Il libanese Ziad Doueiri e la sua disputa legale in The Insult o il ritorno del regista comunista tutto d’un pezzo Robert Guediguian con La Villa? Guillermo Del Toro con The shape of water o Martin McDonagh per Three Billboards outside Ebbing, Missouri? Il prete in crisi di Paul Schrader, i vecchietti americani di Virzì, o il doloroso Foxtrot dell’israeliano Samuel Maoz? Probabile che il Leone d’Oro 2017 finirà in mano a chi meno te lo aspetti.

C’è grande indecisione attorno ai possibili vincitori della 74esima Mostra del Cinema di Venezia. Complice il buon livello dei 21 film in Concorso sarà piuttosto complicato riempire con equilibrio le caselle per i sette premi del palmares. Se, per chi scrive, ci sono un paio di film sopra ogni altro – quello di Del Toro e First reformed di Schrader – siamo certi che i giurati non la penseranno proprio come noi. Per sgomberare subito il campo dagli equivoci, eccetto sorprese, un presidente di giuria statunitense non premia mai un film statunitense.

La serie storica del festival lo testimonia. Ed essendoci nove film prodotti negli Usa in gara, ed essendo presidente di giuria la signora Beatty, Annette Bening, è altamente probabile che Del Toro e Schrader finiscano nel dimenticatoio. Mentre per Three Billboards, il film più apprezzato dalla critica italiana secondo il tabellino giornaliero del festival, e pompato da un can can entusiasta più da saloon che da mostra del cinema, potrebbe profilarsi un premio alla migliore attrice (Frances McDormand), le speranze per i film di Clooney (Suburbicon), Aronofsky (Mother!) e Payne (Downsizing) sono nulle. Ma andiamo con ordine.