Le sale gioco verranno dimezzate nel giro di tre anni ed entro il prossimo aprile scompariranno le slot da alberghi, ristoranti, edicole, lidi, bar e tabacchi. Ma allo stesso tempo c’è il via libera alla prima lotteria istantanea di Stato e, puntano il dito le associazioni di categoria, potranno aprire dei mini-casinò. Se Stato e Regioni esultano per l’accordo raggiunto sul Riordino dell’offerta di gioco dopo 18 mesi di discussione, Assotabaccai e Assogioco Confesercenti, oltre alla Consulta nazionale antiusura, criticano l’intesa.

I numeri – Entro il 30 aprile 2018, verranno rottamate 142.600 slot su un totale di 400mila in circolazione in Italia. Una sforbiciata del 35 per cento. Le rimanenti verranno sostituite con delle nuove macchinette che saranno collegate in remoto con la rete telematica statale e questo comporterà l’obbligo per il giocatore di inserire la Carta nazionale dei servizi o la tessera sanitaria. Le sale gioco, invece, verranno dimezzate nei prossimi 3 anni, passando dalle attuali 98.600 a circa 50mila. La regolamentazione delle distanze dai “luoghi sensibili” rimarrà in capo alle Regioni e saranno sempre gli enti locali a stabilire, se lo vorranno, le fasce orarie nelle quali è possibile giocare. La stretta – lo ha confermato anche il sottosegretario all’Economia con delega ai giochi Pierpaolo Baretta – provocherà un “più che presumibile” calo del gettito fiscale dai giochi, che nel 2016 era stato di 10 miliardi di euro, contro i 12 dell’anno precedente.

Critiche dalle associazioni di categoria – Tutto rose e fiori? Non esattamente. A criticare le scelte della Conferenza Stato-Regione sono le associazioni di categoria. Benedetto Palese, presidente dell’Associazione gestori e costruttori apparecchi di intrattenimento, si dice “meravigliato” perché l’esponente del governo, afferma, “ancora una volta nasconde la verità, in primis ai sindaci e ai governatori. A suo avviso infatti “tutte le sale che avranno la certificazione di tipo A con l’articolo 88 potranno diventare dei mini-casinò con al loro interno le pericolose videolottery“. Secondo Assotabaccai e Assogioco Confesercenti, invece, il quadro è “quantomeno contraddittorio”. La Conferenza Stato-Regioni, in nome del contrasto della ludopatia, spiegano, “prepara un regime di restrizioni draconiane al gioco in luogo pubblico, con un taglio di un terzo delle slot machine e il dimezzamento dei punti vendita” ma “allo stesso tempo l’Aams indice ufficialmente il gratta e vinci numero 46: Gioca Smart, il primo a sancire la transizione dal fisico all’online perché consente di giocare, specificano i monopoli, solo attraverso apparato smartphone o apparati mobili compatibili”. E, sottolineano, la scelta “sembra figlia di una strategia in netto contrasto con gli obiettivi dichiarati, perché il gioco online favorisce maggiormente l’insorgenza di dipendenze patologiche”.

Associazioni contro l’azzardo: “Non condivisa” – Critiche sono piovute anche dalla Consulta nazionale antiusura a nome anche di Cartello insieme contro l’azzardo, Caritas, Slot Mob e Forum delle Famiglie. “L’intesa sul Riordino dell’offerta di gioco in Italia in larga parte non è da noi condivisa”, dicono le associazioni. “Sin da ora rimarchiamo l’inaccettabile reticenza, rinnovata dagli estensori del testo dell’intesa – scrivono – nel denominare qual “gioco d’azzardo” quell’oggetto che essi indicano con la grottesca espressione gioco pubblico”. Annunciando una riunione “per esaminare con precisione analitica le implicazioni istituzionali e sociali dello scenario che si apre ora”, il presidente della Consulta, monsignor Alberto D’Urso, denuncia che “il mondo delle associazioni si aspettava ben altro” e spiega che “in questi mesi che precedono una campagna elettorale colpisce il nulla che i sottoscrittori dell’accordo dicono, ad esempio, sulla pubblicità ingannevole e su quanto sia devastante anche nel mondo dello sport la martellante induzione alla scommessa delle mille agenzie del settore”. Per gli aderenti alla campagna Mettiamoci in gioco “ancora una volta non si è avuto il coraggio di agire in modo incisivo sul consumo del gioco d’azzardo: le vlt, dispositivi assai più pericolosi per il giocatore e più appetibili per concessionari ed esercenti, non vengono toccate e rimane in vigore la regolamentazione sulla pubblicità del gioco d’azzardo attuale – scrivono – riconosciuta come insufficiente dallo stesso sottosegretario Baretta”.