Questa volta nessun ritardo, nessun rallentamento sulla legge elettorale. Il Rosatellum viene approvato alla Camera a passo di carica, dopo una “non discussione” di due giorni. L’unica giornata di confronto nell’Aula di Montecitorio è stata quella appena conclusa, ma solo su articoli quasi marginali. Il cuore del sistema elettorale, infatti, era stato approvato con tre voti di fiducia. L’ultimo voto è stato quello più temuto dai contraenti del patto (Pd, Forza Italia, Lega Nord e Alternativa Popolare) perché a scrutinio segreto. A favore si sono espressi tutti i gruppi di maggioranza meno Mdp e più Forza Italia e Lega Nord. Contrari Mdp, Sinistra Italiana, Fratelli d’ItaliaM5s.

Il terrore nel Pd e di Forza Italia era quello di non tenere compatti i propri parlamentari. Non per motivi politici, ma geografici: vari deputati democratici nelle regioni rosse, ma anche al Nord e loro colleghi di Forza Italia al Sud si sentono scivolare la poltrona perché il nuovo sistema li svantaggerà con la reperimetrazione dei collegi. Alla fine, tuttavia, sulla carta a questa maggioranza anomala che va da Fedriga a Cuperlo mancano una sessantina di voti, ma in pratica (i votanti sono stati 590 e gli assenti circa 25) non superano i 35. “Fisiologico” si dice tra i gruppi. Una prova di forza – a prescindere dai voti di fiducia – che spinge i partiti che appoggiano questa legge a trasmettere subito il testo della legge al Senato, già domani, venerdì. In Aula a Palazzo Madama potrebbe arrivare già dopo il 20 ottobre. Al Senato naturalmente è tutto un altro calcolo e anche lì, probabilmente, servirà un aiutino con la fiducia. Il che non migliorerà certo i rapporti tra maggioranza e opposizioni, grillina, di sinistra e di destra (nel senso dei Fratelli d’Italia, lasciati soli dai presunti alleati”. 

“Non solo vi piace vincere facile – ha detto in Aula Luigi Di Maio, che ha guidato la resistenza del M5s – Ma giocate anche sporco”. “Ma vinceremo noi” ha assicurato il candidato premier dei Cinquestelle rivolgendosi spesso verso i banchi del Pd che lo hanno ricoperto più volte di insulti e “buuu”. Gli stessi insulti e gli stessi “buuu” che – conditi anche con varie selve di fischi – i discorsi dei parlamentari M5s hanno suscitato tra i loro attivisti che si sono riuniti per il secondo giorno consecutivo a piazza Montecitorio, ancora con striscioni e cartelli. La diretta televisiva dall’interno della Camera è stata accompagnata da grida di “commento” dei simpatizzanti grillini: i buu per chi sosteneva la legge, gli applausi e i boati soprattutto quando ha parlato Di Maio. Appena finita la votazione i deputati M5s si sono riversati di nuovo in piazza. “Siete convocati la settimana prossima per circondare il Senato. Si sta parlando di fiducia anche lì, una cosa che non si è mai vista” dice Di Maio questa volta dal palco. “Se dovesse passare anche lì – ha aggiunto – chiederemo pacificamente davanti al Quirinale che il Presidente non firmi”.

Solo Mdp e Sinistra Italiana hanno provato una sorta di ostruzionismo per tentare di sfinire un po’ il fronte favorevole al Rosatellum. Ciascun deputato ha presentato – uno dopo l’altro – gli ordini del giorno presentati alla fine dell’approvazione degli articoli. Non l’hanno fatto i Cinquestelle con i loro 88 odg preferendo farli solo votare (e bocciare, come prevedibile). Per Articolo 1 è stato il giorno dell’uscita ufficiale dalla maggioranza di governo: “Con questa legge elettorale – ha detto Roberto Speranza in Aula – si getta la maschera e si torna sostanzialmente a un governo Renzi per interposta persona. Così evapora definitivamente quella discontinuità di Gentiloni ed evapora anche il nostro vincolo di maggioranza” .

In Aula era intervenuto anche Pierluigi Bersani, unico leader a parlare insieme a Giorgia Meloni: “Fermatevi” aveva detto l’ex segretario del Pd rivolto verso i banchi della maggioranza, aggiungendo di chiederlo “col cuore in mano”. Non si sono fermati. Anzi, forse è come dice Giulio Marcon – il capogruppo di Sinistra Italiana – che sintetizza questa riforma elettorale come la prosecuzione con altri mezzi del Patto del Nazareno e un “contratto prematrimoniale” in vista del prossimo governo delle larghe intese. E così tra i pochi emendamenti approvati c’è anche il cosiddetto “salva-Verdini” che è una norma che permette anche ai cittadini residenti in Italia di candidarsi nelle circoscrizioni estere. Ma, secondo Forza Italia, Verdini non c’entra: “Colleghi Cinquestelle – ha detto alla fine di un lungo dibattito sul punto  Daniela Santanché – Studiate! L’emendamento non è per Denis Verdini ma per il ministro Alfano“.

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21.55 – Grillo diserta manifestazione M5s
A lungo atteso in piazza Montecitorio, alla fine Beppe Grillo non è arrivato davanti al Parlamento per partecipare alla protesta M5S contro il Rosatellum. Sul palco della manifestazione si sono alternati i parlamentari del Movimento, ma la sagoma del garante 5 Stelle – rimasto nel suo albergo a Roma – non si è più materializzata.

