Tanto inchiostro è stato versato sul recente terremoto che ha colpito Casamicciola Terme, sull’isola d’Ischia. Ora, tanti sapranno, dopo che i principali mezzi di informazione lo hanno ricordato, che quel Comune era stato già colpito da un tremendo sisma nel 1883.

Si è frettolosamente data la colpa all’abusivismo – e chi scrive è tra primi che ha sempre condannato questo fenomeno ma dimenticando che una casa non abusiva non è necessariamente costruita secondo le norme anti-sismiche, e viceversa. Il problema è che molte strutture pubbliche non si sono dimostrate statiche, come la Casa del comune, oggi inagibile, o l’istituto scolastico Alessandro Manzoni, crollato durante il terremoto, nonostante fosse stato ristrutturato un anno fa e che quindi doveva essere antisismico.

In tempi non sospetti, ho già scritto su questo blog di quanto sarebbe stato intelligente far tesoro delle lezioni del passato, costruendo in modo antisismico o mettendo in sicurezza quanto già costruito secondo queste norme, in un luogo a rischio sismico come Ischia, e tanti altri in Italia. Una copertura assicurativa obbligatoria, come esiste in Francia e altrove all’estero, che imponga alle compagnie assicurative di coprire poi in queste zone da rischi di catastrofi naturali e dove lo Stato faccia anche la sua parte, consentirebbero alle vittime di queste tragedie di poter vedere la luce in fondo al tunnel e non annaspare nell’incertezza di una burocrazia oscura e avvilente, dopo aver già perso la propria casa.

Dopo il recente sisma, ci sono state “voci”, “notizie di stampa” o “rumors” che davano il governo impegnato a varare un provvedimento per l’assicurazione sui rischi dei terremoti, varato nel prossimo Consiglio dei ministri. E il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Graziano Delrio si è lamentato del fatto che quasi nessuno avesse finora fatto richiesta dei fondi garantiti dal cosiddetto SismaBonus. Ma sull’isola di Ischia, dove non esiste un piano regolatore generale di programmazione dello sviluppo del territorio e per forza di cose le case costruite negli ultimi decenni sono quasi tutte abusive o condonate, i cittadini possono anch’essi far uso di questo bonus?

Il governo, prima di puntare il dito contro chi ha pagato l’obolo, previsto dallo Stato italiano, per vedersi “sanata” la propria casa, ha per caso previsto di mettere in sicurezza antisismica tutti gli edifici pubblici presenti in zone sismiche come l’isola d’Ischia?

Di certo nessun governo, dal 1883 ad oggi, può dirsi estraneo a questi morti, feriti e crolli. A maggior ragione quando si scopre, rispolverando un antico libro, che già ben 133 anni fa un certo Mercalli (che sembrava sapere il fatto suo in tema di terremoti) riassumeva in qualche pagina i suoi “consigli agli ischitani”, quanto mai attuali, dove con dovizia di particolari e un linguaggio semplice, dava preziosissimi suggerimenti su cosa fare e non fare per minimizzare i rischi in caso di ulteriori terremoti.

E se con quasi 150 anni di ritardo,  i nostri politici e amministratori e privati cittadini, facessero tesoro di quei consigli, adattandoli alle tecnologie anti-sismiche di ultima generazione?