Creare prove contro un indagato, chiunque egli sia, è un gesto scellerato. In 23 anni di servizio non ho mai falsificato alcuna prova. Nell’informativa ci sono errori? Sicuramente, ma si tratta di errori“. Sono le parole del maggiore Gianpaolo Scafarto, l’ufficiale del Noe indagato dalla procura di Roma per falso nell’ambito dell’inchiesta Consip. Intervistato da Rosanna Russo per Bersaglio Mobile (La7), il capitano Scafarto, accompagnato dal suo legale, dichiara: “Sono solo amareggiato, profondamente amareggiato, anche perché purtroppo questa vicenda reca pregiudizio all’Arma dei carabinieri, che ho sempre servito e amato, come amo il mio Paese d’altronde”. Riguardo al procuratore di Modena Lucia Musti, che davanti al Csm avrebbe parlato di lui e del colonnello Sergio De Caprio, il capitano Ultimo, come di due “esagitati”, Scafarto ribadisce a più riprese di voler aspettare di leggere le carte: “Non vorrei che qualche giornale avesse enfatizzato eccessivamente. Sono molto sereno. La frase “Scoppierà un casino, arriviamo fino a Renzi”? Non ne ho ricordo proprio. Dirò quello che ricordo dopo aver letto le carte”