21.48 – Di Maio in piazza: “Davanti al Quirinale se passa anche in Senato”
“Siete convocati la settimana prossima per circondare il Senato. Si sta parlando di fiducia anche lì, una cosa che non si è mai vista”. Così Luigi Di Maio, dal palco in Piazza Montecitorio. “Se dovesse passare anche lì – ha aggiunto – chiederemo pacificamente davanti al Quirinale che il Presidente non firmi”.

21.33 – Renzi ai suoi esprime “soddisfazione”
Matteo Renzi ha espresso, a quanto si apprende, con i suoi “grande soddisfazione” per il via libera della Camera al Rosatellum bis.

21.20 – Esultanza nel Pd, delusione nel M5s
L’aula della Camera si trasforma subito dopo il via libera al Rosatellum. Da tesa e silenziosa si divide a metà: esultanza nei banchi del Pd e palese delusione dalle parti della sinistra e del Movimento 5 Stelle. Dopo aver applaudito a lungo, il capogruppo Ettore Rosato che a questa riforma ha dato il suo nome, i Dem si sono alzati in piedi battendo le mani e gridando di esultanza. Sguardi bassi e nessun commento soprattutto tra i 5 Stelle, alcuni dei quali restano seduti al proprio posto mentre l’emiciclo comincia a svuotarsi. Capannelli tra i Dem che si fanno i complimenti a vicenda e vanno ad abbracciare Rosato che resta in piedi vicino al suo scranno sorridente come non mai.

21.18 – La Camera approva il Rosatellum: 375 sì, 215 no
Il Rosatellum è stato approvato dalla Camera. I sì sono stati 375, i no 215. Secondo un primo calcolo i “franchi tiratori” sono stati almeno una sessantina.

21.15 – Rosato: “Rivendico una legge con un voto trasversale”
“Rivendico di aver fatto una legge con una maggioranza trasversale ampia, tra avversari e non tra nemici. Perché abbiamo la responsabilità di non trasformare la politica in una guerra”. Lo ha detto Ettore Rosato in Aula annunciando il si del Pd.

21.14 – Rosato al M5s: “Voi con chi governate? Soli? Imbrogliate gli elettori”
“Ma voi con chi volete governare? Volete governare da soli? State imbrogliando i vostri elettori abnche se io un’idea ce l’ho su con chi volete governare”. Così Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera, parlando in aula sulle dichiarazioni di voto finali sulla legge elettorale, rivolgendosi al M5S.

21.06 – Rosato (Pd): “Non è né un capriccio né incostituzionale”
“Non siamo qui per un capriccio, ma perché in questa legislatura siamo stati più volti richiamati a fare la legge elettorale. E’ un nostro dovere farlo prima della scadenza. Ho sentito parole paradossali: è inciucio se facciamo la legge con FI e Lega, è invece un accordo se la facciamo con il M5S”. Così Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera, parlando in aula sulle dichiarazioni di voto finali sulla legge elettorale. “Nessuno dica che è incostituzionale, dite che non vi piace, che vi penalizza, che vi conviene fare la campagna elettorale sulla legge elettorale – ha detto poi rivolgendosi ai penta stellati – ma non dite che è incostituzionale perché è falso”.

21.02 – Per il Pd interviene il capogruppo Rosato

21.03 – Boato della piazza alla fine del discorso di Di Maio
“Viva l’Italia, viva gli italiani liberi”. La folla dei simpatizzanti 5 Stelle in piazza Montecitorio esplode in un boato al termine dell’intervento in Aula di Luigi Di Maio – trasmesso in diretta streaming da un teleschermo – sostenendo il candidato premier M5S con applausi e cori di incitamento.

21.00 – Buu e proteste dai banchi Pd verso Di Maio
L’intervento di Di Maio viene accolto dai parlamentari del Pd con frequenti cori di “buu” e proteste.

20.59 – Di Maio a deputati Pd: “Alzate la testa”
“Ora avrete tre possibilità quando metterete la mano in quell’urna: fregarvene, fa piombare il Paese nel caos o far funzionare la democrazia”. L’appello che lancia il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio ai deputati che stanno per votare il Rosatellum 2.0 è quella di “alzare la testa” e “dire no a questa legge incostituzionale”.

20.57 – Di Maio alla Lega: “Con che faccia favorite partiti che contrastate?”
Di Maio se l’è presa con la Lega: “Con che faccia, con che coraggio favorite i partiti che avete fatto finta di contrastare per anni? La vostra credibilità pari a zero”. Poi ha proseguito: “Dovete rispettare il consenso popolare che abbiamo: potete vincere sui programmi, non barando sulla legge elettorale”. Per questo, “la legislatura finisce come inizia, noi in piazza e voi qui dentro a tentare di salvarvi. Ma finirà come 5 anni fa, avrete un’altra bella sorpresa! Si andrà a votare subito e noi ricorderemo ogni giorno il voto di cui siete responsabili”.

20.56 – Di Maio: “Noi siamo più forti”
“Noi in questa battaglia siamo più forti e quando la vinceremo, perché la vinceremo, non sarà solo la nostra vittoria, ma sarà la vittoria di tutte quelle persone che ci sostengono”. Così Luigi Di Maio, deputato M5s, parlando in aula alla Camera sulle dichiarazioni di voto finali sulla legge elettorale.

