Ministri spagnoli intervenuti al XV foro di dialogo Italia-Spagna a Roma, all’indomani del referendum in Catalogna. Luis De Guindos, Ministro dell’Economia e industria, intervistato dai cronisti risponde in maniera molto netta: “Credo che il referendum che abbiamo visto svolgersi non fosse altro che un espediente. Non ho mai visto un referendum in cui non si prestava attenzione ai risultati e che tutti hanno visto non c’è stato alcun controllo, nessun tipo di garanzia. Era un mero mezzo per una dichiarazione unilaterale d’indipendenza era qualcosa che era perfettamente prestabilito e nessuno di noi ha alcun dubbio che l’indipendenza della Catalogna non avrà luogo. Questa è la posizione del governo della Spagna, primo per una questione di legalità e in secondo luogo per una questione di razionalità economica”. Sulle violenze della polizia il ministro spagnolo ribatte: “L’amministrazione catalana è al di fuori della legalità. E’ una questione evidente. Tutti sappiamo che ieri ci sono stati momenti delicati, tesi, credo che tutto il mondo sia triste per la gente che ha avuto problemi, per i feriti, per chi ha riportato contusioni o altro”. Alla prospettiva di una eventuale dichiarazione di indipendenza il ministro non ha dubbi: “Il governo di Spagna reagirà e prenderà le misure che servono, che si renderanno necessarie”.

Alfonso Dastis, ministro degli Affari Esteri spiega che “La situazione in Catalogna è piuttosto tesa” e che “Quanto successo ieri è stato il tentativo di disgregare l’ordine costituzionale spagnolo. Ci sono stati alcuni voti fasulli e, sfortunatamente, alcuni casi isolati di violenza che sono stati causati dal tentativo di impedire alle forze dell’ordine di eseguire gli ordini ricevuti dai tribunali adesso il primo ministro ha offerto un dialogo sulla base della costituzione spagnola in questo momento sta parlando con i rappresentanti del parlamento e con i leader delle diverse forze politiche vedremo cosa succederà da ora in avanti”. A chi gli ha chiesto conto della mano pesante della polizia, il ministro Dastis: “Mano pesante lo dice lei, è una sua interpretazione. Io non credo che sia stata usata la mano pesante, e comunque erano tenuti a reagire”