Renzi è divisivo, ma ha vinto le primarie e quindi con il Pd bisogna parlarci. D’Alema è divisivo e deve fare un passo di lato. Se tutti dentro Mdp hanno sudato per ore per convincere giornali, tv, lettori e spettatori che non c’è nessuna rottura, ora ci pensa Giuliano Pisapia. Massimo D’Alema gli aveva chiesto più volte “maggiore coraggio” e ora l’ex sindaco di Milano il coraggio lo trova per ribadire di essere “a disposizione di un progetto unitario”, mentre “lui”, cioè D’Alema, “continua a fare dichiarazioni che dividono“. Detta più chiara: “Chi non ha obiettivi personali potrebbe fare un passo di fianco, bisogna esser in grado di unire. E vale per lui come per me”. 

Durante un’intervista a Circo Massimo, su Radio Capital, Pisapia parla anche nel merito del Def, raccontando che D’Alema “era favorevole che oggi non si votasse lo scostamento di bilancio che avrebbe portato all’aumento dell’Iva. Io e altri abbiamo voluto fare un percorso diverso”. Ricostruzione che non coincide con quello che dice un altro dirigente di Mdp, il presidente toscano Enrico Rossi: “Ho parlato più volte con D’Alema, Speranza, Bersani e gli altri compagni delle posizioni da assumere nei confronti del governo. Tutti – D’Alema compreso – ci siamo dichiarati favorevoli a distinguere il voto riguardante lo scostamento di bilancio da quello relativo alla Nota di aggiornamento del Def”. Chissà com’è andata davvero. Intanto, comunque, il Senato ha votato come previsto.

Ma l’intesa tra Mdp e Pisapia ogni giorno sembra messa a dura prova. “Io sono dell’idea che bisognerebbe uscire dai personalismi – ribadisce il leader di Campo Progressista – C’è un popolo del Pd che si sente di centrosinistra, certo constato ogni giorno che Renzi è molto divisivo all’interno e all’esterno del Pd ma ha anche anche vinto le primarie. Io credo che bisogna fare i conti col Pd, trovare un minimo di condivisione che oggi non c’è”. Le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti, ma l’obiettivo, continua, “è una sinistra di governo, vedo posizioni differenti ma per un po’ vado avanti, queste settimane sto girando l’Italia per sentire persone, amministratori e sindaci e poi vedo”. “Sapevo delle difficoltà – premette l’ex sindaco – è evidente che le divisioni sono emerse ma sono più di ceto politico che tra le persone perché chi è in Parlamento ha più problematiche mentre in giro per l’Italia sento le persone che dicono di andare avanti per l’unità. Certo serve una discontinuità con il passato ma bisogna fare di tutto perché non vinca il centrodestra o M5s“.

Pisapia ammette che per le primarie di coalizione “è troppo tardi”. “Ne avevo parlato un anno fa per unire, ma come abbiamo visto ci sono troppe anime diverse – non solo le due che pensavamo potessero confrontarsi – e bisogna fare un altro percorso”, sottolinea. Cioè ognuno per sé.

Certo, non aiuterà la sua frase su D’Alema, difeso da diversi deputati e eurodeputati Mdp: “Non voglio credere che queste inammissibili parole contro D’Alema pronunciate oggi da Giuliano Pisapia rappresentino in realtà un alibi per non caricarsi sulle spalle oneri e onori della costruzione di un soggetto politico di sinistra” dichiara l’europarlamentare Antonio Panzeri. “Basta con questi continui attacchi personali a Massimo D’Alema  -aggiunge Danilo Leva – Questa è una fase per noi delicata e Pisapia ha la responsabilità maggiore di favorire un clima unitario e costruttivo”.

Dall’altra parte ci sono i “pisapiani” veri come Bruno Tabacci, che fu il primo ad aderire al progetto di Pisapia per la ricostruzione del centrosinistra. “Il centrosinistra va verso il suicidio – dice Tabacci – Abbiamo di fronte uno strascico di veleni che arrivano dalla scissione del Pd. Adesso il rapporto tra Pisapia e Mdp è più complicato. Perché Mdp sta diventando una piccola sinistra e questo non ci interessa. Pisapia è amareggiato. Le dimissioni di Bubbico dicono che c’è tensione per una legge elettorale che comunque va rivista e c’è anche la volontà di Mdp di entrare in campagna elettorale con una contrapposizione netta. In questo modo si porta il paese in braccio a Berlusconi e perché Renzi il ‘rottamatore’ non è in grado di comporre il centro sinistra come invece Berlusconi sta già ricomponendo il suo centrodestra e le possibilità del centrosinistra di competere si annullano”.