Non c’era nessuna bambina sotto tra i detriti della scuola a Città del Messico rasa al suolo dal violento terremoto di magnitudo 7.1 che martedì ha colpito il sud e il centro del Paese, causando almeno 250 vittime. Dopo un giorno e due notti di scavi ininterrotti, si era infatti riaccesa la speranza di trovare ancora qualche superstite sotto le macerie . Ma alcune notizie positive date dai media locali messicani, sono state smentite poi dalle autorità, come il fatto che una bambina di 12 anni sia riuscita comunicare con i soccorritori.  “Non ci sono bambini. Se vi è un sopravvissuto sotto le macerie si tratterebbe di una persona adulta, probabilmente che era impiegata nella scuola”, ha spiegato il sottosegretario messicano, Angel Enrique Sarmiento.

All’inizio si era diffuso la voce che la piccola potesse chiamarsi Frida Sofia, ma la scuola ha da parte sua chiarito che le bambine con questi due nomi erano già state soccorse o comunque identificate. Nella scuola, fin da stamani presto si susseguono di continuo le richieste da parte dei soccorritori di fare silenzio nei momenti in cui vengono rilevati segnali di vita tra le macerie, con il gesto del pugno destro alzato.

Quello che si sta vivendo davanti a quel che resta della scuola Enrique Rebsamen, il cui crollo ha ucciso almeno 32 bambini, si ripete di fronte alle macerie di decine di altri palazzi rasi al suolo dal sisma nella capitale e negli stati vicini. “La priorità è ancora salvare vite e fornire assistenza medica a coloro che ne hanno bisogno”, ha detto il presidente messicano Enrique Peña Nieto, elogiando gli sforzi dei soccorritori che finora hanno consentito di estrarre vive dalle macerie degli edifici crollati a Città del Messico più di 50 persone. Il sindaco, Miguel Angel Mancera, afferma che 115 persone sono morte nella capitale per i crolli di 52 edifici. In totale in Messico si contano almeno 250 vittime, tra gli stati di Morelos(73), dove è stato localizzato l’epicentro del terremoto, Puebla (43), Messico (13), Guerrero (5), Oaxaca (1). Il responsabile della protezione civile, Luis Felipe Puente, ha sottolineato che “secondo stime preliminari il numero degli edifici danneggiati in tutto il Paese oscilla tra 200, 500 o mille: dobbiamo ancora accertare il dato definitivo”.