La notizia dei carabinieri stupratori è divenuta un caso internazionale. Non altrettanto la vicenda dei magistrati amministrativi condannati per prostituzione minorile. Per chiarezza i giudici amministrativi sono coloro che dovranno decidere su eventuali ricorsi contro le sanzioni applicate ai Carabinieri indagati.

Forse è per questa ragione che in questo periodo si discute molto dell’abolizione dei Tar e del Consiglio di Stato. In particolare vengono accusati da più parti di scarsa trasparenza e lentezza. Tali accuse sono state respinte con forza dalla categoria e, non stupisce, dagli avvocati amministrativisti.

Personalmente, essendo stato giudice Tar da quasi un decennio, posso testimoniare che le accuse che vengono mosse sono fondate.

In particolare – come ho sempre denunciato – i giudici amministrativi si recano in udienza solo due volte al mese, con carichi di lavoro che, personalmente, evadevo al massimo in un paio di giorni. Ovviamente nei giorni in cui non c’è udienza i giudici amministrativi possono stare dove vogliono: capita quindi che “lavorino” dalle Dolomiti (in inverno) o dalle coste sarde in estate, ad esempio. Il tutto senza chiedere ferie ovviamente. Quelle stesse ferie che il governo Renzi ha ridotto per i giudici a 30 giorni e che il Tar ha ritenuto legittimo e non in dubbio di incostituzionalità. Del resto, come ho detto, i giudici amministrativi le ferie non hanno nemmeno bisogno di chiederle: possono lavorare dove vogliono.

E che dire della trasparenza? Ancora oggi non si riesce a sapere quanti giudici amministrativi siano appartenuti alla massoneria (sul punto ho scritto più volte, ma il tema è stato di recente sollecitato alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed alla commissione Parlamentare antimafia): l’organo di autogoverno  non se ne occupa in termini generalizzati e, quanto il sottoscritto ha segnalato che due consiglieri di Stato risultavano negli elenchi dei massoni, questi ultimi sono stati promossi presidenti del Tar Sicilia e Presidenti del Tar Calabria.

E che di re dei procedimenti disciplinari? Sono di recente sono stati condannati per prostituzione minorile un paio di magistrati amministrativi (anche nel caso delle baby squillo dei Parioli). Un altro per corruzione. Diversi sono indagati. Ma non è dato sapere se l’organo di autogoverno li abbia sospesi o come siano terminati i procedimenti disciplinari: a differenza del Csm tali atti non vengono pubblicati e a chi ne fa esplicita richiesta (io stesso ho provato di recente ad avere copia, senza successo) rispondono che non c’è un interesse tutelabile.

Infine il capitolo concorsi: ancora da 10 anni nessuno ha voluto fare chiarezza sul cosiddetto caso Giovagnoli, destinato a divenire uno dei vertici della magistratura amministrativa – in ragione della giovane età in cui è entrato in servizio – ma avendo superato il concorso senza avere i titoli richiesti dalla legge.

Credo che la giustizia amministrativa rappresenti lo specchio dell’Italia che nessuno vuole più, a parte i diretti beneficiari dei numerosi privilegi di cui godono e della ristretta cerchia di avvocati amministrativisti che campano all’ombra di questo sistema. Che almeno si sappia e si renda pubblico quali sanzioni sono state adottate nei confronti dei giudici “pedofili” e di quelli corrotti.