La procura di Torino ha chiesto di applicare una misura di custodia cautelare in carcere per Andrea Bonadonna, il leader di Askatasuna arrestato sabato sera dopo il corteo anti-G7 di Venaria Reale (Torino). L’udienza di convalida è stata celebrata oggi nel capoluogo piemontese, sede competente in quanto l’arresto è stato operato in regime di “flagranza differita”.

A procedere, nelle fasi successive, sarà la procura di Ivrea. I capi d’accusa per Bonadonna sono tre. Il primo, secondo quanto si apprende, è la “violenza a pubblico ufficiale” e riguarda una pluralità di episodi avvenuti a Venaria nel corso del corteo, contestati in concorso con altri partecipanti non identificati. Vi è poi la resistenza, che si riferisce al suo intervento in occasione del fermo di un manifestante, e le lesioni ai danni di due agenti di polizia. Bonadonna ha risposto alle domande del giudice, ma ha respinto la tesi degli inquirenti sui motivi per i quali si è staccato dal corteo e si è avvicinato ai poliziotti che stavano bloccando un manifestante: la sua intenzione non era di impedire l’arresto.

L’inventario dei tre giorni di contestazioni racconta di due arresti (oltre a Bonadonna è stato fermato un 23enne di Pesaro) e di almeno otto feriti tra le forze dell’ordine. Un agente di polizia ne avrà per più di 40 giorni. Il questore, Angelo Sanna, che l’altro ieri aveva pubblicamente elogiato i suoi uomini, ieri sottolineava che grazie l’elaborato dispositivo di sicurezza allestito a Torino e Venariaaveva “garantito i diritti di tutti: sia lo svolgimento regolare dell’evento, sia le manifestazioni di protesta”. Per questo, dice, “il bilancio è positivo”. Ha anche sottolineato che “i dimostranti cercavano lo scontro fisico, volevano una reazione violenta da parte nostra, ma alle loro ripetute provocazioni non abbiamo mai risposto. L’illegalità si combatte con il codice penale, non con i manganelli”.