La diga sul lago GuajatacaPorto Rico è crollata sotto il peso delle forti piogge portate da Maria, l’uragano che dal 20 settembre si è abbattuto sull’isola, territorio non incorporato degli Stati Uniti, a nord-est del mar dei Caraibi. Dopo il passaggio dell’uragano Irma, il nuovo fenomeno ha messo in ginocchio Porto Rico con i suoi venti fino a 250 chilometri orari. La furia distruttrice di Maria ha ucciso già 27 persone nelle isole caraibiche. Secondo l’ultima stima a Dominica si sono registrati 15 morti, sei a Porto Rico, tre ad Haiti, due a Guadalupa e una nella Repubblica Dominicana.

Il servizio meteo nazionale di Porto Rico ha lanciato l’allarme sulla diga di Guajataca, nella parte occidentale del Paese, che ha ceduto alle 14:10 locale, le 21.10 italiane. Immediato l’ordine di evacuazione con gli autobus hanno cercato di mettere in salvo le persone “il più rapidamente possibile”. Lo US National Weather Service ha parlato di situazione “estremamente pericolosa”. Mentre il servizio meteo di San Juan ha precisato che, in base a quanto hanno riferito gli operatori, il rischio più grande del crollo della diga sul lago Guajataca sono le inondazioni a valle: un pericolo tutti i residenti della zona e le due cittadine lungo il fiume, Isabela e Quebradillas, che sono state evacuate.


L’uragano Maria ha già provocando un black out totale nell’isola che ha investito tutte le abitazioni causando gravi danni, come ha denunciato il governatore Ricardo Rossello Nevares. “Quando saremo in grado di uscire, troveremo un’isola distrutta”, ha affermato nei giorni scorsi il responsabile della protezione civile Abner Gomez, mettendo in allerta gli abitanti del paese. L’uragano ha spazzato via i tetti delle case, sradicato alberi, provocato allagamenti nella maggior parte dell’isola. La forza del vento ha persino abbattuto due radar del servizio meteorologico nazionale.

La devastazione di Maria arriva in un momento in cui il governo di Porto Rico è alle prese con un disastro finanziario e con un debito pubblico di circa 73 miliardi di dollari. Le casse sono a secco e il governatore Ricardo Rossello ha chiesto al presidente Donald Trump di dichiarare l’isola “zona di disastro” in modo da avere accesso agli aiuti federali. Nel frattempo il presidente americano ha offerto il suo sostegno su Twitter. “Fate attenzione, i nostri cuori sono con voi, saremo li per aiutarvi”, scriveva nel post.