Il giorno dopo gli scontri tra forze dell’ordine e manifestanti anti-G7 in concomitanza con la riunione dei politici alla Reggia di Venaria, restano le polemiche politiche. In particolare tra Matteo Renzi e Luigi Di Maio. Nelle scorse ore è stato infatti arrestato Andrea Bonadonna, uno dei leader del centro sociale Askatasuna: è accusato di aver percosso un poliziotto e di avergli procurato ferite guaribili in più di 40 giorni. A suo carico si procede per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. In sua difesa però si è schierata la consigliera regionale M5s Francesca Frediani: “Sembra impossibile, Andrea libero subito”, ha scritto su Twitter unendosi agli appelli degli altri attivisti e dei militanti No Tav. Una presa di posizione che ha scatenato numerose polemiche.

Chi ha condannato i 5 stelle è stato il segretario Pd Matteo Renzi che su Facebook ha parlato di una “figuraccia” degli amministratori grillini: “Ci sono uomini delle nostre forze dell’ordine feriti. Non mi fa effetto vedere la mia testa rotolare. Mi fa effetto vedere amministratori comunali pagati da tutti i cittadini che, anziché schierarsi con le forze dell’ordine e con le istituzioni, rilanciano le immagini della rivoluzione francese e dei tempi della ghigliottina”. Il riferimento è ai manifestanti che hanno inscenato ieri pomeriggio una ghigliottina e la decapitazione dei fantocci di Renzi e del ministro Poletti. Ma soprattutto il segretario Pd ha voluto attaccare il vicesindaco della giunta Appendino Guido Montanari che parlando dei politici riuniti al G7 aveva detto: “Quando penso ai ministri alla Reggia di Venaria, mi viene da pensare che queste persone credano che la gente mangi brioche, come Maria Antonietta“. Pur non avendo partecipato personalmente al corteo, i manifestanti hanno usato simbolicamente delle brioche per protestare contro le forze dell’ordine e i politici.

A questo proposito Renzi ha dichiarato: “Troppo facile prendere le distanze a parole e poi però sfilare con i violenti nei cortei. Ci avevano chiesto di portare il G7 a Torino e poi le hanno fatto fare una figuraccia. Che vergogna qualche amministratore”, ha scritto. “Torno a casa e in tv vedo che i manifestanti contro il G7 di Torino stanno decapitando due manichini, uno col mio volto, uno col volto del ministro del Lavoro. Questi signori hanno installato una ghigliottina e pensano di essere simpatici ricordando le macabre esecuzioni del passato. Non mi fanno impressione le pagliacciate. Però in questa vicenda ci sono agenti di polizia, carabinieri, uomini delle nostre forze dell’ordine che vengono feriti sul serio, non a parole. Le botte le hanno prese davvero, loro: hanno prognosi fino a 40 giorni”. Quindi rivolto ai 5 stelle: “E ci sono squallidi amministratori comunali che non hanno avuto la forza, o la voglia, di spendere una parola per prendere le distanze da certe formazioni anarchiche o presunte tali, da centri sociali, da persone abituate a vivere di violenza quantomeno verbale”. E la conclusione: “Non mi fa effetto vedere la mia testa rotolare. Mi fa effetto vedere persone che rinunciano a pensare con la loro testa e vivono di slogan legati a un passato ideologico e fumoso. Hanno fatto fare una figuraccia all’anima profonda e solidale di questa città, prima capitale d’Italia. Peccato. Il mio affetto, la mia solidarietà, la mia gratitudine alle forze dell’ordine e agli agenti feriti”.

Ma a rispondere a Renzi e a difendere il Movimento 5 Stelle è il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. “Le violenze non fanno parte del Dna del MoVimento 5 Stelle ed è bene sottolinearlo. Soprattutto davanti a Renzi che perde l’occasione di tacere per attaccare l’amministrazione di Torino. Anziché sfruttare cinicamente questi episodi di violenza per una sterile polemica politica, avrebbe potuto limitarsi a solidarizzare con gli agenti e le istituzioni”. Poi aggiunge: “La sindaca di Torino Chiara Appendino ieri, in seguito agli scontri, ha espresso sostegno alle forze dell’ordine per gli attacchi subiti e augurato pronta guarigione agli agenti feriti. Io sto con lei, con la città e con l’amministrazione che si è messa a disposizione per il G7“, prosegue Di Maio che spiega: “Non mi è piaciuta e non è giustificabile, neppure la macabra provocazione che ha visto protagonista dei manichini con le sembianze sue e di Poletti. Le nostre battaglie le abbiamo sempre fatte in parlamento e in nessuna nostra manifestazione di piazza (e sono tante) è mai avvenuto alcuno scontro nonostante le migliaia di persone partecipanti. Accuse rispedite al mittente. E ora faccia lavorare i suoi per migliori politiche del lavoro e per i giovani visto che purtroppo, ancora per qualche mese, governare tocca a loro”.