Al Salone di Francoforte le novità di prodotto – quelle che presto arriveranno nelle concessionarie – hanno prevalentemente carrozzeria suv e motori endotermici. Ma l’auto del futuro sogna di essere elettrica, connessa e a guida autonoma: e nel mare magnum degli sport utility c’è anche chi riscopre tipologie di vetture tradizionali, come le station-wagon e le utilitarie, evolvendole per renderle più accattivanti.

Alla rassegna tedesca Audi si presenta addirittura con 2 prototipi, la Elaine e Aicon: la prima è un suv-coupé da 4,9 metri spinto da 3 motori elettrici da 500 Cv di potenza e con 500 km di autonomia. La seconda ha le sembianze di un berlinone da 5,4 metri, i suoi 4 motori a emissioni zero (uno per ruota) erogano 350 Cv e l’autonomia arriva addirittura a 800 km grazie all’adozione di batterie allo stato solido: queste ultime possono recuperare l’80% dell’energia in meno di 30 minuti. E poi c’è quel piccolo particolare: la Aicon non ha il volante né i pedali. Infatti, mentre la Elaine è dotata di guida autonoma di livello 4, che ancora richiede l’intervento del guidatore se necessario, la Aicon arriva al livello 5, cioè la totale automazione dei processi di guida.

Per essere più precisi la Elaine può marciare in autostrada a velocità comprese fra 60 e 130 orari, effettuare cambi di corsia ed è in grado eseguire manovre complesse come il parcheggio; ma, se serve, il driver deve riprendere il controllo del mezzo. Sulla Aicon invece basta chiedere al cervello elettronico dell’auto di raggiungere una destinazione e il gioco è fatto (e questo rende superfluo volante e pedali). Entrambi i prototipi vantano tecnologie dal sapore davvero futuristico, come il sistema “AI Zones”: dopo che ha accompagnato il proprietario a casa o in ufficio, la vettura provvede autonomamente alla ricarica delle sue batterie, può andare all’autolavaggio o raggiungere punti di consegna predefiniti per eventuali spedizioni.

Mentre i sistemi di bordo incrociano i dati del veicolo con quelli provenienti dalla rete, mischiandoli alle informazioni sul traffico, alle preferenze del guidatore e al suo stato psicofisico: un fiume di dati che vengono utilizzati per suggerire al driver i percorsi che più si adattano alle sue preferenze o al suo stile di guida, mentre l’auto provvede a impostare clima, musica e illuminazione a seconda dello stato d’animo di chi è al volante, interpretandolo tramite il rilevamento degli impulsi biometrici. L’abitacolo della Aicon sposa la causa del lusso minimalista, mentre a comunicare col mondo esterno ci pensa la mascherina frontale: è composta da 600 pixel che fanno da gruppi ottici a composizione luminosa variabile; in pratica possono fare da luci diurne e notturne, ammiccare in segno di benvenuto quando l’(ex) guidatore sta per salire a bordo, proiettare simboli sull’asfalto o indicare alle persone a bordo carreggiata che l’auto attende il loro transito sulle strisce pedonali.

Meno impressionante da un punto di vista tecnologico ma più vicina alla produzione la Mercedes EQ A Concept, prototipo elettrico di taglia compatta (è lungo 4,3 metri) che prefigura lo stile della futura Classe A. Anche in questo caso la mascherina frontale è multifunzionale: i suoi elementi luminosi formano la fanaleria (con tecnologia laser a fibre ottiche), mentre il disegno della calandra frontale è composto da led e cambia in base alle modalità di guida selezionate dal guidatore. Il prototipo fa parte della famiglia EQ, composta dai veicoli elettrici della stella: “Entro il 2022 Mercedes-Benz Cars immetterà sul mercato oltre dieci veicoli a trazione completamente elettrica”, promette in una nota ufficiale Dieter Zetsche, numero uno del gruppo Daimler. Sotto la carrozzeria della EQ A concept ci sono 2 motori elettrici, uno per asse, che complessivamente sviluppano 272 Cv di potenza massima e 500 Nm di coppia motrice. L’autonomia assicurata dal pacco batterie agli ioni di litio da 60 kWh ammonta invece a 400 km. La ripartizione della coppia fra le 4 ruote motrici cambia in base alla modalità di guida impostata: la trazione integrale diventa quindi più simile a una trazione posteriore pura selezionando i programmi “Sport” e “Sport Plus”; quest’ultimo consente al prototipo di scattare da 0 a 100 all’ora in meno di 5 secondi.

