Saranno molte e illustri le assenze all’imminente Salone di Francoforte 2017: si va da Peugeot a Fiat, passando per Alfa Romeo, Jeep, Volvo e Nissan, etc. Tuttavia l’appuntamento tedesco rimane una passerella di prestigio, specialmente per i grandi colossi dell’automobile teutonica: si svolge ogni due anni in alternanza col Salone di Parigi e nella passata edizione ha fatto registrare oltre 931mila visitatori. Le novità di prodotto sono tante e confermano in pieno le tendenze attuali e future del mercato.

Va letta in questo senso la pioggia di sport utility in rampa di lancio all’IAA 2017: ce n’è di tutte le dimensioni e per tutte le tasche. La più abbordabile è la Dacia Duster, best-seller del gruppo Renault arrivata alla sua seconda generazione: rivista nel design e aggiornata nei contenuti, continuerà a puntare sul rapporto qualità/prezzo per stregare la clientela. Di tutt’altra pasta la Citroen C3 Aircross, che vuole portare un po’ di glamour nella richiestissima categoria degli urban-suv: solo per gli esterni ci sono ben 85 combinazioni cromatiche differenti; non mancano poi le protezioni in plastica grezza su paraurti e passaruota, tipiche di un mezzo da fuoristrada, anche se poi la trazione della Aircross è solo anteriore. E con questa l’elenco delle nuove suv transalpine è completo. Anzi no, c’è pure la Opel Grandland X: francesissima non solo perché ormai Opel è di proprietà di PSA, ma soprattutto perché il design “made in Germany” nasconde architettura costruttiva e motori ingegnerizzati dal gruppo parigino. La Grandland X raccoglie l’eredità della Antara, rispetto a cui è più corta di 9 cm per un totale di 4,48 metri. Anche in questo caso la trazione è solo anteriore.

Poi c’è la nuova Ford Ecosport: si tratta di un restyling in questo caso, ma vale quasi come se l’auto fosse completamente nuova. La prima versione dell’Ecosport ha avuto qualche problema ad entrare nella lista dei desideri dei clienti, nonostante il segmento dei babysuv tiri come non mai: colpa di un’estetica discutibile e di interni cheap e superati. Ora la carrozzeria fa il verso alla Edge e dentro c’è un bel po’ della nuova Fiesta: una garanzia, insomma.

Dalla Corea (con furore) arriva la Hyundai Kona: il suo nome è ispirato alla costa più occidentale dell’isola grande nell’arcipelago delle Hawaii, una località ideale per il surf. La vettura è lunga 4,16 metri, è realizzata su una piattaforma costruttiva inedita e punta molto sul design aggressivo (si può avere anche 4×4). Cugina della Kona è la Kia Stonic: l’auto è costruita sulla base a trazione anteriore della Rio e nasce nello stesso stabilimento coreano della citycar. A firmare il design, invece, è stato il centro stile europeo del marchio coreano: Kia spera che la Stonic diventi la best-seller della sua gamma europea. Tuttavia i tedeschi del gruppo Volkswagen, a casa loro, vogliono fare le scarpe a tutti quanti: ecco perché all’IAA si presentano con quattro sport utility di altrettanti marchi. Si parte dalla VW T-Roc: l’architettura costruttiva è quella della Polo e l’auto si pone al di sotto della Tiguan. Lunga 4,2 metri, fa concorrenza a modelli come Toyota CH-R e Opel Mokka X: è disponibile anche con la trazione integrale con specifiche modalità di guida per il fuoristrada.

Più economica (e più sportiveggiante) la Seat Arona, che ruba il nome a un comune spagnolo situato nella comunità autonoma delle Canarie: più piccola della Ateca, la Arona è lunga 413 cm e condivide la piattaforma modulare MQB A0 del gruppo Volkswagen con la nuova Ibiza e con la VW Polo; si può avere solo con la trazione anteriore. Skoda invece manda in pensione la monovolume Yeti sostituendola con la nuova Karoq, che farà concorrenza a vetture come Nissan Qashqai e Peugeot 3008: lunga 4,38 metri, la Karoq è costruita sulla base tecnica della VW Tiguan e sarà disponibile anche con 4 ruote motrici e cambio automatico doppia frizione.

Di ben altro lignaggio la Porsche Cayenne di terza generazione: è diversa soprattutto in coda dove spicca una fanaleria tutta nuova. Assemblata sulla piattaforma della cugina Audi Q7, è lunga 492 cm e risulta fino a 65 kg più leggera del modello precedente, anche grazie a porte e cofani in alluminio e alla batteria al litio, che da sola lima 10 kg di peso. La guidabilità Porsche è garantita dalla trazione integrale abbinata al cambio automatico a 8 rapporti e alle 4 ruote sterzanti.

Meno prestigiosa ma altrettanto sportiveggiante la BMW X3: il nuovo modello del suv bavarese si presenta con un look tutto sommato conservativo, dopo una cura dimagrante che gli ha fatto perdere 55 kg di peso. Ampia la scelta di motorizzazioni, così come le dotazioni di assistenza alla guida e infotainment: quest’ultimo è dotato di comandi gestuali, vocali e compatibile con smartphone. Più compatta la Jaguar E-Pace: lunga 4,4 metri, potrebbe diventare già da subito il prodotto più venduto della casa britannica. Telaio e le sospensioni fanno largo uso di alluminio e si può avere anche a trazione integrale con torque vectoring che suddivide la coppia motrice fra le ruote per ottimizzare la motricità in curva.

