Alzi la mano chi non ha pensato a lei vedendo Il diavolo veste Prada. Ora che Franca Sozzani non c’è più è sicuramente più facile avvertirla fra gli angeli, ma il ricordo di lei – domina suprema eppure fatalmente fragile – qualche accostamento ancora lo fa sopravvivere. Fidandosi solo di se stessa (in seconda battuta del suo medico e del figlio, che espressamente glielo chiede nel documentario) la più straordinaria direttrice editoriale mai avuta da Vogue Italia ha mostrato il coraggio di una lungimiranza senza confronti nell’editoria fashion, tale da sconvolgere filosofi (per Bernard Henry-Levy era “completamente matta”), inorgoglire i neri per la sua indimenticabile “Black Issue” di Vogue del 2008 (“erano anni che aspettavamo una cosa come questa” esclamava André Leon Talley), provocare chiunque con battute ironiche e sentenze al vetriolo (“Mi sono sposata perché ero già vestita”).

Aveva 66 anni quando è scomparsa lo scorso dicembre a causa di un male incurabile combattuto fino alla fine, ma la sua eredità è imponente, da ogni punto di vista la si osservi. Fra i primi a darne testimonianza è proprio il figlio, Francesco Carrozzini fotografo e regista, che ha girato su di lei e per lei un documentario intimo ma “pop”, esattamente come era sua madre. Franca, Chaos and Creation la rappresenta perfettamente: una donna sempre in movimento ma capace di (rac)cogliere l’attimo con acutezza, una giornalista mai sul pezzo perché esso lo precedeva, creando percorsi inesplorati per collaboratori ed colleghi di lavoro nel mondo.

Così la ricordano infatti anche gli amici radunati dallo star system di ogni dove, unanimemente affascinati dai suoi talenti e personalità: da Baz Lurhmann a Bruce Weber, da Courtney Love a Donatella Versace, da Jeff Koons a Karl Lagerfeld passando per Marina Abramovic, Naomi Campbell e Peter Lindbergh. Franca Sozzani creava senza sosta, ragionava (con se stessa, in primis) su come riformulare il concetto di Bellezza senza trascurare l’impegno a scuotere i vari establishment, ma (per esperienza di chi scrive) aveva anche la capacità dell’ascolto altrui, una forma di generosità sempre più rara specie in ambienti frenetici e frammentari come quello da lei animato. È bello rivederla e riascoltarla nel film/gesto d’amore e stima di un figlio che quanto lei sta percorrendo strade internazionali: il documentario ha girato svariati festival nel mondo ed è approdato con successo alla 74ma Mostra veneziana annunciandosi per l’uscita nelle sale. Da oggi al 27 settembre è difatti in programmazione come evento speciale in alcuni cinema grazie a M2 Pictures.