Erano anni che si attendeva. Qualcuno ci aveva persino perso la speranza ma da ieri il regolamento per il nuovo concorso per dirigenti scolastici è in Gazzetta Ufficiale. La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli l’aveva annunciato da mesi; ha mantenuto fede alle parole. Una necessità visto che oggi i presidi in servizio sono solo 6.792, i posti vacanti 1.189 e le reggenze 1.748. Dal 2011 non veniva più indetto un concorso e l’associazione nazionale presidi così come le altre organizzazioni sindacali avevano chiesto prima alla ministra Stefania Giannini e poi alla Fedeli una svolta per poter dare una risposta ad un’esigenza diventata ormai emergenza. Non sono pochi i dirigenti, infatti, costretti a fare chilometri e chilometri per poter seguire le diverse scuole loro affidate: c’è chi arriva persino ad avere 17 plessi. Con l’ingresso di nuove leve si svecchierà anche l’identikit del capo d’istituto: oggi l’età media è di 55,6 anni e il 31,6% ha persino più di sessant’anni. Altro dato rilevante: il 68,2% dei presidi in servizio è donna. Non tutti potranno partecipare al concorso ma solo i docenti e il personale educativo di ruolo con almeno cinque anni di servizio.

Tre le fasi previste per la selezione che avrà l’obiettivo di coprire i posti disponibili per il prossimo triennio, il 2018-2021. Il concorso vero e proprio che prevede una prova preselettiva unica a livello nazionale nel caso in cui le candidature siano tre volte superiori ai posti messi a bando. I candidati dovranno rispondere a 100 quiz che saranno estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito del ministero almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova. I futuri presidi dovranno dimostrare di avere le conoscenze di base per svolgere funzioni dirigenziali. Nello scritto gli saranno rivolte cinque domande a risposta aperta sulla normativa del settore istruzione, sull’organizzazione del lavoro e la gestione del personale, sulla programmazione, sulla gestione e la valutazione nelle scuole, sugli ambienti di apprendimento, sul diritto civile e amministrativo. Avranno anche due domande a risposta chiusa in lingua straniera.

Solo chi avrà raggiunto un punteggio minimo di 70 punti potrà accedere all’orale che mira ad accertare la preparazione professionale attraverso la risoluzione di un caso specifico. Tutti dovranno dimostrare di avere anche conoscenze informatiche e di lingua straniera. Chi supererà le prove sarà ammesso al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio selettivo, finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali: due mesi di lezione al termine delle quali dovranno affrontare una nuova prova scritta e valutazione orale. “Con il nuovo concorso affronteremo la carenza strutturale di personale dirigente nelle scuole che ha fatto crescere, di anno in anno, il fenomeno delle reggenze, fino a renderlo patologico – sottolinea la ministra Valeria Fedeli -. I numeri del bando rappresenteranno una risposta importante, che terrà conto delle necessità attuali e del turn over dei prossimi anni. Il ruolo della dirigenza – prosegue la ministra – è fondamentale nelle scuole: per il coordinamento del lavoro, per tenere insieme la comunità scolastica. Il dirigente è anche un punto di riferimento per le famiglie. Abbattere il fenomeno delle reggenze significa, dunque, lavorare per la qualità del sistema”.