20.55 – Di Maio: “Calpestate il Parlamento”
“State imponendo al paese una legge elettorale che è materia cruciale per la nostra democrazia calpestando ancora una volta le prerogative del Parlamento. Ma è una storia già vista”. “A voi non solo piace vincere facile, ma anche giocare sporco”. Così Di Maio che ha preso la parola a nome dei Cinquestelle.

20.54 – Di Maio al Pd: “Una nuova legge truffa, la Storia non vi assolverà”

20.47 – Fischi anche per Brunetta a presidio M5s
Anche Renato Brunetta, dopo Maurizio Lupi, si prende fischi e cori di ‘buffone’ e ‘vaffa’ da parte dei manifestanti Cinquestelle che stanno seguendo il voto finale alla Camera sulla legge elettorale in un maxischermo.

20.46 – Brunetta: “Nuova legge per riportare il centrodestra al governo”
Brunetta si rivolge a Bersani ricordando “il colpo di Stato del 2011″, l’esito delle elezioni del 2013, “l’estromissione dal parlamento del presidente Berlusconi”, “l’estromissione di Letta” e il modo in cui Renzi arrivò al governo. “Ricorderò sempre con grande gioia quel 60 a 40” del referendum costituzionale “che ha salvato il paese da una deriva autoritaria”, rimarca. “Voteremo convinti questa legge, perchè vogliamo una legge fatta in Parlamento, con un ampio consenso, e questa legge ha un grande consenso, e approvare questa legge per andare alle elezioni e andare a governare questo paese, dopo 6 anni dal colpo di stato del 2011”.

20.44 – Brunetta: “Serviva pacificazione dopo il referendum”
“Dopo il referendum del 4 dicembre serviva un momento di pacificazione”. Renato Brunetta in aula alla Camera per le dichiarazioni di voto sulla legge elettorale ripercorre la strada che ha portato alla giornata di oggi. “Vogliamo una legge fatta in Parlamento, con il massimo consenso, come ha sempre chiesto il presidente della Repubblica, una legge non fatta contro qualcuno”, spiega.

20.43 – Brunetta (Fi): “Legislatura fallimentare, ora riscatto”
“Questa legislatura poteva essere costituente ed invece è stata fallimentare. Ha ora una possibilità di riscatto” approvando la legge elettorale. Lo ha detto Renato Brunetta annunciando il sì “convinto” di Fi al Rosatellum. Brunetta ha sottolineato che “occorre una legge fatta in Parlamento non contro qualcuno ma condivisa dalla maggior parte delle forze politiche. Non esiste una legge che faccia perdere se hai i voti né che ti fa vincere se non li hai”.

20.42 – Speranza (Mdp): “Pagina nera”
Oggi si scrive “una pagina nera del nostro Parlamento. Sia chiaro Italia è una grande democrazia e continuerà ad esserlo. Non sarà il voto di stasera a mutare questo mio giudizio, ma è del tutto evidente che l’approvazione della legge più importante, più significativa che regola la rappresentatività democratica, con la fiducia scalfisce la qualità della nostra democrazia e consegna ancora una volta questa legislatura ad una dinamica tutt’altro che positiva”. Così Roberto Speranza, deputato di Mdp, parlando in aula alla Camera sulle dichiarazioni di voto finali sulla legge elettorale.

20.41 – Speranza (Mdp): “Cambiare le regole a colpi di fiducia un precedente”
Speranza per Mdp ha ricordato che sulla fiducia sull’Italicum nel 2015 si dimise da capogruppo del Pd. “Abbiamo fatto bene allora e facciamo bene ora a difendere la dignità del Parlamento. Perché di questo si parla”. “Siamo a pochi mesi dallo scioglimento delle Camere – ha aggiunto – e si costruisce un precedente pericoloso: cambiare le regole a colpi di fiducia a pochi mesi dal voto”.

20.41 – Speranza (Mdp): “Evaporata discontinuità Gentiloni, evaporato vincolo di maggioranza”
“Con questa legge elettorale si getta la maschera e si torna sostanzialmente a un governo Renzi per interposta persona. Così evapora definitivamente quella discontinuità di Gentiloni ed evapora anche il nostro vincolo di maggioranza” . Così Roberto Speranza, deputato di Mdp.

20.37 – Speranza (Mdp): “Fiducia è stata una violenza al Parlamento”
“La scelta di porre la questione di fiducia è stata una violenza a questo Parlamento la fiducia posta in prima lettura è inaccettabile”. Così Roberto Speranza che parla a nome di Mdp che voterà contro la riforma elettorale.

20.35 – Lupi sul maxi-schermo, bordata di fischi a manifestazione M5s
Una bordata di fischi con tanti di cori da stadio parte dalla piazza M5S nei confronti del capogruppo alla Camera di Ap Maurizio Lupi: l’intervento in Aula per le dichiarazioni di voto del capogruppo centrista viene infatti proiettato in video per alcuni minuti. E subito la piazza anti-Rosatellum si accende. “Lupi, Lupi, vaffan….”, urlano i manifestanti.

