I romani sabato sera hanno scoperto di vivere in una “città malata”, in cui “tutti gli di indicatori di salute sono peggiorati”, come ha spiegato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi. E poi hanno scoperto che Roma “è piena di droga“, parola del ministro alla Salute Beatrice Lorenzin che ha voluto sottolineare “il declino” della Capitale. Un allarme denunciato in prima pagina dal quotidiano romano Il Messaggero, che però poi ha riportato anche il pensiero del direttore del Dipartimento di oncologia dell’Istituto Regina Elena, Francesco Cognetti. “La verità è che del Lazio, e quindi anche di Roma, non abbiamo dati sufficienti – ha affermato – dobbiamo desumere che le affermazioni dell’amico Ricciardi sono delle ipotesi impossibili da dimostrare“. Il Movimento 5 stelle ha invece replicato al ministro Lorenzin sugli attacchi rivolti alla città e di conseguenza a Virginia Raggi (mai nominata): “Quando parla della situazione sanitaria a Roma, il ministro Lorenzin sta facendo un atto di autoaccusa o sta puntando il dito contro la Regione Lazio“.

Il direttore dell’Iss ha detto che “il sud Italia inizia a Roma”, dove la percentuale di morti per cancro viene data per alta. Ma, ha spiegato l’oncologo Cognetti al Messaggero, “il Lazio non ha sufficienti numeri a disposizione per disegnare la sua situazione”. E gli esiti delle terapie degli ospedali romani “non sono assolutamente così drammatici. Anzi – ha proseguito il direttore – ci permettono di parlare dell’allungamento della sopravvivenza in tutta Italia, Roma compresa”. Cognetti ha poi voluto ricordare come “la sanità è competenza della Regione e non del Comune”. “E’ stata indebolita la ricerca e ne ha sofferto anche l’assistenza” ai pazienti, ha spiegato l’oncologo.

Su questo punto ha insistito il capogruppo M5s alla Camera, Simone Valente, nella sua replica al ministro Lorenzin: “E’ la Regione che gestisce il sistema sanitario anche della Capitale, oppure lei stessa”. Il deputato parla per questo di un’autoaccusa, perché “negli ultimi anni alla sanità nazionale sono stati tagliati 4,6 miliardi di euro, 12 milioni di italiani rinunciano o posticipano le cure e il personale medico sanitario da anni è bloccato dal turnover“, ha voluto sottolineare. “Anche sul problema della droga – ha concluso – vorremmo capire se Lorenzin parla a nome personale, da chi osserva la città attraverso i finestrini della sua auto blu, oppure se può fornire dati certificati a supporto”.