TRENTO – Le immagini dei due cuccioli d’orso senza madre, che vagano impauriti nei boschi alla ricerca di cibo, non potevano non muovere gli ambientalisti che chiedono di metterli in salvo in previsione dell’inverno. Perché rischiano di non superarlo se rimarranno da soli. Sono gli orfani di KJ2, il plantigrado femmina che è stato abbattuto per decisione dei vertici della Provincia di Trento alla fine di luglio. Era diventata troppo pericolosa, dopo due aggressioni, e quindi andava eliminata per tutelare gli uomini. Questa la motivazione, che però aveva suscitato polemiche e critiche. A distanza di quasi due mesi i due orsetti sono stati ripresi sul Monte Bondone da un gitante, che li ha immortalati con il telefonino mentre correvano su una strada bianca, uno di fianco all’altro, sfuggendo all’uomo che li seguiva in auto. Ed ecco pronta, è scattata la solidarietà. Su L’Adige, quotidiano di Trento, il naturalista Andrea Frapporti, documentarista e presidente del Pant, l’associazione Protezione ambiente e natura trentini, lancia un appello proprio alla Provincia: “Salviamo quei due poveri cuccioli e portiamoli al Casteller, almeno per l’inverno e per i prossimi mesi, altrimenti sono destinati a morire”. L’interlocutore non può che essere la Provincia Autonoma, che si occupa della gestione della fauna e che tiene monitorati gli orsi che vivono sui monti del Trentino.

“Ho visto il video dei due orsi sul Bondone e penso che debbano essere salvati, perché se arrivasse un inverno particolarmente rigido e con molta neve non credo riuscirebbero a sopravvivere” dichiara Frapporti. L’indicazione del Casteller non è casuale. Si tratta del Centro vivaistico Forestale, un’area di oltre 40 ettari, che si trova tra il Doss San Rocco, le Novaline e Mattarello, e confina con il Centro di recupero della fauna alpina. È quella l’area destinata ad accogliere gli orsi problematici. Pur trattandosi di un territorio piuttosto piccolo per un plantigrado che percorre decine di chilometri in una notte, potrebbe diventare la casa dei due orsetti. “E’ già presente una femmina – spiega Frapporti – potrebbe accudirli e insegnare loro come procurarsi da mangiare, visto che la loro mamma è stata uccisa”.

Finora gli orsetti sono stati seguiti a distanza anche dal Corpo Forestale della Provincia che dopo l’uccisione della madre era riuscito a fotografarli già in un’occasione. L’abbattimento di KJ2 era stato deciso con un’ordinanza del 24 luglio scorso dal governatore trentino Ugo Rossi. La Procura aveva aperto un’inchiesta senza indagati, acquisendo i rapporti della Forestale, per verificare se l’uccisione dell’animale sia stata legittima. Altrimenti potrebbe scattare la violazione dell’articolo 544 bis del Codice penale, che prevede una pena da 4 mesi a due anni. Era stata l’aggressività dell’orsa a motivarne l’abbattimento, ha spiegato all’epoca il governatore. L’ultimo ad essere aggredito era stato, il 22 luglio sopra Terlago, un pensionato di Cadine, Angelo Metlicovec. Ma in almeno un’altra occasione si sospetta che proprio KJ2 fosse stata la protagonista di un pericoloso incontro ravvicinato con un escursionista a Zambana.