Matteo Salvini ha voglia di elezioni e sogna Palazzo Chigi. “Sì, non vedo l’ora che gli italiani possano tornare a votare, io sono pronto e anche la squadra è pronta”, ha detto il segretario della Lega Nord a Porta a Porta su Rai1. Salvini è sicuro, il leader del centrodestra sarà quello più votato dagli elettori. Cioè lui: “Il mio avversario non è Berlusconi, lui è stato un rivoluzionario, è importante che raccolga tanti voti altrimenti io come faccio a fare il premier. Io lavoro per un centrodestra compatto, non voglio riciclati, e poi dopo Monti, Letta, Renzi e Gentiloni si deve far capire agli italiani che si può andare in Ue senza cappello in mano”. Il centrodestra unito, ma non in un listone: “Sommeremo i voti per superare il 40%, se non succede vedremo chi prende i voti per ragionare”. Di sicuro il capo del Carroccio dice no a “minestroni per raccogliere voti”. “Il mio avversario non è Berlusconi – aggiunge – ma non voglio riciclati: non voglio Alfano, Cicchitto, Casini…”. Ma se Berlusconi si allea di nuovo con Renzi? “No, errare umano perseverare sarebbe diabolico – risponde Salvini – Io credo che si possa fare una coalizione di centrodestra come abbiamo fatto a livello locale”.

E in caso di emergenza resta la remota (molto remota) possibilità di un’alleanza con il Movimento 5 stelle: “Dipende tutto dal programma”. Tra i Cinquestelle, dice il segretario della Lega, “ci sono anche brave persone, alcuni sono motivati e chiedono onestà, ma poi vedi come gestiscono Roma, Livorno, Torino, il casino in Sicilia: è difficile. L’importante è il programma. I Cinquestelle vogliono il reddito di cittadinanza, hanno votato per l’abolizione del reato di clandestinità“.

Salvini chiede giustizia per la Lega: “Ogni euro che entra è certificato. In Italia ci sono sentenze strane, io faccio questa battaglia, noi andiamo avanti anche senza soldi, preferisco avere tante idee e pochi soldi e non il contrario come il Pd. La giustizia va riformata, credo che tra qualche giorno si tornerà alla normalità. Io credo che sia una sentenza politica ed un atto ingiustificato”. Resta l’idea dell’Aventino di una settimana in Parlamento.

La pratica su Umberto Bossi è gestita con eleganza: “La battaglia della Lega è nazionale, è quello che continuo a dire a Bossi: vinciamo tutti insieme – dice a Bruno Vespa – Sulla scheda elettorale ci sarà un simbolo unico in tutta Italia. io porto riconoscenza a Bossi, gli devo tanto, non si è mai intascato un quattrino, ci sono stati errori di gestione che sto pagando io. A Bossi faccio gli auguri, mi può dire che sbaglio ma se la lega dal 3% e oggi è al 15% vuol dire che mi ha insegnato bene. Lo considero un maestro”.

Naturalmente ribadisce il no allo Ius Soli (“L’Italia è il paese in tutta l’Ue che concede più cittadinanza non serve regalarne altre”), garantisce che non farà promesse come gli 80 euro ma progetti concreti “che mi portano a dire che l’Italia può competere con la Germania. Io vorrei che un cittadino calabrese si curi nella sua regione quindi che si spenda meno a livello centrale”.