Anche se la matematica ancora non condanna la Ferrari nella corsa al titolo mondiale, le speranze, di riuscire nell’impresa, sono però ridotte al lumicino.

Ancora quattro gare, da affrontare però con la consapevolezza di avere una SF70-H competitiva, certo non affidabile, in questa fase del campionato, ma certamente all’altezza della Mercedes. Per buona parte della stagione, Sebastian Vettel, infatti, era davanti a tutti in classifica, dimostrazione assoluta di come la monoposto di Maranello fosse quest’anno competitiva.

Dopo Monza è accaduto l’impensabile. Forse spinti dalla voglia di recuperare dopo la disfatta del Gran premio di casa, forse sviluppi di motore troppo azzardati, sta di fatto che l’affidabilità si è persa e con lei, probabilmente, le speranze di vincere il mondiale piloti.

Fortunata (ma è solo un modo di dire) la Mercedes, che nel momento in cui appariva in leggera difficoltà, con degli sviluppi motoristici e aerodinamici che non convincevano in pieno piloti e tecnici, ha potuto “beneficiare” di una Ferrari che ha fatto “karakiri”.

Ad esempio, il pacchetto aerodinamico portato in Malesia, e lo vediamo nelle immagini sotto, fu utilizzato in qualifica e in gara solo da Bottas, mentre Lewis Hamilton preferì utilizzare la configurazione precedente. Solo in Giappone, l’inglese ha impiegato le novità “malesi”.

Riproposte, quindi, le zanne maggiorate ai lati del musetto – vedi fig. 1 – capaci ora di convogliare nella parte bassa della vettura, verso il T-tray, una quantità d’aria maggiore. Modifica che innalza i livelli di carico sull’asse anteriore visto che, l’aumento della superficie del profilo delle “zanne”, permetterà lo scorrimento lungo i dorsi di una quantità d’aria maggiore.

Installati, nuovamente, anche i nuovi deflettori laterali, – vedi det. 1 fig. 2 e det. 2 fig. 2 – studiati per migliorare lo scorrimento dei flussi aerodinamici ai lati della vettura e rivista inclinazione e forma dei “coltelli” sia verticali che orizzontali Quest’ultimi, ridotti da 4 a 3, soluzione, evidentemente ritenuta più efficacie dal team di Brackley.

Se in casa Ferrari hanno osato, dimostrando di avere coraggio, forse ciò che è mancata è la freddezza e la tranquillità di un team che si è trovato probabilmente troppo sotto pressione in un momento di fondamentale importanza per la corsa al titolo iridato.

Almeno che si chiuda con qualche vittoria entro le prossime ultime quattro gare, nella speranza di salutare, degnamente, una stagione comunque positiva e che ha visto una Ferrari crescere e raggiungere la Mercedes in modo del tutto inaspettato.