20.30 – Lupi (Ap): “Noi responsabili, legge frutto di un compromesso”
“Noi siamo stati responsabili per scrivere una buona legge elettorale che è frutto di un compromesso. Poi saranno la politica e gli elettori a scegliere. Nessuna legge viene fatta contro o a favore”. Lo ha detto Maurizio Lupi che ha annunciato il voto favorevole dei 22 deputati di Alternativa Popolare che ha attaccato il M5s sulle accuse di “eversione”. “Le parole sono importanti, attenzione. Il Paese ha vissuto davvero momenti difficili con tentativi di eversione”.  “Noi chiedevamo la preferenza – ha ricordato Lupi – ma il fatto che i nomi del listino è scritto sulla scheda è un passo avanti. Il problema passa alla responsabilità dei partiti”. Infine è positivo che vi siano coalizioni che non sono però “uno strumento coercitivo, ma una scelta consapevole della politica”.

20.20 – In caso di ok, Rosatellum al Senato già domani
Il Rosatellum, se approvato dalla Camera questa sera, sarà già in Senato domani e sarà inviato al presidente della Commissione Affari costituzionali, Giuseppe Torrisi. Secondo quanto riferiscono fonti parlamentari l’esame potrebbe iniziare già la prossima settimana, con l’obiettivo di portarlo in aula il 24 ottobre.

20.16 – Invernizzi (Lega): “M5s ipocrita, noi i patti li rispettiamo”
Cristian Invernizzi ha annunciato il voto favorevole dei 19 deputati della Lega Nord. Invernizzi ha polemizzato a lungo con il M5s che accusa il Carroccio di inciucio col Pd. “Finché vi andava bene una legge, come a giugno, anche voi votavate col Pd”. La Lega ha rivendicato il voto favorevole alla legge elettorale perché così – secondo i deputati nordisti – si potrà andare alle elezioni il prima possibile. Per Invernizzi “dopo la legge di Stabilità si sciolgano le Camere e si vada al voto” perché “non vogliamo che una maggioranza decotta porti avanti leggi come lo ius soli”.

20.02 – Marcon (Si): “Deputati Pd trattati come anime morte”
Marcon ha attaccato il Pd e i suoi deputati “trattati come anime morte, asservite e umiliate e tra un po’ scaricate”. La legge “ha il vizio del trasformismo” che “è una funzione del dominio” visto che favorisce “coalizioni fiction” fatto di “liste civetta, tra le quali ci potrà essere il partito del cappio e quello dell’amore, la liste degli animali e quello dei calciatori”. “Il potere dell’arroganza ha vinto sul dialogo” ha concluso riferendosi alla fiducia.

20.02 – I manifestanti M5s alzano lettere giganti per la scritta “Democrazia”
I manifestanti M5S in piazza Montecitorio hanno alzato delle lettere giganti con la scritta #Onestà, parola chiave dei Cinquestelle. Ieri avevano sollevato la parola “#Democrazia” sempre con i colori della bandiera italiana.

20.00 – Marcon (Sinistra Italiana): “Gentiloni si è prestato all’accordo Renzi-Berlusconi”
Il Rosatellum è una “legge inaccettabile” e i 17 deputati di Si voteranno no. Lo ha annunciato il capogruppo Giulio Marcon in Aula. Per Marcon è la prosecuzione con altri mezzi del Patto del Nazareno e un “contratto prematrimoniale” in vista del prossimo governo delle larghe intese.

19.58 – Verso sprint anche al Senato, in Aula dopo il 20 ottobre
Tre settimane. E’ questa la finestra di tempo che governo e maggioranza si sono dati per riuscire ad approvare la riforma della legge elettorale anche in Senato. Una volta infatti incassato il via libera della Camera, il Rosatellum passerà all’esame di Palazzo Madama dove si conta su un iter sprint in commissione Affari costituzionali: appena tre giorni di lavoro già la prossima settimana, in modo da approdare in Aula subito dopo il 20 ottobre.

19.54 – I verdiniani di Ala voteranno sì
Gli 11 deputati di Ala-Sc voteranno a favore del Rosatellum 2.0 pur non essendo “completamente soddisfatti” della legge. Lo ha detto Massimo Parisi in Aula. “Rivendichiamo la nostra coerenza – ha detto – Volevano una legge omogenea tra Camera e Senato e l’abbiamo avuto, volevamo una legge maggioritaria, e almeno una parte ve ne è e siamo contenti che Fi abbia accettato”.

19.50 – Dellai (Democrazia Solidale-Centro Democratico): “Con riserve, ma votiamo sì”
Esprimendo molti dubbi Lorenzo Dellai, capogruppo di Democrazia Solidale-Centro Democratico, ha confermato il sì al Rosatellum del gruppo. Da parte di Des-Cd c’è “la non completa condivisione della proposta. Non ci convincono i bilanciamenti tra maggioritario e proporzionale, la bizzarra indicazione del capo di ogni forza politica, la scelta delle liste bloccate. Ma prevale la consapevolezza degli effetti devastanti in caso di nuovo naufragio”. In Centro Democratico ci sono molti deputati che si rifanno al Campo Progressista di Giuliano Pisapia, come Bruno Tabacci, l’ex ministro Mario Catania e Roberto Capelli.

