Non credo in Dio e mi spiace tantissimo, mi sembra di essere offensivo nei suoi riguardi. Sono un uomo di solito gentile e non amo mancare di rispetto all’Assoluto con la mia totale sfiducia in un Creatore, quindi sarei portato a credere per gentilezza, ma proprio non mi viene, la mia debolezza è più forte di me! Non mi fido nemmeno della ragione, non è la ragione che mi allontana da Dio, ma è qualcosa di molto più banale: sono gli aperitivi.

Non posso concepire una vita senza aperitivi, senza patatine e noccioline, anche se di recente mi hanno scoperto tanta sabbia nei reni e devo andarci piano con i salatini. Assicuratemi che una volta risorto potrò ordinare un Campari con un goccio di vodka e avrete la mia totale adesione al mistero divino, mi farò cattolico, protestante, ebreo, testimone di Geova, insomma, quello che vi pare, datemi un barman esperto e sarò dei vostri: un credente.

Assicuratemi che potrò reincarnarmi in un’oliva affogata in un Martini e mi farò buddista. In sostanza è la tenue fenomenologia delle piccole cose, sono i piccoli piaceri della vita, è lo spazio tra una tartina e un morso che mi rende un uomo privo di Dio. Stare seduto al tavolino di un bar in compagnia di un amico, vedere passare l’infinita varietà delle persone, sorseggiare un cocktail con una cannuccia colorata, questa è la mia idea di felicità. Ci sono i paradisi artificiali, a me basterebbe un paradiso leggermente alcolico, invece ho la netta impressione che questo non sia possibile, e che non sia contemplato dal catechismo, o mi sbaglio? Vi prego, se mi sbaglio ditemelo, stare senza Dio non è così semplice, soprattutto quando una ecografia stronza ti dice che hai la sabbia nei reni e l’abisso nel cuore.

Non si tratta solo di ateismo da aperitivo, c’è anche un altro motivo, le vie dell’ateismo sono infinite, in questo video vi spiego come è andata.

Cin cin.