E’ stato assolto dall’accusa di stalking grazie alla sua “condotta riparatoria”, ma la procura generale del Piemonte ha deciso di impugnare la sentenza con cui un giudice del tribunale ha dichiarato il non doversi procedere contro un imputato di stalking che aveva proposto alla vittima un risarcimento di 1.500 euro. Soldi che lei ha rifiutato.

Lo scorso 2 ottobre il gup Rosanna La Rosa, applicando una norma entrata in vigore il 4 agosto, ha pronunciato una sentenza di “non doversi procedere” per estinzione del reato. Perché, nonostante il diniego della donna, c’è stata una “condotta riparatoria”. E il giudice ha anche valutato come “congrua” la somma offerta dall’imputato e rifiutata dalla persona offesa. Secondo quanto si è appreso, l’iniziativa di impugnare la decisione del giudice è dell’Avvocato generale Giorgio Vitari e del procuratore generale Francesco Saluzzo.

Un caso che ha riacceso la discussione sulla riforma che ha introdotto anche lo stalking, nei casi meno gravi, tra i reati estinguibili con condotta riparatoria. E sul quale è intervenuto anche il ministero della Giustizia. Su precisa direttiva del ministro Andrea Orlando è stato infatti depositato parere favorevole all’emendamento in questo senso presentato dalla senatrice Francesca Puglisi del Pd, nell’ambito dei lavori parlamentari sulla proposta di legge a tutela degli orfani dei crimini domestici. Anche se l’emendamento è stato depositato quattro giorni prima dei fatti di Torino. Segno che la volontà di cambiare la norma era già nell’aria.

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, ha sottolineato: “Con questa modifica, potremo finalmente accelerare e rendere possibile in questa legislatura l’introduzione della legge che tutela gli orfani di crimini domestici, che sarà esaminata la prossima settimana dalla Commissione Giustizia del Senato“.

Il presidente del Pd Matteo Orfini era intervenuto sulla pronuncia del tribunale di Torino evidenziando che quella sentenza “non punisce il colpevole ma ferisce una seconda volta la vittima”.
Mara Carfagna di Forza Italia attacca il governo e sottolinea: “E’ da luglio che diciamo, inascoltati, che lo stalking va escluso dai reati ricompresi tra quelli estinguibili con la giustizia riparativa. Oggi, dopo che uno stalker è libero di continuare nei sui atti persecutori perché ha pagato 1.500 euro ed il reato è sparito, il governo ed il Partito democratico se ne escono fuori con un ravvedimento a dir poco tardivo”.

Plauso al governo invece dalle senatrici di Articolo1 – Mdp Doris Lo Moro e Maria Cecilia Guerra: “Prendiamo atto con soddisfazione dell’orientamento finalmente assunto dal ministro Orlando sulla necessità di eliminare il reato di stalking da quelli estinguibili a fronte di un risarcimento. Una questione che abbiamo sollevato con immediatezza e per la quale abbiamo presentato un apposito emendamento al ddl sugli orfani di femminicidio che sosteniamo con forza”.