<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Antonio Padellaro</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/APadellaro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Villa Adriana, ha vinto la civiltà</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/26/villa-adriana-vinto-civilta/242597/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/26/villa-adriana-vinto-civilta/242597/#comments</comments> <pubDate>Sat, 26 May 2012 12:43:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Celentano]]></category> <category><![CDATA[Corcolle]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[opinione pubblica]]></category> <category><![CDATA[Villa Adriana]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=242597</guid> <description><![CDATA[Davanti alla sciagurata decisione di aprire una discarica di rifiuti accanto a Villa Adriana, patrimonio dell’Umanità, c’eravamo appellati alla sensibilità civile e istituzionale di Monti e dei suoi ministri. Non è possibile, scrivevamo, che personalità europee, illustri cattedratici e gran commis dello Stato si comportino come quei politicanti da quattro soldi che hanno ridotto l’Italia...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div>Davanti alla sciagurata decisione di aprire una discarica di rifiuti accanto a <strong>Villa Adriana</strong>, patrimonio dell’Umanità, c’eravamo appellati alla sensibilità civile e istituzionale di <strong>Monti</strong> e dei suoi ministri. Non è possibile, scrivevamo, che personalità europee, illustri cattedratici e gran commis dello Stato si comportino come quei politicanti da quattro soldi che hanno ridotto l’Italia in brandelli.</div><p>Infatti, con <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/corcolle-discarica-bocciata-governo-pecoraro-dimette-arriva-sottile/241516/" target="_blank">una decisione</a> che fa onore a questo governo, Villa Adriana è stata salvata dallo stupro organizzato a cura delle solite <strong>cricche affaristiche</strong> con buoni addentellati nella Pubblica amministrazione. Una volta tanto è la civiltà che sconfigge la barbarie.</p><p>Ciò non avviene per caso ma per la combinazione positiva di due fondamentali fattori di democrazia.</p><p>Prima di tutto c’è la pressione esercitata da un <strong>giornalismo libero</strong> che non ha timore di disturbare il manovratore. Lo rivendichiamo con orgoglio noi del <em>Fatto Quotidiano</em> che alle prime notizie sullo scempio che si stava perpetrando <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/villa-adriana-sfregio-patrimonio-dellunesco/240094/" target="_blank">non abbiamo perso tempo</a>. Le nostre inchieste sulla discarica di Corcolle che già “puzzava” (e non solo a causa dell’immondizia), unite alla sollevazione dei nostri lettori, cui ha dato voce forte e chiara (è il caso di dirlo) <strong>Adriano Celentano</strong>, hanno agito da detonatore.</p><p>Si chiama <strong>opinione pubblica</strong>: quando si fa sentire e ottiene il giusto la democrazia è più forte. Oggi possiamo dirlo con orgoglio.</p><p>Tuttavia, la pressione della libera stampa non sarebbe stata sufficiente senza un governo capace di riflettere e di cambiare strada. Monti e alcuni ministri hanno probabilmente capito che la scelta iniziale era condizionata da valutazioni parziali e orientate non verso il bene collettivo, ma a favore di interessi privati anche oscuri. Conseguenza inevitabile, le dimissioni del prefetto di Roma <strong>Pecoraro</strong> responsabile del malsano progetto, assieme al presidente della Regione Lazio <strong>Polverini</strong> non nuova a imprese del genere.</p><p>Un cambiamento di rotta che con il governo precedente, ne siamo certi, non sarebbe accaduto. Oggi possiamo dirlo con maggior fiducia: qualcosa sta cambiando.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, maggio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/26/villa-adriana-vinto-civilta/242597/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Villa Adriana, scempio inaccettabile</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/scempio-inaccettabile/240564/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/scempio-inaccettabile/240564/#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 May 2012 13:49:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Andrea Carandini]]></category> <category><![CDATA[Clini]]></category> <category><![CDATA[Corcolle]]></category> <category><![CDATA[discarica]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[ornaghi]]></category> <category><![CDATA[patrimonio culturale e artistico]]></category> <category><![CDATA[roma]]></category> <category><![CDATA[Villa Adriana]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=240564</guid> <description><![CDATA[Si è mai visto un governo nominato per salvare l’Italia dal fallimento e dall’ignominia che, mentre proclama la strenua difesa del patrimonio nazionale, annuncia la costruzione di una gigantesca discarica di rifiuti a Corcolle, poco distante dalla splendida Villa Adriana(28 chilometri da Roma), patrimonio mondiale dell’Unesco? Il che significa mettere a repentaglio un gioiello tra...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div>Si è mai visto un governo nominato per salvare l’Italia dal fallimento e dall’ignominia che, mentre proclama la strenua difesa del patrimonio nazionale, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/rifiuti-monti-dice-corcolle-governo-spacca-rivolta-villa-adriana/239872/" target="_blank">annuncia la costruzione di una gigantesca discarica di rifiuti a Corcolle</a>, poco distante dalla splendida <strong>Villa Adriana</strong>(28 chilometri da Roma), patrimonio mondiale dell’Unesco?</p><p>Il che significa mettere a repentaglio un gioiello tra i più preziosi dell’<strong>unico vero grande tesoro nazionale</strong>, quello culturale e artistico, che non ha pari al mondo. Si rimane davvero sconcertati davanti a una decisione che rende improvvisamente irriconoscibile il profilo di Mario Monti e dei suoi ministri. Al di là dei giudizi sugli atti politici, persone di riconosciuta sensibilità civile e istituzionale, illustri cattedratici cultori <strong>del bello e del giusto</strong> accettano di sottoscrivere un vero e proprio scempio con la stessa beata indifferenza di quei politicanti da quattro soldi che hanno ridotto il Paese a brandelli. </p><p>Com’è possibile? Vero è che due ministri, quelli dell’Ambiente <strong>Clini</strong> e dei Beni culturali <strong>Ornaghi</strong>, hanno scritto vibranti lettere di protesta, minacciando dimissioni che dopo il solito balletto sono prontamente rientrate in cambio di una poltrona intorno all’immancabile tavolo dei compromessi. Più dignitoso il comportamento dell’archeologo <strong>Andrea Carandini</strong>, che la porta l’ha sbattuta per davvero, affermando: “Ogni limite di tolleranza civica e personale è stato superato”. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/12/tivoli-pericolo-crollo-villa-adriana-rischia-fine-pompei/227472/" target="_blank">Come ha già scritto su queste pagine Silvia D’Onghia</a>, la condizione di Villa Adriana (120 ettari di residenze, giochi d’acqua e meravigliosi monumenti) è già precaria, non essendo mai stati utilizzati i fondi necessari alla manutenzione e al restauro delle zone malmesse.</p><p>Ora la discarica allontanerà quei pochi turisti che si ostinano ad affrontare transenne, puntelli e avvisi di possibili crolli. Signor presidente del Consiglio, ci ripensi. Quale Italia altrimenti presenterà al mondo: quella che non rispetta più<strong> la propria storia</strong>, pronta a buttarla in un cumulo di immondizia?</p></div><div><em>Il Fatto Quotidiano, 24 Maggio 2012</em></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/scempio-inaccettabile/240564/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Crisi di nervi al Quirinale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/crisi-nervi-quirinale/224685/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/crisi-nervi-quirinale/224685/#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 May 2012 16:13:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[boom di Grillo]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[napolitano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=224685</guid> <description><![CDATA[Perché mai Giorgio Napolitano, in piena campagna per i ballottaggi del prossimo 20 maggio, si lascia andare a una battuta sprezzante contro Beppe Grillo, negando l’indiscutibile successo del Movimento 5 Stelle alle elezioni comunali di domenica scorsa? Come è possibile che un personaggio politico di lunghissimo corso, sempre così attento alle liturgie istituzionali, non si...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div>Perché mai Giorgio Napolitano, <strong>in piena campagna per i ballottaggi</strong> del prossimo 20 maggio, si lascia andare a una battuta sprezzante contro Beppe Grillo, negando l’indiscutibile successo del Movimento 5 Stelle alle elezioni comunali di domenica scorsa?</div><div>Come è possibile che un personaggio politico di lunghissimo corso, sempre così attento alle<strong> liturgie istituzionali</strong>, non si renda conto che al presidente della Repubblica, mentre la partita elettorale è in corso si addice un <strong>silenzio assoluto</strong>, tombale per non sentirsi dire, altrimenti, di avere comunque interferito? E che dire della immediata replica dell’altro che, giocando in punta di Costituzione, ricorda che il ruolo di garanzia del Presidente riguarda tutti ma proprio tutti i cittadini, anche quelli che l’inquilino del Colle ha sulle scatole. Talché alla fine, tra battute e moniti, non si capiva <strong>chi era il comico e chi l’uomo di Stato</strong>.