In principio, durante il Dopoguerra, l’economia mondiale era avvolta dalle tenebre. L’egoismo pecuniario non era ancora celebrato come una sacra virtù e la terra viveva nell’ombra della maledizione di un angelo cattivo chiamato John Maynard Keynes. Alcuni Stati avevano venduto l’anima al Diavolo Rosso, un figlio dei fiori arrabbiato e con la barba di nome Karl Marx.

E fu così che dopo la genesi della Grande Depressione del 1929 e la Seconda Guerra Mondiale, lo spirito del Dio Mercato irato sparì. La Sua Mano Invisibile abbandonò la terra, ora avvolta nel peccato macroeconomico keynesiano.

Le politiche dell’angelo malefico Keynes sul controllo dei capitali e sulla stabilità monetaria erano pura repressione finanziaria; i magnati piansero. I loro pruriti speculativi, imbrigliati tra i lacciuoli del sistema di Bretton Woods, non potevano più esprimersi liberamente. Le crisi economiche divennero rare e molti Stati si abbandonarono al peccato capitale di desiderare lavoro per tutti, salari più equi e protezioni sociali per i diseredati, gli ammalati e i disoccupati.

Gli effetti di tali politiche furono apocalittici: disuguaglianze economiche ai minimi storici, bassa disoccupazione, povertà e mortalità in picchiata. Un’eccezione ai sacrilegi politici del Dopoguerra fu l’assoluta libertà di distruggere l’ambiente senza limiti all’improvvidenza divina.

I devoti del Dio Mercato erano però inorriditi e decisero di ribellarsi. Ispirati dalla missione di far tornare il Dio Mercato sulla terra per santificare i ricchi nel regno dei paradisi fiscali, decisero di fondare un movimento, anzi, una crociata.

Finanziati da paperoni americani, si riunirono per la prima volta in Svizzera, all’Hotel Monte Pellegrino. Tra loro c’era un profeta chiamato Friedrich von Hayek, oltre a 37 fedeli come Ludwig von Mises e Karl Popper. C’era poi una trinità santa di economisti dell’Università di Chicago (fondata e finanziata da John D. Rockefeller): Aaron Director, George Stigler e Milton Friedman. Quest’ultimo si rivelò poi essere il Messia capace di miracoli economici. Il primo fu compiuto in Cile, per grazia del neoliberista-fascista Augusto Pinochet che fulminò uno dei figli di Lucifero, Salvador Allende.

E fu così che la mattina del 10 aprile 1947 si sentirono tuoni e lampi abbattersi nei pressi dell’Hotel Monte Pellegrino. Il Dio Mercato finalmente apparve tra le nubi e ordinò a Hayek di raggiungere la cima. Hayek salì e trasalì. Il Dio Mercato allora esclamò con forza: “Hayek, scendi dalla montagna, e benedici i tuoi pellegrini, falli miei discepoli”.

Nei pressi della cima del monte, Hayek trovò due tavole di pietra nelle quali erano cesellati dieci comandamenti. Il profeta allora iniziò a leggere:

“Sono il Mercato tuo Dio, non crederai ad altro Dio al di fuori di me”
“Non avrai altra facoltà oltre all’avidità”
“Ricordati di santificare il Prodotto Interno Lordo”
“Onora la Trinità Santa del Mercato Globale – il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e la Banca Centrale”
“Taglia la spesa sociale, privatizza e non lasciar mai che una crisi vada sprecata invano”
“Beati i ricchi perché di essi è il regno dei paradisi fiscali”
“Desidera la roba d’altri e fa’ della futilità la tua sola necessità”
“Sii libero di genufletterti con decoro di fronte al tuo datore di lavoro”
“Sii libero di votare senza pensare nella democrazia che i soldi possono comprare”
“Non c’è alternativa alla fine della storia, ma te ne andrai in gloria”.

Hayek e gli apostoli ora piansero di commozione. “Il Dio Mercato non è morto!” esclamarono. Dovettero però attendere la venuta di Thatcher e Reagan agli inizi degli anni 80, prima di veder riconvertita la terra alla nuova fede mercatara.

La Mano Invisibile del Dio Mercato divenne finalmente visibile. Prima liberò l’economia mondiale dalle blasfemie keynesiane. Poi iniziò a liberare i sudditi del mercato dal vizio capitale di pensare al benessere del prossimo e del pianeta. Infine, restituì ai magnati e alle multinazionali ciò che appartiene ai magnati e alle multinazionali: il totale controllo del disordine del mondo.

Trascorso del tempo, dall’inizio della liberalizzazione della finanza e delle coscienze, tra i cieli economici globali, si compì un nuovo prodigio: la genesi della crisi economica nel 2008. Gli effetti furono celestiali: milioni di persone persero il lavoro, la casa e i risparmi. Alcuni si diedero fuoco per protesta. Altri si tolsero la vita per disperazione.

Ma neppure questi sacrifici umani appagarono nostro Signore. Il Dio Mercato allora ponderò una nuova crisi. “Ora che il mondo è stato rifatto a mia immagine e somiglianza, e che il consumismo ha consumato le menti dei miei sudditi” disse, “non è forse giunto il momento di farli correre tutti assieme verso il precipizio ecologico globale?”. Iddio, compiaciuto, sorrise tra sé e sé, e spedì Donald Trump sulla terra per il colpo di grazia. Poi disse: “Sia fatta la mia volontà”.

E ora, che il giorno del Giudizio Universale si avvicina, in attesa che il cambiamento climatico possa finalmente estinguerci dal creato, preghiamo tutti in coro, fedeli e peccatori: “Santo Mercato, pieno di grazia, il Signore sei te, tu sei benedetto e benedetto il tuo frutto un po’ amareno. Santo Mercato, padre e Dio, prega per noi peccatori, adesso è l’ora della nostra morte. Amen”.