Cosa sta succedendo in Vaticano? È questa la domanda più ricorrente in questi giorni tra gli osservatori della vita dei sacri palazzi. Forse mai come in questo inizio d’autunno i colpi di scena si stanno susseguendo con un incalzare impressionante. Di giorno in giorno i siluri al pontificato di Francesco vengono fatti deflagrare sui media nella speranza di affossare la radicale opera di bonifica di una Sede tutt’altro che Santa. Un’opera chiesta con forza dal conclave che ha eletto Bergoglio che si avvia a concludere il quinto anno di pontificato.

Eppure il Papa latinoamericano, forte anche della sua formazione spirituale di figlio di sant’Ignazio di Loyola, prosegue spedito e con grande determinazione la riforma radicale della Chiesa e prima ancora del Vaticano. Francesco, il cui vero giubbotto antiproiettile è lo straordinario successo popolare che riscontra ben oltre la stretta geografia cattolica, ne ha dato prova recentemente parlando a braccio alla Pontificia Commissione per la tutela dei minori.

Un discorso dove non sono mancati importanti mea culpa, ma anche indicazioni concrete come la decisione di non concedere mai la grazia ai preti pedofili e quella di rendere definitiva la sentenza di primo grado per chi commette questi reati senza quindi poter rincorrere in appello. La politica della “tolleranza zero” sugli abusi sessuali dei preti e dei vescovi sui minori attuata da Benedetto XVI ed ereditata da Francesco deve essere perseguita senza alcuna eccezione e con la massima fermezza.

Non è certo una scoperta che Bergoglio sia un Papa molto scomodo e che con la sua vita austera e la sua coerente testimonianza evangelica metta in seria difficoltà i principi curiali che vivono nel lusso dei loro mega appartamenti. Gli ultimi attacchi a Francesco si sono registrati proprio mentre in Vaticano è in corso il processo penale per la distrazione dei fondi della Fondazione Bambino Gesù utilizzati per ristrutturare l’attico del cardinale Tarcisio Bertone. I due imputati, Giuseppe Profiti e Massimo Spina, in aula si stanno difendendo molto bene ed è difficile, al momento, ipotizzare per loro una condanna.

Sempre nell’ambito economico ha destato grande scalpore l’intervista rilasciata dall’ex revisore generale del Vaticano, Libero Milone, che ha attaccato senza mezzi termini la Santa Sede per i modi, a suo dire intimidatori, con i quali è stato costretto a lasciare il suo incarico. Nelle stesse ore è stata resa nota una lettera firmata da alcuni studiosi cattolici, tra i quali l’ex presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi, che accusano il Papa di essere eretico per le sue aperture ai divorziati risposati.

Un documento che di certo non ha intimidito Francesco. La sua pubblicazione, però, è stata enfatizzata dalla bufala che la Segreteria per la comunicazione della Santa Sede aveva perfino oscurato il sito ufficiale dei contestatori papali impedendo ai giornalisti che lavorano nella Sala stampa vaticana di vederlo dai loro pc. “Figurati se facciamo questo per una lettera con 60 nomi”, ha commentato ironicamente il portavoce del Papa, Greg Burke.

Una cosa è abbastanza evidente: in Vaticano sono saltati tutti i freni. Mentre nei pontificati precedenti, in particolare durante il lungo regno wojtyliano, i siluramenti venivano fatti con il tradizionale e raffinato stile curiale, ora i panni sporchi vengono lavati sui media di tutto il mondo. Ed è indubbio che ciò non fa assolutamente bene né alla Santa Sede, il cui ritratto scolorisce in modo impressionante, né al Papa che combatte ogni giorno contro i nemici, più interni che esterni, per onorare il mandato ricevuto dal conclave.

Bergoglio, per temperamento, formazione ed esperienza, è certamente l’uomo giusto al momento giusto per tenere la barra della Chiesa ferma evitando che essa imbarchi talmente tanta acqua da rovesciarsi. Benedetto XVI ha avuto il coraggio e l’umiltà di lasciare i remi in mani più forti per evitare di far affondare la barca ecclesiale. “Essa, – ha ricordato Francesco – a volte nella storia, oggi come ieri, può essere sballottata dalle onde e non c’è da meravigliarsi di questo. Ma anche gli stessi marinai chiamati a remare nella barca di Pietro possono remare in senso contrario. È sempre accaduto”. E sempre avverrà. Non c’è da meravigliarsi.