</p><p>Che il grillismo parlante metta Napolitano di pessimo umore si era già capito lo scorso 25 aprile, nel discorso che partiva dai valori resistenziali per difendere la democrazia dei partiti e deplorare il qualunquismo dei “nuovi demagoghi” eredi di Guglielmo Giannini. Ne seguì vivace polemica che molta acqua portò al mulino di 5 Stelle, come del resto auspicato dall’ex comico, fedele alla regola: <strong>molti nemici molti voti.</strong></div><p>Chissà, forse il boom di Grillo ha scompigliato il<strong> sottile disegno quirinalesco</strong> della grande coalizione, pietra angolare della prossima legislatura tecnica e costituente. Di cui restano solo macerie, come ha lealmente riconosciuto Pier Ferdinando Casini con il de profundis sul centro moderato. Perché di moderati, in un paese devastato da crisi, tasse e disoccupazione, ce ne sono sempre di meno. E di crisi di nervi sempre di più. Anche Lassù.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 9 Maggio 2012 </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/crisi-nervi-quirinale/224685/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I Serenissimi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/22/i-serenissimi/206291/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/22/i-serenissimi/206291/#comments</comments> <pubDate>Sun, 22 Apr 2012 12:55:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[finanziamenti pubblici partiti]]></category> <category><![CDATA[Formigoni]]></category> <category><![CDATA[Formigoni resort]]></category> <category><![CDATA[Roberto Calderoli]]></category> <category><![CDATA[Rosi Mauro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/22/i-serenissimi/206291/</guid> <description><![CDATA[Limpidi come acqua di fonte”, “tranquillissimi” e naturalmente “sereni”, i politici beccati a trafficare con smeraldi e lingotti d&#8217;oro, inquilini a sbafo di ville turrite o senza la ricevute (“smarrite”) comprovanti il pagamento di vacanze di sogno alle Antille, molto si dolgono delle “diffamazioni” che osano mettere in dubbio il sacrificio di “chi si è...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Limpidi come acqua di fonte”, “tranquillissimi” e naturalmente “sereni”, i politici beccati a trafficare con smeraldi e lingotti d&#8217;oro, inquilini a <strong>sbafo</strong> di ville turrite o senza la ricevute (“smarrite”) comprovanti il pagamento di vacanze di sogno alle Antille, molto si dolgono delle “diffamazioni” che osano mettere in dubbio il sacrificio di “chi si è speso per ciascuno e per tutti i lavoratori della sua terra”.</p><p>Serenissimi Rosi Mauro e Roberto Calderoli, serenissimo Roberto Formigoni, tutti naturalmente intenzionati a non mollare la poltrona, tutti con le motivazioni più nobili e <strong>disinteressate</strong> che il governatore lombardo riassume in una frase che andrebbe scolpita sul monumento nazionale alle facce di bronzo: “Inutile dire che non mi dimetterò poichè sarebbe da irresponsabili piegarsi al ricatto dei calunniatori e dare soddisfazione a lobby a cui nulla importa della crisi che sta devastando l&#8217;Italia”.</p><p>Ecco, ci vuole un&#8217;impudenza assoluta per mescolare i 13 mila euro dei dorati soggiorni ad Anguilla, pagati chissà da chi, con la disperazione di milioni italiani impoveriti dalla crisi e che non sanno più dove sbattere la testa. Ma in questa<strong> oscena</strong> manifestazione di sé si avverte un senso di onnipotenza e invulnerabilità purtroppo non del tutto immotivato. I Formigoni non nascono dal nulla ma sono al vertice di una piramide di potere dove tutto si tiene. Perché nessuno nel consiglio regionale lombardo ha la forza (e forse anche la voglia) per sfiduciare il vanesio personaggio. E perchè se lui cade, tutta la piramide edificata e tenuta insieme dal cemento degli interessi e dei favori, degli affari e dei ricatti verrebbe giù.</p><p>E questo lo sanno bene tutti i Formigoni d&#8217;Italia che insaziabili fruitori di resort, appartamenti e aragoste pagate a loro insaputa, il massimo favore che ci possono fare è quello di cambiare giacca o cambiare sigla alle loro <strong>combriccole</strong> di partito. Se ne fregano e ci sfottono ben consci che anche se alle elezioni non votasse più nessuno loro continuerebbero imperterriti a dividersi la torta, l&#8217;unica in un paese che va in malora.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 22 Aprile 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/22/i-serenissimi/206291/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Sperpero che grida vendetta</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/sperpero-che-grida-vendetta/204354/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/sperpero-che-grida-vendetta/204354/#comments</comments> <pubDate>Sat, 14 Apr 2012 13:01:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Belsito]]></category> <category><![CDATA[misiani]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[rimborsi elettorali]]></category> <category><![CDATA[suicidi imprenditori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/sperpero-che-grida-vendetta/204354/</guid> <description><![CDATA[L’incredibile ammissione fatta dal tesoriere del Pd Misiani alla nostra Wanda Marra (“Non abbiamo un euro in cassa”) cade in una giornata drammatica per l’economia italiana con la Borsa a picco, con lo spread sempre più in alto, con la protesta a Roma di migliaia di “esodati”, piccola rappresentanza di quanti rimasti senza lavoro e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L’incredibile ammissione fatta dal tesoriere del Pd <strong>Misiani</strong> alla nostra Wanda Marra (“<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/i-milioni-di-luglio-ci-servono-senn-i-partiti-chiudono/204361/" target="_blank">Non abbiamo un euro in cassa</a></span>”) cade in una giornata drammatica per l’economia italiana con la Borsa a picco, con lo spread sempre più in alto, con la protesta a Roma di migliaia di “esodati”, piccola rappresentanza di quanti rimasti senza lavoro e senza pensione si sentono a ragione <strong>truffati dallo Stato</strong>. Un venerdì nero segnato da <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/tasse-burocrazia-poco-credito-inizio-anno-sono-imprenditori-suicidi/204444/" target="_blank">altri suicidi a catena</a></span> di imprenditori e manager travolti dalla crisi: 19 dall’inizio dell’anno, qualcosa di mai visto nel nostro Paese. E che dire delle <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/13/napolitano-levasione-fiscale-labusivismo-edilizio-sono-logiche-irresponsabili/204285/" target="_blank">parole</a></span> scagliate dal presidente <strong>Napolitano</strong> contro gli evasori “indegni della parola Italia”, rivelatrici dell’allarme nelle più alte istituzioni?</p><p>Ebbene, mentre il sistema dei partiti affonda tra ruberie e malversazioni, mentre nelle tasche di cassieri ladri e dei loro leader complici spariscono palate di euro serviti a finanziare i più svariati lussi privati e pubblici, mentre l’imbarazzante casta dei politici guidata dall’impagabile trio <strong>Alfano, Bersani Casini </strong>finge di autoemendarsi con una ridicola legge che non rinuncia a un centesimo e che farà la fine di <strong>altre riforme immaginarie</strong> (come quella che da almeno vent’anni si propone di tagliare il numero dei parlamentari), mentre il dramma si tinge di farsa, apprendiamo dalla fonte più diretta che nelle casse del maggiore partito italiano non c’è più traccia dei <strong>200 milioni di euro </strong>percepiti dal 2008 come “rimborsi” delle elezioni politiche, europee e regionali. Spariti. Dissolti. Svaniti. “Usati per pagare l’attività politica, il personale”, sostiene Misiani, sicuramente uomo d’onore, ma che va creduto sulla parola perché su queste spesucce esistono rendiconti certificati, ma quanto esaurienti?</p><p>Presunte pezze d’appoggio hanno consentito ai vari <strong>Lusi </strong>e <strong>Belsito</strong> di fare la bella vita con i soldi nostri finché l’orgia non è stata interrotta dall’arrivo dei carabinieri. Apprendiamo così che, malgrado l’alluvione di quattrini, quasi tutti i partiti sono rimasti a secco e che senza la rata di luglio quasi tutti rischiano di fallire. <strong>Alla buon’ora</strong>, vien voglia di dire davanti a questo sperpero infinito. Che, sbattuto in faccia a un paese in ginocchio, grida vendetta.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 14 aprile 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/sperpero-che-grida-vendetta/204354/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Dal cappio nel cappio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/dal-cappio-nel-cappio/202643/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/dal-cappio-nel-cappio/202643/#comments</comments> <pubDate>Fri, 06 Apr 2012 13:28:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/dal-cappio-nel-cappio/202643/</guid> <description><![CDATA[Con la gente che insegue e insulta i capataz in fuga da via Bellerio sulle berline blu (per cui hanno venduto l’anima) si conclude la parabola della Lega, nata contro i ladroni e diventata più ladrona ancora. Umberto Bossi era finito molto prima, da quando le sanguisughe in camicia verde lo portavano in giro, penoso...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Con la gente che insegue e insulta i capataz in fuga da via Bellerio sulle <strong>berline blu</strong> (per cui hanno venduto l’anima) si conclude la parabola della Lega, nata contro i ladroni e diventata più ladrona ancora.</p><p>Umberto Bossi era finito molto prima, da quando le sanguisughe in camicia verde lo portavano in giro, penoso monumento al suo passato, e alle sue spalle battevano cassa. Su certi finanziamenti non proprio limpidi anche il senatur dovrà qualche spiegazione (e pure sulla colpevole debolezza verso insaziabili figli e cerchi magici). Mentre però si allontana con lo sguardo perso dietro i vetri dell’auto schizzati di<strong> pioggia </strong>(la stessa immagine del Berlusconi cacciato del 12 novembre), incommensurabile appare la distanza tra lo scaltro inventore della messinscena padana e certi suoi emuli senza arte né parte, girovaghi dalle facce stravaganti miracolati con poltrone di governo e facoltà di arraffare qua e là.