Il premio Nobel per la Medicina è stato assegnato a Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young.  Il riconoscimento è arrivato per la scoperta del meccanismo molecolare che controlla il ritmo circadiano ovvero  il comportamento dell’orologio biologico.

L’annuncio è stato dato oggi come da tradizione al Karolinska Institutet di Stoccolma. I vincitori sono stati scelti fra i 361 scienziati candidati quest’anno. Il premio ammonta a 9 milioni di corone svedesi, al cambio odierno oltre 940 mila euro. Dal 1901 al 2016 sono stati 107 i premi per questa disciplina consegnati a un totale di 211 scienziati, dato che il riconoscimento viene dato spesso a più di una persona. L’anno scorso il riconoscimento conferito a Stoccolma era stato assegnato al giapponese Yoshinori Ohsumi. Gli scienziati – tranne Young – sono stati già informati di aver vinto il Nobel e Rosbash alla notizia ha chiesto se lo stavano prendendo in giro.

Il curriculum dei vincitori
L’Accademia di Stoccolma come ogni anno ha fornito il curriculum dei vincitori. Hall ha 72 anni ed nato 1945 a New York. Ha conseguito il dottorato nel 1971 all’Università di Washington di Seattle e il post-dottorato al California Institute of Technology di Pasadena dal 1971 al 1973. Dal 1974 è all’Università Brandeis di Waltham nel 1974. Nel 2002 è stato professore associato dell’Università del Maine.  Michael Rosbash è nato nel 1944 a Kansas City, Stati Uniti. Ha conseguito il titolo di dottorato nel 1970 al Massachusetts Institute of Technology di Cambridge. Durante i tre anni successivi è stato all’Università di Edimburgo in Scozia. Dal 1974 è ricercatore dell’Università Brandeis di Waltham, Stati Uniti. Michael W. Young è nato nel 1949 a Miami: si è laureato all’Università del Texas a Austin nel 1975. Tra il 1975 e il 1977 è stato ricercatore alla Stanford University. Dal 1978 è alla Rockefeller University di New York.

Cos’è il ritmo circadiano
La vita sulla Terra si adatta quotidianamente alla rotazione del nostro pianeta e gli organismi viventi, inclusi gli esseri umani, hanno un orologio biologico interno che li aiuta ad anticipare e ad adattarsi al ritmo regolare della giornata. Ma come funziona effettivamente questo orologio? Hall, Rosbash e Young  sono riusciti a entrare all’interno di questa funzionalità e a chiarire le sue proprietà interne. Le loro scoperte hanno aiutato a spiegare come le piante, gli animali e gli esseri umani adattano i loro ritmi biologici in modo che siano sincronizzati con i movimenti della Terra.

Utilizzando i moscerini della frutta come organismo modello, gli scienziati sono riusciti a isolare un gene che regola il normale ritmo biologico quotidiano. Hanno dimostrato che questo gene codifica una proteina che si accumula nelle cellule durante la notte, mentre viene poi degradata durante il giorno. Nell’uomo tutto questo avviene con una enorme precisione: il nostro orologio interno adatta la nostra fisiologia alle diverse fasi della giornata, regolando funzioni critiche come i livelli ormonali, il sonno, la temperatura corporea e il metabolismo. Il nostro benessere vacilla, di conseguenza, quando c’è un disallineamento temporaneo tra l’ambiente esterno e il ritmo interno, quando ad esempio si verifica un ‘jet lag’. E la scienza indica anche che il cronico mancato equilibrio tra il nostro stile di vita e il ritmo circadiano è associato ad un aumento del rischio di varie malattie.

Il professore Redi: “Scoperta che ricadute sociali”
“È il biologico che diventa sociale. Se sballi i ritmi circadiani, magari perché lavori di notte, o perché vai a letto alle cinque dopo ore di bagordi, sballi la fisiologia delle cellule e rischi una serie di malattie” – dice il professore  Carlo Alberto Redi dell’Università di Pavia all’Adnkronos Salute – Una scoperta di attualità che, al di là del dato scientifico, ha anche delle ricadute per chi deve promuovere politiche sociali. Penso al rumore nelle città, a tutte le ore del giorno e della notte. Al jet lag, ma anche allo stile dei vita di molti giovanissimi. Speriamo che i decisori politici ne tengano conto”, aggiunge l’accademico dei Lincei. Non solo. I ritmi circadiani “hanno importanti ricadute anche in medicina, penso all’orario di assunzione di alcuni farmaci o agli effetti per alcuni parametri biologici dell’alterazione del ritmo sonno-veglia. Insomma, si tratta di una scoperta importantissima e, al di là della bellezza sul piano della biologia, ricca di importanti effetti per la vita umana. Dovremmo imparare a tenerne conto nella programmazione dei turni di lavoro, nei viaggi, ma anche per quanto riguarda lo stile di vita dei giovanissimi”.

Immagine dal sito ufficiale del Nobel Prize