19.41 – Grillo arriverà a piazza Montecitorio intorno alle 20

19.34 – Meloni: “E’ una legge fatta apposta per un Gentiloni bis”
“Con questa legge gli italiani scelgono il loro governo? La sera in cui si vota si sa chi ha vinto le elezioni? La risposta è no”. Lo dice Giorgia Meloni di Fdi nelle dichiarazioni di voto sul Rosatellum bis. “Perchè uno dei tre poli possa governare, uno di quei tre poli dovrebbe prendere il 40 per cento sul plurinominale e vincere nel 70 per cento dei collegi uninominali. Questa è una legge concepita per mantenere in vita la melassa che c’è dal 2011, la grande ammucchiata”, continua Meloni. Così “condanniamo l’Italia a 5 anni un Gentiloni bis”.

19.31 – Meloni (Fratelli d’Italia): “Noi convintamente per il no”
Gli 11 deputati di Fratelli d’Italia voteranno contro “questo scempio” ha detto in Aula la presidente del partito Giorgia Meloni.

19.28 – Mazziotti (Civici e innovatori, ex Scelta Civica): “Votiamo sì”
Sì al Rosatellum che è “una legge omogenea, migliore dall’inguacchio dei due sistemi usciti dalla Corte” dai 14 deputati dei gruppo Civici e Innovatori. Lo ha detto in Aula Andrea Mazziotti. Mazziotti ha criticato i gruppi che hanno chiesto il voto segreto: “Chi coraggiosamente non vuol dire come voterà – ha ironizzato – avrà la possibilità di farlo”. “Il voto segreto è assurdo perché dovrebbe valere per i voti di coscienza e definire di coscienza un voto per la poltrona è eccessivo”. 

19.21 – Distaso (fittiani): “Votiamo sì, serve una legge”
Sì al Rosatellum dai 10 deputati di Direzione Italia. Lo ha annunciato in Aula Antonio Distaso. La legge “ha una quota di maggioritario troppo tenue rispetto alle nostre prospettive, ma una quota che darà comunque effetti positivi che favoriranno la coalizione” per la nascita delle quali “la parola passa alla politica”, conclude. 

19.18 – Binetti, Udc-Idea: “Voteremo a favore”
I sei deputati dell’Udc voteranno a favore del Rosatellum 2.0 pur non avendo votato le tre fiducie poste dal governo. Lo ha annunciato in Aula Paola Binetti. “Non sappiamo se la legge è meglio o peggio dell’altra – ha aggiunto – quello che auspichiamo è che i leader possano favorire candidature che portino a un Parlamento migliore”.

19.10 – I deputati M5s escono dalla Camera e vanno in piazza
Tutti in piazza alla protesta anti “Rosatellum bis” i deputati M5S: al momento dell’inizio delle dichiarazioni di voto finale in Aula i deputati 5 Stelle hanno lasciato i banchi dell’emiciclo uscendo dal palazzo e unendosi alla piazza: gli esponenti M5S rientreranno solo al momento della dichiarazione di voto di Luigi Di Maio.

19.08 – Il gruppo Minoranze linguistiche voterà a favore
Il Rosatellum è un “realistico punto di equilibrio, perché non esiste la legge perfetta”. Lo ha detto in Aula Albrecht Plangger annunciando il voto positivo dei sei deputati della Svp-Minoranze linguistiche.

19.02 – Alternativa Libera (ex M5s) voterà contro: “Truffa ai cittadini”
I cinque deputati di Alternativa Libera voteranno no al Rosatellum, che è “una vera zozzeria”. Lo ha detto nell’Aula della Camera, Tancredi Turco. “Gentiloni si dovrebbe vergognare per due motivi. Perché non si è opposto alla richiesta di Renzi della fiducia e perché ha consentito che arrivasse in aula una pessima legge”.

18.59 – Psi voterà a favore: “Legge non perfetta, ma serve”
I quattro deputati del gruppo Psi-Pli voteranno sì al Rosatellum 2.0. Lo ha annunciato nell’Aula della Camera il parlamentare Oreste Pastorelli.

18.57 – Iniziano le dichiarazioni di voto sulla riforma elettorale
Si è concluso l’esame e il voto degli ordini del giorno presentati al Rosatellum. Iniziano le dichiarazioni di voto da parte dei gruppi (fase che dovrebbe durare circa due ore e mezza) prima del voto finale con scrutinio elettronico.

18.51 – Mdp chiede il voto segreto sul voto finale
I deputati del gruppo Mdp hanno presentato la richiesta di voto segreto per la votazione finale sul Rosatellum. Dal momento che i deputati Mdp sono più di 30 (per l’esattezza sono 43) la richiesta sarà automaticamente accettata dalla presidenza.

18.31 – De Siervo: “Gli elettori non hanno scelta”
“Il difetto fondamentale è che questa legge affida solo ed esclusivamente a chi formula le liste chi saranno i deputati e i senatori eletti. Esclude che i cittadini elettori possano almeno in parte fare davvero una scelta pur in liste predisposte dai partiti. Questo è abbastanza pesante”. Lo ha detto il presidente emerito della Corte Costituzionale Ugo De Siervo oggi a Firenze, a margine di un convegno su Giorgio La Pira.

18.29 – Di Battista “chiama” i franchi tiratori”: “Tirino fuori dignità”
“Contro questa legge servono 130 franchi tiratori. Parlamentari Pd tirino fuori dignità. Tanto Renzi non li candiderà”. Così Alessandro Di Battista in piazza a Montecitorio per la protesta organizzata dal M5S.