Tuttavia, fra tutte le auto presenti al Salone di Francoforte, il primato tecnologico va certamente alla nuova Audi A8: la quarta generazione dell’ammiraglia di Ingolstadt porta in dote, per la prima volta in assoluto, la guida autonoma di livello tre. Significa poter togliere le mani dal volante durante la marcia, anche se si dev’essere sempre pronti a riprendere il controllo se richiesto dal veicolo. Quest’ultimo vanta un’architettura costruttiva “Space Frame” che è un sapiente mix di alluminio, magnesio e fibra di carbonio ed è stata irrigidita del 24% per migliorare comfort e guidabilità.

Non così tecnologica ma certamente ben più lussuosa l’ottava generazione della Rolls-Royce Phantom: lunga quasi 6 metri, è praticamente personalizzabile in ogni dettaglio. All’interno la plancia presenta finizioni in pelle, legno o metallo fatte dagli artigiani Rolls-Royce. Ma si possono anche installare le decorazioni ideate dal proprio artista preferito: il tutto viene poi sigillato dietro un vetro temperato. La Phantom è costruita su una nuova piattaforma modulare in alluminio più rigida del 30% rispetto al passato, a garanzia di maggiore comfort e guidabilità, e prevede le ruote posteriori sterzanti. Prezzo? Circa 450mila euro.

Per chi invece vuole condire il lusso con la sportività c’è la Bentley Continental GT: è costruita su una piattaforma modulare condivisa con Porsche e Audi ed è rivestita da una carrozzeria in alluminio. Il proprietario può scegliere fra 17 cromie esterne, 15 tipi di moquette, 15 varietà di rivestimenti in pelle e nell’abitacolo sono presenti 10 metri quadrati di finizioni in legno. All’interno l’effetto scenico è garantito pure dal display del sistema di intrattenimento: ribaltandosi, sparisce dentro la plancia e lascia il posto a strumenti analogici come termometro, bussola e cronometro. E pure la strumentazione tachimetrica è ora digitale. Sotto al cofano c’è un motore W12 biturbo di 6 litri, capace di 635 Cv di potenza (45 in più rispetto alla precedente): è collegato a un cambio doppia frizione a 8 rapporti e scarica la sua potenza a terra tramite le 4 ruote motrici.

“Da Francoforte è tutto, linea alla regia”. Anzi no: ci sono, dulcis in fundo, le sportive! La più tranquilla, si fa per dire, è la nuova BMW M5: l’ultima generazione della berlina tedesca ha ben 600 cavalli di potenza, polverizza lo zero-cento in 3,4 secondi e può raggiungere fino a 305 km/h di velocità massima. Sotto al cofano c’è un V8 biturbo da 4,4 litri, collegato alle 4 ruote motrici tramite un cambio automatico a 8 marce. Molto più esclusiva la Ferrari Portofino: erede della California T, ne conserva i fondamentali, come il motore anteriore, la trazione posteriore e la carrozzeria coupé-cabriolet. Assemblata su una piattaforma costruttiva totalmente inedita, è spinta da un 8 cilindri biturbo di 3.8 litri da 600 CV di potenza e 760 Nm di coppia motrice: la Portofino scatta da 0 a 100 all’ora in 3,5 secondi e supera la velocità massima di 320 km/h.

Decisamente molto più aggressiva la Lamborghini Aventador S Roadster: i feticisti della tecnica potrebbero già adorare il suo tettuccio asportabile, composto da 2 elementi e realizzato in fibra di carbonio con finitura opaca (pesa meno di 6 kg). A far capitolare i più “frigidi” ci pensa la sofisticata aerodinamica, il potentissimo motore V12 aspirato di 6,5 litri da 740 CV di potenza – la Aventador S Roadster tocca i 100 km/h con partenza da fermo in 3 secondi netti e arriva fino a 350 orari – le nuove sospensioni attive e il sistema di ruote posteriori sterzanti. Ancora più estrema la Porsche 911 GT2 RS, amabilmente soprannominata la “ammazza mariti”: si tratta della versione più potente e veloce mai realizzata della sportiva tedesca. La sua carta d’identità dice che è spinta da un motore boxer biturbo a 6 cilindri di 3.8 litri di cilindrata, con 700 CV e 750 Nm di coppia motrice.

Una brutalità chiamata a spingere appena 1.470 kg di peso (calcolato col pieno di carburante) attraverso un cambio doppia frizione a 7 rapporti collegato all’asse posteriore di trazione. Le prestazioni sono ovviamente dell’altro mondo: 0-100 polverizzato in 2,8 secondi e una velocità massima di circa 340 km/h; voci di corridoio affermano che l’auto sarebbe in grado di girare al vecchio Nürburgring in poco meno di 7 minuti. Prezzi? Per la GT2 RS siamo poco sotto i 300 mila euro, per la Lambo si toccano i 314 mila euro… tasse escluse. A ben vedere è molto più economica la Ferrari Portofino: viene via con appena 200 mila euro.