</p><p>Del futuro che attende l’ex movimento del cappio finito nel cappio ci sarà tempo di parlare (a ingaggiare quelli meno sputtanati ci sarà sempre il miliardario bunga bunga). Ma sull’avvenire che attende la compagnia dei partiti <strong>foraggiati </strong>con miliardi pubblici c’è poco da dubitare. “Tra sei mesi ci spediranno a casa con i forconi”, dice un tesoriere che non vuole finire come Lusi e Belsito. Non ci si rende conto che la corruzione della politica può mandare in malora la democrazia.</p><p>Come minimo occorre una legge che metta fine allo scandalo dei rimborsi elettorali <strong>gonfiati</strong>. Il Parlamento non l’approverà mai senza un deciso intervento del Quirinale. Occorre un messaggio alla nazione. I moniti non servono più.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 6 Aprile 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/dal-cappio-nel-cappio/202643/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Lezioni sarde</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/lezioni-sarde/201897/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/lezioni-sarde/201897/#comments</comments> <pubDate>Tue, 03 Apr 2012 13:21:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[cricche]]></category> <category><![CDATA[G8 Maddalena]]></category> <category><![CDATA[il fatto quotidiano]]></category> <category><![CDATA[Sardegna]]></category> <category><![CDATA[società civile]]></category> <category><![CDATA[sulcis]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/lezioni-sarde/201897/</guid> <description><![CDATA[Nel nostro viaggio in Sardegna abbiamo ascoltato dalla classe operaia del Sulcis la parabola di un processo produttivo che iniziato nelle viscere delle miniere di Carbonia e poi salito sulle ciminiere dell’alluminio di Portovesme sta precipitando nel nulla di un ambiente devastato dall’industria che arraffa i soldi pubblici e fugge. Gli abitanti della Maddalena ci...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/sardegna.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-202058" title="sardegna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/sardegna-300x200.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="200" /></a>Nel nostro <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/24/fatto-quotidiano-diamo-voce-alla-sardegna-marzo-aprile-2012/199901/" target="_blank">viaggio in Sardegna</a></span> abbiamo ascoltato dalla classe operaia del Sulcis la parabola di un processo produttivo che iniziato nelle viscere delle miniere di Carbonia e poi salito sulle ciminiere dell’alluminio di Portovesme sta precipitando nel nulla di un ambiente devastato dall’industria che <strong>arraffa i soldi pubblici e fugge</strong>. Gli abitanti della Maddalena ci hanno mostrato le cattedrali truffa del G8 che non si tenne mai. Agitati dalla rabbia contro le cricche rapinose e il timore che l’ingiusta nomea di un’isola meravigliosa, ma minacciata da inquinamenti non soltanto edilizi (le scorie lasciate dai sommergibili nucleari Usa) tenga lontano il turismo. Ma è nella Barbagia di Ovodda (tra la gente silenziosa e attenta dell’auditorium della scuola media e nelle discussioni attorno ai tavoli dell’agriturismo “Badu e Fonne”) che abbiamo compreso la natura e l’energia che scaturisce da questa <strong>nuova società civile</strong>, germogliata tra le rovine della crisi. Dai pastori, impronta identitaria della Sardegna, piccoli imprenditori della terra, sono venute le analisi più profonde sull’industrialismo distorto, capace di sfornare soltanto disoccupati e cassintegrati e le proposte più sensate per restituire un avvenire degno ai giovani che scappano senza una meta.</p><p>Guidati da Elias Vacca durante l’intenso viaggio del <em>Fatto</em> ci siamo uniti agli avvocati, magistrati e cancellieri che a Sassari spiegano ai ragazzi delle scuole che senza legalità non può esserci libertà, ma solo impunita prepotenza, mentre a Olbia i cittadini s’interrogavano sugli investimenti mafiosi in Costa Smeralda. Perché la vera società civile non sono i professionisti mediatici che stando al sicuro declamano indignazione (anche noi forse non ne siamo immuni), ma coloro che nell’esperienza quotidiana dei problemi maturano competenze e anticorpi. Questa è la lezione sarda che abbiamo ascoltato come ne ascolteremo altre nel piccolo giro d’Italia che abbiamo intrapreso. Un idem sentire <strong>che vivamente consigliamo al presidente Monti e ai suoi ministri</strong>. Scendere dalle cattedre tra i comuni mortali farebbe bene anche a loro.</p><p>Foto di Giovanni Maria Santona (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/sardegna.jpg?47e3a5" target="_blank">clicca qui per ingrandire</a></span>)</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 3 aprile 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/lezioni-sarde/201897/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>La dinamite di Antonio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/la-dinamite-di-antonio/200296/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/la-dinamite-di-antonio/200296/#comments</comments> <pubDate>Tue, 27 Mar 2012 13:20:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Antonio Tabucchi]]></category> <category><![CDATA[giornalismo]]></category> <category><![CDATA[Intellettuale]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[potere]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/la-dinamite-di-antonio/200296/</guid> <description><![CDATA[Devo confessare che certe telefonate di Antonio Tabucchi mi creavano un po’ di agitazione. “Vorrei scrivere qualcosa su&#8230;”, e con assoluta cordialità ci metteva nei guai. Sostituite ai puntini i nomi di un paio di presidenti della Repubblica, di altrettanti pontefici e di qualche mostro sacro della intellighenzia di sinistra (con Berlusconi sempre sullo sfondo)...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Devo confessare che certe telefonate di Antonio Tabucchi mi creavano un po’ di agitazione. “Vorrei scrivere qualcosa su&#8230;”, e <strong>con assoluta cordialità ci metteva nei guai</strong>. Sostituite ai puntini i nomi di un paio di presidenti della Repubblica, di altrettanti pontefici e di qualche mostro sacro della intellighenzia di sinistra (con Berlusconi sempre sullo sfondo) e capirete i motivi della mia apprensione. Perché Tabucchi, come dicono i patiti della boxe, mirava <strong>sempre al bersaglio grosso</strong>. Quante volte in questi dieci anni, prima all’ <em>Unità</em> con Furio Colombo e poi al<em> Fatto</em>, ci siamo trovati a maneggiare la dinamite fabbricata da uno dei più grandi scrittori contemporanei pensando: giustissimo, fantastico, ma se lo pubblichiamo così domani ci chiudono il giornale.</p><p>Siamo rimasti in piedi, anche se in qualche caso il botto ha mandato in frantumi più di una cristalleria. Lo ha ricordato domenica sul nostro sito <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/25/tabucchi-uomo-libero/200072/" target="_blank">Marco Travaglio</a> di quando, in seguito a un articolo in cui Antonio criticava Ciampi per le sue aperture ai “ragazzi di Salò”, il senatore Manzella, consigliere del Quirinale, lasciò la presidenza dell’<em>Unità</em>. Il tritolo di Tabucchi aveva la miccia lunga e la lettura dei primi capoversi così limpidi, fluenti e coerenti (come si disse di altri grandi, Tabucchi era la lingua italiana) non faceva <strong>quasi mai presagire l’inevitabile detonazione</strong>, illudendo il povero direttore che in fondo quella fosse solo ispida letteratura mescolata a sacrosanta indignazione civile. Errore.</p><p>Del resto i suoi articoli erano intoccabili non per un qualche puntiglio dell’autore, ma per la <strong>cartesiana concatenazione delle cause con gli effetti</strong>. A Tabucchi dobbiamo (devo) quella straordinaria sensazione che dà finalmente senso a un mestiere altrimenti malinconico e noioso: riuscire a fare incazzare qualche intoccabile. Il giorno dopo ne ridevamo insieme, mentre dall’alto fioccavano le più irate proteste. In questo senso la sua indomabile libertà è stata per molti di noi meravigliosamente contagiosa. Contando sul suo spirito di ragazzaccio, nella primavera del 2009 gli parlammo dell’avventura del <em>Fatto</em>. Ne fu entusiasta e quella volta fummo noi a contagiare lui. In questi tre anni ci ha seguito da vero tifoso e se per qualche motivo, a Lisbona o a Parigi, non riusciva a leggerci via Internet, se ne lamentava assai. Chiamava spesso anche per sapere che cosa succedeva in Italia,<strong> Paese che amava molto</strong>. Dalla sofferenza con cui ne parlava, forse troppo.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 27 Marzo 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/la-dinamite-di-antonio/200296/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Democrazia sospesa  democrazia scippata</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/15/democrazia-sospesa-democrazia-scippata-3/197508/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/15/democrazia-sospesa-democrazia-scippata-3/197508/#comments</comments> <pubDate>Thu, 15 Mar 2012 13:28:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[democrazia]]></category> <category><![CDATA[elezioni]]></category> <category><![CDATA[giustizia]]></category> <category><![CDATA[Governo Monti]]></category> <category><![CDATA[liste civiche]]></category> <category><![CDATA[parlamentari]]></category> <category><![CDATA[partiti]]></category> <category><![CDATA[Porcellum]]></category> <category><![CDATA[primarie]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=197508</guid> <description><![CDATA[È giusto che in democrazia chi viene apprezzato solo dall’8 (o 4) per cento degli elettori possa controllare il cento per cento delle Camere? È ciò che ci aspetta tra un anno quando, Monti o non Monti, si dovrà eleggere il nuovo Parlamento. “Si dovrà” è l’espressione più appropriata al tempo della politica rinnegata e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>È giusto che in democrazia chi viene apprezzato solo dall’8 (o 4) per cento degli elettori possa controllare il cento per cento delle Camere? È ciò che ci aspetta tra un anno quando, Monti o non Monti, si dovrà eleggere il nuovo Parlamento.