Abbassare le tasse per chi assume neo mamme. E’ l’idea lanciata dal presidente dell’Inps Tito Boeri durante la terza edizione della Conferenza nazionale sulla famiglia a Roma. Il meccanismo sarebbe uguale a quello pensato per i giovani under 29 che dovrebbe entrare nella legge di Bilancio per il 2018. La decontribuzione servirebbe ad incentivare i datori di lavoro ad assumere le donne che hanno terminato il periodo della maternità, per contrastare le difficoltà che queste spesso hanno nel rientrare nel mercato del lavoro dopo un figlio.

Nel suo intervento Boeri ha sottolineato che “la crescita delle famiglie dipende dal lavoro delle donne” e che in Italia chi lavora ha “alti costi legati alla genitorialità”. “Nel complesso si perde un terzo del reddito dopo aver avuto figli”, ha detto il presidente dell’Inps. Se si guarda alla singola donna che rientra al lavoro dopo il parto – togliendo quindi dal calcolo quelle che non rientrano più – lo stipendio si riduce del 10% per le neo mamme rispetto a quanto guadagnato prima della gravidanza.

Ma i “costi legati alla genitorialità” di cui parla Boeri passano anche dalla mancanza di un numero adeguato di asili nido (ne usufruisce solo il 12% dei bambini fino a 2 anni), dal non riconoscimento del lavoro di cura verso i figli, come avviene in altri Paesi, e in generale dall’assenza di un sistema complessivo di sostegno nei confronti delle famiglie che decidono di avere figli. Nelle scorse settimane il ministro del Lavoro Giuliano Poletti aveva lanciato l’idea di uno sconto sui requisiti contributivi per le donne con figli che intendono accedere all’Ape social, l’anticipo pensionistico riconosciuto ad alcune categorie “svantaggiate”. Un contentino che non affronta però il problema della carenza di asili nido e altri servizi necessari quando i bimbi sono piccoli.

Stando alle anticipazioni, gli sgravi contributivi che dovrebbero trovare spazio nella legge di Bilancio 2018 saranno riservati ai giovani: il datore di lavoro che assuma un dipendente under 29 con un contratto a tutele crescenti (l’ex contratto a tempo indeterminato) si vedrà dimezzati per 3 anni i contributi.