglia contro la moneta unica e gli odiati euroburocrati può impiantare un&#8217;intera campagna elettorale. Sia a chi in questi anni ha fatto tanti, e spesso oscuri, affari .</p><p>Anche perché nei conti esteri dei paradisi off-shore  ci sono fortune a suo tempo<strong> depositate in dollari</strong>. E senza l&#8217;Euro, o con un Euro debolissimo, per quei ricchi Paperoni, sarebbe davvero tutta un&#8217;altra musica.</p></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/29/leuro-e-la-lucida-follia-di-berlusconi/167122/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>372</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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