18.21 – Meloni: “No di Fdi, è una democrazia finta”
“No al Rosatellum perché quella che ci propongono è una democrazia finta, cioè gli italiani possono sì votare però il loro voto non deve contare niente. Gli italiani non possono scegliere il loro governo perché lo sceglieranno i partiti, non possono scegliere i loro parlamentari perché gli sceglieranno i partiti”. Così Giorgia Meloni parlando con i cronisti alla Camera.

18.14 – Ok all’odg sui cittadini fuori sede
“Il governo si è impegnato a trovare con la massima urgenza una soluzione per garantire il diritto di voto dei cittadini fuorisede in Italia alle elezioni politiche, alle europee e ai referendum. La politica deve avere solo il coraggio di approvare entro la fine della legislatura una norma semplice, simile a quella già inserita nell’Italicum per i fuorisede all’estero. Spero che Governo e Parlamento provvedano già nel passaggio di questa legge al Senato, e in ogni caso quanto prima in un altro provvedimento”. E’ quanto dichiarato da Andrea Mazziotti (Civici e innovatori), presidente della commissione Affari Costituzionali di Montecitorio, primo firmatario di un ordine del giorno accolto con parere favorevole dal governo e sottoscritto da diversi deputati del Pd e di Ap tra cui Ascani, Tinagli, Scopelliti, Verini.

18.07 – Voto finale intorno alle 20.30-21
E’ iniziato, nell’aula della Camera il voto dei 150 ordini del giorno presentati al Rosatellum bis. Al termine inizieranno le dichiarazioni di voto finale, che dovrebbero andare avanti per oltre due ore e mezzo. L’ok finale al provvedimento, a scrutinio segreto, dovrebbe arrivare intorno alle 20.30-21.

17.59 – Cominciano le votazioni degli ordini del giorno

17.45 – Anche la Raggi alla manifestazione M5s a Montecitorio
La sindaca di Roma, Virginia Raggi, è arrivata da pochi minuti in piazza Montecitorio dove il M5s sta protestando contro il Rosatellum. “Non si cambiano le regole del gioco. È vergognoso”, dice accolta dagli applausi dei manifestanti.

17.41 – Finita l’esposizione degli odg, il governo dà i pareri per i voti

16.48 – Timori franchi tiratori: “Potrebbero essere tra 80 e 100”
E ora i timori sono sui franchi tiratori. Ettore Rosato e il ministro Dario Franceschini, scrive l’AdnKronos, da ore “dragano” il Transatlantico. “Potrebbero mancare tra gli 80 e i 100 voti”, è il calcolo che si fa nel gruppo Pd della Camera per il voto finale: se i “traditori” restano in questa forbice non accadrà niente di drammatico. Nel Pd, però, c’è molta cautela e si ammette che ci sono “insofferenze geografiche, non politiche” sul Rosatellum anche nel Pd e poi in Forza Italia. Malumori soprattutto tra i deputati Pd del centro Italia e di Forza Italia al Sud tra i fan del proporzionale.

16.23 – Le fiducie al governo di Gentiloni salgono a 20
Con i tre voti sul Rosatellum sono 20 le volte in cui il governo Gentiloni ha posto la questione di fiducia dall’inizio del suo mandato, avvenuto il 12 dicembre 2016.

16.21 – Approvato anche l’articolo 5: 372 sì. Ora gli odg
Con 372 sì, 149 no e 6 astenuti è stato approvato anche l’articolo 5 del Rosatellum che riguarda le norme transitorie (qui dentro è inserito il cosiddetto “salva-Verdini” e le procedure per l’entrata in vigore della legge). Il patto dei “contraenti” (Pd, Fi, Lega, Ap) tiene. Ora si passa alla presentazione degli ordini del giorno che sono circa 150. Ogni deputato ha a disposizione un minuto.

16.17 – Bersani interviene in Aula: “E’ un marchingegno, fermatevi”
Il Rosatellum 2.0 è “un marchingegno sconosciuto nel mondo”, che aumenta il divario tra cittadini e politica. Lo ha sostenuto in Aula Pierluigi Bersani, che ha invitato “con il cuore in mano” la maggioranza che sostiene la legge a “fermarsi e a riflettere”.

15.47 – Manifestazione M5s, fischi a Casini e Napolitano
Fischi a Casini e Napolitano dalla pizza M5S. Il Movimento sta continuando la protesta contro la riforma della legge elettorale in votazione alla Camera. La piazza davanti Montecitorio si va riempiendo e quando dal palco sono stati citati il presidente della Commissione di inchiesta sulle banche Pier Ferdinando Casini e l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in molti hanno reagito fischiando.

15.26 – Passa anche l’emendamento “salva-Bueno”
La Camera ha approvato con 337 sì un emendamento di Fiano che modifica una norma introdotta in commissione. Essa stabiliva l’ineleggibilità nelle circoscrizioni estere dei cittadini che negli ultimi dieci anni avessero ricoperto cariche elettive o di governo, nelle forze armate e nella magistratura dei Paesi di residenza. L’emendamento diminuisce a 5 anni tale periodo. E’ stato denominato “emendamento salva-Bueno” perché permette la ricandidatura della deputata italo-brasiliana Renata Bueno, che fino a sette anni fa era stata consigliere comunale in Brasile. Durante le dichiarazioni di voto, Bueno – super-renziana – ha parlato della norma iniziale approvata in Commissione come “norma contra personam”. “Non so se era stata suggerita – ha aggiunto – da qualche amico di argentini che vogliono dominare le elezioni”. “Non si tratta solo di salvare la mia pelle, ma il principio che le elezioni sono libere”.