</p><p>“Si dovrà” è l’espressione più appropriata al tempo della <strong>politica rinnegata</strong> e dei partiti gonfi di denaro pubblico (troppo spesso amministrato da ladri matricolati), blindati nei loro intoccabili privilegi, ma soprattutto incapaci di portare a termine i loro compiti quando non addirittura responsabili di catastrofi finanziarie come quella che ha condotto l’Italia a un passo dal default. Adesso che (forse) il pericolo sembra scampato, questi bei tomi rialzano il capino, accusano di “spocchia” il governo dei tecnici e annunciano (anzi minacciano) trionfanti: <strong>“Stiamo tornando”</strong> (Gasparri e D’Alema).</p><p>Perché mai, allora, una persona di normale moralità e buon senso, non affiliata a cricche e non foraggiata dai vari Lusi, dovrebbe recarsi<strong> festosamente alle urne </strong>per deporvi una scheda che, nel migliore dei casi, servirà a far eleggere un piffero indicato dal sinedrio partitico e nel peggiore riporterà a Palazzo <strong>gli stessi lestofanti </strong>già salvati dalla galera dai loro stessi sodali di casta o tutelati da qualche “innovativa” sentenza della Cassazione? Ci sembra di sentire <strong>gli alti lamenti </strong>levarsi a difesa dei partiti “previsti dalla Costituzione” e dove “qualche mela marcia non può far dimenticare i tanti che lavorano per il bene della collettività” bla bla bla. Alle “mele sane”, che certamente sono tante e degne di rispetto, vorremmo sommessamente spiegare che, fino a quando non faranno qualcosa di energico e visibile per distinguersi dai delinquenti, nella percezione pubblica saranno accomunati nello stesso cesto e apprezzati da qualche amico o parente: l’8 (o 4) per cento per l’appunto. Il cesto è quel partito unico nazionale (Pun) che ingaggia penose guerre dei bottoni solo per sgraffignare qualche voto in più alle prossime amministrative.</p><p>E non date neppure retta agli <strong>alterchi su Rai e Giustizia </strong>tra Alfano, Bersani e Casini in vista del vertice di <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Governo-leader-in-serata-da-Monti-spiragli-su-lavoro-ma-Rai-e-giustizia-dividono_313089730819.html" target="_blank">oggi con Monti</a>. Sulle tv, come ha spiegato Gad Lerner a <em>L’Infedele</em>, l’obiettivo comune di ABC è non mollare di un centimetro e di un minuto le apparizioni nella miriade di talk show che per i politici, avendo essi smesso di parlare con la gente e di impegnarsi su buone leggi, resta l’unico modo (ancorché in caduta progressiva di ascolti) per certificare<strong> la propria esistenza in vita</strong>. Quanto alla Giustizia, già si riparla di una legge sulle intercettazioni per consentire ai parlamentari collusi con mafia e mazzette di dormire sonni tranquilli.</p><p>Vedrete che, tacitato il sinedrio, il governo Monti-Fornero-Passera potrà dedicarsi senza ulteriori disturbi alla<strong> decisa potatura di Welfare e diritti dei lavoratori</strong>: il mandato che viene dall’Europa. Non siamo pessimisti, cerchiamo solo di prefigurare il futuro che ci attende, dove alla democrazia “sospesa” potrebbe sostituirsi la democrazia “scippata”. I rimedi non mancano e più volte ne abbiamo parlato su queste pagine.</p><p>Un<strong> meccanismo obbligatorio delle primarie</strong>, per esempio, che costringa i partiti a scegliere i candidati più apprezzati e non quelli più fedeli. La creazione di<strong> liste civiche</strong> che portino alla ribalta tanti giovani amministratori di destra e di sinistra finora schiacciati sotto il tappo dei soliti inamovibili leader. Oppure chiedere alle forze apparentemente schierate contro “questa” politica (Idv, Sel, Cinque Stelle e poco altro) di togliere spazio al personale di apparato, per darlo ai “migliori” che nelle professioni o nel mondo universitario e della cultura intendano dedicarsi a quello che una volta si chiamava “il bene comune”. Utopie? Castelli in aria? Forse. Ma sempre meglio che lasciare le istituzioni nelle mani di questi qua. Il dibattito è aperto.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 15 Marzo 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/15/democrazia-sospesa-democrazia-scippata-3/197508/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La legge del più forte</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/08/legge-forte/196204/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/08/legge-forte/196204/#comments</comments> <pubDate>Thu, 08 Mar 2012 13:32:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Incontro Monti Alfano]]></category> <category><![CDATA[Mediaset Alfano]]></category> <category><![CDATA[Mediaset Monti]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[sciopero fiom]]></category> <category><![CDATA[Udc]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196204</guid> <description><![CDATA[Nei giorni scorsi le armoniose intese tra Pd, Pdl e Udc (l’ultima sulla legge elettorale con sbarramento per fare fuori tutti gli altri) ci avevano convinto che il Pun, Partito Unico Nazionale, fosse ormai in fase nascente. Del resto, non era stato questo l’auspicio di Berlusconi che, una volta esaurito l’appoggio al governo Monti, le...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi le armoniose intese tra Pd, Pdl e Udc (l’ultima sulla legge elettorale con sbarramento per fare fuori tutti gli altri) ci avevano convinto che <strong>il Pun</strong>, Partito Unico Nazionale, fosse ormai in fase nascente. Del resto, non era stato questo l’auspicio di Berlusconi che, una volta esaurito l’appoggio al governo Monti, le tre sigle si coalizzassero per <strong>spartirsi l’Italia</strong> da qui all’eternità (magari con lui assiso al Quirinale)? Non avevamo però calcolato che anche in politica, come in tutte le attività umane, esiste e agisce la legge del più forte. Vale anche per il Pun, dove il più forte non è difficile indovinare chi sia. Osserviamo prima di tutto il Pd, mentre nella giornata di ieri celebrava il punto più alto (o più basso) del suo autolesionismo tafazzista.</p><p>Tralasciamo per carità di patria le primarie di Palermo finite a schifìo tra denunce e <strong>carte bollate</strong>. E non parliamo della Val di Susa con le popolazioni prese a ceffoni sul Tav da quello stesso partito per cui in maggioranza hanno votato. E la Fiom? Chissà, forse venerdi a qualche metalmeccanico avrebbe fatto piacere vedere in piazza San Giovanni la rappresentanza di una forza politica che una volta si dichiarava di sinistra. Giammai. L’ordine del partito non ammette repliche: restare tutti a casa. C’è da meravigliarsi allora se, mentre il <strong>più debole si svena</strong>, il più forte rovescia il tavolo? Perfino Alfano si permette di ruggire intimando a Monti di non impicciarsi di televisioni e giustizia, terreni su cui il berlusconismo non ammette intrusioni.</p><p>Per esempio, il partito Mediaset ha già deciso che le frequenze non si toccano e che la Rai deve restare sotto la sovranità di Arcore. Bersani ha gridato: posizione inaccettabile. Poi è andato a farsi una birra.</p><p>Il Fatto Quotidiano, 8 Marzo 2012</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/08/legge-forte/196204/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Grandi Opere Democratiche</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/02/grandi-opere-democratiche/194976/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/02/grandi-opere-democratiche/194976/#comments</comments> <pubDate>Fri, 02 Mar 2012 16:00:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bersani]]></category> <category><![CDATA[centrosinistra]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[proteste]]></category> <category><![CDATA[tav]]></category> <category><![CDATA[Val di Susa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/02/grandi-opere-democratiche/194976/</guid> <description><![CDATA[Possiamo dirlo? L’incessante litania dei dirigenti del Pd contro i violenti No-Tav “con cui non è possibile alcun dialogo” somiglia tanto a un pretesto per non aprire dialoghi né ora né mai con le popolazioni della Val di Susa, ancorché pacifiche nella loro protesta. Invece di trincerarsi dietro la ripetizione degli stereotipi un po’ idioti...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Possiamo dirlo? L’incessante litania dei dirigenti del Pd contro i violenti No-Tav “con cui non è possibile alcun dialogo” somiglia tanto a un pretesto per non aprire dialoghi <strong>né ora né mai con le popolazioni della Val di Susa</strong>, ancorché pacifiche nella loro protesta. Invece di trincerarsi dietro la ripetizione degli <strong>stereotipi un po’ idioti</strong> che l’informazione unificata sforna giuliva (il carabiniere “pecorella” eroe, le poesie di Pasolini che stava con i poliziotti, uffa&#8230;), leader degni di questo nome dovrebbero avere il coraggio di declinare alcune semplici verità.