Si scambiavano materiale pedopornografico su internet, utilizzando un noto servizio di instant messaging di voip criptato. A seguito di un’inchiesta della Procura di Trento, la polizia di Stato di Trento ha arrestato 10 persone, eseguito 47 perquisizioni e sequestrato materiale informatico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale di minori in Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna. Tra le persone coinvolte c’è anche un magistrato dalla Corte d’appello di Reggio Calabria, Gaetano Maria Amato, 58 anni. La notizia del suo arresto era stata diffusa il 2 ottobre scorso. La sezione disciplinare del Csm ha disposto la sua sospensione dalle funzioni e dallo stipendio ed il collocamento fuori dal ruolo organico della magistratura. Tra gli indagati anche un disoccupato di 46 anni di Sassari e uno studente fuori corso 30enne di Oristano.

Le indagini – Hanno preso il via dall’arresto di un 38enne altoatesino, avvenuto il 1 febbraio 2016, trovato in possesso di materiale digitale (foto/video) contenente esibizioni pornografiche di minorenni. Diceva di avere scaricato tutto da internet, e di averlo poi ceduto a soggetti dei quali non era in grado di indicare elementi utili all’identificazione. Dichiarazioni a seguito delle quali gli investigatori hanno individuato, tra le prove digitali del computer sequestrato, un intenso utilizzo dell’applicazione Voip ed una rubrica composta da un centinaio di contatti su tutto il territorio nazionale.

Gli investigatori sono riusciti, attraverso l’utilizzo di particolari software, a ricostruire moltissime conversazioni dalle quali emergeva la morbosità degli interlocutori nei confronti di pratiche sessuali con minorenni. L’uomo è risultato essere il fulcro di una rete con oltre un centinaio di contatti con i quali lo stesso, a volte presentandosi come madre di una bambina minorenne, affermava essere attratto sessualmente da bambini e offrendo ai suoi interlocutori materiale pedopornografico.

Il magistrato – Secondo quanto riportato dalle agenzie, sono due indagini parallele quelle condotte dalle Procure della Repubblica di Trento e Messina che vedono coinvolto Amato per vicende legate alla pedopornografia. Una circostanza che trova conferma nel fatto che Amato è stato arrestato dalla polizia di Messina, il 2 ottobre scorso, su provvedimento del gip nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore messinese Maurizio De Lucia e dell’aggiunto Giovannella Scaminaci. In quel caso, ad Amato, viene contestato il reato di pornografia minorile.
L’indagine della Procura di Trento riguarda invece una presunta rete di pedofili dedita allo scambio di immagini online. In questo contesto il magistrato è indagato proprio per un presunto scambio di materiale pedopornografico. Non è da escludere che le due indagini, nate separatamente, abbiano avuto alcuni punti di contatto.