15.21 – Occhetto: “Fascismo? Lo dice chi non sa cos’è”
“Come si fa a dire che siamo in dittatura? Un conto è dire che una legge è sbagliata un conto è dire che siamo passati al fascismo. Forse chi lo dice non sa cos’era il fascismo”. Lo dice l’ultimo segretario del Pc e primo segretario del Pds, Achille Occhetto a Rainews 24.

15.18 – Ok all’emendamento “salva-Verdini”
Approvato l’emendamento cosiddetto “salva-Verdini” con 237 voti favorevoli, 154 contrari e 22 astenuti.

15.17 – “Salva-Verdini”, Santanchè: “Non avete capito niente: è per Alfano”
Alla fine del dibattito di 10 minuti tra Pd e Ap da una parte e M5s e Mdp dall’altra ha preso la parola Daniela Santanchè (Forza Italia) per spiegare ai Cinquestelle che Verdini non c’entra nulla: “Questa norma è stata fatta piuttosto per Alfano”. 

15.16 – Fiano: “Non è salva-Verdini. E’ norma di reciprocità”
Il relatore della legge Emanuele Fiano (Pd) ha difeso l’emendamento parlando di “seducenti idee di complotto”, sostenendo che segue i principi di costituzionalità la reciprocità per permettere ai cittadini residenti in Italia di candidarsi all’estero. Contrari M5s, Mdp, Sinistra Italiana. Secondo Toninelli (M5s) la norma sarebbe pro-Verdini perché il leader di Ala ha aiutato il governo nel voto sul Def il 4 ottobre scorso in Senato e perché avrebbe bisogno di immunità. Ignazio Abrignani, verdiniano, ha spiegato che comunque per essere eletti servono 60mila voti in un territorio in cui non si è conosciuti.

15.03 – In discussione il “salva-Verdini”
E’ in corso il dibattito sull’emendamento cosiddetto “salva-Verdini”, cioè la norma che permette ai cittadini italiani di candidarsi nelle circoscrizioni all’estero. Un codicillo di cui parla oggi il Fatto Quotidiano.

14.56 – Di Battista ai deputati Pd: “Per Renzi non siete niente”
“Per Renzi non siete niente, vi sacrificherà, tirate fuori un po’ di orgoglio”. E l’appello rivolto oggi in Aula ai parlamentari dem dal deputato M5S Alessandro Di Battista, durante la discussione sulla legge elettorale. Lo stralcio del suo intervento è stato rilanciato dal Movimento 5 Stelle sui propri canali social.

14.55 – Militanti M5s “invadono” bacheche di Fiano e Rosato
I militanti del Movimento 5 Stelle rispondono all’appello lanciato ieri da Luigi Di Maio e “invadono” le bacheche dei parlamentari del Partito democratico Rosato e Fiano, postando le foto di Piazza Montecitorio gremita per la protesta anti-Rosatellum targata M5S. “Inviate le foto di questa piazza sulle bacheche dei parlamentari che vogliono votare questo obbrobrio”, è stata la richiesta del candidato premier Di Maio.

14.30 – Protesta M5s in piazza Montecitorio
Continua la protesta del M5S davanti Montecitorio, dove si sta votando la riforma della legge elettorale. Sul palco si alternano gli esponenti del Movimento all’insegna dello slogan “#pacificamente contro gli inciuci di chi non vuole perdere il potere”. Nel pomeriggio è atteso anche Beppe Grillo. “Ci sarà la battaglia finale al Senato e lì dovremo essere in tanti: o noi, o loro”. Così il senatore M5S Andrea Cioffi.

14.28 – No alle urne in plexiglas, respinto emendamento M5s
La Camera ha respinto un emendamento di Dalila Nesci (M5s) al Rosatellum 2.0 che modificava le attuali operazioni di voto al seggio, introducendo tra l’altro le urne trasparenti in plexiglas, in chiave di contrasto al voto di scambio e alle frodi nei seggi. I sì sono stati 107 (M5s e Fdi), gli astenuti 58 (Si e Mdp), i no 388.
L’emendamento riprende una legge della stessa Nesci approvata alla Camera e ferma in Senato. L’emendamento prevede però una spesa di 738.744 euro, che contrasta con la clausola di invarianza finanziaria del Rosatellum 2.0. 

14.27 – D’Attorre: “Doveva essere lì a metterci la faccia”
“Gentiloni doveva stare lì a metterci la faccia per spiegare il tradimento delle promesse fatte al momento dell’insediamento. Vi siete piegati al vero padrone”. Lo ha detto in Aula Alfredo D’Attorre, dopo che il sottosegretario Giampiero Bocci si era rimesso all’aula a nome del governo in un parere su un emendamento. “Non vi siete rimessi all’Aula – ha aggiunto – l’avete umiliata” imponendo la fiducia.

14.27 – Dopo le fiducie il governo si rimette all’Aula
Dopo i tre voti di fiducia posta dal governo sul Rosatellum 2.0, il governo nell’esprimere i pareri sugli emendamenti agli articoli 4 e 5 si è rimesso all’Aula. Ad esprimere i pareri è stato il sottosegretario all’Interno Giampiero Bocci. In realtà il cuore della riforma è già stato approvato con i voti di fiducia negli articoli 1, 2 e 3.