</p><p>Che grandi fautori del Tav furono i governi <strong>Prodi e D’Alema</strong> con il sostegno convinto degli allora Ds. Che i vertici del successivo Pd non hanno mai battuto ciglio davanti a <strong>opere palesemente inutili o pericolose o costosissime</strong> o tutte tre le cose insieme (l’aeroporto Dal Molin di Vicenza chiesto dagli Usa, certi enormi e inquietanti rigassificatori come quello di Livorno e perfino il Ponte sullo Stretto) eccitati da una malintesa modernità secondo la quale se qualcosa crea occupazione va benone, fosse pure una riedizione della piramide di Cheope. Infine, perché non ammettere che per i Democratici un valore aggiunto alla Torino-Lione consiste nella Cmc, la gloriosa cooperativa “rossa” di Ravenna che si è aggiudicata la prima fetta dei lavori con la galleria esplorativa. Compagni muratori.</p><p>Malignità? Inevitabili, però, se un grande partito del centrosinistra<strong> fa finta di non sentire </strong>ciò che dicono i sindaci Pd della valle che da anni votano a ripetizione delibere contrarie al progetto. O che fa finta di non sapere ciò che perfino l’Economist (3 settembre 2011) ha scritto sull’ “illusione ingannevole”dei treni ad alta velocità che “raramente conseguono i vasti benefici economici che i suoi promotori prevedono”. Che poi alla fine il segretario Bersani e i contestatori entrati nella sede del Pd non si siano incontrati è la rappresentazione plastica di quanto detto. Un’altra buona scusa per<strong> voltarsi dall’altra parte</strong>.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 2 Marzo 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/02/grandi-opere-democratiche/194976/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>7</slash:comments> </item> <item><title>Sanremo, chi è peggio?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/16/chi-peggio/191563/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/16/chi-peggio/191563/#comments</comments> <pubDate>Thu, 16 Feb 2012 14:12:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Celentano]]></category> <category><![CDATA[lorenza lei]]></category> <category><![CDATA[Paolo Garimberti]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[san remo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/16/chi-peggio/191563/</guid> <description><![CDATA[I dirigenti della Rai sono dei bei tipi. Trattano per mesi il ritorno di Adriano Celentano. Gli concedono uno strapagato contratto-capestro (per loro) che consente all’ospite di fare e dire ciò che vuole quando vuole. Grazie alla presenza della imprevedibile star, incamerano sontuosi contratti pubblicitari, fanno piazza pulita della concorrenza e ottengono picchi di ascolto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I dirigenti della Rai sono dei bei tipi. Trattano per mesi il ritorno di Adriano Celentano. Gli concedono uno strapagato contratto-capestro (per loro) che consente all’ospite di fare e dire ciò che vuole quando vuole. Grazie alla presenza della imprevedibile star, incamerano sontuosi contratti pubblicitari, fanno piazza pulita della concorrenza e ottengono picchi di ascolto quasi senza precedenti. Poi, siccome <strong>Celentano fa Celentano</strong> e qualcuno in alto si arrabbia, eccoli (i cosiddetti dirigenti Rai) piombare nel panico, entrare in confusione mentre cercano di salvare capra e cavoli: l’audience, i ricchi contratti e le loro pregiate poltrone.</p><p>Li immaginiamo <strong>ai piani alti di viale Mazzini </strong>tempestati di telefonate: sono le eminenze e le eccellenze a cui tanto devono e che non si accontentano degli indignati comunicati di scuse dell’azienda (esemplare quello di Garimberti, presidente a sua insaputa). Ed ecco che nella pochade il ritmo si fa frenetico: il direttore generale Lei precetta il vicedirettore leghista Marano, paracadutato in tutta fretta (in auto) a Sanremo: <strong>a commissariare cosa e chi</strong>, non si è capisce bene. Celentano? Meglio di no visto il contratto-capestro, accettato e timbrato dalla Lei nel pieno possesso delle sue facoltà. Il direttore di Rai1 Mazza? Non è stato lui a dire che Celentano è un pacco che va preso tutto intero, compreso il fiocco? Morandi? E poi chi lo presenta il festival? Ecco, non vorremmo che alla fine a essere commissariato fosse il povero Rocco Papaleo, <strong>in quanto meridionale. </strong></p><p>Scherzi a parte, piaccia o non piaccia con il suo<strong> rock maleducato </strong>(mai chiedere la chiusura di un giornale, Adriano, mai) e fuori dal coro, Celentano ha messo a nudo la<strong> fragilità comatosa </strong>di una Rai dove si sa chi comanda e dove tutti scappano davanti a una grana. Un velo pietoso infine sui <strong>sermoncini </strong>di guardie svizzere e cappellani militari ad honorem, sepolcri imbiancati che adesso si sono messi a vigilare anche sul vizio e la virtù di cantanti e canzonette. Parafrasando il titolo di un suo famoso film, Celentano potrebbe dire: loro sono peggio di me.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 16 Febbraio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/16/chi-peggio/191563/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Le guerre poco sante del Vaticano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/10/guerre-poco-sante/190229/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/10/guerre-poco-sante/190229/#comments</comments> <pubDate>Fri, 10 Feb 2012 10:11:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[BenedettoXVI]]></category> <category><![CDATA[cardinale Castrillón]]></category> <category><![CDATA[cardinale Romeo]]></category> <category><![CDATA[complotto]]></category> <category><![CDATA[Ratzinger]]></category> <category><![CDATA[Vaticano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/10/guerre-poco-sante/190229/</guid> <description><![CDATA[Non sorprende che il portavoce vaticano definisca incredibile il documento che pubblichiamo (cos’altro dovrebbe dire?), così come non ci aspettiamo che il cardinale Castrillón e il cardinale Romeo, ciascuno per la parte che lo riguarda, svelino cosa si nasconde realmente dietro il contenuto sconvolgente di quelle pagine scritte in tedesco. Nella lunga storia della Chiesa,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/ratz.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-190325" title="Benedetto XVI" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/ratz-199x300.jpg?47e3a5" alt="Benedetto XVI" width="199" height="300" /></a>Non sorprende che il portavoce vaticano definisca incredibile il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/10/strettamente-confidenziale-per-il-santo-padre/190220/" target="_blank">documento che pubblichiamo</a></span> (cos’altro dovrebbe dire?), così come non ci aspettiamo che il <strong>cardinale Castrillón</strong> e il <strong>cardinale Romeo</strong>, ciascuno per la parte che lo riguarda, svelino cosa si nasconde realmente dietro il contenuto sconvolgente di quelle pagine scritte in tedesco. Nella lunga storia della Chiesa, gli attentati alla vita dei pontefici non sono stati pochi (senza contare le morti sospette: Papa Luciani), ma è difficile ricordare una premonizione così datata: “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/10/complotto-di-morte-benedetto-xvi/190221/" target="_blank">Entro 12 mesi</a></span>”.</p><p>Tuttavia quelle pagine esistono e nessuna smentita potrà cancellarle. <strong>Si possono fare molte ipotesi</strong>. Una polpetta avvelenata all’interno della Santa Sede? Difficile credere che una ricostruzione così precisa sia il prodotto di una fabbrica dei falsi finalizzata a screditare due eminenti porporati. Scoprire che nei Palazzi apostolici (da lì giunge l’appunto) si annidano corvi e serpenti non darebbe del Vaticano un’immagine ancora più desolante? Più realistico considerare autentico il documento Castrillón e verosimile il resoconto del viaggio cinese di Romeo. Per l’importanza delle fonti. Per le verifiche compiute dal <em>Fatto</em>. E anche perché la guerra (poco santa) tra fazioni e correnti intorno a <em>Ratzinger</em> non può certo sorprendere dopo gli imbrogli e le ruberie denunciate da monsignor Viganò con la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/benedetta-corruzione/186822/" target="_blank">lettera pubblicata dal <em>Fatto</em></a></span>. Una cosa è certa: da oggi in poi ci sarà molto da raccontare sui segreti che il trono di San Pietro non riesce più a celare.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 10 febbraio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/10/guerre-poco-sante/190229/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Sindaco immaginario</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/07/sindaco-immaginario/189454/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/07/sindaco-immaginario/189454/#comments</comments> <pubDate>Tue, 07 Feb 2012 14:18:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Alemanno]]></category> <category><![CDATA[emergenza]]></category> <category><![CDATA[neve]]></category> <category><![CDATA[roma]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/07/sindaco-immaginario/189454/</guid> <description><![CDATA[Con Schettino fu questione di metri, con Alemanno di millimetri (neve scambiata per pioggia), ma è destino che l’italica catastrofe cominci in burletta e finisca invariabilmente con lo scaricabarile. Mentre però il comandante che addossò la colpa all’imprudente scoglio fu tacitato dall’evidenza dei fatti, il sindaco di Roma nega l’evidenza e salta da una tv...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Con Schettino fu questione di metri, con Alemanno di millimetri (neve scambiata per pioggia), ma è destino che l’italica catastrofe<strong> </strong>cominci in burletta e <strong>finisca invariabilmente con lo scaricabarile</strong>. Mentre però il comandante che addossò la colpa all’imprudente scoglio fu tacitato dall’evidenza dei fatti, il sindaco di Roma nega l’evidenza e salta da una tv all’altra brandendo pale e sale da cucina, battendo i pugni e strillando contro i “passacarte” della Protezione civile: “Ho ragione io”.