Conturbante la BMW i Vision Dynamics Concept, show-car dalle linee taglienti, con tetto da coupé e un’indole decisamente sportiva. La marca prevede di proporre a listino 25 modelli elettrificati (ibridi ed elettrici) entro il 2025, di cui 12 a emissioni zero: e questa concept è una dichiarazione di intenti in tal senso. Pochissimi i dati tecnici dichiarati dal costruttore: si parla di una velocità massima superiore ai 200 all’ora e di uno scatto da 0 a 100 in 4 secondi. L’autonomia è invece nell’ordine dei 600 km. Sempre in casa BMW c’è la Concept X7 iPerformance, anticipazione del nuovo Sport Utility di punta della casa bavarese: quest’ultimo arriverà sul mercato nel 2018 col nome di X7 e una lunghezza attorno ai 5 metri per marcare ancora più stretto Mercedes e Range Rover ed espandere ulteriormente la gamma di prodotto verso l’alto. Stilisticamente l’auto si caratterizza per il forte contrasto presente nel frontale: alla tipica calandra “doppio rene” di dimensioni extralarge si contrappone una fanaleria molto sottile. L’abitacolo è invece progettato per 6 persone.

Da un’auto tanto imponente si passa a una che omaggia il concetto di utilitaria tradizionale, rileggendolo in chiave hi-tech: si tratta della Honda EV concept, prototipo a emissioni zero per una compatta a misura di ingorgo urbano (è lunga 3,9 metri). La mascherina anteriore incorpora la fanaleria a led e quella posteriore indica visivamente lo stato di carica della batteria, mentre le portiere controvento omaggiano i tempi che furono. All’interno, pensato per 4 passeggeri, la plancia a sviluppo orizzontale è fatta prevalentemente in legno e fa da base a un sistema infotelematico con maxischermo. Altri 2 display sono presenti sulle portiere e sono collegati alle telecamere che sostituiscono i retrovisori laterali. Sotto la carrozzeria si nasconde una piattaforma modulare a trazione elettrica del tutto nuova, che farà da ossatura ai prossimi modelli a emissioni zero by Honda. “Questo prototipo non rappresenta l’anticipazione di un futuro troppo distante”, ha spiegato durante la presentazione del prototipo l’ad di Honda, Takahiro Hachigo; “la versione di produzione di quest’auto arriverà in Europa nel 2019”.

Ancor più interessante la Kia Proceed Concept: sembra quasi voler strillare al mondo che, pur snobbate dal pubblico e azzoppate dall’invasione delle suv, le giardinette tradizionali sono ancora vive, vegete e sexy. Beh, perlomeno lo è questa Kia, disegnata nel centro europeo di stile del costruttore coreano, situato a meno di 500 metri dagli ingressi del Salone di Francoforte. La vettura, specie al frontale, riprende ed evolve alcuni concetti stilistici visti sulla Stinger e si distingue per un padiglione sinuoso, che diventa particolarmente spiovente in corrispondenza della coda: una riuscita sintesi fra station-wagon e coupé ed eredita i punti di forza di entrambe le carrozzerie.

Poi c’è la Renault Symbioz, una rappresentazione su ruote della possibile interazione fra la casa e un’auto elettrica, connessa e dotata di guida autonoma: un’idea di mobilità per il 2030 che armonizza (e ottimizza) l’energia elettrica condivisa fra mezzi di trasporto, abitazioni, altri veicoli e infrastrutture stradali. Esempi? “E’ possibile adoperare l’energia immagazzinata nelle batterie del veicolo per utilizzare l’illuminazione, gli schermi o altre funzionalità dell’abitazione durante i picchi di consumo”, come spiega il costruttore. L’abitacolo punta alla spaziosità – sfruttando la compattezza dei motori elettrici installati sull’assale posteriore, capaci di 500 kW di potenza per uno zero-cento da meno di 6 secondi – ed è dotato di una strumentazione a scomparsa e di sedili anteriori girevoli studiati per favorire l’interazione fra passeggeri quando della guida se ne occupa il pilota automatico: una sorta di estensione su ruote della casa o dell’ufficio.