Ho cambiato lavoro e ambiente appena se ne è presentata l’opportunità, ero stufa di essere una bionda in mezzo a tanti uomini e di dover fare il doppio della fatica per ottenere qualsiasi cosa, cercando poi di scavalcare le innumerevoli e continue avances sessuali“.

A pronunciare queste parole, una mia cara amica, pochi giorni fa.  Fidatevi che sono vere, anche se, per ovvi motivi di privacy, non aggiungo ulteriori elementi al racconto. Purtroppo, credo che di quanto ho appena scritto si fideranno più le donne che gli uomini, ma ciò è parte integrante di quello di cui stiamo parlando. Come uomo, non mi è mai capitato di dover dimostrare di valere più di una donna perché ero uomo. E, lo ammetto, di avances sessuali nemmeno l’ombra. Su quest’ultimo punto, io ci posso anche ironizzare un minimo, come ho appena fatto, sono un uomo e mi è consentito, abusi di potere ne ho ricevuti, ma non collegati al mio essere uomo, mentre tanti degli abusi che le donne ricevono hanno a che fare con il loro essere donne.

Poi capiamoci, sante non ne esistono e non ho intenzione di crearne, ma questo non toglie che gli uomini godano di certi privilegi a livello sociale e culturale, non sempre necessariamente all’interno delle relazioni affettive, io per primo ho conosciuto donne dalle quali sono scappato a gambe levate.

Nonostante sappia perfettamente che certe cose accadono, quando me ne parlano quasi non ci credo. Sarò ingenuo probabilmente, ma faccio quello che faccio perché sono convinto che certe cose possano e debbano cambiare. E mi dimentico che lavoro solo su un’infinitesima parte del problema. Lì fuori, le cose vanno avanti come sempre e se non c’è un impegno consapevole e collettivo non cambieranno.

Non è un paese o forse un mondo per donne, ma le donne ne sono parte integrante e produttiva e noi uomini dobbiamo conviverci, viverci insieme, questo mondo o paese è tanto nostro quanto loro.

Ho scritto questo, prendendo spunto dalla vicenda che coinvolge il regista Harvey Weinstein e l’attrice Asia Argento. Da quanto esce fuori finora, Asia Argento si è sentita obbligata, nel lontano 1997, ad avere rapporti sessuali con Harvey Weinstein per cui stava lavorando. La paura era che il non acconsentirlo avrebbe danneggiato la sua carriera. L’ attrice pensa di aver permesso quanto ha subito e molti possono essere portati a credere che, in fondo, è quello che ha fatto. Da quei rapporti sessuali ha avuto dei vantaggi e non sembra essersi ribellata più di tanto. Magari non le andava, ma alla fine ha accettato, tanto che parla di sesso consenziente, dopo le prime esperienze.

Molte vittime, di fronte ad un abuso, hanno il pensiero di averlo permesso e quindi accettato. Se ne sentono responsabili e da qui nasce il senso di colpa che va a rinforzare e giustificare l’abuso stesso,  permettendo anche il reiterarsi degli episodi di violenza. Chi abusa è in una posizione di forza o fisica o psicologica, spesso entrambe, e gioca sul “condividere” quanto ha fatto con la vittima. Se si convince l’abusato che pecca nello stesso identico modo di chi abusa, allora la colpa è di entrambi, meglio tacere, non parlarne, da qui il segreto che caratterizza le forme di abuso sessuale e che le rende spesso invulnerabili.

Le pressioni che subiscono le donne, in tanti contesti, non le immaginiamo, noi non solo non le viviamo, ma ne siamo gli autori, dovremmo confrontarci con tutto quello che non riusciamo ad ottenere, se non con la forza, e quindi ammettere la nostra debolezza. E’ umano che se una donna piace, un uomo possa provare attrazione e mostrarle  interesse, ma ha imparato a farlo a prescindere dai contesti, quando non approfittandosene.

Accettare un no è ancora troppo difficile, se lo facciamo è come se fossimo meno uomini e allora niente ci fa sentire più uomini che imporre qualcosa. La superiorità della donna non esiste, se non come paura dell’uomo, così come la superiorità dell’uomo non esiste, se non travestita da costrizione. La natura ci ha voluti entrambi e ancora adesso, a distanza di tantissimo tempo, ci permette di esistere solo se siamo insieme.

Il fatto che alcune donne “accettino” di avere dei rapporti sessuali con uomini in posizione di potere non toglie che quegli stessi uomini usino quella posizione per avere qualcosa che altrimenti non otterrebbero. E il fatto che alcune donne possano anche cercare di arrivare prima a far carriera, offrendo il proprio corpo, non toglie nulla al fatto che queste donne hanno imparato a ragionare così, a conoscere cosa vogliono e pretendono da loro gli uomini. E tutto questo non toglie nulla al fatto che tante donne non accettano e non cercano proprio nulla dagli uomini, ma da essi vengano costretti, come vari fatti di cronaca recente purtroppo ci ricordano.

Troppe volte, quello che una donna sceglie è solo quello che la società ha già scelto per lei.

Vignetta di Pietro Vanessi