“La mia tessera del Pd la consegno a te. La conservi tu, quando sistemerai le cose in Puglia, me la verrò a riprendere”. A parlare è Maria Andriano, segretaria del circolo di Trinitapoli (provincia di Barletta-Andria-Trani) del Partito democratico e si rivolge a Matteo Renzi, a Trani per la presentazione del suo libro Avanti. “Non se ne può più – spiega a ilfattoquotidiano.it – le regole ci sono da statuto (quello del Pd) e vanno applicate a tutti, non ci sono iscritti di serie A e iscritti di serie B. Chi si candida in liste avversarie al Pd o supporta altri movimenti non può avere la tessera”.

LA CAMPAGNA DELLA DISCORDIA – Per capire il motivo della rabbia del segretario del circolo di Trinitapoli bisogna fare un passo indietro. Nel 2016 nel comune pugliese il Pd ha sostenuto la lista civica ‘Trinitapoli nel cuore’ con Anna Maria Tarantino candidato sindaco. È stata una campagna particolare per Maria Andriano che, proprio in quel periodo, affrontava una battaglia personale. “A gennaio ero a Padova per un trapianto – racconta – Stavo donando un rene a mia figlia”. E mentre accadeva questo, a Trinitapoli una lista avversa al Pd, il ‘Movimento dei cavalli’, si è formata con alcuni esponenti che si sono candidati pur avendo ancora in tasca la tessera del Pd. Tra questi spiccano i nomi di Donato Piccinino, già candidato sindaco nel 2011 e, fino a quell’anno, segretario del partito e Lillino Barisciano, che nel ‘Movimento dei cavalli’ si è candidato sindaco.

LE TESSERE NEGATE – “L’articolo 2 comma 9 dello statuto del Pd – spiega ora Maria Andriano – dice che non si rilascia la tessera a chi si candida in liste avversarie al Pd e che supporta altri movimenti politici. In questi casi si viene cancellati dall’anagrafe del partito”. Così, quando si è chiuso il tesseramento, il segretario del circolo di Trinitapoli non ha rilasciato la tessera a una trentina di persone. Tutti hanno fatto ricorso alla Commissione di garanzia regionale che, in prima istanza, ha dato ragione al circolo. Poi è partito un altro ricorso alla Commissione di garanzia nazionale, la quale il 1 aprile scorso ha accolto tutte le istanze. “La cosa grave – sottolinea Maria Andriano – è che non è stata neppure ascoltata la segretaria del circolo”.

A quel punto il segretario ha presentato a sua volta ricorso alla Commissione di garanzia nazionale, portando foto, articoli di giornale e nominativi rilasciati dalla prefettura. Tutto per dimostrare che “il Pd era sui palchi della campagna elettorale con determinati simboli”. La Commissione nazionale ha accolto il ricorso e, a partire dal 30 settembre, ci sarà l’istruttoria. Nel frattempo, però, a Maria Andriano è stato nuovamente chiesto di rilasciare le tessere in base alla decisione del 1 aprile. “Di fronte al mio rifiuto, hanno chiesto altrove – racconta – tanto che mi ha scritto Marco Lacarra, segretario regionale del Pd, spiegandomi che se non avessi acconsentito a dare le tessere, ci avrebbe pensato la segreteria regionale. Lo ritengo un abuso ai danni del circolo”. Da qui la decisione drastica e le parole rivolte a Matteo Renzi: “Io mi cancello fino a quando lui non mette ordine”.