Ettore Rosato è il padre putativo che si è accollato nella tarda primavera di quest’anno la grave responsabilità di prestare il proprio nome all’ennesima porcata legislativa che ha preso il nome di “Rosatellum”. Questo “nomignolo” prosegue, purtroppo non solo nella desinenza, il pessimo andazzo del “Porcellum” e del “capolavoro renziano” denominato pomposamente “Italicum, fortunatamente abortito prima di entrare in funzione.

Senza il “Rosatellum” andremmo a votare col “Mattarellum” la legge elettorale che prende nome dal nostro attuale Capo dello Stato, scritta e operata ai tempi della prima repubblica quando svolse anche incarichi ministeriali.

La principale differenza tra le due leggi elettorali è che il Mattarellum è di tipo “proporzionale” mentre il “Rosatellum” è un garbuglio-miscuglio tra le due due forme al solo scopo di accontentare quasi tutti (meno gli elettori).

Nel proporzionale i partiti tracciano ciascuno un proprio programma elettorale che presentano agli elettori e, dopo il voto (che quindi viene raccolto sulla base di un programma specifico) cercano nel Parlamento appena eletto la maggioranza necessaria sia alla Camera che al Senato per formare un governo. Trovato l’accordo lo comunicano al Presidente della Repubblica che, verificatene le condizioni, assegna ad uno dei leader dei partiti di quella maggioranza (a sua scelta) l’incarico di formare il governo.

Nel maggioritario invece, essendoci diversi partiti, si formano in anticipo (prima del voto) delle coalizioni, ognuna delle quali indica già il proprio candidato a guidare il governo. Si basa sulle caratteristiche personali dei leader e sulle promesse fantasiose che questi fanno in campagna elettorale (promesse che quasi mai mantengono). Poco o nulla viene detto circa la reale consistenza del programma (a parte i cosiddetti “inciuci” tra i leader, ovviamente tenuti segreti).

Appare molto chiaro che il sistema proporzionale, pur con tutti i difetti che gli attribuiscono, è quello di maggiore interesse per gli elettori.

Ai partiti invece conviene il sistema maggioritario perché garantisce ai politici (non al paese) maggiore stabilità.

Così è già spiegato il motivo di questa recentissima corsa all’accordo sul “Rosatellum”, anche se non è un maggioritario puro.

Qualcuno si è preso però la pena di leggerlo questo “Rosatellum-2”? A chi non è professionista della politica consiglio di lasciar perdere, ci guadagnerebbe solo una terribile emicrania. Dovete essere allenati con le partite a scacchi di alto livello per tenere insieme tutto il garbuglio che questa legge comporta al solo scopo di scoraggiarli dall’approfondire e nel contempo garantire ai partiti di mantenere il loro potere.

Comunque sono certo che anche molti di quelli che già siedono nel Parlamento accettano obbedienti la novità senza nemmeno tentare di capire i sottili enigmi di questa legge, che non solo si propone di escludere dalla vittoria il M5S (che in se non sarebbe una disgrazia nemmeno per loro) ma fa anche peggio trovando un accordo che garantirebbe il rientro trionfale di Silvio Berlusconi o di Matteo Renzi o di entrambi (ovvero la matematica sommatoria delle sciagure!). Confidano ovviamente nel fatto che nessuno o quasi dei comuni cittadini avrà voglia di digerirsi un mattone del genere equivalente nella sostanza ad un pesante inestricabile algoritmo.

Uno dei pochi (al di fuori dei proponenti) che certamente l’ha decifrato è Marco Travaglio. Altri giornali hanno dato qualche dettaglio su cosa succede “tecnicamente” votando con questa legge. Solo superficialmente però, perché sanno benissimo che il veleno “democratico” contenuto in questa legge possono sopportarlo senza “schiattare” solo i più allenati a questo tipo di esercizi.

Travaglio è uno di questi e lui l’ha spiegata completamente e perfettamente nel provvidenziale editoriale di sabato scorso “Il Merdellum-bis”, dove non si è limitato a dare i dettagli tecnici della formula “Rosatellum-2” ma anche cosa succede sul piano pratico, ovvero a chi in realtà l’elettore sta attribuendo il potere di entrare in Parlamento (cioè nessuno di quelli che vorrebbe lui) e a fare leggi che quasi mai sono quelle che il cittadino spera di vedere approvate dal Parlamento che elegge col suo voto.

Per esempio, sappiamo dalle spiegazioni date che c’è una soglia di sbarramento al 3%, quindi solo i partiti che prendono più del 3% entreranno. Vero! Ma questa regola c’era anche l’altra volta. E come mai nella sola Camera dei Deputati ci sono circa 20 partiti o gruppi o fuoriusciti che saltano di qua e di là a loro piacimento senza alcun rispetto per chi li ha eletti? Tutte le storture che c’erano prima sono rimaste! L’unica cosa che gli estimatori di questa legge temono è che i cittadini, lasciati veramente liberi di votare, possano davvero decidere di fare pulizia totale.

Renzi si fa vedere poco ultimamente, ma è la vecchia tecnica di chi sta per compiere qualcosa di balordo. Lui è tra quelli che avrebbe il maggiore guadagno vedendo approvare questa schifezza democratica. Non ci vuole molto a capirlo. In questi anni da Capo del governo e capo del partito si è costruito tutt’intorno una tale cerchia di poteri (politici, mediatici, economici, ecc.) che non può permettersi di perderli stando troppo a lungo lontano dal potere. Se lasciasse svolgere libere elezioni dovrebbe ricominciare tutto da capo e chi gli regala più un premio di maggioranza come quello di cui ha goduto in questa legislatura?

Col “Mattarellum” rischia troppo, meglio il “Rosatellum”. Dovrebbe accordarsi con Berlusconi, è vero, ma loro aiutandosi a vicenda possono mettersi sotto i piedi tutta l’Italia (per poco tempo, ma lo hanno già fatto!). Non c’è bisogno del Machiavelli per capirlo, l’unico ostacolo rimasto per loro è riuscire a far passare questa legge, poi il percorso sarà tutto in discesa.