Un processo di accoglienza e integrazione dei migranti “passa anche attraverso il riconoscimento di una nuova cittadinanza“. Non fa mai riferimento esplicito allo ius soli il cardinale Gualtiero Bassetti, ma, nella sua prima Prolusione davanti all’assemblea permanente dei vescovi, il presidente della Conferenza episcopale italiana fa capire chiaramente qual è la sua posizione. Accogliere e integrare significa avere una cittadinanza, ha detto, “che favorisca la promozione della persona umana e la partecipazione alla vita pubblica di quegli uomini e donne che sono nati in Italia, che parlano la nostra lingua e assumono la nostra memoria storica, con i valori che porta con sé”.

La legge sulla cittadinanza italiana per gli stranieri non è più in calendario al Senato. Troppo rischioso per la tenuta della maggioranza affrontare il tema prima dell’approvazione della legge di Bilancio. Ma, ricostruiva Repubblica una settimana fa, contro il muro opposto dai centristi di Angelino Alfano Paolo Gentiloni intende usare la sponda del Vaticano. Una tesi avvallata dalla sovracopertina del quotidiano della CeiAvvenire, che domenica 17 settembre era in edicola con il titolo Tutti italiani, non ancora concittadini. E ora a schierarsi apertamente a favore dello ius soli è direttamente il presidente della Cei Bassetti nel suo primo discorso.

“Accogliere è un primo gesto, ma c’è una responsabilità ulteriore prolungata nel tempo, con cui misurarsi con prudenza, intelligenza e realismo”, ha aggiunto il cardinale parlando dei migranti. “Tale processo va affrontato con grande carità e con altrettanta grande responsabilità salvaguardando i diritti di chi arriva e i diritti di chi accoglie e porge la mano”, ha poi precisato. Infine, il presidente Cei ha parlato dell’esperienza dei “corridoi umanitari, nei quali la Chiesa italiana è impegnata in prima persona”, che “sono necessari per dare vita ad una carità concreta che rimane nella legalità“.

Lavoro, famiglie e fisco – “Oggi il lavoro è senza dubbio la priorità più importante per il Paese e la disoccupazione giovanile è la grande emergenza. Non posso non essere preoccupato di fronte agli 8 milioni di poveri descritti dall’Istat. Sono giovani, sono donne, sono coppie e sono cinquantenni che hanno perso il lavoro e che sono stati scartati dal sistema economico”. Ha detto Bassetti parlando del problema della povertà. “Chiediamo con forza alle istituzioni, a partire dalla prossima Conferenza Nazionale per la famiglia, di elaborare politiche innovative e concrete, che riconoscano, soprattutto, il ‘fattore famiglia‘ nel sistema fiscale italiano. Una misura giusta e urgente, non più rinviabile, per tutte le famiglie, in particolare quelle numerose”. E’ l’appello del presidente Cei. Per Bassetti “avrebbe dei benefici sui redditi familiari” e “effetti positivi su un tema cruciale”, “quello della natalità“.