14.23 – Istituto Sturzo: “Rosatellum passo indietro rispetto a Mattarellum”
“Il Rosatellum è un regresso rispetto al Mattarellum”. Lo afferma a Radio Vaticana il presidente dell’Istituto Sturzo Nicola Antonetti. “Abbiamo un terzo di maggioritario e un terzo di proporzionale, con il problema tecnico-politico che non c’è il voto disgiunto. E questo favorisce i partiti più grossi – dice Antonetti – Ma qualsiasi sistema elettorale, a meno che non sia il proporzionale puro che non c’è da nessuna parte, privilegia alcune forze politiche”.

14.17 – Mdp e Sinistra Italiana, ostruzionismo con gli odg
Mdp e Sinistra italiana provano ad allungare i tempi di approvazione del Rosatellum bis utilizzando lo strumento degli ordini del giorno che verranno discussi e votati prima del voto finale. Ogni deputato dei due partiti, infatti, presenterà un ordine del giorno: saranno quindi 43 quelli quelli di Mdp e 17 quelli di sinistra italiana.

13.55 – Approvato l’articolo 4 del Rosatellum: 381 sì
L’articolo 4 della riforma elettorale che riguarda la trasparenza del voto è stato approvato con con 381 voti favorevoli, 152 contrari e un astenuto. L’articolo prevede tra l’altro che venga indicato il capo della forza politica. Hanno votato a favore anche Forza Italia e Lega.

13.53 – Ok a emendamento sull’invarianza finanziaria
La Camera ha approvato un emendamento all’articolo 4 del Rosatellum 2.0 che introduce il principio di invarianza finanziaria della legge, come ha chiesto la Commissione Bilancio. I sì sono stati 383 sì, 64 i no e 92 gli astenuti.

13.51 – No a emendamento M5s, Giachetti: “Non si può cambiare la Costituzione con la legge ordinaria”
Dopo che il vicepresidente Roberto Giachetti ha annunciato l’inammissibilità dell’emendamento è intervenuto Danilo Toninelli, chiedendo di sospendere la seduta e convocare la GIunta per il regolamento. Polemica per la decisione anche da Andrea Cecconi. Alfredo D’Attorre di Mdp ha chiesto che l’emendamento di M5s sia mantenuto e votato, come contrappeso “all’esproprio di sovranità” dell’aula a causa del voto di fiducia. Giachetti ha ricordato un precedente del 2002, in cui la Giunta per il regolamento si era riunita su un caso analogo e aveva confermato il potere del Presidente di dichiarare inammissibili gli emendamenti in “manifesto contrasto” con singoli punti della Costituzione.

13.47 – Subito inammissibile emendamento M5s, polemica in Aula
Immediata polemica dovuta alla dichiarazione di inammissibilità di un emendamento di M5s. L’emendamento prevedeva un giudizio preventivo di costituzionalità da parte della Corte Costituzionale. L’emendamento è stato dichiarato inammissibile perché viola la Costituzione nell’articolo che definisce i poteri della Consulta. Un giudizio espresso dal presidente di turno Roberto Giachetti al quale hanno replicato prima Danilo Toninelli e poi Andrea Cecconi, entrambi Cinquestelle, ai quali si è aggiunto anche Alfredo D’Attorre (Mdp). La presidenza alla fine ha confermato il suo parere e si è passati all’esame degli emendamenti dell’articolo 4.

13.46 – Ripresa la seduta alla Camera
E’ ripresa la seduta della Camera che dovrà esaminare gli emendamenti agli articoli 3 e 4 del Rosatellum.

13.16 – Orlando: “Importante fare un passo avanti”
“Credo sia importante fare un passo nella direzione della approvazione”. Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando, interpellato a margine di una riunione in Lussemburgo, sui lavoro sulla legge elettorale.

12.53 – Di Maio: “In questi giorni mobilitazione mai vista”
“Siamo riusciti a portare l’attenzione di tutto il Paese su questa scandalosa legge elettorale grazie a una manifestazione di piazza convocata in meno di 24 ore con un video pubblicato in rete. Mai visto nulla del genere. La battaglia continua oggi. Ore 13.30 Piazza Montecitorio”. Lo scrive su facebook il candidato premier M5S Luigi Di Maio confermando la seconda giornata di proteste contro il Rosatellum bis.

12.45 – D’Alema: “La legge è una schifezza e lo sanno”
“Questa legge è una schifezza, anche loro ne sono consapevoli, e lo dimostra che una maggioranza che conta 476 parlamentari su 630 ha paura del voto segreto, che è uno strumento parlamentare riservato a pochissime materie, tra cui i diritti fondamentali e politici dei cittadini”. Così Massimo D’Alema, a Palermo.

10.00 – Fassino: “Non è la migliore legge, ma bisogna fare di necessità virtù”
“Questa legge che sta venendo fuori dal Parlamento non è la migliore legge né quella che inizialmente aveva proposto il Pd. Bisogna fare di necessità virtù”.  Così Piero Fassino, ex segretario Ds, ex sindaco di Torino e oggi membro della segreteria del Pd,  ha commentato il Rosatellum bis ai microfoni di 24 Mattino su Radio 24