Il ritardo sullo Ius soli agita il Partito democratico. Dopo l’attacco del ministro Graziano Delrio che, nelle scorse ore, ha definito il ritardo del suo partito sul provvedimento un “atto di paura”, a rispondergli è stato indirettamente il presidente Pd Matteo Orfini. “Cerchiamo di evitare almeno noi di strumentalizzare la vicenda dello Ius soli, che è una cosa seria e riguarda la vita e i diritti di centinaia di migliaia di persone”, ha scritto su Facebook. Ma non solo: ha quindi rilanciato dichiarando che la questione riguarda l’esecutivo: “L’unico modo per approvare lo Ius soli al Senato è mettere la fiducia” perché se si porta in aula senza fiducia significa “ammazzare lo Ius soli”. Quindi, si è rivolto a Delrio: “Ai ministri che chiedono lodevolmente di accelerare, suggerisco di lavorare più rapidamente per sciogliere il nodo fiducia. Perché è proprio a loro che compete questa decisione”. Secondo Orfini insomma, la decisione di rinviare la discussione da parte del capogruppo Zanda e dei suoi è stata corretta: “Hanno fatto non bene, ma benissimo”. E ancora: “Quella scelta non è un atto di paura, ma di assoluto buon senso che serve a non far naufragare la possibilità di approvarla”.

A dare garanzie nel merito, nonostante di fatto si rischi di non avere i tempi materiali a Palazzo Madama, è stato anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. “Non devo ricordare quando finisce e quando inizia l’autunno: è consapevolezza acquisita. Resto alle parole che ho detto alcune settimane fa. Siamo ancora in estate, l’impegno che abbiamo descritto rimane. E’ un lavoro da fare”, ha detto da Corfù al termine del bilaterale con Alexis Tsipras. “Non sovrapponiamo il tema in modo automatico degli sbarchi, dell’immigrazione al tema della cittadinanza. Ci sono dei punti di contatto ma stiamo parlando di argomenti abbastanza diversi”.