</p><p>Così pensa di recuperare i voti che a valanga lo abbandonano poiché la<strong> buona gens romana </strong>può perdonargli i camerati, la parentopoli, i palazzinari e perfino le bande criminali che sparano e impazzano nell’urbe, ma non dimenticherà facilmente la vergogna di quel 3 febbraio 2012 che è stato l’8 settembre della peggiore giunta che la Capitale (da sempre) peggio governata del mondo ricordi. Non la fuga dalle responsabilità, non la popolazione abbandonata per strada e di notte, non i quartieri ancora impraticabili tre giorni dopo la nevicata riescono a turbare il<strong> cosiddetto primo cittadino</strong>. Lui pensa solo alle elezioni dell’anno prossimo quando<strong> si ricandida di sicuro</strong> perché a Roma “ha fatto un miracolo” (come proclamava domenica sera su Rai 3 invece di andarsi a nascondere dopo il<a href="http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-d84723b3-84f7-48be-9d06-ffbcca7794e3.html?homepage" target="_blank"> devastante dossier di Presadiretta</a>).</p><p>Ecco: stare in televisione e <strong>metterci radici </strong>sembra l’esclusiva preoccupazione di questi politici immaginari, allevati da <em>Porta a Porta</em> e cresciuti a <em>Ballarò</em>. Bravissimi a battibeccare, maestri dell’interruzione, prestigiatori di <strong>parole inutili</strong> e che di finzione si nutrono come topi nel formaggio. Ma se dal reality si passa alla realtà, quando la vita vera morde e si fa tempesta e occorre subito intervenire e decidere, eccoli tremanti e isterici balbettare e contraddirsi, piagnucolare scuse e sempre a prendersela con qualcun altro. Penosamente persi in un bicchier d’acqua, anzi di neve.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 7 Febbraio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/07/sindaco-immaginario/189454/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>La legge della giungla</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/la-legge-della-giungla/186833/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/la-legge-della-giungla/186833/#comments</comments> <pubDate>Fri, 27 Jan 2012 14:21:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/la-legge-della-giungla/186833/</guid> <description><![CDATA[Il 2 giugno 2009, festa della Repubblica e giorno del pestaggio di un quindicenne ad opera di una squadretta di picchiatori fascisti, punito per non essersi adeguato al rito dei saluti romani, il Fatto non esisteva ancora. Se fossimo esistiti avremmo naturalmente pubblicato la notizia con la stessa evidenza con cui l’abbiamo pubblicata due anni...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il 2 giugno 2009, festa della Repubblica e giorno del pestaggio di un quindicenne ad opera di una squadretta di picchiatori fascisti, punito per non essersi adeguato al rito dei saluti romani, <em>il Fatto </em>non esisteva ancora. Se fossimo esistiti avremmo naturalmente pubblicato la notizia con la stessa evidenza <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/coniugi-alemanno-i-pm-riaprono-il-caso-picchiatori/186543/" target="_blank">con cui l’abbiamo pubblicata due anni e mezzo dopo</a></span>, ma resta da capire per quali misteriosi motivi la stampa italiana al completo decise di ignorare un episodio di tale, enorme gravità che fu come cancellato risultando, dunque, <strong>come mai avvenuto</strong>.</p><p>Ed ecco Luca, “pestato con ferocia inaudita” dai “teppisti neri” che dopo l’irruzione in un condominio privato “hanno infierito su di lui per mezzo di pugni, calci, colpi di casco mirando prevalentemente alla testa, fino a ridurlo una maschera di sangue” leggiamo nella <strong>coraggiosa lettera</strong> che Marida Lombardo Pijola, madre di uno degli amici del ragazzo, scrisse tre giorni dopo l’accaduto al sindaco di Roma Gianni Alemanno, invitandolo a un gesto contro la brutalità e che non ricevette mai risposta alcuna. Alemanno, appunto, padre di un altro ragazzo presente alla spedizione selvaggia organizzata per “difendere l’onore” del <strong>Blocco Studentesco</strong>, movimento di estrema destra nella cui lista <strong>Alemanno jr.</strong> è stato eletto, nel novembre scorso, rappresentante nel suo liceo.</p><p>Furono carica e peso politico di cotanto genitore a suggerire l’immediata archiviazione della notizia da parte di tutti i giornali (sull’altra subitanea archiviazione, quella giudiziaria, sembra che il pm possa ripensarci dopo l’inchiesta pubblicata sul nostro giornale da Marco Lillo e Ferruccio Sansa)? O è stata la minore età dell’Alemanno rampollo e di altri partecipanti al pestaggio a suggerire alla stampa una cautela che sa di candeggina? A questo proposito è francamente indecente che la famiglia del cosiddetto primo cittadino (con il coro dei Cicchitto e delle Carfagna) si faccia scudo della <strong>Carta di Treviso</strong>, che giustamente tutela l’identità dei minori nei fatti di cronaca, per attaccare l’inchiesta del Fatto. Essendo evidente a tutti che se non si fosse scritto che quel giorno tra i camerati del blocco nero c’era anche il ragazzo Alemanno non si sarebbe potuto dare conto del silenzio e dell’inattività del padre e della madre. Infine, a parte il <em>Corriere della Sera </em>(e <em>il Messaggero</em> a pag. 37 in cronaca), intorno a questo vergognoso caso che intreccia violenza, omertà, arroganza e disinformazione ancora una volta<strong> tutto tace</strong>. Così Luca e i suoi amici, bastonati e minacciati impareranno una buona volta che in Italia impera una sola vera legge: la legge della giungla.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 27 gennaio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/la-legge-della-giungla/186833/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>La trasparenza che non c&#8217;è</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/08/la-trasparenza-che-non-c/182286/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/08/la-trasparenza-che-non-c/182286/#comments</comments> <pubDate>Sun, 08 Jan 2012 13:16:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Catricalà]]></category> <category><![CDATA[Malinconico]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[Patroni Griffi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/08/la-trasparenza-che-non-c/182286/</guid> <description><![CDATA[Mettiamola così. Il sottosegretario Malinconico restituisca e devolva in beneficenza i circa 20 mila euro versati “a sua insaputa” dall’imprenditore Piscicelli per il suo soggiorno nell’hotel a cinque stelle dell’Argentario e altro ancora. Quanto al ministro Patroni Griffi pubblichi a cura della Funzione pubblica una interessante guida dal titolo: “Come acquistare un appartamento di 109...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mettiamola così. Il sottosegretario <strong>Malinconico</strong> restituisca e devolva in beneficenza i circa 20 mila euro <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/06/ho-pagato-un-milione/181906/" target="_blank">versati “a sua insaputa”</a></span> dall’imprenditore Piscicelli per il suo soggiorno nell’hotel a cinque stelle dell’Argentario e altro ancora. Quanto al ministro <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/lha-pagata-meno-di-scajola/182142/" target="_blank"><strong>Patroni Griffi</strong></a></span> pubblichi a cura della Funzione pubblica una interessante guida dal titolo: “Come acquistare un appartamento di 109 metri quadrati con vista mozzafiato sul Colosseo alla modica cifra di 178 mila euro e vivere felici”.</p><p>Meglio sorridere e pensare che solo per una sfortunata coincidenza (unita all’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/casta-laffarone-immobiliare-ministro-patroni-griffi/182161/" target="_blank">implacabile lavoro del nostro Marco Lillo</a></span>) due illustri personaggi, uno dopo l’altro, si vedono costretti a dare delle spiegazioni su aspetti non esattamente in linea con l’immagine sobria e rigorosa del governo di cui fanno parte. Non serve chiarire per l’ennesima volta ciò che ormai gli italiani hanno ben compreso: che cioè il prestigio personale di <strong>Mario Monti</strong> è fuori discussione, così come le sue capacità e il suo impegno che speriamo facciano uscire presto il Paese dal disastro in cui Berlusconi e i suoi degni accoliti lo hanno cacciato. Ma quando, nella Reggio Emilia che festeggia il Tricolore, il premier dice che i sacrifici chiesti ai cittadini sono inammissibili se poi c’è chi evade le tasse, afferma solennemente <strong>l’inscindibile legame tra etica e buona politica</strong>. Un principio che, a maggior ragione, dovrebbe valere per chi sta più in alto.</p><p>Di un governo trasparente parlò Monti nell’annunciare la manovra “lacrime e sangue”. La decisione di rendere pubblici redditi, posizioni patrimoniali e relazioni con gruppi di potere di tutti i ministri e sottosegretari risponde a una sacrosanta esigenza: far sì che, nel trangugiare la medicina amara dei tagli e delle tasse, ciascuno sappia che davanti al bene pubblico <strong>nessuno può essere più uguale degli altri </strong>(come per troppo tempo è avvenuto). A quanto si sa, per ora, solo il sottosegretario alla presidenza <strong>Catricalà</strong> ha ritenuto di depositare presso il Senato e l’Antitrust le proprie dichiarazioni patrimoniali. Ma a questo punto, davanti a episodi imbarazzanti che lasciano intravedere inaccettabili favori e privilegi, occorre che la proclamata trasparenza sia la più completa e immediata.