“Votate per i partiti democratici“. Così Martin Schulz ha aperto la giornata del voto tedesco, che vede 61,5 milioni di cittadini chiamati alle urne. “Spero che oggi molte persone usino il loro diritto al voto e rafforzino il futuro democratico della Repubblica federale tedesca. Credo che molte cittadine e molti cittadini stiano riflettendo su cosa votare. Sono ottimista: l’Spd avrà un buon risultato”, ha aggiunto il candidato cancelliere per il partito socialdemocratico votando a Wuerselen. Nel primo pomeriggio è andata a votare anche Angela Merkel, nel seggio di Berlin-Mitte. L’attuale cancelliera, accompagnata dal marito Joachim Sauer, non ha rilasciato commenti ai giornalisti.

Affluenza stabile rispetto al 2013 – Alle 14 aveva votato il 41,1% degli aventi diritto, dato stabile rispetto al 41,4% di quattro anni fa. Lo ha reso noto il commissario elettorale, specificando che il dato non comprende il voto postale. In molti lander a metà giornata l’affluenza era in crescita rispetto alle scorse elezioni. A Brema alle 12 avevano votato il 27,1% degli aventi diritto, contro il 24,9% del 2013, mentre a Monaco (dove si è registrato, per ora, il dato più alto) a mezzogiorno si era recato alle urne il 57,1% contro il 44,3% di quattro anni fa. Affluenza in crescita anche ad Amburgo (37,4% alle 11 contro il 35,4% del 2013) e a Norimberga (29,6% contro 26,4%).

I sondaggi – Che Angela Merkel, alla guida della Germania dal 2005, uscirà riconfermata da questa tornata elettorale, è dato scontato da analisti e sondaggi. La coalizione formata da Cdu, l’Unione cristiano-democratica guidata da Merkel, e Csu, il partito gemello bavarese, è data con almeno 10 punti di vantaggio su tutti gli altri. Il punto, quindi, non è se Merkel rimarrà cancelliera o meno, ma con quanto sarà rieletta: nel 2013 l’alleanza aveva vinto con il 41,5% dei voti, mentre ora, secondo l’ultimo sondaggio disponibile condotto da Insa, è scesa al 34%. Più di 7 punti percentuali in meno rispetto a 4 anni fa. In calo è anche l’Spd di Schulz, data al 21% contro il 25,7% del 2013.

Estrema destra per la prima volta in Parlamento – Se i due grandi partiti perdono voti, qualcuno li dovrà guadagnare. A crescere è Alternative Für Deutschland, il partito di estrema destra che ha in Alice Weidel e Alexander Gauland i due principali candidati.  Nato nel 2013 in segno di protesta al salvataggio della Grecia, ha sfondato nel 2015 durante la crisi dei migranti. Xenofobo, euroscettico e populista, AfD è cresciuto oltre le aspettative, e potrebbe entrare per la prima volta in Parlamento. Sempre secondo i sondaggi, Weidel e Gauland potrebbero portare in Parlamento tra i 90 e i 100 rappresentanti su un totale di almeno 598 parlamentari. In Germania, infatti, il numero dei componenti del Bundestag non è fisso, ma può essere aumentato in modo da rispettare il voto proporzionale. L’appello di Schulz alle urne sembra proprio rivolgersi agli elettori che stanno ipotizzando di dare la propria preferenza all’AfD.

Le alleanze – In corsa ci sono anche Die Linke, partito di sinistra radicale dato all’11%, Fdp, formazione liberale che nel 2013 non riuscì a superare la soglia di sbarramento e che ora è stimata intorno al 9%, e i Verdi, dati all’8%. Merkel, per raggiungere una maggioranza in Parlamento, dovrà decidere con chi allearsi: o con l’Spd, dando vita a una Große Koalition, grande coalizione, come quella attuale, oppure con Liberali e Verdi, in quella che in Germania viene chiamata la coalizione Giamaica, per i colori dei tre partiti: nero, giallo e verde.