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 8 gennaio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/08/la-trasparenza-che-non-c/182286/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Noi e il Professore</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/31/noi-e-il-professore/180894/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/31/noi-e-il-professore/180894/#comments</comments> <pubDate>Sat, 31 Dec 2011 13:11:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[conflitto d'interessi]]></category> <category><![CDATA[corrado passera]]></category> <category><![CDATA[gabanelli]]></category> <category><![CDATA[il fatto quotidiano]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/31/noi-e-il-professore/180894/</guid> <description><![CDATA[Caro Direttore, sono un assiduo lettore del Fatto fin dalla sua nascita; non sono abbonato perché preferisco comprarlo dal “mio” giornalaio per cominciare con lui i primi commenti che poi proseguono con i “miei” interlocutori di via Ripetta (il macellaio, il medico, il farmacista e così via). Mi sento quindi autorizzato a dirle che gli...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>Caro Direttore, sono un assiduo lettore del Fatto fin dalla sua nascita; non sono abbonato perché preferisco comprarlo dal “mio” giornalaio per cominciare con lui i primi commenti che poi proseguono con i “miei” interlocutori di via Ripetta (il macellaio, il medico, il farmacista e così via). Mi sento quindi autorizzato a dirle che gli ultimi numeri mi lasciano interdetto. Critica va bene ma non ad ogni costo e comunque con espressioni adeguate: con il predecessore il compito era facile tanto disgustosi erano i suoi comportamenti; ma ora è diverso, abbiamo a che fare con persone che meritano “rispetto per il loro impegno e la loro tensione morale” per dirla con Napolitano. Nel passato fui con Einaudi e De Gasperi che salvarono lira e Paese; poi con Pertini per il suo rigore; ebbi alta stima per Berlinguer; quanto a posizione politica sono stato e sto con Bobbio. Oggi sto con Monti, senza se e senza ma; e sto con Bersani per la fatica che un uomo dabbene deve fare per controllare la “ciurma”, Tenga le mie osservazioni nel conto che crede; ma non deludete quanti guardano alla concordia per il bene del Paese. Con i più vivi auguri.<br /> </em>Carlo L.</p><p>Ho scelto questa lettera perché esprime in modo affettuoso ma severo un’opinione abbastanza diffusa tra i lettori del<em> Fatto</em>, e mi consente quindi una riflessione sul nostro giornale mentre finisce un anno e ne comincia un altro. <strong>Davvero stiamo esagerando con le critiche a Monti?</strong> Davvero non ci rendiamo conto di quanto siano autorevoli e perbene coloro che ci governano adesso, soprattutto se paragonati al Caimano e alla sua banda? Davvero non comprendiamo che hanno la salvezza dell’Italia nelle loro mani e che bisognerebbe lasciarli lavorare in pace?</p><p>Cercherò di rispondere. Prima, però, un passo indietro. Quando nel novembre scorso, a causa del catastrofico <em>spread </em>e grazie (forse) a una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/31/berlusconi-dimesso-senso-responsabilita-pressioni-esterne/180945/" target="_blank">telefonata della Merkel al Quirinale</a></span>, il regime berlusconiano venne giù come un castello di fango, fummo a lungo molestati da chi malignamente ci chiedeva: e adesso che cosa scriverete? Pronosticandoci una rapida emorragia di copie e magari la chiusura. Beh, un lieve calo c’è stato, dobbiamo ammetterlo, ma solo perché non avevamo previsto che nei mesi estivi, quando complici le vacanze solitamente i quotidiani vendono di meno, il <em>Fatto</em> sarebbe andato letteralmente a ruba. In quelle settimane la tensione per il rischio di default causato da un governo tra i più dissennati (le quattro o cinque inutili manovre) era alle stelle. Fino a deflagrare nell&#8217;indimenticabile 13 novembre con la cacciata di Berlusconi, le famose monetine e la folla osannante. È chiaro che il boom di copie e di ascolti tv di quei giorni non poteva durare. Lo sapevamo: l&#8217;overdose di escort, leggi vergogna, barzellette sporche, pessime figure internazionali e mascalzonate varie che a lungo avevano mantenuto l&#8217;informazione tutta in uno stato di sovraeccitazione avrebbe rapidamente esaurito il suo effetto. Era arrivato il professor Mario Monti. La quiete dopo la tempesta. Il silenzio dopo l&#8217;orribile frastuono. Ma soprattutto un bisogno diffuso di armonia, di serenità, di adesione “senza se e senza ma” ai salvatori della patria: gli stessi sentimenti così bene espressi da Carlo L. e che sono un po’ lo spirito del tempo che viviamo.</p><p>A Carlo diciamo che <em>il Fatto</em> non è nato contro Berlusconi ma durante Berlusconi. Che la nostra piccola missione non era quella di abbattere il tiranno (non spettava a noi) ma di affermare un principio: anche in Italia si può fare giornalismo vero senza chiedere il permesso a nessuno e affidandosi solo all&#8217;autonomia di chi scrive e alla fiducia di chi legge. Abbiamo giudicato l&#8217;arrivo di Monti e della sua squadra un&#8217;ottima notizia, lo abbiamo scritto e continueremo ad affermarlo. Ma se i cittadini hanno tutto il diritto di esprimere il loro appoggio incondizionato, ciò a chi fa dell&#8217;informazione vera non è consentito. Quando l&#8217;arrivo dei tecnici è stato salutato da un&#8217;alluvione di melassa con l&#8217;elegia della sobrietà, del loden sobrio, del trolley sobrio e del taglio dei capelli sobrio <strong>non potevamo certo tacere</strong> e ci abbiamo riso sopra. E quando, subito, abbiamo scoperto che un superministro come <strong>Corrado Passera</strong> era gravato da un pesante conflitto d&#8217;interessi con il suo precedente incarico al vertice di Intesa San-paolo, lo abbiamo scritto a chiare lettere. Ma se all&#8217;inizio eravamo in perfetta solitudine che ieri sul <em>Corriere della sera</em>, <strong>Milena Gabanelli</strong> e <strong>Giovanna Boursier</strong> abbiano richiamato il titolare delle Infrastrutture a una maggiore trasparenza non può che farci piacere.</p><p>Sappiamo bene che la manovra era indispensabile ma se in essa al di là degli annunci rassicuranti troviamo molto rigore, poca equità e niente sviluppo, dobbiamo forse tacerlo in omaggio alla “tensione morale” di chi l&#8217;ha varata? Certo, possiamo sembrare dei rompiscatole quando solleviamo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/11/la-pagliuzza-del-beauty-contest-e-la-trave-delle-frequenze-tv/176782/" target="_blank">il problema delle frequenze tv</a></span> che non possono essere regalate a Mediaset. O quando denunciamo lo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/28/un-regalo-ai-soliti/180235/" target="_blank">scandalo delle licenze gratis ai boss delle slot machine</a></span>. O quando raccontiamo lo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/24/polverinicrazia/179756/" target="_blank">scandalo dei vitalizi distribuiti a piene mani dalla giunta Polverini</a></span>. O quando pubblichiamo le incredibili <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/30/7mila-calendari-alle-cene-euro-lista-completa-delle-spese-catasto/180850/" target="_blank">note spese dell&#8217;Agenzia del territorio</a></span> diretta guarda caso dalla sorella di Alemanno. Che poi il premier ironizzi sulle 30 uova di struzzo decorate e donate “per esigenze di rappresentanza” non ci dispiace affatto. Ma se i suoi encomiabili propositi di tagliare le unghie rapaci della casta resteranno lettera morta, lo scriveremo proprio per la stima che abbiamo di lui. Sul primo numero del <em>Fatto</em> assicurammo che non avremmo fato sconti a nessuno. <strong>Lo ribadiamo con forza</strong> anche se in certi casi avvertiamo anche noi il rischio di una critica che può indebolire l’ultima carta che possiamo giocarci per non finire tutti quanti nel burrone.</p><p>Ma non c’è governo e non c’è emergenza che possono impedire alla libera stampa di fare il suo lavoro. Né può funzionare il sottile ricatto morale del “se non stiamo attenti torna Berlusconi”. Per la verità questo Monti non ce lo chiede. E siamo convinti che non ce lo chiederanno neppure i nostri lettori in forza del <strong>patto che abbiamo stretto con loro</strong>.</p><p>PS. Malgrado l’assenza di Berlusconi e delle sue <em>girls</em> il <em>Fatto</em> continua a godere di ottima salute. Sì, possiamo farne tutti quanti a meno. Auguri di un felice 2012.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 31 dicembre 2011</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/31/noi-e-il-professore/180894/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Caro Monti, è uno schifo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/24/caro-monti-uno-schifo/179766/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/24/caro-monti-uno-schifo/179766/#comments</comments> <pubDate>Sat, 24 Dec 2011 13:31:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[casta]]></category> <category><![CDATA[costi]]></category> <category><![CDATA[manovra]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[Regione Lazio]]></category> <category><![CDATA[vitalizi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/24/caro-monti-uno-schifo/179766/</guid> <description><![CDATA[Caro presidente Monti, sappiamo che le lettere aperte ai potenti, in genere, finiscono nei cestini dei suddetti potenti troppo presi dai grandi affari di Stato per dare retta a giornalistici piagnistei. Ma se ci permettiamo di importunarla è perché nella memorabile conferenza stampa sulla manovra (quella che passerà alla storia più per le lacrime della...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Caro presidente Monti, sappiamo che le <strong>lettere aperte ai potenti</strong>, in genere, finiscono nei cestini dei suddetti potenti troppo presi dai grandi affari di Stato per dare retta a giornalistici piagnistei.<br /> Ma se ci permettiamo di importunarla è perché nella memorabile conferenza stampa sulla manovra (quella che passerà alla storia più per le lacrime della ministra Fornero che per il sangue spillato a contribuenti e pensionati), Lei annunciò <strong>immediati </strong>tagli ai costi della politica, poiché si rendeva conto che a un Paese costretto a subire l’arroganza della cosiddetta casta non si poteva chiedere di svenarsi senza prima avere tagliato un po&#8217; le unghie ai <strong>rapaci in auto blu</strong>.<br /> Non parleremo della strombazzata abolizione delle province, poi rinviata alle calende greche (è solo da mezzo secolo che se ne parla), che attribuiamo al suo candore tecnico.</p><p>Il fatto è che ciò che resta dell’<strong>Italia tramortita dallo spread</strong> viene spolpato allegramente da quei plotoni di cavallette fameliche che prosperano indisturbate nei bassifondi dei Palazzi. Ci domandiamo come Lei e il suo governo possiate rimanere insensibili di fronte a quanto, per esempio, sta accadendo alla <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/16/casta-giunta-polverini-regalonuovo-vitalizio-assessori/178041/" target="_blank"><strong>Regione Lazio</strong></a>, dove gli onesti amministratori guidati dalla proba Polverini con una mano frugano nelle tasche dei cittadini che dovranno pagare ancora di più benzina, bollo auto e Irpef; mentre con l’altra regalano fior di pensioni e di vitalizi ad assessori “esterni” e consiglieri decaduti, senza dimenticare di arrotondarsi le indennità, cosicché lo stipendio di un consigliere arriva a 10 mila euro più diaria mensile più spese di segreteria.</p><p>Caro Presidente, è solo l’esempio più macroscopico e <strong>indecente</strong> di una casta che ingrassa sulla pelle dei più deboli. Fino a quando saremo costretti a sopportare una tale vergogna, approvata per giunta con tale protervia? Se Lei non ha il potere per intervenire (conosciamo l’obiezione), faccia almeno sentire la sua voce. È così difficile?</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 24 Dicembre 2011</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/24/caro-monti-uno-schifo/179766/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Servizio Pubblico e no</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/12/servizio-pubblico-e-no/176749/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/12/servizio-pubblico-e-no/176749/#comments</comments> <pubDate>Mon, 12 Dec 2011 10:41:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Alberto Maccari]]></category> <category><![CDATA[antonio padellaro]]></category> <category><![CDATA[Augusto Minzolini]]></category> <category><![CDATA[Michele Santoro]]></category> <category><![CDATA[servizio pubblico]]></category> <category><![CDATA[Tg1]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/11/servizio-pubblico-e-no/176749/</guid> <description><![CDATA[La buona notizia è che Minzolini è stato cacciato dalla direzione del Tg 1. La cattiva notizia è che al posto del direttorissimo, scivolato sulle carte di credito, Berlusconi ha imposto ai vertici di viale Mazzini l’interim di Alberto Maccari, attuale direttore dei Tg regionali. Un lottizzato Pdl sull’orlo del pensionamento che per un paio...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La buona notizia è che <strong>Minzolini</strong> è stato cacciato dalla direzione del <strong>Tg 1</strong>. La cattiva notizia è che al posto del direttorissimo, scivolato sulle carte di credito, Berlusconi ha imposto ai vertici di viale Mazzini <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/10/maccari-candidato-alla-direzione-tg1lorenza-proporra-martedi/176625/" target="_blank">l’interim di <strong>Alberto Maccari</strong></a></span>, attuale direttore dei Tg regionali. Un lottizzato Pdl sull’orlo del pensionamento che per un paio di mesi terrà calda la poltrona sulla quale, se farà il bravo, potrebbe restare lui.</p><p>E così, l’ex gloriosa corazzata Rai ridotta a colabrodo dagli ascolti, resta a disposizione del sire di Arcore che non tollera intrusioni o interferenze nella sua personale riserva di caccia televisiva. In questo eterno Gattopardo dove tutto cambia affinché tutto resti com’è, la pietra dello scandalo diventa <strong>Michele Santoro</strong>, colpevole di aver raccolto giovedì “soltanto” il <strong>5 per cento di ascolti</strong>, stando all’Auditel, cioè a un sistema vecchio di 27 anni e sottoposto al ferreo controllo Rai-Mediaset. Un accrocco che, con garbato humor inglese, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/09/italia-auditel-%E2%80%9Ce-inefficiente-bisogna-riformulare-meccanismo-conteggiare/176472/" target="_blank">Sky si limita a definire <em>“inadeguato”</em></a></span>, ma solo per non dire peggio.</p><p>Dunque, Santoro costretto a chiudere <strong><em>Annozero </em></strong>al culmine degli ascolti e degli introiti pubblicitari da una geniale operazione bipartisan Rai, s’inventa dall’oggi al domani un <em>Servizio Pubblico </em>fondato sul contributo di centomila persone e su una rete improvvisata di emittenti locali più Sky. Un miracolo che se pure fossero veri i numeri dell’accrocco Auditel, nel suo peggiore giovedì (complice un calo generale dell’informazione tv) avrebbe tenuto davanti al teleschermo <strong>un milione e 165 mila persone</strong>. Risultati che in qualsiasi altro Paese sarebbero oggetto di studio e di emulazione, ma che da noi si cerca tenacemente di sminuire affidandosi a un termometro rotto.</p><p>Il perché è presto spiegato. Al gatto Rai e alla volpe Mediaset scoccia parecchio che <em>Servizio Pubblico</em> raccolga una consistente fetta di <strong>pubblicità</strong>. Poiché la torta se la vogliono spartire solo loro (lasciando qualche briciola a La 7) sperano che a rimettere le cose a posto ci pensi l’Auditel con una sottostima degli ascolti di Santoro che impatti negativamente sui ricavi pubblicitari.</p><p>E poi, per dirla tutta, non si vuole ammettere che nell&#8217;Italia in cui nulla cambia trovi sempre più spazio un <strong>giornalismo che non deve chiedere permesso a nessuno</strong>. Ci siamo riusciti noi del <em>Fatto</em> che chiudiamo il 2011 con una media di 73 mila copie più 25 mila abbonamenti (che dedichiamo a certi nostri critici foraggiati dai soldi pubblici). Ci sta riuscendo <em>Servizio Pubblico</em> con una strada tutta in salita, ma che disegna già la tv del futuro.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 11 dicembre 2011 </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/12/servizio-pubblico-e-no/176749/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Errore di manovra</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/03/errore-di-manovra/174906/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/03/errore-di-manovra/174906/#comments</comments> <pubDate>Sat, 03 Dec 2011 13:35:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Padellaro</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category> <category><![CDATA[contratto con gli italiani]]></category> <category><![CDATA[Franzoni]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[Porta a porta]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/03/errore-di-manovra/174906/</guid> <description><![CDATA[Illustrare la manovra da Vespa?! Ma cosa è saltato in mente a Mario Monti? Chiariamo subito: il gestore di Porta a Porta fa il suo mestiere ed è un fatto che da quando esiste il tragico dlin-dlon non c’è presidente del Consiglio di destra, sinistra o centro che non si sia accomodato dove si accomodarono,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/02/vespa/174863/" target="_blank">Illustrare la manovra da Vespa</a></span>?! Ma cosa è saltato in mente a <strong>Mario Monti</strong>? Chiariamo subito: il gestore di <em>Porta a Porta</em> fa il suo mestiere ed è un fatto che da quando esiste il<strong> tragico dlin-dlon</strong> non c’è presidente del Consiglio di destra, sinistra o centro che non si sia accomodato dove si accomodarono, per dire, la signora <strong>Franzoni </strong>da Cogne e la trans <strong>Natalie</strong>. Ma, soprattutto, dove in una notte del 2001<strong> Silvio Berluscon</strong>i firmò sulla scrivania di ciliegio la superpatacca del contratto con gli italiani. Una scena incancellabile, l’inizio dell’horror che ci ha condotti al presente disastro.</p><p>E, se pure il nuovo premier avesse scelto Floris o Fazio, lo sbalordimento non sarebbe minore. Il tracollo della nostra economia, gli annunci di sacrifici “impressionanti”, il Paese con il fiato sospeso e la figura stessa di Monti, il tecnico competente e misurato venuto a salvarci dopo la<strong> bancarotta della politica</strong>, avrebbero suggerito una comunicazione autorevole e consona alla gravità del momento. Nelle grandi democrazie, i capi di governo parlano alla nazione a reti unificate, seduti nel loro studio e con accanto la bandiera. Non risulta che Cameron, Sarkozy o la Merkel corrano a illustrare le loro decisioni nel primo talk show, anzi <strong>se ne guardano bene</strong>. Se Monti sente la necessità di uscire dai formalismi per confrontarsi subito con l’opinione pubblica, anziché rispondere a Vespa e ai tre immancabili direttori, perché non anticipa la tradizionale conferenza stampa di fine anno con tutte le testate giornalistiche?</p><p>Che <strong>un danno d’immagine</strong> ci sia già è dimostrato dalla precipitosa convocazione delle Camere per lunedì seguita alle proteste dei partiti (tranne il Pd dei <strong>Tafazzi</strong>, s’intende) increduli all’annuncio che sarebbero stati informati sulla manovra dopo il simpatico maggiordomo di via Teulada. Qualcosa dovevamo cominciare a temere quando, dopo il giuramento al Quirinale, il ministro dell’Ambiente si precipitò a <em>Un giorno da pecora</em>. Tecnici o politici, smodati o sobri, possibile che non cambi mai nulla?</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 3 dicembre 2011</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/03/errore-di-manovra/174906/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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